DA PAESE RICCO A COLONIA DE-SOVRANIZZATA GRAZIE A BCE, A DEUTSCHE BANK, A CIAMPI-AMATO-PRODI-DRAGHI-MONTI

FAZIONI FINANZIARIE IN LOTTA PER IMPOSSESSARSI DEI BENI PUBBLICI

Come dice il prof Auriti, serve una Europa dei Popoli Riuniiti in una Federazione di Stati Autonomi con moneta sovrana di proprietà popolare accreditata e non addebitata. La politica in Italia e in Europa è divenuta un teatrino in cui i partiti, i movimenti e le istituzioni, unitamente ai falsari organi governativi, sono ridotti solo a espressione di interessi delle fazioni finanziarie il cui unico obiettivo è impossessarsi dei beni pubblici, ridurre gli Stati al niente, totalmente nelle loro mani.

È l’avidità finanziaria che tutto fagocita con la moneta a debito ossia con la moneta gravata da interessi. Qualcuno li ha definiti: “delinquenti a norma di legge”. I sistemi finanziari rappresentano oggi la più grave angoscia della nostra storia. Nella società post-ideologica dominata dalle “leggi di mercato”, il potere è detenuto dalla finanza che usa la politica per i propri scopi e per accrescere il suo potere.

LA MONETA È PER L’UOMO E NON VICEVERSA

Ricordiamo cosa avvenne nel 1929: preludio di una guerra mondiale. Emil Cioran (1911-1995), celebre filosofo, saggista ed aforisma rumeno: “Per diventare uomini politici, vale a dire per avere la stoffa di un tiranno, occorre uno sconvolgimento mentale”. Divenire fantocci di pupari finanziari. Hanno espropriato gli Stati e quindi i cittadini della loro sovranità monetaria. Se la moneta, come recita la costituzione è sovrana, quindi nostra, chi ci indebita? La moneta è per l’uomo, non l’uomo per la moneta.

(Art.1 “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”).

IL DEBITO PUBBLICO È FALSO E INESTINGUIBILE

La politica è stata ridotta allo svolgere una finzione democratica in cui attraverso il diritto del voto si legittimano le false scelte rappresentative, la predazione alla collettività dei diritti acquisiti, dei loro risparmi (vedi bail-in, confisca sui depositi dei cittadini) e del patrimonio pubblico degli Stati. A questo serve la moneta a debito, e di conseguenza la truffa del Debito pubblico che è falso e inestinguibile. Una società gerarchica, come quella condotta da questa Europa, è possibile solo se si basa su povertà, ignoranza e paura.

Ma gli obiettivi iniziali scritti nei trattati erano ben altri: “crescita vigorosa, sostenibile e favorevole alla creazione di posti di lavoro”. Siamo di fronte, invece, a un grave crimine ormai sotto gli occhi di tutti. La presa di coscienza e conoscenza ci deve dare la forza e il coraggio di ribellarci a questa spoliazione nazionale, collettiva, individuale.

Questa Europa è profondamente antidemocratica già nella sua forma organizzativa dove i tre poteri Legislativo, Giudiziario, Esecutivo che dovrebbero essere rigorosamente separati, in Europa, la Commissione Europea, è sia l’organo esecutivo, sia nello stesso tempo, promotrice del processo legislativo. Il progetto Europeo è sì importante, ma deve essere costruito rivedendo ciò che di sbagliato esiste (e c’è molto da fare), riscrivendo i Trattati e i Regolamenti, restituendo ai singoli Stati la loro sovranità politica, economica, monetaria. Gli Stati senza moneta sono impossibilitati a svolgere ogni politica. È evidente a tutti che l’Euro, ad eccezione di Francia e Germania, per molti Stati, ad ora, è stato un fallimento.

EURO, MONETA TIRANNICA E SCHIAVIZZANTE

“L’Euro una moneta senza Stato e con gli Stati senza moneta”. Un assurdo storico. La moneta è da sempre stata lo strumento fondamentale degli Stati per la propria politica interna ed estera. La moneta a debito è una tirannia, produce schiavi a vita! Il ritorno alla sovranità monetaria delle autorità politiche quali vere rappresentanti dei cittadini, sostiene Galloni, “renderebbe obsoleto tutto l’armamentario di Mastricht. Un Euro ostaggio dei banchieri e del particolarismo dei loro interessi appare destinato a fallire, così come uguale sorte, sarà per gli accordi di Mastricht. L’Euro se vuole sopravvivere, deve emanciparsi dalla cultura finanziaria tradizionale che l’ha fatto nascere”.

Se si avrà il coraggio e l’umiltà di rivedere le posizioni autarchiche e antidemocratiche, di rivendicare l’autorevolezza politica sul dominio del sistema finanziario internazionale, che hanno portato ad un antieuropeismo diffuso, con allontanamento delle persone dalla politica (evidente nel crescente numero della popolazione non votante in particolare alle elezioni Europee; non vi è neppure risonanza con gli apparati burocratici presenti nelle città. Un esempio? A Parma l’arrivo dell’EFSA (European Food Safety Authority- Agenzia Europea per la sicurezza Alimentare) non ha portato nulla di positivo alla collettività: e tra gli euroburocrati e la popolazione esiste un incolmabile vuoto).

L’Europa dei popoli riuniti in una Confederazione di Stati sovrani con propria autonomia, e non della finanza, potrà rifondarsi, forte dell’esperienza fatta, sulla sovranità popolare e sulla moneta di proprietà popolare accreditata e non a debito, ora emessa dal nulla dalla BCE. Stati sovrani con una loro moneta di conto e regolazione, ma ammetta la circolazione sia delle valute nazionali, sia di quelle locali. L’Europa dei popoli deve liberare e valorizzare le potenzialità individuali e collettive. Avere più attenzioni verso i Paesi del Sud Europa (Portogallo, Spagna, Grecia, Italia).

LIBERARSI DALLA SCHIAVITÙ DEL DEBITO PERENNE

Liberare le persone dalla schiavitù del debito perenne. Questa sarà allora l’Europa in cui tutti vorranno esserci, non a quella dei burocrati, dei poteri finanziari usurocratici. Per ora si è pensato all’Europa come mercato. Non c’è un disegno politico. E non può essere solo quello finanziario ed economico. Senza gli uomini ogni organizzazione è destinata al fallimento. Così come senza il ricevente ogni moneta non ha valore. “L’euro se vuole sopravvivere, come scrive ancora Galloni, deve emanciparsi dalla cultura finanziaria tradizionale che lo ha fatto nascere”.”L’euro fu deciso per evitare il cambiamento di politiche economiche in Europa dopo il crollo del suo sistema monetario (Settembre 1992). “L’Euro ha svolto una funzione di parafulmine a favore delle regole degli accordi di Maastricht che impediscono all’Europa di fuoriuscire dalla crisi”.

E verrà il giorno del giudizio, in cui la svendita dell’Italia nelle mani degli usurai dovrà essere processata di fronte al tribunale di Dio per le lacrime della gente versate, per il loro dolore, non solo a quello degli uomini. Un mondo gestito da miserabili e cinici finanzieri internazionali che vivono di ciò di cui muoiono gli altri. Non si può costruire l’Europa con gabbie burocratiche che tolgono alle democrazie degli Stati ogni vitale politica economica e monetaria, usurpare la loro sovranità democratica, privarli della loro democrazia popolare, per assoggettarli a rituali burocratici lacrime e sangue, di un ristretto gruppo di potere non eletto (forse anche illegittimo), con una moneta a debito (Euro) che ha portato alla graduale depressione degli Stati Europei (ad esclusione di Germania e Francia).

Giuseppe Guarino: “L’Europa quale oggi esiste, è una gabbia dalla quale è difficile uscire, però bisogna proporsi di uscire”. E nelle gabbie chiuse non c’è libertà! “e se è una gabbia, noi non siamo più responsabili in quanto possiamo muoverci solo nell’ambito di quelle regole fisse, rigorose che sono state utilizzate per costruire la gabbia”. Come gli uccelli in gabbia, smettono di volare, perché non sono più liberi.

PROSPETTIVE GRAVI DI DECRESCITA E INGOVERNABILITÀ EUROPEA

Prosegue il giurista in un altro video: “Gli Stati dell’Eurozona dal 2000 al 2010 sono divenuti i peggiori Stati del Mondo. (13 Paesi su 17 dell’Euro: di questa lista l’Italia è al 3° posto; la Francia al 14°; la Germania al 10°). Questo mentre il mondo proseguiva in un mercato unico mondiale con una crescita media del 4-5%, l’Europa è in declino, in decrescita e senza una vera guida politica, in caso di catastrofe diverrà ingovernabile.

