L’IMPORTANZA DI UN BUON EQUILIBRIO SODIO-POTASSIO

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LETTERA

Buongiorno, Mi chiamo Emilio e ho 34 anni. Circa 12 anni fa mi fu diagnosticata la celiachia e da allora seguo dieta senza glutine, dieta che mi dette subito giovamento, a quel tempo e tutt’ora. E che mi aprì gli occhi su come il nostro corpo reagisce in base ai nutrienti che inseriamo al suo interno. Ma la vera svolta nell’ambito salute per me è stata tre anni fa quando grazie ad un amico sono venuto a conoscenza dell’igienismo.

Mi sono dedicato subito a leggere i suoi libri e quelli di Shelton ed Ehret. La mia vita da quei giorni non è stata più la stessa. Cessai di mangiare carne, pesce e uova, smisi di abusare coi formaggi, cessai di prendere medicine, di bere caffè, ridussi quasi del tutto il consumo di alcol (che comunque era saltuario). Insomma cercai fin da subito di seguire le indicazioni che leggevo nei libri per quanto possibile. Ma dopo un periodo di alcuni mesi, in cui non ero mai stato così bene in tutta la mia vita e che mi permise di fare cose eccezionali e prendere decisioni importanti avendo una lucidità di testa incredibile, qualcosa cambiò. Sicuramente per miei errori.

A quel tempo facevo un litro di succhi di frutta con estrattore la mattina, mangiavo due kg di frutta fresca fino a pranzo e poi pranzo e cena erano dedicati a insalate e cereali cotti. Avevo quasi eliminato del tutto le proteine e non mettevo sale nelle pietanze. Iniziai ad aver problemi di defecazione, perdevo peso, mi sentivo stanco, avevo sempre la sensazione di dover urinare. Poi, preso anche un po’ dalla paura e non capendo bene cosa stesse succedendo, diminuii i succhi e la frutta, iniziai a salare di nuovo e ricominciai a mangiare più cibi proteici, sempre di origine non animale ovviamente. La situazione migliorò quasi subito, anche se lo stato di energia e felicità che avevo prima non si ripristinò.

Poi ho fatto un viaggio di molti mesi in Sud America e lì mi sono dovuto difendere. Non è facile esser celiaci e vegetariani in quei paesi, soprattutto in certe aree. Da circa un anno sono tornato alla base e sto cercando di adattare la dieta vegan-crudista da lei indicata al mio nuovo lavoro, cosa non facile dovendo stare in giro tutti i giorni. Purtroppo adesso i succhi devo berli con parsimonia, la frutta fresca idem e le insalate se non le salo bene mi provocano come prima dolori addominali, difficoltà di defecazione in alcuni casi e in altri diarrea, disidratazione e muco.

Ho notato che la patina che tolgo dalla lingua la mattina è alcalina, che quando mangio alimenti salati subito il mio corpo sta meglio ed espelle muco, che solo con frutta e succhi la mattina mi sento debole e la pressione mi si abbassa. Che abbia esagerato nel primo periodo coi succhi e col potassio in generale cosicché ora il mio corpo richiede sodio? (forse è anche per questo che avrei voglia di mangiare pizza tutti i giorni per esempio). Che ne pensa? Io vorrei tornare a quel tempo dove la frutta fresca e i succhi erano i miei pasti principali e dove avevo energia da vendere. Un saluto.

Emilio


RISPOSTA

SOBRIETÀ INNANZITUTTO

Questa è una storia estremamente interessante ed educativa. Dimostra non solo quanto grandi ed importanti sono i benefici di una dieta depurativa di tipo fruttariano-crudista, ma nel contempo ammonisce a non esagerare. Il vero igienismo insegna sì ad assumere cibi virtuosi-innocenti-vegetali-digeribili ma anche a non cadere negli eccessi. Due qualità importanti da rispettare sono la sobrietà e la personalizzazione della dieta. La sobrietà è essenziale.

Tutti gli ultracentenari del mondo, indipendentemente da cosa mangiano e cosa fanno in dettaglio (chiaro che nel 95% dei casi sono vegetariani dal comportamento virtuoso e coerente), hanno però tutti in comune il cibo sobrio, mai dimenticare questo dettaglio. Siamo dotati di sensori di fame e di sete che devono essere ascoltati in quanto sono la voce interna della verità. Se uno si riempie di cibo fantastico come la frutta, può anche correre il rischio di iper-alcalinizzare il corpo, mentre l’ideale per tutti è quello di raggiungere l’equilibrio del pH.

