ANIDRIDE CARBONICA ED EFFETTO VERIGO-BOHR NELLA RESPIRAZIONE BUTEYKO

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IL METODO RESPIRATORIO BUTEYKO

Konstantin Pavlovoich Buteyko (1923-2003), medico e ricercatore ucraino, è celebre nel mondo intero per i suoi approfonditi studi sulla respirazione. Le basi teoriche della sua tesi rivoluzionaria stanno basilarmente sulla critica al diffuso dogma della iperventilazione, ossia dell’eccesso di ossigeno che  causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica. Bassi livelli di anidride carbonica nell’organismo causano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti, secondo i criteri chiamati effetto Verigo-Bohr.

PERCORSO STORICO E CRESCENTI SUCCESSI

In questa ricerca Buteyko venne peraltro a conoscenza di alcuni esperimenti i cui risultati sostenevano la fondatezza della sua tesi. Dopo alcuni tentativi falliti per mancanza di mezzi, nel 1958-59 Buteyko riuscì ad aprire un laboratorio di diagnostica funzionale presso l’Istituto sperimentale di Biologia e Medicina del ramo siberiano dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica e poté effettuare degli studi clinici su 200 persone, sane ed ammalate. Nel 1980 a seguito dei risultati delle sperimentazioni effettuate negli anni, il metodo Buteyko venne ufficialmente riconosciuto nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie. Nei 6 anni successivi 100.000 ammalati di asma vennero trattati con il metodo Buteyko. Tra questi, ben 92.000 non hanno più avuto bisogno di assumere medicine contro l’asma.

DANNI DA IPERVENTILAZIONE O DA ECCESSO DI RESPIRO

La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica. Il dr Buteyko ha dimostrato che l’eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all’umanità, 150 sono un risultato diretto della ossigenazione eccessiva. Malattie come l’asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un’unica malattia consistente nell’eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall’organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita.

SIGNIFICATO DI IPERVENTILAZIONE

Cosa significa iperventilare? Più che respirare troppo in assoluto, significa respirare in modo non adeguato ed eccessivo rispetto alle esigenze dell’organismo impegnato in una determinata attività. Una respirazione che sarebbe giusta ed adeguata se si stesse correndo o comunque svolgendo attività fisica. Durante l’attività fisica l’organismo produce una grossa quantità di CO2, che deve in effetti essere in parte eliminata.

MARTELLAMENTO ESAGERATO SULLA NECESSITÀ DI RESPIRARE PROFONDO ANCHE QUANDO NON SERVE

Una domanda sorge a questo punto spontanea. Se la ragione di molte malattie è l’eccesso di respirazione, questo eccesso da cosa è causato? Secondo il dr Buteyko la causa più frequente è la propaganda martellante sull’utilità della respirazione profonda. Attualmente si insegna alle persone a respirare profondamente già prima della nascita, quando la madre frequenta sessioni di ginnastica e preparazione al parto in cui le viene insegnato a respirare profondamente. Anche il neonato è indotto a respirare profondamente alzando ed abbassando i suoi braccini. E si continua all’asilo infantile, a scuola, durante le lezioni di ginnastica, nelle attività sportive. Pure gli esercizi yoga insegnati da maestri non abbastanza esperti insistono troppo sulla necessità di riempire al massimo i polmoni, senza però mettere abbastanza in evidenza altri fattori della massima importanza nella tradizione yoga autentica, come la necessaria lentezza del ritmo respiratorio.

FATTORI CHE FACILITANO L’AUMENTO RESPIRATORIO

Ci sono poi altre circostanze che fanno aumentare l’intensità del respiro, come il mangiare troppo, e soprattutto la mancanza di movimento, la mancanza di lavoro fisico. L’attività fisica favorisce la formazione ed il rilascio di CO2 dalle cellule, aumentando la sua disponibilità nell’organismo.
Questo è il motivo per cui le persone che lavorano fisicamente vivono in genere più a lungo e più sane. In altre parole l’intensità del respiro aumenta col riposo a letto, soprattutto sdraiati sulla schiena, e col dormire eccessivo. La maggior parte degli attacchi di asma, infarti, paralisi e decessi accadono infatti verso la fine del sonno, intorno alle 5 di mattina. Altri fattori che aumentano la respirazione sono le varie emozioni, positive o negative, stress, fumo, alcool, permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati, mentre la calma e il freddo fanno diminuire la respirazione.