Il problema è interno all’Europa con le sue regole e rigore della gabbia costruita, che ha tolto ogni possibilità di manovra ai singoli Paesi e pure gli stessi obiettivi che l’Europa si proponeva di raggiungere, presenti nei trattati, in cui veniva scritto “una crescita armoniosa, duratura, sostenibile, creatrice di posti di lavoro”. sono stati mancati e traditi. Non può l’Europa crescere se ogni Stato membro non riesce a generare risorse adeguate. Come ora avviene. Quindi se i Trattati hanno fallito nella loro mission non possono più essere seguiti.

DEGRADO TRAMITE LA FALSA MONETA EURO E TRUFFA USUROCRATICA AI DANNI DELL’ITALIA IN PARTICOLARE

Il degrado dell’Europa è iniziato con l’Euro. Una falsa moneta perché fa riferimento a un regolamento 1466/97 [LINK PDF], (un regolamento firmato anche da Mario Monti), diverso da quello a cui l’Euro si riferiva. Vi sono dei responsabili di alto tradimento e della grande truffa all’Italia. Un Paese da tempo eterodiretto dal sistema finanziario usurocratico mondiale per impoverirci. Si consente attraverso la “dispersione/annullamento” della Sovranità che istituzioni private di enorme forza coercitiva (grandi Banche, FMI) gestiscano la sorte delle nazioni”, annullando ogni valore democratico conquistato. Tutto sotto la copertura della globalizzazione e delle “sacre leggi” del Mercato, del neoliberismo, ossia un’economica favorevole ad un mercato privo di regolamentazione e di autorità pubblica ovvero in balia delle sole forze economiche di mercato. In Italia con modifica costituzionale art.41. “tutto è libero tranne ciò che è espressamente vietato”.

TTIP E CETA, CLAMOROSI TENTATIVI DI SDEMOCRATIZZARE ED ASSERVIRE I PAESI MEMBRI

Con il TTIP- Transatlantic Trade and Investment Partnership- e il CETA- Comprehensive Economic and Trade Agreement – Accordo economico e commerciale globale- simile a quello con il Canada.

(“Vorrebbero pure un loro tribunale privato che ha come unico scopo quello di verificare se la piena libertà commerciale e di investimenti è rispettata. È come se si facesse una unica grande super legge atlantica che prevede la totale libertà di commercio e investimento, dando la facoltà alle imprese di far abrogare tutte le leggi statali, regionali, o i regolamenti comunali che contrastano con la super legge generale. Si avrebbero quindi grandi corporation con bilanci miliardari in grado di far cause costosissime a tutti i soggetti pubblici che vengano ritenuti un ostacolo, imponendo costi spaventosi per difendersi dalle accuse. Con un evidente scopo finale, la rinuncia da parte degli Stati alle legislazioni di tutela della popolazione nei processi”). Un Trattato che deve essere bloccato perché antidemocratico (se ancora un barlume di democrazia esiste in questa Europa).

DIRETTIVE DELLA BCE AL GOVERNO BERLUSCONI NEL 2011

Riporto uno stralcio della lettera della BCE al Governo Berlusconi datata 5 Agosto 2011[LINK Testo della lettera]: “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

Insomma significa mettere a gara i servizi pubblici, trasferire il potere dai popoli alle multinazionali, privatizzare tutto il possibile con libera circolazione delle merci, libertà di investimento e di gestione servizi; corrodere così alle radici la democrazia. Si può dire, senza possibilità di smentita, che quella di oggi è l’Europa della finanza, delle merci, ma non dei popoli.

Le cosiddette privatizzazioni o liberalizzazioni sono caratterizzate da questi passaggi:

  1. Si rendono inefficienti gli apparati pubblici che si vogliono colpire togliendo loro le risorse per il buon funzionamento con la scusa dei tagli alla Spesa Pubblica per l’elevato debito pubblico;
  2. Si fa montare la protesta popolare;
  3. Si diviene pronti, con il consenso popolare istigato, a dar corso alla privatizzazione per farla diventare un business;
  4. Si emarginano e si escludono tutti coloro che non rientrano nelle “regole del mercato”.

Come se l’unico modo di vivere fosse la produzione di profitto. Ma la società della tecnica che non si prefigge come scopo il profitto, ma la riproduzione di se stessa (Severino) demolirà questo costrutto artificiale disumanizzante.

Il razzismo non è solo storia di pratica coloniale, nazista, fascista, dittatoriale, ma è espresso spesso anche dalle prepotenze burocratiche delle “dittature” democratiche, quando vi è volontà di creare emarginazione: il razzismo e l’intolleranza si manifestano nei comportamenti quotidiani, quando la prepotenza prevarica la ragione e l’intelligenza, quando si riproduce ogni forma di violenza. Mondi potenziali, repressi dalla stupidità del potere comando! Severino: “Il tramonto che porta verso la civiltà della tecnica passa attraverso il grigiore crescente della fase in cui si sta lasciando il vecchio, ma il nuovo non è ancora maturo. Oggi viviamo visibilmente circondati dall’ottusità, dalla volgarità e dalla superficialità, che però non stanno sospese nel vuoto, ma sono i parassiti delle ideologie al tramonto e delle forme immature che la maturazione della nuova forma di civiltà toglie di mezzo. L’ottimismo riguarda comunque la capacità del processo in atto di arrivare alla meta, alla configurazione matura della civiltà della tecnica”.

L’ITALIA ERA TRA GLI STATI PIÙ RICCHI D’EUROPA E DEL MONDO

Il Debito Pubblico è falso e inestinguibile. Perché siamo in crisi economica. Qualcuno lo ha mai spiegato? (a volte Giulio Tremonti e Magdi Allam).

Quali le vere cause? Molte sono le bugie che vengono raccontate. Eravamo uno degli Stati più ricchi d’Europa. Dal 1960 al 1981 il rapporto tra Debito e PIL era sotto il 60%, siamo arrivati anche al 40%. Eravamo la quarta potenza industriale.

I dipendenti e gli impiegati avevano raggiunto un invidiabile benessere economico e il massimo delle tutele: Assunzione a tempo indeterminato, Assistenza sanitaria, Ferie, Tredicesima, TFR, Pensioni, Famiglie che al netto delle spese primarie riuscivano a risparmiare il 25% del reddito, Piano casa pubblico e privato.

Poi vi sono stati alcuni fatti storici non casuali, ma volutamente programmati, che ci hanno disastrato l’economia e le finanze, portato a una realtà di collasso nazionale, un fallimento totale da addebitare a una classe politica corrotta e moralmente inadeguata perché asservita al sistema economico-finanziario dell’Europa. Questo dopo averla promossa e sostenuta (l’Italia, ricordiamo, è stata tra gli Stati fondatori).
Passiamo in rassegna questi fatti storici in ordine cronologico che portano a considerare il Debito Pubblico italiano non solo falso e inestinguibile, ma pure detestabile, quindi non restituibile come è già avvenuto nella storia.

INGRESSO NELLO SME 1979-1992 E DECLINO DELLA PRODUTTIVITÀ

L’ingresso dell’Italia nello SME (1979; Pres. Consiglio Giulio Andreotti), Sistema Monetario Europeo, un sistema che agganciava la lira al cambio fisso con l’Ecu, così da produrne una consistente rivalutazione nei confronti delle altre valute europee. Un tasso di cambio troppo forte per le nostre esportazioni che determinò un lento declino della produttività italiana; l’Italia esce dallo SME nel settembre del 1992 (Pres. Cons. Giuliano Amato).

DIVORZIO TRA TESORO E BANCA D’ITALIA ED ESPLOSIONE DEBITO PUBBLICO DAI 28,7 DEL 1981 AI 147 MILIARDI DEL 1991

Il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia (luglio 1981, Ciampi Governatore e Andreatta al Tesoro; l’indebitamento esponenziale dello Stato Italiano è avvenuto in gran parte a seguito di questa separazione della Banca d’Italia dal Tesoro [LINK articolo sul "divorzio tra Bankitalia e Tesoro”]; [LINK articolo "Breve storia di uno scippo”]Prima succedeva che l’ emissione dei titoli di Stato (BOT, BTP, CCT,ecc), non interamente sottoscritti dal mercato (titoli inoptati) venissero acquistati dalla Banca d’Italia. Con il divorzio, non deliberato dal Parlamento, ma definito in una corrispondenza tra il Ministro Beniamino Andreatta e il Governatore Carlo Azeglio Ciampi [LINK testo lettere]strinse lo Stato Italiano a finanziarsi sul mercato dei capitali privati, esponendosi agli inevitabili ricatti della speculazione (come avvenne poi con il governo Berlusconi, spread dal 7%, alla fine mandato al 120,10%.). In conseguenza di ciò, durante gli anni ’80 si assistette a una vera e propria esplosione della spesa per interessi passivi: passati dai 28,7 miliardi di Lire del 1981 ai 39 dell’anno successivo, fino ai 147 del 1991.

