CELIACHIA, SPORT, POLENTA E MINESTRONE ORZO-FAGIOLI

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LETTERA

TESTIMONIANZA DEL MIO PERCORSO CURATIVO

Gent.mo Valdo Vaccaro, Mi chiamo Filippo e sono un ragazzo di 25 anni. Le scrivo per raccontarle la mia esperienza e dare testimonianza del mio percorso curativo. Sin da piccolo sono stato cresciuto con la classica dieta onnivora.

IL PRIVILEGIO DI VIVERE IN CAMPAGNA

Vivendo in campagna di sicuro usufruivo di una dieta più sana di quella delle città. Quindi carne e uova. La maggior parte delle volte erano di casa o comunque di provenienza biologica. Per il resto pane, pizza, latte, dolci e pasta dalla grande distribuzione. Ovviamente, quella poca frutta e verdura che mangiavo provenivano dal mio orto che all’epoca era curato gelosamente dal mio caro Nonno.

CALCIO NEL SETTORE GIOVANILE PROFESSIONISTICO

Sono sempre stato fin dalla più tenera età un atleta. Mi piaceva stare all’aperto, correre, giocare, andare in bici. Ho avuto modo di giocare a calcio nel settore giovanile di squadre professionistiche e semi-professionistiche. Quindi inutile dire che non ho avuto mai problemi di peso o di salute.

GRAVE INFORTUNIO AL GINOCCHIO

Poi in piena adolescenza tra i 15-16 anni ebbi un grave infortunio durante un allenamento di calcio. Ruppi crociato e menisco e la mia carriera sportiva seria si concluse lì. Dovetti operarmi al ginocchio. Intervento riuscito. Tant’è che 7-8 mesi dopo tornai a giocare, ma in squadre con minori ambizioni. Tutto era tornato come prima.

PROBLEMI INESPLICABILI ALL’INTESTINO

Col passare degli anni mi accorsi che gradualmente il mio apparato digerente non funzionava più come prima. Difatti non digerivo più bene e, con la caduta dei sogni sportivi e delle legittime ambizioni, iniziai pure a fumare e bere con gli amici. La cosa non mi toccò oltremisura perché, nonostante le cattive digestioni, stavo bene e non avevo perso niente in salute, o almeno così mi sembrava.

DIGERIRE MALE E AVERE DOLORI ARTICOLARI A VENT’ANNI NON È ACCETTABILE

Dopo i 19-20 anni le cose cambiarono. Il mio intestino iniziava a preoccuparmi sempre di più. Non digerivo affatto bene, ero sempre più stanco e con poca energia. Viso pallido, occhiaie, capelli secchi, denti giallognoli e unghie fragili. In più il ginocchio operato tornava a farsi sentire con dolori articolari e gonfiori. Beh no, a 20 anni proprio non ci stava.

CERCAI UNO STILE DI VITA PIÙ COSCIENZIOSO

Cercai di fare una vita più sana. Tolsi alcol e sigarette e continuai con lo sport. Ma, a parte i miglioramenti ai polmoni dovuti a meno tabacco, non arrivarono gli sperati miglioramenti all’intestino. E qui si fece critica. Stavo sempre peggio. Spossatezza, ansia, cattivo aspetto, demotivazione a fare qualsiasi cosa e, peggio del peggio, iniziava a far cilecca anche Lui. Sì, hai capito bene, proprio Lui. Da quel momento non sai i pensieri che mi son passati. Cosa avrò? Ma starò male? Come faccio? Stavo diventando veramente paranoico.

STOP ALLE GRIGLIATE E SCELTA VEGETARIANA A 22 ANNI

Da sempre mi affascinava il vegetarianismo. E poi soltanto l’idea di dovermi curare con medicinali, un po’ per principio, un po’ per orgoglio, non mi andava giù. Dovevo trovare qualche soluzione naturale. Dopo alcune ricerche iniziai a diminuire carne e prodotti animali. Vedendo che miglioramenti apprezzabili ce n’erano eccome, diedi addio definitivamente alle grigliate e ai salumi prima tanto amati e, a 22 anni, scelsi di diventare vegetariano.

LA NONNA SCANDALIZZATA

Avresti dovuto vedere la faccia di Nonna. La Nonna quando fa il sugo, la bestia ce la mette dentro tutta. Non va mica a scartare le zampe, il collo o il becco. Pertanto puoi capire che da un’amante della carne come me e soprattutto da uno che proveniva dalla mia zona dove in estate è tutta una sagra di animali cotti in mille varianti, la scelta vegetariana è l’ultima cosa a cui si va a pensare.

UN ANNO DI VEGETARIANISMO E UN BILANCIO NON CONVINCENTE

Passa un anno da vegetariano tendente vegano ma molte cose non vanno a posto. L’intestino è un po’ migliorato, ma non è al top. Digerisco ancora male e permangono quei sintomi che avevo elencato in precedenza. Comincio a pensare che forse questa dieta non sia proprio benefica come dicono.

ANALISI SULLA CELIACHIA E GRAVI ERRORI DI OMISSIONE NELLE IMMUNOGLOBULINE

La cosa non mi va giù e vado avanti con le ricerche. Mi balena l’idea che forse sono intollerante a qualcosa. Eseguo gli esami per l’intolleranza e dato che ci sono faccio gli esami per B12 e ferro.
Risulto altamente intollerante a grano tenero e grano duro. Ferro e B12 molto bassi sopratutto per un uomo. La dottoressa mi dice che visto l’alta intolleranza mi consiglia di fare le analisi della celiachia.
Le analisi ematiche della celiachia risultano negative, ma poi scopro che il medico nell’impegnativa ha omesso un dato importante come il dosaggio IgA totali e IgG totali.