QUAL È LA GIUSTA RESPIRAZIONE?

È risaputo che per nutrirsi bene non basta riempire lo stomaco. Occorre piuttosto che gli elementi nutritivi del cibo passino nel sangue e da questo nei vari tessuti dell’organismo. Se qualcosa in questi meccanismi di assimilazione non funziona, si può morire di fame pur mangiando in quantità. Quasi tutti pensano che per godere delle proprietà vivificanti dell’ ossigeno O2, sia sufficiente introdurlo in grandi quantità nei polmoni con la respirazione. Una volta introdotto l’O2 esso deve passare dai polmoni al sangue e deve poi essere assimilato dalle cellule dei tessuti dei vari organi, tipo cervello, cuore e così via. E qui invece succede che l’emoglobina, diventata ossiemoglobina, trattiene strettamente l’ossigeno, rifiutando di cederlo ai tessuti. Come mai? Perché per il passaggio dell’ossigeno dal sangue ai tessuti è necessaria la presenza di anidride carbonica in quantità sufficiente. In assenza di CO2 nella giusta concentrazione, l’ ossiemoglobina nel sangue non può liberare l’ossigeno e lasciarlo passare nei tessuti in misura sufficiente.

RUOLO DELL’ANIDRIDE CARBONICA E SUA IMPORTANZA NELLA RESPIRAZIONE INTERNA

La necessità della CO2 per il passaggio dell’O2 dal sangue ai tessuti non è una teoria di qualche stravagante scienziato alternativo. Si tratta di scoperta di inizio 1900 nota come effetto Verigo -Bohr. Stranamente però questo effetto, pur descritto in tutti i testi di fisiologia usati nelle università, non era mai stato approfondito e studiato a fondo nelle sue conseguenze, finchè, nel 1950, K.P. Buteyko non vi si è soffermato, facendo delle scoperte stupefacenti quanto al ruolo della CO2 nell’organismo umano.

COMPOSIZIONE DELL’ARIA ATMOSFERICA

L’atmosfera che ci circonda contiene una concentrazione di ossigeno del 21%, mentre alle nostre cellule ne basta una pari al 13%. Per il resto si tratta di azoto al 78%. Le nostre cellule hanno bisogno di una concentrazione di anidride carbonica al 6,5% e l’atmosfera ne contiene una pari solamente allo 0,03%. In ambienti chiusi magari si arriva allo 0,05% ma siamo ancora molto lontani dal 6,5% presente nell’organismo dei bambini nel grembo materno e all’interno delle nostre cellule da adulti. Contrariamente alla comune percezione, la CO2 che espiriamo non era contenuta nell’aria che inspiriamo ma è prodotta all’interno dell’organismo.

L’ANIDRIDE CARBONICA NON È SEMPRE UN GAS DI SCARTO

Nel processo di produzione di energia, le sostanze nutritive contenute nei cibi che abbiamo mangiato sono bruciate dall’ossigeno inspirato e producono energia (adenosin-trifosfato) insieme ad acqua ed anidride carbonica. L’anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto, come non lo è l’acqua prodotta in questo processo, ma è indispensabile per molte funzioni nell’organismo umano. È tra l’altro necessaria, come abbiamo visto, per consentire il passaggio dell’ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti.

ECCESSIVA PERDITA DI ANIDRIDE CARBONICA

Indispensabile quindi che nell’organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l’espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell’organismo. Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l’organismo cerca di impedire che la perdita di CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la lotta. Queste scoperte di K.P. Buteyko sono ormai conosciute ed applicate nei paesi dell’ex Unione Sovietica ed in Australia e si stanno ora diffondendo anche in Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Da noi sono ancora pressoché ignote.

