CELIACHIA, OVVERO INTOLLERANZA AL GLUTINE

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LETTERA

AMO GLI ANIMALI E LA TERRA

Buongiorno, Sono venuta a conoscenza del suo blog da un amico che come me è vegano. Amo gli animali e la terra. Sono convinta che gli essere umani debbano vivere pacificamente con tutte le specie viventi che si trovano sulla terra vegetali compresi.

LA MEDICINA NON SA RISOLVERE LA CELIACHIA

Ho un problema che la medicina tradizionale non riesce a risolvere. Sono celiaca e vorrei sapere se seguendo una dieta a base di cibi crudi, possa superare questa patologia. Sperando di poter ricevere una sua risposta le auguro buona giornata.
Edith Di Giusto

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RISPOSTA

MINIMIZZARE SEMPRE LA SOFFERENZA

Ciao Edith, Molto apprezzato il tuo amore per gli animali e la natura. Vorrei sempre trovare una frase come la tua, nei messaggi che mi arrivano. Quel “vegetali compresi” lo condivido. Qualche piccolo sopruso e qualche sfruttamento lo facciamo sempre, e forse questo è inevitabile. Il Dio del Radicchio, potrebbe lamentarsi con me, con tante foglie che stacco giornalmente alle sue pianticelle. Anche il Dio del Sesamo e il Dio delle Patate potrebbero avere qualcosa da ridire. Del resto dobbiamo pur vivere. L’importante è che il sacrificio e la sofferenza a cui costringiamo altri esseri stia ai minimi livelli possibili.

DEFINIZIONE DI CELIACHIA

Mi chiedi di aiutarti a superare una patologia. Se fossi in te non mi sentirei necessariamente anormale o malata. La celiachia o glutine-enteropatia è una intolleranza alla gliadina, che è una componente alcol-solubile del glutine (insieme di proteine contenute in alcuni specifici cereali e nei loro prodotti derivati). Viene definita in genere come intolleranza permanente a vita, assolutamente non guaribile e non migliorabile. Trovo tale valutazione esagerata e dogmatica, oltre che pessimistica, per cui vale la pena di non rassegnarsi alla condizione e a migliorare il proprio margine di tollerabilità alle sostanze difficili.

IL TETTO PROTEICO TRA 20 E 30 GRAMMI/GIORNO DI PROTEINE È FONDAMENTALE

Il mio concetto parte dal buon senso e anche dalle scoperte e dalle tante conferme che stanno arrivando in continuazione a vantaggio del vegan-crudismo. Lo sforamento dei 20 o 24 o massimo 30 grammi di proteine al giorno, che sono il famoso tetto proteico oltre il quale si va in stato di pericolosa acidificazione del sistema, la dice lunga sulle proteine e sulla giusta dieta degli umani. Chi è tuttora legato alla proteinomania, e non ha ancora acquisito tali concetti, farà bene ad aggiornarsi e a rivedere urgentemente i suoi dogmi mentali.

PIÙ PROTEINE METTI IN CIRCOLO E PIÙ BASSI SONO I TUOI MARGINI DI TOLLERANZA

Uno che si intasa giornalmente di proteine vive in stato di acidificazione cronica, di perenne avvelenamento, e quindi di impregnazione tossica del sangue, con nessun margine di tolleranza ad ulteriori veleni. La cosa mi pare ovvia. Il fatto che passando da tali situazioni critiche a diete alleggerite, basso-proteiche e cariche di frutta e verdura tendenzialmente crude, comporti sorprendenti scomparse di allergie e intolleranze, indica che anche la situazione di intolleranza al glutine può subire dei miglioramenti. Se sei già ubriaco di proteine indigeste non puoi pretendere di fare ulteriori aggiunte proteiche a base di glutine, e di non subire pesanti conseguenze.

MEZZO MILIONE DI CELIACI IN ITALIA

Si valuta che una persona su 100 in Italia sia celiaca e che questa sia solo la punta di un iceberg, per cui molti altri soffrirebbero di forme attenuate di intolleranza ai citali cereali, senza nemmeno rendersene conto. Chi soffre di problemi intestinali cronici e in particolare del morbo di Crohn, deve necessariamente considerare l’ipotesi celiaca, verificando la presenza o meno di immunoglobuline IgG (dette anti-gliadina) che rappresentano il parametro più sensibile a questo tipo di anomalia. La celiachia non deriva da trasmissione genetica mendeliana ma pare caratterizzata da un certo indice di familiarità.

