ORTICARIA: CAUSE, SINTOMI E RIMEDI NATURALI

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LETTERA

VEGETARIANA DA TRE ANNI E VEGANA DA UNO, GOLOSA E BUONA FORCHETTA

Buongiorno Professore, Mi scusi se la disturbo ma ho assolutamente bisogno di capire cosa sta succedendo al mio corpo. Premetto che sono vegetariana da 3 anni e vegana da un anno. Sono sempre stata golosa e come si dice una buona forchetta. Questo mi ha portata ad avere sempre quei 5-6 kg in più, ma ho sempre avuto un’ottima salute. Ho 33 anni, non fumatrice, donatrice di sangue da 15 anni e rara consumatrice di medicinali.

PRECEDENTE EPISODIO DI ORTICARIA UNA DECINA DI ANNI FA

Dal 22 agosto mi è tornata l’orticaria, dico tornata poiché ne ho già sofferto 10 anni fa, quando per otto mesi andai avanti a cortisone ed antistaminici. Il centro allergologia dell’ospedale Niguarda di Milano mi ribaltò come un calzino, facendomi tutti gli esami possibili, compresa biopsia al ponfo. Alla fine, da un giorno all’altro, l’orticaria se ne andò via così com’era arrivata.

SITUAZIONE ODIERNA CON ORTICARIA DA OLTRE UN MESE, ESAMI VARI E SCELTA DIGIUNISTICA

Questa volta invece, per scrupolo, ho fatto esami sangue, esame feci, rx addominale e toracica, per escludere qualsiasi causa esterna, ma ormai l’orticaria è diventata cronica avendo passato le sei settimane. Ho preso pochissimo cortisone e antistaminico e ho deciso di fare il digiuno.

AL 13° GIORNO DI DIGIUNO BOLLE ED EDEMI CHE NON SE NE VANNO

Ora sono al tredicesimo giorno di sola acqua, ma le bolle e gli edemi a bocca e occhi non vanno via. Possibile che io abbia un grado di infiammazione e di intossicazione del sangue talmente alto che in 13 giorni il mio corpo non sia ancora riuscito a ripulire? Sono davvero disperata, non so più cosa pensare, mi dica per favore se sono sulla strada giusta almeno. La ringrazio infinitamente per l’aiuto che potrà darmi. Cordiali saluti.
Eleonora

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RISPOSTA

DEFINIZIONE MEDICA DI ORTICARIA

La parola orticaria deriva dal latino urtica che indica proprio la pianta dell’ortica e la radice della parola deriva dal verbo latino urère, ovvero bruciare. Si tratta di uno dei disturbi più comuni in allergologia e dermatologia. La lesione cutanea tipica della malattia è rappresentata dal pomfo. Il pomfo è una reazione infiammatoria cutanea fugace (ovvero dura da meno di un’ora fino a massimo 24 ore), rotondeggiante, di dimensioni variabili, di colore rosso pallido, sollevata e pruriginosa.

In definitiva ha un aspetto simile alle lesioni provocate dal contatto della pelle con le foglie di ortica. La sostanza più importante implicata nell’insorgenza dell’orticaria è l’istamina. Questa è la stessa sostanza rilasciata dai piccoli peli urticanti presenti sulle foglie dell’ortica. Un altro aspetto importante da considerare è che il pomfo interessa lo strato più superficiale della cute (la cosiddetta epidermide).

CAUSE DI ORTICARIA

I meccanismi causativi di orticaria e angioedema non sono del tutto conosciuti. Gli specialisti Allergologi e Dermatologi, per districarsi nell’intuibile complessità della Sindrome di Orticaria-Angioedema, hanno stabilito di classificarla in base alla durata dei sintomi. Si parla, quindi di orticaria acuta quando i sintomi durano meno di 6 settimane e di orticaria cronica quando i sintomi sono presenti da più di 6 settimane. Tale distinzione, che può apparire anche banale per i non addetti ai lavori, fornisce già una grossa mano nell’individuazione delle cause dell’orticaria.

L’orticaria risente di tutta una serie di eventi favorenti e precipitanti che sono diversi da paziente a paziente e che devono essere individuati con l’aiuto dello specialista al fine di essere evitati il più possibile. Tra questi citiamo lo stress, l’attività fisica intensa, alcuni farmaci come i farmaci antinfiammatori non steroidei, il consumo di alcool, l’indossare indumenti troppo stretti, il contatto con l’acqua troppo fredda o troppo calda, e così via.

