ACIDO URICO E GOTTA, ACCOMPAGNATI DA MICOSI TRICHOPHYTON

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LETTERA

LA SEGUIAMO DA ANNI

Egregio Dottor Vaccaro buongiorno, La seguo da anni. Siamo vegani e col mio compagno sono anche voluta venire a conoscerLa personalmente presenziando ad una delle sue conferenze dello scorso anno. Eccezionale. Felice ed onorata di averLe potuto stringere la mano ed abbracciarLa.

CESTINATI I MEDICINALI E RIENTRO DI COLESTEROLO E TRIGLICERIDI NEI VALORI DI RIFERIMENTO

Ed ora chiedo aiuto non per me, ma per il mio compagno che ha abbracciato la scelta vegana ed igienista da 3 anni circa, di cui può solo constatarne gli effetti positivi. Di fatto, da allora, e solo grazie a Lei, ha cestinato ogni medicinale (colchicina, statine, antibiotici, antistaminici, antidolorifici), mai più un mal di testa, analisi del sangue pressoché perfette, dove i valori di colesterolo e i trigliceridi, sempre altissimi fin da piccolo, sono tutti rientrati nell’intervallo di riferimento.

DUE SCOGLI TUTTORA DA SUPERARE

Tuttavia ci sono due scogli che sembrano insormontabili, almeno per le nostre capacità di comprendonio e con tutta la buona volontà, attenzione, impegno e severità che la situazione richiede nell’obiettivo comune di porre fine a tutto questo. E la indefessa ricerca di risposte nelle Sue tesine, purtroppo ancora non ci porta ad una soluzione o forse non sappiamo ancora interpretare certe manifestazioni, il cui sussistere potrebbe essere imputabile a nostri errori di alimentazione, di valutazione od altro.

GOTTA CHE COMPARE A SINGHIOZZO ED ERUZIONE CUTANEA DA TINEA TRICHOPHYTON

Sicuramente il disagio è massimo per lui che sta combattendo silenziosamente da un anno ormai con la gotta che compare a singhiozzi ad un alluce e, quel che è peggio, da due anni con uno sfogo in zona inguinale che si sta estendendo rischiosamente ai genitali e alla zona anale. È iniziato tutto con quella che sembrava essere un’escoriazione, che si è poi rivelata un tenace ed indomabile fungo (dermatofita, ovvero Tinea Trichophyton come da responso dell’analisi dermatologica e di laboratorio) che verso l’estate, quindi ora, prolifera assumendo l’aspetto di una estesa macchia rossastra, rigonfia, urente, dolorante e molto pruriginosa.

ECCESSO DI LAVORO

Il mio compagno, è senza lamenti, è davvero estenuato, demoralizzato, sofferente e non ultimo imbarazzato. Lavora molto, e forse ciò peggiora il tutto. Ma diversamente è impossibile. Le elenco in sintesi i rimedi adottati seguendo al meglio le Sue indicazioni ricavate dal blog.

ALIMENTAZIONE ATTENTA E RIGOROSA

Niente alcolici tipo vino, birra o altro. Niente farmaci. Vegan-crudismo all’80%. Al risveglio spremuta di arance. Diversi spuntini in mattinata con banane, altre arance e mele. Scorta di acqua e limone con pezzettini di zenzero, consumata a piccoli sorsi, dato che guida molto e fa il rappresentante. A pranzo insalata con olio Evo, semini, germe di grano, salsa di soia, cereali, legumi, pasta, tutto rigorosamente cotto al vapore e il più possibile integrale. Sera ancora insalata, seguita da verdure al vapore o riso o cereali o legumi. Unica leccornia yogurt di soia con 2 o 3 biscotti integrali e miele non pastorizzato, e a volte pizza integrale.

RIMEDI ADOTTATI FINORA

In loco, per cercare di rendere sopportabile prurito e dolore, oltre al desiderio di debellare il fungo e, non ultimo, per un fattore estetico, i vari tentativi fatti sono stati i meno invasivi possibile. 1) Olio essenziale di melaleuca che però, puro o diluito in olio di mandorle, risulta un po’ troppo aggressivo in zone intime e sulla pelle escoriata. 2) Crema allo zolfo come da suo consiglio in una tesina (ed è stato il rimedio più efficace finché applicato, ma purtroppo non risolutivo). 3) Slip in cotone, morbidi. 4) Abluzioni con sapone neutro e asciugatura con phone, 5) Sole (controindicato?).

QUALI ALTRE CORREZIONI APPORTARE?