POTASSIO E SODIO ENTRAMBI PREZIOSI SE IN VERSIONE ORGANICA

Nella maggioranza dei casi la gente è acidificata, per cui alcalinizzare fa benissimo. Tuttavia, in alcuni casi ed in alcune circostanze, come nel caso qui citato, può succedere il caso opposto. L’equilibrio poi non implica affatto una demonizzazione del potassio se uno iper-alcalinizza, o del sodio se uno iper-acidifica. Servono entrambi i minerali, ma nella forma giusta che è quella organica. Non si lavora col bilancino. Basta mettere a disposizione del corpo entrambi i minerali seguendo le leggi della Natura e del Buonsenso.

Ci penserà il corpo ad assorbire quello che gli serve, rispettando le sue esigenze reali e la legge del minimo, e scartando gli eccessi di un minerale sull’altro, cosa facilmente realizzabile coi minerali organici che reni e pelle associati filtrano senza troppe difficoltà, mentre coi minerali inorganici (integratori in pillole, verdure stracotte che perdono l’organicazione acquisita per colpa della cottura, alimenti in scatola, succhi devitalizzati, acque minerali pesanti, aggiunta di sale in eccesso ai cibi) le cose vanno assai diversamente, per cui si sovvertono gli equilibri interni e si crea ristagno di liquidi, di acque pesanti e di materiale acidificante.

OGNUNO DEVE PERSONALIZZARE LA DIETA SULLA BASE DELLE SUE ESIGENZE VARIABILI

Pure la personalizzazione è importante. È verissimo che l’uomo ha un disegno strutturale, bio-chimico ed emozionale di tipo fruttariano, per cui in teoria una dieta fruttariana dovrebbe soddisfare le sue esigenze al 100%, similmente a come il crudismo vegetale soddisfa in pieno gazzelle, zebre, bufali, capre, antilopi, rinoceronti e gorilla. Questi animali non portano vestiti e non necessitano di servizi igienici, vivendo liberi in natura, allo stato brado. Ma nel caso dell’uomo entra in azione pure il meccanismo dei diversi stili di vita che si differenziano e si complicano in rapporto al tipo di società in cui vive.

Nel caso specifico qui menzionato, ad esempio, ti sei trovato in Sud-America dove risulta alquanto problematico sopravvivere socialmente con una dieta vegan-crudista priva di sgarri e di trasgressioni. E persino ora, rientrato in Italia e con un lavoro di continuo movimento, non sarebbe facile impostare una dieta eminentemente depurativa alto-potassica e basso-sodica come quella fruttariana, per motivi di ordine sociale e pratico. Ma anche nel caso di persone occupate e impegnate con importanti incarichi fissi, tipo un presidente o un papa, occorre trovare soluzioni mirate. Personalizzare in tutti questi casi significa anche doversi astenere dai servizi igienici per lunghe ore.

RESTRIZIONI E DIVIETI MEDICI SUL POTASSIO SONO CARICHE DI INSIDIE

Tornando al rapporto sodio-potassio occorre evitare decisamente le cure di tipo medico, dove si favoriscono integratori e carni, vietando nel contempo banane, pesche, pomodori e simili perché troppo ricchi di potassio, causando gravi deperimenti e persino contraccolpi mortali al corpo. Sono errori gravissimi da cui non si torna facilmente indietro.

Pretendere di ridurre forzosamente il potassio, che è ubiquitario nei cibi naturali, equivale a voler ridurre l’ossigeno nella respirazione. E occorre evitare pure le diete chetogeniche e a bassi-carboidrati, sia carnivore che non carnivore, capaci di far dimagrire velocemente la gente lasciandola però super-intossicata e fortemente assetata, per cui nel lungo periodo si vedrà costretta a bere a un punto tale da riprendersi tutti i chili persi.

ISTINTO DEL DOLCE, DEL GRASSO E DEL SALATO

Bisogna mantenere una dieta con tutti gli alimenti della gamma naturale ed innocente tipica dell’uomo, tanto più che sodio e potassio sono spesso contenuti in simultanea nello stesso frutto o nello stesso vegetale. Serve pure l’accortezza di modulare intelligentemente colori e sapori. Sappiamo benissimo che l’uomo è caratterizzato da determinati istinti come l’istinto del dolce, l’istinto del grasso e l’istinto del salato. Vanno tutti seguiti con criterio.

