ANNA-OKA, UNA CREATURA DAVVERO SPECIALE

FESTEGGIAMO IL PRIMO ANNO DI VITA DI UNO SPLENDIDO PALMIPEDE BIANCO

La scorsa estate avevo scritto un articolo sulla nostra oca allevata in famiglia, facendo il punto sulla situazione. Lo avevo intitolato “Biri-biri Glu-Gluk” imitando così i versi che l’animaletto a quel tempo esprimeva nella fase precedente all’addormentarsi. Non l’avevamo ancora battezzata, non essendo ancora certi al 100% del suo sesso. Quel titolo comunque non aveva convinto mio figlio Francesco. Ora lui me lo riporta dicendo che il pezzo valeva la pena di essere pubblicato ma con titolo diverso. Non penso però che sia opportiuno riproporvelo adesso con degli adattamenti. Meglio a mio avviso lasciarlo così com’è e fare una breve aggiunta, un aggiornamento in vista del primo anno di vita che scade proprio a Pasqua, cioè il primo di aprile prossimo.

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PARTE PRIMA: UN BREVE RACCONTO ESTIVO

Con l’arrivo del caldo intenso e della canicola dovremmo tutti gioire. Le fatidiche ed auspicate vacanze estive sono alle porte e finalmente si stacca la spina. Non è per tutti così. Pare che le Procure della Repubblica trovino modo di scatenarsi e di lanciare i loro strali per conto di qualcuno proprio tra luglio ed agosto, queste almeno le mie impressioni basate sulle vicende e sulle statistiche personali. Sta di fatto che il periodo di rilassamento e di tranquillità tanto atteso, si trasforma in una sorta di incubo estivo.

PER FORTUNA CHE C’È L’OCA

Per fortuna che c’è l’oca a tenermi alto il morale, anche se ieri non è stato così. Contrariata non so perché dai miei sandali, mi ha puntato d’improvviso a collo basso con schiamazzi di disapprovazione, facendomi ruzzolare a terra lungo la stradina ripida del bosco, per cui mentre scrivo ho due ginocchia sbucciate e un dolore da probabile lesione costale, fastidiosa ma non grave. Qualche suo motivo di sicuro ce lo aveva. A parte questo episodio, in via di graduale superamento, trovo che da lei ci sia tantissimo da imparare.

UNA ESPERIENZA DAVVERO UNICA

Arrivo a dire che le migliori lezioni di filosofia, di alimentazione, di medicina, non si apprendono nelle aule universitarie, per quanto elevate, tecnologiche e referenziate esse siano, ma piuttosto mediante lezioni dal vero, dalla natura, dalle creature tenute a stretto e diretto contatto, viste e percepite da vicino, senza intermediazioni e senza rete come si suol dire. Vivere accanto ad una creatura apparentemente diversa da noi, ma dotata di raffinate percezioni e di grande intelligenza, libera da ogni condizionamento e da ogni manipolazione culturale umana, e persino da ogni comportamento di gruppo palmipede, visto che non ha mai incontrato altri membri della sua specie, è un’esperienza unica che merita di essere descritta e raccontata.

IL PRIMO TRIMESTRE DI VITA

Visto che molti mi chiedono come sta l’oca, spero di fare cosa gradita raccontando in sintesi il suo primo trimestre di vita. Tutto parte dal 16 aprile giorno di Pasqua, quando mi è stato dato il regalo di veder nascere in casa e di allevare giorno dopo giorno una trappolina piumata chiamata Anna. Una trappolina che tuttora cresce a vista d’occhio e che dal giallo originale è diventata di un magnifico colore bianco. Trattasi di una esperienza rara, unica ed originale. Avere delle oche o delle capre giù nel bosco recintato è bello ed accattivante, gli porti loro da mangiare e loro ti chiamano e rispondono all’appello.

TARASSACO, MAIS E BUCCE D’ANGURIA

Ma ben diverso è svegliarsi e andare da lei e portarla fuori, vederla svolazzare e fare dei giri di felicità per la nuova giornata che nasce col sole o anche con la pioggia, darle da bere e darle la colazione a base di verdure, di mais e di bucce d’anguria. Ben diverso riportarla dentro quando arriva il buio e lei ti cerca, paurosa dei rapaci notturni e della volpe che non ha mai incontrato ma che c’è, e che ha fatto fuori, sempre a Pasqua, la sua mamma e le 10 uova che stava covando, fratellini e sorelline che stavano per nascere.

