VULVODINIA E NEVRALGIA DEL PUDENDO

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LETTERA – SOTTOTITOLI DI VV

AVVICINAMENTO ALLA MEDICINA NATURALE

Buongiorno Dr Vaccaro, sono una ragazza di 32 anni siciliana e, per via di una malattia, da circa 2 anni mi sono avvicinata alla medicina naturale e sto cercando di entrare in un regime alimentare diverso da quello di massa. Il suo contatto mi è stato fornito inizialmente dalla proprietaria di un B&B di Roma, dove sono in cura per la mia malattia, e poi ho visto che anche la mia insegnante di Yoga la seguiva.

NEUROPATIA DEL PUDENDE E VULVODINIA

Cosi ho deciso di contattarla perchè sono affetta da una neuropatia del pudendo cronica per la quale a tutt’oggi non esiste una cura specifica. La patologia si chiama vulvodinia e non è altro che una contrattura dei muscoli del pavimento pelvico che a lungo andare creano una forte infiammazione dei nervi interessati rendendo la situazione cronica.

FARMACI INUTILI ED EFFETTI COLLATERALI A GETTO CONTINUO

Per un anno mi sono curata con Laroxyl (per sfiammare i nervi) e Rivoltril (per decontrarre la muscolatura). Ho riscontrato lievi miglioramenti ma ancora ho quasi tutti i sintomi, cioè bruciore vulvare continuo, fitte anali e prurito infernale. Da oltre 2 mesi ho interrotto di testa mia i farmaci perché sono sempre stata contraria all’assunzione di qualsiasi medicinale. Mi faceva stare male il pensiero che li stavo utilizzando per tutto questo tempo, tra l’altro senza avere grandi risultati.

RICERCA DI UNA SOLUZIONE ALIMENTARE

Il medico mi ha sostituito il Laroxyl col Cybalta, ma non ho voluto prendere nulla perché comunque hanno pesanti effetti collaterali. Adesso mi chiedevo se a livello alimentare posso fare qualcosa per migliorare la situazione. È quasi da 2 anni e mezzo che soffro, e questo è un problema che si sta estendendo a macchia d’olio.

POCHI SPECIALISTI E DONNE LASCIATE A SE STESSE

Il fatto è che sono pochissimi gli specialisti che conoscono questa patologia e noi donne in media abbiamo una diagnosi dopo 4 anni dalla manifestazione della malattia. Grazie per avermi letto!
Simona


RISPOSTA

CAMBIAMENTO RADICALE NELLE SCELTE ALIMENTARI-COMPORTAMENTALI

Ciao Simona. Cambiare radicalmente alimentazione e rendere il sangue più fluido, questa è in sintesi la formula per rimettere la situazione in ordine. Zero proteine animali, alta percentuale di crudo, frutta acquosa di stagione, eliminazione di ogni farmaco e di ogni integratore. Obiettivi sui quali si dovrà puntare in modo deciso e progressivo, resistendo agli inevitabili effetti eliminativi che conseguiranno, visto che depurare significa scaricare tossine soprattutto attraverso il sangue. Un discorso alimentare e un discorso idroterapico. Docce e semicupi in questi mesi. Sole e nuotate in mare non appena la stagione lo consente.

INCREMENTARE NEL CONTEMPO LA PREPARAZIONE

Impegno e approfondimenti nel frattempo. Non mancano altre tesine su questo argomento. Vulvodinia, candida e allergie, del 26/7/13, Vestibolite vulvare, vulvodinia e urgenze minzioni, del 18/5/13, Bartolinite, fibromi ed ipertiroidismo, del 12/6/13, Infiammazione vaginale, contagi e contaminazioni, del 20/8/13, tanto per citartene alcune. Studiare con cura le tesine sul colon e sulla stitichezza, visto che la guarigione passa esattamente da quelle parti.

DEFINIZIONE DEL SINTOMO

Vulvodinia è un termine utilizzato per descrivere una sensazione dolorosa cronica che interessa la regione vulvare. Il fastidio può essere descritto come bruciore, dolore, irritazione, sensazione di gonfiore o arrossamento. Il dolore può essere costante o intermittente, localizzato o diffuso. La gravità del problema varia da un lieve fastidio a un dolore molto intenso e debilitante. Si parla di bruciori da rapporti e stimolazioni sessuali, ma anche di dolori spontanei e indipendenti da stimoli

CAUSA DEL SINTOMO

L’esatta causa della Vulvodinia non è nota, però alcune cose si sanno. Nelle donne affette dalla malattia il nervo che interessa il vestibolo vaginale e la vulva presenta delle fibre aumentate di volume e di numero. In alcune donne con vulvodinia è stato riscontrata la presenza di eventi disturbanti, tipo visite ginecologiche stressanti, primi approcci sessuali traumatici, abusi e molestie sessuali, conflitti relazionali.

STIMOLI, ALTERAZIONI ED IPERCONTRATTILITÀ

Questi fattori possono predisporre la donna allo sviluppo della vulvodinia, creando condizioni anomale di tipo psico-biologico. Si è ipotizzato, pertanto, che la malattia sia legata ad un’alterazione localizzata, chiamata neuropatia del nervo pudende, scatenata da una eccessiva risposta a stimoli infiammatori ripetuti e ad una ipercontrattilità della muscolatura vulvo-perineale.