DEFICIT NELLE IgA ASSOCIATO ALLA CONDIZIONE CELIACA

Nel sito dell’associazione italiana celiaci (AIC) si spiega che gli esami sierologici sugli anticorpi specifici per la celiachia devono essere accompagnati da Dosaggio IgA totali e IgG totali. Se le IgA totali dovessero risultare sotto la media, gli esami sierologici non saranno attendibili. Gli esami della celiachia sono, per l’appunto, di classe IgA. Il deficit delle IgA è spesso associato alla celiachia.
Pertanto, se il totale degli anticorpi di quella classe non è normale, condizione molto frequente nei celiaci, il dosaggio degli anticorpi specifici non potrà essere valutato secondo la scala di valori che si usa per chi ha le IgA normali. Ecco perché i dati sarebbero inattendibili.

ELIMINAZIONE DEI GRANI DURI

Pertanto dopo aver speso soldi inutilmente per un test incompleto, non so nemmeno se sono celiaco o meno. Come faccio a fidarmi di un medico che mi prescrive esami, quando poi lo stesso medico non è nemmeno aggiornato sulle modalità di analisi del test appena prescritto? Lasciamo perdere. Intanto mi accontento di essere intollerante al grano e, insieme alla dottoressa-nutrizionista inizio ad eliminare i vari grani teneri e duri. Frumento, orzo, avena, mais, miglio, per sostituirli con amaranto, farro, grano saraceno, kamut, quinoa, riso.

DIETA ITALIANA NON DEL TUTTO GLUTEN FREE

In pratica già da così ero intollerante a quasi tutti i cereali ma, da buon italiano, ho voluto sostituire molti alimenti come pane, pasta e pizza, preparati con farina normale, con surrogati preparati con farine di farro, kamut e grano saraceno. Nonostante già così abbia ridotto di molto l’assunzione di glutine, questa dieta non è del tutto gluten free. Infatti kamut e farro contengono, anche se in dosaggi minori, del glutine. Ma che senso avrebbe avuto togliere il glutine, se non avevo nemmeno la certezza della celiachia? Continuo così per 3 mesi assumendo molti legumi e agrumi per accrescere il ferro e un integratore per la B12.

ESAMI SBALORDITIVI

Arrivo al nuovo esame per monitorare ferro e B12. Molto bene. Stavo notevolmente meglio e i risultati confermarono le mie buone impressioni. Gli esami furono sbalorditivi. Ferro salito vertiginosamente senza integratori e B12 anche ma con integratori. È giusto ricordare che prima mangiavo molta pasta e pane normali, mentre l’assunzione di fagioli e legumi è sempre stata la stessa.

PIÙ IMPORTANTE L’ASSIMILAZIONE CHE LA QUANTITÀ ASSUNTA

Questa considerazione fa capire come sia più importante l’assimilazione e non la quantità introdotta.
Non contento dei progressi, e comunque non ancora al top della forma, e visto quanto stavo meglio soltanto diminuendo il glutine, provai a fare due settimane senza.

CELIACHIA CONFERMATA E STOP TOTALE AL GLUTINE

Mai stato così meglio dopo tanti anni. Decisi di andare a fondo e prenotai il test genetico. Dopo pochi giorni arrivò l’esito. Ancora una volta ebbe ragione il mio sesto senso. Possedevo entrambi i geni per la predisposizione alla celiachia. Da quel momento non mi occorsero più altre indagini. Non toccai più il glutine.

CELIACHIA SCATENATA O INCREMENTATA DA INTERVENTI CHIRURGICI

Ricercando e ricercando notizie sul glutine e sui cereali scopersi che la celiachia poteva insorgere in seguito a forti traumi come parti o interventi chirurgici, e qui mi venne in mente proprio il mio intervento al ginocchio. È a quel momento che faccio risalire i miei problemi intestinali.

I CEREALI NON SONO IL CIBO IDEALE PER L’UMANITÀ

Preso dall’entusiasmo di aver scoperto la causa dei mie mali, passò poco che mi imbattei questa volta sull’igienismo naturale e sul crudismo. Infatti non potevo credere che il corpo umano potesse fare tali scherzi. Come può discriminare un cibo che tra l’altro è considerato essenziale? Come può verificarsi un processo autoimmune nei confronti di una fetta di pane? La risposta? Semplice, i cereali non sono il cibo naturale per la specie umana. Un po’ come se l’organismo del leone discriminasse tra una gazzella e un’antilope.

TOSSICITÀ DEL GLUTINE

Quindi mi appassiono e leggo tantissimi articoli sulla tossicità del glutine in soggetti sia celiaci che non. Conclusione di tutto? I cereali non sono adatti all’alimentazione umana. Arrivato a questa sentenza mi inoltro nel crudismo e nell’igienismo e inizio una dieta tendenzialmente a base di frutta e verdura cruda.

IN POCHI MESI RINASCO E MI RIEMPIO DI ENERGIA INESAURIBILE

Che dire? In pochi mesi rinasco, o meglio fiorisco e germoglio. Se con una dieta gluten free, ma con l’utilizzo di pane e pasta stavo bene, con una dieta crudista stavo meravigliosamente. Ti alzi la mattina con una marcia in più, pieno di energia inesauribile come un adolescente. Muscoli tonici e scattanti. Se prima avevo un po’ timore a dire che ero vegetariano, essendo pallido con poche forze e lento nei movimenti, ora sono semplicemente sanissimo, colorito perfetto, energico e orgoglioso di essere quasi fruttariano.

ELENCO DETTAGLIATO DEI MIGLIORAMENTI

Ma andiamo nei particolari. Da uno sguardo triste melanconico, occhiaie profonde, e capillari spesso rotti, a uno sguardo attento occhi luminosi e lucenti, occhiaie assenti. Viso non più pallido ma bello colorito, abbronzato, giovane, pelle lucida e morbida. Capelli non più secchi e fragili ma morbidi, resistenti e lucidi. Unghie belle, forti e non scheggiate. Denti da gialli e demineralizzati a forti e bianchi come nelle pubblicità. Muscoli da lenti, pesanti e grassi, a tonici, duri ed asciutti. Grasso nelle gambe e nel giro-vita scomparso. Prestazioni sessuali migliorate. Odore corporeo gradevole. Sudorazione diminuita. Digestioni perfette. Lucidità mentale accresciuta notevolmente.

