LETTERA

DOLORI LANCINANTI, BRUCIORI, FEBBRE ALTA, MINZIONE CONTINUA E SCARSISSIMA

Gentile Valdo Vaccaro, è la prima volta che le scrivo, per un consiglio, se possibile. Quattro giorni fa ho avuto un potente attacco di uretro-prostatite, con dolori lancinanti, bruciori, febbre alta, minzione continua e scarsissima. Subito sono ricorso agli antibiotici, che purtroppo conosco da molti anni, poiché, anche se sto cercando cure alternative, quando arrivo a questa intensità di dolori e infezioni da Escherichia coli, non c’è più spazio, nel brevissimo termine, per goccine omeopatiche, attenzioni alimentari o integratori alcalini. Quindi intendo portare a termine il ciclo antibiotico di 14 o 21 o 28 giorni, in base all’entità dei fastidi che rileverò col passare dei giorni.

VOGLIA DI CAMBIARE IN DIREZIONE VEGETARIANA

Ho 45 anni, e oramai soffro di prostatiti frequenti da 20 anni almeno. Leggendo alcune sue tesine sono motivato a tentare un cambio di rotta, con una fase di digiuno seguita poi con l’assunzione di una dieta essenzialmente vegana. Abitando in campagna non vi sarebbero problemi etici a mangiare saltuariamente le uova delle galline che razzolano nell’aia e sarebbero pure fresche e sane.

RAPPORTO TRA CURA ANTIBIOTICA E DIGIUNO

Le chiedo allora, qual è il nesso temporale tra la conclusione di un ciclo antibiotico e l’inizio di un digiuno di 3 giorni? Possono addirittura sovrapporsi? È bene far passare un periodo tra l’uno e l’altro?
E mentre completo la terapia antibiotica (interromperla potrebbe essere controproducente), che regime alimentare è opportuno tenere?

PASTI CONSIDERATI COME DISBRIGO DI UNA FASTIDIOSA PRATICA BUROCRATICA

Un’ultima considerazione. Negli ultimi 2-3 anni, pur essendo magro e longilineo, ho sempre avuto un intestino gonfio come un tamburo. E questo, lo so bene, è tutt’altro che di aiuto per la mia prostata. Purtroppo credo che in parte ciò sia legato allo stress lavorativo e anche alla conduzione dei pasti che, pur discreti per qualità e tipologia dei cibi, sono assunti in 10 minuti, spesso in piedi, come disbrigo di una fastidiosa pratica burocratica. Non allungo il brodo, la saluto e ringrazio cordialmente
Carletto

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RISPOSTA

SISTEMA URINARIO E AZIONE ESCRETORIA

Ciao Carletto. Le scorie o i prodotti di scarto del corpo umano vengono classificate in acqua, gas diossido di carbonio e sottoprodotti del metabolismo proteico quali urea, creatinina, acido urico e solfati. La pelle è il maggiore organo emuntori-escretore nell’espellere calore prodotto dal metabolismo. I sistemi respiratorio e digestivo svolgono pure azione escretoria, ma alla fin fine il principale lavoro eliminativo viene svolto dal sistema urinario, ossia dai reni, dall’uretere, dalla vescica e dall’uretra.

EQUILIBRIO IDRICO GARANTITO DAL SISTEMA RENALE

Ciascun rene contiene circa un milione e un quarto di nefroni. I reni svolgono una funzione salva-vita nella formazione e nella secrezione dell’urina. Visto che essi possono aggiustare a regola d’arte la percentuale di acqua a di sali minerali, essi risultano, più di ogni altro organo, fondamentali nel mantenere un equilibrio interno adatto al funzionamento dell’intero sistema idrico. Per realizzare questi aggiustamenti in favore di un filtrato privo di proteine i reni si servono di processi di filtrazione, di riassorbimento e di secrezione.

DISORDINI RENALI E SINTOMI

Una dieta proteica concentrata incrementa l’acidità delle urine, mentre una dieta vegetale incrementa l’alcalinità. Problemi renali quali calcoli, nefrite o Bright’s disease sono causati da diete sballate, basate su carni bianche e rosse, caffè, cole e dolciumi. I dolori renali possono variare come intensità e zona del corpo. Dolori all’inguine e dolori allo stomaco sono segnali di disordine renale. Un dolore fastidioso e costante al fondo schiena indica un calcolo formatosi tra le sinuosità del rene.

