LA LEGGE DEL MINIMO DI JUSTUS VON LIEBIG

Ci si ritrova spesso a parlare di integratori minerali-salini, di vitamine sintetiche, di fattori ormonali di crescita e comunque di micro-elementi contenuti nel cibo che assumiamo. A volte succede che il linguaggio veritiero e chiaro dell’igienismo non viene tuttavia inteso, capito, percepito e considerato, a causa della vasta diseducazione esistente in questo settore basilare dell’alimentazione.

La diseducazione non è casuale. Essa c’è in quanto portata avanti e promossa intensivamente da enormi interessi economici mirati a confondere e a disinformare il pubblico. Qualche anno fa esisteva un solo spot pubblicitario a favore di vitamine e minerali, soprattutto a uso e consumo degli sport da competizione come il tennis. In ogni tennis club i cestini dei rifiuti erano sempre colmi di bottigliette di Gatorade, tanto per fare un esempio.

Oggi gli integratori, venduti liberamente e senza necessità di prescrizione, sono innumerevoli, e questo fa capire molte cose. Gli integratori sintetici sono farmaci a tutti i livelli e stanno diventando il business prevalente, con cifre globali maggiori degli stessi farmaci. Si assiste a un vero e proprio tentativo da parte delle multinazionali di staccare le genti dai cibi naturali degli orti e dei frutteti e di portarle alle comode confezioni fatte di pillole, di flaconi e di compresse.

Ecco dunque la necessità di chiarire ulteriormente i danni causati da queste sostanze concentrate, devitalizzate e disorganicate. Ecco anche la necessità di ribadire la Legge del Minimo di Justus von Liebig, per capire i meccanismi di assorbimento equilibrato dei minerali e i meccanismi di rifiuto e di smaltimento, o di deposito interno, dei medesimi.

CHI ERA JUSTUS VON LIEBIG

legge del minimo

Justus Freiherr von Liebig

Figlio di un droghiere, Liebig a ventidue anni è già professore ordinario di chimica all’Università di Giessen. A lui e alle sue molteplici scoperte si deve lo straordinario sviluppo della chimica in Germania durante il XIX secolo. È uno dei primi chimici organici e indaga le basi chimiche dei fenomeni vitali. Elabora il metodo di dosaggio del carbonio e dell’idrogeno nelle sostanze organiche. Concepisce la teoria dei cicli del carbonio e dell’azoto in natura. Nel 1840 si occupa di chimica agraria e chiarisce il meccanismo d’azione dei concimi nel terreno. La sua legge del minimo è rivoluzionaria e scomoda, ed è un principio scientifico in agronomia. Per questo Liebig viene spesso considerato autore controverso.

CHE COSA DICE LA LEGGE DEL MINIMO

La legge dei fattori limitanti, o la Legge del Minimo formulata da Carl Sprengel in campo agronomico e resa famosa dal chimico tedesco Justus Von Liebig (1803-1873) dice che la crescita è determinata non dalle risorse totali disponibili, ma dalla risorsa presente nella quantità minore.

La crescita di un individuo (o di una popolazione) in un ecosistema è determinata dunque dal fattore ecologico che è presente in quantità minore rispetto alle necessità. Tale fattore è detto fattore limitante perché di fatto determina il limite massimo di crescita delle popolazioni.

botte di Liebig

Botte di Liebig

Questo concetto, applicato alla coltivazione delle piante o dei raccolti, spiega che l’aumento delle sostanze nutrienti già abbondantemente disponibili non migliora la crescita. Solo l’aumento di somministrazione della sostanza nutriente più carente causa un miglioramento nel fattore di crescita delle piante o dei raccolti. Per esempio, se la crescita di una pianta è stentata perché è l’acqua ad essere scarsa, è inutile aumentare il concime.

TESTAMENTO DEL BARONE JUSTUS VON LIEBIG

“Confesso volentieri che l’impiego dei concimi chimici era fondato su supposizioni che non esistono nella realtà. Questi concimi dovevano condurre a una rivoluzione totale dell’agricoltura. Il concime di stalla doveva essere completamente abbandonato, e tutte le sostanze minerali asportate dalle coltivazioni dovevano venire rimpiazzate con concimi minerali. Il concime avrebbe permesso di coltivare sullo stesso campo, con continuità e in modo inesauribile, sempre la stessa pianta, il trifoglio, il grano, il mais, la soia, le patate, secondo il piacere e le necessità dell’agricoltore.

Avevo peccato contro la saggezza del Creatore e ho ricevuto la giusta punizione. Ho voluto portare un miglioramento alla sua opera e nella mia cecità ho creduto che nel meraviglioso concatenamento delle leggi che uniscono la vita alla superficie della terra, rinnovandola continuamente, un anello fosse stato dimenticato, che io povero verme impotente dovevo fornire. La mia ricerca sul suolo mi conduce ora a dichiarare che sulla superficie esterna della terra, la vita biologica si svilupperà sotto l’influenza del sole. Il grande Maestro e Costruttore ha dato ai frammenti della terra la capacità di attrarsi e di contenere in sé tutti gli elementi necessari per nutrire piante e animali, così come un magnete trattiene le particelle di ferro, senza perderne neppure una.

