PALPITAZIONI, SINDROMI BRACHI-TACHI E PACEMAKER

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LETTERA

UTILITÀ DEL PACEMAKER

Salve professore, ho letto parecchie sue tesine riguardo l’alimentazione naturale. Volevo sapere se ha consigli sulla utilità o meno dei pacemaker, visto che a mio padre, per la sindrome bradi-tachi, hanno consigliato l’applicazione di tale strumento.

FRUTTA VISTA COME DROGA NATURALE E NON COME VERA RISORSA

Ex-fumatore ed ipertesto da anni con eccessi di stress e alimentazione-spazzatura e acidificante, e con leggera insufficienza renale. Sto in tutti i modi convincendolo che mangiando solo frutta non si muore ma, sentendosi debole, una volta toltogli le “droghe naturali”, cerca di nuovo aiuto nelle proteine.

DIFFICOLTÀ OGGETTIVE NEL RIDURRE LA FARMACO-DIPENDENZA

Inoltre sono d’accordo nella chiusura del rubinetto veleni, ma come faccio a togliere Cardioaspirina e Sintrom, visto che ha avuto un infarto ed ha una vena ostruita, e visto pure che gli hanno prescritto tali farmaci per la corretta fluidità del sangue? Grazie anticipate per la risposta.
Riccardo

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RISPOSTA

GIÀ IPPOCRATE E GALENO PARLAVANO DI PALPITAZIONI CARDIACHE

Ciao Riccardo, prendendo spunto da una conferenza del professor Alessandro Pasquale, già nell’antichità, all’epoca di Ippocrate prima e di Galeno poi, si era intuita l’importanza e la pericolosità delle fastidiose palpitazioni del cuore, delle aritmie che venivano avvertite e poi studiate sentendo il polso, allora considerato un messaggero che non sbaglia mai.

WILLEN EINTHOVEN E L’ELETTROCARDIOGRAMMA

Tutto cambiò a inizio Novecento, con l’invenzione nel 1903 dell’elettrocardiografia ECG da parte del brillante fisiologo olandese Willen Einthoven (1860-1927). Questo ha permesso di studiare meglio le irregolarità del ritmo, classificando appunto le famose extrasistoli, le tachicardie parossistiche, che sono delle tachicardie a frequenza piuttosto elevata e improvvisa, la fibrillazione atriale, il flutter atriale, che è una cosa simile alla fibrillazione, i disturbi della conduzione atrio-ventricolare ed i blocchi della conduzione che poi portano all’impianto dei pacemaker.

ARITMIE IPERCINETICHE E IPOCINETICHE

Possiamo distinguere le aritmie in due grosse categorie. Nelle più accelerate si riscontrano la tachicardia e le tachiaritmie dette anche aritmie ipercinetiche. Quando c’è invece una diminuzione anomala del numero dei battiti, si parla di bradicardia e di bradiaritmie, oppure di aritmie ipocinetiche.

SINDROME BRADI-TACHI CON SCLEROSI DEL METRONOMO CARDIACO

Ed esiste anche una sindrome che comprende tutte e due le forme, chiamata sindrome bradi-tachi, tipica della persona anziana, perché configura quella che si chiama la malattia del nodo del seno, di questo segna-passi, di questo metronomo che serve a scandire il battito del cuore. Quando ci si invecchia, questa struttura impazzisce, si sclerotizza, si indurisce e porta quindi ad alterazioni che sono sia bradi, cioè sia rallentamenti, e quindi spesso in questi casi si mette un pacemaker, sia fibrillazioni e quindi tachi, cioè accelerazioni curabili con farmaci e altri metodi.

UN FILTRO SALVA-VITA CHIAMATO NODO ATRIO-VENTRICOLARE

Il nodo del seno, si trova fra gli atri e i ventricoli, ed è da considerare vero e proprio salva-vita. Il nodo atrio-ventricolare è infatti il punto attraverso cui devono passare tutti questi impulsi che partono dall’alto e andare nei ventricoli. Se non ci fosse questo filtro, tutte le volte che impazzisce il cuore per un’aritmia atriale come una fibrillazione o un flutter, noi avremmo un equivalente ventricolare che equivale a morire.

ALTERATA FORMAZIONE DELL’IMPULSO ELETTRICO

Le aritmie quindi sono dei disturbi del ritmo cardiaco che possono dipendere sia da un’alterata formazione dell’impulso elettrico di questa zona del cuore, sia da un’alterata propagazione dell’impulso, e quindi poi portano alle alterazioni sia della frequenza cardiaca, sia della sequenza di attivazione delle camere.