ORTICARIA ACUTA

La maggior parte dei casi di orticaria della durata di meno di 6 settimane (le orticarie acute) sono per lo più il risultato di un evento scatenante di tipo allergico. Esse compaiono di solito dopo pochi minuti dall’esposizione all’allergene che può essere rappresentato da alimenti (fragole, pomodori, nutelle, cioccolato, condimenti vari, crostacei, pesci, uova, farine, fagioli, formaggi fermentati), additivi e conservanti alimentari, bevande, allergeni presenti nell’aria (polline, polveri), farmaci (analgesici, antinfiammatori, antibiotici, aspirina, penicillina) e punture di insetti, e può perdurare per qualche settimana.

La sostanza incriminata può indurre un eccesso di istamina, o qualcosa che scatena la liberazione dell’istamina contenuta nella parete intestinale provocando una reazione allergica. Altri fattori ancora possono incrementare il flusso e la congestione sanguigna, con eczema, dermatite e gonfiori. E sono il freddo, il calore (nel caso della cosiddetta orticaria colinergica), l’esposizione solare,il contatto con l’acqua (nel caso della cosiddetta orticaria acquagenica), la sedentarietà, la fatica fisica, lo stress emotivo, la febbre, l’ipertiroidismo, l’epatite, il diabete, la vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), il lupus eritematoso (macchie rosse sul volto), affezioni endocrine (tiroiditi, diabete) o affezioni metaboliche (epatite, iperuricemia, mononucleosi), lo stress emotivo, il mestruo ed altri ancora.

Non è raro che la puntura di un calabrone, di un’ape, di una zecca, di un insetto provochino uno shock anafilattico in soggetti già impregnati di tossine, quindi ipersensibili e dotati di scarsi margini di tolleranza ai veleni.

Altre causa di orticaria acuta, seppur meno frequenti, possono essere l’esposizione ad alcuni agenti infettivi come ad esempio lo streptococco.

ORTICARIA CRONICA

Quando si superano le 6 settimane di persistenza dei sintomi siamo di fronte ad un caso di orticaria cronica che dipende raramente da una causa allergica e può avere una durata imprevedibile. La prevalenza della malattia, varia a seconda dei diversi studi epidemiologici.

Dall’1 al 5% della popolazione generale è soggetta a questi fenomeni, e le donne sono colpite con una frequenza doppia rispetto agli uomini con un picco di età che va tra 20 ed i 60 anni. Alcuni studi sull’orticaria cronica hanno messo in evidenza che la malattia dura per più di un anno nel 50% dei casi e può arrivare a durare fino a 20 anni nel 20% dei casi.

ORTICARIA CRONICA IDIOPATICA

L’altro dato sconfortante è che, nella maggior parte dei casi di orticaria cronica, non si riesce ad individuare una causa scatenante sulla quale poter agire in maniera efficace ed, in questi casi, di parla di orticaria cronica idiopatica.

Nell’ambito delle orticarie croniche idiopatiche, esiste anche un sottogruppo, definito come autoreattive. La diagnosi di orticaria cronica autoreattiva è data dalla positività del cosiddetto test cutaneo con siero autologo. Esso consiste nella comparsa di un piccolo pomfo nella zona del braccio dove è stata effettuata una iniezione intradermica di una piccola quantità del siero prelevato dallo stesso paziente. L’orticaria cronica autoreattiva è caratterizzata, di solito, da una maggiore durata e gravità della malattia ed una risposta meno brillante alle terapie mediche rispetto alle forme idiopatiche. Tali pazienti hanno spesso, inoltre, delle concomitanti malattie autoimmuni come le tiroiditi.

