UNA MAGICA RISORSA DI NOME DURIAN

IL DURIAN RAGAZZI È DAVVERO UN’ALTRA COSA

Mi ritengo un buon conoscitore della frutta in generale, e in particolare della frutta tropicale, nel senso che mi è sempre piaciuta come cibo centrale e non accessorio o marginale o periferico, come avviene per tanta gente. Ma, se esiste un frutto che mi ha conquistato senza riserve e senza limiti, questo è il durian. Più che un frutto è corretto descriverlo come una esilarante esperienza gustativa. Chiaro che non sono il solo ad avere un debole per il durian. Ne vanno matte le tigri, gli elefanti, gli oranghi, gli scoiattoli, i pipistrelli e tanti altri animali.

QUARANTA ANNI DI ASIA E FATALE INCONTRO COL FRUTTO SPINOSO

Cominciai a viaggiare in tutti i paesi del Sud-Est Asiatico a partire dal 1974. In una delle mie prime visite a Singapore ebbi modo di conoscere il durian. A quel tempo ero fresco di laurea in economia e commercio e facevo l’export manager per una fabbrica friulana di impianti per il calcestruzzo. L’importatore per Singapore e dintorni si chiamava John Phan e fu proprio lui ad iniziarmi al durian, portandomi due frutti interi in albergo.

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FRUTTARIANO CONVINTO AL CENTO PER CENTO

A parte l’impatto iniziale, improntato alla prudenza del primo assaggio, rimasi subito affascinato senza riserve da questo strano frutto aromatico e cremoso, e dai retrogusti davvero unici ed inconfondibili che esso rilasciava. Se prima di conoscere il durian ero già convinto e acceso fruttariano, da quel momento moltiplicai in modo esponenziale le mie convinzioni. Il giorno dopo ero già in giro per la China Town di Singapore alla ricerca di una replica.

ALTRO CHE LA MELA DI ADAMO ED EVA

Trovo che persino definirlo The King of Fruits, come fanno in Asia, sia alquanto riduttivo. Il durian è molto di più di questo. Merita di essere promosso a simbolo di tutti i frutti del mondo. Siamo di fronte a una autentica bomba energetica inventata dal creatore per sbalordire il genere umano e farlo riflettere sulla magia delle risorse naturali. Un frutto che non trova uguali e non trova paragone in Natura. Il suo odore particolare possiede una forza espansiva, diffusiva ed impregnante che ha del miracoloso e dell’inesplicabile.

UN ODORE CHE VIAGGIA A CHILOMETRI DI DISTANZA

Già all’aria aperta si riesce a percepire il suo fantastico profumo a 2 km di distanza. Per la tigre l’odore viene percepito a oltre 10 km. Convengo che, portato all’interno di un ambiente chiuso o anche sottoposto ad aria condizionata, all’interno di un hotel, di un vagone ferroviario o di un bus o di un aereo, impregna l’aria e tutto il resto, diventando odore fortemente sulfureo tipo uova marce e cipolle mescolate. L’energia olfattiva sprigionata dal durian è tale che basta un solo frutto per impregnare del suo odore un intero albergo di 20 piani attraverso il sistema dell’aria condizionata.

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Cartello di divieto a Singapore

IL DURIAN SAZIA LE BRAME DELLA TIGRE

Non mancano racconti strani e ricchi di mistero. Come la solitaria tigre che di notte si aggira intorno all’albero e, appena un frutto maturo si stacca dall’albero gli si avventa addosso fendendo la dura corteccia con entrambe le potenti zampe anteriori, accucciandosi poi tranquilla a leccare i semi cremosi come si trattasse di un delizioso gelato, col risultato incredibile di calmare le sue brame di cacciatrice micidiale. Un coltivatore malese di durian mi ha confermato di aver assistito personalmente col cannocchiale più volte a scene di questo genere.

FRUTTI INTELLIGENTI E PERICOLOSI SOLO PER I LADRUNCOLI

Oppure la storia riguardante la presunta intelligenza e il discernimento dei frutti stessi che non solo cadono a terra spontaneamente da soli non appena maturi, ma che non cadono mai sulla testa del padrone, mentre diventano pericolo autentico per i ladruncoli. Tener presente che si parla di alberi maestosi che arrivano ad altezze di 40 metri, producendo anche 150 frutti a stagione.