PRIVATIZZAZIONE 1992 DI SME, ENI, AUTOSTRADE, COMIT, BNL, CREDITO ITALIANO E BANCO DI ROMA

L’incontro avvenuto sullo Yacht Britannia della Regina Elisabetta, al largo di Civitavecchia (2 giugno 1992 LINK) in cui sono state decise le privatizzazioni delle più importanti realtà industriali di Stato [LINK elenco PDF tra cui: SME, ENI, AUTOSTRADE, ecc.]elle banche pubbliche: Comit, Credito Italiano, BNL e Banco di Roma, che in quanto pubbliche detenevano la maggioranza delle quote di Bankitalia; e infine le Casse di Risparmio.

GOLPE AMATO-CARLI E CESSIONE ABUSIVA DELLA SOVRANITÀ MONETARIA

Con la legge 35/92 Amato-Carli approvata dal Parlamento il 29/01/1992 (privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici) un fatto gravissimo, un autentico golpe, in quanto con questa legge non solo è stata ceduta la sovranità monetaria dello Stato italiano, ma fatto ancor più grave, è avvenuto in violazione dell’articolo3 dell’allora vigente legge bancaria del 1936 [LINK alla legge PDF]r la regolamentazione e riordino necessari dopo la crisi del 1929) in cui veniva stabilito che le quote di partecipazione a Bankitalia dovessero essere possedute da Enti pubblici.

PRIVATIZZAZIONE INSPIEGABILMENTE SEGRETATA FINO AL 2004 E ASSASSINIO DI ARRIGO MOLINARI

L’avvenuta privatizzazione della Banca D’Italia è stata inspiegabilmente segretata fino al 2004, quando l’ex questore di Genova, Arrigo Molinari (poi misteriosamente assassinato pochi giorni prima dell’udienza), denunciò l’anomalia, rivelata dallo studio condotto da Fulvio Coltorti di Mediobanca, sulle privatizzazioni, per la violazione dell’art.3 dello Statuto in vigore di Bankitalia, che era passata così sotto il controllo delle Banche private commerciali a seguito della loro privatizzazione.

LESIONE DI DIRITTO ISTITUZIONALE RIPARATA NEL 2005 DA TREMONTI E NEL 2006 DA PADOA SCHIOPPA

Per riparare a questo grave vulnus democratico e istituzionale il Ministro dell’economia Giulio Tremonti (governo Berlusconi 2005) con la legge 262/2005 [LINK LEGGE]’art 19 comma 10 obbligava lo Stato Italiano a ripristinare la legalità, riportando entro tre anni la proprietà delle quote di bankitalia sotto il controllo di enti pubblici. “Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici“.
Questa legge, con ulteriore colpo di mano, è stata successivamente inficiata dalla Legge 12/12/2006 firmata dal Presidente Giorgio Napolitano, dal Presidente del Consiglio Romano Prodi; dal Ministro del Tesoro e dell’economia Tommaso Padoa Schioppa.

DAL 1992 LA BANCA D’ITALIA PRIVATIZZATA PUÒ VARIARE IL TASSO UFFICIALE DI SCONTO

Il 7 febbraio 1992 viene varata la legge 82 con cui il ministro del Tesoro Guido Carli (ex governatore di Banca d’Italia) attribuisce alla Banca d’Italia (ora sotto il controllo delle banche private), la “facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro”, cosicché, da questo momento, è Banca d’Italia a decidere il costo degli interessi sull’emissione dei titoli di Stato.

I TRATTATI DI MASTRICHT 1992 E LISBONA 2007 AFFOSSANO E SCHIAVIZZANO DEL TUTTO L’ITALIA

I trattati Europei con cui avviene la cessione della sovranità monetaria alla BCE (7 febbraio 1992) trattato di Maastricht [LINK]3 dicembre 2007) Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009; quest’ultimo composto dal Trattato dell’Unione europea (TUE) e dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), in cui vengono effettuati cambiamenti significativi riguardo alla organizzazione europea. In entrambi si garantiva lo sviluppo sostenibile, armonioso, equilibrato e la piena occupazione. Questi obiettivi, nel tempo, non sono stati mantenuti.
Con questi trattati, l’Italia ha definitivamente perso la propria autonomia e sovranità in materia di politica economica, finanziaria e monetaria. Non solo. Ma la BCE ha assunto un ruolo cardine [TUE[TUE ART 9] [LINK trattato di Lisbona pdf ]

ARTICOLO 9 SULLE PREROGATIVE DELLA BCE

La BCE che, conformemente all’articolo 245 bis, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ha personalità giuridica, ha in ciascuno degli Stati membri la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dai rispettivi ordinamenti; essa può in particolare acquisire o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio. La funzione della BCE è quella di assicurare che i compiti attribuiti al SEBC ai sensi dell’articolo 105, paragrafi 2, 3 e 5, del trattato siano assolti o mediante le attività proprie secondo quanto disposto dal presente statuto, o attraverso le banche centrali nazionali ai sensi degli articoli 12.1 e 14.
Conformemente all’articolo 107, paragrafo 3, del trattato, gli organi decisionali della BCE sono il Consiglio direttivo e il Comitato esecutivo”.

TRATTATI EUROPEI RATIFICATI IN CLAMOROSA VIOLAZIONE DELLA CARTA COSTITUZIONALE

Il funzionamento della BCE è anomalo in quanto non esiste nessuna altra banca centrale al mondo che possa finanziare le banche private e non gli Stati sovrani.
I trattati Europei sono stati ratificati dall’Italia in violazioni della Carta Costituzionale: art.1 (“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”) e art 11 (“L’Italia consente in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni”). Art.47 “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio, favorisce l’accesso alla proprietà dell’abitazione, disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito“.

MES, MECCANISMO SALVA-STATI CON GERMANIA TUTELATA E ITALIA PRIVA DI TUTELE

MES (Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, detto Salva Stati, poi diventato di fatto Salva banche, sottoscritto il 2 febbraio 2012, entrato in vigore il 27 settembre 2012; (Presidente Consiglio Mario Monti) 125 miliardi dovuti dall’Italia con una quota sottoscritta dell’17,9% al fondo costituito di 700 miliardi. Per la precisione il trattato istitutivo prevede per l’Italia il pagamento di cinque rate annuali da 5 miliardi l’una, a partire dall’agosto del 2012. La neo costituenda organizzazione del MES ha a disposizione un fondo sovrano di 700 miliardi di euro sottoscritti pro quota dagli Stati aderenti. A differenza della Germania che concorre al fondo per il 27,1464% (pari a 190 miliardi), l’Italia non si è cautelata, in quanto, questo fondo, è gestito in totale autonomia da 17 super governatori, (con immunità totale per il loro operato), che possono deliberare fondi in misura insindacabile, volendo anche per trilioni di euro a favore del salvataggio degli Stati e di banche. L’Italia si è vincolata anche per successive ricapitalizzazioni del fondo in proporzione alla quota sottoscritta, mentre i tedeschi, molto più prudenti, hanno ritenuto di tutelarsi facendo esprimere l’alta Corte di Costituzionale di Karlsruhe, la quale ha deliberato che nuovi versamenti al fondo, dovranno essere approvati e autorizzati di volta in volta dal parlamento tedesco.

LEGGE CRIMINALE MONTI 2012 SUL PAREGGIO DI BILANCIO

Legge Costituzionale 1/2012 sul pareggio di bilancio (entrata in vigore l’8 maggio 2012, Presidente Mario Monti; nel 2011 Berlusconi Presidente, Giulio Tremonti all’Economia, a seguito delle pressioni della BCE, presentarono una proposta di legge di modifica della Costituzione, intervenendo sugli articoli 81, 97, 117 e 119; approvata poi, dal Parlamento nel 2012; entrata in vigore l’8 maggio 2012; con effetto a partire dall’anno 2014).

Con questa legge l’Italia non può più fare deficit annuale di bilancio, perciò impossibilitata a crescere e a creare ricchezza interna, quindi senza capacità di ripagare (per quanto illegittimo, il debito sovrano, con l’inevitabile alienazione del patrimonio nazionale e degli asset economici di proprietà statale). E questo è da criminali! Significa condannare i cittadini all’impoverimento e al debito eterno, quindi detestabile.

