FIBROMIALGIA, FATICA CRONICA E CADUTA CAPELLI

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LETTERA

Buonasera Valdo, sono Maria ed ho 48 anni. Le scrivo per sottoporle la mia situazione e mi scuso se questa mail sarò un po’ lunga ma preferisco essere precisa per ricevere eventualmente consigli specifici e mirati.

La seguo da circa un anno e mezzo, da quando cioè ho smesso di girare da uno studio medico l’altro alla ricerca di una diagnosi specifica che non è mai arrivata.

Facciamo un passo indietro. Nell’estate del 2017 ho cominciato ad avvertire una serie di sintomi via via crescenti:

  • forte stanchezza e debolezza fisica
  • tachicardia e aritmie
  • fascicolazioni diffuse con frequenti sensazioni di punture come di spillo
  • dolori articolari forti ed invalidanti concentrati in special modo nella zona delle spalle, del collo e delle anche
  • parestesie ed addormentamenti agli arti con forte stanchezza in braccia e gambe (braccia quasi impossibile da tenere alzate per più di un minuto)
  • incubi notturni e sonno disturbato
  • candida vaginale e cistite recidivanti
  • ritiro evidente delle gengive e dolore diffuso ai denti
  • ciste al seno destro
  • fibromi uterini
  • abbassamento della voce e raucedine cronica (l’otorino dice che ho una disfonia funzionale)
  • dermatiti frequenti
  • confusione mentale persistente (tanto che anche al lavoro sono molto più lenta in tutto)
  • difficoltà a trovare le parole in un discorso e a volte a pronunciare le parole (questo per fortuna è un sintomo sporadico che si presenta solo in alcuni giorni)
  • peggioramento della vista con opacizzazione del cristallino
  • caduta spaventosa e preoccupante di capelli (la mia capigliatura si è dimezzata)
  • avvicinamento dei cicli mestruali tra loro (anche due cicli in un mese)

A seguito di questa situazione ho smesso di andare in palestra perché non avevo più le forze per farlo ed ho cominciato a vivere uno stato di grande paura, cominciando la mia odissea tra reumatologi, cardiologi, otorini, dentisti, ortopedici, ginecologi, fisioterapisti, neurologi e medici vari.

Inutile dirle che le cure consigliate sono state per lo più miorilassanti, basate su antidepressivi e psicofarmaci. La diagnosi però non c’è stata: SOSPETTA FIBROMIALGIA CON SINDROME DA FATICA CRONICA. L’unica cosa che c’è scritto. Nessuno ha approfondito più di così. Ma secondo me non sapevano nemmeno loro dove andare a parare.

Tra il 2017 e il 2018 ho fatto quintali di esami tra cui ecografie, elettrocardiogrammi, esami del sangue, urine, elettromiografia, varie risonanze (tra cui anche quella all’ encefalo per escludere lesioni di sclerosi risultata negativa), test per malattia di Lyme (negativo), esami per la tiroide (risultato lieve ipotiroidismo), colesterolo e pressione arteriosa risultati alti.

Mi è stata suggerita la pillola a vita per controllare la pressione ma io non l’ho mai presa. Secondo i medici tuttavia non c’è nulla di così evidente che possa realmente motivare la valanga di sintomi.

Delusa, stanca ed esausta mi sono messa alla ricerca di un modo per curarmi da sola e dopo varie ricerche nella direzione delle cure naturali ho trovato una dottoressa naturopata che mi ha prescritto vitamina D, zinco, magnesio ed altri integratori grazie ai quali ho cominciato a sentirmi leggermente meglio. Leggermente.

Nella primavera del 2018 scopro il suo blog, che definire prezioso è assolutamente riduttivo. Mi ha cambiato la vita. Non tanto per i risultati (che non ho ancora avuto perché credo di dover avere pazienza ed essere correttamente guidata ed è per questo che le scrivo), ma quanto per il suo modo di rasserenare chi legge sul fatto che in ogni situazione c’è sempre un modo per cercare la salute e soprattutto che il modo migliore per stare bene è avere un atteggiamento sereno.