RISULTATI INCREDIBILI FAVORITI ANCHE DAI MIEI 25 ANNI E DAI TANTI ANNI DI SPORT ATTIVO

Premetto che questi incredibili risultati sono stati favoriti dalla mia giovane età di 25 anni e dallo sport sempre praticato. Cosa molto importante ci vuole anche tempo e pazienza. Mi sento di dover consigliare di non fare cambi drastici all’alimentazione, ma di ascoltare il proprio corpo accompagnandolo piano piano verso la giusta dieta. Io attualmente sono vegetariano, per il 95% vegano crudista. Non ho escluso totalmente uova e latticini e cibi cotti i quali hanno un ruolo veramente limitato nel mio menu. Qualche gelato insieme alla morosa, un uovo di casa in camicia, qualche patata arrosto, riso e legumi una tantum. Per ora ho trovato il mio equilibrio così.

IL SOLE IMPORTANTE ALMENO QUANTO L’ALIMENTAZIONE

Cosa molto importante sono i cibi grassi. Olive, olio evo, noci, mandorle e avocado sono immancabili. Forse Valdo non sarai d’accordo ma, avendo la fortuna di avere olivi, non ho paura di abbondare con l’olio che produco io. Un’ altra cosa fondamentale è il sole. Importante almeno quanto l’alimentazione.

FARINACEI E CARNE SULLO STESSO LIVELLO DI PERICOLOSITÀ

Ultima considerazione che forse in molti potrebbero prendere come eretica. Dalla mia esperienza credo che, in termini di dannosità, farinacei e carne siano allo stesso livello. Ho fatto molta più fatica ad abbandonare la bruschetta piuttosto che la fettina. Pane e pasta mi crearono una forte dipendenza che la carne mai mi diede.

SPERO DI AVER SPIEGATO L’IMPORTANZA DI STARE BENE

Concludo questo lungo racconto della mia esperienza verso la retta via alimentare e spirituale con l’augurio che tante più persone possibili finalmente capiscano l’importanza straordinaria della salute e del benessere. Cordiali saluti.

Filippo

*****

RISPOSTA

NON SEMPRE È QUESTIONE DI GLUTINE

Ciao Filippo. Non mi dispiace affatto questo tuo intervento, ricco di episodi e di saggezza non comune per un giovane. Ti faccio presente comunque che il miglio non contiene glutine, per cui male hai fatto a toglierlo dal menu, vista la sua consistenza tenera, masticabile e superdigeribile. Pure l’avena, presa sotto forma di farina rollata a freddo, merita di essere presa in considerazione. Non fosse altro che per la sua straordinaria ricchezza in fatto di nutrienti. Osservo inoltre che tu stesso hai ammesso che la celiachia insorge e scatta in concomitanza coi traumi, e non solo con la questione dell’intolleranza al glutine. Ad esempio con l’operazione al ginocchio.

NON È IL CASO DI DEMONIZZARE I CEREALI E I LORO DERIVATI

Non occorre dunque assumere posizioni troppo schematiche e monolitiche contro i cereali, giudicandoli cibo non adatto agli umani. Se uno li digerisce essi vanno bene dal primo all’ultimo, nei giusti limiti e con le giuste verdure di contorno. Non metterei poi i farinacei sul piano della carne. Una farina non ha in tasca il coltellaccio insanguinato del macellaio. Demonizzare pane, pasta e pizza non mi pare possa essere poi cosa accettabile. Il pane, nelle sue varie forme, accompagna da millenni ogni comunità umana.

CONVIENE ESSERE CONCILIANTI E TOLLERANTI

Dopotutto hai incluso giustamente uova, latticini e cibi cotti, oltre che il gelato con la morosa, dimostrando con questo elasticità e apertura mentale, oltre che spirito generoso e conciliante. Tali qualità vanno applicate pure ai cereali. I pani tedeschi scuri contengono la segale, deliziosa e carica di vitamine del gruppo B. Il gruppo B è una caratteristica di tutti i cereali, per cui anche la B12 ci sta nei giusti quantitativi, senza bisogno di supplementi.

UN IRRESISTIBILE MINESTRONE DI ORZO E FAGIOLI

A un minestrone fumante di orzo e fagioli non rinuncerei per nessuna ragione al mondo. Le fette di polenta arrostita, le pannocchie di mais dolce e il pop-corn li trovo semplicemente irresistibili. Orzo e farro abbrustoliti alimentarono per millenni i legionari romani che costruivano strade, ponti, stadi, terme ed acquedotti. Senza frumento e senza orzo non esisterebbero le Piramidi e nemmeno il Colosseo. Gli schemi dogmatici possono trasformarsi facilmente in posizioni limitanti e in fregature. I cereali non sono cibo adatto agli umani celiaci? Questo sì che lo posso sottoscrivere.
Per il resto sono d’accordo con tutto quello che hai esposto.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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19 commenti