ILLEGGITTIMO FISCAL COMPACT MONTI 2012

Fiscal compact (firmato il 2 marzo 2012; Presidente del Consiglio Mario Monti). Con questo trattato l’Italia ha ceduto altra sovranità economica e dovrà restituire 40 miliardi di euro all’anno per 20 anni, per rientrare nel rapporto Debito/PIL del 60% previsto nel trattato sottoscritto di Maastricht. (La Germania ha comunicato che raggiungerà già dal 2019 questo obiettivo).

Il Prof. Guarino sostiene che il Fiscal compact è “illegittimo ed esautora ogni governo dall’esercizio della politica. Il popolo non c’entra più nulla. Distrugge lo spirito della nostra Costituzione dal principio (ab imis). La Costituzione italiana vuole che il Governo sia espressione del popolo e così la sovranità”. Con il pareggio di bilancio si inibiscono gli Stati nazionali membri a produrre la crescita, in quanto ogni Stato dovrebbe avere la propria autonomia economica. Lo Stato può realizzare la propria politica economica in quanto può indebitarsi. Senza l’indebitamento non sarebbe stato possibile il “miracolo italiano” (fatto a suo tempo in equilibrio con il PIL, ma con moneta sovrana).

RIVALUTAZIONE BOLDRINI 2013 SU QUOTE BANKITALIA CON AUTENTICO REGALO ALLE BANCHE

Rivalutazione quote Bankitalia Il decreto legge del 30 novembre 2013 che introduce cambiamenti nel capitale e negli azionisti di Bankitalia, è divenuto legge 5/29 gennaio 2014 (Imu-Bankitalia), il giorno prima della decadenza dei 60 giorni, in quanto la Presidente della Camera Laura Boldrini ha applicato il cosiddetto provvedimento “tagliola” che ha azzerato gli emendamenti e il legittimo dibattito parlamentare. Il Governo ha così rivalutato il capitale di Bankitalia, passato da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, un autentico regalo del Governo alle banche, stabilendo che ogni azionista non può detenere più del 3% del capitale sociale della banca centrale.

Le quote, rivalutate, possedute in eccesso dovranno essere dismesse entro il 31 dicembre 2016, e qualora non ci fossero altri acquirenti, imponeva l’obbligo di riacquisto alla stessa Banca d’Italia. La Commissione Ue, con una lettera ha chiesto alle autorità italiane maggiori informazioni per valutare se nella nuova legge possono intravedersi aiuti di Stato ad alcune banche.

NEL BILANCIO CEE L’ITALIA VERSA MOLTO PIÙ DI QUANTO RICEVE

Bilancio Comunità Europea: Gli stanziamenti d’impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro. L’Italia in quanto nazione cofondatrice è contributrice netta e partecipa al bilancio in misura superiore a quanto riceve. Versa 17.167.920.000 e ne riceve 12.554.260.000.
Molti sono gli esperti che, in Italia, si sono avvicendati durante questo periodo di crisi: si sono alternati governi di vari schieramenti politici e tecnici di comprovata nomea, ma la crisi viene presentata come una malattia senza spiegarne le cause. Ciò fa pensare che siamo nelle mani non di esperti ma, piuttosto, di approfittatori dell’ignoranza popolare. Compiono operazioni dissennate senza informare adeguatamente i cittadini, al limite della farsa comica e della delinquenza: C’è disoccupazione? e allora licenziamo. Dobbiamo crescere? e allora tagliamo. Sarebbe come dire a un costruttore devi fare un piano in più ma ti tolgo i mattoni.

Lo stesso Mario Draghi (uomo Goldman Sachs, ne fu vicepresidente, e tra i presenti in veste di Ministro del Tesoro Italiano, al complotto sul Britannia della Regina Elisabetta, dove venne deciso l’imponente piano di privatizzazione e di saccheggio del patrimonio industriale e finanziario dello Stato), ora Draghi, Governatore della BCE, ci dice che per uscire dalla crisi, si deve produrre di più e meglio, essere più competitivi. Facendo finta di non sapere ciò che è stato fatto con la spoliazione dell’Italia a cui ha preso parte significativa; che la competizione esasperata porta al dopaggio, che è contro le leggi biologiche che richiederebbero, invece, cooperazione. L’economia e la competizione, secondo la fisica quantistica, sono fattori intrinsecamente patologici. È che per produrre di più occorre far crescere la domanda, ma per far crescere la domanda occorre un maggior reddito.

ITALIA PRIVA DI MEZZI PER RISORGERE, CON POVERTÀ DILAGANTE DELLE GENTE MA NON DELL’ELITE E DELLE BANCHE

Le sembra Draghi che la BCE e l’Europa sostengano la cooperazione? La crescita dei redditi individuali e delle famiglie? In Italia non si produce di più, non perché non siamo capaci di farlo, anzi! Ma perché la comunità non ha più risorse reddituali sufficienti per far crescere la domanda. C’è una voluta rarefazione (deflazione) della moneta circolante che colpisce in modo significativo tutta la popolazione, ma non l’élite del sistema, né le banche. Provocando una povertà dilagante (in Italia nel 20017 il 20% della popolazione è sotto la soglia della povertà e 2 milioni di famiglie sono completamente prive di reddito) per cui non può esserci crescita! E non si può creare lavoro stabile per decreto legge (Jobs Act e altro).

La precarizzazione dell’occupazione ha creato disagio sociale, recessione di consumi e quindi di domanda, mentre l’occupazione a tempo indeterminato favoriva un progetto di vita in cui realizzarsi. Oggi la mancanza della certezza di reddito è un aspetto strutturale al lavoro ed è ostativa ai consumi e all’economia. (si è prodotto solo un bassissimo costo della manodopera dipendente con gravi ripercussioni sulle economie locali e nazionali).

Per produrre di più occorre, appunto, un reddito collettivo sicuro, nonché immettere nuovo denaro nel sistema. Ma chi può immettere denaro nuovo nel sistema? Quattro sono le possibilità:

  1. Il governo con la spesa Pubblica (sotto forma di investimenti, stipendi, servizi, appalti, opere)
  2. Le banche con i prestiti
  3. Altri Stati (se noi esportiamo più di quanto importiamo, con la bilancia commerciale in attivo, cosa che stiamo facendo da molti anni. L’Italia si conferma il secondo Paese più competitivo nel commercio mondiale dopo la Germania)
  4. Investitori stranieri.

COMPLOTTO NAPOLITANO-MONTI-LETTA E RAPPORTO DEBITO/PIL SCHIZZATO AL 134,2 %

Se non cresce la domanda, le imprese, da sole, certamente non possono aumentare la produzione. Dire che la Spesa Pubblica è improduttiva è una sciocchezza in quanto è proprio la spesa pubblica che entra a far parte del nostro reddito in diverse forme, è la nostra vera ricchezza. Per cui quando il Governo taglia la spesa pubblica, taglia parte dei nostri redditi e di conseguenza impedisce alle imprese di produrre di più, in quanto viene meno il reddito di coloro che a catena ne avrebbero beneficiato.
Insomma, ridurre gli investimenti non ci fa crescere, ma al contrario, farà diminuire la nostra produzione. Infatti tutte le riforme e le politiche di rigore e di austerità dell’agenda Monti e Letta anziché far scendere il rapporto tra Debito Pubblico /PIL, lo hanno fatto salire arrivando al 134,2%. Con la fine del governo Berlusconi (altro complotto condotto da Napolitano con la BCE di Draghi, che portò alla Presidenza il commissario Mario Monti, 16 novembre 2011) il rapporto debito/PIL era del 120,10%.

L’economista Emiliano Brancaccio evidenzia che l’Italia ha perduto 1 milione di posti di lavoro, mentre in Germania sono aumentati di 1 milione e mezzo. E le insolvenze nel nostro Paese sono aumentate del 47%, a differenza della Germania in cui sono diminuite del 13%. Inoltre la nostra perdita della base produttiva è stata del 25%, mentre in Germania è aumentata del 26%.

DIKTAT 2011 SUL PAREGGIO DI BILANCIO E AUTO-CONDANNA A NON CRESCERE, QUANDO IL DISAVANZO SAREBBE LA NOSTRA RICCHEZZA

Con il Pareggio di bilancio, (8 settembre 2011), messo in Costituzione (un diktat dell’Europa, con la presidenza del Consiglio Berlusconi e Ministro all’Economia Giulio Tremonti: poi legiferato con Mario Monti), lo Stato italiano si è autocondannato a non crescere, poiché se immette 100 nell’economia e si riprende 100 con le tasse, nel sistema rimane zero. Mentre il disavanzo di bilancio, sarebbe la nostra ricchezza. Da rilevare che Francia e Germania hanno titoli tossici nelle rispettive banche per miliardi di Euro. Le peggiori dell’Eurozona. E il “Salva Banche” (MES) è solo funzionale a loro.