LEZIONI DI BOTANICA E DI ALIMENTAZIONE IN MEZZO ALL’ERBA

Ben diverso è dedicarsi a una creatura soltanto, e non a 30 o 50 oche come fa l’allevatore di oche, costretto comunque ad intenderle come carne da macello anche se sa che non meriterebbero mai tale abominevole sorte. Portandola a fare le 2-3 uscite giornaliere in mezzo alle varie erbe di campo che lei sa selezionare in modo deciso e sicuro, ti da autentiche lezioni di botanica naturale. Si arresta poi sospettosa davanti a ogni foglia e ad ogni rametto fuori posto, davanti alla presenza sul selciato di infiorescenze dei castagni che il giorno prima non c’erano, davanti ad ogni rumore di treno o di camion da lontani binari ed autostrade, ad ogni rumore estraneo di elicottero o di ambulanza, o davanti a qualsiasi situazione che generi in lei qualche strano timore.

ANTIPATIA VISCERALE PER LE SCOPE

Non le riescono simpatiche ad esempio le due scope che adoperiamo per l’esterno, che forse in qualche occasione sono state usate come strumento per indicarle di andare o di non andare in qualche area del giardino. In particolare una delle due, chissà perché quella dal manico bianco, le incute timore ed avversione. Ha grande simpatia per le scarpe, ritenute protettive ed amiche tanto da starci spesso vicino e di giocarci col becco.

BASTA DIRE VOLA-VOLA E LEI PARTE DI CORSA AIUTANDOSI COL LE ALI SPIEGATE

Per l’oca tutto il mondo è animato e genera sensazioni. Basta però che io allarghi le braccia e le dica vola-vola e lei parte senza paura e poi si mette davanti a me a condurmi verso i campi con piglio deciso e sicuro, e a volte indietreggia e si mette dietro a me quando annusa o intravede o percepisce un qualche elemento di disturbo, come dire vai avanti tu che io ti seguo. Se le dico poi, Ti prendo-Ti prendo ingrana la quarta marcia e parte in accelerazione.

IL BUON CIBO PER LEI È FONDAMENTALE

Stando vicino all’oca nei diversi momenti della giornata, parlando con lei, ascoltandola, seguendone le richieste evidenti che esprime, imitandole la voce contenta e deliziata quando trova le verdure giuste e tenere, soprattutto il tarassaco, l’amaranto e l’erba o quando le dai l’amatissima scorza di anguria, riesci ad avere un dialogo autentico con lei, riesci a capirla e a farti da lei capire.

PRETENDE GRANDI ATTENZIONI E RISPETTO REGALE

Il prezzo da pagare è quello. Se hai fretta ed impazienza, se hai altre cose per la testa per cui non ti dedichi a lei con le giuste attenzioni, rimani a mani vuote. Se invece ti metti al suo servizio come fosse una autentica reginetta, ti sa ricompensare e ripagare con i suoi modi. Ti segue dovunque vai standoti a un metro di distanza.

ARRIVA SEMPRE AL DUNQUE IN ANTICIPO SUL TUO PENSIERO

Se invece perdi la pazienza, o cerchi di imporle qualcosa o di pretendere da lei qualcosa che non le quadra, nulla ottieni. Un carattere preciso, schivo, fiero, polemico, permaloso, obbediente ed accondiscendente quando le comoda, amorevole e scherzoso fatto di beccate alle braccia o ai piedi: questa è la creatura che sta sotto le piume bianche, il collo lungo, il becco giallo e le due ridicole zattere palmipedi che la fanno caracollare simpaticamente in avanti.

FIDUCIA E AMICIZIA SI ACQUISISCONO GIORNO DOPO GIORNO

Inevitabile che, usando tutta la pazienza del caso, diventando tu stesso oca ed entrando in pieno nella sua realtà e nelle sue paure, nelle sue preferenze, riesci ad allinearti con lei e ad avere un autentico rapporto di amicizia, testimoniato dal fatto che anche stando in ufficio lei non entra ovviamente ma va ad accucciarsi non lontano da te in modo da vederti e da essere vista.

