VESTIBOLITE VULVARE, VULVODINIA E URGENZE MINZIONALI

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LETTERA

VESTIBOLODINIA E RITENZIONE VESCICALE

Salve dottore mi chiamo Stefania e ho 26 anni. Le scrivo perchè da sette anni soffro di vestibolodinia cronica con sensazione fissa di vescica piena anche dopo la minzione. Inutile raccontarle il mio lungo calvario anche solo per avere una giusta diagnosi e quanto questo problema mi affligga totalmente. Attualmente prendo due farmaci, Efexor ed Expose. Le sarei davvero grata se potesse darmi qualche consiglio. Cordiali saluti.
Stefania

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RISPOSTA

ZONA VAGINALE INTERNA E ZONA VULVARE INTERNA

Ciao Stefania, Vediamo innanzitutto di chiarirci le idee sui termini e sull’anatomia genitale femminile. Occorre distinguere intanto tra vulva e vagina. La vagina è l’organo che collega l’apparato genitale esterno con l’utero e parte dall’imene per arrivare all’utero. Trattasi pertanto di un organo che sta tutto all’interno. La vulva è la parte genitale esterna, che comprende grandi e piccole labbra, clitoride, orifizio uretrale, imene. Il vestibolo è il rivestimento della zona vulvare compresa tra le piccole labbra, cioè tutto quel tessuto rossastro e più delicato racchiuso dalle grandi labbra e che resta al di fuori della vagina. Le cose migliori per chiarezza e competenza le scrive su internet la Rossana, da cui traggo una sintesi.

VESTIBOLITE SIGNIFICA INFIAMMAZIONE E DOLORE AL TESSUTO ROSSASTRO ESTERNO

Il termine vestibolite vulvare indica l’infiammazione di questo tessuto rossastro esterno con conseguente dolore. Può essere localizzata e quindi coinvolgere solo il clitoride (clitoridodinia), l’ingresso vaginale, l’orifizio uretrale (uretrodinia), oppure generalizzata con dolore esteso a tutto il vestibolo vulvare.

SINTOMI DELLA VESTIBOLITE VULVARE VV

Dolori nei rapporti sessuali o dispareunia, specie all’inizio della penetrazione, punti circoscritti dolorosi alla pressione (tender points), eritema vestibolare, dolori vulvari (fastidi al tatto, secchezza, bruciori, gonfiori, fastidi nell’indossare capi attillati) e dolori urinari (urgenza minzionale, dolore uretrale, che peggiorano col rapporto sessuale), dolori vaginali (secchezza, scarsa eccitazione, dolore alla visita ginecologica,fastidio all’inserimento di assorbenti interni). La donna affetta da VV sente i citati inconvenienti vulvari allorquando indossa pantaloni stretti, quando va in bicicletta, quando usa detergenti intimi, quando utilizza creme antimicotiche o antibiotiche, quando accavalla le gambe, quando sta seduta per molto tempo. L’urina acida o ricca di ossalati irrita l’uretra e la parte di vulva che questo liquido bagna.

PARE TRATTARSI DI VERA E PROPRIA NEVRALGIA

In ogni caso la vestibolodinia è dovuta ad una infiammazione non della mucosa vera e propria, ma delle fibre nervose situate nello spessore della mucosa. Si parla infatti di nevralgia o nevrite, ossia di infiammazione delle fibre nervose. Tale infiammazione può non essere visibile esternamente, o a volte si può endere evidente con un rossore localizzato in più punti.

POSSIBILI CAUSE DI VESTIBOLITE

Le cause di VV possono essere infettive (candida, escherichia coli, herpes virus, clamidia, ureaplasma, hpv, gardnerella), meccaniche (da dispareunia), chirurgiche (laser, diatermocoagulazione, episiotomie, cicatrici da chirurgica vulvo-vaginale, radioterapia), chimiche (detergenti irritanti, urine infette piene di tossine batteriche, creme e pomate locali, cibi contenenti sostanze irritanti, incontinenza ed enuresi che causano un continuo contatto del vestibolo con l’urina), ormonali (calo di estrogeni premestruale o menopausale), neurogeni (stress, alterazioni neurologiche), muscolari (ipertono del muscolo pubo-coccigeo da cistiti, vaginiti o patologie dolorose anali), traumatiche (cadute, urti violenti). Ma fondamentalmente la causa primaria è una risposta esagerata agli stimoli infiammatori su base genetica.

