CRITICHE AL DIGIUNO IGIENISTA E LODI SPERTICATE A GERSON

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LETTERA

CURIOSITÀ SUL COME AVREBBE RISPOSTO

Buonasera Valdo. Leggendo a ritroso le sue tesine mi sono imbattuta nei commenti di un lettore che hanno suscitato il mio interesse ma soprattutto la curiosità di sapere come avrebbe risposto lei, dato che in un qualche modo le vengono mosse delle critiche. Una sua assidua e fedele lettrice.
Luigina

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TESTO CRITICO DEL LETTORE

CRISI ELIMINATIVE POTENZIALMENTE DANNOSE

Le crisi eliminative possono anche uccidere una persona, quindi bisogna saperle governare, cioè in pratica alleviare all’occorrenza. L’effetto eliminativo (o depurativo che dir si voglia, detto anche detox) è prodotto, in massimo grado, dal digiuno, poi, in ordine decrescente, dai succhi di verdura, dalla frutta acida, dalla frutta zuccherina (banane), dalla verdura cruda, dalla frutta cotta (es. banane cotte), dalla verdura cotta.

CLINICHE GERSON BRAVE A CONTROLLARE L’ELIMINAZIONE SENZA RIMANERNE IN BALIA

I cereali bloccano la detox (vedi il riso in bianco suggerito come ricetta contro la colite). Quindi intervenendo sull’alimentazione si può tenere sotto controllo anche il processo eliminativo. I massimi esperti di crisi eliminative sono le cliniche Gerson. I succhi Gerson (di 4 tipi) hanno lo scopo di scatenare la detox, i clisteri di caffè quello di smaltirla rapidamente e di funzionare al tempo stesso come antidolorifico. Ci sarebbero tante cose utili da sapere sulle crisi eliminative, in modo da saperle governare a nostro vantaggio e non rimanere in balia delle stesse.

GENERICITÀ NELL’AFFRONTARE L’ARGOMENTO

Purtroppo Valdo su queste cose è troppo generico, d’altra parte credo che lui non ne abbia avuto un’esperienza personale diretta. Non esiste, che io sappia, una letteratura precisa sulle crisi eliminative. Ed è veramente curioso, perché la detox è veramente un passaggio cruciale nell’esperienza igienista, visto che il transito verso la guarigione non è mai una passeggiata (a meno che si sia molto giovani e scarsamente intossicati), ma in genere un percorso molto accidentato difficilissimo e lungo di anni.

TESINE E MENU RIPETITIVI

Esiste una vasta letteratura sul corretto e ideale stile di vita, da seguire quando si è finalmente arrivati sull’altra sponda del fiume. Come esiste anche una dettagliatissima descrizione, anche in ambito igienista, delle innumerevoli forme di detox, come testimoniano del resto le numerosissime tesine di Valdo Vaccaro. Le quali, se da un lato ci spiegano per filo e per segno ogni diversa patologia, sono tuttavia quasi del tutto inutili sotto l’aspetto pratico, cioè di come comportarsi in ogni specifica situazione di detox. La ricetta di Valdo è infatti sempre la stessa, come identico il suo menù, il tutto suffragato dall’affermazione secondo cui sarebbe il corpo, e soltanto esso, a possedere la capacità di auto-guarigione. Cosa certamente vera, ma da integrare con quell’altra secondo cui il corpo sarà capace di auto-guarire solo se messo nelle giuste condizioni per farlo.

NECESSITÀ DI VALUTARE LE CONDIZIONI DI UN SOGGETTO, PRIMA DI QUALSIASI SCELTA MIGLIORATIVA E DEPURATIVA

E sta proprio qui la difficoltà, nel trovare queste giuste condizioni per ciascun soggetto in ogni momento, che sono diversissime da caso a caso. La prima cosa da stabilire sono le condizioni generali di salute del soggetto, per capire se egli sia in grado e in che misura di reggere una crisi eliminativa (detox) e dunque un certo regime alimentare capace di scatenarla. Se un soggetto gode di condizioni precarie, magari è già magrissimo e a rischio di crisi epatica o renale, è chiaro che dovrà cercare di tenere a freno la detox, perché altrimenti rischia solo il ricovero in ospedale, dove può dire addio al suo igienismo. Dunque niente digiuno, crudo limitato, niente succhi (salvo un succo di carota), prevalenza di frutta zuccherina (banane), tenere almeno un pasto cotto (verdura cotta o cereale senza glutine).

