CROCIATE PRO-CARNE IN IRLANDA, ESPERIMENTO DI CAMBRIDGE E LEGAMI TRA CADAVERINA E CANCRO

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LETTERA

CROCIATA PRO-CARNE QUI IN IRLANDA

Buongiorno Valdo, Ho letto questo articolo e ho pensato a te. Ho pensato a quanto potente sia la lobby della carne. L’articolo in questione è dell’IrishTimes, quotidiano irlandese più venduto:
http://www.irishtimes.com/opinion/robert-o-connor-who-is-not-saying-don-t-eat-meat-1.2407797

RICHIESTA DATI SULL’ESPERIMENTO DI CAMBRIDGE

Ti rubo un po’ del tuo tempo prezioso per chiederti un link o il nome della pubblicazione del Cambridge Study a cui fai spesso riferimento. Ho cercato in rete ma non sono riuscito a trovare niente di specifico poiché Cambridge Study é una parola di ricerca troppo generica. Grazie.

Mattia

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DOCUMENTO

ARTICOLO DEL DR ROBERT O’CONNOR (Traduzione e sintesi di VV)

CLASSIFICAZIONI OMS SU PROBABILMENTE CANCEROGENO E SICURAMENTE CANCEROGENO

Tutto il discorso dell’OMS verte su 2 punti. Primo, l’associazione tra alti consumi di carne e alta incidenza di certi tipi di cancro (e non di tutti i cancri) ha portato gli esperti a qualche dubbio, per cui il tutto è stato classificato come “probabilmente cancerogeno, gruppo 2A”. Secondo, Essendo la carne lavorata, tipo salumi, prosciutti, pancetta, mortadella e hamburger, definita cancerogena con prove di laboratorio, gli esperti stessi si sono sentiti più sicuri nel classificare il tutto come “Sicuramente cancerogeno, gruppo 1). Queste classificazioni hanno causato preoccupazione tra il pubblico e un pandemonio tra i produttori di carni e sottoprodotti.

L’UOMO HA BISOGNO DI PROTEINE E LE TROVA FACILMENTE NELLA CARNE

La realtà è che gli uomini hanno bisogno di proteine, sostanze facilmente ottenibili dalla carne. Basta un piccolo ammontare di carne per contribuire a una dieta bilanciata. Il problema vero è che nella dieta occidentale si esagera nelle quantità ed in più esiste la questione degli additivi chimici che fanno certamente male. Sta al singolo individuo fare le scelte giuste sui consumi.

LE MALATTIE GRAVI E COMPLESSE DIPENDONO DA DIVERSI FATTORI

Molte sono le malattie capaci di colpirci, di ammalarci e persino di mandarci all’altro mondo, in partIcolare diabete, infarto e cancro. Esse dipendono dai geni, dagli stili di vita, dagli alimenti che consumiamo, da come ci comportiamo. Il cancro poi è una raccolta di malattie diverse con diverse cause che si possono evitare e prevenire.

LA CARNE CONSUMATA CON MODERAZIONE NON CAUSA IL CANCRO, SOPRATTUTTO SE I NOSTRI STILI DI VITA SONO DI TIPO COSTRUTTIVO

Escludere il consumo di carne? Direi di no. Meglio non mangiar salumi tutti i giorni. Meglio ridurre quantità e frequenza, e già questo apporterà dei benefici. Importante non fumare, non andare in sovrappeso, rilassarsi, mantenere una dieta sana con abbondanza di vegetali, con qualche frutto, con poco zucchero e minori calorie, moderando l’alcol e facendo almeno pochi minuti di esercizio ogni giorno. La carne causa il cancro? Direi di no. Il consumo occasionale di tutti i tipi di carne, lavorata e non lavorata, ha un piccolo impatto sulla salute quotidiana. Ovvio che se invece esageri puoi anche correre dei rischi.