LA VESCICA RICHIEDE IL MASSIMO RISPETTO

La vescica è un prezioso apparato cavo e muscolare. Fa da serbatoio dell’urina ed anche da organo della minzione. È molto elastico e distendibile, con capacità variabile pari  a 400-500 ml. Ma in situazioni di emergenze può arrivare a 2-3 litri di capacità. Trattenere le urine non è assolutamente positivo per la salute. La vescica ha tre semplici funzioni che sono 1) Funzione di immagazzinamento urina, 2) Funzione di svuotamento (stimolo alla minzione), 3) Funzione di barriera o valvola protettiva contro il riassorbimento dell’urina stessa. La cistite è una cosa seria e può portare a pericolose formazioni tumorali. Acque e urine sono liquidi importantissimi in un organismo umano composto al 70-80% di acqua! Carni, latticini, sale, e spezie ultra-piccanti e corrosive sono nemici acerrimi della vescica.
Verdure come la malva, il tarassaco, l’asparago, le punte del pungitopo, sono al contrario amiche della vescica.

INTERRELAZIONE TRA VESTIBOLITE E CISTITE

L’uso continuato di antibiotici provoca disbiosi intestinale e vaginale e di conseguenza continue infiammazioni genitali soprattutto da candida ed escherichia coli. Il vestibolo vaginale infiammato attiva i mastociti, che come abbiamo più volte visto, liberano sostanze che aumentano il dolore e l’infiammazione stessa provocando gonfiore, dolore ed irritazione. Infiammazione e dolore provocano automaticamente la contrazione della muscolatura pubo-coccigea, già contratta a causa delle cistiti. Tale contrazione diventerà sempre più persistente fino a trasformarsi in contrattura (costante e difficile da sciogliere), che restringerà l’ingresso vaginale aumentando l’attrito durante il coito e rendendola più soggetta a piccole ulcere ed abrasioni. Lo scarso desiderio e la scarsa lubrificazione per la paura anticipatoria del dolore aumentano ulteriormente l’attrito durante il rapporto.

PIÙ CHE INFEZIONI, INFIAMMAZIONI CAUSATIVE E INFIAMMAZIONI CONSEGUENTI

Nella VV è frequente la sovrapposizione di infezioni vulvari, vaginali ed uretrali. Il vestibolo sempre più infiammato perde la capacità di difendersi ed anche una banale carica batterica o micotica è in grado di sviluppare infezione. Pertanto la candidosi e altre infezioni vulvari, oltre che una causa, rappresentano una conseguenza della VV.

ACCANIRSI CONTRO I MICRORGANISMI NON SERVE E PEGGIORA LA PATOLOGIA

L’accanimento contro i microrganismi patogeni senza risolvere la VV non solo è inutile, ma porta ad un peggioramento stesso della patologia a causa dell’effetto irritante di antibiotici ed antimicotici locali ed all’effetto immunodepressivo e disbiotico di quelli sistemici. Se non si cura l’infiammazione vestibolare, l’infezione da candida o da e. coli torneranno sempre e queste a loro volta rappresenteranno la base per nuove infezioni vescicali. La maggioranza delle donne affette da vulvodinia hanno una storia di cistiti e vaginiti ricorrenti precedente. La VV è infatti spesso associata a patologie quali: cistite ricorrente, cistite interstiziale, fibromialgia, dolori lombari.

IL CIRCOLO VIZIOSO DELLE CISTITI RICORRENTI

L’infiammazione e la contrazione si possono estendere fino all’orifizio uretrale, che a sua volta sarà più debole verso gli attacchi batterici e responsabile di ristagno urinario. A questo punto il rischio di sviluppare cistite aumenta ulteriormente. Ed ecco l’instaurarsi del classico circolo vizioso, che se non viene interrotto porta a cronicizzazione ed al peggioramento costante della sintomatologia di tutti gli organi coinvolti.

INCREMENTO DOLORI DURANTE IL CICLO E SCARSA CONOSCENZA MEDICA DEL FENOMENO

La VV è molto frequente. Il 12/15% delle donne ne soffre, ma nonostante la sua frequenza sono ancora pochi i medici che la conoscono. Ciò porta la donna a sentirsi non capita ed a sottoporsi ad innumerevoli visite prima di arrivare ad una diagnosi. Il protrarsi della sintomatologia non curata peggiora il quadro sintomatologico, diventando cronico e rendendo la guarigione più difficile e la terapia più lunga e complessa.

