VIVERE SANI E SERENI, IN PERFETTO EQUILIBRIO PH

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(dalla 6° lezione HSU del 22 Settembre 2019 a Imola)

ALCALINITÀ DELL’AMBIENTE CHE CIRCONDA LE CELLULE

Salute e benessere sono alcalini. Lo afferma in modo perentorio e credibile il dr Andrea Grieco nel suo best-seller “Vivere alcalini, vivere felici” che ben volentieri sintetizzo qui di seguito a beneficio dei miei lettori.

Salute e benessere possono esistere solo in presenza di una MEC-Matrice Extra-cellulare lievemente alcalina. Al contrario, malattia-malessere-infelicità hanno bisogno di un ambiente extra-cellulare acido.

Per MEC si intendono gli spazi che stanno tra cellula e cellula. Parlare di MEC vuol dire parlare di acqua. La MEC è colma di vasi, cellule, tessuti, fibrille, terminazioni nervose, ma soprattutto di acqua, l’acqua che sta fra le cellule, ovvero l’acqua inter-cellulare. Tale acqua deve soddisfare un requisito chimico-fisico imprescindibile: deve essere lievemente alcalina.

Teniamo presente che l’acidità si associa a bruciore. Possiamo neutralizzare l’acidità di una soluzione mettendoci una sostanza minerale che alcalinizza, mediante un processo chiamato tamponamento.

VARIAZIONI PH RISTRETTE PER IL SANGUE RISPETTO ALLA MEC

I nostri liquidi corporei più rappresentativi (sangue e liquidi inter-cellulari) sono alcalini: Hanno praticamente la stessa alcalinità dell’acqua di mare, forse a ricordarci la comune origine marina di tutti gli esseri viventi.

Il mantenimento della lieve alcalinità del sangue e della MEC, cioè del corretto pH, è uno dei compiti più importanti che l’organismo svolge quotidianamente.

Il range di normalità entro il quale si muove l’equilibrio acido-base del sangue è strettissimo e deve stare fra 7.35 e 7.45. Già a 6.95 uno entra in coma. Valori di pH ematico sotto 6.80 e sopra 7.80 non sono compatibili con la vita.

Nella MEC invece il range del pH può essere molto più ampio. Si può avere un pH del sangue normale pur in presenza di acidosi tessutale. Nella MEC si possono tollerare valori acidi sotto il 7 senza pericolo di vita, anche se con serie ripercussioni sulla salute.

CLAUDE BERNARD, OTTO WARBURG E ALFRED PISCHINGER ALLINEATI CONTRO I DANNI DELL’ACIDOSI

Qualunque organo è sensibile all’acidosi venendo da essa danneggiato. Al contrario la leggera alcalinizzazione è apportatrice di beneficio. Da decenni si sa che l’acidità danneggia le cellule, favorisce l’infiammazione, facilita i fenomeni degenerativi e lo sviluppo dei tumori.

Ci sono tre scienziati importanti in linea su tutto questo, e parliamo di Claude Bernard (1813-1878), Otto Heinrich Warburg (1883-1970) e Alfred Pischinger (1899-1982), austriaco di Linz e autore di The Extracellular Matrix da cui prende il nome il nostro concetto di MEC.

Claude Bernard fu il primo a parlare di terreno biologico o Milieu Interieur, termine oggi sostituito da “Omeostasi”. Il concetto di terreno biologico trova oggi spazio in fisiologia ma non certo nella pratica medica, tutta incentrata nella soppressione e nel controllo dei sintomi.

ECCESSO DI CONCENTRAZIONE SUI SINTOMI E SUI TEST DIAGNOSTICI

La medicina moderna rimane ipnotizzata sulla malattia, mentre la medicina del futuro sarà sempre più medicina della salute. La maggior parte dei pazienti si aspetta la prescrizione del farmaco, anzi quasi sempre la esige. “Se scompaiono i sintomi non ho più la malattia”, questa è la convinzione falsa ma molto diffusa.