Dopo che ho imparato il motivo per cui i miei fertilizzanti non erano efficaci nel modo giusto, mi sono sentito come una persona che ha ricevuto una nuova vita. Finalmente tutti i processi di coltivazione si possono spiegare sulla base delle leggi naturali che li governano. Ora che il principio è noto e chiaro agli occhi di tutti, rimane solo lo stupore per non averlo scoperto molto tempo fa” (da “Die Grundsatze der Agrikulturchemie mit Rucksicht auf die in England angestellten Untersuchungen”, Braunschweig, 1855).

ATTUALITÀ DELL’OPERA DI LIEBIG

Liebig ha descritto il ciclo dell’azoto, l’elemento essenziale per le proteine e per la vita, che i vegetali assorbono dal terreno. Ha spiegato che le colture agricole intensive consentono più elevati raccolti per ettaro, ma impoveriscono il terreno di elementi nutritivi (l’azoto, appunto, ma anche il fosforo e il potassio) e che la fertilità del suolo può essere di nuovo aumentata applicando concimi artificiali.

Ma occorre farlo con cautela, scrisse Liebig, proprio come dicono oggi ecologi e ambientalisti, perché un eccesso di concimi artificiali, al di là di un limite, peggiora, anziché aumentare, la produzione agricola. La legge del minimo di Liebig ha anticipato il grande movimento dei limiti alla crescita sviluppatosi in questi ultimi decenni. Nel terreno, piuttosto, occorre applicare concimi organici naturali, come raccomandano di fare i coltivatori dell’agricoltura biologica.

LA LEGGE DEL MINIMO E L’ALIMENTAZIONE QUOTIDIANA

Il discorso, come dicevamo, vale anche per la nostra salute sul piano alimentare. Minerali e vitamine lavorano con criteri di attrazione e di repulsione.

Esiste una azione coerente ed associata da parte degli elementi fondamentali della crescita, che sono per ordine di importanza l’acqua biologica della frutta, i minerali organicati del succo zuccherino, le vitamine, gli zuccheri vivi del medesimo, le proteine vegetali, i grassi vegetali, gli ormoni della crescita, i fitonutrienti, le fibre.
Questa azione coerente, mirata ed equilibrata secondo precisi dosaggi, per la produzione di tessuto, di cellule, di fluidi sanguigni, si chiama azione sinergistica o sinergia.
Il termine sinergia significa azione simultanea di più sostanze e di più funzioni cospiranti al medesimo fine che, nel nostro caso, è la nutrizione.

Se uno è carente di ferro, ma per la legge del minimo ogni mg di ferro necessita poniamo di 0,05 mg di manganese o di rame o di molibdeno per essere assorbito, è inutile che egli ricorra a integrazioni intensive di ferro che, senza i suoi citati sinergici minerali di traccia, diventa mina vagante non filtrabile dai reni e quindi materiale che va in micidiale deposito nell’organismo, e persino nella materia grigia del cervello, come succede spesso nella sideremia.

L’anemico che ricorre alla ferritina, difficilmente risolve il suo problema. Del resto anche gli anemici che venivano ai vecchi tempi portati nei macelli per cure intensive a base di sangue caldo degli animali appena sgozzati, diventavano paonazzi e scattanti per un giorno o due per poi ricadere in condizioni ancora più pietose di prima.

CONCLUSIONE

Ecco perché mangiare troppo non serve. Ecco perché integrare i minerali non serve.
Ecco perché prendere le maxi-dosi di vitamine varie non è curarsi ma è una pazzia quotidiana del Terzo Millennio, guidata a bacchetta da gente irresponsabile che pensa solo e sempre ad accumulare danaro, scordandosi del tutto della salute.

Senza contare poi che, quando ci si sovra-alimenta di cibi naturali, la funzione renale riesce ancora a rimediare, per la presenza regolare di acqua biologica che rende l’operazione facibile, mentre con le integrazioni i guai sono doppiamente seri, e costringono il sistema immunitario a depositare i surplus nei meandri e nelle fosse-rifiuti dell’organismo, ad appesantire, corrodere, corrompere e sclerotizzare il corpo umano.

Da queste semplici ed ovvie considerazioni si può evincere quanto scellerate siano tutte le supplementazioni e tutte le integrazioni, nonché tutte le diete commerciali alla moda per migliorare la linea, e tutto lo sbracciarsi dei cuochi per guarnire, insapidire, abbellire ed imbellettare cibi cotti e stracotti, devitalizzati e strapazzati, salati e zuccherati, trasformati in altrettanti attentati alla salute umana. Stesso discorso vale per le cosiddette acque alcaline, tipo l’acqua Kangen, una ennesima forma di integrazione minerale.

Come mai la gente cade in questa truffa generalizzata? Purtroppo l’effetto di breve periodo è positivo e illude tutti. Ogni volta che assumiamo qualcosa il corpo la valuta come alimento o come veleno. In caso di veleno il corpo si sbraccia e si fa in quattro per espellere la sostanza sgradita, riuscendoci solo in parte. Se si tratta di veleno a lento effetto, come nel caso degli integratori e delle vitamine sintetiche, gli sforzi espulsivi del corpo innescano una costante tachicardia, per cui il soggetto vive in accelerazione cardiaca, al pari di un motore regolato con un minimo più alto.

L’effetto provato nel breve periodo è paradossalmente positivo al pari di chi assume una bevanda alla caffeina. In pratica si vive in regime stimolato, ma a scapito del risparmio energetico e della durata degli organi interni. In pratica ci si carica di incrostazioni minerali e si accorcia la vitalità e la longevità.