TRASFORMAZIONE DELLA VESTIBOLITE IN SINDROME VULVO-VESTIBOLARE O VESTIBOLODINIA, CON DOLORI SENZA INFIAMMAZIONI

La cronicizzazione della sintomatologia trasforma la vestibolite vulvare in vulvodinia, ovvero in dolore vulvare senza necessaria presenza di infiammazione. Anche la vulvodinia può essere localizzata (sindrome vulvo-vestibolare o vestibolodinia) o generalizzata (vulvodinia propriamente detta). Nella vulvodinia (localizzata o diffusa) il dolore è presente nonostante l’assenza di infiammazione o di alterazioni evidenti. Ciò avviene perché le infiammazioni continue portano allo sviluppo di nuove terminazioni nervose responsabili del dolore, a nuove connessioni nervose responsabili dell’aumento della percezione dolorifica.

IL DOLORE DIVENTA CRONICO E NEUROPATICO

dolore diventa indipendente dalle cause scatenanti (infettive, infiammatorie o meccaniche), si autoalimenta, sparisce e poi riaffiora. Si trasforma in dolore cronico neuropatico, cioè in dolore che ha origine non nell’organo dolorante, ma nelle vie nervose che lo innervano. In altre parole la vulva sta bene e sembra perfetta, ma ciò che è malato è il sistema nervoso che trasporta le informazioni del dolore. È un po’ la stessa cosa che succede negli arti fantasma, dove il paziente sente un gran dolore all’arto amputato, sebbene questo non esista più e spesso deve ricorrere agli antidolorifici. Questo è ciò che avviene anche nella vulvodinia, dove il dolore è presente anche senza un rapporto sessuale scatenante, anche senza un’infezione da candida. Il sistema nervoso responsabile della trasmissione del dolore, insomma, è in tilt e non riesce più a gestire correttamente le informazioni che riceve, così trasforma tutti i segnali tattili, termici ed acidi, in sensazioni dolorifiche, sebbene normalmente non lo siano (allodinia).

ESTENSIONE A ZONE DIVERSE DAI TRIGGER POINTS O DAI PUNTI SCATENANTI

A causa delle nuove connessioni nervose che si formano, il dolore viene irradiato a zone diverse da quelle che l’hanno originato (trigger points), per cui il dolore si estende all’utero, alla vescica, all’ano, alle gambe. Si è visto che nelle donne affette da vulvodinia il nervo pudendo presenta fibre nervose aumentate sia di numero, che di dimensione.

CONFUSIONE TRA VULVODINIA E CISTITE

Per queste ragioni spesso la vulvodinia dà gli stessi sintomi di una cistite ed è facile confondere le due patologie, tant’è che spesso al primo segnale di quella che crediamo sia cistite prendiamo subito l’antibiotico, ma i sintomi non scompaiono del tutto e poi scopriamo che l’urinocoltura che abbiamo fatto era negativa! La vulvodinia può anche essere una delle cause della cistite da luna di miele (o cistite senza cistite), la cistite cioè non legata alla presenza di batteri, ma dovuta al trauma meccanico durante il rapporto sessuale, che va ad aggravare ulteriormente l’infiammazione del nervo pudendo irradiando il dolore agli altri organi che controlla: uretra, vescica, vagina, ano.

MALATTIA INVALIDANTE E DIFFICILE DA CURARE IN TERMINI MEDICI

I medici che conoscono la vulvodinia sono pochi ed il fatto che sia una malattia caratterizzata dal dolore, che il dolore sia invisibile e che non abbia nulla di clinicamente osservabile e diagnosticabile, porta il medico poco aggiornato in questo campo, a ritenere il problema psicosomatico, nella testa della paziente, costringe la donna a continue estenuanti visite in cerca di una soluzione al suo dolore ed a ritardare la corretta diagnosi, complicando sempre più la guarigione. Coinvolgere ginecologo, urologo, neurologo, fisioterapista, dietologo, sessuologo, può darti più spunti e più idee, ma anche più confusione ed inquietudine.