E qui ci fermiamo, non sappiamo che cosa correggere, che cos’altro fare o non fare. Vorrei tanto riuscire ad aiutarlo prima che si esaurisca e il tutto sfoci in qualcosa di più grave. La ringrazio infinitamente per la Sua pazienza, cortesia, attenzione, competenza e non ultime gran simpatia e bontà. Le siamo entrambi grati per l’attenzione e per quello che fa ogni giorno per tutti.
F.S. e S.C. da Empoli

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RISPOSTA

SIMPATIA ED AFFETTO SONO SEMPRE GRADITI

Ciao a Voi amici di Empoli e grazie per il credito e l’affetto che mi state dimostrando. I funghi del genere Trichophyton appartengono al genere che colpisce in genere il cuoio capelluto, tant’è che il termine trikhòs in greco significa esattamente capello.

MICROSPORUM E TRICHOPHYTON

I dermatofiti responsabili della Tinea capitis possono appartenere a due generi che sono il Microsporum e il Trichophyton. In Italia le specie più frequenti appartengono al genere Microsporum come M. canis, M. gypseum, M. audouinii. Negli USA prevale invece il Trichophyton (T. tonsurans). In Italia la tinea provocata da Trichophyton è piuttosto rara, ed è rappresentata in larga percentuale dal T. violaceum. Mentre nei Microsporum c’è una invasione dello strato corneo, per cui le ife non penetrano nella matrice ma avvolgono la superficie del pelo formando una specie di micro-manicotto, nel genere Trichophyton penetrano invece all’interno del pelo sostituendosi alla cheratina. In questo modo lo indeboliscono e lo rendono fragile fino a spezzarlo.

CHIAZZE MULTIPLE ED ARROSSAMENTI CON PRURIGINE

Le eruzioni determinate dal Trichophyton o Tinea Tricofitica sono in genere chiazze multiple, a contorni irregolari, con la presenza di pochi capelli sani mentre i peli parassitati sono spezzati alla base e appaiono come dei puntini neri. Partendo da quello che è all’apparenza un semplice brufolo, questa patologia si estende poi generando un arrossamento più grande di forma circolare. Questo avviene in particolare nella zona della testa, per l’alta presenza di cheratina, ma sono a rischio anche viso, tronco, mani e piedi nonché inguine e unghie, ovvero le zone più sottoposte a frizione, caldo, umidità. All’arrossamento cutaneo si associa un forte prurito.

RIMEDI NATURALI CONTRO LA PROLIFERAZIONE DA TIGNA

Contro la proliferazione da tigna è possibile ricorrere ad alcuni antimicotici naturali. Tra questi il tea tree oil, dotato di proprietà antisettiche, applicabile mediante tampone o impacco, diluendone poche gocce in acqua tiepida ed efficace anche nel trattamento di candida e di micosi delle unghie. L’aloe vera si dimostra preziosa alleata della pelle e del nostro organismo. Come nel caso di acne, herpes, eritema, puntura di zanzare e tafani, il suo gel agisce da lenitivo e da calmante del prurito, risolvendo l’infiammazione e idratando la cute. Altri rimedi naturali di tipo esterno sono l’olio essenziale di geranio e di calendula, entrambi da non ingerire. Idem per l’aceto di mele, efficace anti-fungino naturale ad uso interno ed esterno e per gli estratti di pompelmo. Pure l’aglio spezzettato e strofinato sulla parte dolente risulta prezioso. Rafano, rape piccanti, ravanelli, rucola, crescione, aglio, miele grezzo e yogurt senza zucchero, preferibilmente alla soia, sono ottimi per una alimentazione preventiva anti-fungina. Consumando le canoniche 5 porzioni al giorno di frutta e verdura consigliate oggigiorno persino dall’OMS, si ottiene pure un importante incremento di vitamina C e un aumento delle difese immunitarie.

TRASPIRAZIONE, MOVIMENTO, BAGNI E VESTIARIO DI QUALITÀ

L’igiene poi è una delle componenti fondamentali nella prevenzione della tigna. Ottimi a proposito i bagni di mare o anche il semplice camminare lungo il bagnasciuga. Il vestiario ha la sua importanza e si deve dare preferenza a indumenti in fibre naturali che consentano la giusta traspirazione. Creare un ambiente troppo caldo e umido intorno alla cute può favorire un’infezione fungina. Movimento, respirazione, esercizio, camminata-nuotata-pedalata per almeno un’ora al giorno, sono di basilare importanza. Traspirare e sudare rimettono il corpo in equilibrio, a condizione di fare poi una doccia rinfrescante.