UNA SOLA GRANDE ANIMA, STESSI PENSIERI, STESSE EMOZIONI E STESSE SORTI

La lezione che si apprende è che solo stando vicino col corpo e con la mente alla persona col pelo o con le piume si realizza un rapporto vero senza riserve, un transfer emozionale tra te e lei. Non ci sono discriminazioni, non ci sono precedenze, non ci sono sconti e non ci sono diplomazie. Come ha scritto di recente Alessadro Meotto, studente-poeta-scienziato del gruppo HSU, esiste una sola grande anima che abbraccia e attraversa tutte le creature.

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PARTE SECONDA: LA SITUAZIONE ATTUALE

DA ANNA-LUPA AD ANNA-OKA

Avevamo tutti capito, senza nemmeno fare dei controlli invasivi e poco rispettosi, che sotto le piume c’era una simpatica e dispettosetta ragazzina piumata. Lo si intuiva già dalla voce, dai modi, dal portamento e dal carattere scontroso e diffidente, ma anche giocoso nel contempo. Non fu difficile affibbiarle il nome di Anna-Oka. Molti anni prima era stata preceduta da un’altra grande anima diversa per il pelo al posto di piume e per colore marrone al posto del bianco, ma altrettanto giocosa, timida e permalosa, dal nome Anna-Lupa. Girava intorno alla casa alternando sapientemente il sole all’ombra. C’era un cartello “Attenti al Cane” fuori del nostro cancello, ma lei, pur essendo Pastore Tedesco, era tutto fuorché cane: preferiva nascondersi prudentemente, piuttosto che abbaiare o aggredire chi suovana il campanello. Amica di tutti. Lo dimostrava anche nelle nuotate al torrente Torre. Morse qualcosa di avvelenato e ci lasciò a lungo sconsolati.

UN LABORIOSO TRASFERIMENTO VERSO LA LIBERTÀ, L’EMANCIPAZIONE E I RISCHI DEL BOSCO

La più grande preoccupazione per noi tutti era non soltanto di mantenere un rapporto d’amore e di amicizia con Lei, ma di fare in modo che si trasferisse nel bosco sottostante la casa senza rischi e senza pericoli eccessivi, e che facesse inoltre compagnia e coppia con suo padre Remo (sempre in acqua a remare e starnazzare), cosa facile più a dirsi che a farsi. Ci furono anzi grosse rimostranze da parte di Lei. A volte se ne stava sdegnosamente a distanza e a volte gli dava addirittura contro. Uguali e bianchi candidi come due gocce d’acqua, eppure la piccola, pur cresciuta e adulta, vedeva in lui non solo un estraneo, ma qualcosa di peggio, tipo il nemico o il padre padrone. È stato necessario un lungo adattamento, con tentativi diversi e soluzioni diverse, con recinti e steccati provvisori per entrambi, con schiamazzi notturni da parte di entrambi.

UNA COPPIA AFFIATTATA E CIARLIERA

Ma, alla fine, il miracolo è avvenuto. Ora formano una coppia affiatata, chiassosa ed aggressiva al punto giusto, al punto di scoraggiare le 3 nostre caprette e farle scappare ogni volta che c’è un pasto da spartire. Le scene con Anna-Oka e Remo che beccano ed inseguono le capre, a volte tirandole con il becco, a volte issandosi autorevoli ad ali spiegate come a far vedere che sono volatili grossi e potenti, sono ormai un fatto quotidiano e divertente, oltre che utile per loro stesse. Servirà infatti a scoraggiare pure le volpi che le dovessero attaccare nelle ore notturne.

UNA ATTRAZIONE IRRESISTIBILE PER SANDALI SCARPE E PANTOFOLE

A volte vanno anche oltre le righe. Anna-Oka mi prende il grano e il frumento dalla mano con delicatezza, mentre Remo becca tutto quello che trova e può anche far male, per cui gli verso il grano a terra. Lei invece riesco ancora a prenderla e a darle una carezza. Ma poi Lei mi rincorre per beccarmi: una vecchia sua abitudine mai abbandonata. Quasi un modo per ricordarmi che, freddo o non freddo, lei è scalza e io no. Da piccola mi rubava una scarpa e mi costringeva poi a correrle dietro intorno all’auto parcheggiata in cortile, facendo anche 10 giri con la scarpa sul becco, giochi e dispetti divertenti che probabilmente non ha ancora dimenticato. Buon primo compleanno mademoiselle Anna-Oka!

Valdo Vaccaro