CONSUMATORE SERIALE E PROVETTO IN TUTTA L’AREA ASIATICA

Tornando a me, dal giorno di primo impatto col durian, divenni un regolare, provetto ed accanito consumatore seriale di durian, dovunque mi trovassi, in tutti i paesi di produzione dell’Asia, da Sri Lanka al Myanmar, dalla Malaysia all’Indonesia, dal Sabah al Sarawak, dalla Cambogia al Vietnam, dalla Thailandia alle Filippine, o anche a Hong Kong e Singapore, due dei maggiori mercati di consumo del frutto, visto che i cinesi ne vanno letteralmente pazzi e lo importano a migliaia di tonnellate dalla Thailandia, mettendolo in vendita a prezzi popolari ed accessibili.valdo-vaccaro-durian

MOLTIPLICAZIONE ESPONENZIALE DELLE ENERGIE BIOCHIMICHE

La magia del durian non riguarda soltanto il fattore energetico, ma anche la biochimica interna. Il durian, assunto in modo corretto, ti trasforma e ti rivitalizza in ogni cellula, ti dà letteralmente la sensazione di essere un altro, ti moltiplica le risorse fisiche, emozionali, mentali, sessuali e spirituali in modo statile e sicuro, ma senza dorati e senza crearti alcuna dipendenza chimica. Vero è che in Filippine viene dichiarato frutto estasiante ed afrodisiaco. Al mercato di San Andrès di Manila durian non deriva affatto da duri=spina e an=frutto, dalla lingua malese, ma piuttosto dallo spagnolo duro, nel senso scherzoso che te lo rende e te lo mantiene duro, sia che tu sia debole e gracile, sia che tu sia forte ed atletico. Ma nessun effetto drogante o di dipendenza. Tanto che viene assunto dalle madri e dai bambini piccoli in fase di svezzamento.

VIRTÙ MIRACOLOSE PER LA SALUTE UMANA E PER IL PIACERE DEI SENSI

Possiede tutte le qualità nutritive dell’albero del pane, o del chia-pa-tà dei cinesi o jack-fruit, ma va anche molto oltre. Risulta ottimo alleato di colon, intestino, cuore, fegato, sistema nervoso e sistema immunitario. Abbassa il colesterolo e la pressione del sangue. Incrementa la produzione di cellule e di sangue, ideale sia per i depressi che per gli sportivi. Parliamo infatti di un super-alimento che non si limita a offrire vitamina C immunitaria e antiossidante, vitamina E della fertilità, vitamine B1, B2, B6, B9 e B12, ma anche una vasta serie di minerali come magnesio, fosforo, potassio, ferro, zolfo, manganese e zinco.

CONTENUTO RECORD DI TRIPTOFANO E DI FLAVONOIDI

Per il betacarotene o vitamina A viene secondo dopo il mango. Ma è straricco di triptofano, un amminoacido del tutto speciale ed essenziale che ha struttura aromatica e ricca di fenilalanina, istidina, tiroxina e indolo, che è precursore di serotonina e melatonina, oltre che della Niacina B3. Un amminoacido che regola il delicato passaggio del corpo dai sistemi del giorno a quelli della notte, fungendo da prezioso regolatore del sonno e delle attività nervose. Possiede anche quercetina, acido caffeico e acido nicotinico che non vanno confusi con caffeina e nicotina note controparti dannose. Il durian contiene il doppio di antocianine di tutti i cibi naturali in circolazione. Contiene 10 volte più bioflavonoidi di tutti gli altri frutti. Leggasi in proposito le mie tesine “Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere” dell’11/2/2013, e “ Cibo ad alto rendimento per un motore speciale” del 19/7/13. Capite pertanto l’eccezionalità di questo regalo che Madre Natura ha messo a nostra disposizione?

