ALLUCINANTI SCARTI DI MACELLAZIONE E FATTURATI IPERMILIARDARI A DISCAPITO DELLA SALUTE ANIMALE

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LETTERA

URINA, FECI E PUS NELLE FARINE PER ANIMALI DOMESTICI

Caro Valdo. Ha affermato Wendell O. Belfield, veterinario americano: “Sapete cosa è contenuto nella farina di carne, il principale costituente del cibo secco per cani? Urina, materia fecale, capelli, pus, carne di animali malati di cancro e tubercolosi, e altre cose ancora”. Richard Pitcaim, suo collega ha aggiunto: “Da quando mi sono laureato in veterinaria nel 1965, ho notato un deterioramento generale nella salute degli animali domestici. Sono convinto che gli additivi chimici nel mangime per animali domestici siano la causa numero uno di tale declino”. Pure R. Geoffrey Broderick, veterinario USA, ha dichiarato che “Ogni qualvolta un animale domestico mangia un’altra ciotola di alimento per cani ad alto contenuto di zuccheri, viene portato di quel tanto più vicino all’ipoglicemia da diabete, al sovrappeso, al nervosismo, alla cataratta, all’allergia e alla morte”.

CANI E GATTI AVVELENATI DAI LORO PADRONI

È davvero raccapricciante sapere che potremmo essere proprio noi la causa, inconsapevole, dell’avvelenamento e del malessere dei nostri amati animali domestici. Somministrare a Zara e a Micio il cibo sbagliato è la principale causa di insorgenza di malattie, disturbi comportamentali, depressione e morte tra gli animali domestici.

DUEMILA MILIARDI DI FATTURATO ANNUO NELLA SOLA ITALIA

Le grosse multinazionali del cibo per cani e gatti, fatturano in Italia circa 2.000 miliardi l’anno. Si sono affermate grazie alla possibilità di riutilizzare con profitto e quindi di capitalizzare una notevole mole di scarti, i quali, per evidenti ragioni igieniche, sarebbero altrimenti destinati al macero. Un 50% della carcassa dell’animale ucciso è considerato sottoprodotto e diventerà quindi pet food, entrando a far parte di quel composto, ripugnante per il nostro olfatto, contenuto nelle scatolette che compriamo. Ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti, mammelle, esofagi e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati sono gli ingredienti del mix variegato che poi viene presentato sotto forma di crocchette confezionate in un sacchetto accattivante, con un cane felice e soddisfatto davanti alla sua ciotola.

PAPPA INDUSTRIALE A BASE DI GRASSI IRRANCIDITI

Prassi comune per prevenire la deteriorazione e per conservare i grassi già rancidi è l’utilizzo di soluzioni chimiche quali idrossianisolo, butilato, idrossitoluene butilato ed etossi-diidro-trimetilchinolina. Questi grassi sono contenuti in molti prodotti secchi ed in scatola e fanno sentire il proprio odore sgradevole quando serviamo la pappa industriale ai nostri amici a quattro zampe. I grassi animali sono utilizzati per fornire gli olii essenziali per la cura del manto e della cute, ma anche per insaporire gli alimenti industriali. I grassi irranciditi e ricchi di conservanti sono molto difficili da digerire e sono causa di gravi problemi di salute negli animali.

CIBO INDIGESTO E RIVOLTANTE PROVENIENTE DA ANIMALI MORTI, MALATI, MUTILATI E MORIBONDI

Disordini digestivi, in particolare vomito di bile o cibo, diarrea, gas e respiro affannoso sono alcuni degli effetti più visibili. I produttori sono maestri nel far mangiare ad un cane o ad un gatto le cose più offensive e rivoltanti. La legge americana permette all’industria alimentare per animali domestici di utilizzare le cosiddette fonti “4 M”, ovvero carne, tessuti, pelle ed interiora di animali Morti, Moribondi, Mutilati, Malati e non idonei al consumo umano.

SCARTI DEI MACELLI ED INSORGENZE TUMORALI

Dalla sua esperienza di veterinario ed ispettore federale di carne, il dr McGargle conclude che alimentare gli animali con gli scarti dei macelli fa aumentare la possibilità di insorgenze tumorali e altre malattie degenerative. Tali scarti possono includere carni rancide e deteriorate, parti di pollame contaminato con salmonella, come anche tessuti cancerosi. Anche l’uso massiccio di ormoni, consentito negli USA e vietato in Europa, steroidi ed antibiotici, negli animali di allevamento, desta preoccupazioni. Questi, infatti, continuano ad essere attivi anche nei tessuti morti.

SEI CHILI DI ADDITIVI CHIMICI L’ANNO

Quasi tutti i mangimi industriali per cani e gatti contengono coloranti, additivi, antiossidanti e conservanti che, seppure consentiti dall’Unione Europea, sono dannosi alla salute degli animali. Un cane di peso e taglia medio-grande, sui 30 chili, può ingerire con la sua dieta circa 6 chili di additivi chimici l’anno. Preso atto che al cane o al gatto poco importa di che colore sono i croccantini che gli vengono somministrati, vi sono concreti indizi sui risvolti sanitari dell’uso di coloranti, i quali inoltre non hanno potere nutritivo e devono essere sperimentati su altri poveri animali. Un esempio per tutti il Glicol-propilene potenzialmente dannoso è aggiunto a molti prodotti per mantenere la giusta umidità delle crocchette. Insieme all’uso di etossi-diidro-trimetilchinolina, questi umettanti legano il contenuto di acqua e quindi impediscono lo sviluppo di batteri.

