STEATOSI EPATICA DA FEGATO GRASSO E VACILLAZIONI SUL PIANO MORALE

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LETTERA

PANCIA E STOMACO DURI E GONFI

Salve mi chiamo Marco ed ho 54 anni. Da 6 mesi mese ho pancia e stomaco enormi duri e gonfi. Ho come una cinta che mi si strige fortissimo in basso sul pube ed un gonfiore che mi toglie il respiro portandomi affanno e panico a volte fin su alla bocca dello stomaco. Non ce la faccio più a vivere cosi.

STITICHEZZA, EMORROIDI, PROSTATA, EPATITE C E MILZA ASPORTATA PER INCIDENTE

Sono stitico e soffro di emorroidi. Credo di avere anche qualche problema iniziale alla prostata, visto che urino con lentezza e difficoltà. Da rilevare che mi è stata asportata la milza per un incidente e che ho avuto l’epatite C cronica, poi sfociata con un risultato di Fibroscan due anni fa a livello 15.

CURE INTERFERONICHE CONTRO IL FEGATO GRASSO

Ma ho fatto la cura interferonica e mi sono negativizzato oramai da un anno. L’ecografia all’addome non dà una risultanza di aria, anche se io non sento di averla, e implica una denominazione di Fegato grasso. Spero di essere stato abbastanza esaustivo con le info pronto ad ampliarle al bisogno.

PASTI SENZA ORARI E IN FRETTA

Sono alto 182 e purtroppo oggi peso 103 kg, ma non mangio affatto tanto, anzi, forse mangio solo male, senza orari e in fretta, pastasciutta in preminenza e la sera, nervoso a letto, frutta o gelato con biscotti.

AMPUTAZIONE PARZIALE AVANPIEDI DA INCIDENTE ESCARSA PROPENSONE ALLA ATTIVITÀ MOTORIA

Da alcuni anni non faccio piu attività fisica, non ne ho la voglia e tanto meno la forza, dovuto anche all’amputazione di parte degli avampiedi che subii per un incidente aereo oltre 35 anni fa sotto il corso da pilotaggio militare. Sto vivendo molto male questa mia situazione. Passare da una taglia 48 ad una 56 non è proprio il massimo! La prego mi aiuti. Non resisto più!!!

DAGLI OPPIACEI DI IERI AL METADONE DI OGGI, E CONSEGUENTI DIFFICOLTÀ EVACUATIVE

Ho anche fatto la stupidaggine di assumere degli oppiacei per lenire altri dolori che incalzavano. Al momento sono un po’ schiaviuzzato solo dal metadone in scalaggio veloce. Mi ritrovo comunque con difficoltà ad andare in bagno, cosa invece che prima dell’assunzione di questo veleno era regolare e quotidiana.

IL MIO EQUILIBRIO MORALE È DAVVERO A RISCHIO

Insomma credo di essere fisicamente ingombrante ed impicciato. Il fatto grave è che questa situazione critica sta cominciando ad infliggere colpi anche sulla mia stabilità morale, e questo mio distruggermi deve assolutamente terminare. La prego se può: Mi aiuti!!! Grazie.
Marco

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RISPOSTA

FIBROSCAN ED EPATITE VIRALE

Ciao Marco. Permettimi di spiegare alcuni dei termini e delle terapie che hai citato nella mail. Il FibroScan o elastografia epatica è una tecnica usata per quantificare la fibrosi epatica, vale a dire il fenomeno di cicatrizzazione che consegue a malattie come l’epatite virale. Grazie al fibroscan è possibile sapere quanto la malattia epatica, da cui il malato è affetto, è più o meno vicina ad esitare in cirrosi. Il livello 15 significa che non si è lontani dalla zona border-line.

LA BIOPSIA EPATICA APPARTIENE ORMAI AI METODI OBSOLETI DEL PASSATO

Fino ad ora, questa informazione era ottenibile solo con una biopsia epatica, vale a dire con un prelievo dal fegato, eseguito, in anestesia locale, con un apposito ago. La biopsia epatica è poco amata dai pazienti, perché a volte spiacevole e comunque invasiva. Inoltre, il frammento di tessuto che lo specialista epatologo ottiene con la biopsia è di piccole dimensioni, per cui potrebbe non rappresentare fedelmente lo stato del fegato nella sua interezza. L’elastometria epatica è una procedura ambulatoriale che dura al massimo 15 minuti, del tutto indolore, facilmente ripetibile nel tempo ed anche poco costosa.

