AURA ETERICA, ONDE VIBRAZIONALI E SENSIBILITÀ VEGETALE

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PRANA, BIOPLASMA, O ANCHE AURA ETERICA

Il prana (o il ki per gli orientali) è l’energia che crea e che costituisce l’intero universo. Esso è presente in tutte le cose che si muovono, e persino in quelle che non si muovono. Ma è straordinariamente forte e attivo nelle creature viventi, piante, insetti, animali e uomini. I chiaroveggenti, i sensitivi, i radiestesisti, riescono a percepire il prana come un gioco dinamico di colori e di energie che si diffondono intorno ai corpi, e lo chiamano aura.Gli scienziati preferiscono chiamarlo bioplasma e ne misurano la sfera di influenza come si trattasse di un campo di forza, un’area magnetica.

LE RICERCHE AMERICANE ALLA YALE UNIVERSITY SUI CAMPI VITALI

Negli USA, i ricercatori Burr e Northrop della Yale University hanno mappato e misurato le emanazioni elettromagnetiche dei corpi viventi, mediante l’uso di voltametri ad alta sensibilità.
Uno degli esperimenti più classici fu quello di connettere i voltametri a due alberi e registrare le fluttuazioni dei loro L-fields (campi vitali) nel corso degli anni.

IL CONTATTO RIVITALIZZANTE CON LE PIANTE

Le piante non sono soltanto veri centri di emissione di prana, ma sono capaci di interagire con gli altri esseri viventi, inclusi noi umani, sempre a livello pranico. Il contatto fisico con le piante ci fa bene e ci rinforza. Gli yogin lo chiamano “pranamaya kosha”, ed è una tecnica, un modo efficace per rivitalizzare il corpo fisico.

LA VITA PULSA SOLO DAI CIBI NATURALI, NON DAL MATERIALE COTTO, SINTETICO, AMMAZZATO, SALATO E ZUCCHERATO

Pfeiffer dimostrò come la forza vitale pulsa dai cibi naturali, ma niente affatto dai minerali inorganici e dalle vitamine sintetiche, materiale devitalizzato e morto, o quantomeno caratterizzato da un valore biologico estremamente insignificante.

L’ESTREMA IMPORTANZA DELL’ACQUA

Tutti i corpi contenenti acqua accumulano le correnti telluriche e magnetiche del pianeta, e poi le irradiano lentamente. Ed è per questo che il corpo umano, come tutti gli alimenti acquosi offerti dalla natura, agisce come un condensatore variabile, agisce da rilevatore, selettore e amplificatore di onde corte e ultra-corte. Il russo G. Lakhowsky, da parte sua, affermava che “la vita nasce dalle radiazioni e viene pure mantenuta dalle radiazioni”.

FINALMENTE LE PRECISE MISURAZIONI DELL’INGEGNER SIMONETON

Grazie a queste ricerche, l’ingegnere francese André Simoneton fu in grado di stabilire e misurare con precisione le forze vibrazionali emesse dall’uomo sano (6500-7200 Angstrom e oltre, corrispondenti al colore rosso) e dall’uomo malato (sotto i 6500 e corrispondenti al colore grigio), dagli alimenti vivi e da quelli devitalizzati. Per le sue misurazioni usò un contatore geiger, una camera ionizzante di Wilson, il dosimetro e biometro di Bovis graduato in Angstrom, capace di misurare al decimilionesimo di millimetro.

ANTONIO GRASSI DA UDINE AVEVA PROFONDA CONOSCENZA DI QUESTI ARGOMENTI

Il rimpianto ricercatore udinese Antonio Grassi, quello che negli anni 70 vendeva nelle farmacie italiane le solette terapeutiche Grassi contro l’emicrania, diceva le stesse cose, a completamento del cerchio. Diventammo amici dopo che lo intervistai e gli dedicai un lungo articolo sul quotidiano friulano Messaggero Veneto.

COME GLI STRUMENTI MISURAVANO LE ONDE VIBRAZIONALI IN ANGSTROM E I COLORI ALL’INFRAROSSO, COSÌ GRASSI PERCEPIVA L’AURA UMANA

Lo incontravo spesso nel suo negozio, al numero 60 di Piazzale Chiavris. Faceva il calzolaio di giorno per vivere, e concentrava i suoi lavori di ricerca nel suo avanzatissimo laboratorio ricavato nel retrobottega, dove arrivavano clienti nelle ore notturne, dalla Germania e dalla Svezia, a curare la sclerosi multipla. Non sempre, ma soltanto quando era in perfetta forma psicofisica, Grassi era in grado di chiudere gli occhi e concentrarsi profondamente sulla persona che gli stava a fianco, percependone forze eteriche, energie sottili e vibrazioni, definendo la sua aura rossa e sana o grigia e malata, a seconda dei casi.