Da quel momento ho smesso di deprimermi e piangere decidendo di non farmi più terrorizzare dai medici e dalle loro facce mortificate non riuscendo a darmi delle spiegazioni (ma delle cure SÌ!) e aumentando così la mia paura di avere chissà che.

Devo dire con onestà che i miei sintomi sono tutti ancora lì, tutti quelli descritti (quelli sottolineati sono i più fastidiosi). In special modo la caduta dei capelli che si è anche accentuata e mi procura davvero tanta tristezza e preoccupazione.

Ma adesso so di essere sulla strada giusta e spero che questo nostro contatto sia l’inizio della mia rinascita. Sarà fibromialgia? Ipotiroidismo? Altro? Non lo so.

Da quando seguo il suo blog ho eliminato nell’ordine:

  • sigarette (fumavo un paio di sigarette al giorno)
  • latte e derivati
  • carne e pesce
  • uova
  • tutti gli zuccheri

Ho mantenuto un bicchiere di vino una o due volte alla settimana se esco a cena con la mia famiglia, ho aggiunto la frutta e i semi alla mia dieta, visto che prima esistevano in maniera del tutto marginale e sto cercando ovviamente di aumentare il crudo in generale e di diminuire le farine sostituendole con cereali integrali senza glutine e con legumi.

Ma soprattutto ho cambiato atteggiamento: cerco di godermi le cose belle che ho nella vita e sono tante, pratico Reiki, l’estate vado quasi ogni giorno al mare (abito in Salento) e mi godo il sole e le splendide acque del nostro Mediterraneo.

Leggo i suoi libri, quelli di Shelton, Ehret, Lezaeta. Sto imparando tante cose ma soprattutto sono fiduciosa.

Mi auguro di averle esposto la mia situazione nella maniera più chiara possibile e la saluto ringraziandola ancora per tutti i suoi preziosi consigli ed i suoi meravigliosi insegnamenti.

Spero di poterla conoscere personalmente un giorno, mi piacerebbe fare il corso breve di igienismo, ma abito davvero tanto tanto lontano.

Grazie ancora,
Maria


RISPOSTA

Ho recentemente pubblicato una risposta dal titolo “Insonnia, ischemie e tanti farmaci” che va assolutamente letta perché tratta gli stessi argomenti.

Ed anche perché ho dovuto far presente alla controparte che la mail inviatami era troppo sintetica-approssimativa-lacunosa, per cui ho dovuto dare necessariamente una risposta generalizzata, non ritagliata su misura.

In questo caso invece posso solo fare i miei complimenti a chi mi scrive per la sua chiarezza, per i suoi dettagli minuziosi, per la sua competenza, per la sua obiettività e per il suo equilibrio.

Non pretendo che tutti siano così formidabili e straordinari nel descrivere la propria situazione, ma se esiste uno standard qualitativo sul come presentare il proprio curriculum e il proprio percorso terapeutico, questa è una autentica lezione.

VISITE SU VISITE IN UN VORTICE DI INSICUREZZA E DI PAURA

L’elenco delle cose che non vanno e non funzionano è stracarico. Non un sintomo o cinque sintomi ma una ventina. Per arrivare a questa non invidiabile situazione non devono essere mancati notevoli fattori di criticità, visto che i malfunzionamenti e i sintomi non arrivano a caso.

D’altra parte occorre guardare al futuro e ripartire da zero, rinunciando alle sostanze incompatibili e avviando un coraggioso percorso di recupero.

La parte più bella della mail sta proprio nella parte finale, dove si riconoscono i troppi errori commessi, come ad esempio l’assurdità di visite su visite presso i vari specialisti con l’evidente deterioramento psicologico subìto, e dove si capisce appieno la necessità di affrontare la vita con la necessaria serenità, nonostante i primi risultati non stiano ancora arrivando.

MAI DARSI PER VINTI

La Maria dimostra di saper reagire nel migliore dei modi, senza disperarsi e senza piangersi addosso, affrontando il vivere quotidiano col piglio giusto e la determinazione giusta, ingredienti basilari per ogni progetto ricostruttivo destinato al successo.