CONCETTO DI FEGATO GRASSO O DI STEATOSI EPATICA

Il fegato grasso implica un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche. È normale che il fegato contenga del grasso. Ma se tale grasso ammonta a più del 5-10% del peso totale, allora siamo in zona pericolo. I nostri maggiori organi non imbrogliano dimostrano sempre le loro tendenze, le loro preferenze e le loro origini. Siamo esseri fruttariani e vegetariani, per cui siamo dotati di organi interni fruttariani e vegetariani, atti cioè a funzionare meglio col cibo di elezione che, per l’uomo sono le risorse semplici, innocue, vitali e mineralvitaminiche messeci a generosa disposizione da Madre Natura.

QUALI LE CAUSE?

Un’alimentazione troppo ricca di calorie è la prima causa. Quando il fegato non processa o metabolizza i grassi come dovrebbe fare normalmente, si accumula grasso in eccesso. La popolazione tende a sviluppare il fegato grasso se presenta altre condizioni pre-patologiche come il sovrappeso e l’obesità, il diabete e l’iper-trigliceridemia. Anche il disinvolto uso di alcol, la rapida perdita di peso per diete estreme e la malnutrizione possono condurre a questa situazione.

CONSEGUENZE DEL FEGATO GRASSO

L’eccesso di grasso porta ad una infiammazione del fegato. Questa condizione, chiamata steatoepatite, causa danno epatico. Se collegata all’abuso di alcol, si parla di steatoepatite alcolica. Diversamente si parla di steatoepatite non alcolica, o NASH. Un fegato infiammato può diventare fibroso e indurito col passare del tempo. Questa condizione, che in definitiva è una cirrosi, è un passo decisivo verso l’insufficienza epatica. La NASH è una delle tre più frequenti cause di cirrosi.

SINTOMI DEL FEGATO GRASSO

Un fegato grasso non produce sintomi di per sé, così spesso la gente apprende di avere il fegato grasso quando fa degli esami medici per altre ragioni. È un po’ la stessa cosa che accade con l’insufficienza renale, una condizione che affligge la maggioranza senza che la gente ne abbia consapevolezza, per cui finisce spesso per ritrovarsi, da oggi a domani, lacrime agli occhi, davanti alla dialisi. Fegato grasso significa in fin dei conti fegato ingrandito ed appesantito.

IMPORTANZA BASILARE DEL FEGATO

Tanto importante è il fegato che la prima raccomandazione o la prima chiave della nostra Health Science per uscire dal tunnel di qualsiasi alterazione, è quella di ripristinare la funzionalità epatica.
Pur essendo importanti e vitali tutte le ghiandole grandi e piccole, il fegato svolge un ruolo di superlativo rilievo e di capitale valore, con oltre 500 funzioni da svolgere e con intensi collegamenti con tutti gli altri organi interni. Parliamo di una macro-ghiandola che costituisce una delle difese organiche più efficaci in quanto 1) Purifica il sangue venoso, 2) Purifica i prodotti della digestione, 3) Emulsiona i grassi, 4) Favorisce l’espulsione degli escrementi con l’aiuto del suo lubrificante e del suo purificante intestinale che è la bile,

CONTRASTARE LA STITICHEZZA È FONDAMENTALE

Come tutti gli organi-base anche il fegato è resistentissimo e difficilmente si ammala. Ma i continui disordini digestivi danno luogo a prodotti tossici ed irritanti che congestionano e fanno degenerare i suoi tessuti. Alcol, iniezioni, farmaci, grassi, condimenti troppo piccanti, the, caffè, cole, zuccheri raffinati, dolciumi, cibo e bevande spazzatura, ostacolano le funzioni del fegato. La stitichezza poi è nemica mortale per il fegato. Coltivando buone digestioni e fabbricando sangue di qualità, sangue fluido e scorrevole capace di spingere fuori il sangue grasso-denso-viscoso che al momento ci penalizza, non ci sarà spazio per alcun indebolimento e per alcuna malattia del fegato, e tanto meno per la vescichetta biliare chiamata cistifellea o colecisti.

TUTTE LE EPATITI SONO IN REALTÀ PATOLOGIE UMANOIDI E IATROGENE

La cirrosi epatica dunque è la logica conseguenza della prolungata irritazione dei tessuti epatici per accumulazione abnorme di sostanze estranee nel sangue, prodottesi per continui disordini digestivi cronici, per uso di alcol, medicamenti ed iniezioni. Non malattia virale, non malattia batterica, non malattia autoimmune, ma malattia umanoide o uomo-causata e malattia iatrogena o medico-causata.

