ASPORTAZIONE MILZA IN BAMBINO DI SEI ANNI

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LETTERA

ROTTURA MILZA DA INCIDENTE IN MIO FIGLIO DA 6 ANNI

Buonasera Valdo, spero tu stia bene. Ti scrivo per mio figlio Pietro di sei anni che in vacanza (15 giorni fa) a seguito di una brutta caduta ha rotto la milza e all’ospedale di zona, in Cilento, hanno rilevato un’emorragia interna e hanno deciso per l’asportazione. Purtroppo è andata così.

CHE FARE IN ALTERNATIVA ALLE CURE ANTIBIOTICHE

Ora rifiutando i trattamenti post-operatori proposti, composti da cure antibiotiche o di penicillina fino ai 20 anni, per paura dei microbi e delle infezioni, vorrei capire cosa posso fare per aiutarlo. Premetto che da circa un anno e con molta costanza seguiamo il menu vegano-crudista, Pietro ha smesso di andare alla mensa scolastica e io ho già letto quasi tutte le tesine sull’argomento milza.

CASO PRECEDENTE RISOLTO AL MEGLIO

Ho già chiesto il tuo aiuto in precedenza per Lorenzo, bimbo prematuro con problemi polmonari e devo dire che quest’inverno è passato senza nemmeno un medicinale. Pur capendo che il caso sia molto diverso abbiamo piena fiducia nell’igienismo e nel tuo aiuto. Ringrazio anticipatamente.
Ivan

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RISPOSTA

ORGANO DEL LINFATICO DEPUTATO AL RICAMBIO DEL SANGUE

Ciao Ivan. La milza è un organo del sistema linfatico. Svolge numerose funzioni, non tutte comprese e chiarite. In età fetale svolge un’importante funzione emopoietica, ovvero concorre alla formazione dei globuli rossi. Questa attività viene persa con il tempo ma può essere riacquistata in seguito ad alcuni casi gravi come ad esempio una forte emorragia interna. Insieme al fegato permette l’emolisi, ovvero la distruzione dei globuli rossi invecchiati (sferociti) e quindi concorre al ricambio del sangue. Nel ruolo della milza rientra anche la produzione di alcune cellule responsabili della risposta immunitaria.

REGOLATRICE DELLA PRESSIONE E RISERVA DI PIASTRINE E FIBRINOGENO

Negli adulti svolte un ruolo sostanziale nella formazione di cellule bianche del sangue (linfociti e moniciti) che sono importanti per difenderci dalle malattie ed inoltre permette la formazione di anticorpi. La milza è in grado di regolare anche la pressione sanguigna sequestrando o rilasciando sangue quando necessario. Funge anche da riserva di piastrine e di fibrinogeno, proteina presente nel sangue che viene trasformata in fibrina da un’altra proteina, la trombina, ce serve per la coagulazione del sangue.

Senza milza si può vivere, ma la splenectomia (rimozione della milza) può portare delle conseguenze come ad esempio una maggiore suscettibilità alle infezioni ed a un aumento del rischio trombotico e a cardiopatie trombotiche.

ORGANO PRIMARIO DELLA NOSTRA IMMUNITÀ

La milza è organo primario della nostra immunità. Le sue funzioni includono la produzione di globuli bianchi (WBC). La milza inghiotte e distrugge i batteri e i detriti cellulari, e provvede alla eliminazione di globuli rossi usurati e di piastrine usurate. Essa serve anche come serbatoio di sangue, nei periodi di forte domanda. Nel caso di emorragie, la milza può rilasciare il suo sangue immagazzinato e prevenire lo shock. Una volta che la milza è ferita è in genere necessario rimuoverla, essendo difficile da riparare.

CON LA SPLENECTOMIA AUMENTANO LE PIASTRINE

È normale sperimentare un notevole aumento delle piastrine subito dopo l’operazione. Dopo alcuni mesi tornerà normale. Dopo la successiva stabilizzazione delle piastrine e degli esami del sangue, ci può essere un aumento del colesterolo e dei trigliceridi. Questo è il motivo per cui i medici prescrivono degli anti-aggreganti piastrinici.

LE FUNZIONI DELLA MILZA VENGONO TRASFERITE AL FEGATO E AL MIDOLLO

Il corpo però si adatta a questa nuova condizione dopo un certo lasso di tempo. Il fegato può riassumere la funzione emopoietica sopperendo alla mancanza della milza. Il fegato ed il midollo osseo saranno i depositi di ferro al posto della milza. Altre funzioni della milza sono svolte dal fegato, dal midollo osseo e da alcune cellule, chiamate reticolo-endoteliali. Effetti collaterali della splenectomia sono affanno, spossatezza, stanchezza. Effetti che tendono a scomparire dopo un certo lasso di tempo.

TEMPI DI RECUPERO

I tempi di recupero dall’operazione sono soggettivi. Possono durare un anno come possono durarne due o tre anni. Dipende dallo spirito del paziente. Se non si sforza troppo, se si alimenta bene, se cura il modo di respirare, se si riposa quanto basta, allora si adatterà velocemente alla situazione, riprendendo la vita di prima. Nei bambini i tempi di recupero sono abbreviati.