Di fronte a una serie di problemi che vanno dalle cisti mammarie, ai fibromi, allo spossamento fisico e a tutto il resto, non esiste che si possa affrontare e rincorrere uno per uno i 20 sintomi elencati sul piano energetico (vedi tiroide sotto-attiva o ipo), sul piano ormonale (vedi caduta capelli), sul piano termico (vedi infiammazione enterica e contemporanea ipossia e anemia nella cute e nelle zone periferiche), sul piano mentale (depressione), sul piano cellulare (cisti e fibromi).

IL CORPO È UN TUTT’UNO

Ricordo qui la necessità di rileggere la tesina “Dermatite atopica e straordinaria cura della non-cura”, dove la dottoressa svizzera Natascha, al compimento dei suoi 50 anni, è guarita tutto di un tratto da una ventina di importanti patologie. A conferma che il corpo non funziona a compartimenti stagni.

Lo descrive molto bene il dr Andrea Grieco, autore di un ottimo testo sulla Fibromialgia. Guarigione, salute e benessere sono conseguenza di atti creativi che vanno realizzati con sapienza e maestria, con soluzioni ritagliate su misura personale, ben lontane dalla prescrizione di farmaci inibitori di contenimento o di mascheramento, di schemi terapeutici standard prefissati ed uguali per tutti.

La salute è un valore globale e unico. Non può essere che una parte del corpo si ammali in modo isolato. Tutti gli organi, tutte le ghiandole, tutte le cellule, tutti i batteri del microbiota operano in simbiosi o disbiosi a seconda delle nostre scelte oculate o auto-lesive.

Siamo tutti interconnessi sia all’interno che all’esterno. Interconnessi nel piccolo e nel grande. Il fegato diventa malato perché l’intestino si era malato prima. Stesso discorso per i reni.

La Fisiologia ci dice che ogni parte del corpo è funzionale a tutte le altre parti. Artefici di questa formidabile connessione sono il Sistema Nervoso Centrale-Periferico-Neurovegetativo, la Matrice Extracellulare (insieme di tutti gli spazi inter-cellulari), il Sistema Endocrino, il Sistema Immunitario, il Microbiota e l’Ipotalamo.

FIBROMIALGIA MULTIDIMENSIONALE

“Quello della fibromialgia è un tema nel quale si incrociano più dimensioni fisiche, mentali e spirituali. La sofferenza che consegue può riguardare un muscolo irrigidito, un organo compromesso, una mente stressata, un talento represso, un sogno non vissuto, un progetto non realizzato, un matrimonio finito, un lutto non superato, un’infanzia negata. Ogni aspetto della vita può procurare fibromialgia”, scrive con magnifica ispirazione la dr Manuela Grieco, esperta di shiatsu ed insegnante di yoga e di meditazione.

Molte malattie nascono pure da contrasti fra l’individuo, che poi si ammala, e l’ambiente che lo circonda. Assistiamo a continue conflittualità fra persone, fatte di incomprensioni, litigi, silenzi, musi lunghi, minacce e violenze in famiglia e fuori di essa.

Tutte cose che finiscono col creare somatizzazioni sugli organi digestivi, su stomaco e fegato in particolare.

CURARE LE CAUSE CI TROVA TUTTI D’ACCORDO, FUORCHÉ LA MEDICINA SINTOMATICA DEI NOSTRI TEMPI

Per noi della Health Science la cura è un termine a rischio, un termine proibito, tanto che abbiamo sviluppato la strategia chiamata Cura della Non Cura sul Sintomo.

Per il dr Grieco invece la cura è qualcosa di importante, ma è tutta questione di interpretare le parole nel modo giusto. Il curare inteso nel suo modo è certamente in linea col nostro pensiero.

Esiste una differenza fondamentale tra curare e trattare una persona, dice Grieco. Trattare è puntare alla soppressione farmacologica del sintomo. Se invece curo una persona ne elimino alla radice i disagi in modo che essi non si ripresentino più.

Se di una malattia mi preoccupo solo di attuare il trattamento che è quasi sempre sintomatico, tale trattamento diventerà esso stesso il congelatore della malattia.

