CARPIRE IL MEGLIO DA FRUTTA E VERDURA, ED ANCHE DAI MAESTRI DEL PASSATO

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LETTERA

PER ARMANDO D’ELIA L’UOMO NON DOVREBBE ASSUMERE VERDURE VISTO CHE GLI MANCA L’ENZIMA CELLULASI

Caro dottore, spulciando su internet come faccio ogni tanto avendo dei minuti a disposizione tra un utente e l’altro sono andato a finire sul sito di igienisti italiani e poi su vari articoli, rimanendo col fiato sospeso su quello che ho letto. L’articolo riportato dal prof Armando D’Elia “L’uomo non discende dalle scimmie” oltre alla differenza tra gorilla-orango-scimpanzè e l’uomo, dice che “Una obiezione di natura biochimica avversa all’uso delle verdure è che mentre gli erbivori sono provvisti dell’enzima cellulasi che consente di convertire la cellulosa contenuta nelle foglie in glucosio, l’uomo è sprovvisto di tale enzima e pertanto non ricava alcuna utilità almeno per quel che riguarda l’approvvigionamento dei glucidi, dal mangiare verdure. Tutto quello che, oltre alla cellulosa, si trova nella foglia e che possa avere un qualche valore nutritivo lo si trova anche nella frutta”.

PER T.C. FRY SEDANO, TARASSACO, BIETOLE E CICORIA SAREBBERO ADDIRITTURA TOSSICHE

Poiché il nostro corpo ha bisogno, per produrre energia, di glucosio, le foglie verdi non sono in grado di dargliene per l’assenza di tale enzima. In definitiva le verdure possono essere considerate naturali per gli erbivori, ma certamente non per i fruttariani, come l’uomo. Inoltre non ci procurano alcuna caloria ed è più l’energia che spendiamo per la loro digestione che quella che se ne ricava. Poi T.C. Fry sposta la sua attenzione sul fatto che la maggior parte delle foglie, tra cui quelle che noi mangiamo, sono provviste di veleni protettori della pianta. Tra le foglie più tossiche sono da annoverare sedano, bietole, ravizzone (colza), rabarbaro, prezzemolo, basilico, spinaci, cicoria, menta, tarassaco, origano.

MORTALI LE FOGLIE DI POMODORO, MELANZANA, PEPERONE E PATATA

Particolarmente tossiche e persino mortali sono le foglie di pomodoro, patata, melanzana, peperone, albicocco. Financo le foglie della lattuga pare che siano, sebbene modestamente, provviste di sostanze tossiche. La presenza e i rischi tossicologici che si corrono nel mangiarle sono autorevolmente confermati dagli studi specifici del prof Bruce Ames dell’università di Berkeley USA. Per contro, la maggior parte dei frutti utilizzati dall’uomo a scopo alimentare sono invece privi di
sostanze tossiche.

SEMI E FRUTTI DA GUSCIO NON NECESSARI MA DANNOSI PER I LORO FATTORI ANTINUTRIZIONALI

Poi c’è un altro paragrafo che riguarda i semi, tra cui le noci. Possiamo dire che le noci non solo non sono necessarie ma addirittura sono dannose, contenendo un fattore antinutrizionale, un antienzima, che ostacola la loro digestione da parte di altri enzimi. È chiaro che i semi hanno lo scopo di dare vita a un nuovo essere vivente e non sono certo destinati ad essere distrutti dall’azione trituratrice dei denti dell’uomo prima che dai suoi succhi digestivi. La natura non ha prodotto i semi per nutrire l’uomo. Peraltro sono troppo proteici e possono, a causa proprio di tale eccesso di proteine, provocare danni alla salute umana. Infine contengono pochissima acqua, e anche per questo sono inadatti a costituire un cibo adeguato alle esigenze umane.

SOLO LA FRUTTA E NIENTE ALTRO CHE LA FRUTTA PUÒ ESSERE CONSIDERATA CIBO PER L’UOMO

Per l’uomo che si trovasse in uno stato di natura, senza apparecchi per cucinare, disponendo solo del suo corpo, senza attrezzi di nessun tipo, la frutta è la sola cosa che prenderebbe, rifiutando erbe, cereali, radici e tuberi. Naturalmente rifiuterebbe, essendone incapace di catturare uccidere e mangiare altri animali oppure di berne il latte. La frutta, in sostanza, costituisce un alimento naturale, che, comparso quando comparve, l’uomo, fu chiaramente destinata dalla natura, simbioticamente, a nutrire in modo ottimale l’uomo.