LA SALUTE COME FATTORE BIOELETTRICO E COME EQUILIBRIO FUNZIONALE

Nel 1960 il dr A. George Wilson aveva sviluppato uno strumentino elettronico chiamato neuro-micrometro, adatto a misurare valori basilari come il rapporto acido-basico del corpo, l’energia nervina, l’energia funzionale, l’ossidazione cellulare, la riserva energetica organica, la tensione emotiva e la tossicità dell’organismo. Già allora appariva chiaro come la salute fosse un equilibrio funzionale, una condizione di bioelettricità bilanciata sui massimi livelli. Una condizione che non poteva in alcun modo essere fornita da alimenti cotti, da alimenti surgelati, sintetizzati o provenienti da animali morti.

L’IMPORTANZA FONDAMENTALE DEGLI ALIMENTI VIVI, ELETTRIZZATI ED ENZIMIZZATI

Dal momento in cui l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al nucleo della cellula e ne divengono parte integrante, viene a crearsi una corrente elettrica di circa un 50-milionesimo di Volt, un’onda leggera di elettroni costretti a muoversi di atomo in atomo. Siccome sono gli alimenti che assumiamo a permettere la generazione e il mantenimento dell’energia nel corpo umano, spetta agli stessi il compito di preservare l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale dell’organismo.

DIETE SCORRETTE CHE SBALLANO IL NUTRIMENTO CELLULARE

Wilson elencava 4 modi nei quali una dieta scorretta può interferire sul buon funzionamento cellulare:

  1. 1) Incapacità nutritiva, ovvero incapacità di provvedere il giusto mantenimento alle cellule, sia per i processi ossidativi che per quelli di rigenerazione delle cellule stesse,
  2. 2) Acidificazione del corpo, in quanto interferisce coi processi ossidativi,
  3. 3) Insufficiente acidificazione, dove viene a mancare la differenza di potenziale elettrico per il flusso di energia lungo i nervi,
  4. 4) Eccesso di alimenti, dove il troppo stroppia ed ostacola la circolazione dei liquidi, impedendo ai nutrienti di giungere alle cellule.

CALORIA LORDA E INDICE GLICEMICO, CONCETTI SVIANTI E PRIVI DI SIGNIFICATO

In questa nuova visuale non più statica ma dinamica e vitalistica, vibrazionale ed elettromagnetica, il concetto di caloria usato dal vetero-nutrizionismo medico odierno, viene automaticamente spazzato via, e con esso anche gli indici glicemici fanno pressappoco la stessa ingloriosa fine. Le calorie vengono misurate facendo bruciare gli alimenti in laboratorio. Ma questa misura non prende affatto in considerazione l’energia che il corpo deve spendere per digerire, assimilare ed evacuare gli alimenti, nonché le spese caloriche per liberarsi delle tossine derivanti da tale processo.

UN AGGANCIO TRA IL CONCETTO VIBRAZIONALE, IL PRANA E LO YIN-YANG

Le ricerche di Wilson trovano sponda semmai nel concetto yoga del prana, quell’energia che sta in tutte le cose, ci attraversa tutti e costituisce l’intero universo. Proprio in quegli anni, due ricercatori della Yale University, il dr Burr e il dr Northrop, misurarono e mapparono questa energia usando voltametri particolarmente sensitivi. La vitalità e l’intelligenza delle piante ci insegna molte cose

FLUTTUAZIONE DEI CAMPI VITALI E INTERAZIONI PIANTA-UOMO-ANIMALE

Un classico esperimento fu di collegare elettricamente due alberi vicini e registrare le fluttuazioni degli L-fields o life-fields, ossia dei campi vitali. Si scoperse così che tutte le piante vibrano di energia e di prana, al punto di interagire con l’uomo e gli animali a livello bioelettrico, al punto di sentire quanto accade nei paraggi e di emozionarsi per la sofferenza causata da qualcuno a una creatura vivente, animale o pianta.

ALIMENTI SUPERIORI, ALIMENTI DI SUPPORTO CALORICO E ALIMENTI INFERIORI

Il citato ingegnere francese Andrè Simoneton ha dato una svolta decisiva al modo di valutare e considerare gli alimenti e la salute in generale. Stabilito che ogni persona sana emette vibrazioni comprese tra 6200 e 7000 Angstrom, e che i cibi disponibili possiedono una bioenergia che va dal livello minimo zero a 11000 Angstrom, Simoneton suddivise i cibi in:

A) alimenti superiori (da 6500 a 11000),

B) Alimenti di supporto calorico (3000-6500) e

C) Alimenti inferiori o morti e biostatici (0-3000).