ARITMIE DA PRONTO SOCCORSO

Le aritmie si classificano in aritmie mortali, da Emergency Room o Pronto Soccorso, tipiche della rianimazione e del cuore che si ferma. Sia nella fibrillazione ventricolare, sia nell’arresto da asistolia, il cuore in pratica non pompa più, perché nella fibrillazione ventricolare, ha un’attività non più coordinata e quindi è come se fosse bloccato.

ARITMIE MALIGNE

Poi ci sono le aritmie maligne, che possono degenerare in aritmie mortali e sono appunto la tachicardia ventricolare e tutte le altre similari, e alcuni blocchi di alto grado che portano proprio a un’alterata conduzione dell’impulso. Quando s’interrompe la conduzione dall’atrio nel ventricolo, il cuore può andare a frequenze bassissime o addirittura fermarsi.

ARITMIE NON TROPPO PERICOLOSE CHIAMATE EXTRASISTOLI

Esistono anche le aritmie cosiddette non pericolose, ma che sono però a volte molto fastidiose. Trattasi di grosse palpitazioni o di extrasistoli che tutti, possono sperimentare qualche volta. Le extrasistoli possono essere una conseguenza di qualche patologia di tipo ischemico o di altre cose. Di per sé non sono pericolose per la vita e non innescano delle aritmie mortali. Per quanto riguarda i battiti del cuore, la frequenza ci rappresenta il numero di battiti per minuto, il ritmo ci rappresenta la cadenza dei battiti, cioè la regolarità.

DATI SUI BATTITI

La frequenza può essere bassa, e allora parliamo di bradicardia, oppure alta e allora parliamo di tachicardia. Genericamente s’intende bassa quella sotto i 70 battiti al minuto e alta quella sopra ai 100 bpm. Ma ci sono situazioni in cui una frequenza di 100/120 bpm può essere fisiologica. Se uno ha fatto una corsa, o se prova una forte emozione, si sente il cuore in gola. Una frequenza di 100/120, se dura poco, non è preoccupante. Se invece uno viaggia a frequenze sopra i 100 per lungo tempo, vuol dire di sicuro che qualcosa non va. Quando si presenta un’aritmia, per valutarne la gravità, sono da esaminare la frequenza ventricolare, cioè il numero dei battiti e la funzione di pompa del cuore.

POMPA SISTOLICA COMPRIMENTE E POMPA DISTOLICA ASPIRANTE

Il cuore è uno strumento che pompa e aspira. Ha una funzione sistolica, quando pompa il sangue fuori, e una distolica, cioè quando aspira il sangue. Tutte e due possono essere alterate, rappresentando così una situazione peggiorativa, una patologia cardiaca associata. Coronaropatia e valvulopatia, ad esempio, possono aggravarsi in presenza di un’aritmia. Le patologie concomitanti del paziente, che non c’entrano niente col cuore ma che, ad esempio un’anemia anche banale, oppure una broncopneumopatia cronica, oppure un’ischemia cerebrale, sono tutte situazioni che risentono negativamente di un’aritmia.

RIDUZIONE DELL’EFFETTO POMPANTE

Quali sono gli effetti delle aritmie ipercinetiche? L’alta frequenza ventricolare può portare alla riduzione della pompa cardiaca. Già nei soggetti che hanno una pompa alterata questo può succedere. Ma, anche nel soggetto sano, una frequenza ventricolare oltre i 140 bpm viene tollerata con un certo fastidio, perché si riduce l’effetto di spinta, l’effetto pompante.

UN CUORE SANO TOLLERA UNA SCARSA IRRORAZIONE

Le aritmie ipercinetiche possono causare, inoltre, altri danni in altre zone. Ne può soffrire il cervello, il rene, lo stesso cuore, in quanto riceve l’irrorazione durante il periodo di rilasciamento, la diastole. Se il cuore va molto veloce la diastole si riduce e quindi anche l’irrorazione ne risente. Naturalmente un cuore sano lo tollera, un cuore già malato no. Ci possono essere anche segni di scompenso cardiaco con stasi polmonare e gonfiore delle gambe. si può aggravare tutta questa situazione.

STUDIO GIAPPONESE E CAMBIO DI ROTTA SULLA FIBRILLAZIONE ATRIALE

Anni addietro fa la fibrillazione atriale era considerata tutto sommato un’aritmia benigna. Si dava un’aspirinetta, si sbloccava anche a casa senza problemi. Adesso i cardiologi si sono accorti che non è esattamente così e che la fibrillazione striale può essere subdola. Perché? C’è stato un grosso studio giapponese che ha cambiato le carte in tavola.