SINDROME DI ALCOCK

La nevralgia del pudendo, conosciuta anche come sindrome di Alcock, è un male cronico che cambia la vita e che, almeno in Italia, gode di ben poche attenzioni e ricerca. Chi ne è affetto può girare per anni alla ricerca di una diagnosi che dia almeno un nome a quel dolore che si concentra soprattutto nell’area perineale. “Ho conosciuto persone che dopo 10 anni ancora brancolavano nel buio totale ed erano psicologicamente distrutti”. Questa è una delle tante testimonianze che circolano nei forum.

DOLOROSA ED INVALIDANTE NEVRALGIA DEL PUDENDO

Non è raro che i pazienti si sentano dare del pazzo. Lei non ha nulla, vada da uno psicologo, dicono spesso i medici. Intanto fare una vita normale diventa sempre più difficile e talvolta si arriva fino a perdere il lavoro. Il decorso della malattia è cronico e gli analgesici tradizionali non sono in grado di attenuare i dolori. In molti casi, le cause della nevralgia del pudendo non sono note, anche se la malattia si associa spesso a traumi, interventi chirurgici e attività sportive, come l’uso intensivo ed eccessivo della bicicletta sportiva, con selle dure e scomode.

INCONTINENZA, STIPSI E INCIDENZA PREVALENTE FEMMINILE

Solo chi ne soffre o ne ha sofferto può capire quali e quante complicazioni comportino le disfunzioni pelvi-perineali, quella odiosa famiglia di disturbi che va dall’incontinenza urinaria o fecale alla difficoltà a svuotare la vescica, dalla stipsi ai disturbi sessuali, compresi l’impotenza e il dolore durante i rapporti. In Italia si stima che il 7% della popolazione soffra di incontinenza urinaria, quasi 4 milioni sono le persone che cronicamente fanno i conti con la stipsi, con un’incidenza prevalente femminile e che aumenta con l’età.

UN INTRICATO LABIRINTO DI MUSCOLI CHIAMATO PELVI

La diagnosi e gli interventi sono resi più difficili dalla complessa anatomia e funzione dell’area. Parliamo di un labirinto intricato di muscoli e nervi che si intrecciano fra loro, abbracciano l’apparato urinario (uretra, vescica) e vaginale (nella donna) formando il pavimento anteriore, fino a coinvolgere l’apparato ano-rettale nel pavimento posteriore. Ma non solo. La pelvi occupa un ruolo centrale del sistema biomeccanico del corpo, ha una funzione di protezione e di sostegno per la vescica, l’intestino e gli organi sessuali.

IMPORTANZA DEL COCCIGE OSSIA DELL’OSSO SACRO

L’osso sacro è l’ultimo tratto della colonna vertebrale. Si parla anche di zona sacrale e di osso sacro-coccige. La zona sacrale può essere considerata un organo a tutti gli effetti. Un organo estremamente sensibile. Basta una banale caduta sull’osso sacro o una deambulazione scorretta per provocare notevoli danni.

MECCANISMI DI COMPENSO NEURO-BIOMECCANICO

Altre condizioni predisponenti sono, ad esempio, scoliosi, iperlordosi, alluce valgo oppure posture lavorative viziate. Si passa troppo tempo seduti, seduti male e su seggiole precarie o inadatte. Il corpo, di fronte all’errore, cerca di adattarsi. E questo chiama in causa naturali meccanismi di compenso neuro-biomeccanico, per cui spesso l’evento scatenante della disfunzione è minimo rispetto all’entità sintomo lamentato, ma l’impatto sulla qualità della vita e sulle normali attività quotidiane è notevole.

STITICHEZZA O COSTIPAZIONE, AFFLIZIONE GRAVISSIMA E SOTTOSTIMATA

La stitichezza è la malattia più sottovalutata, essendo all’origine di ogni anomali funzionale. Per stitichezza si intende ritardo o insufficienza nelle evacuazioni intestinali, determinato da diete intasanti, da sedentarietà, da uso di farmaci e iniezioni, da prodotti animali, pasta, dolci, the, caffè, cioccolata, cole, cibi e bevande-spazzatura. Se l’uomo si alimentasse con frutta e con insalate crude di stagione, con semi d’albero, persino con uova sode, formaggi crudi di malga e pane integrale, non soffrirebbe di questa mortale affezione. I purganti irritano, congestionano e devastano le mucose. I calmanti e gli anti-dolorifici paralizzano i movimenti peristaltici e compromettono la funzione intestinale.

IL RIEQUILIBRIO SI ATTUA SCONFIGGENDO LA STITICHEZZA E RIPRISTINANDO LA CIRCOLAZIONE

Stitichezza significa ristagno fecale e questo comporta una compressione della massa intestinale sulle vene. Si ostacola così il ritorno venoso del sangue verso il cuore. Chiaro che servono strategie a favore della circolazione. Acqua gym, bicicletta, nuoto, lunghe passeggiate rappresentano soluzioni ideali.

Per tonificare il sistema venoso e sveltire la circolazione abbondare con mirtilli, fragole, lamponi, ciliegie, prugne, limoni. Abbondare con gli Omega 3 (avocado, mandorle, pinoli, noci), con le vitamine naturali B-C-E (germe di grano, frutta da guscio, agrumi, semini, sesamo, semi papavero, cereali, legumi), coi minerali organici di traccia rame-zinco-selenio-magnesio (datteri, banana, patate, foglie verdi, alche, legumi, zucca).

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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