Altro mito da sfatare è che la presenza di esami diagnostici normali, privi di asterischi, configuri necessariamente un quadro di salute. È risaputo che molta gente finisce a Porta Inferi prima del tempo, pur con tutti i valori standard perfettamente a posto.

GLI ENZIMI DEL CORPO E TUTTI GLI SCAMBI INTERNI AVVENGONO IN PRESENZA DI AMBIENTE ALCALINO

Una delle caratteristiche biochimiche più importanti per mantenere in equilibrio il nostro terreno biologico è un pH lievemente alcalino, il solo che garantisca una corretta comunicazione tra cellule e MEC.

Vi sentite perennemente stanchi? Vi affaticate con facilità? Siete svogliati? Siete in sovrappeso? Soffrite di dolori muscolari? Probabilmente avete bisogno di alcalinizzanti.

La cellula, elemento fondamentale della vita, senza un buon ambiente extra-cellulare che la circonda non potrebbe vivere. La vita inizia e finisce a livello cellulare ed extra-cellulare.

Gli enzimi che rendono possibili le reazioni di trasporto attraverso le membrane cellulari sono sensibilissimi anche a minime variazioni del pH. Se il pH si sposta verso l’acidità questi enzimi si bloccano. Il nostro organismo funziona al meglio solo se il pH è lievemente alcalino.

Da questa lieve alcalinità dipendono il corretto funzionamento biochimico e metabolico delle cellule, gli scambi fra cellule e ambiente extra-cellulare, il processo nutrizionale delle cellule, il funzionamento dei nervi periferici e di conseguenza il buon funzionamento generale.

L’alcalinizzazione è un processo benefico di trasformazione biochimica del corpo, il risultato di uno stile di vita alcalinizzante.

ACIDOSI SIGNIFICA INTOSSICAZIONE DEI TESSUTI, E SI PERCEPISCE DALL’ASPETTO E DAI SINTOMI DI UNA PERSONA

Di fronte a un soggetto pallido, con cute disidratatata, invecchiato, occhio spento con sclera poco luminosa, e che lamenti stanchezza, ansia, abbassamento dell’umore, dolori muscolari, nevralgie, tendenti, facilità a contare malattie infettive, cattiva digestione, stitichezza, carie recidivanti, si può pensare a tante cose ma soprattutto ad acidosi e acidificazione, una intossicazione dei tessuti.

I polmoni forniscono ossigeno, i reni regolano la concentrazione degli elettroliti (particelle sodio-potassio-cloro), l’apparato digerente estrae elementi nutritivi dagli alimenti che assumiamo, l’ambiente extra-cellulare mette in comunicazione fra di loro cellula con cellula, organi con organi.

L’uomo ha bisogno di mantenere costanti e garantiti diversi valori come la quantità di fluidi corporei (siamo fatti di acqua per due terzi), temperatura corporea, ossigenazione tessuti, respirazione cellulare, terreno biologico alcalino.

ACQUA INTERNA ALCALINA PER SVOLGERE AL MEGLIO LE PROPRIE FUNZIONI

Di fatto l’acidosi è espressione e conseguenza di una disarmonica integrazione dell’uomo con il suo ambiente interno ed esterno. Il 70% del nostro organismo è costituito da acqua. L’acqua rappresenta il fattore più importante di comunicazione fra le cellule per gli scambi nutritivi fra ambiente extra e intra-cellulare. Questa acqua interna deve mantenersi leggermente alcalina per svolgere appieno le sue funzioni.

Sia la malattia (squilibrio) che la guarigione (omeostasi) passano dalla stessa matrice. Una matrice MEC carica di tossine, in squilibrio bioelettrico e ossido-riduttivo ed in blocco microcircolatorio, richiede una potente azione per sbloccarsi. Il suo sblocco porta al risveglio della vita cellulare.