  1. sono d'accordo con te, Filippo, i cereali non sono un cibo adatto all'uomo ma agli uccelli (granivori, che infatti hanno il gozzo per la predigestione dei grani). Un cibo che è stato scoperto dall'uomo non prima di dodicimila anni fa e che ha segnato una svolta cruciale nella storia dell'uomo e del suo dominio sulla terra. Tutto infatti parte dal momento in cui l'uomo, con la scoperta della coltivazione dei cereali, diventa stanziale: qui inizia la nostra civiltà, con le specializzazioni e i testi scritti e tutto il resto. Purtroppo, insieme alla coltura dei cereali è arrivata pure la domesticazione animale, non solo del cane e del gatto ma anche e soprattutto degli animali d'allevamento: cereali e allevamento, e dunque carne, sono un binomio inscindibile, come ben sappiamo dalle storie della Bibbia e della Grecia classica (Omero). Anche per me, Filippo, è stato molto più difficile smettere coi cereali che con la carne e i latticini, per la fortissima dipendenza indotta dai cereali. Non sono invece d'accordo sull'abbondante consumo di olio e di cibi grassi in generale: probabilmente ne fai grande uso perchè ancora non mangi frutta a sufficienza, e dunque cerchi compensazione nei grassi, ma questo non va bene (coi grassi non si dovrebbe superare la quota del 10%, e ciò è incompatibile con i tuoi livelli di consumo di grassi).
    Quanto al tuo consumo sporadico di uova latticini e gelato, osservo che questo per il nostro Valdo sarebbe addirittura un titolo di merito, indice di larghezza di vedute e di assenza di fanatismo/schematismo. Mi chiedo se, di questo passo, anche qualche fetta di salame cotechino prosciutto culatello, tutta roba casareccia per carità, o del pesce non di allevamento o magari della carne biologica o biodinamica, possano ben figurare nel carnet dei titoli di merito. Libero ognuno di nutrirsi come vuole, io certamente faccio volentieri a meno, e sottolineo volentieri, di carne latticini ovetti e pesciolini e pure di ogni genere e specie di cereali che lascio agli uccelli. E se qualcuno mi giudica per questo un fanatico, la cosa non mi stupisce vista la fatica che ho fatto per liberarmi dalla loro dipendenza; ma io non torno certo indietro, nè mi fermo neanche per una leccatina al gelato della mia morosa, non vorrei che qualche vecchia dipendenza mi facesse dei brutti scherzi, sai come sono le dipendenze, basta anche solo un caffè o una sigaretta o un bicchiere di vino per scatenare certe voglie represse. E poi sinceramente io non voglio proprio influenzare nessuno nè sono tanto ingenuo da pensare che una maggiore "ampiezza di vedute" da parte del movimento igienista possa davvero aiutare a fare proseliti.

  2. Filippo (e tutti) ti esorto a non ascoltare i consigli di Valdo Vaccaro. Sono d'accordo, come al solito, al 100% con il commento di Francesco. I cereali sono più dannosi della carne, a tal punto che sarei perfino spinto a suggerire la "Evo diet" piuttosto che l'igienismo farlocco del Vaccaro. Da notare che il goloso di cereali (e non solo) Vaccaro evita di citare, per esempio, il grande igienista T.C.Fry ( di cui segnalo questo video ALIMENTAZIONE NATURALE: come fronteggiare i problemi digestivi_la formula della salute – da notare che perfino chi ha pubblicato, poi nella descrizione al video segnala il link a questo blog!- ), oppure, di ciò che non gli convine degli scritti di Hiltom Hotema e di Arnold Ehret fa (come i preti per la Bibbia) la sua personalissima esegesi, relativamente al consumo di cereali etc. Ovviamente, per il Vaccaro, anche Albert Mosseri, sbagliava a non consigliare cereali. Ma ripeto questi sono solo degli esempi. Per apprendere l'igienismo, suggerisco – per chi conosce l'inglese – di seguire Loren Lockman, che a mio parere è l'unico vero igienista contemporaneo, presente sul web, che pratica DAVVERO ciò che predica. Dopo avere letto la risposta di Vaccaro oggi mi sono sentito obbligato ad intervenire. Leggete e seguite il VERO igienismo e non quello farlocco di Vaccaro che aderisce solo al suo palato, e che purtroppo porta fuori strada un sacco di gente, purtroppo anche gente come Filippo che segue la retta via. Se al Vaccaro piace la pasta, il legume, l'"ovetto", il vino, l'"acciughina" etc etc etc, lasciate che se li mangi lui. E dire che Herbert Shelton affermava che "il compromesso è l'anticamera del fallimento"…..

  3. Quello che non condivido di Valdo è la banalizzazione con cui lui presenta il modello crudista integrale (fruttariano/verduriano), che lui giudica un po’ fanatico ed estremistico (contrariamente al suo modello, cosiddetto tendenzialmente crudista, ma di fatto fortemente centrato sui cereali, che lui giudica invece ispirato a buon senso). La verità è che le forme di refrattarietà nei confronti dei cereali sono numerose, importanti e molto diffuse. Per evitarle non c’è che un modo: eliminare i cereali dalla propria alimentazione, cioè il menù fruttariano o quasi. Non ci sono altre strade, per chi ha problemi coi cereali questa è una strada obbligata. E pure salvifica, mi permetto di aggiungere. Quindi mi aspetterei più prudenza da parte di Valdo, più attenzione e rispetto per chi ha fatto una scelta diversa dalla sua, e che anzi potrebbe lui stesso indicare come valida opzione a molti suoi lettori.