ITALIA CON LE ALI SPUNTATE PER GLI INTERESSI NEGATIVI

Pertanto, lo Stato non immettendo denaro nell’economia, costringe i suoi cittadini a indebitarsi e a finanziarsi da soli (poiché il denaro esiste solo in forma di debito e non è sicuramente una ricchezza). Mentre la produzione aumenterebbe se venisse immesso nuovo denaro nel sistema. Il parametro imposto dall’Europa del 3% di deficit, significa che lo Stato immette 100 e si riprende 97. Il deficit del 3%, al netto degli interessi da pagare sul Debito pubblico maturato, sarebbe, di fatto, la nostra ricchezza. Ma dobbiamo indebitarci ulteriormente per far fronte agli interessi. Il 3% che resterebbe nell’economia, consentirebbe di far crescere in proporzione la domanda e di conseguenza la nostra produzione. E anche l’intervento monetario non convenzionale del QE- Quantative Easing (alleggerimento quantitativo di titoli di debito degli Stati, 80 miliardi di Euro circa al mese dal 2015; un sostegno alle esigenze di liquidità delle banche, con autorizzazioni monetarie illimitate senza chiedere nulla in cambio, nemmeno di smetterla), non può tradursi in investimenti pubblici perché non è diretto agli Stati, ma viene erogato al sistema privato bancario a fronte di una contropartita di titoli già detenuti dalle banche e non titoli di nuova emissione.

Senza l’immissione di nuovo denaro nell’economia non può esserci crescita, perché la crisi non è di produzione, ma di domanda. Qualcuno lo dice? Lo spiega? No! Qualsiasi tipo di austerity è sbagliata e controproducente, in condizioni di evidenti difficoltà economica, l’austerity non può che peggiorare la situazione.

COL GIOCO DEGLI AVANZI DI BILANCIO, LO STATO HA SOTTRATTO ALL’ECONOMIA 500 MILIARDI DI EURO TRA IL 1992 E IL 2007

I nostri problemi si aggravano quando lo Stato è in avanzo di bilancio, e lo siamo purtroppo dal ’92, con l’avanzo tra i più alti d’Europa. Tra il 1992 e il 2007 lo Stato italiano ha realizzato e quindi sottratto all’economia un avanzo primario di 500 miliardi di euro (Paolo Ferrero-“La Truffa del debito pubblico”-pag42). L’avanzo di bilancio sarebbe positivo se fosse realizzato con una tassazione equa e reimmesso nel sistema sotto forma di investimenti e non utilizzato per pagare gli interessi sul debito pubblico. Inoltre si deve rilevare che la ricchezza immessa ogni anno dallo Stato nell’economia (Spesa Pubblica) non è una ricchezza netta di proprietà dello Stato, ma sono risorse in parte prese a prestito dalle banche commerciali private, al tasso del 4% nel 2018. Questo denaro, le Banche commerciali, lo ricevono, sempre nel 2018, dalla BCE al tasso di sconto dello 0,05% lucrando parassitariamente la differenza del 3,95%.

COME MAI LO STATO ITALIANO NON UTILIZZA LA CDP REALIZZANDO GROSSI RISPARMI SUGLI INTERESSI PASSIVI?

Questo perché il trattato di Lisbona vieta alla BCE di finanziare direttamente gli Stati, obbligandoli a rivolgersi alle Banche commerciali pagando loro un rilevante ulteriore interesse. Trattato di Lisbona cap.19 art.21. Sulla base di queste norme, lo Stato italiano avrebbe potuto approvvigionarsi direttamente presso la BCE utilizzando la CDP (Cassa Depositi e Prestiti, bypassando i vincoli imposti dall’Europa) oppure, ora, MPS -Monte Paschi di Siena- (divenuto Istituto pubblico dopo il recente salvataggio, lo Stato Italiano, infatti, ne detiene, complessivamente, il 68,2% del capitale sociale). Perché non lo fa? Per quali inconfessabili ragioni?

L’ITALIA PERDE IN QUESTO MODO 79 MILIARDI DI EURO/ANNO, E HA PAGATO DAL 1980 A TUTT’OGGI 3500 MILIARDI DI INTERESSI

Tradotto in cifre: se lo Stato italiano si finanziasse direttamente presso la BCE potrebbe ricevere il denaro di cui ha bisogno al tasso di sconto dello 0,05% (attualmente accordato alle Banche commerciali), con la conseguenza che la spesa annuale di 80 miliardi per interessi sul debito pubblico maturato, si ridurrebbe a 1 miliardo, con un risparmio di circa 79 miliardi all’anno. Un regalo che lo Stato elargisce alle banche con le nostre tasse. Dal 1980 ad oggi, lo Stato Italiano ha pagato oltre 3500 miliardi di interessi sul debito. Senza abbassare di un solo euro il debito sovrano che è aumentato (Padoan ci ha lasciato un incremento di 170 miliardi). Mentre se si fosse avvalso della norma del trattato di Lisbona (in vigore dal 2009) avrebbe potuto realizzare un risparmio di circa 1000 miliardi. Perché nessuno dice nulla? Perché la Corte dei Conti non interviene?

INDEBITAMENTO ESPONENZIALE DELL’ITALIA A CAUSA DEI TRATTATI DI MASTRICHT E LISBONA

L’indebitamento esponenziale dello Stato Italiano è avvenuto in gran parte a seguito della separazione della Banca d’Italia dal Tesoro (1981). La prosperità dell’Italia (tra le prime economie mondiali) è stata irresponsabilmente compromessa con la sottoscrizione del Trattato di Maastricht e successivamente con quello di Lisbona in quanto con l’adesione a questi trattati, l’Italia ha ceduto la propria sovranità monetaria a favore di un istituto privato sovranazionale (BCE) non sindacabile nel suo operato.

POLITICI TRADITORI CON IN TESTA ROMANO PRODI HANNO CONDANNATO L’ITALIA A UN DESTINO DA PAESE COLONIALE

Come questo sia potuto accadere non è dato a sapersi. Però, considerando i fatti accaduti, è evidente che si è trattato di un disegno politico volto a ridimensionare l’economia e la base produttiva e industriale dell’Italia, disegno posto in essere da una classe politica che si è fatta strumento di interessi extra-nazionali e ciò in cambio di nulla se non di loro privilegi e tornaconti personali. Questi politici, con in testa Prodi, hanno tradito se stessi, la nazione e gli italiani (con tanti saluti ai padri costituenti), condannando l’Italia a un destino di Paese coloniale.

La sovranità monetaria di una nazione appartiene al popolo, vale a dire a ogni singolo cittadino, e rappresenta la libertà, l’autonomia e l’indipendenza economica della nazione.

Senza la quale lo Stato non può esercitare una sovranità, né tantomeno disporre dei mezzi finanziari per attuare le garanzie e le tutele previste dalla Costituzione (soprattutto in materia sanitaria, sociale, educativa, territoriale, culturale, tutela del nostro patrimonio artistico storico e ambientale) quindi privare uno Stato di una funzione sovrana è stato un tradimento alla Costituzione dello Stato. Un reato punibile dal codice penale con l’ergastolo (pertanto tutti i responsabili, compresi i senatori e i deputati che hanno firmato questi accordi hanno violato l’art 241 del codice penale: “chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero menomare l’indipendenza dello Stato, è punito con l’ergastolo”; nonché l’art 283 del cod penale “Chiunque commette un fatto diretto a mutare la Costituzione dello Stato o la forma con mezzi non consentito dall’ordinamento costituzionale dello Stato è punito con la reclusione non inferiore a 12 anni”.

REATI GRAVISSIMI E MODIFICHE AL CODICE PENALE NEL 2006 GOVERNO BERLUSCONI

I responsabili dell’approvazione dei trattati in oggetto (Maastricht e Lisbona) e delle antecedenti prodromiche leggi hanno ceduto un potere indipendente, sovrano del nostro Stato, ad un organismo privato ed anche esterno allo Stato stesso.
Rendendosi conto della gravità dei reati commessi, durante il governo Berlusconi il 24 febbraio 2006 con la legge n85 [LINK]gono introdotte modifiche al codice penale in materie di reati di opinione e vengono modificati proprio gli art 241 riguardanti gli attentati contro l’indipendenza, l’integrità e l’unità dello Stato. E l’art 289 riguarda l’attentato contro organi costituzionale e contro le assemblee regionali, ovvero attentati alle istituzioni democratiche dello Stato.

