LA GRANCASSA TELEVISIVA SULLA PRESUNTA DENUTRIZIONE DEI BIMBI VEGANI

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SENZA LA CARNE NON SI PUÒ VIVERE

La televisione italiana non perde occasione per mettere in cattiva luce i buoni principi e le buone regole alimentari e comportamentali. Ogni occasione è buona per lanciare campagne diffamatorie contro il veganismo e per tessere i massimi elogi al consumo di carne, di proteine animali e di integratori B12.

L’importante non è dire la verità pura e semplice, ma creare incertezza e panico intorno a chi si permette di andare contro il regime alimentare e il regime sanitario, contro l’agroalimentare dei macelli, contro l’ipocrisia della dieta mediterranea manipolata al punto giusto e trasformata da dieta tendenzialmente vegana com’era alle origini, in dieta tutto salumi, tutto formaggi, tutto vini, tutto gelati, tutto panettoni e tutto caffè.

L’importante è insinuare nell’animo della gente il dubbio che senza la carne non si può vivere, o al massimo si può vivacchiare in condizioni di precarietà, di carenza e di rischio, soprattutto per i bambini piccoli che devono crescere sani e forti.

LA AMERICAN DIETETIC ASSOCIATION APPROVA LE DIETE VEGANE PER TUTTE LE ETÀ E TUTTE LE PROFESSIONI

E a questo punto mi arriva l’opinione di Franco Libero Manco che merita di essere riportata e diffusa.

Pretestuosa, strumentale e denigratoria è la notizia dei media in merito al bimbo ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro per grave denutrizione.

I medici raccomandano una dieta che abbia un minimo di proteine animali, oltre che di latte, uova e altri alimenti ricchi di vitamina B12, ferro e omega 3, necessari al corretto sviluppo degli infanti.

A questo punto dovrebbero dimostrare che tali nutrienti sono assenti nella dieta vegan e confutare quanto dichiarato dalla stessa American Dietetic Association che afferma:

“Tutte le diete vegetariane, comprese quelle vegane, correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”.

Quando si verificano questi eventi la colpa non è da attribuire alla dieta ma a chi non ha le necessarie nozioni nutrizionali (condizione imprescindibile per definirsi vegan, altrimenti è come se in un incidente automobilistico si desse la colpa all’automobile e non al guidatore). Il genitore vegan ha la responsabilità di tutelare la propria salute e quella dei propri figli attraverso la conoscenza dei principi nutrizionali della dieta.

Chiarificante a tal proposito è la dichiarazione della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana la quale ribadisce che:

“In Italia ogni anno muoiono 2350 bambini (pari al 4.7 per mille dei nati, che sono 500 mila bambini), per cause diverse: morti bianche, infezioni, malattie congenite, traumi, violenza e maltrattamento, eccetera. Il 90% figli di carnivori, cioè 2115 bambini morti ogni anno. Il 9% figli di vegetariani, cioè 211 bambini morti ogni anno, e 1% figli di vegani, cioè 23 bambini morti ogni anno. Cioè dobbiamo attenderci ogni anno la morte di circa 23 bambini figli di vegani entro il primo anno di vita in Italia.”

Visto che invece le cifre parlano di 1-2 o al massimo di una manciata di bambini vegani morti all’anno, significa che la dieta vegana in sé è straordinariamente protettiva, l’esatto contrario di quando i denigratori vorrebbero far apparire. A questo punto la mistificazione è evidente a tutti senza nemmeno bisogno di spiegarla.

BUFFONATE E SCIACALLAGGI TELEVISIVI A RIPETIZIONE

Troviamo alquanto sgradevole questa contabilità mortuaria infantile, ma mai così immorale e cinica quanto le buffonate televisive e gli sciacallaggi mediatici che si ripetono ogniqualvolta succede qualcosa di storto in una famiglia vegana sia sul piano della nutrizione che su quello dei vaccini.

Nelle migliaia di morti infantili riguardanti purtroppo famiglie onnivore e carnivore nessuno apre bocca. Non bastano forse i miliardi degli spot incassati dai macellatori di polli-maiali-tacchini-conigli-cavalli-asini-pecore-capre-vitelli-tonni, dalle varie industrie della morte in scatola e dalle industrie farmaceutiche, per soddisfare la infinita voracità pecuniaria? Ma i possessori delle reti televisive da quell’orecchio non ci sentono. I loro organi della sensibilità e dell’etica sono del tutto atrofizzati.

SIAMO MESSI DAVVERO MALE, MA LA GENTE COMINCIA A SVEGLIARSI

Che il mezzo televisivo sia diventata un mezzo di disinformazione di massa e di perversione della pubblica opinione è un fatto evidente.

La televisione si è trasformata in una inaffidabile grancassa schiavizzata e collusa al servizio degli ammaliatori e degli ammalatori di regime, al servizio delle lobbies della carne, dell’alcol, dei dolciumi, del caffè, del tè, dello zucchero, del fast-food, del farmaco, dell’integratore e del vaccino. Questo lo sanno ormai anche i sassi.

Ma quando tale vergognosa sudditanza si estende pure ai notiziari, ai telegiornali, alle rubriche, persino alle espressioni casuali dei presentatori sempre pronti a indurre i propri beniamini a copiarne le mosse e le artefatte abitudini alimentari, siamo messi davvero male.

POCHI UOMINI VERI E TANTE MARIONETTE SUL PALCO

Mai sentito le attraenti vallette di Udinews tivù, rete regionale friulana, esprimere una parola a favore degli animali vivi e da difendere, ma solo tante lodi al salame e al prosciutto dei rispettivi sponsorizzatori.

Mai sentito da Gerry Scotti una singola parola a favore del radicchio e dei frutti pendenti dagli alberi, ma solo tanta esaltazione dei frutti insanguinati appesi ai ganci del macello.

Televisione che non informa e non diverte. Televisione messaggera di malattia e di morte. Personaggi televisivi bravi e pure simpatici nella apparenza esterna, ma purtroppo bacati e compromessi internamente.

Ognuno è libero di scegliersi la propria dieta ovviamente, e sempre a proprio rischio e pericolo. Non sto demonizzando chi a mio avviso sbaglia di grosso. Posso solo proporgli con buona educazione e con la necessaria franchezza una straordinaria e sostenibile alternativa vegan-crudista tendenziale.

Ma chi riveste un ruolo influente nella comunicazione di massa dovrebbe almeno dimostrare equilibrio e senso di responsabilità, senza mai diventare strumento e marionetta di chi lo foraggia e lo manovra da dietro le quinte.

Valdo Vaccaro

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