IL METODO BUTEYKO CONTRO L’ASMA

Ormai in Europa un bambino su 8 è asmatico e anche se sono state formulate varie ipotesi. In realtà il collegamento tra asma e respirazione è intuitivo e la vera causa dell’asma è da cercare nell’errato modello respiratorio. La quantità d’aria normalmente respirata al minuto da una persona sana e adulta a riposo dovrebbe aggirarsi sui 4-6 litri al minuto. Gli asmatici, anche se hanno l’impressione di non respirare, ne respirano una quantità pari al doppio, triplo o quadruplo, e ciò è confermato da tutte le misurazioni condotte dalla medicina ufficiale. Quasi tutti i medici non attribuiscono particolare attenzione alla quantità d’aria normalmente respirata al minuto dai loro pazienti asmatici e ritengono semmai che l’iperventilazione sia non la causa ma semmai un effetto dell’asma. Nella sperimentazione ufficiale, condotta nel 1994-95 presso il Mater Hospital, in Australia, è stato accertato, con notevole sorpresa di alcuni specialisti, che tutti i 39 asmatici partecipanti alla sperimentazione respiravano in eccesso anche quando non avevano attacchi d’asma. La quantità d’aria era di 15 litri al minuto, e cioè il triplo del normale.

BILANCIATA COMPRESENZA DI OSSIGENO E ANIDRIDE

La stessa sperimentazione ha accertato che i pazienti sottoposti al trattamento Buteyko avevano diminuito l’iperventilazione da 15 a 9 litri al minuto e, di conseguenza, avevano potuto ridurre, già nel corso della sperimentazione, l’uso di broncodilatatori del 90% e di steroidi del 50%. Nel gruppo di controllo che aveva continuato ad iperventilare non si era invece registrato alcun miglioramento. Il mantenimento del delicato equilibrio tra i livelli di ossigeno (O2) ed anidride carbonica (CO2) è in realtà essenziale per il buon funzionamento di tutto l’organismo umano. Tutti e due devono essere presenti nelle giuste quantità. Quando si respira in eccesso il livello di CO2 (emesso nell’espirazione, che è proporzionale all’inspirazione) cala drammaticamente. Di norma dovrebbe aggirarsi sul 5,5-6%, mentre negli asmatici la quantità di CO2 presente negli alveoli polmonari non supera il 3,5-4,5%.

L’INSUFFICIENZA DI ANIDRIDE COMPORTA SCARSA OSSIGENAZIONE CELLULARE

Questa insufficienza di CO2 non consente all’ossigeno, di raggiungere i tessuti. In altri termini è la presenza di CO2 che dà il segnale dell’esigenza di ossigeno. Quando vi è poca CO2 l’organismo crede che non vi sia poi tanto bisogno di O2 e, invece di farlo passare dal sangue ai tessuti, lo fa di nuovo uscire con l’espirazione. Scattano così dei meccanismi di difesa, per diminuire l’afflusso d’aria e contrastare una perdita eccessiva di CO2 che, se proseguisse indisturbata, avrebbe conseguenze mortali.

TRE CONTROMISURE PER LIMITARE L’AFFLUSSO D’ARIA

Quali sono questi meccanismi difensivi? Cosa può fare, l’organismo nella sua saggezza per limitare l’afflusso d’aria?

  1. La prima contromisura è quella di restringere le vie attraverso le quali passa l’aria, ed è quanto accade durante un attacco d’asma
  2. La seconda è che i tubicini bronchiali si restringono spasmodicamente mediante broncospasmo
  3. La terza è che le vie respiratorie si gonfiano in modo da diminuire il passaggio dell’aria ed in esse si forma un eccesso di muco.

Un attacco d’asma è quindi un circolo vizioso provocato dall’iperventilazione, in cui le vie respiratorie si contraggono, si restringono e si ricoprono di muco per diminuire l’afflusso d’aria. Ciò provoca una sensazione di mancanza d’aria, ma più ci si sforza di respirare, e più i tre meccanismi difensivi di cui sopra fanno in modo che l’iperventilazione non aumenti ulteriormente. Più ci si sforza di respirare e peggiore diventa l’attacco d’asma. Occorre imparare a respirare in modo diverso. Se si elimina l’iperventilazione, se si normalizza la respirazione, allora vengono meno i broncospasmi, l’equilibrio ormonale si normalizza e vengono meno anche l’infiammazione ed il muco nei polmoni.