Esistono alimenti ottimi e alimenti pessimi in ciascuna di tali categorie. I dolci della frutta sono ottimi, mentre quelli degli zuccheri raffinati, dei dolciumi, delle bibite, dei gelati, delle marmellate specie quelle a zucchero aggiunto sono tutti micidiali come confermato dalla scala Simoneton dove stanno ben sotto alla quota minima discriminante-ammalante dei 6500 Angstrom.

I grassi dell’avocado, della portulaca, dei pinoli e delle noci in genere vanno benissimo, ma quelli di carni e latticini sono micidiali. I sali naturali e organicati (da linfa vegetale più sole e funzione clorofilliana) delle verdure crude vanno benissimo, mentre i sali inorganici o inorganicati dalla cottura sono decisamente dannosi.

SALE DIVINO DEGLI EGIZI E SALE COMMERCIALE DELL’HIMALAYA

La parola sodio o natrium in latino, deriva dall’antico egizio Ntri che significa puro e divino, a dimostrazione della preziosità del sale. Pure il sale rosa o grigio dell’Himalaya viene da molti considerato puro e divino, anche se per motivi prettamente commerciali. In realtà non proviene nemmeno dalle alte vette dell’Himalaya che scatenano la fantasia e l’immaginazione della gente, ma dalle catene montuose del Punjab-Pakistan per un tratto di 200 km che contengono 10 miliardi di tonnellate di sale depositato a strati.

Da esse si estraggono 325000 tonnellate l’anno sotto forma di salite o salgemma colorata perché ricca di una concentrazione di una settantina di minerali, tutti chiaramente in forma inorganica, ed alcuni fortemente tossici e persino cancerogeni come il cadmio. Assai meno tossico il sale bianco delle saline sicule. Fatto sta che la miniera di Khewra è la seconda al mondo oltre che la maggiore dell’Asia. Altri posti simili non mancano in Europa, come ad Hallein Salzweten presso Salzburg-Austria, a Turda in Transilvania-Romania e a Wieliczka-Cracovia in Polonia.

IMPORTANTE RUOLO DEL SODIO NELL’ALIMENTAZIONE

Il sodio assolve compiti importanti ed essenziali come quello di regolare il volume dei liquidi nel corpo, quello di mantenere il ritmo cardiaco, quello di favorire i segnali elettrici e i neurotrasmettitori, quello di consentire ai muscoli di contrarsi e di espandersi, quello di consentire al cervello e alla macchina umana di funzionare. La carenza di sodio o iponatriemia impedisce alle cellule di funzionare in modo corretto, comportando confusione, debolezza, gonfiori, letargia, convulsione e coma.

ACQUA MARINA STRAORDINARIA SULLA PELLE

Il cloruro di sodio dell’acqua di mare non è ovviamente potabile, essendo addirittura letale se ingerito in quantità, mentre sulla pelle ha effetti battericidi, tonificanti e anti-anemici. Certi mari, soprattutto se chiusi, sono salatissimi, come ad esempio il Mar Morto tra Israele e Giordania. L’altissima concentrazione di cloruro di sodio è tale da tenerti sollevato sull’acqua senza dover nuotare (l’ho provato di persona in zona Gerico). Ma se solo assaggi tale acqua ti ritrovi avvelenato e con la lingua che brucia.

ALIMENTI NATURALI RICCHI DI SODIO

Per concludere, seguire i segnali del proprio corpo mediati da buonsenso e da buona preparazione igienistica che è poi anche preparazione scientifica sul piano alimentare e comportamentale.

Prendere nota che in natura esistono molti prodotti ricchi di sodio come, per ordine di contenuto, alghe laminari (Kelp), alghe palmate (Dulse), olive, creme di olive, peperoncino piccante secco e in polvere, spinaci neozelandesi, foglie e radici di bietola o beta vulgaris (Swiss Chard), sedano, rapa piccante, cren, crauti, kimchi coreano vegetariano, miso giapponese, spinaci, crescione d’acqua, crescione di terra, germogli vari, sesamo semi, carota, prezzemolo, carciofo, aloe, rucola, curcuma, zenzero, basilico, menta, cavoli, noce di cocco, castagna d’acqua, funghi, radicchio, melone, cocomero, castagne fresche e secche, cipolla, aglio, patata dolce, lattuga, ciliegia, kumquat, mango, cetriolo, ed anche il gorgonzola tra i formaggi.

