COME VALUTARE BENEFICI E NATURALITÀ DEGLI INTEGRATORI

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LETTERA

Ciao Valdo! Innanzitutto grazie di cuore per ciò che fai. Ho un paio di domande da porti sugli integratori. Ho letto un tuo articolo sul blog e ho capito che vitamine sintetiche fanno più male che bene.

Io tuttavia assumo compresse di vitamina C con estratto di rosa canina, capsule con micelio di Reishi e compresse con estratto di ginseng e ginko biloba. Mi chiedo se le suddette compresse, essendo composte da estratti naturali, siano benefiche o meno. Grazie e buona serata!
Pierpaolo

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RISPOSTA

QUALCHE GRADIENTE QUALITATIVO ESISTE DI SICURO

Ciao Pierpaolo. Occorre sicuramente fare delle distinzioni tra qualcosa di totalmente sintetico e qualcosa che viene incapsulato e che racchiude degli estratti naturali. Esiste una scala di valori in tutte le cose e pertanto anche negli integratori.

È LA VITALITÀ DEL PRODOTTO CHE DETERMINA LA SUA ASSIMILAZIONE

Tuttavia il criterio valutativo non è principalmente basato sull’origine di quanto contiene la capsula integratrice, quanto sulla sua condizione concentrata e secca, priva pertanto dell’acqua biologica di accompagnamento e dei relativi enzimi, della vitalità elettromagnetica tipica del prodotto fresco, della modulazione con altri nutrimenti di contorno in rispetto alla legge del minimo di Liebig, della facile smaltibilità renale di eventuali eccessi.

EFFETTO PLACEBO ED EFFETTO STIMOLO

Quelli che vengono chiamati benefici sono confinati spesso a effetto placebo, e quindi alla convinzione mentale di aver assunto qualcosa di formidabile, e ad effetto stimolante, dove il corpo, in presenza di sostanza secca-concentrata-lavorata-confezionata-estranea, si ritiene preso in giro e reagisce con un tentativo di escrezione e di rifiuto simile a quello nei confronti della caffeina, che regala l’illusione temporanea di sostegno e di stimolo nell’immediato, assumendo però nel lungo periodo l’aspetto di un comune doping.

C’è poi chi afferma che la frutta e la verdura disponibile al giorno d’oggi non siano più così salutari e ricche di nutrienti, spingendo quindi per le integrazioni.

Non intendo affatto sottovalutare la sporcizia degli scarichi veicolari e dei tubi di scappamento lungo le arterie stradali. Stesso discorso per gli effetti devastanti degli erbicidi, che desertificano i campi impedendo la vita ad ogni ciuffo d’erba e ad ogni fiore, o per l’azidrina, che impregna di veleni cancerogeni le preziose falde acquifere, o per i depositi tossici non riciclabili, che appestano determinate zone abusive per decenni o persino secoli, o per le irresponsabili sostanze spruzzate nei cieli mediante le scie chimiche.

LA PEGGIOR FRUTTA VALE 100 VOLTE DI PIÙ DEL MIGLIOR INTEGRATORE

Ma da qui a demonizzare il lavoro paziente, instancabile ed ammirevole della natura, che quasi in controtendenza polemica continua a riproporre i propri germogli, i propri fiori e i propri frutti, oltre che a catturare ed immagazzinare energia elettromagnetica-solare a vantaggio nostro e del mondo animale in genere, ce ne vuole di coraggio. Frutta e verdura fresche esprimono ed emettono autentica forza elettromagnetica-radiante, parenti vicine della spiritualità e della vitalità, e quindi non facilmente scalfite o depotenziate dalle tossine. Nessuna pillola, nessuna confezione e nessun flacone potranno mai riprodurre l’acqua biologica e la carica mineral-vitaminica della risorsa naturale.

SCARSA ATTITUDINE UMANA VERSO IL PROPRIO CARBURANTE BIOLOGICO

Ogni volta che giro per le campagne a piedi o in bicicletta, a distanza dagli odori e dai rumori acidificanti della civiltà, mi rendo conto di quanto massiccia e crescente sia la presenza di viti biologiche e prive di trattamento, cariche di uva che nessuno mangia e nessuno raccoglie, di meli, ciliegi, kaki e albicocchi carichi dei rispettivi frutti biologici, che nessuno raccoglie e nessuno mangia. Tutti gli anni assistiamo poi scandalizzati e sbalorditi alla distruzione di montagne di agrumi, schiacciati e interrati dalle ruspe, al solo scopo di accorciare l’offerta e di farne lievitare i prezzi.

LA GIOVENTÙ CONVOGLIATA INGANNEVOLMENTE VERSO IL FAST-FOOD

La gioventù che si ingozza di dolciumi, di merendine, di gelati zuccherati al latte, di tramezzini-patatine-cole al McDonald’s, non ambisce di certo a fare delle scelte indifferenti tra bio e non bio. Gli basta riempire la pancia a costo pecuniario ridotto, scordandosi del tutto che la salute riveste un prezzo ben più alto di quei mediocri pasti ultrarapidi, riscaldati tra l’altro dai forni a micro-onde.

SERVE FRUTTA A CASSETTE, E NON A MODESTI SACCHETTI

Andiamoci piano dunque nel demonizzare la frutta comune e nello spingere le famiglie verso il mito del biologico, con acquisti risibili di tre banane, due mele, due arance e un grappolo d’uva garantiti, pagati a prezzo d’oro e pertanto centellinati necessariamente nei quantitativi, mentre tali derrate andrebbero acquistate a cassette stracolme e a prezzi popolarti.

NIENTE MEDIOCRI VENDITORI DI FUMO

Mi sta benissimo che la rete dei Natura-sì et similia si estenda ad ogni piccolo centro della penisola. Mi sta benissimo che la mentalità biologica e biodinamica prendano rapidamente piede nella mentalità e nella coscienza degli agricoltori e dei consumatori, oltre che nelle tecniche agricole applicate ai terreni. Ma nessuno si sogni di speculare sulla salute e di vendere bottigliette di petrolio o contenitori tetrapak di fumo Doc rigorosamente selezionato.

Di fronte a qualsiasi cosa o sostanza che porti alla bocca, devi sempre porti una semplice e precisa domanda. Viene dall’albero o dal macello? Viene dal cespuglio o da una catena di montaggio?

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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