ANCHE GUIDANDO L’AUTO MALAMENTE SI CORRONO RISCHI E PERICOLI

Un po’ come guidare l’auto. Più chilometri percorri e più pericoli ci sono. Più usi il telefonino guidando e più si aggravano i rischi. Più veloce vai e più aumenta la possibilità di collisioni mortali. La stessa cosa succede per il cancro. Il corpo umano va usato con criterio.
Robert O’Connor, Capo della Ricerca alla Irish Cancer Society

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COMMENTO ALL’ARTICOLO DEL DR O’CONNOR

STILE FORMALE E CONCILIANTE

Lo stile e i toni del dr O’Connor sono tutto sommato eleganti, malleabili e concilianti, per non dire intrisi di sottile saggezza e persuasione, in linea poi con quello che dicono tutti i presidenti delle società di ricerca sul cancro, sempre attenti a non urtare la suscettibilità e gli interessi delle multinazionali. Nulla di nuovo sotto il cielo della diplomazia e della mediocrità.

SCARSA PREPARAZIONE IN TEMA DI FABBISOGNO PROTEICO

Il concetto secondo cui “L’uomo ha bisogno di proteine” fa capire che l’autore dell’articolo bazzica su posizioni molto arretrate. Arretrate non solo rispetto alla nostra Health Science, ma persino rispetto alla OMS, alla FAO e a tutte le maggiori università mondiali, da tempo attestate su una quota proteica di 24 grammi al giorno, oltre la quale si va in  crisi di sovvertimento del pH e quindi in acidificazione.

NON HA ALCUN SENSO PARLARE DI PROTEINE

La verità è che l’uomo non ha affatto bisogno di preoccuparsi delle proteine, visto che 24 grammi li raggiunge agevolmente con qualsiasi tipo di dieta. Se c’è qualcosa che deve rincorrere, deve pensare piuttosto all’acqua biologica, ai micronutrienti, alla vitalità dei cibi e al bilancio calorico, oltre che a un processo digestivo agile e veloce, capace di assicurargli un sangue fluido, scorrevole e non lipidico, non viscoso. Come dichiarato dalla dr Marion Nestle, preside del Nutrition Department alla New York University, “We never talk about protein anymore, because it is absolutely not an issue, even among children” (l’argomento proteine non è di alcun valore).

SE UNO È DAVVERO FISSATO SUL FATTORE PROTEICO

Se poi uno volesse davvero puntare al fattore proteico, le proteine si trovano in abbondanza non soltanto nella frutta che contiene l’1% di calor-proteine (American Standard) in più rispetto al latte di donna, ma persino nel comune radicchio variegato o verde o rosso che tocca il 22% di calor-proteine, poco sotto quota 28% dei legumi, quando frutta secca, cereali e semini vari stazionano a metà strada tra l’11 e il 14%, come da tabelle ufficiali USDA, US Department of Agricolture (http://michaelbluejay.com/veg/protein.html). Se poi uno sa fare buon uso del suo apparato respiratorio, della sua capacità di sonno e di stoccaggio melatonina nella pineale, e della sua capacità di catturare raggi solari mediante la retina, il fattore proteico N o nitrogeno si trova persino nell’aria! Chiederlo ai fachiri, ai monaci in meditazione nelle grotte, o anche ai respirazionisti.

MEGLIO PARLARE CHIARO E INVITARE LA GENTE A INGOZZARSI DI SUDICIUME DA MACELLERIA A RUOTA LIBERA

Quanto all’idea, peraltro assai diffusa, di mangiare meno carne ma di mangiarla comunque, trovo la posizione alquanto sciocca ed illogica. Se è davvero utile e indispensabile, se fa davvero bene, e se non è causa di inconvenienti gravi, e se uno è di bocca buona, vale a dire disposto a ingozzarsi disinvoltamente di materiale sanguinante, cadaverico e putrefattivo, senza alcun riguardo di tipo etico, estetico, spirituale ed ecologico, allora non vedo perché questa ipocrita posizione del mangiare poca carne e dal trattenersi dall’essere seriali divoratori di bistecche, di salumi e di prelibatezze McDonald’s. Meglio sarebbe, caro dr O’Connor, invitare la gente a mangiare carne a colazione, pranzo, merenda e cena, come fa il nostro ineffabile dr Giorgio Calabrese, promulgatore di cadaverina in pianta stabile alla televisione di stato in Italia.