  4. Ciao sono il Filippo della lettera e vorrei rispondere ai commenti di Francesco e Valerio.
    Riguardo a cio che scrive Valdo posso darvi ragione si e no. Mi spiego. La dieta che propone Valdo penso sia un modo di mangiare accessibile a tutti.Un inizio verso l'igienismo;Valdo Consiglia di mangiare prevalentemente frutta e verdure crude, e per quanto riguarda i cereali ne consiglia un uso moderato..mi ricordo che in un altro suo intervento sul blog alla frase di un utente che si vantava di mangiare tanto riso Valdo prontamente sconsigliò fortemente di non dipendere troppo dai cereali… Valdo mette a disposizione della persona media tutta la tavolozza dei sapori che la natura ci mette a disposizione all interno dei vegetali.
    So che avete ragione che i cereali i legumi il cotto in generale non sono il top.Ma da una dieta standard a quella che propone Valdo c'è ne corre.E gia per molti è estremamente difficile seguire tale dieta. Lavoro nella ristorazione e vedo spesso la brama delle persone nei confronti di carne pizza pasta etc. Obesi, malati, che bramano il cibo e lodano il cibo che hanno sul piatto.Pensate se proponessimo una dieta, seppur giusta, come la vostra a queste persone?non credo che ci sarebbe una di loro che sia disposta a continuarla dopo poco.Ci vuole una gran forza d'animo.Ogni persona ha i suoi ritmi e vanno rispettati.Conosco persone che se con qualsiasi pietanza non hanno di fianco il proprio pezzo di pane non riescono a mangiare…e non scherzo non iniziano a mangiare.Come si fa a dire tu da oggi solo crudo(seppur giusto).Rispettare i propri ritmi è fondamentale.Quando il corpo è pronto ce lo dice.In un commento sopra mi si dice che i troppi grassi non andavano proprio bene.Aveva sicuramente ragione.Ma in quel momento ne avevo bisogno; ora son piu pronto e non ne assumo piu tanti.
    Non credo che sia giusto definire "Igienismo Farlocco" cio che propone Valdo…per Molte persone penso sia gia tanto cio che propone Valdo e non tante di loro dall' oggi al domani riuscirebbero a mantenere una dieta da lui proposta.
    Io mi definisco una persona forte e notavo come all'inizio(parlo di un anno fa) fosse difficile approcciarsi ad una dieta quasi senza cereali.Oppure la voglia lo scorso inverno che mi prendeva di qualcosa di dolce che colmavo con cioccolato fondente.So che era sbagliato e difatti ora non ne mangio piu come è gia tanti mesi che non mangio un gelato..ma non perchè sto attento a non prenderlo ma proprio perchè non mi attira piu…ma ce ne voluto di tempo… Fine prima parte

  5. Inizio seconda parte In conclusione ne Valdo ne Voi(Valerio, Francesco) sbagliate niente…sono solo gli obbiettivi che cambiano…Io come Voi mi propongo sempre di piu al vegan -crudismo 100% ma senza barriere…questo che verrà sarà il mio primo inverno da quasi crudista e faccio sport(anche anaerobico scatti,balzi etc) università etc.come mi comporterò? come si comporterà il mio organismo? se starò bene sarò felice di continuare esclusivamente con la frutta e verdura..ma se un giorno sentissi il bisogno di una patata di un minestrone…bo chi lo sa…vedremo.
    Valdo d'altra parte si vede nella figura di seguire altre persone e non vedendole non conoscendo i loro obbiettivi il loro passato come fa a proporre una dieta cosi rigida? (almeno per l'italiano medio)…per forza si vede costretto ad essere cosi elastico con la multitudine di persone che si puo aver davanti.
    Forse da parte vostra l'unica cosa che gli si puo rimproverare è che cereali legumi "ovetti" "acciughine" etc. possono essere inseriti si…ma con il proposito poi di eliminarli.
    Non facciamoci guerre sterili a vicenda…scusate il termine "incazziamoci" con ben altre fandonie e consigli farlocchi che capitano in pubblicità come lo jogurt che fa bene alle ossa o alla vit.d. quando tutta la medicina credo sia unanime verso i latticini..oppure verso il "pesce del capitano" ricchi di acidi grassi omega3…vari multivitaminici "necessari" per superare la giornata..oppure l'ultima che mi è capitata è di vedere in una farmacia bell' esposto dei bei cartoni di latte come elisir di salute.
    Bhe questo è il mio umilissimo punto di vista e non voglio andar contro a nessuno ne dettar legge a nessuno…spero di essere stato chiaro e di non aver offeso nessuno…saluti.

  6. Non saprei. Mi trovo d'accordo con Francesco e Valerio. Soprattutto leggo sempre volentieri i commenti di Francesco. Credo inoltre che Valdo ultimamente sbagli nel concedere qualche trasgressione vero l'uovo o il formaggio o il pesce. La trasgressione ci sta, ma sempre sul vegano.
    Non sono però d'accordo totalmente con te Francesco. Demonizzare i cereali nel modo in cui fai tu mi sembra eccessivo. Vero è che non sono cibo per noi, ma metterli a confronto con carne, formaggi, latte e proteine animali è eccessivo. Questi ultimi elementi, soprattutto la carne, sono cibi totalmente morti, sono cadavere. Cadavere che prima era vita, alimentata con antibiotici per raggiungere prima il macello, con rilascio di ormoni dettato dalle condizioni di vita e dalla paura in punto di morte.
    I cereali non sono cibo per noi, è vero. Ma se consumati con intelligenza, in modo limitato (2-3 volte a settimana massimo), soprattutto quelli senza glutine (miglio, riso integrale. o meglio grano saraceno e quinoa che cereali neanche sono!) trovo che così male non possano fare e anzi possano aiutare tutti a intraprendere una vita migliore. Vuoi mettere un tozzo di pane fatto con farina di castagne o di grano saraceno e semini vari? Senza lievito. Lo trovo digeribilissimo, ottimo nel sapore e fantastico per accompagnare insalata e avocado ad esempio!
    La dieta fruttariana al 100% è un regime perfetto che tutti dovremmo seguire ma che oggi è effettivamente difficile da raggiungere.
    Inoltre francesco, puoi rispondere a questa domanda, sono curioso di sentire la tua risposta e te ne sarei grato.
    Mangiando solo frutta e verdura i quantitativi assunti ovviamente sono notevoli. E alcuni sali minerali come il potassio raggiungono livelli elevati (7-8 gr al giorno).
    Come dovrebbe comportarsi un soggetto con problemi renali con l'incapacità di filtrare le sostanze quindi anche il potassio stesso? Non andrebbe incontro a gravi pericoli?