STANCHEZZA E SONNOLENZA TIPICI SINTOMI POST-SPLENECTOMIA

È basilare porre attenzioni particolari ai cibi che si assumono. Si dovrà favorire l’assunzione di legumi, carciofi, spinaci e alimenti ricchi di ferro, come semi di sesamo e di zucca, semi di girasole, miglio, mandorle, nocciole, noci, germe di grano. Darà molto fastidio il fumo e l’aria viziata. A volte c’è il rischio di ritrovarsi stanchi tutto d’un botto e di aver voglia di dormire.

LO SPECIFICO CASO DEL TUO BAMBINO DI 6 ANNI

Quanto sopra a scopo informativo generale. Per quanto riguarda il tuo bambino di 6 anni, qualcosa di specifico occorre dirlo. I rischi che corre sono quelli di soffrire di costipazione e di disidratazione. Pertanto serve una dieta il più possibile acquosa e vitale, tendenzialmente crudista, tale da non comportare residui putrefattivi, tale da minimizzare la ritenzione idrica e la ritenzione delle ostruzioni cellulari, che sono poi il materiale di richiamo per i batteri.

UNA MAGNIFICA PANACEA CHIAMATA CURA DELL’UVA

Un buonissimo rimedio alternativo a tutti i farmaci è la cura dell’uva. Consiglio la lettura di “La cura dell’uva per depurare e ringiovanire“, “Radicali liberi, stress ossidativo e via flavonoica al benessere” e “Magie del glutatione e del resveratrolo in gravidanza e non solo“.

DA TENERE A BADA NON I BATTERI MA I BATTERIOLOGI

Il vero pericolo non sono tanto gli streptococchi quanto i pediatri e i medici che gridano “Al lupo, al lupo” o ossia “Al microbo, al microbo”microbo”. Per il ferro poi, quando abbiamo un sistema epatico funzionante, non ci sono problemi. Il fegato tiene sempre in serbo una riserva vitale di ferro. Non basta poi il ferro, ma ci vuole pure il rame, sia per la legge del minimo che per la funzione basilare che il rame ha nella produzione di emoglobina e di collagene. E ci vogliono pure tracce di manganese e di cobalto, sempre per la legge del minimo.

15 PUNTI FONDAMENTALI PER NON ANDARE MAI IN CARENZA DI FERRO

Il cuore manipola 10 kg di ferro al giorno, anche se in tutto il corpo abbiamo in tutto 3,5-4,5 grammi di ferro, quasi tutti contenuti nel sangue. La milza fa da centrale elettrica di ricaricamento. Quando 1) Ci teniamo in buona salute, 2) Respiriamo ritmato e profondo, 3) Mangiamo crudo, 4) C’è nella dieta abbondanza di vitamina-C e di vitamina-E (frutta-verdura), 5) C’è vitamina B2 (peperoncino, mandorle, tarassaco, sesamo, pinoli, funghi, broccoli, cavoli, zenzero, menta, salvia, nocciole, avena), 6) C’è cistina anti-anemica (cereali integrali, lupini, germe di grano), 7) C’è glutatione, 8) Non tocchiamo caffè, the, redbull, cole, bibite e alcolici (tutti inibitori della ferro-assimilazione, con assomilazione decapitata al 75%), 9) Non prendiamo integratori di ferro inorganico che diventano facilmente immunosoppressivi e velenosi, 10) Non fumiamo (il fumo dissipa la vitamina-C), 11) Non prendiamo aspirine e simil-aspirine (farmaci antitetici al ferro), 12) Non prendiamo tranquillanti e analgesici (compromettono l’assimilazione), 13) Non prendiamo sale e prodotti salati tipo grana e prosciutti (nel corpo formano acido carbonico distruttivo del ferro), 14) Non assumiamo zucchero raffinato e dolciumi che lo nascondono (prelevatori di ferro), 15) Non cuociamo troppo le nostre verdure trasformando il ferro organicato in ferro inorganico e non filtrabile dai glomeruli renali, possiamo andare tranquilli.

DANNI PESANTI ED IRREVERSIBILI

Le paure e le prudenze della medicina nei riguardi di proliferazioni batteriche, di formazioni sierose in zona broncopolmonare, sono comprensibili. Tuttavia, impostare cure antibiotiche prolungate rappresenta un danno pesante e sicuro, prima ancora che una salvaguardia e una protezione.

VALE SEMPRE IL PRINCIPIO DELLA NON-CURA SUL SINTOMO

Pur nell’ambito di una vera e propria situazione di emergenza, vale sempre il principio della non-cura sul sintomo. Per legge non posso prendermi delle responsabilità e tantomeno posso proporre metodi di recupero alternativi a quelli medici. Rimango in ogni caso dell’opinione che imbottire qualcuno di antibiotici è quanto di peggio si possa fare, per cui è preferibile giocare tutte le carte possibili in modo drastico, sia sul piano alimentare che su quello comportamentale.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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