ORTICARIA COLINERGICA

Impropriamente definita Allergia al sudore, l’Orticaria Colinergica è una delle più comuni forme di orticaria fisica, quindi non associata ad un fenomeno allergico. La tipica formazione dei pomfi arrossati, sintomo di ogni tipo di orticaria, è invece innescato da un aumento della temperatura corporea con sudorazione, dovuto a sforzi fisici come l’attività sportiva, all’ingestione di cibi piccanti o bevande alcoliche, alla doccia o ad un bagno caldo, a una sauna, ad una intensa emozione che faccia avvampare. In tutti questi casi può verificarsi un attacco di orticaria colinergica, un problema diffuso e fastidioso, ma non grave. Esiste anche l’orticaria colinergica da freddo, dove l’eruzione di pomfi è indotta da abbassamento della temperatura corporea. L’orticaria colinergica viene notevolmente accentuata dallo stress. Il modo migliore di contrastarla rimane pertanto la camminata con respirazione ritmata e rilassante.

COLINA, ACETILCOLINA E COLINERGICO

La colina è classificata come sostanza organica essenziale, come vitamina J, utile a mantenere sane le arterie. Il termine colina deriva dal greco Kolé=bile. Si trova abbondante in natura (spinaci, cavoli, piselli, fagiolini, lupini, germe di grano, noci, frutta, funghi neri, patate, pinoli, grano saraceno.
Il termine colinergico deriva da acetilcolina e dal suffisso -ergico che deriva da érgon=lavoro. Un farmaco che riproduca l’azione dell’acetilcolina, stimolante sulle ghiandole sudoripare e surrenali, si chiama colinergico.

SINTOMI

Dopo circa 10-15 minuti dall’innesco del fattore scatenante, sulla pelle di torace, braccia, cosce e talvolta cuoio capelluto, compaiono dei piccoli pomfi arrossati e pruriginosi. Il fenomeno perdura variabilmente dalla mezzora alle 3 ore, e in genere dopo un attacco si rimane immunizzati per circa mezza giornata o 24 ore.

L’orticaria colinergica viene curata dalla medicina mediante antistaminici non sedativi, o addirittura con pomate a base di corticosteroidi. Cose che l’igienismo non approva e non condivide. Curare un pomfo è possibile utilizzando sostanze esclusivamente naturali, in sostituzione dei farmaci.

COLLEGAMENTI CON ALTRE PATOLOGIE

Nell’ambito delle orticarie croniche in cui si riesce ad individuare una causa, molte sono sostenute da infezioni come quelle batteriche da Streptococco ed Helicobacter pylori, le infezioni parassitarie come nel caso della Blastocystis hominis, e quelle virali come nel caso dell’epatite A e B. In questi casi, l’eradicazione dell’agente infettivo, se possibile, provoca anche una regressione dell’orticaria-angioedema.

Altre condizioni che possono associarsi all’orticaria cronica sono i processi infiammatori cronici non infettivi come la gastrite, l’esofagite da reflusso, l’infiammazione del dotto biliare o della cistifellea, e malattie considerate autoimmuni come il Lupus eritematoso sistemico.

CURE FARMACOLOGICHE

La maggior parte dei casi di orticaria cronica risponde agli antistaminici di seconda generazione. Questi farmaci rappresentano la prima linea di trattamento e sono gravati di pochi effetti collaterali come una modesta sonnolenza ed un aumento del senso della fame. Solo i casi più severi necessitano di farmaci di secondo livello. Questi sono rappresentati dagli antistaminici di prima generazione (i cosiddetti antistaminici sedativi a causa del marcato senso di sonnolenza che provocano), i corticosteroidi (che sono efficaci e sicuri solo per trattamenti di breve durata) e la ciclosporina (che va riservata ai casi in cui i corticosteroidi non hanno dato benefici e monitorizzando i possibili effetti collaterali rappresentati dall’insufficienza renale, l’ipertensione, i tremori, l’irsutismo e l’iperplasia delle gengive).

VISIONE IGIENISTA

Per quanto ti riguarda, che tu sia una buona forchetta non è un buon segno. Donatrice di sangue, a parte il lato psicologico di per sé ammirevole per la generosità, non è un buon segno. Consumatrice di medicinali non è un buon segno, anche se l’esserlo in modo raro alleggerisce un po’ i problemi. Chiaro che donare il sangue non è una pratica naturale. Chiaro che ti porta a dover consumare cibo in abbondanza onde ripristinare le calorie interne.