DETOX SEMPRE PROPORZIONATA ALLO STOCK TOSSICO ACCUMULATO

Altra cosa su cui è bene riflettere è che la detox è un processo, che sarà tanto più lungo e complesso quanto maggiore è lo stato di intossicazione del soggetto.Un processo durante il quale la detox assumerà tante forme diverse e più o meno intense mano a mano che il nostro organismo, scandagliando ogni singola parte di se stesso, andrà ripristinando le originarie condizioni. Ogni fase di questo lungo procedimento richiede, ahimè, un diverso trattamento anche sul piano alimentare.

I MERITI DEL METODO GERSON

Il grande merito del metodo Gerson è che è fondato su suggerimenti pratici e molto precisi, che funzionano (accidenti se funzionano, clisteri di caffè compresi). L’inconveniente è che queste cliniche sono pochissime, costose, e poi sono molto selettive (si occupano principalmente di alcune forme di cancro), e poi comunque il metodo è molto impegnativo. Purtroppo spesso non resta che diventare medici di se stessi.

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RISPOSTA

COSE GIUSTE E COSE SBAGLIATE IN MESCOLAZIONE

Ciao Luigina. Grazie per avermi reso compartecipe di questo commento. Come sai non ho tempo per leggere o controbattere le cose buone e meno buone che si scrivono. In questo caso due cose le devo proprio dire. Chi ha scritto quelle annotazioni ha detto sì alcune cose giuste e condivisibili, ma si è anche perso in diverse scelleratezze che vanno evidenziate.

DIVERSE CONDIVISIONI

Condivido in pieno le osservazioni sulla proporzione tra intensità effetti eliminativi e consistenza quantitativa-qualitativa dello stock tossico accumulato. Condivido l’idea che i miglioramenti dietologici e il digiuno in particolare non siano sempre e comunque una piacevole e disinvolta passeggiata. Condivido che esistano metodi di rallentamento e di controllo degli effetti eliminativi, tipo il riso, il purea di patate, la minestra di verdure a cottura rapida 15 minuti in pentola normale con cavoli, porri, patate e cipolle. Condivido il concetto che alla fine convenga diventare medici di se stessi, ed è per questo che preferisco un grammo di buoni insegnamenti a un quintale di terapie.

NON SI DEVE STRAVOLGERE IL PENSIERO ALTRUI

Condivido il concetto di valutare le persone e di personalizzare sia le diete che i procedimenti rimediali prescelti, secondo navigazione a vista e secondo buon senso, e mai secondo schemi fissi e dogmatici. Questo sì che l’ho scritto 1000 volte, ma quel lettore non lo ha ugualmente letto! Quanto al discorso sulle capacità corporali di auto-guarigione, a patto che il corpo stesso sia messo nelle giuste condizioni per riprendersi, è addirittura frase che fa parte stabile del mio repertorio, e che invece mi viene incredibilmente conteggiata a debito.

LA GENERICITÀ STA NELLE CRITICHE CHE MI VENGONO RIVOLTE

Le critiche personali nei miei riguardi le devo respingere perché inappropriate ed ingenerose. Mi accusa di genericità sull’argomento digiuno. È una sua libera opinione. Ho parlato chiaro dicendo che non faccio il terapeuta e nemmeno il digiunista. Pertanto evito di entrare in dettagli che andrebbero contro i miei principi. Non mi risulta di aver spinto la gente a intraprendere digiuni avventurosi. Parlo spesso di mini-digiuno, versioni ridotte e limitate ai 3 giorni. E raccomando un periodo di preparazione, citando pure l’esistenza di versioni alternative tipo il menu crudista stesso o il cosiddetto semidigiuno. Non so di quale genericità lui parli.

DEMONIZZARE IL DIGIUNO IGIENISTA È INSENSATO

Non è assolutamente vero che il digiuno porti ai gravi pericoli ipotizzati. Non è vero che manchi letteratura nel settore. Shelton ha prodotto una cinquantina di libri, e ha parlato diffusamente del digiuno, sempre in termini elogiativi. Migliaia e migliaia di digiuni in tutta l’America, con risultati straordinari, ben s’intende. Quanto alle mie numerosissime tesine, giudicate inutili e ripetitive, al pari dai miei noiosi menu, privi di varietà e di fantasia, questo è un tentativo di denigrare e ingiuriare in modo malevolo e gratuito. Nessuna critica di tipo costruttivo e circostanziato, ma solo pettegolezzo da gente invidiosa, mi dispiace dirlo.