ACCURATE INDAGINI PRESSO LE UNIVERSITÀ SINGAPORIANE

A svelare i segreti del re dei frutti, apprezzatissimi in Asia, è stato un team di genetisti dell’Humphrey Oei Institute of Cancer Research-National Cancer Center di Singapore (NCCS) e della Duke-Nus Medical School, che lo hanno sottoposto a tecniche di sequenziamento innovative. Gli studiosi coordinati dal professor Teh Bin Tean, vice-direttore presso l’autorevole istituto oncologico, non hanno analizzato un durian qualsiasi, ma una tra le varietà più apprezzate e prelibate, il Musang King o Mao Shan Wang. Il durian è talmente apprezzato in Asia che si organizzano dei veri e propri tour dedicati alla sua degustazione, sebbene l’odore che lo caratterizza sia così forte da risultare praticamente insopportabile per alcuni: non a caso alcune strutture ricettive asiatiche ne permettono il consumo solo all’aperto.

46000 GENI NEL GENOMA DEL DURIAN

La prima domanda interessante cui hanno risposto i genetisti è stata quella relativa al numero di geni rilevati nel durian, risultati essere ben 46mila, piú del doppio di quelli che si trovano nell’organismo umano (circa 20mila). Per quanto concerne l’odore pungente gli studiosi hanno individuato nel durian una specifica famiglia di geni chiamata MGL (metionina gamma-liasi): essa è responsabile di una sovrapproduzione di VSC, composti noti per il loro fortissimo aroma.

DEFORESTAZIONE E INDUSTRIALIZZAZIONE TRA I PEGGIORI NEMICI

In natura esistono 30 specie di durian, minacciate dalla deforestazione e dall’industrializzazione. Per questa ragione i ricercatori impegnati nel progetto di sequenziamento hanno deciso di donare la mappa genomica del durian ai botanici del National Parks Board di Singapore, al fine di favorire le ricerche sulle piante e adottare nuove strategie di conservazione. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Nature Genetics.

JOHN PHAN CAMPIONE IMBATTUTO DI DURIAN EATING

Tornando al mio rapporto personale col durian, dopo un paio di mesi dalla prima visita, tornai a Singapore. Parlando del più e del meno con John Phan venni a sapere che vantava il record sia per Singapore che per Malesia e Indonesia di “Best Regional Durian Eater”, con tanto di certificati, di medaglie e di coppe ottenute nei tanti tornei a cui aveva partecipato. Da rilevare che suo padre possedeva una della maggiori proprietà terriere dell’isola di Sumatra, coltivata soprattutto a palme da olio, ma anche a manghi e a durian, e che lui come figlio maggiore si era trapiantato qui per strategie di convenienza e sicurezza politica. Lo aveva fatto dieci anni prima e aveva costruito una bella villa in una zona boschiva non lontana dalla centralissima e mitica Orchard Road.

SFIDA APERTA AL RE DEL DURIAN

A un certo punto, gli dissi che gli ero eternamente grato per avermi fatto conoscere il durian, e che avevo fatto molti progressi. Aggiunsi pure tra lo scherzoso e il serio: “John, sorry to say that, but even being a great durian champ, you cannot compete with me nowadays” (Anche se sei un grande campione di durian, non puoi competere con me in questo momento!). Non lo avessi mai detto. Mi guardò tra l’incredulo e l’offeso: “What? Do you really mean that?” (Cosa? Ti rendi conto di quello che dici?). “Sì John, ho imparato tutti i trucchi del durian e l’ho persino nominato come mio frutto personale.”

GLI OCCIDENTALI COMMETTONO MADORNALI ERRORI DI VALUTAZIONE E FANNO PESSIME MESCOLE

So come sceglierlo, come mangiarlo, quanto mangiarne, come digerirlo. So che non va assolutamente assunto con bevande alcoliche e nervine. So che è meglio non berci nulla assieme, al massimo mezzo bicchiere d’acqua, o dell’acqua di cocco, oppure consumarlo con un mango, o meglio ancora con del mangostin. Ho anche capito perché gli occidentali non lo sopportano e non lo digeriscono. Essi commettono il fatale errore di mangiarlo dopo pranzo e dopo cena, nei momenti in cui è già in atto la digestione. Ovvio che così facendo il durian fa una fatica boia ad essere digerito ed assimilato, per cui produce in questi mangiatori inesperti ed imprudenti dei rutti continui e delle digestioni da incubo. D’altra parte un mangiatore di carne non può assolutamente affrontare un durian senza pagarne le conseguenze. Anche se si tratta di un frutto totalmente diverso da angurie e meloni, possiede le stesse caratteristiche di incompatibilità con la cadaverina. Prima si diventa vegani e poi, soltanto poi, ci si butta sul durian.