I farmaci da una parte tentano di sostituirsi alle funzioni dell’organismo bloccandole ed inibendole, e dall’altra creano intossicazione cronica, come si può intuire dalla sproporzione tra la laconicità di una diagnosi medica (quattro concise parole su cosa fa un farmaco) e i chilometrici effetti collaterali elencati nei bugiardini dei farmaci stessi (almeno due pagine di effetti avversi).

L’AMILOIDOSI È UNA SINDROME ROVINOSA

In caso di infiammazione cronica, il sistema immunitario è attivissimo a eliminare i residui che la cellula produce, oltre che a eliminare i miliardi di cellule che continuano a morire incessantemente ogni giorno.

L’acidità da ristagno, le digestioni lunghe e difficili, gli errori comportamentali, e i tanti strafalcioni che facilitano il permanere nello spazio extracellulare di materiale proteico morto-intasante-virale, sono responsabili di rallentamenti e pigrizia metabolica e di formazione di amiloide, che è una sostanza proteica patologica di accumulo.

INFIAMMAZIONE COME STRUMENTO DI DIFESA IMMUNITARIA

L’infiammazione non andrebbe mai soppressa perché è un meccanismo prezioso di difesa immunitaria, a forte valenza eliminatoria di tossine.

Inutile ribadire che mi trovo in pieno e totale accordo con Andrea Grieco, medico di avanguardia che sviscera le cose e offre insegnamento verace, medico coraggioso che non le manda a dire, medico che denuncia la Medicina dei Protocolli divoratori di buonsenso, medico che critica senza timori reverenziali i troppi colleghi che stanno con le mani in tasca, oppure con i gomiti appoggiati alla scrivania, ricordando a questa gente che non esistono malattie di singoli organi ma condizioni anomale dell’intero organismo che vanno affrontate nell’assieme e nella totalità.

La fibromialgia, alla fin dei conti, continuerà ad essere una malattia cronica-invisibile-inguaribile ma soltanto per quelli che continuano a non capirla, a non spiegarla e a non saperla guarire, offrendo trattamenti palliativi.

IL SANGUE NON SI CORROMPE FACILMENTE SUL PH

Nel suo capitolo specifico su Fibromialgia e Infiammazione, il dr Grieco dà a mio avviso il meglio di sé, qualcosa che non si riesce a non condividere a pieno titolo.

“Quando il sangue diventa acido insorgono infiammazioni, allergie, stati d’ansia, malattie degenerative e tumori, questo viene detto in continuazione da varie fonti. In realtà, l’unica vera acidità di cui si può parlare è quella che si verifica negli spazi inter-cellulari tra cellula e cellula che nel loro insieme formano la MEC-Matrice Extracellulare”.

Queste cose Andrea Grieco le affermava già nel testo “Vivere alcalini vivere felici”, dove la questione Equilibrio Acido-Base veniva secondo lui collocata erroneamente a livello del sangue, mentre il sangue, per quanto variabile nella sua composizione e nella sua qualità (esistono infatti malattie del sangue e dei vasi, oltre che condizioni di sangue grasso e viscoso), non lo è molto a livello di pH, nel senso che è tutelato nelle sue variazioni pH che sono troppo vitali, per cui non possono discostarsi troppo dai valori di base.

MATRICE EXTRA-CELLULARE VERO CAMPO DI BATTAGLIA

Oggi il mondo accademico è concorde nell’ammettere che la MEC è la vera e comune via infiammatoria di moltissime malattie.

Ad esempio la depressione è oggi considerata infiammazione di zone dell’encefalo, il colon irritabile non è più malattia psico-somatica come si pensava, ma infiammazione cronica e minimale della mucosa intestinale, i tumori stessi implicano sempre una condizione infiammatoria, come ben sanno gli oncologi.

ANTI-INFIAMMATORI SOTTO PESANTE ACCUSA

L’infiammazione non va per niente contrastata ed inibita mediante farmaci anti-infiammatori, pratica tuttora comune e prevalente. Abbiamo appena visto che l’infiammazione è un meccanismo di difesa attivato dal sistema immunitario a scopo eliminatorio.