ACCORDI BRETTON WOODS 1971 E ADESIONE ALL’EURO 1980 CON SVALUTAZIONE DEL 600% HANNO ANNIENTATO L’ITALIA

Sui fatti accaduti dal 1980 ad oggi, il sistema salvo rare eccezioni ha eretto un colluso e scandaloso silenzio politico mediatico giudiziario e religioso. Al fine di meglio far comprendere la gravità di questo tradimento, schematizziamo punto per punto:
Come accennato fino al 1980 l’Italia era tra le prime economie del mondo per sviluppo e solidità; La lira fu pure premiata come miglior moneta europea. Oggi siamo divenuti terra di conquista e le cause di questo declino sono da ricercarsi nei seguenti eventi:

Per aderire all’Euro l’Italia ha rinunciato alla potestà di stampare moneta e ha preferito adottare una moneta privata a debito emessa dalla BCE con una svalutazione del 600%. Una moneta viene definita a debito quando il suo valore nominale viene iscritto al passivo del bilancio dello Stato in quanto appunto costituisce un debito da ripagare. La moneta di proprietà, invece, è una moneta sovrana che viene iscritta all’attivo dello Stato in quanto è un accredito di valore.

Con gli accordi di Bretton Woods 1971 è stata abolita la riserva aurea per cui, oggi, tutta la moneta circolante è moneta fiduciaria priva di valore intrinseco creditizio, cioè senza controvalore. Il costo produttivo della moneta fiduciaria è di circa 20 centesimi di euro, ed è uguale per tutte le banconote da 5 a 500 euro, mentre la moneta scritturale emessa per via elettronica ha costo nullo. Sia la moneta scritturale che cartacea (istituto di emissione BCE e banche, queste ultime solo moneta scritturale), viene immessa nel sistema sociale solo sotto forma di debito gravato da interesse, tasso di sconto per la BCE, per cui la moneta è un debito (moneta e debito sono la stessa cosa). Pertanto lo Stato Italiano ha preferito cedere la propria sovranità monetaria a banchieri privati per poi farsela prestare con interesse indebitando la nazione. Di fatto ha preferito pagare il valore nominale delle banconote più gli interessi, anziché pochi centesimi, se avesse stampato in proprio le banconote.

L’ITALIA SI È INDEBITATA E DE-SOVRANIZZATA NEL MODO PIÙ IMBECILLE ED AUTOLESIONISTICO

Senza una moneta sovrana uno Stato è condizionato nella propria politica economica tant’è che non abbiamo più nemmeno la sovranità di bilancio che ogni anno il Governo deve sottoporre il DEF (Documento Economico Finanziario) al vaglio e alla approvazione preventiva della Commissione Europea. Per cui lo Stato Italiano aderendo all’Euro ha ceduto la propria sovranità monetaria, errore di capitale importanza in quanto con l’Euro ci siamo privati della potestà di stampare moneta che l’Italia ha preferito, di fatto, cedere a privati, dai quali oggi è costretta a prendere denaro a debito. Così facendo, lo stato Italiano si è indebitato in misura pari a tutti gli Euro messi in circolazione che dovranno essere restituiti con gli interessi. E questa è la vera ragione della formazione del nostro debito pubblico.

Lo Stato avrebbe potuto stampare denaro, come fa la BCE, dal nulla, in quanto non esiste più l’obbligo della riserva aurea (dal 15 agosto 1971 accordo di Bretton Wood).
Sull’Euro è interessante quanto dichiara Giuseppe Guarino sul il Foglio del 16/11/2017: “Il 1° gennaio 1999 è stata immessa sui mercati la moneta disciplinata dal reg. 1466/97. Se si accerterà che la disciplina del regolamento è diversa, anzi opposta rispetto a quella del Tue, bisognerà concludere che l’euro circolante dal 1° gennaio 1999 è un’altra moneta rispetto a quella del Trattato.

Questa nuova moneta usa il nome e i simboli di quella voluta dal Trattato. La moneta disciplinata dal Trattato è l’unica “autentica”. Non essendo avvenuto il suo lancio né alla data stabilita, né in qualsiasi altra successiva, l’“euro autentico” è una moneta mai nata. Quella che usurpa il suo nome, e che è stata presentata come se fosse quella del Trattato e in quanto tale accettata nei mercati, è una moneta falsa che, nascoste le proprie natura e identità, si appropria di quelle dell’euro autentico”. [LINK articolo di Giuseppe Guarino]>

Il capitalismo europeo sembra quasi abbia usato l’economia per sterilizzare la politica degli Stati e anestetizzare i popoli. L’economia, viene presentata come oggettiva (!) cosa che non è, e ha sostituito la discussione politica; e le proposte sociali congelate alla dittatura economica gestita da falsari e usurai che compongono la matrix in cui viviamo. Una vera involuzione neo-feudale.

EUROPA FUNZIONALE AI BUROCRATI E ALLE BANCHE, MA NON AI CITTADINI

L’Europa è funzionale ai burocrati e alle banche o ai cittadini? Dall’assenza della visione di politica sociale sembrerebbe rivolta ai primi. Di questo passo è comprensibile l’acredine del popolo italiano nei suoi confronti, pur rimanendo Europeista, ma molto euroscettico. Vessare i cittadini Italiani per la solidarietà, come è stato fatto di recente è cinico e incivile, pare di essere in un film dell’assurdo di Buster Keaton o in un copione di Samuel Beckett. I diktat dell’Europa divengono illegittimi e insopportabili se non rientrano in ciò che è giusto per la collettività. Ci vogliono far credere che ciò che è legge, cioè legittimo, è giusto. Ma non è così: “Solo ciò che è giusto per la collettività diventa legittimo”. (Rafael Correa – Presidente Repubblica Ecuador).

Le banconote sono fogli di carta stampati di valore nullo. Il denaro ha valore perché siamo noi che con il nostro lavoro produciamo quei beni e servizi creando un valore corrispondente al denaro. L’economia ripartirebbe solo se venisse immesso denaro di proprietà non gravato da interessi. Ripristinando la funzione sovrana di emissione di moneta di proprietà, lo Stato potrebbe finanziere i propri servizi e investimenti. L’emissione monetaria, infatti, rientra nelle sovranità di Stato e non può essere ceduta a privati per poi farsela prestare gravata da ulteriori interessi. In questo modo l’economia ripartirebbe.

UNA SCAPPATOIA POTREBBE ESSERE UNA VALUTA PARALLELA, SENZA USCIRE DALL’EURO

Quindi occorrerebbe una moneta parallela, senza uscire dall’Euro. Lo Stato Italiano potrebbe pagare con titoli di Stato come carta moneta, sottraendosi alla speculazione finanziaria. E con questi pagare il riassetto del territorio, la spesa sanitaria, le scuole, la ricerca, l’Univesità, ecc. Titoli di Stato convertibili in Euro. I cittadini potrebbero cambiare gli Euro in titoli di stato e lo Stato con la massa monetaria incassata di euro potrebbe restituire tutto il debito.

Anche la corruzione ritenuta da molti un enorme, grande problema, non è la vera causa della crisi economica, perché la corruzione (pur essendo deprecabile e riprovevole) non immette, né sottrae denaro, a meno che non sia diretta a soggetti esteri. È il taglio della spesa pubblica che crea deflazione perché toglie risorse alla comunità. E il mero dato del debito pubblico è fuorviante, in quanto il nucleo del vero problema è un modello economico con la moneta a debito. Inoltre l’Italia, sottoscrivendo i trattati Europei, ha ceduto la sua sovranità monetaria.

CLASSE POLITICA DRAGHI-ANDREATTA-AMATO-CIAMPI-D’ALEMA-PRODI-NAPOLITANO ROVINA ECONOMICA DEL PAESE

Abbiamo avuto una classe politica funzionale principalmente al potere finanziario mai a favore del popolo. Non è una opinione personale, ma è la storia che lo rivela. Svendita degli asset industriali italiani. Con a capo Draghi, Andreatta, Amato, Carlo Azeglio Ciampi, D’Alema, Prodi, Napolitano. È con la LEGGE, strumento nelle loro mani, che hanno potuto espropriarci dei nostri “valori monetari” e dei nostri “mezzi di produzione” che creano VALORE.

ULTERIORE GOLPE COL PAREGGIO DI BILANCIO TARGATO MARIO MONTI

E il pareggio di bilancio è stato un autentico e ulteriore golpe, voluto dall’Europa, messo in Costituzione, dal governo Monti già proposto da Berlusconi. Con la legge costituzionale 1/2012 “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”) è una legge di modifica della Costituzione italiana approvata dal Parlamento nel 2012, con modifica degli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione, questo sotto la Presidenza di Mario Monti (16 novembre 2011/ 28 aprile 2013). Il pareggio di bilancio condanna l’Italia a un impoverimento certo, impedendone la crescita.