MINI-ISCHEMIE CEREBRALI E PICCOLI INFARTI ANCHE NEI PAZIENTI SANI

I giapponesi hanno fatto una risonanza magnetica cerebrale a tutti i pazienti fibrillanti e sotto test, anche a quelli che non avevano avuto nessuno disturbo cerebrale. E hanno visto che c’erano stati dei piccoli infarti cerebrali, delle piccole ischemie cerebrali. Questo ha fatto capire che l’ischemia era dovuta a dei pezzetti di coagulo che partivano dall’atrio dove si formano più facilmente quando c’è la fibrillazione.

RISTAGNI, COAGULI E IMPEDIMENTI ALLA CIRCOLAZIONE CEREBRALE

Perché mai? Perché l’atrio, in presenza di fibrillazione, non si contrae regolarmente, mentre il sangue tende a ristagnare favorendo la formazione di questi coaguli. Poi, soprattutto quando riprende il ritmo normale, se uno non prende dei farmaci che fluidificano il sangue, c’è il rischio che passino dei pezzettini e il primo posto dove vanno dall’atrio sinistro è la circolazione cerebrale, quindi vanno a fare un danno piuttosto importante.

SCOAGULAMENTO COME PRATICA MEDICA STANDARD

Adesso tutti i pazienti che hanno un’aritmia come la fibrillazione atriale, o un flutter atriale, vengono scoagulati, cioè si sottopongono a terapie anticoagulanti con sostanze farmacologiche di vario tipo. Ci sono chiaramente pro e contro, perché il fluidificante, facilita anche le emorragie. Ricordiamo che il flutter atriale è una cardiopatia con dilatazione alle camere superiori del cuore. Tachicardia sopra-ventricolare da macrorientro, essendo il circuito di rientro molto vasto, inglobante tutto il miocardio atriale destro.

EXTRASISTOLE E CUORE CHE PERDONO UN BATTITO

Le tachiaritmie più semplici sono le extrasistoli, dove si sente come un senso di vuoto, come un frullare d’ali. Questo è dovuto al fatto che il battito è anticipato. Viene percepita la pausa che segue questo battito, perché dopo un’extrasistole c’è sempre una pausa più lunga e noi la sentiamo come se il cuore perdesse un colpo. In realtà, più che perderlo, è un colpo anticipato.

SINTOMI PARTICOLARMENTE INTENSI

Per quanto riguarda i sintomi, si parla di senso di oppressione al torace, quando la frequenza è molto alta, mancanza di respiro, sudorazione, spossatezza, vertigini. Nelle forme più gravi si può avere anche uno svenimento, una perdita di coscienza.

CUORE MATTO E BATTITO IRREGOLARE

La fibrillazione atriale è un’aritmia completamente anarchica. È come se il cuore fosse impazzito. Infatti si parla di aritmia totalmente desincronizzata. Si sente il polso e si sente un battito del tutto irregolare. Ma esistono anche fibrillazioni atriali sincronizzate che non danno queste irregolarità.
Fra quelle ventricolari abbiamo visto che quelle più gravi sono le tachicardie ventricolari, che poi si possono trasformare in fibrillazioni.

FIBRILLAZIONE ATRIALE A RITMI INCOMPATIBILI

La fibrillazione atriale è un’attivazione completamente irregolare e frammentaria degli atri, con contemporanea presenza di più fronti d’onda e frequenza atriale di 400-600 contrazioni al minuto, per cui, se questi battiti passassero drittamente ai ventricoli, cioè alla pompa cardiaca, noi moriremmo, perché 400-600 battiti è un’aritmia assolutamente incompatibile con la vita.

PACEMAKER STIMOLANTI PER RITMI RALLENTATI

I pacemaker sono un ausilio per quelle aritmie che sono rallentate, le bradiaritmie, cioè quando il cuore va troppo lento o addirittura in certi casi si ferma. La parola pacemaker significa generatore d’impulso. Il pacemaker è un piccolo dispositivo che serve a generare degli impulsi elettrici, e a stimolare il cuore quando questo non riesce a farlo autonomamente.

PREVALENZA DEL MODELLO WIRELESS

Ai nostri giorni prevale l’uso del modelle wireless. Il cuore batte grazie a stimoli elettrici che fanno prima contrarre gli arti e poi i ventricoli. In alcune persone però, il battito cardiaco non è regolare e perciò viene impiantato un pacemaker che aiuterà appunto il cuore a battere regolarmente.