A UNA SFIDA LANCIATA IL CAMPIONE NON RESTA INDIFFERENTE

Parlai con John dei diversi progetti di edilizia urbana in corso a Singapore e delle buone prospettive per il nostro business comune. Ma lui, in quella circostanza, pareva più motivato a parlare di durian. Lo avevo toccato su un punto sensibile. “Valdo, mi hai lanciato un guanto come sfida. Non posso restare inerte. Dato che starai qui tra Singapore e Malaysia per una decina di giorni, domenica mattina all’alba ti vengo a prendere in hotel e facciamo una bella puntata io e te in Malesia. Riempiamo l’auto di durian, più o meno 200 euro di frutti, e impostiamo una competizione a due in zona tranquilla lungomare. Chi perde paga l’intera posta, vale a dire tutti i frutti, mentre tutto il resto del viaggio è a mio carico. Ci stai? Great, why not! Una stretta di mano e accordo concluso.

DOMENICA A PORT DICKSON IN MALESIA

Passano 3 giorni e domenica alle 6 di mattina, l’amico singaporiano si presenta puntualissimo con la sua nuova Alfa Romeo Giulietta all’Hotel Shangri-la. Lasciamo veloci Singapore e attraversiamo il ponte che collega l’isola a Johor Bahru e alla penisola malese. Lungo la strada nazionale per Kuala Lumpur (allora non c’era l’attuale comoda autostrada Nord-Sud) ci sono innumerevoli bancarelle del magico durian. Qualcosa di simile ai venditori di anguria da noi in luglio-agosto.
Facciamo una sosta e il cofano viene riempito da una trentina di frutti. Poco dopo, svolta a sinistra in direzione di una località della Malacca, poco più a sud di Port Dickson.

ALLE OTTO DEL MATTINO PARTE LA COMPETIZIONE

Magnifica spiaggia sabbiosa e neanche un cane in giro. Sistemiamo il tavolino portatile e le due sedie che John aveva sistemato dietro il sedile dell’auto, ammucchiamo una ventina di durian sulla sabbia accanto al luogo della sfida. Siamo in mezzo al silenzio più assoluto. Si sente solo il rumore delle onde e della risacca, più lo strillare dei gabbiani. Sono le otto del mattino. John sistema i primi sei durian sul tavolino, li apre con l’aiuto di un coltello e la competizione parte.

L’ESORDIO È TRANQUILLO E RILASSATO

Da notare che siamo entrambi affamati non avendo preso nulla al risveglio o durante il viaggio. Le prime due ore passano dunque piacevolmente ridendo e scherzando. Procediamo in piena serenità e disinvoltura. Le bucce vuote vengono poste a fianco di ciascun concorrente. Alle 10 la gara comincia a riscaldarsi non solo per il sole che scotta. Si è infatti formato un gruppetto di persone incuriosite intorno a noi. Non è di sicuro scena di tutti i giorni vedere un cinese di piccola taglia impegnato a gareggiare a suon di durian contro un occidentale in una spiaggia della Malesia. Alle 11 la gara comincia ad assumere contorni interessanti. Abbiamo fatto fuori metà del bottino, ma io sono già in vantaggio di 7 a 5.