GERMANIA DITTATRICE ECONOMICA E COLONIZZATRICE

Il debito pubblico, quindi, con tutto quel che ne consegue, non è stato fatto dai cittadini, ma è figlio della moneta a debito e da una serie di operazioni, leggi e di trattati contrari agli interessi dell’economia italiana, ma esclusivamente a favore di un sistema burocratico e finanziario usurocratico perverso che agisce in modo criminale in cui la Germania ha svolto un ruolo da dittatura economica. Nei confronti dei Paesi del sud Europa la Germania si sta comportando come fece la Germania Ovest con il sacco della Germania dell’EST.

Riporto ora le interessanti posizioni del Prof. Cesare Padovani (docente di Fisica e Matematica all’Università dell’Aquila) in un convegno ad Ortona insieme al magistrato Gennaro Varone, sul perché il Debito Pubblico è falso e inestinguibile.

Il debito Pubblico, così come posto ingannevolmente, condiziona il nostro presente e il nostro futuro. “Non si può capire come funziona il mondo se non si capisce come funziona l’emissione monetaria”.

IL DEBITO PUBBLICO È UN COLOSSALE INGANNO

Con il debito pubblico veniamo terrorizzati quotidianamente dai media di massa, dai politici, dai dirigenti pubblici, dalle istituzioni, tutti complici di questa grande truffa. Non dice nulla neppure il Vaticano ed è cosa molto grave! Papa Francesco perché non parla su questo programmato impoverimento mondiale causato dal sistema della emissione della moneta a debito, gestito da un ristretto gruppo di potenti gruppi finanziari? Eppure lei, Santo Padre, dichiara che “La moneta deve essere al servizio della vita, non della morte e non ha delega di governare” e “No all’economia dell’esclusione e dell’iniquità”.

Perché Santo Padre, non prende una maggiore posizione? Fino al 1800, per la Chiesa Cristiano Cattolica l’usura era oggetto di scomunica. San Bernardino da Siena tuonava contro il malaffare, la corruzione, il malcostume, l’usura, la sodomia.
L’emissione monetaria nasce con un vero peccato originale. I debiti Pubblici ne sono la diretta conseguenza. Tutti gli Stati, infatti, sono indebitati, ma chi sono i creditori?
Chi ha tanta ricchezza da indebitare tutti gli Stati del mondo? Nessuno! Perché il Debito Pubblico è un grande imbroglio, una grande menzogna!! Il debito pubblico è un enorme colossale inganno.

Falsità e Inestinguibilità del debito pubblico. Cerchiamo di fare chiarezza.
Cosa è la moneta? La moneta ha un valore per convenzione. È la misura del valore. La banconota funziona come valore di questa misura. Giacinto Auriti: “la moneta è sia misura del valore, sia valore della misura”.

Perché come il metro misura la lunghezza, la moneta ha valore perché misura il valore. La moneta, in questo contesto socio-economico, diviene necessaria per la dignità di vita di ogni persona. Chi priva le persone del loro lavoro o dei mezzi economici di convivenza, è da considerarsi un criminale. Sia il sistema economico che politico non possono esimersi da queste responsabilità sociali.

CHI DÀ VALORE ALLA MONETA? CHI CREA IL DENARO?

La moneta ha valore perché noi ci accordiamo che lo abbia (per convenzione). E il valore glielo dà chi la accetta, non chi la emette. “La moneta è lavoro oggettivato ed esprime un lavoro effettuato o un acquisto di merce”. La moneta è un documento, il cui valore indotto è su base fiduciaria. Non abbiamo chiaro il concetto di creazione del denaro. Il denaro non esiste in natura. Qualcuno lo crea. Ma Chi? Il denaro è creato dall’Istituto di emissione (BCE) dal nulla e al costo di pochi centesimi per la banconota fisica e a costo nullo per la moneta scritturale elettronica creata dal nulla dalle banche commerciali.

Il denaro arriva alle Comunità (Stati e Privati) nella forma di prestiti a interesse, per questo si chiama moneta a debito. Non c’è bisogno di nulla per crearlo. Lo crea “il sistema bancario”, l’insieme delle banche che fanno riferimento al BIS (Bank for Settlement), Banca dei regolamenti internazionali, con sede a Basilea, a cui tutte le Banche Commerciali fanno capo.

DEBITO PUBBLICO COME DEBITO TOTALE DELLO STATO

Il Debito Pubblico è il debito totale dello Stato. Ci viene detto che il Debito Pubblico è il debito che lo Stato ha con i suoi cittadini, che è un’altra menzogna. Certo, qualche cittadino ha comprato titoli di Stato (si stima nell’ordine di 300/400 miliardi), ma tutto nasce dal fatto che lo Stato non può creare la sua moneta, ma deve chiederla in prestito a uno che la crea dal nulla, a costo zero, senza limiti e controlli (è la farsa dell’assurdo imposta dall’Europa, e prima ancora dal divorzio tra Bankitalia e Tesoro). Lo Stato si indebita quindi con la tipografia a cui chiede di stampare denaro. Di fatto siamo indebitati con la tipografia. Solo che questa tipografia si chiama “Sistema bancario”. È come se questa tipografia si appropriasse del denaro che stampa. Purtroppo dal 1981 abbiamo maturato questo debito con banche commerciali private che lo rivorranno forzatamente.

Poniamo quindi la domanda di Auriti: Di chi è la proprietà del denaro all’atto della emissione? Attualmente se ne è appropriata illegittimamente contra legem la tipografia in quanto non c’è nessuna legge, né trattato che attribuisce la proprietà della moneta all’atto dell’emissione allo stampatore (BCE).
Dove finisce il differenziale di valore tra il costo di stampa e quello nominale, visto che la moneta dalle banche viene iscritta al passivo di bilancio e sottratta alla contabilità ufficiale? (in contabilità bancaria il valore della creazione monetaria non viene iscritto all’attivo del flusso di cassa prima di essere prestato). Giuridicamente si profila almeno un “falso in bilancio”.

IL REDDITO DI CITTADINANZA È UN DIRITTO GIURIDICO

Capito questo capiamo come funziona il mondo! Molto semplice, credo. La politica monetaria delle Banche centrali con la moneta a debito gravata da interessi inestinguibili, è causa di usura e schiavitù. Con la moneta di proprietà si liberebbe l’uomo nei suoi valori migliori e dalla gabbia secolare di sfruttamento e del ricatto, e oggi dalla gabbia costruita dai Trattati Europei. Il reddito di cittadinanza con moneta sovrana di proprietà popolare, non a debito, ossia non gravata da interessi, spettante ai cittadini in quanto soggetti economici a prescindere dal lavoro, è un diritto giuridico per tutti perché è la collettività che creando beni e i servizi, dà valore alla moneta. Con la moneta sovrana di proprietà popolare, si libererebbe l’uomo dalla schiavitù e dal ricatto dal soddisfacimento dei bisogni primari.
La Magistratura non può più ignorare questo argomento di vitale importanza.

Oggi i cittadini sono, invece, vittime di un ignobile contatore monetario digitale in cui lo Stato è diventato una gigantesca idrovora che prende i soldi dalle tasche dei cittadini e li sposta in quelle degli speculatori e dei grandi usurai della rendita finanziaria. Lo ha fatto Monti a favore delle Banche francesi e tedesche.

NESSUNO HA MAI CHIESTO AL POPOLO ITALIANO SE ERA D’ACCORDO DI PERDERE LA SOVRANITÀ MONETARIA

Viviamo in un brutto sogno che però è la realtà. Qualcuno ha mai chiesto al popolo italiano se era d’accordo di perdere o cedere la sovranità monetaria e di batter moneta? (art 1 della nostra Costituzione: la sovranità monetaria è parte integrante e inscindibile di quella dello stato nazionale e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tantomeno può diventare proprietà di interessi privati”). Anziché violare gli articoli della Costituzione 1;11;47; sarebbe stato giusto in una democrazia economica, riconoscere il diritto giuridico a tutti di godere del valore monetario a prescindere dal lavoro, in quanto la moneta come strumento sociale deve essere di proprietà popolare e non di banchieri privati. Ogni persona è infatti un soggetto economico di valore indotto nel soddisfacimento dei bisogni primari.

