CONSIGLI PER IL MIO TRATTO GASTROINTESTINALE

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LETTERA

Buongiornog Valdo, mi permetto di darti del tu, sono una donna di 42 anni molto stressata. Svolgo un lavoro ben remunerato che mi piacerebbe mandare a quel paese e, da anni purtroppo, ne pago lo scotto fisico. Sto spesso male fisicamente, con psoriasi e mal di schiena. Da gennaio combatto pure con il mio intestino.

DAI WAFER AL CIOCCOLATO ALLA TISANA CON CAMOMILLA

Premetto che non mangio carne e cerco di stare su frutta e verdura. Dico cerco perché, con i ritmi e la vita che faccio, è difficile. Tornando al presente, sono tormentata da diarrea ricorrente, da dolori addominali, da gorgoglii continui intestinali che iniziano dalla parte alta sinistra, da aerofagia e dolori allo stomaco. Oggi ti scrivo a letto perché colpita da diarrea dalle prime luci dell’alba dopo notte di continui movimenti. Confesso che ieri prima di dormire ho mangiato i wafer al cioccolato. Oggi sto seguendo il digiuno e bevo camomilla.

CONSIGLI E SCRITTI PER IL MIO TRATTO GASTROINTESTINALE

Oltre a sapere già di dover apportare un cambiamento nella mia vita nel più breve tempo possibile, volevo chiederti consigli per il mio tratto gastrointestinale. Oppure un tuo testo da leggere. Grazie.
Rosanna

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RISPOSTA

DOLORI ALL’ADDOME SUPERIORE SINISTRO

I dolori in questa sede compaiono in caso di affezioni allo stomaco e all’intestino crasso. Ma ci possono essere pure affezioni cardiache, del rene sinistro e della pleura sinistra (sindrome dell’ipocondrio sinistro). Un ruolo particolare assumono le affezioni del pancreas, della pancreatite cronica dell’alcolista, del carcinoma pancreatico. Anche la calcolosi pancreatica può dare sintomi simili alla calcolosi biliare. Costantemente ubicati a sinistra, i dolori splenici, conseguenza di un ingrossamento della milza, oppure di leucemia. Sono dolori improvvisi che ostacolano la respirazione, indicano infarto splenico, o endocardite o fibrillazione atriale!

DOLORI ALL’ADDOME INFERIORE DESTRO

I dolori all’addome inferiore destro indicano una appendicite, una colica da calcolosi renale o, nella donna, un’annessite, cioè l’infiammazione delle vie genitali, o ancora una gravidanza tubarica, una cisti ovarica. Ancora un dolore in questa sede si avrà nell’ileite terminale (morbo di Crohn), nelle ernie addominali, nel tifo e nella dissenteria, nei processi a carico della vescica e degli annessi maschili.

DOLORI ALL’ADDOME INFERIORE SINISTRO

Possono essere la conseguenza di affezioni renali, delle vie urinarie, degli annessi maschili e femminili. Oppure dipendono dalla colite ulcerosa che interessi il sigma-retto, oppure dipendono semplicemente dalla sindrome del colon irritabile. Non dimentichiamo che un dolore a colica, cioè che va e viene, è dovuto ad un organo cavo e può dipendere semplicemente dalla sua distensione gassosa. Non possiamo escludere, tuttavia, che la causa risieda nel carcinoma del colon o da una diverticolite. Pertanto, poichè sappiamo che la maggior parte dei tumori del colon interessa questa regione, anche per una colica banale si fanno seguire accertamenti strumentali come la colonscopia.

DOLORI PASSEGGERI E DOLORI PERSISTENTI

Il dolore può essere periodico, cioè collegato ai pasti e dipendente da essi. Nell’ulcera duodenale è un dolore da fame, che si calma col classico grissino. Nell’ulcera gastrica il dolore si esacerba col pasto. Conviene sempre fare l’endoscopia e le biopsie nelle patologie gastriche ulcerative. Tenesmo è il dolore delle affezioni del retto di natura flogistica, come il senso di peso. Il dolore persistente fa pensare ad aderenze, retrazioni su base cicatriziale, flogosi peritoneali, colecistiti, annessiti, disseminazioni carcinomatose.

CAUSE ALIMENTARI DI DOLORI INTESTINALI

Principalmente questi malesseri hanno origine da una alimentazione sbagliata o inadeguata rispetto a quelle che sono le esigenze del proprio organismo. 1) Abuso di sostanze eccitanti a base di caffeina come the, caffè e cole, 2) Abuso di sostanze zuccherine, 3) Eccesso di alimenti grassi e proteici e quindi abitudini che favoriscono il fenomeno dell’acidità.

CAUSE  EXTRA-ALIMENTARI

L’alimentazione tuttavia non è l’unica possibile causa. Possono intervenire anche fattori legati alla tensione nervosa, a stati di agitazione che si ripercuotono a livello somatico, ovvero si somatizzano proprio sull’apparato gastrointestinale. Anche i farmaci, in particolar modo l’aspirina e gli antinfiammatori, possono favorire la comparsa di questi disturbi.