UNDICI DURIAN CONTRO SETTE E MEZZO, IL VERDETTO FINALE

Mi rendo conto che l’avversario è in leggera crisi e dà segni di difficoltà. Potrei accelerare e mandarlo per così dire al tappeto, ma non mi va di metterlo in cattiva luce di fronte a un pubblico che rumoreggia e fa il tifo per lui incitandolo a tener duro, a reagire e a sconfiggere lo straniero. Per farla breve arriviamo a mezzogiorno e facciamo la conta delle rispettive bucce. Ho mangiato 11 durian contro i suoi 7 e mezzo. A quel punto lui non ne può più e sbotta in una dichiarazione di resa. “Valdo, you are simply terrible! I cannot go on. I cannot take any further single bite!”. Il pubblico fa un grande applauso. Si è divertito davvero senza neppure pagare il biglietto.

UNA COMPETIZIONE IMPROPONIBILE

Riprendiamo la strada di ritorno verso sud. Durante il tragitto non mancai di consolarlo. Gli feci notare che si è trattato di uno scontro impari ed improponibile sotto molti aspetti, e pertanto privo di validità agonistica. Come mettere di fronte un peso piuma di 50 kg, contro un peso medio-massimo di 75 kg nel pugilato. “John non farti problemi e non sentirti depresso. Tu rimani in ogni caso mangiatore incontrastato e re del durian della regione. Ma non ti puoi misurare con un occidentale particolarissimo come me”. Bullshit (cazzate), si lasciò scappare John. “Mi sono misurato con diversi occidentali quando ero a Jakarta, anche più alti di te, e li ho fatti a pezzi”.

PIÙ CHE QUESTIONE DI PESO, QUESTIONE DI PULIZIA GASTRO-INTESTINALE

“Non tanto per i miei 25 kg in più, John, ma soprattutto per il fatto di essere un vegetariano che non tocca prodotti animali, mentre tu indulgi in crostacei e pesce, e a volte persino con del pollo. Tieni pure presente che in questo periodo faccio molto sport e che quindi ho un metabolismo particolarmente efficace”. “Hai sì fatto a pezzi europei e americani, ma soggetti che mangiano male, e li continuerai a battere senza problemi, ma con me è diverso!”. John guidava e ruttava, e mi ascoltava annuendo, ma il suo conflitto interiore rimaneva troppo evidente. Era l’immagine del campione favorito che viene sconfitto da un outsider. Mi lasciò all’ingresso dello Shangri-la e gli diedi due colpetti di incoraggiamento sulle spalle.

UNA SETTIMANA A LETTO CON LA FEBBRE

Il giorno dopo, lunedì mattina, c’era del lavoro da svolgere. Il mio primo pensiero fu di telefonargli a casa, anche per ringraziarlo della fantastica vacanza di ieri in Malesia. Mi rispose con voce preoccupata sua moglie Mary. “Valdo, John is not in condition to answer you. He is heavily sick and with very high fever. I am going to call his personal doctor”. Mi sentivo in colpa e gli augurai di riprendersi presto. Monitorai pure la situazione nei giorni successivi. In pratica rimase a letto per tutta la settimana. Era andato evidentemente oltre i suoi limiti di resistenza. In genere i cinesi normali non si spingono oltre i 2-3 durian di media grandezza. Ma nel caso mio, mangiare un durian e mangiare una mela non faceva molta differenza. Tant’è che nella giornata di lunedì, il giorno dopo la gara di Port Dickson, ne mangiai altri 4 in tutta facilità, trovandoli leggeri e deliziosi.

SPECIALE AFFINITÀ COL FRUTTO DELLA JUNGLA

Chiaro che non mi sono mai posto il problema di fare delle gare o di auto-proclamarmi “Re Occidentale del Durian” ma, a partire da allora mi resi davvero conto che esisteva una specie di affinità e di legame speciale tra me e quel frutto originario della giungla. Continuai pertanto a cercarlo e a mangiarlo con avidità e con profitto in ogni paese e ad ogni occasione propizia, suscitando sempre sorpresa e meraviglia tra la gente locale, consapevole della ripulsione che europei e americani provano in genere per il durian. In 40 anni di Asia, salvo rarissime occasioni dove non si trovava da nessuna parte, ho continuato a prediligere il durian su tutti gli altri cibi disponibili, ricavandone grande gioia ed immensi benefici.

