ALOPECIA ANDROGENETICA O CALVIZIE COMUNE

LETTERA

Carissimo dr Valdo Vaccaro, mi chiamo Alessandro ed ho 18anni. Fin da bambino ho accusato problemi legati allo stomaco, causati da allergie, che in poco tempo cessavano con tisane alla camomilla. Durante la crescita, soprattutto dopo il divorzio dei miei genitori, oltre ad avere sistematicamente fastidi al colon, ho sperimentato un’eccessiva caduta dei capelli.

Apparentemente si credeva che fosse causata dallo stress, ma poi con gli anni, attraverso visite tricologiche, si è scoperta essere alopecia androgenetica. Attualmente la cura che faccio prevede Minoxidil al 5% e a mesi alterni integratori anticaduta (anti-dht). Negli ultimissimi mesi oltre ad avere stitichezza ho avuto una terribile stipsi, causata non si sa ancora da cosa, che ho guarito con delle bustine di Isocolan.

Il mio dermatologo mi ha proposto nei giorni scorsi di prendere la Propecia, fantomatica pillola che va a bloccare l’azione del 5-alfa reduttasi, per poi accellerare la ricrescita dei capelli. Gli ho già detto che sono molto scettico riguardo questo medicinale per tutti gli effetti collaterali che può causare, anche perché sono un tipo abbastanza ansioso. La prego di indicarmi qualche piccolo segreto della natura affinché possa risolvere questo fastidioso problema che mi affligge sia da un punto di vista estetico sia da quello personale.

Alessandro

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RISPOSTA

CHE COS’È L’ALOPECIA ANDROGENETICA

Ciao Alessandro. L’alopecia androgenetica o calvizie comune è la più frequente malattia dei capelli e colpisce il 70% degli uomini e il 40% delle donne. È definita androgenetica in quanto gli ormoni androgeni ne sono la causa principale. La calvizie colpisce selettivamente i follicoli della zona cutanea della fronte, delle tempie e della sommità del capo, risparmiando invece le zone del cuoio capelluto inerenti la nuca, per via di una diversa sensibilità di queste aree agli stimoli androgeni da parte dei follicoli.

L’insorgenza delle manifestazioni avviene generalmente tra i 12 e 40 anni, in entrabi i sessi e, circa la metà della popolazione, presenta questa condizione entro i 50 anni.

In condizioni normali, sulla nostra testa, sono presenti mediamente dai 100 ai 120 mila capelli, la cui vita è caratterizzata dall’alternarsi di periodi di attività e di riposo le quali sono distinte in:

  • Fase di accrescimento detta Anagen,
  • Fase di involuzione, detta Catagen, in cui il capello arresta la sua attività di crescita,
  • Fase di riposo, detta Telogen, in cui il capello ormai inattivo, cade come una foglia secca.

Il naturale ricambio, comporta una caduta quotidiana che va dai 20 ai 100 capelli. Il ricambio comincia ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio fenomeno patologico, quando la fase di accrescimento è notevolmente rallentata e si cominciano a perdere più di 100 capelli al giorno.

Negli uomini la perdita di capelli inizia sopra le tempie e al vertice dello scalpo, chiamato anche calvaria. Man mano che la calvizie avanza, i capelli rimanenti vanno a formare quella che viene definita corona ippocratica.

Nelle donne invece il diradamento dei capelli avviene in maniera più diffusa, uniformemente su tutto lo scalpo.

Sia nelle donne che negli uomini l’alopecia androgenetica non porta generalmente a una perdita totale dei capelli (alopecia totalis).

CAUSE

L’alopecia androgenetica consiste in una condizione caratterizzata da assottigliamento e diradamento dei capelli indotto dagli ormoni androgeni, in individui geneticamente predisposti, aggiungono i dermatologi, sempre legati agli alibi della genetica, materia che è letteralmente franata al suolo, per le sue incongruenze e i suoi falsi dogmi sulla fissità del Dna.

Nei follicoli del cuoio capelluto affetto avviene, ad opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi, un’aumentata conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT). Quest’ultimo si lega al recettore degli androgeni, attivando i geni responsabili della trasformazione dei peli terminali in peli miniaturizzati.

