COME CONCILIARE LA VOCAZIONE IGIENISTA E PORTARE NEL CONTEMPO IL PANE A CASA?

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LETTERA

MOTIVO DI ISPIRAZIONE ED ESEMPIO DA SEGUIRE

Ciao Valdo, è veramente molto tempo che non ti scrivo. Per me sei motivo di ispirazione nel cammino igienistico e ti ammiro oltre ogni misura per il tuo operato e per il servizio prezioso che offri alla comunità a scapito della tua stessa vita. Sei un esempio da seguire e non lo dico solo per dire chiacchiere ma perché, in un futuro molto vicino, vorrei realizzare l’esempio che tu mi dai.

VORREI DIFFONDERE LA CONOSCENZA IGIENISTICA COME FAI TU

So che tu fai tutto questo in maniera del tutto gratuita, o al massimo recuperando qualche risorsa mediante dei piccoli rimborsi spese quando si partecipa ai tuoi convegni. Un domani mi piacerebbe diffondere gli insegnamenti dell’igienismo proprio come fai tu.

COME CONOSCERE MEGLIO LA MATERIA? COME TRASFORMARLA IN PROFESSIONE UTILE ALLA SOCIETÀ E CAPACE DI PRODURRE REDDITO?

A tal proposito vorrei chiederti:

1) Come arrivo a diventare un reale conoscitore dell’igienismo? Quali libri studiare oltre ai tuoi e se ci sono scuole da frequentare?

2) Una volta che l’igienismo e la sua condivisione e diffusione diventino la mia ragione di vita e un servizio a disposizione della comunità, quello che vorrei capire è come faccio a portare il pane a casa?

AL MOMENTO SONO INFERMIERE CON REGOLARE STIPENDIO

Ben inteso che non lo faccio per scopi di lucro. È il cuore che mi dirige in quella direzione. Però sono un infermiere di 27 anni che, per ora, lavora con regolare stipendio. Vorrei costruirmi un futuro e avere una famiglia un domani. Com’è possibile conciliare questa vocazione col bisogno di guadagnarsi il pane e pagare le bollette? Grazie di cuore. Saluti.

Adriano

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RISPOSTA

NESSUNO PUÒ PRESCINDERE DA UNA SORGENTE DI REDDITO A COPERTURA DELLE PROPRIE ATTIVITÀ

Ciao Adriano. Hai centrato assai bene un problema fondamentale che molti giovani mi pongono da tempo e ai quali non ho ancora potuto dare, mio malgrado, risposte esaustive e soddisfacenti. Col mondo di oggi la questione economica non può essere mai messa in secondo piano. Non c’è spazio per fare in modo serio e concreto delle attività, se non si può contare su una sorgente di reddito regolare e garantita.

FARE DELLE COSE CHE NON ENTUSIASMANO È AUTOLESIONISMO BELLO E BUONO

Come giustamente da te evidenziato, vocazione, missione, dedizione agli altri sono tutte cose belle e cariche di quegli ideali che servono a dare un contenuto ed un significato alla nostra esistenza. Fare un lavoro che non piace e non convince è quanto di peggio ci possa capitare. È uno spreco immorale del nostro tempo prezioso e limitato, oltre che delle nostre migliori risorse.

LE SCELTE DI VITA SONO SEMPRE DIFFICILI

Tra il fare un lavoro motivato ed appagante sul piano della soddisfazione e dell’impegno, e puntare a un posto di lavoro tanto per averlo e per non figurare più tra la lista dei disoccupati, dei precari e dei temporanei, passa la stessa differenza che c’è tra l’eccellenza e la mediocrità, tra l’entusiasmo e la fredda indifferenza, passa lo stesso divario che c’è tra il vivere in armonia e affetto con una persona di cui sei innamorato davvero e vivere con qualcuno perché ti conviene o perché non hai trovato nulla di meglio.

NON HO LA STOFFA DELL’ARRAMPICATORE SOCIALE

Mi è successo più volte di trovarmi in situazioni di questo tipo, o ancora più imbarazzanti, dove entrambe le chance presentavano lati entusiasmanti e altri un po’ meno. A volte ho dovuto rinunciare a una carriera aziendale, a volte a importanti sbocchi bancari, a volte ho dovuto dire no a importanti prospettive nel campo della ricerca universitaria. Non so se ho sempre fatto le scelte giuste. Sono però sicuro di aver dato sempre la priorità al cuore a all’anima piuttosto che al calcolo utilitaristico immediato. Non ho insomma mai praticato lo sport degli arrampicatori sociali.

