MICOSI DEL CAVO ORALE IN BAMBINO DI 12 MESI

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LETTERA

DRITTE PER IL NOSTRO BEBÉ

Buon giorno Valdo, siamo i soliti seguaci in cerca di dritte. Nostro figlio Alessandro, un anno, ha contratto una micosi del cavo orale. Come possiamo comportarci? Come trattare l’infezione del cavo orale? Grazie infinite.
Carmine da Camerino

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI CANDIDOSI INFANTILE O MUGHETTO

La candida orale, o stomatite catarrale o mughetto, o anche afta infantile, è un problema comune nei bambini. È una micosi causata dalla Candida Albicans. Può provocare delle placche bianche in bocca (stomatite) che possono rendere difficile l’alimentazione. Se le placche biancastre vengono rimosse, si verifica in genere un sanguinamento.

FENOMENO TIPICO DELLA PRIMA DENTIZIONE

Parliamo di una infiammazione interna al cavo orale. Una specie di avvelenamento acido. Succede normalmente durante il periodo della prima dentizione ed è dovuto a errata alimentazione, a problemi gastrointestinali del bambino e a qualche problema di igiene. Ovvio che la predisposizione alle infezioni micotiche si acuisce e si aggrava con l’uso di antibiotici, corticosteroidi, trattamenti chemio.

SINTOMI DI STOMATITE

La bocca si presenta secca, rossa ed accalorata. La lingua è bianca e patinata. C’è costipazione o in alternativa diarrea, con sete e febbre. L’allattamento è doloroso e va omesso. La condizione può durare dai 3-4 giorni a un’intera settimana. La stomatite afosa è una fase ancora più acuta rispetto alla stomatite catarrale. C’è in questo caso ipertermia e formazione di piccole vescicole giallastre chiamate bolle.  La stomatite ulcerosa differisce dalle altre solo per il fatto che produce delle piccole ulcere o lesioni nella bocca e alle gengive gonfie, arrossate e doloranti. Si denota pure un flusso di salivazione acida, offensiva ed irritante, nonché un alito pesante.

NULLA DI MEGLIO DEL SUCCO DI AGRUMI E DELLA VITAMINA C NATURALE

Tutte condizioni di malnutrizione severa tipica dello scorbuto. Ricordiamo che la contromisura ideale per questa sindrome è l’assunzione intensa di vitamina C naturale. Già dopo una assunzione intensa di succo d’arancia matura la polpa dentale riprende a funzionare e a sviluppare una linea secondaria di dentina. Questi miglioramenti si verificano nei bambini ma anche negli adulti. I dentisti più esperti lo sanno.

MAI CONFONDERE CAUSA ED EFFETTO

Evitare l’uso di acido borico, di silicato sodico, di clorato di potassio o di altri lavaggi orali.
La stomatite parassitica o candidosi riguarda bocca e lingua e viene attribuita dalla medicina ai funghi Saccharomyces Albicans e Oidium Albicans. In realtà i funghi rappresentano il sintomo e non la causa. Il vero fattore causante rimane la pessima alimentazione, gli zuccheri raffinati, i dolciumi e la carenza di igiene.

LIMONE, ARANCIA O ANANAS PER RISCIACQUARE LA BOCCA

Il modo migliore di facilitare il ripristino della normalità sta nella pulizia orale frequente con acqua o con succo di limone allungato, o con succo di ananas. La dieta curativa da adottare per alcuni giorni sarà una dieta totalmente fruttariana. I succhi di frutta freschi e stagionali, non pastorizzati e non confezionati rimangono il migliore rimedio per tutte le stomatiti e per le micosi del cavo orale. Ovvio che il bambino va tenuto a letto in condizioni confortevoli e con buon ricambio di aria. La pulizia orale con dei collutori non è il massimo. Coi bimbi piccoli poi si corre il rischio che inghiottino involontariamente sostanze sbagliate.

VIETATISSIMI GLI ANTIBIOTICI IN ETÀ INFANTILE

Sebbene il mughetto orale possa costituire motivo di preoccupazione, è pur vero che si tratta di una patologia piuttosto comune tra i neonati durante i primi mesi di vita. Si consiglia di dare al bambino dell’acqua sterilizzata dopo il pasto al fine di eliminare i residui del latte. Inoltre, è opportuno assicurarsi che i capezzoli siano asciutti tra una poppata e l’altra. Se il vostro bimbo dovesse essere malauguratamente sotto cura antibiotica, vi è un rischio maggiore che sviluppi il mughetto orale.