RISPETTARE L’INTEGRITÀ DEL NOSTRO PREZIOSO IPOTALAMO

Il tutto significa anche interferire con l’immunocompetenza e sfiancare l’ipotalamo, ossia il distributore di energia a favore dei vari distretti del corpo. Un ipotalamo inefficiente implica anche un sistema endocrino poco reattivo e pertanto una rallentata azione espulsiva delle scorie interne. Quel che si dice sangue addensato e vischioso. Quel che si dice sistema linfatico impigrito.

CHELARE I VELENI INTERNI È UN LAVORO DIFFICILE E DISPENDIOSO

Nessuna meraviglia che il corpo abbia bisogno di un digiuno prolungato per chelare i veleni accumulati e per rimettersi in carreggiata. Come diceva Ehret agli albori del secolo scorso “La sporcizia interna dell’individuo medio è inimmaginabile”. Figuriamoci poi nel mondo di oggi, dove subiamo stress non certo inferiori a quelli di un secolo fa, e dove troviamo modo di compensare ogni carenza calorica con dolciumi e prodotti a rischio, e dove assumiamo farmaci un tempo sconosciuti.

STRAORDINARIO RUOLO DEPURATIVO DI EMERGENZA SVOLTO DAL SISTEMA CUTANEO

Quando intestino, fegato e reni lavorano poco e male, o comunque non correttamente, la pelle, come organo emuntorio-escretorio di emergenza, è obbligata a svolgere un intenso ruolo compensativo per eliminare le impurità che irritano il corpo. Gli errori gravi che la medicina commette stanno proprio nel combattere le malattie della pelle, tipo eczema, bolle, orticarie, acne, lupus, psoriasi, rosolia, herpes, mediante medicamenti a base di veleni tesi a paralizzare l’attività cutanea-eliminatrice, obbligando l’organismo a ritenere al suo interno le sostanze corrotte che evidentemente non mancano.

CURARE L’IMPURITÀ DEL SANGUE MEDIANTE PERFETTE E FACILI DIGESTIONI

Le cose giuste da farsi non sono pertanto i test e gli esami su questo e su quello, con annesse tensioni ed ansie, né tantomeno ricorrere a cortisonici, a creme o a sostanze medicamentose cariche di effetti collaterali. Per curare in modo efficace e radicale tutte le affezioni della pelle occorre sopprimere non il sintomo ma sempre e solo la causa. Dove sta la causa? Nell’impurità del sangue dovuta alle cattive e prolungate digestioni, nel sistema renale afflitto da insufficienza filtrativa.

DIETA NATURALE

La dieta a base di frutta e di verdure crude, stando lontanissimi da ogni tipo di carne e da ogni offesa alla vita delle altre creature ipersensibili dotate di cuore e di antenne, favorisce enormemente la creazione di sangue puro e fluido. Consulta il Vitto Valdiano per avere delle linee guida.

Il movimento mediante vigorose camminate giornaliere, la traspirazione della pelle, la respirazione profonda e ritmata di tipo addominale, l’esposizione al sole senza barriere e protezioni e il buon riposo notturno, ridanno energia e potenza al gruppo formato da ipotalamo, pineale, ipofisi e retina, con sintesi di valori tipo melatonina, nitrogeno, energia solare e con produzione finale di proteina aerea gratuita come la somatotropina, vero cibo della divinità, oltre che dei santoni, dei fachiri e dei respirazionisti. Risorsa importantissima e parallela a quella del tubo digestivo. Risorsa a costo digestivo zero.

Un ottimo estratto fresco ripulente si ottiene con 3 carote, mezzo cetriolo e metà bietola incluse le sue foglie. Almeno un bicchiere al giorno variando i componenti risulterà prezioso. Si possono anche incrementare le dosi fino a 6 bicchieri al giorno, riducendo in proporzione gli altri elementi del menu. Non trascurare infine il germe di grano, i lupini, le mandorle, l’avocado, i pinoli.

ALIMENTI DA EVITARE

Gli alimenti che di solito possono indurre reazioni come l’orticaria sono i latticini, la frutta secca da guscio, specie se della stagione precedente, le uova, i crostacei. Attenzione anche a conservanti e additivi, quindi tenersi alla larga da prodotti confezionati e preferire una dieta a base di prodotti freschi come frutta e verdura, anche cotta al vapore, oppure un buon piatto di riso alle verdure, magari con zenzero o curcuma.