Valdo Vaccaro

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RISPOSTA A MATTIA

SPERO DI POTER CITARE LE COSE CHE A MIA VOLTA HO INTRODOTTO NELL’AMBIENTE CULTURALE DEL SALUTISMO

Ciao Mattia. Non penso di esagerare dicendo che sono stato il primo a parlare dell’esperimento di Cambridge non solo in Italia. Spero pertanto di non fare torto alla Simona d’Intino che ha fatto una ottima sintesi nel suo sito, a Paolo Cavacece che ne ha pure parlato, e a Salvatore Tringali che bontà sua mi riproduce in continuazione nel suo validissimo ed efficace blog “Scuola della Salute”. Altri come René Andreani parlano e usano i miei argomenti senza mai citarmi, e meriterebbero per questo una tiratina d’orecchi, ma non importa. Credo che la verità debba circolare tra la gente senza troppi diritti di appartenenza.

CONTINUAZIONE DI CAMBRIDGE 2000 (FORMULA FIVE-FOR-DAY)

L’Esperimento è partito nel 2000 non a caso infatti, perchè ha voluto essere una “Continuazione del primo Grande Test” condotto all’Università di Cambridge nel 2000, su 20 mila soggetti inglesi e durato ben 20 anni, dalle dr.sse Kay-Tee Khaw ed Aisla Welch, dove già si era scoperto che la Formula Five-per-Day (5 sazianti porzioni di frutta e verdura cruda al giorno), adottata in modo continuativo, permetteva di evitare i due maggiori killer mondiali Cardiopatia e Cancro, e quindi di vivere più a lungo.

LO STUDIO STOCCOLMA 2013 IN SINTESI

In un recentissimo mega-test svedese, conclusosi nel 2012 e pubblicato nel Giugno 2013, effettuato su 71.706 soggetti (38.221 uomini e 33.485 donne di età compresa tra 45-83 anni), registrati ufficialmente presso ClinicalTrials.gov, si è dimostrata nuovamente la tesi dell’esperimento di Cambridge 2000 (fatto scomparire letteralmente dalla faccia della Terra da Scotland Yard e da FBI). Durante i 13 anni di questa Ricerca (2000-2012), si sono avuti 11.439 decessi (6.803 uomini e 4.636 donne).

CONCLUSIONI DELLO STUDIO STOCCOLMA 2013

Coloro che hanno assunto 5 porzioni di frutta e verdura al giorno sono sopravvissuti 3 anni di più, con un bassissimo tasso di mortalità. Al contrario, coloro che hanno assunto meno di 5 porzioni al giorno, hanno registrato una sopravvivenza più breve e tassi di mortalità più elevati.
Fonte Ufficiale “The American Journal of Clinical Nutrition”.

L’ESPERIMENTO DI CAMBRIDGE 2000

Nel 2000 è stato pubblicato uno straordinario esperimento sull’alimentazione, realizzato presso l’Università di Cambridge. Questa ricerca rappresenta il maggiore esperimento nutrizionale realizzato nella storia, con 20 mila persone comprese tra i 45 e i 79 anni, seguite e testate per un ventennio dal 1980 al 2000 nell’area di Norfolk in Inghilterra. È stato realizzato da una equipe di medici responsabili dell’Università di Cambridge e non certo da un gruppo di vegetariani o di igienisti-naturali, che potrebbero essere di parte. Ha dimostrato che, cifre alla mano, per poter evitare il rischio notevole di cancro e di infarto, occorre almeno moltiplicare per 5 gli apporti di vitamina C e di vitamina E naturali, inserendo nella nostra dieta quotidiana la bellezza di 5 pasti di sola frutta al giorno.

INSABBIAMENTO DELL’INTERA FACCENDA

Cambridge2000 ha messo a nudo in modo scientifico gli errori delle idee classiche della nutrizione medica, dando rilevanza all’alimentazione vegana. Proprio per questo è stato nascosto e insabbiato in Europa e Americhe per 7 anni, visto che qualche incompleta e frammentaria notizia su Cambridge 2000 ha cominciato a filtrare sui quotidiani europei a partire dal 2008, mentre la notizia era stata data sui giornali di Taiwan, come The China Post e Taiwan Times già nel 2001.

FRUTTA NON COMBINANTE CON LE PROTEINE ANIMALI

Nel concreto sappiamo che un pasto di frutta significa mangiare senza gonfiarsi, ma a sazietà e in modo corretto, vale a dire a stomaco e intestino ripuliti e privi di scorie proteiche. Chi è esperto di frutta, sa che si tratta di un alimento eccelso, nutritivo e ripulente, ma che ha pure le sue precise esigenze, nel senso che non va d’accordo con proteine animali e cibi cotti consumati in precedenza e non ancora metabolizzati. Le proteine animali sono infatti elemento di incompatibilità e di sabotaggio dell’intero schema, per i loro lunghi tempi di permanenza intestinale.