CHIEDO UN COMMENTO E DEI CHIARIMENTI SU QUANTO SOPRA

Io adesso non so se hai letto queste cose e le conosci già. Più che fare domande al riguardo ti chiedo con tanto di cortesia e gentilezza se potresti darmi solo dei chiarmenti con un commento come sai fare tu, perché penso che la cosa, se non chiarita e commentata razionalmente, potrebbe preoccupare e disorientare diverse persone. Ti ringrazio e ti saluto anticipatamente, rinnovandoti pure gli auguri di pronta guarigione per l’intervento chirurgico.
Luciano da L’Aquila

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RISPOSTA

NON DEIFICHIAMO NESSUNO PER PARTITO PRESO

Ciao Luciano. Complimenti intanto per questo tuo intelligente intervento. Ovvio che su questi argomenti ed in particolare su Armando D’Elia (1912-1999) e T.C. Fry (1926-1996) ho letto e studiato molto, per cui ho ben presenti tutte le obiezioni che hai posto. In linea generale vorrei dire che ogni autore, anche se appartenente all’ambito vegetariano ed igienista, non va mai deificato per partito preso. Siamo tutti esseri umani imperfetti che esprimono le proprie opinioni giuste e sbagliate, poco importa il nome, la reputazione e i titoli che abbiamo.

PIÙ APERTURA MENTALE E MAGGIORE UMILTÀ

Tendiamo tutti a commettere degli errori e ad innamorarci delle nostre teorie, mentre dovremmo spesso spogliarci di ogni veste e di ogni orpello esteriore ed immergerci in un bel torrente di acque chiare per un bel bagno di umiltà intellettuale. Un po’ come fece Alessandro Manzoni nel confezionare un’opera magnifica e perfetta quale I Promessi Sposi, corretta e revisionata più volte.

PRENDIAMO LE COSE MIGLIORI E SCORDIAMO I TANTI STRAFALCIONI

La cosa migliore da fare è portare rispetto a ciascun autore, prendendo da lui le cose migliori e lasciando in disparte le contraddizioni in cui è eventualmente inciampato. Vale per tutti, e anche per me medesimo ovviamente. Strafalcioni e lacune di vario genere si trovano non solo in D’Elia e Fry, ma anche nei nomi altisonanti di ieri, tipo Arnold Ehret (1866-1922) e Hilton Hotema alias George Clement (1878-1970), fruttariani smodati e sperticati, ed in quelli di oggi, tipo Colin Campbell. Hotema visse a lungo, grazie alla frutta, alle noci Macadama e al clima fantastico delle Hawaii. Meno fortuna ebbe Fry, che si accontentava di cenare con 2 o 3 pere, metodo mutuato dal suo drastico cambiamento dieta di qualche anno prima, mirato a farlo scendere da 130 a 80 chili. D’Elia era dotato di poesia, di idealismo e di sana utopia culturale, qualità che a volte aiutano quanto e più del cibo.

NON CULTURA TEORICA E LIBRESCA MA CONTINUO CONFRONTO CON LA REALTÀ

Ogni affermazione, ogni concetto ed ogni teoria vanno soppesate e passate al vaglio della critica, e soprattutto alla prova-verità basata sull’esperienza, sui fatti concreti, sulla sostenibilità non solo teorica e razionale, ma soprattutto pratica, terra a terra come si suol dire. Mira nel centrare la porta, arte nel pensare-dire-fare, abilità, buonsenso, realismo, esperienza, concretezza, misura e saggezza, non sono doti in vendita in drogheria o al supermarket, ma occorre sbuffare e soffrire per acquisirle e per massimizzarle, altrimenti corriamo il rischio di accontentarci dei valori superficiali e della cultura teorica e libresca. Vero è che Pablo Picasso (1881-1973) dissentirebbe su alcune doti, visto il suo aforisma pere cui “Il principale nemico della creatività è il buon senso”. Per quanto grammatica e matematica allarghino la mente ed offrano la falsariga e le basi per dei giudizi accurati e privi di fumosità, spicca e vince sempre il principio per cui “La pratica vale più della grammatica”.