NEI TEMPI DELLE VACCHE MAGRE OCCORRE FORSE SAPERSI ACCONTENTARE

Mala tempora currunt, sospiravano gli antichi romani quando le cose non andavano bene. I tempi che ci troviamo a vivere sono in effetti paragonabili a quelli biblici delle vacche magre, con l’aggravante che non stanno durando affatto 7 anni ma almeno 17. Spingere i giovani ad essere più selettivi e meno disposti ad adattarsi e ad accontentarsi, potrà anche sembrare improprio ed onirico, oltre che utopistico ed impraticabile. Le fabbriche, gli uffici, i campi, le banche, le scuole, i ristoranti offrono occupazioni decenti, quando le cose vanno bene e meglio di oggi. Occupazioni che in ogni caso richiedono sacrificio e adattamento.

ESISTRE ANCHE UN PROBLEMA DI SEMPLICE SOPRAVVIVENZA

Il sacrificio poi è quello di saper rinunciare ai propri sogni inconfessati, alle proprie motivazioni qualitative. In ultima analisi, il problema più importante per chi si affaccia alla vita è la sopravvivenza, il non dipendere più dai genitori, ma eventualmente dar loro qualche aiuto se possibile, il mettere su famiglia, il portare del pane e del companatico a casa, il pagare le incessanti bollette che arrivano a ritmo frenetico, rendendo la vita odierna una vera e propria battaglia per l’argent, per il vile danaro che non è per niente vile fin quando rappresenta una necessità fondamentale per far campare te stesso e chi ti sta vicino.

TROVARE UN POSTO SIGNIFICA ANCHE FINIRE SOTTO PADRONE

La vita attuale non costa cara ma carissima. Essere presenti e attivi sulla crosta di questo pianeta implica un mare di responsabilità. Cercare un posto significa dire che si è disponibili a cedere gran parte del proprio tempo, e a fare comunque qualcosa di utile e di produttivo, a mettersi a disposizione di qualcuno, di un’azienda, di un padrone, di un direttore, di un capufficio o di un capo-officina. Significa insomma essere disponibili all’arroganza e ai diktat di chi sta più in alto di te perché rischia, perché è più bravo ed esperto, o semplicemente perché si è adattato al meglio nel servire il suo padrone. Alla fine, si corre il pericolo di capire che, passando dalla condizione di disoccupato a quella di occupato, più che aver risolto le nostre ambizioni e necessità, siamo caduti dalla padella nella brace. Siamo finiti ahimè sotto padrone.

SIAMO MACCHINE SPECIALI CHE FUNZIONANO CON BENZINE SPECIALI

Forse, la cosa migliore rimane quella di essere più imprenditoriali fin dall’inizio. Studiare di più, capire meglio se stessi, trovare i propri spazi e la propria strada maestra in modo ispirato e sentito, con slancio ed euforia, visto che questi sono i veri ottani che rendono efficace e scattante la nostra benzina, le nostre risorse interne.

I CINESI IN FATTO DI IMPRENDITORIALITÀ DANNO LEZIONI AL MONDO INTERO

I cinesi ci insegnano. Non cercano quasi mai un posto di lavoro. Non fa parte della loro mentalità. Tendono piuttosto a crearsi con pazienza e sacrificio un loro percorso, anche partendo dal niente, e sempre lottando contro la strenua concorrenza. Nelle vie delle China Town, ogni famiglia abita al piano rialzato, mentre al piano terra, a livello della strada, allestisce il suo negozietto e crea le basi per il proprio business.