Uno dei luoghi dove la reazione infiammatoria svolge il suo ruolo fondamentale è l’ambiente extra-cellulare o MEC, che è l’insieme dei liquidi e dei tessuti che stanno fra cellule e cellule, circondandole e tenendole in sospensione.

La cellula espelle nella MEC le tossine acide prodotte dal suo metabolismo. Gli acidi espulsi vanno drenati e poi eliminati. Se gli acidi ristagnano nella MEC, il sistema immunitario attiva l’infiammazione essendo queste tossine acide percepite come non-self o estranee o improprie.

Poiché però nel frattempo si creano spesso dei blocchi micro-circolatori con restringimento e chiusura di capillari, linfatici e venule, attraverso cui le tossine acide avrebbero dovuto essere allontanate, l’infiammazione perdura nel tempo diventando in questi casi lesiva e corrosiva sulle strutture dell’organismo.

ACIDOSI E IPOSSIA CAUSATI DA STRESS E DA ERRORI ALIMENTARI

Dove c’è acidosi c’è ipossia. Il binomio acidosi-ipossia è inscindibile, come insegnato dal nobel Otto Heinrich Warburg. Dove manca l’ossigeno manca la vitalità e i tessuti in ipossia perdono le regolazioni tipiche di quelli ben ossigenati.

È risaputo tra l’altro che le cellule tumorali hanno un metabolismo che le rende adatte a vivere bene in mancanza di ossigeno. La MEC si ingorga di acidi quando la micro-circolazione drenante, venosa e linfatica si blocca.

La causa più frequente di ristagno di acidi è il restringimento dei capillari (venule e linfatici) causato da un aumento di tono ortosimpatico che è vasocostrittore e quindi generatore di ipossia. L’ipossia scatta con la riduzione di flusso capillare cui è assegnato il compito di portare nei tessuti sangue arterioso ben ossigenato.

L’ipertono ortosimpatico può attivarsi a causa di stress psicofisici, traumi, infezioni, ma anche errori alimentari protratti nel tempo. Questa infiammazione minimale cronica della MEC può creare fibromialgia, cioè dolori muscolari-scheletrici, rigidità articolari, fibrosi e indurimenti connettivali.

SISTEMA LIMBICO, ISTAMINA E IMPORTANZA DI VIVERE IN ARMONIA

L’istamina, oltre che mediatore dell’infiammazione, è implicata anche nelle risposte allergiche. Le emozioni nascono nel sistema limbico che ha strette connessioni anatomico-funzionali con l’ipotalamo.

L’ipotalamo è a sua volta il più importante regolatore del sistema neurovegetativo. Pertanto, situazioni di paura, tensione continua, conflittualità, insoddisfazione, lamentosità, depressione, aggressività possono aumentare il livello di istamina tramite una dis-regolazione limbico-ipotalamica.

Con sentimenti di armonia e di amore invece il sistema neurovegetativo va verso un migliore equilibrio perché stimola la funzione parasimpatica che è antitetica (ma non antagonista) a quella ortosimpatica. Il sistema neurovegetativo vive di armonia tra ortosimpatico e parasimpatico, visto che ogni squilibrio nuoce alla salute.

SEROTONINA E MELATONINA ORMONI DEL BENESSERE

Dette tutte queste cose sulla fibromialgia, esistono altri aspetti basilari per stare bene nell’assieme.

Serotonina e melatonina, ormoni del sorriso, del benessere e della serenità, oltre che del buon sonno ristoratore, devono armonizzarsi e compenetrarsi in continuazione.

D’estate tutto sommato è facile che questo avvenga, poiché tutti vivono all’aperto, a contatto con l’aria temperata, con l’acqua fresca, col sole, con i vegetali freschi e vitali carichi di energia solare incapsulata. Anche un cane col cappello riesce a stare sempre sano d’estate.

D’inverno le cose si complicano e occorre trovare delle contromisure agli inevitabili fattori peggiorativi della stagione fredda, tipo meno cibi freschi-crudi-vitali, meno attività aerobica esterna, meno serotonina prodotta dal microbiota intestinale.