ATROFIA VILLI E MALASSORBIMENTO INTESTINALE

Il meccanismo patogeno porta a sviluppo di atrofia dei villi intestinali, con sviluppo di citochine (interferone, interleuchina-2, interleuchina-4) che provocano fenomeni di apoptosi (moria cellulare pianificata) e di iperproliferazione cellulare, con ipertrofia delle cripte e aumento dei linfociti intra-epiteliali, con processi infiammatori a danno del duodeno, poi del digiuno prossimale e poi dell’ileo, per cui si instaura un malassorbimento dei cibi e delle microlesioni lungo l’intestino tenue, nonché un appiattimento e una ridotta funzionalità della mucosa intestinale e dei suoi 5.5 milioni di villi.

IPOTESI SULLE CAUSE ORIGINANTI

L’igienista australiano Ross Horne sosteneva che la celiachia viene causata spesso in età infantile, quando si pretende di alimentare con cereali e farine di frumento e d’orzo i bambini, prima che il loro intestino si sia completamente formato ed adattato alle alternative del post-svezzamento. Horne notò notevoli miglioramenti su di sé utilizzando la dieta Pritikin, togliendo pane e farinacei, aumentando la crema di avena e soprattutto triplicando la frutta ingerita.

L’IGIENISMO NATURALE ANNOVERA IMPORTANTI CORRENTI ANTI-CEREALI

Herbert Shelton, al pari di Hilton Hotema, ed anche di Arnold Ehret, non è molto tenero con cereali e legumi. “Tra tutti i cibi amidacei a disposizione dell’uomo, cereali e legumi sono i meno indicati per l’alimentazione umana”. Fa poi eccezione per il riso integrale, preferito a frumento e farro per il suo più basso livello proteico, perché è meno acido-formante, più nutriente, ed in più non lascia tossine e residui lungo il corpo. In ogni caso, aggiunge Shelton, i cereali vanno sempre preceduti da un piatto di insalata cruda, ed in più ci deve essere adeguato corredo di frutta nel corso della giornata.

FRUTTA IN PREVALENZA E INCLUSIONE DEI CEREALI LEGGERI

Le mie personali posizioni su questo dualismo “cereali sì-cereali no”, sono che la frutta è sicuramente un alimento superiore. Il problema si pone comunque quando essa non è sufficiente in qualità, quantità e varietà, quando l’apporto calorico stenta a coprire il fabbisogno, specie nel periodo invernale, specie nelle persone sportive, specie nelle persone sottopeso, e ogniqualvolta la quota di vitamine del gruppo B (di cui tutti i cereali integrali sono ricchi) scarseggia.

UN CELIACO PUÒ COMUNQUE VIVERE IN CONDIZIONI DI FORMA INVIDIABILI

I celiaci vegani non dovrebbero in alcun modo preoccuparsi. La celiachia non è catalogabile come vera e propria malattia, ma piuttosto come tendenza a non sopportare qualcosa che si chiama glutine concentrato. Un celiaco può stare in forma splendida e divertirsi a tavola quanto vuole, evitando il ristretto gruppo di sostanze vietate. Ci sono tutte le patate a disposizione e tutti i tuberi, oltre che la frutta fresca o secca, i semini ed anche i cereali integrali senza glutine. Essere celiaco può essere spesso vantaggioso, visto che si finisce per diventare accurati selezionatori privilegiando scelte dietologiche più attente ed accurate, ed usufruendo pure di maggiori spazi digestivi a vantaggio della frutta e delle verdure crude.

BASTERÀ EVITARE 5 CEREALI E I LORO SOTTOPRODOTTI

Dopotutto si tratta di rinunciare a quel tipo di glutine che si trova in 5 tipi di prodotti bene individuati, come il frumento, il farro, l’orzo, la segale, il kamut). L’avena, soprattutto se consumata correttamente a crudo o quasi-crudo come nella crema di avena che spesso propongo, viene agevolmente tollerata. Il riso integrale, il mais, il pop-corn, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto o psillo e la quinoa non presentano controindicazioni. Idem per i semini vari tipo sesamo, girasole e lino. Si tratterà di evitare il germe di grano. Il frumento, volendo, si potrà germogliare e in quel caso diventerebbe accettabile. Bisognerà stare attenti con farinacei, torte, merendine, paste e pizze (le pizze alla soia vanno invece bene). E si dovranno evitare le bevande all’orzo e le birre.

UNO STRAORDINARIO LEGUME CHIAMATO LUPINO

Viene anche incontro il solito lupino, un legume davvero straordinario che dovrà necessariamente essere rivalutato. Utile non solo per i diabetici ma anche ai celiaci. La farina ottenuta dal lupino dà luogo a prodotti gluten-free, capaci di sostituire al meglio le farine vietate. Anche le farine di ceci, di castagne, di tapioca, di pistacchio e di carruba, possono essere usate liberamente, al posto delle farine al glutine.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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