La patologia è imputabile anche agli stress e allo stile di vita di ogni persona. Condurre una vita sana è il modo migliore per evitare il collasso dei nostri capelli. Per vita sana si intende mantenere una sana alimentazione, ricca di vitamine e minerali di tipo naturale e non sintetico.

Un altro motivo importante che, insieme con lo stress può portare alla malattia o aggravamento della nostra alopecia è l’inquinamento a cui siamo sottoposti nel nostro ambiente. Il fumo delle città e l’esposizione continua a tale avvelenamento può indebolire i nostri capelli.

CURE E TRATTAMENTI

L’alopecia androgenetica viene trattata medicalmente sia farmacologicamente che chirurgicamente.

I farmaci contro la calvizie hanno come obiettivo il rallentamento, il blocco o l’inversione alla tendenza di diradamento dei capelli. Le sostanze più usate sono:

  • Finasteride – farmaco che inibisce la 5 alfa riduttasi di tipo II. Dev’essere assunto a vita per bloccare la caduta dei capelli. Ha inoltre numerosi effetti collaterali tra cui depressione, calo della libido e impotenza e stanchezza cronica. Può inoltre portare alla sindrome post finasteride.
  • Minoxidil – farmaco usato in origine contro l’ipertensione, ha come effetto collaterale l’irsutismo. Viene quindi usato nei casi di alopecia androgenetica stimolando la crescita dei capelli con applicazioni dirette sui bulbi piliferi. La sospensione del farmaco determina la ripresa del diradamento. Altri effetti collaterali sono ipotensione, eritema, prurito e infiammazione.

I trattamenti chirurgici invece prevedono la tecnica dell’autotrapianto di capelli che consiste nel prelevamento di capelli con radice da zone con una buona densità, per essere poi impiantati nelle zone con densità bassa o nulla.

RIMEDI NATURALI

Le cure a base di Monoxidil e di Finasteride possono bloccare per qualche tempo la caduta dei capelli, ma alla lunga non risultano affatto risolutive e causano al contrario effetti collaterali non indifferenti. Le piante officinali che più di ogni altra presentano questa caratteristica chimica di blocco dell’enzima 5-alfa-reduttasi, sono la Serenoa repens e l’Epilobio parviflorum.

Anche la comunissima Urtica Dioica è pianta conosciuta ormai da secoli per le sue virtù terapeutiche. Grazie ai suoi componenti (Istamina, Serotonina e Colina, nonché scopoletina e i lignani), nonché alla sua ricchezza in ferro e Vitamina-C, è di validissimo aiuto nel conferire robustezza e longevità al capello in crescita.

Altre piante utili alla salute dei capelli sono la Gingko Biloba, vasoprotettore e stimolante del microcircolo, cosa di vitale importanza per dare nutrimento al bulbo, nonché l’Aloe Vera, ricchissima in aminoacidi essenziali e non-essenziali, oltre che in enzimi e in MPS (mucopolisaccaridi come l’acemannano), necessari per dare corpo al capello.

Altre risorse formidabili sono il crescione d’acqua, le radici di zenzero nei vari colori e la comune cipolla, sia come alimenti che come succo frizionabile sul cuoio capelluto. Un minerale da considerare è il silicio, per la sua azione remineralizzante su tutti i distretti corporei, ma soprattutto a livello di cheratina (capelli, unghie, e denti).

EVITARE DANNEGGIAMENTI AI CAPELLI

È bene far seguire al paziente delle norme di igiene alimentare più sane, qual’ora si presentasse l’evidenza clinica di un’alimentazione scorretta e disordinata, nonché consigli pratici sull’uso corretto di shampoo, lozioni, fissatori, che spesso vengono utilizzati in eccesso, determinando seri danni sia al cuoio capelluto in senso stretto (secchezza eccessiva da lavaggi troppo frequenti, con forfora corrispondente), sia al capello vero e proprio e al follicolo, determinando una sorta di stress a queste strutture e conseguente perdita di forza, volume e consistenza del futuro capello.

Ricordo infine che sul blog esistono diverse tesine riguardanti la salute dei capelli. Idem per quanto riguarda la digestione, la stipsi, la stitichezza, la funzionalità intestinale, tutte condizioni in grado di influenzare fortemente la salute della chioma. Serve ovviamente coltivare pensieri positivi, credendo poco e niente alle solite demotivazioni mediche nei riguardi dei rimedi naturali.

Valdo Vaccaro