LA MEC FA DA SISTEMA TAMPONE E DA SISTEMA DISINTOSSICANTE

Tutti i fluidi corporei sono dotati di sistemi-tampone. Se questi sistemi non riescono a controllare l’equilibrio pH ecco che intervengono polmoni e reni.

I polmoni eliminano gli acidi deboli o volatili (con scarsa tendenza a liberare ioni idrogeno) quali acido lattico, acido citrico, acido piruvico, che vengono trasformati in acido carbonico ed eliminati come anidride carbonica con la respirazione.

Gli acidi forti prodotti da proteine animali possono essere eliminati solo dai reni (acido urico, fosforico, solforico). Gli acidi che non riescono ad essere neutralizzati si accumulano nella MEC che è di fatto il più esteso sistema-tampone, oltre che il più efficace sistema disintossicante dell’organismo.

UNA MEC ACIDIFICATA PERDE LA SUA CAPACITÀ DISINTOSSICANTE

La struttura colloidale della MEC, che normalmente è allo stato di Sol (sospensione colloidale di particelle in un liquido di dimensioni da 1 ng a un mcg), quasi liquida, povera di proteine ma ricca di muco-polisaccaridi, un miscuglio di particelle piccolissime con diametro tra 0.2 e 0.005 micrometri, quando va in acidosi passa allo stato di Gel (miscuglio colloidale di particelle più grandi), più vischioso e semi-solido.

Il risultato è una compressione sia dei vasi arteriosi più piccoli (arteriole e capillari), sia delle venule e dei linfatici. A questo punto si verifica un rallentamento nella capacità della MEC di disintossicare, fino ad arrivare a un vero blocco micro-circolatorio.

Il ristagno dei fluidi che ne consegue porta ad auto-intossicazione, ipossia e danno cellulare. L’ipossia, cioè la diminuzione dell’ossigeno disponibile, è fattore di danno cellulare e quindi di malattia. I sali minerali alcalinizzanti, in quanto legano e neutralizzano gli acidi, sono calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro, manganese.

Quelli acidificanti (si legano alle basi) sono fosforo, zolfo, cloro, iodio, bromo, rame e silice. Non si pensi troppo a sali buoni e sali cattivi. Sono le proporzioni a fare la differenza. I sali alcalini devono comunque prevalere su quelli acidi.

INFIAMMAZIONE ACUTA NON NEMICA MA PIÙ IMPORTANTE STRATEGIA DIFENSIVA DELL’ORGANISMO

Componente molto attiva del sistema connettivo, la MEC mette in relazione funzionale i 75-100 trilioni di cellule di cui è formato il nostro organismo. Dalla MEC passa l’equilibrio interno.

Nella MEC si verificano gli scambi metabolici fra cellule e ambiente extra-cellulare, le reazioni immunitarie, le infiammazioni, le malattie degenerative. L’infiammazione acuta, che è la più importante strategia difensiva dell’organismo, se ha esito positivo porta alla risoluzione della emergenza e alla completa guarigione.

Se invece l’infiammazione acuta non si risolve, diventa cronica. L’infiammazione cronica è madre di tutte le malattie. Si innesca infatti una spirale negativa con blocco delle vie linfatiche e aumento pressione nei liquidi interstiziali che sono la parte liquida della MEC.

Il blocco del drenaggio delle tossine è una perdita della funzione disintossicante della MEC. Questo porta a una catena di eventi come le malattie infiammatorie croniche, malattie degenerative, malattie autoimmuni, malattie tumorali.

EQUILIBRIO SODIO-POTASSIO

Col blocco del drenaggio tossine succede che il sistema immunitario attiva l’infiammazione, l’acidità aumenta e il pH si abbassa, e pertanto si crea ischemia (riduzione arrivo sangue, riduzione arrivo ossigeno e riduzione arrivo nutrienti), per cui le cellule si danneggiano e muoiono.