NESSUNA CONDIVISIONE CON LE VEDUTE MEDICO-PASTEURIANE SU BATTERI E VIRUS

Quanto alle definizioni e ai concetti medici che parlano in continuazione di epatiti virali spaventose, ed inquietanti, trasmissibili e contagianti, la Health Science contesta aspramente, apertamente e senza alcun riguardo tutte le teorie di ispirazione pasteuriana, volte a spaventare i popoli, a tenerli in pugno col terrore. I virus non sono affatto mostriciattoli pericolosi e male intenzionati. Si tratta di detriti da ovvia e fisiologica moria endocellulare. Le nostre cellule, incluse quelle del tessuto epatico, si ricambiano in continuazione e, per fare questo, devono pur morire e fare posto alle nuove cellule. Qualche danno succede per semplice ostruzione causata da insufficiente immunocompetenza, ovvero da incapacità energetico-immunitaria di espellere prontamente il materiale cellulare morto e fare posto alle nuove ondate di cellule morte in arrivo. Parliamo dunque di materiale cellulare nostro. Materiale morto ed innocente in termini di trasmissibilità e di contagio, capace di fare danno solo come materiale ostruente in accumulazione e non in moltiplica come avviene per i batteri, nei modi precisi illustrati dalla formula di Ehret V (vitalità) = P (potenza) – (meno) O (ostruzione).

DECONGESTIONARE IL FEGATO

La prima cosa da fare è una sola. Dare un minimo di riposo a questo organo sfruttato e oberato di lavoro oltre ogni ragionevole limite. Il riposo ideale è il digiuno per almeno 3 giorni, con zero cibo, zero farmaci, zero sostanze che non siano acqua fresca e leggera o succo di limone allungato con acqua leggera, da bersi liberamente a piccoli sorsi. La somministrazione di succo fresco di ortica (esclusi i semi, unica parte della pianta ad essere leggermente tossica), nella dose di 3 tazzine al giorno fungerà, volendo, da depurativo supplementare. Dopo il digiuno si procede a dieta di frutta fresca e acquosa, alternata con insalate miste e con minestre di verdure a breve cottura di 15 minuti in pentola normale con coperchio (niente pentole a pressione e niente micro-onde ovviamente). Dopo qualche giorno ancora si passa alla normale dieta vegan-crudista tendenziale, sostenibile, appagante e personalizzata.

ESERCITARE IL CORPO REGOLARMENTE, SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITÀ

Mai dimenticarsi un minimo di esercizio. Se ci sono delle limitazioni fisiche ci si aiuterà con le racchette o le stampelle, ma muoversi è di fondamentale importanza per l’organismo in quanto stimola e riattiva tutte le funzioni organiche, la circolazione del sangue e del linfatico, la circolazione della bile che deve essere stimolata per evitare il suo ristagno nel sacchetto biliare a depositare sostanze proibite e formatrici di calcoli. Due o tre bagni quotidiani d’acqua fresca ai genitali per una ventina di minuti cadauno sono preziosi. I semicupi al bidè vanno benissimo. Il cataplasma notturno di fango termale sul ventre è benefico, a patto di essere applicato con costanza per un paio di settimane almeno.

TRATTARE IL FEGATO COI GUANTI SE CI INTERESSA LA SALUTE

In ogni caso, la base per il trattamento della steatosi poggia su una corretta alimentazione, il calo di peso graduale e l’attività fisica aerobica. Ribadiamo con enfasi che il fegato è un organo fondamentale per il corretto funzionamento di tutto l’organismo. Depurare il fegato consente di migliorare le funzionalità digestive e il funzionamento regolare dell’intestino, oltre che l’assimilazione delle sostanze nutritive presenti negli alimenti. Depurare il fegato significa anche potenziare le difese immunitarie. Se il fegato funziona bene, tutta la digestione procede in modo regolare e il corpo riesce a liberarsi al meglio dalle tossine e dalle sostanze indesiderate.

RIMEDI NATURALI

Esistono numerosi rimedi naturali per aiutare la depurazione del fegato e per iniziare un vero e proprio programma detox dedicato a tutto l’organismo. I vegetali sono tutti grandi amici del fegato. I più indicati includono acetosa, arancia, ananas, asparago, avocado, carciofo, carota, cavolo, cicoria, ciliegia, cotogna, crescione, fagiolino, finocchio, fragola, lattuga, lupini, mela, melanzana, mirtillo, mora, oliva, ortica, orzo, patata, pompelmo, prezzemolo, prugna, pungitopo germogli, rafano, ravanello, ribes, sedano, tarassaco, uva. Succo di mela e limone, succo di aloe, succhi di ortica, succhi di melagrana.