LA FLORA BATTERICA RICHIEDE GRANDE RISPETTO

Il cavo orale e la faringe non sono un ambiente sterile. Ognuno ha una normale flora formata da microbi e batteri non infettivi del cavo orale. Ma questa flora bilanciata può essere sopraffatta da una infiammazione sulla membrana mucosa. Molte volte a causare infiammazioni del cavo orale possono essere delle malattie generiche come diabete, anemia, insufficienza renale, o malattie carenziali mineral-vitaminiche.

FORMAZIONE E REMISSIONE SPONTANEA DELLE AFTE

Il meccanismo preciso della formazione dell’afta non è noto con chiarezza alla medicina. Si fanno come al solito ipotesi varie come cibi speziati o bollenti, fattori ormonali e situazioni di stress. L’afta è un’ulcera bianca dai bordi rosso fuoco del diametro di alcuni millimetri, molto dolorosa, situata principalmente sulla superficie interna delle labbra, sulla lingua e sulle gengive. In genere passa in 7-10 giorni da sola, senza lasciare cicatrici. Molto raramente può essere accompagnata da febbre e gonfiore delle ghiandole.

SIMILITUDINI CON L’HERPES

Quasi il 90% della popolazione è portatore del virus herpes simplex, ma solo dall’1% si forma l’infiammazione delle labbra o del cavo orale. Inizialmente compare una minuscola vescica preceduta da una sensazione di bruciore. Dopo dalla vescica si forma un’ulcera dal bordo rosso. I sintomi collaterali possono essere dolorosi gonfiori delle ghiandole, febbre, salivazione aumentata. Anche l’herpes guarisce senza cicatrici dopo 1-2 settimane, per remissione spontanea. Ci possono essere ricadute e può rinnovarsi sullo stesso posto, ma solo se continuiamo a fare i soliti errori alimentari e a ricorrere ai soliti tranelli della curomania sul sintomo.

GENGIVITE ERPETICA E PARADENTOSI

Ovvio che questo problema non riguarda i lattanti privi di dentizione, ma soltanto adolescenti e adulti. L’ulcera gengivale, chiamata anche gengivo-stomatite erpetica, si forma principalmente sulla membrana mucosa della bocca ricoperta da una placca grigiastra. Comporta febbre, gonfiore alle ghiandole, salivazione abbondante e purulenta, e disturbo nel percepire i sapori. Dei funghi in genere si annida la Candida Albicans nel cavo orale. La gengivite è correlata all’inadeguata igiene orale e al tartaro. Questi due fattori rendono predisposti per l’annidamento di taluni patogeni che possono portare alla gengivite e poi alla paradentosi.

LA CASEINA SOTTRAE OSSIGENO ALL’INTESTINO

La proliferazione di questi germi non è imputabile alla loro cattiveria, ma alle nostre scelte alimentari, alla nostra nutrizione iper-proteica e ricca di dolciumi e latticini. La caseina del latte sottrae ossigeno al tubo intestinale, grazie alla sua capacità di incollare le pareti intestinali tra loro, e di compromettere nel contempo le capacità assimilative dei villi. Da questo consegue un incremento dei residui putrefattivi.

LA PUTREFAZIONE APRE LA STRADA ALLA CANDIDA, E LA CANDIDA AI PARASSITI

Ed è proprio la presenza di germi della putrefazione ad aprire la strada ai funghi (candide) le quali a loro volta aprono la strada ai parassiti e ai vermi intestinali. La presenza dei vermi intestinali è un fenomeno diffusissimo nella popolazione italiana di oggi, grazie ai dolcetti, alle nutelle, ai succhi pastorizzati (privi di germicidi), alle integrazioni, ai fast-food e ai cibi cotti. Se la gente mangiasse semi di zucca starebbe molto meglio.