TRE COLAZIONI FRUTTARIANE IN MATTINATA

Un esempio di schema applicativo fruttariano, includente i cicli nutrizionali e i principi di Cambridge potrebbe essere come segue. Prima Colazione (e 1° pasto frutta Cambridge), 4 arance, o due pompelmi in succo fresco, spremuto e bevuto all’istante. Seconda Colazione (e 2° pasto frutta Cambridge), 2 kiwi, o un caco, o un grappolo d’uva, o una fetta di melone. Terza Colazione (e 3° pasto frutta Cambridge).

PRANZO, DUE MERENDE FRUTTARIANE E CENA

Pranzo: Terrina abbondante verdure crude (lattuga o radicchio, rucola, tarassaco, ravanelli), accompagnata volendo da pane integrale. Riso integrale, o miglio, o grano saraceno più piselli e cipolla, a cottura leggera. Patate, zucchine, melanzane, fagiolini. Manciata di mandorle o di pistacchi. Prima Merenda: Una mela e una pera (4° pasto frutta Cambridge). Seconda Merenda: 2 mandarini, oppure estratto fresco di carota-sedano-ananas (5° pasto frutta Cambridge). Cena: verdure crude, tipo cavoli verdi e viola, o valerianella, o carciofi e finocchi crudi, o rape crude di diverso tipo, o crescione. Gazpacho, o crema di verdure crude per i più bravi. Crema di cereali, o cuscus, o una pizza vegetariana, o uno spaghetto integrale al dente e al pomodoro e basilico, senza formaggi, per chi non resiste senza il cotto. Verdure cotte al vapore, zucca, patate dolci, cassava (manioca), castagne, castagne d’acqua.

BEVANDE, CONDIMENTI E SCHEMI FLESSIBILI

Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale e non frizzante ai 2 pasti, visto che l’acqua va bevuta invece prima del pasto o 3 ore dopo. Il condimento delle verdure sarà a base di olio extravergine non vecchio (max 6 mesi) e spremuto a freddo, con pochissimo sale-pepe e leggera spruzzata di aceto di mele o di vino. Ovvio che questo schema, come tutti gli schemi del resto, va sempre adattato e reso sostenibile, oltre che personalizzabile.

THOMAS PARR, WILLIAM HARVEY E LA PESTILENZA REALE

Questi esperimenti di Cambridge del 2000 e di Stoccolma del 2013 vanno giustamente ripresi in mano e ristudiati. Sopratutto in concomitanza col clima infuocato di questi giorni. Le affermazioni dell’OMS sulle responsabilità cancerogene della carne non sono affatto qualcosa di campato in aria. Si tratta di cose risapute da tempo, non da anni ma da secoli se non da millenni. Solo comprendendo la saggezza dei cibi naturali e i loro effetti sul corpo si arriva alla padronanza dei dolori e delle malattie, alleviando l’oppressione e la sofferenza del genere umano, disse William Harvey (1578-1657), scopritore del sistema circolatorio, nonché esaminatore del corpo di Thomas Parr (1483-1635), giardiniere vegetariano di Casa Reale Inglese, deceduto a soli 152 anni per colpa di re Carlo I°, che lo aveva costretto ad alimentarsi di bistecche per un mese. In quegli anni, il cancro non si chiamava cancro ma pestilenza reale, in quanto colpiva esclusivamente i sovrani e la loro corte, unici a potersi concedere il lusso della carne.

UCCIDERE O FAR UCCIDERE IL PROSSIMO NON È PRIVO DI CONSEGUENZE

Se sapessero che il padre della medicina era vegano gli ospedali si svuoterebbero, lasciando in piedi al massimo il pronto soccorso. Nessuna creatura vivente e sensibile deve essere uccisa intenzionalmente, nemmeno il più piccolo animale o insetto, perché ogni vita è sacra, parole di Buddha. Chi fa del male soffre sia nell’altro mondo che in quello presente. Ancora parole di Buddha. Non c’è nulla di strano che la sofferenza di cui si parla si manifesti effettivamente sotto forma di cancro.