LEGGERE AUTORI STRANIERI SÌ, RICORDANDO PERÒ CHE L’ITALIA È LA VERA CULLA STORICA DELLA HEALTH SCIENCE

Tornando però al problema specifico della scuola igienista e alle varie domande che mi hai posto, non devi pensare che per farsi una buona cultura sulla salute occorra necessariamente andare lontano. Siamo in Italia, paese sicuramente contraddittorio e scarsamente rispettoso del grande passato che lo caratterizza, ma pur sempre culla della civiltà greco-romana e del Rinascimento, oltre che delle maggiori scuole filosofiche, naturalistiche e salutistiche, quelle del Conosci te stesso, del Mens sana in corpore sano, quelle della millenaria Scuola Medica Salernitana, dell’Imperatore Marco Aurelio, di Giordano Bruno, di Leonardo e Galilei, nonché di Luigi Alvise Cornaro, autore veneziano del primo libro igienista della storia. Se cerchi i libri degli autori fondamentali non puoi scappare comunque da Louis Kuhne, Arnold Ehret, Claude Bernard, Herbert Shelton, Manuel Lezaeta, Nathan Pritikin, Ross Horne.

LA SICUREZZA RIMANE UN INGREDIENTE BASILARE PER VIVERE DECENTEMENTE

Al momento, dici, faccio l’infermiere e lavoro con regolare stipendio. Avere la possibilità di ricevere una determinata somma di denaro al 27 di ogni mese, più assicurazioni, bollini pensione, bonus, assegni familiari e tredicesime, che per certi bancari ad esempio diventano pure quattordicesime e quindicesime beati loro, può diventare un vivere sul velluto, in piena sicurezza. La sicurezza nel presente e nel futuro fa parte degli ingredienti-chiave per vivere serenamente. Se viene a mancare quella cade un po’ tutto e si va verso il suicidio, come sta purtroppo accadendo  da diverso tempo in Grecia e nella stessa nostra Italia.

LA MIA ESPERIENZA PERSONALE NON È FACILMENTE RIPETIBILE

Come fare dunque per conciliare la vocazione igienista e portare nel contempo il pane a casa? Purtroppo non posso risponderti in base alla mia esperienza personale, visto che ho percorso un tracciato pionieristico e tutto sui generis, per cui ho potuto permettermi di far leva su risorse accumulate in precedenza, concedendomi il lusso di poter lavorare in modo gratuito puntando almeno alla copertura delle spese vive, e non certo delle bollette, e non certo dei tanti imprevisti e degli incidenti.

TIENITI BUONA LA PROFESSIONE CHE HAI E CONTINUA A STUDIARE

Direi che al momento è meglio mantenere la posizione che hai e confinare nel contempo le tue ambizioni igienistiche nel campo degli interessi hobbistici e della preparazione autodidattica, come del resto già stai facendo. Non appena ci saranno in Italia delle reali aperture legali e dei riconoscimenti concreti verso la scienza della salute e la scienza comportamentale, ogni appassionato del settore potrà liberamente dedicarsi a questa attività con criteri economici, con lo spirito del fare impresa in modo regolare e redditizio, visto che chi crea salute crea anche ricchezza e merita giustamente sostegno sulla base della sua capacità, della sua bravura e dei suoi risultati, come succede del resto in ogni altro campo imprenditoriale.

UNA SCIENZA VA OSSEQUIATA, RISPETTATA E REMUNERATA COME SCIENZA

I riconoscimenti dovranno essere sostanziali e non di facciata. Fino a quando l’igienismo verrà visto come qualcosa di strano e di improbabile, di bizzarro e di inverosimile, qualcosa di subordinato addirittura alla medicina che è curomania e pasteurmania più che scienza. Fino a quando l’igienico resterà declassato e relegato come serie B tra le scienze della salute e del rimedio, non è il caso di considerarlo attività adatta a pagarti le spese, a comprare il pane e a onorare disinvoltamente le varie bollette.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. "Diffondere gli insegnamenti dell'igienismo" puoi farlo fin da subito, senza aspettare "un domani". Naturalmente lo devi fare "gratis et amore dei", non so se questo ti possa interessare visto che non ti consentirà di "portare il pane a casa", almeno nell'immediato, ma di procurarti comunque tante soddisfazioni sul piano morale. Nonchè sul piano professionale, visto che sei infermiere, cosa che sicuramente potrebbe agevolarti nel tuo progetto di renderti utile agli altri. Spicciati però, compra un pò di libri e informati, che cosa aspetti, qui mi sembri un pò lento, mentre invece dovresti essere almeno altrettanto svelto e lesto come lo sei nel programmare il risvolto economico di tutta la faccenda.