Mentre se il denaro appartiene alla tipografia, tutti gli Stati sono indebitati con la tipografia. Nel caso dell’Italia, adesso, la BCE, anziché la Banca D’Italia in via Nazionale a Roma. La BCE è invece a Francoforte. E dov’è Francoforte? In Germania! Ma se le banche hanno così tanto potere, qualcuno potrebbe chiedersi, perché possono fallire? Non stiamo parlando della singola Banca, ma del “sistema bancario”, costituito da tante singole banche. Dentro a questo unico “Sistema” mondiale, ci sono banche piccole e banche grandi. Le piccole vengono fatte fallire e quelle grandi se le mangiano. A Parma è avvenuto con BancaMonte – afflitta per anni da una dissennata gestione- assorbita infine, con tutti gli immobili di prestigio, da Banca Intesa.

Insomma, lo squalo grosso non fallisce: “Too big to fail”. Quindi non facciamo l’errore di considerare le singole banche, dobbiamo vedere il sistema Bancario nel suo complesso, cioè avere sempre questa visione di insieme globale. Ossia tutto il denaro in circolazione è in prestito a interesse e genera un debito che supera il circolante e questo debito è quindi inestinguibile. La comunità è insolvente, ma insolvente di che? Di carta, cioè un debito di carta. Senza la Comunità che lo adotta non ha valore. Solo Carta stampata colorata.

TRUFFA MONDIALE PER IMPOVERIRE I POPOLI, CON IN TESTA LA DEUTSCHE BANK CHE HA 54 TRILIONI DI EURO IN DERIVATI

A proposito di carta, l’avidità del sistema bancario e la volontà di impoverire i popoli, si è poi inventato i Derivati (vere e proprie scommesse finanziarie) con cui ha costruito una truffa mondiale senza precedenti nella storia. Una criminalità organizzata. DeutscheBank è accusata di aver gestito un’organizzazione criminale internazionale. Solo Deutsche Bank ha 54,7 trilioni di euro di Derivati.

G. Chiesa: “Negli ultimi 10 anni in America hanno prodotto denaro inesistente superiore a 1000 trilioni di euro ossia oltre 15/18 volte il PIL del pianeta”. [LINK] trilione di dollari vale 1000 miliardi di dollari. Questa è la gigantesca, enorme, massa di denaro prodotta. Si parla quindi, nel complesso, di una somma iperbolica superiore al PIL mondiale, quindi impossibile da restituire.

CASI STORICI DI DEBITI MAI RESTITUITI

D’altra parte il Debito pubblico non è la prima volta che non viene restituito. Non ricordo casi storici in cui è avvenuto, semmai quelli a cui è stato azzerato perché detestabile (Fonte “Addio al Debito” di Salvatore Tamburro):

  1. Annessione del Texas agli Stati Uniti;
  2. Gli Stati Uniti rifiutano il debito di Cuba; ossia si rifiutarono di assumere il debito cubano contratto sotto il regime spagnolo;
  3. Il governo sovietico rifiuta i debiti zaristi;
  4. I debiti Polacchi con il trattato di Versailles (1919);
  5. Ripudio del debito tedesco austriaco (1938) al momento dell’annessione tedesca dell’Austria;
  6. Trattato di Pace con l’Italia (1947);
  7. Debito Iracheno (2003), 250 miliardi di euro;
  8. Debito di circa 11 miliardi di euro dell’Ecuador (2008).

USURA E FALSO IN BILANCIO MAI PERSEGUITI DA MAGISTRATURA E PRESIDENZA, COMPLICI DEL SISTEMA FINANZIARIO

Sarebbe compito della Magistratura con l’obbligatorietà della azione penale, perseguire i reati di usura 270%, falso in bilancio, associazione a delinquere, istigazione al suicidio commessi dal sistema politico, economico, monetario, bancario e finanziario in palese violazione delle norme del codice civile, penale e costituzionale, nonché dei diritti umani sanciti nella dichiarazione universale. [LINK PDF] un dovere della magistratura e delle più alte cariche dello Stato (se non fossero complici), liberare il Paese da questa schiavitù monetaria che opprime la vita di tutti.

NOMI E COGNOMI DEI RESPONSABILI DELLA ROVINA D’ITALIA

Stabilito che il Debito pubblico è una farsa, un grande inganno oltre ad essere inestinguibile, cosa ne consegue? Cosa possiamo dedurre? Che tutta la politica che conta è complice. Non ci sarebbe questo stato di cose se la politica non fosse complice, poiché è lì che si decide! Prodi ha mai parlato di questo? È consapevole del danno prodotto all’Italia? E voleva pure diventare Presidente? Ma perché ha fatto questo agli Italiani? Basta leggere il suo CV! I collegamenti con Goldman Sachs insieme a Padoa Schioppa, Visco, Tononi, Monti, Draghi. Ed è cosa nota che non si diventa mai ex, anche se li si è.

Sono complici tutti i principali organi di governo dello Stato, i grandi dirigenti del Tesoro, la Presidenza della Repubblica. Tutti sanno, ma stanno zitti, ben pagati e sono complici. Tutte le istituzioni che contano sono complici: i Sindacati (loro devono saperlo), la stampa, le TV (tutti orientati a nascondere questa realtà); la Scuola, l’Università (le materie in cui si potrebbe toccare l’argomento: Diritto, Storia, Economia, Ragioneria. Viene tutto manipolato, contraffatto appositamente). Si vuol far credere, dar per scontato, che tutto il denaro esista. Ma non è così. E’ tutta moneta a debito anche quella che abbiamo in tasca. Perché non viene detto nella Fondazione Collegio Europeo di Parma, presieduta dal prof Cesare Azzali (Dir. Gen. UPI)?

Capite che tagliare la spesa pubblica è tagliare sulla ricchezza collettiva e sui servizi erogati e lo Stato diviene un esattore per conto delle banche commerciali? Fa pagare a noi i tassi di interesse di una moneta che potrebbe essere stampata dal nulla a zero costi. Per concludere il debito pubblico, in uno Stato a sovranità monetaria, ossia con la possibilità di batter moneta, senza essere costretto a prenderla in prestito dalle Banche commerciali, costituisce la nostra ricchezza. Il deficit annuale di Stato è la ricchezza che viene lasciata sul mercato. La moneta a debito sta impoverendo tutti i popoli e gli Stati in cui è praticata, per arricchire Gruppi finanziari internazionali. E la ricchezza non viene distribuita, ma incanalata a ristretti gruppi di potere.

E i politici, che dovrebbero essere rappresentanti del popolo, si sono prestati per attuare questo crimine. Quindi sono criminali di Stato da condannare per alto tradimento alla Costituzione e crimini contro l’umanità, dovrebbero risiedere in carcere. Invece sono i nuovi faraoni che comandano una pletora di schiavi condannati all’olocausto monetario. Siamo di fronte a una democrazia che poi è oligarchia finanziaria sostenuta e foraggiata da interessi per nulla democratici.

Come scrive Goffredo Fofi: “L’unica via contro un potere manipolatorio e coercitivo è non accettare, smettere di obbedire prima che sia troppo tardi”. Purtroppo scrive Cioran (“Storia e Utopia” pag 61): “Il popolo si sa fin troppo bene a cosa è destinato. Subire gli avvenimenti e le fantasie dei governanti, prestandosi a piani che lo indeboliscono e lo opprimono. Ogni esperienza politica, per quanto «avanzata» sia, si attua a sue spese, si dirige contro di lui: esso porta le stigmate della schiavitù per decreto divino o diabolico. Inutile impietosirsene: la sua causa è senza scampo. Nazioni e imperi si costituiscono grazie al suo compiacimento per le iniquità di cui è oggetto. Senza Dio tutto è notte.

Luigi Boschi (Ritocchi, titolo e sottotitoli di VV)

Fonte: http://www.luigiboschi.it/content/la-spoliazione-dell’italia-la-truffa-del-debito-pubblico-il-fallimento-delleuro

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COMMENTO

Ciao Luigi. Questo tuo contributo è qualcosa di straordinariamente efficace. Eccellenza allo stato puro. Spero che nella mia versione sottotitolata risulti ancora più comprensibile anche da parte dei non specialisti. Ho solo tolto un paio di parti non decisive allo scopo di alleggerire la lettura. L’argomento debito pubblico e sovranità monetaria non è solo astruso per molti, ma richiede parecchio impegno nella lettura, e tu hai voluto approfondirlo ed ampliarlo al punto da produrre qualcosa di chilometrico, oltre che di altamente qualitativo. Non aggiungo altro ma condivido le tue considerazioni e spero che questo messaggio riesca a penetrare ed ad incidere nei punti che contano. È un lavoro che merita ampia circolazione.

Valdo Vaccaro