Il potassio ha una concentrazione intra-cellulare 40 volte maggiore rispetto all’ambiente extra-cellulare. Pertanto ogni cellula morente è una sorta di bomba al potassio. Giusto rilevare però che per Max Gerson, le cause di cancro sono generali (deterioramento organi essenziali del tratto digestivo, specie il fegato) e locali (eccesso di sodio e carenza di potassio nelle cellule, oltre che scarsa ossigenazione da carenza di enzimi ossidanti).

Come al solito vince l’equilibrio. Sodio e potassio sono entrambi fondamentali e vanno messi semplicemente a disposizione dell’organismo nella giusta forma organica e mai nella forma sintetica.

L’UOMO È DOTATO DI SISTEMI-TAMPONE PER MANTENERSI ALCALINO

Come abbiamo già visto all’inizio, l’organismo umano nella sua globalità è stato progettato per vivere alcalino fra 7.0 e 7.4, ed ogni allontanamento da questa lieve alcalinità fa entrare in zona pericolo.

La natura ci ha dotati di A) Sistemi tampone, B) Alimenti che alcalinizzano come gli agrumi, C) Pratiche alcalinizzanti (rilassamento psico-fisico, sport non agonistici, massaggi, rimedi fitoterapici, esposizione solare).

MECCANISMI DISTRIBUTIVI DELL’ACQUA CORPOREA

Un uomo di 70 kg ha 50 litri di liquidi includenti sangue, linfa, liquidi interstiziali (una componente della MEC) e liquidi cito-plasmatici (interni alle cellule).

L’acqua corporea si trova in questo esempio per 25-30 litri nel comparto liquidi cito-plasmatici e per 20-25 litri circa nel comparto inter-cellulare (sangue, linfa e liquidi interstiziali). Eliminiamo 1.5 litri di acqua al giorno in condizioni normali, ma attività fisica, tensione, parlare e pensare fanno aumentare il consumo. La disidratazione riduce l’attività enzimatica.

La distribuzione dell’acqua corporea viene regolata dall’istamina e dai sistemi renina-angiotensina, da prostaglandine e chinine collegate all’istamina, attraverso vasocostrizione delle grandi arterie, attraverso aumento permeabilità capillari e venule (con aumento liquidi nella MEC), attraverso bronco-costrizione.

L’istamina inoltre sensibilizza i terminali dolorifici, regola i ritmi sonno-veglia, stimola il centro ipotalamico della fame. Più disidratati siamo e più aumenta la produzione di istamina.

COSA È IL PH

Il concetto di pH venne introdotto nel 1909 dal chimico danese Soren Sorensen. L’acronimo pH sta per Potentia Hydrogenii e indica la concentrazione degli ioni idrogeno in un liquido. Il pH è l’unità di misura del grado di alcalinità o alcalinità di una soluzione, dove lo zero indica massimo punto acido, 7 neutro e 14 massimo alcalino.

Il sangue è 7.35-7.45, la MEC 7.0-7.4, il pancreas è basico, l’intestino ha un pHJ 8.0, lo stomaco 1.0-2.0-3.0, l’urina 5.0-8.0. L’acidificazione della MEC è diffusa e grave nei paesi industrializzati. Talmente grave che la gente elimina gli acidi durante la notte, per cui le prime ore del mattino sono particolarmente acide (urina acida).

Occorre però rilevare che se uno assume una cena leggera e non tardiva, favorisce una buona eliminazione con drenaggio notturno, il che non è necessariamente un male. Vegani e fruttariani hanno il pH del mattino alcalino, salvo che non ci siano in corso effetti depurativi. Dopo una arrabbiatura il pH è acido.

DELETERIA TENDENZA A VIVERE IN ACCELERAZIONE E IN STIMOLAZIONE

Di norma si è più attivi di mattina e c’è un ciclo circadiano del pH che segna acidità, mentre dalle 15 a mezzanotte c’è più riposo e relax per cui il ciclo segna alcalino.