IL PROBLEMA DELLA GOTTA DERIVA DALLE PURINE E DALL’ACIDO URICO

La gotta è una forma di artrite molto dolorosa che si scatena quando c’è un accumulo di acido urico nel sangue. Ciò si verifica a causa della decomposizione di alcune sostanze dette purine, che si trovano in tutti i tessuti del corpo e in alimenti quali tutte le carni, pesce e crostacei, fagioli e piselli secchi, latticini e formaggi, caffè, cole, the e dolciumi innaturali.

PICCOLI CRISTALLI CHE SI INFILANO NELLE ARTICOLAZIONI

Quando una persona è sana, l’acido urico si dissolve nel sangue, viene filtrato dai reni ed eliminato dal corpo attraverso l’urina. Tuttavia, quando i reni non riescono ad eliminarlo in maniera efficace, e quando la pelle non lavora bene e non traspira, esso si cristallizza e si accumula nelle articolazioni scatenando ciò che è comunemente conosciuta come gotta. L’acido urico forma piccoli cristalli che si infilano nelle articolazioni ed in particolare nell’alluce del piede, rendendo la vita tormentata a chi ne è colpito.

RIMEDI NATURALI ALLE CONDIZIONI GOTTOSE

In linea generale il problema della gotta riguarda soggetti maschi, obesi, sedentari, sottoposti a eccesso di cibo e di bevande rispetto alle capacità assimilative, nonché soggetti esposti a inquinamento da piombo. I rimedi alle condizioni gottose stanno soprattutto nella frutta acquosa di stagione, tipo pesche, ciliegie, albicocche, more, uva ribes, uva spina e anguria. Ciliegie amarene e ciliegie selvatiche, fragole, mirtilli, ananas, mele novelle o di stagione, specie la loro buccia, papaia, limone, lime o limone equatoriale, miele grezzo, curcuma, zenzero, aloe, cipolla, due spicchi di aglio al giorno, melegrane, cachi, pompelmi, kumquat o arancette oblunghe cinesi, arance e mandarini d’inverno, sono tutte risorse utilissime per contrastare gli acidi urici. Un ottimo depurativo si ottiene mescolando 1 tazza di succo d’amarena o di ciliegie comuni, un ananas, 2 cucchiai di curcuma in polvere, 2 di zenzero, lasciare in frigo per 10 giorni in contenitore di vetro ermeticamente chiuso, e poi bere giornalmente prima dei pasti principali. Più che bere molta acqua minerale, occorre bere molta acqua biologica da frutta acquosa. Il sole preso con un minimo di intelligenza e di buon senso è sempre benefico nei riguardi del corpo e della pelle in particolare. I bagni d’aria sono indispensabili per mantenere la pelle attiva, tonica e funzionante. Due o tre semicupi di acqua fredda al giorno, nel bidè, di 15 minuti cadauno sono di grande beneficio.

LA PELLE È UN ORGANO DEPURATIVO DI ASSISTENZA ALL’APPARATO RENALE

Le malattie della pelle non devono mai essere considerate con paura ed avversione costituendo esse un prezioso processo difensivo dell’organismo. I meccanismi auto-guaritivi del corpo usano ampiamente queste eruzioni e queste alterazioni per eliminare le scorie interne. Le impurità e la tossiemia accumulata non vanno in effetti soffocate con pomate o con medicamenti abortivi, ma devono piuttosto essere aiutate e facilitate nel loro percorso espulsivo normale e di emergenza. Ed è per questo che ricorriamo al massimo a rimedi naturali e non farmacologici.

IL PERCORSO CURATIVO A VOLTE È COMPLESSO E RICHIEDE TEMPI LUNGHI, IN PROPORZIONE COMUNQUE ALLO STOCK TOSSICO DA ESPELLERE

Nel caso di tuo marito, esposto pesantemente a inquinamento da piombo e da stress per superlavoro, oltre che da sedentarietà alla guida, occorre dedicare più tempo a se stesso. Meno ore di guida e meno sedentarietà. Più ginnastica, più nuoto, più camminate in mezzo al bosco e più respirazione profonda ed allungata gli apporterebbero notevole beneficio. Ridurre leggermente l’assunzione di cibo e fare anche qualche digiuno a fine settimana come accelerazione depurativa, potrebbe dare una mano alla sua salute. Tre anni di pratica igienistica stanno sicuramente producendo degli effetti disincrostanti, ma la sua condizione immunitaria non è probabilmente in grado di permettergli una pronta espulsione dei veleni. Non escludo che ad ogni ripresa stagionale estiva si inneschino dei processi eliminativi che per paradosso appaiono come sintomi peggiorativi, mentre invece fanno parte del complesso percorso autoguaritivo intentato ed attuato dal corpo stesso con criteri di massima intelligenza curativa.

Valdo Vaccaro

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