LA PAUSA CONTROLLO, UN TEST FACILE ED ESSENZIALE PER VALUTARE LE CONDIZIONI DELLA NOSTRA SALUTE

Come fare per controllare se si ha un livello sufficiente di CO2 e quindi una buona respirazione? Basta un controllo semplicissmo che prende pochi minuti. Se il livello è insufficiente è consigliabile iniziare subito gli esercizi del metodo di respirazione Buteyko. Il test si può eseguire a casa propria da soli, non costa nulla ed è più utile ed importante della misurazione della pressione, del tasso di colesterolo e di tutti gli esami medici in genere consigliati a titolo preventivo. Secondo il dr Buteyko, quando si respira in modo sano si introducono nei polmoni non più di 4-6 litri di aria al minuto. È facile introdurne di più senza rendersene conto e, chi ne introduce di più, respira troppo e quindi cade nei pericoli dell’iperventilazione.

MODALITÀ DEL TEST

  • Sedetevi comodi su una sedia con lo schienale dritto
  • Rilassatevi ed espirate normalmente
  • Ripetete una normale inspirazione, esalate normalmente e dopo l’esalazione chiudete il naso con le dita e tenetelo chiuso
  • Tenendo anche la bocca chiusa, contate quanti secondi potete aspettare senza molto disagio prima di dover inalare di nuovo.

Non sforzatevi troppo. Il numero di secondi che trascorre prima che sentiate la netta esigenza di dover inalare è la cosiddetta PC o pausa-controllo. È importante tenere presente che non bisogna mai trattenere il respiro a polmoni pieni. Bisogna prima espirare normalmente e poi trattenere il respiro per misurare la pausa-controllo.

Una pausa-controllo di 50-60 secondi o più indica che siete in eccellente salute. Se invece non superate i 25 secondi, ciò significa che nella vostra salute c’è qualcosa da migliorare, anche se non si è ancora manifestata alcuna malattia. Se la pausa-controllo non supera i 10 secondi avete un serio problema di iperventilazione. Se ad esempio la vostra PC è 30, ciò vuol dire che respirate per due persone, e cioè 8-10 litri d’aria invece dei 4-5 ideali. Se la vostra PC è 20, ciò significa che respirate per tre persone. Se considerate il respirare come una forma di alimentazione, provate ad immaginare quanto vi danneggerebbe mangiare costantemente per 2, 3 o 4 persone e avrete un’idea di quanto possa danneggiarvi anche il respirare per 4 persone. L’importanza di tenere regolarmente sotto controllo la vostra salute con la pausa-controllo non può essere sopravvalutata.

La sua durata rispecchia esattamente il vostro attuale stato di salute. Se, a seguito degli esercizi Buteyko, raggiungete dei valori di 50-60, tutti i vostri sistemi quello immunitario, metabolico, digestivo, cardiovascolare, funzioneranno in modo ottimale, avrete più energia, meno bisogno di sonno, raggiungerete il vostro peso ideale e sembrerete ringiovaniti. Se la vostra PC si aggira sui 20 dovreste iniziare subito gli esercizi Buteyko, per sventare il pericolo di essere colpiti, in un futuro più o meno prossimo, da qualche serio disturbo. Non è il caso tuttavia di farsi prendere dal panico. Il problema in genere si localizza nel punto più debole di ognuno. Tutti abbiamo dei punti tradizionalmente deboli e questi punti deboli risentono più degli altri dei fattori negativi, come gli eccessi di alimentazione , di respirazione, stress o altri.

ESERCIZI E PARTE PRATICA DEL METODO BUTEYKO

È difficile imparare la respirazione Buteyko? In linea di massima no. Come è stato facile acquisire cattive abitudini respiratorie, così pure non è troppo difficile cambiarle ed acquisirne altre. Occorre tuttavia un minimo di perseveranza. Si tratta infatti di un riflesso automatico, che funziona indipendentemente dalla nostra attenzione e volontà, anche quando dormiamo e, come accade per tutti i riflessi automatici, occorre un po’ di tempo per cambiarlo. Poiché si respira 24 ore su 24 potrebbe trattarsi di una delle misure più efficaci per la mantenere e o riacquistare la salute. Il metodo Buteyko si sta diffondendo a macchia d’olio in molti Paesi, anche se incontra l’opposizione sia una parte della medicina ufficiale, che non vede di buon occhio una cura che non usa preparati farmaceutici. A volte reagisce in modo quasi isterico nel sentir parlare dell’importanza che l’anidride carbonica ha per l’organismo. Certamente, una quantità eccessiva di CO2 nell’organismo è dannosa o mortale, ma nella giusta quantità la CO2 è indispensabile per la vita e, se scende al di sotto di un livello minimo si muore.