RISORSE VEGETALI AMICHE

Il Ficus carica, il nostro comune fico, è un antiacido naturale con potere antiinfiammatorio molto indicato in caso di iperacidità, ma anche in caso di gastrite o ulcera gastrica e duodenale. La Melissa Officinalis ha proprietà antiinfiammatorie e rilassanti. Insieme alla Camomilla è indicata per trattare i casi di acidità dovute a forme nervose e di stress. La Malva sylvestris, l’Altea officinalis, così come l’Aloe vera, la Piantaggine, la Calendula, il lino e molte alghe sono ricche di mucillagini, sostanze che a contatto con l’acqua si gonfiano e formano delle sostanze viscose che aderiscono alle pareti gastrointestinali proteggendole dai succhi gastrici corrosivi. Molto utili in caso di ulcere esse possono essere utilizzate in tutta sicurezza perché non danno effetti collaterali e possono essere usate insieme ad altri principi naturali perché non interferiscono, essendo sostanze inerti. Altre piante note per gli effetti anti-ulcera sono l’aglio e il peperoncino. Ottimi anche il fico d’India, albicocca, castagne, more di gelso, more di rovo, cotogne, nespola, zucca, patata, riso.

MEZZI DI CONTRASTO AD ENTEROCOLITI E DIARREA

Adottare una dieta viva e vitale, alta nei valori radianti e vibrazioni della scala Simoneton, alta nei contenuti di acqua biologica, alta nei contenuti di clorofilla verde. Utilizzare un buon estrattore o anche una centrifuga e procedere con una dieta a succhi per uno o due mesi fino a quando le condizioni del proprio tratto intestinale non migliorano tangibilmente. A quel punto si riprenderà a mangiare masticando, aggiungendo alla dieta in modo progressivo vegetali completi, e germogli vari. In caso di colon irritato o di colite da stitichezza inserire carote, patate dolci, germe di grano, tarassaco, patata cruda grattugiata con le carote, oppure mescolata nei centrifugati. Stare alla larga dalle carni, dai latticini, dagli zuccheri raffinati e dai dolciumi.

SUCCHI STRAORDINARI

Un bicchiere di succo di carota al giorno, preferibilmente a digiuno, nonché 2 bicchieri al giorno di succo di cavolo durante il giorno, rimettono in carreggiata l’intero sistema gastrointestinale. Un buon succo di ortica, dalla pianta fresca priva di semi, dolcificato con del miele e diluito con acqua, è un supporto eccezionale per guarire da ogni malessere intestinale. Anche l’uso di ciliegie, pesche, datteri, ananas, banane, manghi, meloni, noci di cocco, tamarindo, è indicato per ridare tono all’intestino. La cura dell’uva poi ha effetti depurativi strabilianti.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Il tuo corpo ti sta dicendo in modo molto eloquente e circostanziato che le cose non stanno andando bene e che devi quindi cambiare stile di vita, e te lo dice col suo linguaggio, attraverso disturbi che colpiscono le diverse parti del corpo, e il più delle volte, come nel tuo caso, proprio il tratto gastrointestinale. Disturbi che sono perlopiù provocati da qualche peggioramento del tuo stile di vita, già abitualmente non buono di suo: si parla in questo caso di forme di detox viziosa, ossia di tentativi del corpo di liberarsi di quella quota di intossicazione che va al di là del suo livello abituale (cui l’organismo ha ormai fatto l’abitudine tollerandolo, non senza conseguenze, intendiamoci). Può trattarsi di un eccessivo disordine alimentare seguito negli ultimi tempi, o anche di un periodo particolarmente stressato, con carenza di sonno e esposizione a tensione psicoemotiva continua ecc., tutte cose che hanno pari chances di far tracimare il carico tossico. Ma può trattarsi anche di qualche forma di detox virtuosa, che tu alimenti talvolta anche senza rendertene conto. Se ad esempio ti metti “a dieta”, mangi poco per alcuni giorni o addirittura fai qualche semidigiuno, questo contribuisce ad alleggerire la tua digestione e dunque a liberare energie che il corpo dirotta immediatamente in direzione dell’auto guarigione, la quale si realizza attraverso le solite forme della detox (affezione che colpisce qualche parte del corpo) il cui scopo è quello di alleggerire il carico tossico e di apportare le necessarie e possibili riparazioni. Infine c’è un terza forma di disturbi, che è più propriamente legata alla condizione degenerativa via via raggiunta dall’organismo: l’atrofizzazione dei villi intestinali, o, per dire, la diverticolite, sono esempi di patologie degenerative che hanno le loro conseguenze anche in termini di disturbi che colpiscono abitualmente il soggetto. Questo potrebbe essere il tuo quadro generale attuale. Dal quale si può tranquillamente uscire vittoriosi, proprio sfruttando la conoscenza di come il corpo si comporta per autoguarire, ossia suscitando qualche forma di detox. Nel tuo caso si tratterà di suscitare una forma di detox virtuosa, ossia provocata dall’adozione di uno stile di vita virtuoso. Virtuoso anzitutto nelle alimentazione, che dovrà conformarsi il più possibile al modello frugivoro (frutta principalmente e verdura, sia cruda che cotta), il solo che corrisponda alla fisiologia prevista per l’uomo da madre natura. Questo metterà il corpo in condizione di fare il lavoro necessario (smaltimento del vecchio carico tossico e riparazioni e rinnovi) per autoguarisi: lavoro che prima non poteva essere compiuto per mancanza di energia ora invece presente a sufficienza grazie al nuovo stile di vita. Lavoro che non si compie in un baleno ma che si snoda attraverso un processo che richiede tempo, necessario per disfare tutte le malefatte passate e ricostruire tutto ex novo. Un lavoro che richiede collaborazione da parte del soggetto interessato: collaborazione fatta di consapevolezza di quel che sta succedendo, di cui non ci si deve spaventare, e dunque di pazienza, ma anche di intelligenza e abilità nel saper gestire la detox, nel saperla cioè tenere sotto controllo (ad esempio alleviandola quando diventa troppo virulenta, aumentando la quota di verdura cotta) senza tuttavia soffocarla.