UN APPUNTAMENTO SERALE

Episodi divertenti da raccontare ne ho tantissimi. Mi limiterò a raccontarne alcuni. Mi trovavo al Merlin Hotel di Kuala Lumpur e nella hall c’era una comitiva di turisti australiani in vacanza. Familiarizzai con due studentesse di Melbourne, una alta, classica giocatrice di pallacanestro di nome Johanna, e l’altra atletica e ben messa di nome Anna, praticante di judo. A un certo punto dissi loro che le dovevo salutare avendo un appuntamento serale col Durian. Appuntamento con chi? Ho detto col durian. Incredule ed incuriosite vollero sapere per filo e per segno di cosa si trattava.

RAGAZZE, MEGLIO CHE VOI NON VENIATE

Descrissi in sintesi le qualità e le caratteristiche del frutto e aggiunsi che non le invitavo perché primo lo avrebbero trovato di sicuro poco attraente per i loro gusti, stando almeno alle tendenze generali, e secondo perché, avrei rischiato grosso in termini di incolumità personale in caso contrario, con frutto piaciuto e mangiato da parte loro. Perché mai, mi chiesero? Corre la voce da queste parti che se una donna si fa una bella mangiata di durian, il maschio che le sta accanto corre il rischio concreto di finire vittima di stupro alla rovescia. Risata generale e richiesta tassativa di accompagnarmi. Prendemmo un taxi per Bukit Bintang, uno dei tipici posti per il durian e, attorniato da due belle australiane eccitate e divertite a più non posso, ci facemmo una bella scorpacciata di durian. Gradirono il frutto cremoso al punto di leccarsi anche le dita.

UN ASSALTO IN PIENA REGOLA

Rientrammo in albergo verso le 11 e diedi loro la buona notte. Stavo in una stanza del 5° piano, mentre loro alloggiavano al 6° piano con la loro comitiva. Dormivo profondamente quando un bussare frenetico alla porta mi fece sobbalzare. Erano le 3 del mattino. Valdo, please open, I am Anna. Aprì la porta e quella mi saltò letteralmente addosso. Un vero e proprio assalto all’arma bianca. Non si trattava certo di una ragazza magra ed esile di tipo orientale, ma di una atleta carica di vigore e di muscoli. Mi ritrovai inchiodato sul letto e fece di me quello che voleva. Continuava a ripetere “Durian, durian and durian!”, come ad evocare il vero responsabile di quella inusuale conclusione. Completato il blitz notturno se ne tornò alla sua stanza, lasciandomi inebetito e vittima di autentica violenza carnale.

IL RISCHIO ERA QUELLO DI FARSI ESPELLERE

Un mese dopo, nello stesso albergo, che aveva appena cambiato nome da Merlin in Concorde Hotel, mi portai 4 durian in camera, contravvenendo al cartello di divieto “No durian” esposto dinanzi all’ingresso. Terminato il pasto misi le bucce in 3 sacchetti di plastica e nascosi il tutto sul ripiano esterno fuori della finestra. Pensavo di averla fatta franca, ma qualcuno si era evidentemente lamentato per l’odore in corridoio. Arrivò un dirigente e 2 suoi collaboratori, bussando sulla porta con una certa violenza. “Any durian there? Durian? What is that? No Mr Durian here. My name is Valdo Vaccaro. I tre entrarono ispezionando sotto il letto, nell’armadio, nel frigo. Poi uno di loro intravide le bucce fuori della finestra. That’s it! Eccola la prova! A quel punto faccio lo gnorri e vado a guardare pure io. “Adesso capisco che c’era qualcosa di strano ed anormale in questa stanza! In pratica giocai la carta della sorpresa e dell’innocenza, scaricando ogni responsabilità sui precedenti occupatori. Nella vita qualche bugietta innocente si può anche dire. In questo caso si trattava di non essere cacciati malamente dall’hotel!