RAFFRONTO TRA IL METODO BUTEYKO E IL SISTEMA 1-4-2

Il sistema che noi da sempre suggeriamo, per certi aspetti rientra nei sistemi presi di mira da Buteyko. Noi parliamo infatti di respirazione diaframmatica e addominale, tesa a riempire i polmoni e quindi a ventilare ed ossigenare, se non addirittura ad iperventilare. Occorre però dire che:

  • C’è da parte nostra il consiglio di non strafare e di non forzare
  • C’è pure il consiglio di abbinare alla respirazione l’esercizio fisico e le camminate
  • Il nostro sistema è in effetti legato ad attività sportiva e competitiva, per cui lo segnaliamo come punto di riferimento, ammettendo che esistono altri metodi tipo 1-2-1, 1-1-1, e altri ancora, per cui ognuno fa bene a trovare un suo ritmo ideale, senza forzature
  • Il nostro sistema è critico nei riguardi della respirazione alta e toracica, ossia al respiro corto creatore di fatica respiratoria
  • Non manca mai la raccomandazione di mantenere un ritmo
  • Il rallentamento del ritmo è garantito dal fatto che la espirazione dura il doppio della inspirazione
  • La fase del trattenimento aria dura 4 volte più dell’inspirazione e non si deve necessariamente fare a  pieni polmoni
  • Prevediamo anche l’inserimento di una fase di apnea a polmoni vuoti, di tipo rilassante e compensativo
  • In pratica, il nostro metodo ricalca molto il sistema respiratorio usato dai nuotatori di stile libero nelle gare di resistenza sui lunghi percorsi, dove si emerge a prendere una rapida ma prolungata boccata d’aria, per poi procedere con la testa sott’acqua e trattenimento aria per 4 o più bracciate seguite da lenta espirazione per altre 4 o più bracciate, prima di riemergere per una nuova boccata e un nuovo ciclo
  • La nostra non è una respirazione eccessiva, profonda, rapida e sballante, ma piuttosto una respirazione ritmata, rallentata, commisurata all’attività fisica, utile a comandare e condizionare il battito cardiaco più che farsi comandare da esso, utile a un migliore autocontrollo e a una migliore gestione dei tanti stress che ci affliggono.

QUESTO METODO NON È NECESSARIAMENTE CONFLITTUALE CON QUANTO INSEGNIAMO

Ammettiamo apertamente che l’idea di una anidride carbonica prodotta internamente e avente funzioni utili ed equilibranti ci ha per così dire trovati alla sprovvista. In tutta onestà non conoscevamo l’effetto Verigo-Bohr. Non pensavamo che l’ossigenazione potesse originare degli inconvenienti. Non si tratta solo di un difetto culturale e di una lacuna informativa, ma di una convinzione maturata da esperienze dirette nel campo dello sport agonistico. Lo stesso Buteyko riconosce che una respirazione iperventilata di tipo addominale può benissimo andar bene nel corso di attività sportive. Sia ben chiara una cosa. Non abbiamo grossi motivi per rigettare il nostro sistema, ma riconosciamo che Buteyko ci ha arricchiti. Ci ha insegnato qualcosa di nuovo, qualcosa che apre ed allarga la mente. Un motivo in più per migliorare ulteriormente la respirazione e per trovare un equilibrio ottimale anche nella alimentazione gassosa di tutti i giorni, che per importanza non è seconda a quella cibaria.

PIÙ CHE SOSTITUIRE E RIMPIAZZARE SI TRATTA DI INTEGRARE I METODI, PRENDENDO QUELLO CHE C’È DI BUONO IN ENTRAMBI

In pratica, il metodo Buteyko può benissimo trovare applicazione all’interno del nostro metodo. Si tratta solo di attenuare leggermente la fase inspiratoria e di rispettare i tempi della pausa-controllo in concomitanza e proporzione alle reali esigenze corporali determinate dallo stato di inattività o da quello di intensa attività fisica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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