RIMEDI NATURALI

Alleviare la sintomatologia dell’orticaria è possibile ricorrendo al gel dell’aloe dotato di effetti disinfiammanti, o anche mediante uso di oli essenziali di camomilla, lavanda, melissa, da applicare direttamente sulla pelle tamponandola con un batuffolo di cotone. Pure la calendula grazie al suo contenuto di quercitina, un flavonoide ad azione antistaminica può essere d’aiuto.

La quercitina è contenuta anche nella stessa camomilla così come nel biancospino, entrambi utili per dei benefici infusi lenitivi e antistaminici. Il biancospino, fiorellini bianchi in primavera e bacche rosse in questo periodo, è pianta diffusissima ai margini dei torrenti. Si usano le foglie i fiori e i frutti. La quercitina si trova abbondante nelle mele di stagione non irradiate, nella cipolla non irradiata, negli agrumi e nell’uva e nel vino rosso. Un aiuto antistaminico può essere inoltre assicurato ricorrendo alla radice di liquirizia, alle radici di zenzero e di curcuma utilizzabili anche in cucina. Possono essere d’aiuto anche tisane rilassanti a base di camomilla, valeriana, melissa e passiflora. Visto che l’orticaria può anche derivare da stress e tensioni è opportuno praticare delle tecniche yoga, sia di respirazione che di meditazione.

Volendo accelerare la depurazione si può preparare un decotto con 30 grammi di ortiche fresche (foglie e radici, che in questi giorni crescono un po’ dovunque) da bollire per 5 minuti in un litro d’acqua, bevendone 2-3 tazzine al giorno. Ottimo anche l’infuso di piantaggine (lanceolata o anche a foglie larghe), 80 grammi da bollirsi per 5 minuti in un litro d’acqua, bevendo 2 tazze al giorno. Meglio ancora gli infusi a freddo, stesse quantità, con foglie lasciate a macerare nell’acqua per 3 orette.

La tossilaggine comune o farfarella è assai comune in natura ed è un antistaminico naturale. Le foglie possono essere macinate in una pasta e l’estratto può essere ingerito sotto forma di pillola. Anche il basilico può funzionare come antistaminico naturale. Scalda un paio di rametti di foglie di basilico con un po’ di vapore e applicali delicatamente sulla zona interessata.

STAI FACENDO LE COSE GIUSTE, MA DEVI ANCHE PENSARE IN POSITIVO

Ogni malattia ed ogni alterazione sorgono solo quando serve e durano solo finché necessario, ammoniva Herbert Shelton. Principio che vale più che mai nel tuo caso. Non serve stupirsi e non serve disperarsi. Stai facendo le cose giuste e serve solo avere fiducia e pazienza. Le bolle e gli edemi sono la tua salvezza, il tuo percorso riequilibrante, non devi pertanto sciupare energie in pensieri negativi.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. Hai sbagliato proprio tutto, Eleonora. L'orticaria ti e' venuta perche' eri in fase di detox, ossia di risanamento del tuo organismo grazie all'eliminazione cutanea del carico tossico (carico tossico piuttosto pesante, tanto che i reni non riuscivano a smaltirlo, di qui il soccorso della pelle). Detox che tu avevi sollecitato grazie alla tua nuova dieta virtuosa. Cioe' l'orticaria era la tua vera cura, quindi avresti dovuto lasciarla stare, e invece tu hai cercato di debellarla col cortisone e farmaci vari. E questo e' il primo errore. Per far sparire la tua orticaria, bastava che tu peggiorassi la tua dieta, aumentando la quota di cotto e reintroducendo qualche vecchia abitudine alimentare non proprio virtuosa.
    Il secondo errore e' stato nel ricorrere al digiuno, pensando che questo ti avrebbe guarito dall'orticaria: errore, il digiuno ti fa aumentare l'orticaria, perche' il digiuno favorisce la disintosicazione, che nel tuo caso significa appunto orticaria. Il digiuno non cura la detox, ma al contrario la stimola. Il digiuno e' si' curativo, ma nel senso che cura la causa che sta all'origine della tua orticaria, non l'orticaria stessa che e' la cura del tuo male. Non so se mi sono spiegato.