Le qualità nutrizionali dei cibi appaiono chiare osservando la tabella nelle vibrazioni e dei colori: 1) Infrarosso 7601-11000, 2) Rosso 6201-7600, 3) Arancio 5901-6200, 4) Giallo 5801-5900, 5) Verde 5201-5800, 6) Blu 4501-5200, 7) Indaco 4301-4500, 8) Violetto 3901-4300, 9) Ultravioletto 3001-3900, 10) Raggi-X 0000-3000.

ESTREMA IMPORTANZA DELLA FRESCHEZZA, DELLA CRUDO E DELLA VITALITÀ

Appare chiaro in questo contesto come la freschezza, la crudità, la vitalità, l’innocenza degli alimenti sia di capitale importanza, e di come i cibi ad alta vibrazione siano quelli adatti a mantenerci in salute ai massimi livelli, mentre quelli al di sotto dei 6200 A, siano da considerare utili sotto l’aspetto calorico netto (calorie sviluppate dedotte della spesa energetica necessaria a sfruttarle).

I CRITERI CONCILIANTI DI SIMONETON, QUASI SPAVENTATO DALLE SUE STESSE SCOPERTE

Tener presente che lo stesso Simoneton, forse timoroso delle sue stesse strabilianti scoperte, pecca di conservatorismo, di spirito conciliativo e di difesa dell’industria francese dei vini e dei formaggi, nel classificare come bioattivi certi alimenti e certe bevande, in quanto le colloca sulla sua scala col criterio della caloria lorda, e non netta, lorda e non sottratta delle spese organiche (caloriche e nutritive) necessarie a digerire e smaltire totalmente i residui dei prodotti stessi. Carni e formaggi che per lui, vegano educato e non troppo graffiante, starebbero tra l’indaco e il verde, vanno in realtà a finire tra i cibi ladri ed ammalanti in fondo-scala, nella visuale di Wilson. Il criterio delle onde vibrazionali pone angoscianti domande sui cibi che la popolazione mondiale sta consumando, e sulla stessa esistenza delle industrie alimentari e petrolchimico-farmaceutiche.

I CIBI INDIGESTI DIVENTANO CIBI LADRI

La frutta matura allo stato naturale genera onde vibrazionali alte al rosso e all’infrarosso, apportando salute e vitalità. Le verdure crude stanno a cavallo tra l’arancio e il rosso. Le patate e i cereali integrali, con una cottura minima e intelligente, aumentano addirittura la loro biodisponibilità, trasformandosi in alimenti superiori. Le proteine animali nelle valutazioni di Simoneton stanno tra gli alimenti insufficienti ma comunque utili (latte e uova), solo perché non utilizza, come sopra accennato, il concetto di caloria netta di Wilson. Considerando gli alti costi assimilativi-evacuativi e i costi di smaltimento residui, le carni, il pesce, i latticini e le uova, si collocano nei bassifondi della scala addirittura al livello dei raggi X, al pari di dolciumi e marmellate. Al livello dei cibi ladri che, anziché apportare dei valori, tendono a rubarli.

QUATTRO TIPI DI FAME DA SODDISFARE

La realtà è che non esistono sostituti validi ai cibi e ai metodi naturali di vita e di alimentazione, presi in linea armonica col disegno del nostro corpo e con le sue inalterabili esigenze. L’aria è il primo alimento e l’acqua pura, meglio ancora l’acqua biologica, il secondo. La fiducia in se stessi, nel mondo e nella creazione, è il terzo alimento. Il rispetto e l’amore per le creature viventi e per l’ambiente naturale sono il quarto alimento. Soddisfatti questi primi quattro tipi di fame basilare, l’assieme corpo-mente-anima è in grado di volare alto sulle piccolezze e sulle meschinità umane.

IL SORRISO E L’ARMONIA PERMETTONO DI DIGERIRE ANCHE I SASSI

Quando una persona si è assicurata l’equilibrio, ed è capace senza sforzo alcuno di essere felice e sorridente, in pace con se stessa e con gli altri, in armonia col prana delle altre creature vive e morte, materiali e spirituali, può anche consumare i frutti, i semi, le radici e i germogli della Madre Terra, che sceglierà con libera intelligenza e buon senso, e che saranno digeriti, assimilati ed evacuati senza difficoltà alcuna e senza effetti collaterali.

IL GRANDE RUOLO DELLE SODDISFAZIONI SPIRITUALI

Che l’essere umano non si alimenti solo di cibo materiale, ma anche e soprattutto di soddisfazioni spirituali, lo sappiamo ormai tutti. Noi italiani, poi, non siamo figli dei petrolieri del Texas e nemmeno degli sterminatori dei Pellerossa e dei bisonti d’America. Abbiamo ancora un sia pur esile rapporto con San Francesco, con Girolamo Savonarola, con Dante Alighieri, con Giovanni Boccaccio e con Giordano Bruno. Oscilliamo in continuazione tra la santità e il peccato, tra la seriosità e lo spassoso divertimento. Gli stessi antenati romani avevano coniato la mirabile espressione Panem et circensem.