Come aumentare la produzione di serotonina? Leggi questo articolo.

IMPORTANZA DI UNA BILE NON RISTAGNANTE

Un altro punto-chiave il ricorso a tutte le risorse naturali capaci di ripulire fegato e reni dalle tossine accumulate, vale a dire dagli scarti del metabolismo, pesticidi, coloranti, farmaci, metalli pesanti, diossina da acque clorate e scaldate.

Tant’è che tutti sono alla ricerca di vegetali che facilitino il rilascio della bile ovvero il flusso biliare. Cosa ha di speciale questa bile? E perché deve circolare?

Gli acidi biliari permettono di assorbire le vitamine liposolubili A-E-D-K. Inoltre essi stimolano la peristalsi intestinale che impedisce il ristagno delle feci. La stagnazione della bile o colestasi è pericolosa.

Il secreto stagnante della bile perde le sue proprietà anti-batteriche e vermifughe. Se la bile ristagna nella vescichetta biliare chiamata cistifellea produce calcoli, se ristagna nei condotti pancreatici produce pancreatite. Se ristagna nel duodeno produce gastriti e ulcere duodenali.

VEGETALI CHE FAVORISCONO IL RILASCIO DEL FLUSSO BILIARE

Quali sono i vegetali più importanti per facilitare il flusso biliare? L’elenco per fortuna è lungo. Rucola, salvia, zenzero, curcuma, scarola, radicchio rosso, lattuga, cicoria, tarassaco, melanzane, mele, limone, uva, ravanelli neri, ravanelli rossi, rape, rape piccanti, carciofi, asparagi, ribes, crescione, fragole.

La radice del tarassaco in particolare incrementa la secrezione biliare, elimina i metaboliti dannosi, stimola l’appetito e la buona digestione.

SE NE PARLA POCO, MA LA PAROLA GLUTATHIONE ANDREBBE STAMPIGLIATA NELLA MENTE

Oltre a tutto questo, esiste una sostanza che richiede davvero una attenzione speciale e si tratta del Glutathione, sostanza endogena epatoprotettiva per eccellenza, composta da molecola tripeptide formata dall’unione di 3 amminoacidi che sono glicine, cestina e acido glutammico.

Pepide deriva da peptikòs-pepsis=digestione, per cui si tratta di composto organico ben sminuzzato e di facile assimilazione. Piccola ma potentissima molecola, per molti aspetti miracolosa. Non a caso definito come re dei disintossicanti.

Alti livelli di glutathione nel fegato vengono associati a un aumento della sopravvivenza. Test condotti su centinaia di donne anziane dimostrano che un glutathione alto è il tratto distintivo delle donne più longeve.

Il glutathione è presente in tutto il corpo, ma la sua maggiore concentrazione sta nel fegato. Serve a disintossicare da metalli pesanti come piombo, nichel e alluminio, e serve in particolare a rinforzare i capelli, dettaglio non poco importante.

Il glutathione è prezioso nella insufficienza epato-biliare, nella epatite, nella intossicazione epatica da farmaci, nell’abuso di alcolici, nel fumo attivo e passivo, nella sigaretta elettronica.

DOVE TROVARE IL GLUTATHIONE NEI VEGETALI

Dove trovare il glutathione negli alimenti? Nei vegetali contenenti zolfo e cioè legumi, germe di grano, aloe, pomodori, avocado, rape, patate, patate dolci, anguria, melone, noccioline.

I vegetali più ricchi di glutathione vero e proprio sono nell’ordine asparagi, broccoli, avocado, spinaci, rucola, crescione, curcuma, zenzero, mela, melone, anguria, pompelmo, pesca, fragola, mirtilli, bietola, carota.

Per meglio assimilare il glutathione serve molta vitamina C che sta nella papaia, agrumi, kiwi, ciliegie, mango, fragole, mirtilli, e così si evita al corpo la necessità di attingere alle proprie striminzite riserve di acido ascorbico. Server anche mangiare cibi ricchi di cisteina (aglio, cipolla, uova per i non vegani).