Ma la gente tende a vivere in accelerazione anche pomeriggio e sera e notte, per cui è immersa in un mare di costante acidità, e poi fa a gara nel lamentarsi di questo o quel disturbo, oppure -peggio ancora- si ritrova inaspettatamente in una sala dialisi o in una sala chirurgica.

C’è infatti un progressivo peggioramento vita, tutti in fretta e mancanza di tempo, inquinamento ambiente, deterioramento progressivo di aria, acqua e cibo che assumiamo, uso di sostanze chimiche, conservanti, coloranti, additivi, allontanamento da frutta e verdura cruda che sono gli unici alimenti alcalinizzanti, stress insostenibile con aumento del tono neurovegetativo di tipo ortosimpatico rispetto al vago e al parasimpatico (e conseguente aumento ormoni stimolanti, catecolamine, adrenalina, cortisolo).

ACIDIFICAZIONE DELLA MEC DISTURBO SUBDOLO E SILENZIOSO

L’acidificazione della MEC è un disturbo subdolo, un male silenzioso simile a ipertensione, iperglicemia, insufficienza epatica, insufficienza renale, dove ci si accorge del problema solo a danno avvenuto. L’acidosi della MEC, se si cronicizza, diventa infiammazione cronica.

Una acidosi va sospettata se lo sguardo è spento e poco vitale, sclera occhio giallognola, capelli secchi e fragili, borse palpebrali, pelle pallida, unghie fragili e striato, labbra sottili e contratte, mimica del volto inespressiva e triste, alitosi e lingua patinosa-biancastra, postura incurvata, respiro irregolare e corto, sbadigli ripetuti, distrazione e poco interesse, mani fredde e umide, gambe gonfie, sovrappeso.

CAUISE DI ACIDIFICAZIONE

La quasi totalità delle malattie inizia con una acidificazione della MEC. Tale acidificazione può essere causata da:

  • Attività fisica intensa e prolungata oltre il dovuto, con produzione di acido lattico-piruvico-carbonico
  • Scarsa attività fisica e diminuita ossigenazione
  • Pasti sovrabbondanti e iperproteici
  • Assunzione alcol
  • Carente assunzione di vitamine naturali e di oligoelementi organici tutti attivatori di enzimi
  • Precario apporto di acqua biologica da frutta acquosa e da verdure crude
  • Infezione intestinale con dissenteria e perdita sostanze alcaline
  • Traumi psichici con attivazione ormoni dello stress
  • Deficit acuto di potere disintossicante (per indigestione o leggero avvelenamento da cibi impropri o indigesti, da funghi, ecc)
  • Uso di farmaci soppressivi-acidificanti-dopanti
  • Insufficienza epatica
  • Insufficienza renale.

VITA E MORTE SI GIOCANO SUL CAMPO DELLA MEC

Salute e malattia nascono all’interno dell’organismo dove per interno si intende la MEC. È a livello della MEC che si gioca la vita o la morte dell’organismo. Cellule e ambiente extra-cellulare costituiscono una unità funzionale indivisibile.

Ogni reazione difensiva dell’organismo parte dalla attivazione del sistema immunitario da cui dipende l’innesco di fenomeni infiammatori. L’infiammazione, dal punto di vista clinico presenta i 5 segni classici: rubor (rossore), tumor (gonfiore), calor (calore), dolor (dolore), functio laesa (alterazione funzionale). L’infiammazione non va mai soppressa.

L’utilizzo indiscriminato di anti-infiammatori, tipico della pratica medica di ieri e di oggi, ha generato la falsa convinzione che l’infiammazione sia un danno, concetto contrario a quanto sostiene la fisiologia.