  7. France 34, io non demonizzo i cereali, dico solo che non fanno per me, so che per Valdo non è così e ne prendo atto, quindi son propenso a concludere che, a certe condizioni, si possa raggiungere un buon livello di equilibrio e di benessere anche con i cereali. Credo però di poter aggiungere che il regime crudo è comunque in grado di garantire un livello di salute superiore, ma ciò non ha nulla a che vedere con la demonizzazione dei cereali, piuttosto è un dato di fatto. Io sostengo che, in fatto di regimi alimentari, si debba preliminarmente distinguere, fra chi tollera i cereali e chi invece in qualche misura non li regge. Poi bisognerebbe tener presente che fra il crudismo integrale e il regime valdiano c’è una via intermedia che è il regime basato su frutta e verdura sia cruda che cotta. Insomma non sono così talebano neanch’io. In effetti c’è una bella differenza fra il regime crudo stretto e quello con verdure (e frutta) cotte, e ha ragione Filippo a temere di non saper resistere, l’inverno prossimo, a una bella zuppa di verdure; comunque vorrei rassicurare Filippo che la verdura cotta è completamente esente dagli inconvenienti dei cereali, insomma è tollerabilissima. Certo rallenta un po’ la detox, induce qualche voglietta serale che ti fa stare sempre un po’ insoddisfatto, ma non fa male, nulla a che vedere col cotto dei cereali.
    Quanto alle disfunzioni renali, France34, queste fanno un po’ parte del percorso depurativo e vanno in qualche misura messe in conto. Certo se queste assumono carattere di vera e propria crisi renale e rischi connessi, allora il discorso diventa più delicato e io non ho certamente le competenze per affrontarla. C’è inoltre da dire che nel corso del processo depurativo migliora tantissimo anche la nostra capacità di assimilazione dei nutrienti (sali minerali compresi), quindi non mi preoccuperei troppo dei livelli di potassio o, che so, della B12, perché tutto alla fine si sistema in genere da solo, con la necessaria gradualità (a meno di deficienze e scompensi specifici del tutto particolari e inusuali che però non demonizzerei anche se non mi sento di dirti di sottovalutare).

  8. Parte 1) Dal libro "The Live Food Factor: The Comprehensive Guide to the Ultimate Diet for Body, Mind, Spirit & Planet"
    Sappiamo che il fermentare zuccheri alimentari (NdT ad esempio il succo d'uva) o gli amidi nell'alcool (NdT come accade per la birra), fa sì che essi diano assuefazione a molte persone. Il cibo cotto potrebbe avere lo stesso effetto?
    I crudisti sono convinti che il cibo cotto dia assuefazione. Essi basano questa convinzione sull'osservazione empirica e sulle proprie (e di altri) esperienze soggettive. I crudisti raramente diventano dipendenti di un particolare cibo crudo. Potrebbero sviluppare delle temporanee preferenze, ma essere consapevoli che ciò accade solo perché l'organismo in un dato momento richiama un certo tipo di nutrienti.

    Alcuni studi hanno dimostrato che le proteine scaldate in qualsiasi modo contengono pericolose beta-carboline che fanno sì che le persone vogliano mangiare di più. Più proteine sono presenti in un cibo, maggiore sarà la quantità di beta-carboline che verranno prodotte. Gli alimenti ad alto contenuto proteico includono la carne, le uova , le noci, i semi, il pesce, i prodotti caseari ed i fagioli.
    Guy Claude Burger dichiara: “cucinare produce un'intossicazione che innesca una sensazione di ''fame chimica'' che ci spinge a mangiare sempre di più. Cucinare ha reso gli uomini dei mangiatori compulsivi”.
    Egli sostiene che un crudista istintivo che assaggiasse una piccola quantità di cibo cotto, si accorgerebbe che il suo istinto è stato messo i crisi. La persona si troverebbe quindi ad essere sopraffatta dal cibo cotto, che scombina gli istinti e rende i cibi originali (cioè i cibi non alterati che geneticamente saremmo programmati per mangiare) poco attraenti. L'individuo va quindi avanti a mangiare sempre più cibo cotto per compensare questa fame apparente, e quindi si innesca un ciclo di dipendenza. Quando si ritorna a mangiare al 100% solo gli alimenti originali, è necessario un tempo piuttosto lungo, diversi giorni o addirittura settimane, perché si possa tornare al pieno piacere di mangiarli.

  9. Comunque i commenti di Filippo sono da incorniciare. Io ci ho messo tempo a capire fino in fondo che i cereali non devono essere il fondamento dell'alimentazione umana e che se vengono resi tali….allora si cade in un errore che comporta certe conseguenze. Ma non serve la guerra tra noi. Siamo una sparuta minoranza. L'atteggiamento possibilista e conciliante di Francesco è buona cosa, ma lo è anche quello di Valdo che traghetta tanta gente da quella a questa sponda. Poi ognuno decide secondo le proprie esigenze, necessità e volontà. Io personalmente come già detto e ridetto, consumo cereali quando mi va e come voglio e non ho al momento alcuna intenzione di abbandonarli. Li seleziono, li limito (in genere solo una volta al giorno) e non mangio di certo la prima cosa che mi si para davanti. Anche così ho avuto eclatanti miglioramenti della salute e mi assumo la responsabilità di ciò che ho scelto. Tra l'altro nessuno mi impedirà di cambiare se lo riterrò opportuno. Sull'igenismo "farlocco" di Valerio possiamo discutere, ma quello ha portato comunque recentemente Giuliana fuori dalla sclerosi multipla in poco tempo. Che fosse una sclerosi farlocca?

  10. Parte 2) Dal libro "The Live Food Factor: The Comprehensive Guide to the Ultimate Diet for Body, Mind, Spirit & Planet"
    Il Dr. Robert Sniadach spiega nel suo corso di Igiene Naturale Essenziale (Essential Natural Hygiene) che le persone che mangiano cibo cotto restano confuse dal semplice fatto di mangiarlo. Essi fanno anche esperienza di sintomi di astinenza quando abbandonano gli alimenti cotti, proprio come accade alle persone dipendenti dall'alcool o dal tabacco.
    In internet una volta ho letto il post di un uomo che era stato tossicodipendente da eroina. Riteneva che la dieta crudista fosse stato il maggiore fattore positivo per la sua guarigione. Qualche tempo dopo egli decise di mangiare solo all'80% crudo e per il 20% cibo cotto. Paragonava il cibo cotto all'eroina.