LA COLAZIONE È UN AUTENTICO BANCO DI PROVA

Concludo citando pure le mie esperienze personali sulla colazione. Perché la colazione? Perché, assieme alla merenda del tardo pomeriggio riguarda la assunzione specifica di frutta, di spremute e di succhi freschi di frutta e di carote. E anche perché è proprio con la colazione che si gioca la partita basilare dell’alimentazione.

È soprattutto con la colazione che si mettono alla prova le nostre qualità e il nostro discernimento in fatto di cibi. Chi sa cominciare la giornata al meglio è già a metà dell’opera. Pranzo e cena dopotutto, sono i due pasti verduriani-crudisti e standard della giornata dove si comincia con la terrina di radicchio o di cavolo o di pomodori e cetrioli, e si conclude con un secondo piatto di alimenti cotti di proprio gradimento.

HO SEMPRE AVUTO UN BUON RAPPORTO COL CIBO, E IN PARTICOLARE CON LA COLAZIONE

Per tutta la vita posso dire di aver seguito con ottimi risultati la classica colazione vegan-crudista della spremuta di agrumi o melegrane o meloni gialli al risveglio (d’inverno), delle fragole-ciliegie-lamponi-meloni-pesche (a primavera-inizio estate), dell’anguria o uva o fichi o kaki (a fine estate e autunno), più eventuale succo fresco di carote-sedano-ananas, o di carote, o di mele, o di bietole, il tutto assunto tra mattinata e tardo pomeriggio. In genere, nei periodi di intensa attività sportiva (calcio, ciclismo, tennis, nuoto) inserivo dopo i succhi e i frutti citati una o due banane, o la crema di avena con qualche semino aggiunto.

INSERIMENTO DI RADICCHIO, POMODORO E CREMA DI OLIVE A COLAZIONE

Ultimamente però ho voluto fare qualche interessante esperimento, ricordandomi che, durante i mie tanti viaggi in Korea, notavo che i koreani, gente particolarmente forte e salubre, inseriva a colazione molte verdure crude. Ho così deciso di mantenere sempre spremute, frutta e succhi al risveglio, ma seguiti non più da creme di avena, da banane, da muesli o simili, ma piuttosto da un cespo di radicchio e un bel pomodoro, con un cucchiaio di olio d’oliva, due o tre fette di pane integrale integrale e mezzo vasetto di crema di olive, ricca di sodio, e a volte mezzo avocado o dei pinoli.

Mi tornavano alla mente pure le scelte di mio nonno che prima di partire per la sua giornata di lavoro nei boschi, si preparava un sardellone fatto cuocere sulla brace, pure ricco di sodio. Ecco allora che i conti tornano e quadrano anche sul sodio. Fatto sta che mi sono trovato bene con questo tipo di colazione e non l’ho più mollata, specie in tempo invernale. Forse questo è un modo valido per venire incontro a chi sente voglia di salato più che di dolce. Ognuno di noi deve fare i conti con se stesso e con le proprie sempre mutevoli esigenze.

DIVERSO IL DISCORSO CON LE COLAZIONI-BUFFET DEGLI HOTEL

C’è pure stato un periodo che io chiamo dei grandi alberghi asiatici, dove per motivi di lavoro vivevo spesso per settimane in hotel tipo Hyatt-Intercont-HolidayInn-Hilton-Shangrila dove ti servivano sontuose colazioni buffet a prezzo fisso e devo dire che in tali periodi mi adeguavo alla situazione, per cui saltavo il pranzo e facevo delle mangiate super, con criteri vegetariani e non vegani, includendo dopo spremute d’arancia e fette di anguria e manghi e papaia, porridge di avena e mirtilli, uova e a volte formaggi francesi ricercati.

Ovvio che non rispettavo il criterio di sobrietà specifica, ma nell’assieme della giornata trovavo poi un soddisfacente equilibrio. Era il periodo in cui facevo spesso 2-3 partite di calcio al giorno in clima equatoriale, con memorabili sudate. A parte le colazioni buffet, non frequentavo ristoranti ma preferivo completare con frutta tropicale tipo durian, mangostin, longan, rambutan, leichi, bananine, noce di cocco e qualche verdura cruda che acquistavo sul mercato, oppure nelle bancarelle notturne.

UN EPISODIO DA RACCONTARE

Devo dire che me la sono sempre cavata egregiamente. Mai indigestioni o problemi di alcun genere. Tuttavia, in quel periodo, avevo evidentemente esagerato con le uova a colazione, convinto che poi le avrei smaltite sui campi di calcio. Evidentemente non era così e in una occasione il mio organismo mi diede un forte segnale. L’episodio merita di essere citato.