ACCUMULO TOSSINE E PERICOLOSA LATITANZA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Aggravandosi e permanendo lo stato infiammatorio, le tossine si accumulano nello spazio extra-cellulare, generando una infiammazione cronica di tipo proliferativo, per cui si formano granulomi, ipertrofie di linfonodi e mucose, ispessimenti cutanei, blocchi di scambio e di flusso di ossigeno, vitamine, minerali, segnali bioelettrici tra cellula e ambiente extra-cellulare, oltre che fra ambiente stesso e vasi di deflusso (linfatici e venule).

L’accumulo di rifiuti tossici determina ristagno di lipidi (lipidosi), accumuli di ferro (emocromatosi) e di sostanza amiloide (amiloidosi). Perdurando questa fase di deposito-impregnazione-ristagno, subentra una anarchia funzionale nell’organo di cui queste cellule fanno parte.

La grave sofferenza ipossica della cellula, per la cronica carenza di ossigeno che caratterizza la fase di degenerazione, porta a una latitanza del sistema immunitario, ed è in questa fase che si forma il cancro.

OGNI PENSIERO E OGNI AZIONE UMANA SI RIFLETTONO NEL CUORE DI OGNI CELLULA

In altre parole, ogni cellula del corpo vive in un ambiente biochimico col quale scambia molecole e micro-sostanze, assorbendo quello che serve e rilasciando quello che ha già usato.

L’ambiente interno cellulare è alimentato dall’ambiente esterno, da quello che mangiamo, beviamo, respiriamo e soprattutto da quello che pensiamo, diciamo e facciamo coi nostri comportamenti e con le nostre scelte quotidiane.

COME ALCALINIZZARSI

Per stile di vita alcalinizzante si intende preservare quella fisiologica lieve alcalinità nella quale deve vivere il nostro organismo per stare bene. Ci sono delle strategie:

  • Ridurre i cibi acidificanti ed incrementare quelli alcalinizzanti
  • Aumentare l’eliminazione degli acidi con trattamenti drenanti di stimolo agli emuntori, e con più attività fisico-aerobica
  • Coltivare il relax psico-fisico
  • Mantenere un buon apporto di acqua leggera evitando la disidratazione (per il medico iraniano Batmanghelidj la gente non è malata ma disidratata)
  • Uso di piante diuretico-disintossicanti per il fegato come tarassaco e carciofo
  • Buona gestione della vita interiore, emozionale e mentale
  • Meditazione e musica rilassante che agisce sul sistema limbico e che alcalinizza.

CLASSIFICAZIONE PRAL DI ALCUNI ALIMENTI

Va osservata una proporzione tra cibi alcalinizzanti e cibo acidificanti. Da rilevare che le purine della carne in partenza hanno reazione alcalina, ma nell’organismo vengono metabolizzate residuando acido urico che è molto acido.

La tabella più seguita è quella di Ramer e Manz basata sul carico acido-renale PRAL (potential renal acid load), dove gli alimenti a PRAL positivo (segno +) sono acidificanti e quelli con PRAL negativo (segno -) sono alcalinizzanti.

Tutte le verdure e gli ortaggi crudi, e anche la frutta acquosa e i vari succhi sono ovviamente a segno meno: asparagi -0.4, cetrioli 0.8, radicchio e lattuga -2.0, patate -4.0, rucola -7.5, spinaci -14.0, fichi secchi -14.1, anguria -1.9, mele -2.2, arance -2.7, banane -5.5, succo d’uva -1.0, succo di mela -2.2, succo d’arancia -2.9. Qualche frutto secco e qualche legume si salvano come mandorle -0.8, nocciole -1.9, fagioli freschi e fagiolini -3.1.

La situazione cambia decisamente con legumi, cereali e latticini: lenticchie +3.5, riso integrale +12.5, riso bianco +4.6, grana +34.0, sottilette +28.4, yogurt +0.1, uova +8.2.