QUESTA, CREDIAMO, È VERA SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE

Qui e solo qui stanno i metodi, e non nell’ubriacatura continua mediante integratori di ogni tipo, mediante cibi iperproteici e bevande nervine. Questa, detta in soldoni, è la scienza dell’alimentazione. Più uno si allontana da questo schema, che non è un nostro vicoletto privato, o un nostro sgorbio ideologico, ma un percorso universale tracciato fin dall’antichità, e meno raccoglierà in termini di bellezza e di performance psicofisica.

LA FRUTTA, IL RADICCHIO E LE FORMICHE

La frutta non soffre. Il radicchio sì, ma se gli lasciamo la radice può almeno ricrescere. Se prendiamo la radice, tipo la carota e la patata, facciamolo magari a maturazione avvenuta, quando l’alternativa loro è quella di finire nella nostra bocca o in pasto ai lombrichi e alle muffe. Confesso di essere pure io un assassino, così almeno non mi date più del guru. Continuo imperterrito a far fuori delle innocenti formiche e delle meno innocenti zanzare. Non c’è modo di evitare questo strazio. Mi entrano in casa e invadono tutto, al punto di infilarsi anche nella tastiera del computer. Figlie di Dio anche loro, ma testarde all’inverosimile. Si riproducono poi in modo pazzesco.

LA POTATURA NON È NECESSARIAMENTE VIOLENZA

Gli alberi potati soffrono ma anche ricrescono, e a volte anche meglio. Ridotti a misura si rinforzano. Tenere le piante in ordine, darle da bere, offrire loro del letame organico di foglie significa voler loro bene. È uno scambio intelligente, sensato, che apporta dei vantaggi reciproci. Uno scambio amichevole e amorevole. Uno scambio fecondo e innocuo. Tutt’altro che la sorda, cieca e cinica violenza che domina nella nostra vita quotidiana. Per la potatura delle piante, se fatta nel periodo di stanca invernale, gli alberi soffrono sicuramente di meno. L’abbattimento di alberi secolari invece è sempre un fatto drammatico, come sono drammatici del resto gli incendi boschivi che non risparmiano nessuna pianta e nessun animale.

CI SONO TAGLI E TAGLI

Il taglio del radicchio e della carota non è la coltellata al maiale, non è la decapitazione dell’anatra, non sono le forbici che trapassano l’orecchio della gallina, non è la mazzata sulla testa del vitellino, non è la rivoltellata che stende il bovino e il coltellaccio che lo scuoia mentre è ancora vivo e cosciente. Non è la rosa di pallini che sbrindella il fagiano e che impiomba la lepre e il capriolo. Non è la mungitrice elettrica applicata alla mammella di una madre quadrupede in lacrime, a cui è stato appena tolto proditoriamente il suo bambino.

LE PIANTE VIVONO, SENTONO, GIOISCONO E PATISCONO

Per quanto concerne la sofferenza delle piante, è dimostrato che il regno vegetale vive, vede, sente, pensa, gioisce e soffre. Dobbiamo portare rispetto anche verso di loro. Coi frutti non esistono problemi. Sono fatti per essere raccolti e non soffrono per niente. Gradiscono anzi il fatto che qualcuno li mangi e ne porti il seme da altre parti per la continuazione della specie. Per tuberi, foglie, germogli, semi e radici ovviamente il problema si pone. Purtroppo alcune sofferenze le causiamo comunque, e questo a volte è inevitabile.

UNA SOFFERENZA DI GRADO DIVERSO

Una prima considerazione va posta sul fatto accertato che l’intensità delle sofferenze vegetali è ben diversa da quella degli animali a sangue caldo. Questo si può verificare dal fatto che i radicchi e le insalate, tagliate le foglie, non soccombono troppo e non muoiono, ma ricrescono in continuazione, talvolta meglio di prima. La stessa cosa succede ai germogli. Stacchi la punta del luppolo e ne ricrescono con uguale vigore altre 5 o sei nuove. La maggior parte delle piante coltivate e sfruttate dall’uomo ha un arco di vita comunque limitato e stagionale.

LA SORTE DELLE PATATE

Quanto alle “pommes de terre”, o patate e simili, se lasciate nel terreno subiscono in breve due sorti possibili: andare marce oppure essere mangiate dai roditori, dalle talpe, dalle formiche e dai grillotalpa. Pertanto l’alternativa di essere usate dall’uomo non è la peggiore, ed hanno pure il vantaggio di poter contare sulla conservazione e sulla semina nella nuova stagione.

Valdo Vaccaro  (Collaborazione editoriale di Alessandro Siri)

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