UOVA MARCE A BORDO DEL JUMBO

Altro episodio su un volo della Singapore Airlines da Singapore a Roma, con stop a Dubai. Volevo portare del durian in Italia e lo avevo sistemato nel bagaglio a mano. Una decina di semi cremosi avvolti e riavvolti in una ventina di sacchetti di plastica. L’odore del durian non filtrava fuori inizialmente ma, dopo 5 ore di volo, la forza chimica-olfattiva irrefrenabile del frutto ebbe la meglio sui sacchetti sovrapposti e cominciò a filtrare. Sulla fila davanti alla mia c’erano dei passeggeri italiani che si stavano pesantemente lamentando. “Cosa diavolo stanno preparando in cucina? Uova marce? Pesce marcio? Questa è l’ultima volta che volo Singapore Airlines! Mi resi conto di avere una piccola bomba biologica in borsa. Per fortuna che il Jumbo stava scendendo per lo scalo al Dubai Airport. Presi il malloppo e nella breve sosta mi rifugiai in un angolo discreto dell’aeroporto, mangiandomi di soppiatto tutto il durian e gettando i sacchetti odorosi in un cesto per le immondizie, concludendo il viaggio senza più problemi.

ALTRO TENTATIVO E INTERRUZIONE DI VOLO A ROMA FIUMICINO

Ritentai l’esperimento in un viaggio successivo. Acquistai a Singapore un apposito contenitore in plastica dura e a chiusura stagna, avvolto per maggiore sicurezza con una trentina di sacchetti. Risultato? Tutto filò liscio fino all’arrivo a Fiumicino. Mancava però il tratto finale Roma-Venezia su volo interno Alitalia. Siamo sulla pista di decollo e l’aereo sta rullando e portando i motori al massimo dei giri, ma d’improvviso i motori si placano e il veicolo perde velocità rinunciando al decollo. Il comandante si scusa coi passeggeri e fa rientro all’inizio della pista, annunciando una procedura di controllo in quanto ha annusato la presenza di odore di bruciato a bordo.
Sto seduto in fondo all’aereo e vedo che il pilota, coadiuvato da 2 assistenti di volo, sta rovistando velocemente tra i bagagli a mano, partendo dai primi posti e procedendo verso la coda.

PILOTA INCAVOLATO NERO

A quel punto mi alzo e dico al pilota:
“Scusi comandante, non sarà mica l’odore dei miei frutti?” Quello si precipita verso il mio posto e grida “Ecco trovato il guaio! Mi dia il suo bagaglio e mi segua fuori immediatamente.” Scendo la scaletta col pilota e lui mi prende il materiale critico. Lo apre e annusa il durian rimanendo quasi senza respiro. Mi guarda corrucciato e contrariato, oltre che incredulo.
“Chi mai le ha dato questa schifezza?”
“Me l’hanno regalata a Singapore, garantendomi che nessun odore sarebbe mai trapelato!”
“Ma si rende conto che lei ha causato una falsa partenza e un’ora di ritardo? Si rende conto che se io faccio una denuncia circostanziata lei corre il rischio di una contravvenzione da 5 milioni di lire almeno? Come si fa a portare a bordo una porcheria di questo genere?”

UN EPISODIO DA CUORE IN GOLA, FINITO NEL MIGLIORE DEI MODI

“Dove sta poi il buon senso e il buon gusto? Abbiamo magnifiche pesche e ciliegie e fragole, cosa andiamo a portare frutti strani dagli odori assurdi?” “Guardi comandante che lei si sbaglia di grosso. Il frutto non è affatto una porcheria e costa anzi carissimo. Anzi comandante, mi dica se lei è sposato?” “No, sono single, ma che c’entra questo.”
“Beh, magari una fidanzata o un’amica ce l’ha di certo. Dovesse capitare di portarla in Asia, non le offra assolutamente questo frutto, altrimenti si ritrova ad essere sessualmente aggredito!”
A quel punto il pilota estrasse un blocchetto e una penna. “Come si chiama il frutto? Durian? Non scherziamo! Quello è il nome di un profilattico.”
“Durian comandante, ho detto durian!”
“Dove si trova e quanto costa questa marmellata giallastra?”
“Singapore, Malesia, Thailandia, eccetera.” Presa nota di ogni cosa, e infilato il tutto in un ripostiglio esterno, risalimmo a bordo e l’aereo potè ripartire con grave ritardo per l’aeroporto di Tessera.