APPROFONDIMENTO FINALE SU VILLI E ASSIMILAZIONE

Capire qualche dettaglio in più su villi, enzimi e strumenti assimilativi, non è affatto scivolare fuori tema, anche se c’entra poco con le dritte pratiche ed immediate per la candidosi odierna del piccolo Alessandro. Anche lui crescerà e avrà magari modo di rivedere questo documento. Capire qualche cosa in più su quanto accade all’interno dell’intestino, aiuta anche ad affrontare la vita con maggiore serenità. Capire la complessità e la magistralità del corpo umano porta sicuramente a rispettare di più l’opera ordinata e intelligente del nostro Creatore, e a non demonizzare con faciloneria il fungo, il batterio, il detrito cellulare-virale

CRIPTE DI GALEAZZI ED ENZIMI DIGESTIVI

Una delle funzioni più importanti delle ghiandole di Galeazzi è quella di secernere un liquido, chiamato succo enterico, ricco di acqua, elettroliti, muco ed enzimi digestivi, come l’enterochinasi. Tra le componenti di natura digestiva ricordiamo:

  • l’Enterochinasi, che trasforma il tripsinogeno pancreatico in tripsina, fondamentale per la digestione delle proteine,
  • la Lattasi che scinde il lattosio in glucosio e galattosio,
  • i Disaccaridasi, deputati alla digestione dei disaccaridi. Il succo enterico, che si presenta filamentoso per la presenza di muco, aderisce strettamente ai microvilli e la sua presenza è indispensabile nella fase finale della digestione e nell’assorbimento dei nutrienti.

ENTEROCITI A VITA BREVE E PLACCHE DI PEYER

Oltre al tessuto connettivo, nell’intestino tenue si ritrovano linfociti, granulociti e tessuto linfoide raggruppato in noduli chiamati placche del Peyer, che difendono l’organismo dagli agenti estranei.
Una delle principali caratteristiche degli enterociti è quella di vivere soltanto pochi giorni. Mano a mano che invecchiano, queste cellule si staccano dal villo, passano nel lume intestinale e vengono eliminate con le feci. Il processo di rinnovamento della popolazione cellulare è continuo e gli enterociti sfaldati vengono prontamente rimpiazzati da nuove cellule migrate dalle cripte. Mano a mano che risalgono verso la sommità, gli enterociti maturano, invecchiano e, raggiunto l’apice, si sfaldano.

RINNOVAMENTO CELLULARE ENTEROCITARIO E SUSCETTIBILITÀ TUMORALE

Il peculiare fenomeno della migrazione cellulare fa sì che ogni tre-cinque giorni la popolazione enterocitaria venga completamente rimpiazzata da nuove cellule. Questo rapido e continuo rinnovamento ha lo scopo di mantenere elevata l’efficienza digestiva ed assorbente dell’intestino. Purtroppo, come succede per altri tipi di epitelio, l’alta velocità di moltiplicazione e sostituzione delle cellule aumenta pure la suscettibilità al cancro del colon, una delle prime cause di morte nei Paesi occidentali.

VILLI INTESTINALI PUNTO CHIAVE DELLA FASE ASSIMILATIVA

La presenza dei villi e la loro stupefacente conformazione permettono di quintuplicare la superficie assorbente dell’intestino. All’interno di ogni villo confluisce una fitta rete di capillari, fondamentale per il trasferimento dei nutrienti dal lume intestinale al circolo sanguigno. Al centro di questa maglia vascolare è presente un vaso linfatico chiamato chilifero centrale del villo, anch’esso importante per distribuire le sostanze assorbite ai vari distretti dell’organismo. In particolare, mentre acqua, sali minerali, glucidi, vitamine idrosolubili e aminoacidi passano direttamente nella rete vascolare del villo, gli acidi grassi, il colesterolo, i lipidi e le vitamine liposolubili confluiscono nel vaso linfatico.

40 MILIONI DI VILLI CON TANTO DI ORLETTO A SPAZZOLA

Ci sono in tutto 40 milioni di villi, 18-20 per mmq, dotati di un provvidenziale orletto a spazzola che moltiplica l’area assorbitiva portandola a una incredibile superficie di 400-600 mq, equivalente a due campi da tennis.

RIASSORBIMENTO ACQUA NELL’INTESTINO CRASSO

L’intestino crasso svolge principalmente una funzione di riassorbimento dell’acqua dalla massa chilosa e fluida proveniente dal tenue e promuove l’espulsione delle scorie tramite movimenti peristaltici. È privo di villi ma conserva le cripte di Lieberkuhn o di Galeazzi, costituite da cellule assorbenti nella porzione più luminale e da cellule caliciformi andando verso la parte rettale. Alla base delle cripte ci sono cellule di rigenerazione e cellule entero-endocrine adibite alla secrezione ormonale. La funzionalità e la salute della mucosa intestinale possono essere minate da varie malattie, come la Celiachia, il morbo di Crohn e la Giardiasi, o parassitosi da Giardia Lambla chiamata pure malattia dei gatti, causata da un protozoo che si localizza nel duodeno e in altre zone intestinali.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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