PUTREFAZIONI FECALI IN ZONA COLON E CONTAMINAZIONI VESCICALI

La vescica è capace di grande distensibilità. Essa non fa solo da serbatoio per l’urina ma svolge un ruolo evacuativo per l’urina stessa. Una dieta ad alto stress, con eccesso di amidi e di zuccheri è tra le prime cause di infiammazione vescicale. Una persona nervosa che vive in stato di tensione è vittima predestinata di sofferenza e angoscia evacuativa. I dolori alla vescica sono il risultato di putrefazioni fecali in zona colon e di conseguente assorbimento da parte della vescica.

DIFFICOLTÀ URINARIE E MINZIONALI

I sintomi che accompagnano la crisi vescicale includono bruciore, difficoltà urinarie e frequenti tentativi di minzione. Il conseguente accumulo di tossine nel corpo causa febbre e perdita di appetito, oltre che una sete fuori del comune. In questi casi le urine sono dense, scure e odorose, a conferma dei processi infiammatori in corso nell’organismo. L’aderenza a una dieta vitale e leggera di frutta per alcuni giorni, seguita poi da vegetali crudi masticati con calma ed accuratezza, e l’uso di brodo vegetale ricco di verdure e di potassio naturale, sono raccomandati nel trattamento naturale della vescica.

STITICHEZZA E PROSTATITE

La stitichezza è causa numero uno  delle malattie prostatiche. Trattata coi mezzi della medicina la prostatite da acuta si aggrava diventando cronica, causando mali peggiori come le malattie della vescica e dei reni, per la conseguente ritenzione di urina che a volte può essere persino mortale. Il ricorso ai bagni genitali e ai semicupi 3-4 volte al giorno aiuta a disinfiammare la prostata. Una tisana malva, oppure di coda cavallina, di ortiche e di menta, servita durante il giorno con 3 bicchieri, è molto efficace nelle affezioni genito-urinarie.

UN CASO CLASSICO SIMILARE RACCOLTO SU INTERNET

Trattare questi problemi con antibiotici è darsi letteralmente la vanga sui piedi. Si va a compromettere la flora batterica e non si ottiene alcun vantaggio. Prendo una testimonianza da internet. “Da due anni ho una uretro-prostatite cronica. Dall’esame del secreto prostatico non emerge nulla come anche dalle urine e dallo sperma. Il tampone uretrale invece evidenzia ceppi batterici che sembrano alternarsi. In particolare sono quasi sempre presenti enterococchi associati a volte con Escherichia Coli a volte con Klebsiella e a volte con Pseudomonas. Il trenta per cento dei tamponi ha evidenziato inoltre Candida Albicans. I tamponi cutanei invece evidenziano solo ceppi batterici. Ora ho smesso con gli antibiotici dato che non mai hanno risolto il mio problema. Anzi durante l’assunzione i miei sintomi sembrano peggiorare, nel senso che aumenta l’infiammazione”. Uno dei medici interpellati ha sventolato bandiera bianca. “Vorrei tanto saperla aiutare, davvero. Ma purtroppo la sua storia è di lunga durata ed è pure complicata dai tanti e troppi trattamenti antibiotici eseguiti!”.

STIAMO ALLA LARGA DAGLI ANTIBIOTICI

Tornando alla tua domanda su antibiotici e digiuno, ovvio che non sono sovrapponibili e che serva far passare un paio di settimane almeno tra una cura antibiotica  e l’altro. Ricordarsi in ogni caso che il ricorso agli antibiotici rappresenta quanto di peggio uno possa fare contro il proprio corpo. Demonizzare poi i batteri per la loro presenza, mentre essi sono conseguenza dello stato patologico insorto e non causa di esso, è un vero e proprio pensare male, un dare ragione al peggiore Pasteur e un dare torto al migliore Claude Bernard.

Valdo Vaccaro