IL DUALISMO FRUTTA CONTRO VERDURA

Lasciamo pure fuori i discorsi su carne e latte che non ci riguardano più di tanto, e concentriamoci sul dualismo frutta contro verdura. Ogni specie vegetale va valutata individualmente in base alle sue caratteristiche peculiari. Vale per le verdure, per i funghi, per le noci e per i frutti.

NESSUNO SI SOGNA DI MANGIARE FOGLIE VELENOSE

Che le foglie di patate, peperoni, melanzane e pomodori non siano eduli e contengano solanina è un fatto risaputo. Nessuno andrà a consumare tali foglie dal sapore poco invogliante. In compenso, le foglie di pomodoro tengono lontane vespe e zanzare.

CHE VITA SAREBBE MAI SENZA PATATE E POMODORI?

Le patate poi hanno nutrito e stanno nutrendo magnificamente e senza effetti collaterali milioni di persone. Prodotto unico come calmante delle mucose digestive, come stimolatore delle funzioni intestinali, come amico dei diabetici. Stesso discorso per pomodori, peperoni e melanzane, doni che Madre Natura ci concede con somma generosità e che vanno catalogate in ogni caso come frutti da orto, prima ancora che vegetali. Che vita sarebbe mai senza il pomodoro, spettacoloso ingredienti nelle pizze e nella pasta, ricco di licopene, dissolvente urico, rivitalizzante, equilibratore cellulare, disintossicante, antiscorbutico, fluidificatore del sangue, amico del cuore, del fegato e della cistifellea, magico contrastatore della vecchiaia?

BUCCE DI PATATA MARCESCENTI NELLA DISASTROSA RITIRATA DI RUSSIA

Le patate sono per i francesi pommes de terre, o pomi di terra, prima ancora che tuberi. Per le popolazioni polacche, germaniche e russe hanno rappresentato un patrimonio alimentare irrinunciabile. Per i nostri alpini in ritirata dalla Russia, le bucce di patata sottratte furtivamente ai letamai delle dacie, rappresentarono una preziosa risorsa salvavita, come ricordato da Giulio Tedeschi in “Centomila gavette di ghiaccio”.

SONO PRINCIPALMENTE FRUTTARIANO DA UN VITA

Parlo beninteso da grande amante della frutta, da uno che si è sempre divertito a spiluccare grappoli d’uva tra le vigne fino a riempirsi il ventre, da uno che ha mantenuto per decenni la buona abitudine di salire sugli alberi di ciliegie, di fichi e di cachi, da uno che ha sempre mangiato  5-6 manghi al giorno e 2-4 durian al giorno in Asia, facendo roteare gli occhi per incredulità alla gente del posto.

NESSUNO OSI TOCCARMI GLI GNOCCHI, E NEMMENO LE PATATE CON FAGIOLINI ED AGLIO

E da fruttariano autentico, ma non fanatico ed assoluto, mi chiedo se chi si qualifica come fruttariano centopercento o magari come melista o come esclusivo consumatore di mele rosse, abbia mai consumato una terrina di patate e di tegoline o fagiolini conditi con olio di oliva extravergine e degli spicchi d’aglio, sperimentandone il gusto, la facilità digestiva e la ricchezza nutritiva. Mi chiedo anche se non abbia mai gustato e digerito un piatto di gnocchi veri di patate, o il dolce di patate con gnocchi contenenti all’interno marmellata di susine senza zucchero, o il frico con le patate, o la polenta coi funghi.

NESSUNO RACCOLGA ERBE E FUNGHI SENZA UN MINIMO DI PRUDENZA, DI ESPERIENZA E DI PREPARAZIONE

Sappiamo che nei nostri boschi esistono i porcini, i gialletti, i prataioli, i tartufi e perfino i funghi cinesi dell’immortalità, tipo i Ganoderma lucidum. Ma sappiamo che occorre distinguere, vagliare e discriminare, visto che un solo esemplare di Amanita Phalloides può far fuori un’intera famiglia, e visto che un solo esemplare di Peveraccio delle Coliche o Lactarius Torminosus, possiede tossine in grado di sovvertire il sistema gastrointestinale di 10 persone, con sofferenze indicibili, vomiti e diarrea, sperimentate poi da me personalmente in un avvelenamento in zona Mattuglie quand’ero ragazzino.