CURE FARMACOLOGICHE E COMPORTAMENTALI MEDICHE

1) Anestetici locali a tamponare il dolore vestibolare, 2) Antiepilettici e antidepressivi, a regolare i neurotrasmettitori responsabili della trasmissione dei messaggi da un nervo all’altro, 3) Aliamidi come il palmitoiletanolamide (PEA), e l’Adelmidrol, a bloccare l’attività dei mastociti, ricucendo infiammazione e dolore (Normast, Pelvilen, Saginil), 4) Quercitina, a ridurre l’attività dei mastociti, 5) TENS (elettrostimolazione), a togliere dolore attraverso l’applicazione cutanea di correnti elettriche a basso voltaggio, 6) Riabilitazione pavimento pelvico, con rilassamento muscolare (automassaggio, fisiochinesiterapia, biofeedback, manipolazioni, stretching, esercizi di Kegel), 7) Infiltrazioni vestibolari, con cortisone e anestetici iniettati sotto il primo strato della mucosa vestibolare (ricco di terminazioni nervose) per ridurre infiammazione e dolore, 8) Neuromodulazione sacrale a livello del nervo pudendo, e conseguente diminuzione del dolore, 9) Terapie psicologiche per riappropriarsi della propria sfera sessuale, sociale ed emotiva, che la patologia ha compromesso, 10) Alimentazione, alla quale i medici sono soliti attribuire scarsa importanza, e che comunque non deve i includere ossalati irritanti per le mucose vescicali, uretrali e vulvari (mirtilli, fragole, spinaci, melanzane, fagioli, patate dolci, sedano, cioccolato, crusca di grano, arachidi), 11) Altre terapie, come agopuntura, massaggi, manipolazioni, tecniche di rilassamento, tossina botulinica, nitroglicerina topica, capsaicina, 12) Terapie antibiotiche ed antimicotiche, 13) Vestibolectomia, con asportazione chirurgica della la parte di vestibolo dolente insieme a tutte le abbondanti terminazioni nervose, sostituita con tessuto vaginale sano (operazione molto invasiva e dall’efficacia dubbia), 14) Consigli comportamentali come utilizzare biancheria di cotone bianco evitando i perizoma, non indossare pantaloni attillati, collant, body (che aumentano la pressione e l’attrito sulla vulva), utilizzare solo acqua per il bidet e se proprio necessario un detergente molto delicato, evitare il contatto vulvare con shampoo e bagnoschiuma, non trattenere feci ed urine, usare assorbenti in cotone evitando assorbenti interni e salvaslip, effettuare un bidet freddo dopo i rapporti sessuali, evitare sport come bicicletta, spinning, cyclette.

ESPERIMENTO DEL DR MURINA

Un esperimento realizzato dal dr Filippo Murina, responsabile scientifico dell’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus, insieme ad alcuni colleghi, ha messo in evidenza l’efficacia del metodo TENS (acronimo inglese di elettrostimolazione transcutanea del nervo). Si tratta del primo studio randomizzato e controllato con placebo, condotto su 40 donne con diagnosi di vestibolodinia, sottoposte a 20 sessioni di TENS a cadenza bisettimanale.

EFFICACIA DEL METODO TENS O TECNICA DEL MENO-PEGGIO?

Lo studio ha dimostrato l’efficacia di una terapia innocua, facilmente riproducibile e finalizzata a ristabilire l’alterazione nella percezione del dolore presente nelle fibre nervose locali delle donne con vestibolodinia. Per tante donne questa è la prova che ci sono metodi di cura efficaci, non farmacologici e quindi senza controindicazioni per alleviare una sofferenza che non è solo fisica, ma anche psicologica, legata alla percezione di sé, delle proprie possibilità di realizzazione personale, familiare e sociale. Per l’igiene anche il metodo TENS, pur essendo meno invasivo degli altri, rimane una tecnica basata sul meno-peggio, in quanto rivolta pure essa alla cura del sintomo e non del fattore causativo, che viene sì intuito ed intravisto, ma che non riceve alcuna reale cura.