  2. In teoria il digiuno potrebbe anche guarirti, infine, anche l'orticaria, a condizione che tu riesca nel corso del digiuno a smaltire tutto il tuo carico tossico. Ma dubito che un digiuno, per quanto lungo, basti a smaltire gli insulti inflitti durante una vita intera. Occorrerebbe digiunare per molti mesi, ma questo non e' evidentemente sostenibile. La verita' e' che il processo di guarigione e' molto piu' lungo e complesso di un semplice digiuno, e passa attraverso l'adozione di uno stile di vita (dieta in particolare) permanente, e non attraverso qualche strumento, per quanto potente (come il digiuno), ad effetto circoscritto e straordinario. Tu ti stavi comportando bene, avevi intrapreso la strada giusta, e la dimostrazione era la tua orticaria, che era la tua cura, che non hai saputo interpretare in modo corretto. Avresti dovuto lasciarla stare, finche' il tuo corpo non avesse smaltito tutto il vecchio carico tossico. Avresti forse anzi potuto persino accelerare la tua detox (e quindi peggiorare la tua orticaria), adottando uno stile di vita (dieta) ancora piu' virtuosa, per dare appunto un'accelerata all'eliminazione delle tossine. Qui si tratta di vedere se la cosa e' sostenibile. In tutti i casi l'orticaria era la tua cura e non l'avresti dovuta contrastare.

  3. Una precisazione sul digiuno. Questo e' comunemente (in ambito igienista intendo) ritenuto una sorta di arma segreta, cui ricorrere in ultima istanza, dopo aver tentato ogni altra cosa. Addirittura c'e' chi pensa che il digiuno possa sconfiggere il cancro, ma questa e' una pia illusione (anzi il digiuno puo' perfino accelerare la fine, ma non del cancro, ma la fine dell'esistenza): come si puo' pensare che pochi giorni di vita virtuosa (il digiuno e' certamente il massimo della virtu', nel brevissimo periodo) possano rimediare a decenni di disordini (il cancro non nasce per caso, ma e' frutto di decenni di insulti al nostro corpo, cioe' ha un'incubazione lunghissima)? E' una cosa a dir poco improbabile, diciamo pure impossibile. Lo stesso vale, in genere, quando si e' in detox virtuosa, attivata grazie all'adozione di una dieta virtuosa; in questi casi infatti parte la detox, che non viene correttamente interpretata e allora si cerca di combatterla ricorrendo al digiuno. Niente di piu' sbagliato, perche' e' improbabile che un semplice digiuno possa risolvere vecchi problemi accumulati nel corso degli anni: in questo caso il digiuno si limitera' a dare un'accelerata alla detox, sempre che l'organismo ne abbia la forza; se poi l'organismo non ha la forza, il digiuno non fara' che peggiorare la situazione mandando l'organismo in deficit energetico anche molto serio.
    Diversa e' invece la situazione in caso di detox viziosa, causata da disordini recenti che hanno provocato un sovraccarico tossico di recente formazione. In questo caso infatti il digiuno puo' funzionare alla perfezione, accelerando lo smaltimento del carico tossico recente. E' il caso ad esempio dell'influenza, provocata dai disordini alimentari delle festivita' e ulteriormente favorita da uno stile di vita normalmente poco virtuoso nella stagione fredda (chiusura in ambienti poco aerati, esposizione al freddo ecc). In questo caso il corpo va in deficit energetico, che cerca di risolvere appunto con la febbre e l'influenza. Ma in questo caso e' il corpo stesso a chiedere il digiuno, e infatti mettendosi a letto al caldo a sola acqua nel giro di una settimana si risolve tutto e il sovraccarico tossico viene totalmente smaltito. Qui il digiuno assolve egregiamente al compito cui gli affidiamo. Ma nel caso della detox virtuosa, specie se uno e' un po' su con l'eta' e con gli acciacchi, hai voglia di digiunare. La guarigione e' una cosa un po' piu' seria e difficile, passa per l'adozione stabile di uno stile di vita virtuoso, il quale produrra' una serie di processi di detox, che si dovra' gestire con pazienza e sapienza, senza credere alle favole del digiuno. Che resta uno strumento importante di guarigione, ma di guai recenti e risolvibili in breve tempo. Non banalizziamo il digiuno attribuendogli virtu' che non ha, e che anzi ci puo' riservare brutte sorprese.