CARATTERISTICHE DEL DISPOSITIVO CLASSICO

Il dispositivo classico viene impiantato esternamente al cuore, solitamente al di sotto della clavicola, e viene collegato all’atrio o al ventricolo che deve stimolare il battito proprio mediante gli elettrocateteri. Il nuovo dispositivo via wireless, invece è senza fili, ossia è formato solo da un piccolo contenitore delle dimensioni di una chiavetta USB. Viene inserito all’interno del cuore senza bisogno di ricorrere a elettrocateteri che stimolano le funzioni del cuore, perché lo fa direttamente.

QUALI SONO I VANTAGGI DEL WIRELESS

Innanzitutto, l’intervento è meno invasivo e riduce i tempi dell’intervento chirurgico necessario all’impianto. Il pacemaker viene applicato nel cuore mediante una sonda guidata da un catetere che viene inserito nella vena femorale, dove arriva al cuore mediante un’incisione all’inguine.
L’intervento per mettere il pacemaker tradizionale richiede circa 60 minuti e 2/3 giorni di ricovero mentre l’intervento del pacemaker wireless dura solo 10/15 minuti e il ricovero è di 1/2 giorni.
Il rischio di infezioni è minore e in più, con questo nuovo dispositivo, non si corre il rischio di rottura dei fili elettrici. La batteria dura più a lungo rispetto a quello tradizionale: circa 9 anni contro i 5/7 anni dei dispositivi con i fili. L’unico neo è che il pacemaker wireless non è adatto a tutti. Potrà essere usato solo nelle persone che devono stimolare una cavità nel cuore, ossia il ventricolo destro.

LA MIGLIORE CURA STA NEL PRESERVARE GELOSAMENTE LA SALUTE DEL NOSTRO CUORE E DI TUTTO IL RESTO

Spero che i dati sopra riportati, tutti di fonte medica, servano ad apportare un minimo di chiarezza. Tutto sommato, per quanto la cardiologia cerchi di fare miracoli nell’emergenza, conviene davvero mantenere il cuore in buon ordine. Ricordo a tutti che vale di più un grammo di insegnamento e di saggezza che un quintale di terapie, ed è questo il senso essenziale delle mie tesine e del mio messaggio.

COME TENERE A BADA LE ANGUSTIE DELL’ETÀ

Nel suo memorabile testo “Old Age Deferred” (Vecchiaia rinviata) del 1910, il medico austriaco Arnold Roland ha dedicato, non a caso, un intero capitolo alla alimentazione carnea, annotando 14 punti essenziali. Sono passati 100 anni ma questi 14 punti rimangono più che mai veritieri ed attuali, al pari di quanto insegnatoci dal premio Nobel tedesco Otto Heinrich Warburg nel 1931, con l’acidosi e l’ipossia cause primarie di cancro.

QUATTORDICI EFFETTI MICIDIALI DELLA CARNE

  1. Dopo un pasto carneo i disordini nervosi sono molto frequenti,
  2. Esistono molti più casi di nevrastenia e di isterismo tra i carnivori ce tra i vegetariani,
  3. Nel trattamento di disordini nervosi si ottengono ottimi risultati estromettendo radicalmente la carne dalla dieta,
  4. I sintomi della sindrome di Graves (grave ipertiroidismo) e il myxoedema (grave ipotiroidismo) risultano aggravati dopo un pasto carne,
  5. La carne causa alti livelli di tossine nel sistema, con imposizione di tensioni interne su tutti gli organi,
  6. La tiroide, il fegato, i reni, il pancreas e le ghiandole a secrezione interna subiscono gravi danni dalle diete carnivore,
  7. La tiroide stimola il catabolismo dei grassi e se le sue funzioni vengono alterate dalla carne l’ateroma dell’aorta è inevitabile,
  8. Una dieta carnea (carne rossa o bianca non fa differenza) causa gotta e arteriosclerosi,
  9. Una dieta carnea è causa di insorgenza e di aggravamento di ogni tipo di tumore,
  10. Il diabete è risultato logico di diete carnivore e viene pure esacerbato da esse,
  11. Con la carne la viscosità del sangue subisce incrementi e la circolazione viene rallentata,
  12. La carne produce acidificazione all’intero sistema e richiede molta frutta per un contro-bilanciamento,
  13. La carne non dà alcun stimolo ai meccanismi peristaltici dell’intestino, causando impigrimento e stagnazioni fecali, con stitichezza e fenomeni putrefattivi,
  14. Il riassorbimento delle tossine dagli intestini costipati infligge ulteriori devastazioni al sistema renale.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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