VALIGIA, VESTIARIO E SCARPE INUTILIZZABILI PER 6 MESI

Ci fu pure un terzo tentativo, perché ci tenevo proprio a farlo assaggiare in famiglia e a qualche amico in Italia. Non più durian nel bagaglio a mano mi dissi, ma due frutti completi e non aperti, messi in un angolo della valigia assieme a vestiario e scarpe, non dovrebbero creare casini. Non lo avessi mai fatto! I due durian arrivarono sani e salvi a destinazione ma, sia la valigia che vestiti e scarpe rimasero inutilizzatili e odorosi di durian per esattamente 6 mesi. Poi, tutto di un colpo, l’odore sparì quasi per magia, e fui in grado di riutilizzare il materiale per il viaggio successivo.

UN MEMORABILE TEST SUL SANGUE

Da rilevare infine un ultimo episodio degno di nota. Visitavo una fiera internazionale di strumentazione elettronica e medicale a Singapore nel 1983, e venni fermato da un gruppo di giovani medici singaporiani in camice bianco, dinanzi ai loro macchinari avanzati made in Usa per prove veloci del sangue e altri test similari. Mi chiesero di dedicare 15 minuti alla loro ricerca. Mi fecero accomodare e mi prelevarono il sangue da un dito, chiedendomi di attendere l’esito. Senonché sentivo un gran vociare nella saletta attigua. Vennero da me e si scusarono. La macchina era andata in tilt segnalando valori totalmente fuori dalla norma. Mi chiesero di pazientare e di rifare la prova. Altro dito e altro prelievo. Ma il macchinario ridiede esattamente gli stessi risultati, lasciandoli di sasso!

MA LEI HA UN SANGUE DA EXTRATERRESTRE

Al che, sbalorditi ed esterrefatti, sia il team giovane di prima, che due medici senior chiamati da altro stand a supporto, mi sottoposero a una incalzante gragnola di domande. “Scusa,” mi disse il medico più anziano. “Io faccio questo lavoro in diverse città dell’Asia da oltre 20 anni. Mai ho trovato valori eccezionali come il tuo, né tra gli occidentali né tra gli asiatici, e nemmeno tra i monaci buddhisti zen. Tu hai un sangue che non esiterei a definire da soggetto extraterrestre. A questo punto mi devi rivelare in dettaglio che fai nella vita e come ti stai alimentando.”

VEGETARIANO PER SCELTA E CALCIATORE PER HOBBY

Gli dissi che ero vegetariano-vegano al 100%, che giocavo a calcio per hobby, che ero libero e felice, che il mio cibo centrale mentre stavo in Asia era il durian, più diversi altri frutti locali. Con chi giochi mi chiese? Gli dissi di non cercarmi negli annali ufficiali del calcio, né in Italia né a Singapore, anche se militavo già da un paio di anni nella serie A di Singapore con ottimi risultati, prima con la Changi Con di Au Yeoung Pak Kuan e di Lim Tan Boon che ben conosceva e poi con la Cairnhill, allenata dal padre di Fandi Ahmad, altro campioncino singaporiano di quei tempi. Il medico continuava a prendere appunti.

SIAMO SENZA PAROLE E SENZA COMMENTI!

Aggiunsi che avevo esordito in A il 7 giugno ’81 in Geylang-Changi 1-1 dove con un tiro da metà campo scheggiai la traversa. Gli ricordai che avevo 40 anni e che i miei compagni di squadra ed anche gli avversari avevano 15-20 anni di meno. Gli dissi pure che quando giocava a mio fianco un certo S. Rajagopal, preciso e micidiale nei suoi passaggi in verticale, facevo gol a grappoli, inclusa una quaterna in una singola partita al mitico David Lee, portiere spilungone e referenziato della nazionale Singaporiana. “Complimenti. Siamo senza parole! Stai dando a me personalmente e a tutti i giovani medici del team una autentica lezione. Puoi scrivere davvero un romanzo sulla tua fantastica avventura”, concluse il medico di Singapore, il cui nome mi scordai purtroppo di annotare.

Valdo Vaccaro