RACCOMANDAZIONI CONCLUSIVE

In altre parole servono cibi vivi, acquosi e vitali, collocati sui punti alti della scala vibrazionale Simoneton, ovvero oltre i 6500 Angstrom, possibilmente colorati di radiazioni energizzanti al rosso e all’infrarosso, e non cibi stracotti, pastorizzati, sintetizzati e devitalizzati, bassi sulla scala e colorati di radiazioni indebolenti ed ammalanti di colore grigio o nero, tipiche dei buchi neri che assorbono energia anziché donarla. Via pertanto le carni e tenere al minimo indispensabile, secondo gusti e necessità personali, uova da galline ruspanti e latticini di malga, salvo che non si stia viaggiando su criteri vegani assoluti. Via gli zuccheri raffinati evidenti e nascosti, via gli integratori e i farmaci. Via i cibi e le bevande spazzatura. Via a maggior ragione gli oppiacei e il metadone, oltre che il semplice caffè e le varie cole. I casi di gente capace di recuperare in 2 settimane appena la funzionalità epatica mediante diete consone, attenzioni comportamentali, selettività negli acquisti alimentari, massaggi e fregagioni esterne in zona epatica, non sono affatto una rarità.

PIÙ FIDUCIA E MENO PASTICCI

Il messaggio specifico di aiuto per Marco, per farlo uscire dalla grave crisi fisiologica ed esistenziale che lo sta attanagliando, si sintetizza nell’acquisire maggiore fiducia in se stesso, nell’intraprendere in modo coerente i passi necessari secondo i principi-base indicati e senza farsi distrarre da niente e da nessuno. Serve maggiore preparazione e maggiore rigore. Meno pastasciutta, meno biscotti a cena e più cibi vitali. Assolutamente niente cortisone e niente più farmaci di alcun tipo. I dolori danno fastidio, ma occorre accoglierli con favore in quanto segnali preziosi del corpo oltre che scarico eliminativo veleni interni.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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2 commenti

  1. Non so quanto sia una cosa buona digiunare in sovrappeso con fegato grasso e sottometadone…io non lo farei perché secondo me c'è il rischio di peggiorare la situazione.

  2. Questi soggetti, ultracinquantenni con un pesante passato da smaltire, dovrebbero capire una cosa fondamentale, e cioè che l'igienismo, la dieta vegancrudista, non sono una passeggiata, non può esserlo, come nel caso invece della persona giovane che si affaccia a questa disciplina senza pedaggi degenerativi sul proppone da pagare. Persone come Valdo Vaccaro, vegetariani-vegani da sempre, cultori fin da ragazzi di uno stile di vita praticamente ineccepibile, sono transitate all'igienismo senza alcuna difficoltà, quasi per forza d'inerzia, senza imbattersi quindi nelle noie della detox, che manco hanno avuto l'opportunità (buon per loro) di conoscere personalmente. Ma per questi altri soggetti, dai 50 in su come il sottoscritto, che vogliono tentare la via dell'igienismo, dopo aver provato inutilmente quella della medicina ufficiale, per cercare di risolvere i loro invalidanti acciacchi di salute, si tratta di tutta un'altra faccenda: questi signori devono essere informati che andranno sicuramente incontro a pesanti crisi di disintossicazione, che non potranno certo risolversi in pochi giorni e neppure in pochi mesi, qui parliamo di semestri e di anni. Devono sapere che il corpo svilupperà tutta una serie di affezioni (dolori compresi) che gli serviranno per ripulirsi dal vecchio carico tossico e per rigenerarsi e autoripararsi dalla punta dei piedi fino ai capelli, perchè è così e solo così che il corpo può guarire dalle vecchie magagne. Imparare un menù, una dieta, è cosa semplicissima, meno forse, anzi senz'altro, ad applicarla e praticarla. Ma la cosa veramente difficile è gestire le conseguenze di questa dieta e più in generale di un certo stile di vita, e cioè saper reggere all'urto della detox, non cadere nello sconforto, nel dubbio di aver sbagliato tutto, nel saper resistere ai disagi e alle sofferenze concedendo alla propria capacità di sopportazione giusto il minimo vitale per non andare k.o. Questo secondo me è un punto centrale, con cui uno come il signor Marco di 54 anni dovrà fare i suoi bravi conti.