    Victoria Boutenko ha lavorato con molte persone, insegnando loro a mangiare cibo crudo. Finora coloro che non hanno adottato una dieta al 100% crudista, spesso sono ricaduti nell'abitudine del cibo cotto. Per esempio, un suo amico scelse di mangiare crudo per il 95% nello stesso periodo in cui lei ed i suoi familiari scelsero una dieta al 100% crudista. Victoria e la sua famiglia soffrirono per il forte desiderio di cibo cotto per soli due mesi; il suo amico, otto anni più tardi stava ancora lottando con la tentazione di mangiare cibi cotti!
    Per anni Victoria ha osservato molte persone e si chiedeva perché ci ricascassero. Alcuni di loro erano persino guariti completamente dal cancro e tornarono a mangiare cibi cotti. Avevano così intossicato di nuovo i loro organismi purificati, li avevano svuotati di energia ed avevano sviluppato di nuovo i loro tumori.
    Si chiedeva continuamente quale fosse il fattore determinante finché un giorno assistette ad un incontro degli alcolisti anonimi insieme ad un amico e si rese conto che il cibo cotto dà dipendenza  in modo molto simile all'alcool.
    Quindi cominciò un programma di supporto in 12 punti per portare le persone a chiudere completamente con il cibo cotto. Il suo programma completo si può trovare nel libro 12 Steps to Raw Foods: How to end Your Addiction to Cooked Food (12 passi verso il crudismo: come mettere fine alla vostra dipendenza verso il cibo cotto).

  11. Parte 3) Dal libro "The Live Food Factor: The Comprehensive Guide to the Ultimate Diet for Body, Mind, Spirit & Planet"
    Boutenko enfatizza il bisogno di avviare una dieta crudista al 100%. Quell'1% di cibo cotto, lascia la porta aperta alla tentazione.  Essa ha incontrato molte persone che hanno mangiato per il 99% cibo crudo e sono tornate ad una dieta basata completamente su cibi cotti qualche mese più tardi. Spinge quindi le persone ad assumere una dieta crudista al 100% per almeno due mesi, evitando zone di tentazione – ristoranti, feste, e pasti alla buona in cui venga servito cibo cotto. Sostiene che solo in questo modo il desiderio fisico scompare.
    Prima di ideare il suo programma crudista in 12 punti, la Boutenko ha studiato dozzine di libri sulla dipendenza da droghe. Ha imparato che prima viene assunta la sostanza tossica nel corso della vita, più è difficile smettere di assumerla. Dato che tutti noi abbiamo cominciato a mangiare cibi cotti da neonati, ciò potrebbe spiegare perché solo una persona su mille potrebbe passare ad una dieta crudista senza alcun supporto. Ha conosciuto solo una persona che ha mantenuto una dieta crudista per più di un anno con il solo potere della volontà.

    Le persone tendono ad utilizzare il cibo cotto come un anestetizzante quando si sentono male. Lei conclude che quella da cibo cotto è una dipendenza più difficile da sconfiggere di quella dalle droghe, perché essa è legale in qualsiasi ambiente ed è socialmente accettata, anzi fortemente incoraggiata. Le persone non vengono osteggiate quando smettono di usare droghe, ma possono diventare emarginate quando smettono di mangiare cibo cotto.
    Nel suo libro The raw food detox diet (La dieta disintossicante crudista), la nutrizionista Natalia Rose dichiara che i cibi venduti nella grande distribuzione danno particolare assuefazione: “dovete fare il primo passo nella guarigione del vostro organismo, ammettendo che siete senza dubbio dipendenti da queste sostanze che tendono a creare una dipendenza e che potrebbero al momento dominare i vostri impulsi alimentari ed i vostri gusti”. Il MSG (Glutammato monosodico NdR) è proprio un ingrediente che le multinazionali alimentari aggiungono al cibo per creare dipendenza.

    Morgan Spurlock, autore e direttore del celebre film Super size me, si scoprì fortemente dipendente dal cibo preparato al Mc Donald's. Avrebbe sofferto sempre di depressione finché non si fosse fatto la sua razione quotidiana di hamburger, patatine e milkshakes!
    Un motivo per il quale le persone che mangiano cibi cotti provano così tanti forti desideri non è solo quello della dipendenza, ma anche quello della malnutrizione. Essi semplicemente non ricevono abbastanza nutrienti, quindi hanno costantemente fame. Le persone obese sono spesso le più denutrite al mondo, è questo il motivo per cui hanno continuamente fame e mangiano in continuazione. Al fenomeno è stato dato persino un nome formale di sindrome della sovralimentazione e del denutrimento.

    Quando avevo una dieta crudista al 90-95%, ho notato quanta dipendenza danno i cereali e latticini. Se mangiavo anche solo una piccola quantità di entrambi, li desideravo ardentemente il giorno dopo. I produttori di cibo lo sanno,  è questo il  motivo per il quale cercano di introdurre in qualsiasi cibo confezionato qualche traccia di questi alimenti.
    Il mio organismo era reso così sensibile dall'alimentazione prevalentemente crudista, che quando mangiavo cereali, notavo di provare un leggero stordimento, qualcosa come uno stato provocato dalle droghe nel quale perdevo ogni tipo di attenzione. Se ne avessi mangiato di più, tipo un pezzo di pane o di torta, mi sarei addormentato.

    Abbiamo adesso imparato la tossica verità circa il cibo cotto, quindi vediamo di non essere più vittime inconsapevoli della grande esperienza del cibo cucinato, andiamo a renderci conto di cosa c'è di buono nella dieta crudista.