Digerivo anche i sassi, avevo sempre un buon appetito, mai stanco. Mi trovavo a Hong Kong nel 1983, e il giorno prima avevo fatto diverse partitelle di calcio a soldi (tipiche del posto, dove squadra che perde in mezz’ora va fuori e lascia i soldi alla squadra vincente), partite giocate nei campi in cemento dei parchi cittadini. Campi non certo ideali per la salute delle cartilagini e della stessa pelle, spesso sbucciata dalle cadute sul duro. Vincevo spesso e subivo, mio malgrado, falli a ripetizione.

Stavo all’hotel New World, ore 7 di mattina. Faccio per alzarmi ma non riesco a muovermi dal letto. Bloccato del tutto al punto di dover carambolare faticosamente sul tappeto e strisciare verso la porta per girare la chiave ed aprire a un mio caro amico cinese che avevo precedentemente chiamato al telefono. Abbarbicato letteralmente a lui, guadagnai l’ascensore e poi l’auto parcheggiata all’ingresso. Ci recammo da un medico cinese in zona Wanchai.

MI RITENNI UN MIRACOLATO

Nonostante le mie condizioni secondo me disperanti e da pronto soccorso, il medico cinese mi sorrise e disse No problem! Soccer player? Yes. Give me half an hour and you’ll go back to your hotel on your own legs! (Sei un calciatore? Nessun problema. Dammi mezz’ora e tornerai al tuo albergo con le tue gambe). Stentavo a credergli.

Mi tolse la camicia e, dopo un breve massaggio tipo colpetti e schiaffi, applicò sul fondo schiena un panno imbevuto di una sostanza bollente, nera e odorosa di catrame o carbolineum che stava in un bidone fumante. Roba da arrostirti vivo. Mi disse di tenerla per 3 giorni senza fare bagni, e limitando il più possibile cibi e bevande. Miracolo assoluto, mi ritrovai subito in piedi e in perfetta forma. Salutai Albert, il mio accompagnatore cinese, e tornai a piedi sollevato e felice in albergo, usando la metropolitana.

DRASTICO CAMBIAMENTO DIETA IN DIREZIONE FRUTTARIANA E VERDURIANA CRUDISTA

A quel punto, pur stando bene di nuovo, dovetti pormi alcune domande.
Com’era possibile tale accadimento? D’accordo che gli sforzi delle partitelle e magari l’esposizione successiva del corpo sudato al clima umido di Hong Kong tra un tempo e l’altro potevano aver causato il malanno, ma un blocco totale dei movimenti non poteva essere facilmente giustificato. Non mi era mai successa una cosa del genere. Una specie di micidiale colpo della strega.

Decisi immediatamente di cambiare dieta in direzione vegan-crudista, tagliando del tutto uova e formaggi, per semplice prudenza. Tornato poi a Singapore, ripresi pure ad allenarmi regolarmente e a fare ottime partite (giocavo nella serie A locale), ma sentivo la necessità di studiare e soppesare meglio quanto mi era successo.

LA SCOPERTA DI UNA SCIENZA STRAORDINARIA

Ed è in una libreria della centrale Orchard Road di Singapore che scopersi un libro importante. Per me, in quel momento, fu una vera illuminazione. Si trattava di Fit for Life (in Forma per la Vita) di Marylin ed Harvey Diamond, un best seller americano e mondiale scritto da due allievi (moglie e marito) di un certo Herbert Shelton. Testo che difendeva la dieta vegetariana-vegana, e questo mi stava benissimo, ma insegnava pure molte altre cose che a quel tempo non sapevo, soprattutto in direzione crudista.

Grazie a quegli insegnamenti, smisi di essere un semplice vegetariano-fruttariano e divenni uno studioso di igiene naturale o di scienza igienistica. Avevo quaranta anni esatti. Alla prima occasione possibile decisi di andare in America a una delle Conventions dell’Igienismo Internazionale, organizzato dalla ANHS-American Natural Hygiene Society. Lo feci nel 1993 portando con me la Kathleen e Francesco, che aveva 4 anni, al campus dell’università di Baltimora. Ed ebbi la fortuna di conoscere personalmente una persona eccezionale come Alec Burton, familiarizzando pure con tutti i maggiori allievi di Shelton, in particolare Ralph Cinque, Frank Sabatino, Joel Fuhrman. E questo fu il mio ingresso nell’ambiente della Health Science.

Valdo Vaccaro

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