GUSCI DI ARACHIDI CARICHI DI AFLATOSSINE E VOMITOSSINE

Tali conservanti consentono ai cibi secchi di stare sugli scaffali fino a cinque anni ed ai cibi in scatola per un periodo indefinito. Un altro ingrediente molto usato per aumentare l’appetibilità e causa di molte malattie è il sale . Un’assunzione eccessiva di sale, può portare ad ipertensione, stress renale, irritazione del colon. Il guscio di arachidi viene usato come fonte di fibra, economico e sicuramente produttore di massa. Questa fibra ruvida, oltre a causare costipazione cronica, può danneggiare i tessuti sensibili del colon. Nei gusci delle arachidi, e spesso anche all’interno, si annidano le pericolose aflatossine. L’americana Nature’s Recipe ritirò migliaia di tonnellate di cibo per cani dagli scaffali in seguito alle proteste dei consumatori che avevano osservato i propri cani vomitare e perdere appetito. Il problema era originato da un fungo che produce vomitossina, una variante dell’aflatossina.

I PRODUTTORI SI RIFIUTANO DI MOSTRARE I LORO STABILIMENTI

Nell’inchiesta di Sabrina Giannini che su Report ha cercato di fare luce nel settore del pet food, tutte le aziende produttrici contattate, in Italia, Europa e Stati Uniti, hanno rifiutato di mostrare gli stabilimenti, così come i loro fornitori di scarti di macellazione e farine di carne. Chissà perché?

STEINER, DOSTOEVSKIJ, KANT E DARWIN A DIFESA DEGLI ANIMALI

Ai primi del 1900, Rudolf Steiner, scrisse: “Se daremo da mangiare ad animali erbivori, ossa e carni di altri animali, questi infetteranno il cervello e l’animale impazzirà”. Quanto poco abbiamo imparato dalle lezioni dei grandi scrittori, ricercatori e filosofi del passato, se non siamo disposti a riconoscere agli animali il diritto ad una esistenza degna. “Rispetta gli animali poiché essi hanno la pienezza della gioia e il principio del pensiero”, scrisse Dostoevskij. Kant aggiunse in “Lezioni di Etica”: “L’uomo deve mostrare bontà verso gli animali, perché chi è crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini”. Come tutti i grandi pensatori della storia dell’umanità anche Darwin testimoniò grande attenzione e rispetto verso gli animali, scrivendo: “Il mio scopo è dimostrare che non vi è alcuna differenza fondamentale tra l’uomo e i mammiferi superiori per quanto concerne le loro facoltà mentali”.

UN ALLARME ED UN AMMONIMENTO PER CHI HA A CUORE LE SORTI DEI PROPRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Liberamente tratto dalla Inchiesta Dossier di Gaia: “Allarme mangime per cani e gatti” di Stefano Apuzzo. Con grande ammirazione per il tuo lavoro. Un affettuoso saluto a te e alla tua famiglia.
Pier Luigi

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RISPOSTA

UN BUSINESS LERCIO MA ALTAMENTE REDDITIZIO

Ciao Pier Luigi. C’è davvero di che rabbrividire. Alcune cose si sapevano e si sospettavano ma, come al solito, la realtà va sempre ben oltre le peggiori aspettative. Quello che rende davvero la situazione irreparabile è la grande redditività di questo lercio business che a livello mondiale vale cifre da capogiro.

NON ILLUDIAMOCI CHE LE PROTEINE ANIMALI DESTINATE AGLI UMANI SIANO PRIVE DI INGREDIENTI MACABRI E STRAZIANTI

Del resto si tratta di un logico e coerente proseguimento di quanto accade per il materiale cadaverale destinato alla alimentazione onnivora. Ho avuto modo di fami raccontare dal vivo le scene apocalittiche che si riscontrano ad esempio nei centri di raccolta e di riutilizzo delle ossa e nelle fabbriche di insaccati tipo hamburger e wurstel.

SCENE APOCALITTICHE ALL’INTERNO DI CERTI STABILIMENTI

Si trattava in quel caso di un tecnico dell’idropulizia ad alta pressione, intervenuto a liberare dal gigantesco nastro trasportatore una mucca incinta convogliata erroneamente per intero, nella sua interezza, nel ciclo produttivo. L’animale, morto durante il parto, aveva bloccato con la sua mole l’intero processo produttivo. Enormi vasche di sostanza grigio-biancastra, ossia di liquido cremoso e maleodorante da ossa fuse in ebollizione a completare il quadro. Bastano un paio di orette trascorse in stabilimenti di quel tipo, anche se con tanto di maschera a gas per sopravvivere all’aria fetida ed irrespirabile, per trasformare qualsiasi mangiatore di carne in un adepto forzato della fede vegana.

NON SCARTI DI LAVORAZIONE MA INESAURIBILE FONTE DI GUADAGNO

Fin quando l’uomo accetterà di convivere attorniato di luoghi di detenzione, di tortura e di macellazione, non dovrà mai meravigliarsi e stupirsi di niente. Sudiciume morale e materiale, cattiveria e cinismo industriale, convivono satanicamente con la voracità per il danaro e con l’indifferenza alle cose macabre. Sia mai detto che i residui della spietatezza umana vadano a costituire cimiteri o fosse comuni o lugubri depositi di immondizia.

MINIERE A CIELO APERTO

Gli scarti di macellazione rappresentano una inestimabile risorsa, una miniera d’oro a cielo aperto, un autentico moltiplicatore di banconote di grossa taglia. Poco importa se il prodotto finale, debitamente inzuccherato, salato e speziato, finisce sulle tavole degli uomini di bocca buona ed adattabile, o sulle ciotole di cani e gatti ignari ed imbrogliati.

Valdo Vaccaro

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