CERCHIAMO DI MERITARCI I PREZIOSI DONI CHE CI REGALA IL CREATORE

Semi e noci cibo non adatto per l’uomo? La realtà e l’esperienza dimostrano esattamente il contrario. Vero è che i semi delle ortiche sono velenosi. Ma l’intera pianta dell’ortica alla prova dei fatti è ottima cruda e cotta. Nulla di meglio per gusto e salute dei pinoli, delle noccioline, degli anacardi e dei pistacchi. Sesamo, girasole, lino, chia e semini vari? Regali portentosi della creazione.

SPAZZATURA IDEOLOGICA SUL TARASSACO

Tarassaco e radicchio e cavoli tra le verdure tossiche? Siamo forse impazziti? Questi sono spropositi belli e buoni, ma sempre alla prova dei fatti. Una dimostrazione in più sulla necessità assoluta di selezionare le cose buone differenziandole dalla spazzatura ideologica. T.C. Fry ci ha peraltro lasciato cose magnifiche, concetti chiari e rivoluzionari per cui ha sempre un posto nella mia biblioteca. Questo non gli ha impedito di arenarsi su alcuni punti importanti, e di macchiare la sua opera con alcune pesanti fesserie, non per cattiveria ma per dogmatismo caratteriale e per inesperienza, visto che in Texas ed Arizona il tarassaco probabilmente non abbonda.

ESISTONO FRUTTI BUONI, FRUTTI STRANI E FRUTTI VELENOSI

Anche nella frutta non mancano i veleni. Esistono molti frutti non esattamente eduli. Bastano pochi semi di albicocca e di pesca per avvelenare una persona di acido cianidrico. La belladonna produce un frutto simile al mirtillo, ma assai velenoso. Molte bacche tradiscono e ingannano ignari bambini che le assumono imprudentemente. Il sempreverde tasso viene chiamato anche albero della morte, ma le sue bacche rosse e gelatinose sono ottime, purché non si ingeriscano i semi che sono micidiali. Le berrette del prete sono frutti rossi ma velenosi. Gli spizzecui, o spizzaculi dal friulano, o frutti rossi della rosa canina sono a dir poco strabilianti per salute e gradevolezza, e non irritano affatto se solo ci liberiamo della parte interna.

NESSUNA OBIEZIONE POSSIBILE SU PARACELSO, SU SHELTON E SU MAX VON PETTENKOFER

Tirar fuori il meglio dalle piante e anche dagli uomini dunque. Con alcuni il compito è assai difficile. Gente tipo Paracelso o Theophrastus Bonbastus Paracelsus (1493-1541), che dice “Nessuno scriva libri o testi perché c’è già la Natura a creare quel vero testo che il buon medico deve solo osservare, capire e commentare”, non presenta bocciature o lati deboli, ma è promossa  interamente sul campo. Isaac Jennings (1788-1874), Sylvester Graham (1794-1851), Russell Thacher Trall (1812-1877), John Tilden (1851-1940) ed Herbert Shelton (1895-1985) rappresentano qualcosa di eccezionale come gruppo storico fondatore della American Natural Hygiene Society, e c’è ben poco da scartare in loro.
Idem per il grande docente bavarese Max Joseph von Pettenkofer (1818-1901), bevitore seriale di tazze cariche di colera e padre autentico del vero igienismo germanico, teorico del non-contagio, ispiratore e realizzatore del suolo pulito, delle condutture d’acqua e dei canali di scolo nelle zone urbane.

NESSUNO TOCCHI IL FRANCESE BAUDELAIRE E LA GRANDE LONDINESE FLORENCE NIGHTINGALE

Chi avrebbe mai il coraggio di fare i conti in tasca a un poeta come Charles Baudelaire (1821-1867),
dopo la sua magica frase “Un uomo sano può stare due o più giorni senza cibo, ma non può stare due o più giorni senza poesia”? Per non dire della straordinaria Florence Nightingale (1820-1910), capace di zittire i medici e di insegnare al mondo che “L’assistenza è un’arte richiedente totale devozione e dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore, con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle Arti. Anzi, la più bella delle Arti Belle”.

Valdo Vaccaro

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