PER IL MEDICO GLI ALIMENTI NATURALI SONO PUERILE E INATTIVA ACQUA

Quanto sopra riportato è tutto sommato farina del sacco medico con un qualche tocco di logica igienistica. Vorrei solo aggiungere che la scarsa attenzione riservata all’ingrediente causativo alimentare, ed anche all’ingrediente terapeutico alimentare, non sorprende più nessuno. Gli alimenti per il medico sono praticamente acqua, privi dunque di concentrazione ed efficacia curativa. Chi è abituato agli impatti violenti ed invasivi, al districarsi tra bisturi, provette e droghe, non può retrocedere e retrogradare facilmente al succo zuccherino e alla clorofilla. Lo speziale farmaceutico, abituato nei secoli a trasformare l’ottone in oro, non ama abbassarsi a fare il modesto e banale alimentarista.

NON INTELLIGENZA GUARITIVA MA INTELLIGENTE COMPATIBILITÀ ALIMENTARE-CARBURATIVA

Potremmo anche noi accodarci alla critica anti-ippocratica e sostenere che “Il cibo sia il tuo farmaco” abbia scarso valore. Attribuire valore e intelligenza guaritiva a qualsiasi singolo cibo, e pertanto alla lattuga e al pomodoro, non è sicuramente il massimo della saggezza. È sempre e solo il corpo umano a possedere tale dote. Tuttavia, nella sua semplice qualità di carburante elettivo per il motore umano e per la appropriata carburazione, l’arancia, la mela e il radicchio diventano strumento essenziale, più protagonisti indispensabili che semplici ed indeterminanti comparse, nel ripristino della normalità funzionale.

IL VEGAN-CRUDISMO NON È DIRETTAMENTE MIRACOLOSO MA PERMETTE INDIRETTAMENTE IL VERIFICARSI DEI MIRACOLI FUNZIONALI

L’azione dell’acqua biologica magnetizzata e vibrazionale, del succo zuccherino, della clorofilla e dei bioflavonoidi, e di quello che in breve viene chiamato vegan-crudismo, non pretende di strafare o di apportare miracoli diretti, ma garantisce in ogni caso digestioni virtuose e ragguardevoli risparmi energetici all’intero sistema, rafforzando la reattività immunitaria e i meccanismi che, a loro, volta servono a ristabilire gradualmente l’equilibrio funzionale chiamato salute.

FURBIZIA, INCOERENZA ED IPOCRISIA NON MANCANO

Affinché il vegancrudismo dimostri la sua efficacia i farmaci vanno dunque eliminati, cosa che i medici si guardano bene dal fare. La frase medica “Non esiste una sola guarigione da vestibolite o da vestibolodinia (o da qualsiasi altra patologia a repertorio) determinata dalla alimentazione”, è carica di ipocrisia. Non esiste guarigione da alimento perché la pratica medica non vuole che esista e fa di tutto perché non possa esistere. Non puoi mantenere la fiammella guaritiva, riversarle sopra dell’acqua e accusarla di essere priva di calore e di efficacia.

I NON-CIBI AGISCONO DA FRENO-A-MANO E DA IMPEDIMENTO ALLA SALUTE

L’esatto contrario di quanto fanno A) Le proteine animali apportatrici di acidosi e di putrefazione, B) Gli zuccheri raffinati distruttori di B1, C) I latticini carichi di caseina, D) I cibi stracotti e devitalizzati, ladri di enzimi pancreatici e sovvertitori dell’equilibrio mineral-vitaminico, E) I farmaci, acidificanti ostacoli all’azione immunitaria, F) Gli integratori mineral-vitaminico-ormonali, stimolanti e apportatori di minerali inorganici rene-incompatibili.

LE AUTO-GUARIGIONI HANNO I LORO TEMPI LOGICI E GIUSTI

Chiaro che l’alimento virtuoso non produce le inibizioni, le eccitazioni, le alterazioni, gli scatti e le accelerazioni tanto care ai medici, ma favorisce solo i ritmi guaritivi e compassati dettati dal corpo umano, e quindi non accontenta le esigenze urgenti ed immediate della terapia medica, desiderosa di rapidi e visibili risultati e disinteressata nel contempo a quello che accade dopo, agli effetti collaterali, al ripresentarsi dei problemi con modalità ripetitive (recidive) o sotto diverse spoglie (scomparsa di un semplice sintomo e ricomparsa dello squilibrio sottoforma di altri sintomi più complessi).

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Centro Scuola Artwell on

    In sintesi che tipo di alimentazione bisogna intraprendere ?
    Totalmente vegan-crudista ?
    ..o è possibile inserire cereali integrali cotti ?
    grazie in anticipo della risposta e dell'articolo molto ben specifico.