Valdo Vaccaro

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11 commenti

  1. Se dessimo retta ai sig Valdo e Paolo, dovremmo buttare nel bidone della spazzatura troppi camici bianchi. A questo punto dovremmo poi procedere al loro smaltimento, con impatto ambientale notevole e ricadute sulla salute collettiva. Specialmente se non differenziamo la stoffa dai bottoni.
    Ma a parte gli scherzi, davvero un grande lavoro da parte di chi lavora tutti i giorni per fendere il muro di omertà che circonda questi argomenti relativi a salute e alimentazione. Tra l'altro questi articoli diffusi da Valdo V. e Paolo C. vanno incontro anche a chi vuole dati e studi scientifici in piena regola e teme che il mondo vegan sia presieduto da dilettanti allo sbaraglio che si inventano tesi a loro favore o da illusi smentiti dalla scienza. Quanto a questo Calabrese che andrebbe in tv non l'ho mai visto ma immagino sarà tutto sudato e in prima linea a cercare di sminuire la portata di questi studi sulla carne rossa. I quali dicono un decimo di quello che andrebbe detto sull'argomento. In tv ci vai e fai carriera solo sei eviti di danneggiare il sistema. Da un lato chi vi accede non riesce più a farne a meno e soffre vere e proprie crisi di astinenza se ne resta lontano, dall'altro si accorge del fatto di essere sotto padrone ma evita rigorosamente di farlo capire. Poi il resto lo fanno i boccaloni che restano passivamente ipnotizzati li davanti….In ogni caso bisogna sempre essere attenti agli eroi anti sistema, che costruiscono la propria carriera televisiva dando a tanti l'illusione di lottare per il benessere collettivo. Ce ne sono fin troppi e fanno fin troppi danni. Ma pochi sono disposti ad accorgersene.

  2. "Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali? […] è veramente mostruoso che un individuo abbia fame di esseri che ancora muggiscono, insegnando di quali animali ci si debba nutrire, mentre questi sono ancora in vita ed emettono la propria voce, e stabilendo determinati modi di condire, cuocere e imbandire le loro carni. Bisognerebbe cercare chi per primo diede inizio a pratiche simili, non colui che troppo tardi vi pose fine."
    (Plutarco, Del mangiare carne)
    Sicuramente questa la conoscete tutti, ma ogni tanto vale la pena ripassare…

  3. " Ma voi uomini d'oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad avere sete di sangue,
    voi che disponete del necessario con tale sovrabbondanza?
    Queste creature sono dunque morte inutilmente?"
    Plutarco non amava la caccia.
    Qualche secolo prima di lui, Empedocle da Agrigento (Magna Grecia) scriveva degli uomini delle origini, dicendo che non uccidevano alcun essere vivente e consideravano misfatto abominevole mangiare la carne. "Gli animali vivevano in perfetta dimestichezza con gli uomini, gli alberi erano sempre verdi e offrivano frutti succosi tutto l'anno. Ma quel paradiso scomparve senza possibilità di ritornare."

  4. Anche questa è bella: "Consideriamo senz'altro assurda la convinzione di quanti affermano che l'uso di mangiare la carne abbia un'origine naturale. Che l'uomo non sia carnivoro, è provato in primo luogo dalla sua struttura fisica. Il corpo umano infatti non ha affinità con alcuna creatura formata per mangiare la carne: non possiede becco ricurvo, né artigli affilati, né denti aguzzi, né viscere resistenti e umori caldi in grado di digerire e assimilare un pesante pasto a base di carne." (sempre Plutarco, che ci arrivava 2000 anni fa…)

  5. "Se però sei convinto di essere naturalmente predisposto a tale alimentazione, prova anzitutto a uccidere tu stesso l'animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello, a un bastone o a una scure. Fa' come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano: uccidi un bue a morsi [….]"

  6. Antonio Armando on

    L'OMS ha interpretato male i dati scientifici!
    E che cavolo!
    Possibile non si sappia ancora che l'OMS si affida a fabbri, ingegneri aerospaziali, tappezzieri, avvocati, commercialisti ma non ai tanto osannati medici??!!
    Quando ci sveglieremo, sarà sempre troppo tardi!!