USARE SEMPRE IL BUONSENSO E PREDILIGERE UNA ALIMENTAZIONE LEGGERMENTE ALCALINA

Da tutto questo se ne traggano orientamenti generali, senza però imporsi scelte vincolate troppo agli elenchi, di qualunque tipo essi siano. Il buon senso, l’ascoltare le proprie reazioni e sensazioni, la moderazione nel cibo assunto, la varietà delle scelte sono espressione di una saggezza che spesso non si deve apprendere sui libri.

Con l’alimentazione alcalina si ottengono effetti estremamente positivi come:

  • Riequilibrio pH della MEC
  • Stimolo alla micro-circolazione del letto vascolare terminale, quello che è immerso nella sostanza fondamentale della MEC, con conseguente decongestione della matrice e risoluzione della ritenzione idrica
  • Riattivazione della respirazione cellulare e delle funzioni dei vari organi (respirazione polmonare, attività cardiocircolatoria, digestione, attività muscolare, attività mentale con ripercussioni positive sui circuiti PNEI psico-neuro-endocrini-immunologici depositari della stabilità della salute
  • Aumento della diuresi e della natriuria (sodio nelle urine)
  • Riattivazione metabolica del fegato.

I RECORD DEI DIVORATORI DI CARNE

Un maschio americano di 70 anni si ritrova ad aver consumato in media 150 bovini, 2400 galline, 225 agnelli, 26 pecore, 310 maiali, e 5000 tra gamberi, aragoste e persi.

La più parte di tali animali sono alimentati a stimolanti, ormoni sintetici della crescita e antibiotici, nitrati, e magari vorrebbe guarire da cancro e cardiopatie in pochi giorni o in pochi mesi, e magari senza effetti collaterali.

LA CIVILTÀ UMANA MERITA SCELTE MOLTO PIÙ INTELLIGENTI, RISPETTO AD ALCOL, CAFFÈ E CARNE

C’è anche da evidenziare la grossa relazione tra alcol e carne. Non vedrete mai un vero vegetariano ubriaco o alterato. L’uva è uno splendido frutto ma viene usato il più delle volte in modo improprio, indegno e subdolo.

Nessuno si offenda. Se solo un terzo della genialità umana applicata alla produzione di alcol e di caffè, venisse invece impiegata nell’incremento e nel miglioramento delle colture naturali orticole e fruttifere innocenti e utili, e mi riferisco a patate, patate dolci, zucche, rape, bietole, ravanelli, asparagi, carciofi, castagne, castagne d’acqua, kaki freschi e secchi, avocado, fichi d’India, e nelle rispettive lavorazioni di tipo non distruttivo, le condizioni di vita dell’umanità si svilupperebbero in modo incredibile.

ANDIAMO A LEZIONE DAGLI AMICI ANIMALI

Non ho nulla contro le vigne e con chi sa tenerle in ordine stupendo (a parte l’irrorazione di veleni). Il problema sta nella testa e nelle intenzioni. Succede purtroppo che più vigne ci sono e più macelli esistono nei paraggi: questo è il vero dramma.

Cantine, vino doc, tecnici vinicoli, sommelier formano una specie di unità funzionale con il consumo dei salumi, del grana e della bistecca. Le proteine animali incrementano il volume corpale, mentre i carboidrati naturali sviluppano e alimentano il cervello e il sistema nervoso: questa è la differenza fondamentale, per non citare tutti gli altri aspetti estetici, etici e spirituali.

Le mucche non bevono latte per fare latte, le galline non mangiano uova per fare uova, i maiali non divorano i propri amici per diventare sessualmente potenti e prolifici. Le oche sono sanissime poiché non guardano la televisione e non ingoiano quello che gli viene indicato da altri mediante spot e pressioni di vario genere.

Cerchiamo di studiare gli amici animali anziché imprigionarli, tradirli, ucciderli e mangiarli. L’acidificazione, alla fine, non è solo una questione chimica, ma anche una questione di irrazionalità, di vista corta, di cattiveria e di crudeltà mentale.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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