DIFENDIAMO FEGATO E RENI EVITANDO PROTEINE ANIMALI E FARMACI

Evitare inoltre i distruttori di glutathione che sono zucchero bianco, farine raffinate, fast food, proteine animali crude e cotte, coloranti, conservanti, cibi stracotti, stress, negatività, tristezza, nervosismo.

Tra i maggiori demolitori di glutathione rimangono però tutti i farmaci in quanto pesantemente acidificanti e micidiali per l’equilibrio del pH, e quindi intossicanti per reni e fegato che sono i nostri organi più sottoposti a stress.

In particolare vanno evitati il paracetamolo e gli antidolorifici in generale, gli antibiotici e i cortisonici, oltre ovviamente a ogni tipo di chemioterapia.

Ricordo ancora se ce ne fosse bisogno che la cottura prolungata e impropria di tutti i cibi e dei vegetali a foglia in particolare distrugge il glutathione.

Come dire tutte le strade portano a Roma, tutte le strade portano al vegan-crudismo tendenziale-sostenibile-personalizzato, sorretto dal giusto e indispensabile atteggiamento di fiducia.

Valdo Vaccaro


Gentilissimo Valdo, nel ringraziarla per la risposta completa e dettagliata e per le belle parole che mi ha riservato, le chiedo dunque se ritiene che io debba continuare semplicemente ad alimentarmi come sto già facendo (con incremento degli alimenti consigliati nella tesina) o se posso fare qualcosa in più per agevolare il processo di guarigione. Avevo pensato ad un digiuno per esempio.

Grazie ancora,
Maria


Dalla mia tesina mi pare chiaro che occorre procedere semplicemente come stai facendo, tenendo in particolare attenzione fegato e reni, microbiota ed equilibrio serotonina-melatonina. Nella risposta mia c’è già tutto.

Per farsi un’idea approfondita si deve sempre rileggere anche le varie mie tesine sui medesimi argomenti dove non mancano altri spunti sugli stessi temi.

Il discorso sul digiuno è una scelta tua che puoi sicuramente affrontare, sia come digiuno secco di 2-3 giorni ripetuto a distanza di 3 settimane o di 4-5 giorni a sola acqua leggera. Anche qui puoi guardare sul blog le varie tesine su digiuno secco e digiuno intermittente.

Si tratta come sai di validissime forme di accelerazione depurativa che si muovono coerentemente nella stessa direzione della dieta vegan-crudista.

A mio avviso meglio fare un digiuno al termine di una settimana di dieta fruttariana giornaliera con verdure crude serali seguite da minestrina di verdure con patate o riso integrale.

Fin quando c’è tanta bella uva ci può stare una cura intensificata di uva, una di fichi d’India, una di kaki, con prevalenza di frutta durante il giorno e con cena finale vegana. 

Volevo pure chiedere pronta autorizzazione a pubblicare la tesina, se vuoi lasciando il tuo nome o se vuoi cambiandolo con nome di fantasia, tipo Maria. Saluti. VV


Grazie mille gentilissimo dr.Valdo per i suoi chiarimenti che mi rasserenano nel senso che faccio già tutto quello che mi suggerisce e ho letto praticamente tutte le tesine indicate sull’argomento per cui sto capendo gradualmente come muovermi.

Quando parlo di digiuno intendo proprio quello che lei descrive, massimo una settimana anche perché non vorrei perdere eccessivamente peso (ora sono 50Kg).

Mi organizzerò quanto prima secondo le indicazioni ricevute.

Certamente La autorizzo a pubblicare la mia tesina, con un altro nome sarebbe preferibile. Mi auguro di poter partecipare al più presto ad una delle sue conferenze, magari nella mia zona mi pare improbabile, visto che viviamo agli estremi della penisola, lei a Udine, io a Lecce.

Ma mi riprometto di organizzarmi per venire da Lei appena possibile per un mini corso di igienismo, ci terrei tanto. Grazie ancora per tutto e buona giornata.

Maria


Anche tu puoi avere una tesina personalizzata. Prenotala alla pagina Richieste.

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