È FORSE UNA COLPA DIFENDERE IL CIBO VITALE, SOBRIO E DIGERIBILE?

Non ho scritto alcun libro sulle ricette? Verissimo. Me ne viene fatta richiesta da più parti. Troverò magari il tempo per farne uno. Ovvio che non mi sono potuto scatenare in una serie di piatti succulenti da proporre al pubblico. Parlare come faccio di dieta semplice e sobria, innocente e divertente, suona a quel lettore ripetitivo e privo di valore? Padrone di pensarlo.

NON È DAVVERO IL CASO DI DIVINIZZARE MAX GERSON

Quanto poi alle super-valutazioni del metodo Gerson, le trovo oggi non solo esagerate e fuori-posto, ma anche ingiustificate. Non esiste cancro in un metabolismo sano, affermava giustamente il dr Max Gerson (1881-1959). Impossibile contestarlo su questo. Del resto viveva in un periodo particolarmente fecondo, con scienziati del calibro di Otto Einrich Warburg, ed era facile assimilare quel tipo di linguaggio.

GLI ELOGI DEL DR SCHWEITZER

Definire però Gerson come pioniere dell’alimentazione terapeutica nel trattamento di tumori e altre malattie degenerative, come paladino dell’agricoltura biologica, nonché come uno dei massimi geni nella storia della medicina, secondo il parere del dr Albert Schweitzer, mi suona alquanto stonato. Affermazione sbilanciata ed enfatizzata oltre misura. Convengo che Schweitzer fosse persona credibile, ma doveva pur sdebitarsi in qualche modo, visto che Gerson lo curava gratis.

MICIDIALI CLISTERI DI CAFFÈ CONTRABBANDATI PER CURE RISOLUTIVE

Avendo scritto qualcosa anche su Gerson, tipo “Metodo Gerson, spremute e succhi“, sarà il caso di fare qualche contro-commento. Uno che parla male dell’ananas, dei mirtilli e del limone non mi convince troppo. Uno che adopera clisteri di caffè provocando micidiali disordini all’intestino, oltre che indebolimento del colon, stitichezza, colite e squilibri funzionali di tipo elettrolitico, non mi aggrada. Uno che mi parla di una centrifuga all’ora per 13 tazze al giorno, non me la racconta bene. Uno che pratica innaturali e stomachevoli iniezioni di estratti di fegato dopo che ha devastato e messo a soqquadro il sistema epatico coi suoi clisteri, non raccoglie approvazione. Uno che pratica tecniche pericolose per le donne in gravidanza, non fa al caso mio. Uno che infine adopera per i suoi scopi stampelle sintetiche o integratori di vario genere, e persino prodotti per la tiroide, non collima affatto col mio modo di pensare.

TUTTO FUORCHÉ UN BUON IGIENISTA

Non solo Gerson era lontano mille miglia dal pensiero igienistico, ma non si avvicinava in alcun modo alla clinica zurighese dr Max Bircher-Benner per qualità, coerenza e risultati. Rispetto sì ma niente di più.

NIENTE DI PRECISO E NIENTE DI SCIENTIFICO

Metodo preciso e funzionante? Suggerimenti pratici che funzionano e che regolano? Governare il digiuno e non farsi governare da esso? Non diciamo sciocchezze. I salvataggi estremi Gerson arrivarono grazie al potere rivitalizzante della frutta e grazie al credere che chiunque tuttora in vita possegga le risorse per riprendersi. Di questo va dato atto a Gerson, e non di troppe altre cose. Tra l’altro il suo metodo rientra nel campo delle terapie estreme e sperimentali, ovvero nel dominio della curomania di emergenza, ma sempre della curomania. Ricordo al lettore critico che ho adottato, in modo sistematico e soddisfacente, il metodo della non-cura del sintomo, qualcosa che diverge assai dal furore interventista della medicina trasversale e integratrice targata Gerson.

CLINICHE VORACI E MANGIA-SOLDI

Quanto alla clinica gersoniana Nutricion y Vida, localizzata a Tijuana in Messico, faccio presente che assorbe ad ogni cliente qualcosa come 4000 dollari a settimana, e che le cure durano da pochi mesi a diversi anni, con risultati non esattamente trasparenti o statisticamente rilevanti, essendo troppi i pazienti che iniziano le cure per poi interromperle. Quanto alla nuova filiale ungherese, non pare si tratti di una clinica davvero alternativa. Potrei sbagliarmi, ma non pare nemmeno che pratichi prezzi più popolari della sede messicana.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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