  12. Tornando a Filippo, vorrei dirgli che noi non possiamo ritagliare le nostre convinzioni in materia di alimentazione su misura delle aspettative o delle difficoltà che incontrano i consumatori comuni (che adottano la dieta convenzionale), ma caso mai su criteri un po’ più attendibili e possibilmente corretti. Certo che le aspettative e i problemi di chi si accinge a cambiare alimentazione hanno il loro peso, ma se ne può tener conto semplicemente prospettando loro un percorso di transizione, che parte dai cereali passa dalla verdura cotta e giunge fino al crudo. Poi uno si regola in base alla sua condizione particolare, fermandosi ai cereali se li tollera bene, oppure passando alle verdure cotte (senza i cereali) se non li tollera e non si sente di abbracciare per qualche ragione (problemi di socializzazione in primis) il crudismo integrale. Questa mi sembra un modo corretto di impostare il programma, non semplicemente proporre un menù centrato fortemente sui cereali che banalizza e squalifica, bollandolo come fanatico, il regime crudo integrale.
    Dopo di che, caro Filippo, dobbiamo anche dirci che l’alimentazione non è tutto, e forse non è neppure la parte più importante. Che secondo me è giocata soprattutto dalla sfera psichica ed emotiva. Se saturiamo le nostre cellule (ad ogni successiva generazione cellulare) di recettori che “cercano” le sostanze (altamente nocive, tossine insomma) collegate ai “pensieri negativi”, poi è chiaro che serve a poco nutrirsi di cibo di primissima qualità (cibo crudo) che però non siamo in grado di assimilare correttamente. Comunque si fa quello che si può, cioè nel mio caso mangio crudo (anche se l’inverno scorso ho fatto parecchie concessioni alla verdura cotta; ora è da qualche mese che sto sul crudo integrale, e la cosa mi è costata un paio di episodi di detox, un raffreddore durato una sola giornata e una vistosa eruzione cutanea sotto l’occhio). In bocca al lupo.

  13. Interessante quello che scrive Valerio, nessun dubbio; ma bisogna stare attenti a non cadere nell'integralismo settario. Quest'ultimo, se non sbaglio è un atteggiamento che lui stesso condanna e temo che non lo riconosca quando gli si presenta sotto forma di crudismo radicale. Che il cibo cotto dia dipendenza l'ho sempre sospettato. Ma la dipendenza è un fattore umano che ricorre in una gran moltitudine di circostanze, almeno finché l'uomo non diventa un dio autosufficente ed immortale. Dipendenza e conseguente astinenza le si riscontrano ovunque. Per es dalla propria famiglia, o dalla propria fidanzata, dal pc e dai blog. Dalla propria macchina o dalla mia moto. Dopo 2 o 3 giorni che non la guido ne sento pesantemente la mancanza. Che dire dei miei animali? Se non vedo il micio per qualche giorno quasi me lo sogno. Da certe vacanze (un mio amico sogna la vacanza in montagna di febbraio e quasi vive per quella). Abitudini, dipendenze, nostalgie, legami affettivi, cibi….la cosa non cambia di molto. All'inizio avevo una tale fissazione per gli avocados che percorrevo chilometri per averli. Chi lègge sempre è invogliato a farlo quando può e sente la mancanza dei libri quando non ha tempo per loro. Idem l'attività sportiva e potrei continuare all'infinito. Sono certo però di poter organizzare la mia vita anche senza libri. E con la rinuncia, sono certo di riuscire ad imparare a stare senza libri. Impossibile sviluppare qualsiasi attività umana senza una dipendenza motivante e incentivante. Figuriamoci se questo non accade per l'atto di mangiare, con la sua funzione nutritiva, socializzante e perfino ludica. Alla fine allora, se la dipendenza non è patologica, il problema si limita a restare il seguente : ha effetti nocivi sulla mia salute o no? In una attività come quella di Valdo, che fa da traghettatore, l'atteggiamento aperto ed intermedio è sicuramente il più efficace ed accattivamente per la schiacciante maggioranza che, come si sa, è onnivora. E in quanto tale facilmente portata a contrapporsi e a reagire con astio.Poi giunta al crudismo tendenziale è nella posizione migliore per intravedere altri ulteriori sviluppi…se li desidera.
    Tempo fa un mio amico mi ha detto :"smettila di farti problemi, vivi la vita e goditela per quel che puoi. Io mangio quel che c'è e non mi faccio seghe mentali. La vita è una sola e alla fine finiamo nello stesso fosso." Di fronte a queste posizioni non posso muovere una guerra, perché sarebbe inutile. Ed essere integralista non converrebbe neppure a me…..rischierei di farmi il sangue acido. Senza compromessi si rischia di andare a combattere. E a me la guerra non piace.

  14. Nel correggere l'errore causato dalla fretta…."accattivante" e di sicuro non accattivamente….. aggiungerei che anche gli animali ricevono un danno dal consumare cibi cotti e mi pare che questi fossero pure ben documentati già da anni, anche se nascosti sotto il tappeto come al solito. Anche in questo settore ci sono conflitti di interesse. Si tenga però conto del fatto che per es un gatto abituato perlopiù al cotto, trova in genere difficoltà – a volte anche pesanti. ad abituarsi al cibo crudo o solo a quest'ultimo..
    Per tornare al discorso della salute umana concludo sottolineando che ha perfettamente ragione Francesco quando chiama in causa i fattori mentali. Anche se le teorie di Hamer sono a mio avviso troppo unilaterali, l'influenza dei traumi nella vita di un individuo, non possono essere ignorate o negate. E si tratta qui sia di influenze in parte coscienti, sia totalmente ignorate ma per questo non meno determinanti.
    L'essere umano è destinato a reincontrare nella propria vita ogni problema psicologico rimosso (riconosciuto o meno come tale), cioè non affrontato e non risolto.

  15. Io dopo aver letto i libri di Norman Walker (di ogni cibo elenca cosa contiene da crudo e come si trasforma da cotto) sono diventato crudista al 100%.