DEMONIZZAZIONI ASSURDE DI SEMI, LEGUMI E CEREALI

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

GLI ANTI-ENZIMI DI LEGUMI E SEMI SECONDO IL PROFESSOR D’ELIA

Gent.mo Dr Valdo, gradirei un suo parere sull’importanza dei legumi nella dieta dei vegani. Mi è venuto qualche dubbio dopo aver letto, in una tesina del prof. Armando D’Elia (sito Igiene Naturale) quanto segue: “Occorre star lontani da tutti i cibi iperproteici, sia animali (carne, formaggi, uova) che vegetali (legumi), alcuni dei quali, come le lenticchie, sono ricchi di purine e altri, come i fagioli, contengono anti-enzimi, cioè dei composti che inattivando gli enzimi digestivi (specie le amilasi e la tripsina) sono, di fatto, antinutrizionali”.

ANALOGIE CON LA CAFFEINA, LA TEOBROMINA, L’AVIDINA E L’ACIDO FITICO

I grandi primati (come il gorilla, che ha una muscolatura formidabile) non mangiano alimenti iperproteici. Si tenga ancora presente che i legumi sono semi e che i semi, depositari della vita vegetale, “si difendono”. Quindi la presenza degli antienzimi nei semi deve essere interpretata come “un loro mezzo di difesa”. Analogo significato può essere attribuito alla presenza della caffeina nei semi di caffè, della teobromina nei semi di cacao, della avidina nell’albume delle uova di gallina, dell’acido fitico nei semi di molte graminacee e di alcune leguminose.

ALIMENTAZIONE IPERPROTEICA E AGGRESSIVITA’

Ma l’invito a star lontani da tutti i cibi iperproteici è giusto, oltre che per il motivo anzidetto, anche perché un’alimentazione troppo proteica, essendo ricca di fenilanina e di tirosina, porta alla produzione di neurotrasmettitori che predispongono alla aggressività. Grazie.
Siddharta

*****

RISPOSTA

TUTTE LE IDEE VANNO MESSE SUL BANCO DI PROVA

Il professor D’Elia è un pilastro della storia igienistica italiana e va rispettato. Onore alla sua memoria! Ma, come al solito, occorre apertura mentale e quindi nessun inaridirsi sui dogmi e sulle affermazioni apparentemente irrefutabili. Tutte le teorie, anche le più convincenti, autorevoli ed intriganti, vanno messe al vaglio, vanno poste sul banco di prova della praticità e della quotidianità.

CERCHIAMO DI NON CADERE NELLA TRAPPOLA MEDIATICA DEL NEMICO

Se andiamo a cercare il pelo nell’uovo, quasi tutti gli alimenti hanno in sé qualcosa di negativo, e finiamo per dare ragione ai respirazionisti e ai melisti. Gli agrumi per l’acido citrico, le patate per la solanina, il frumento per il glutine, il non-biologico per i veleni chimici spruzzati, e avanti di questo passo. Siamo ovviamente per il biologico, ma solo quando esso diventerà la regola, con accessibilità popolare per quantitativi e la convenienza pecuniaria. Siamo rigorosamente contro gli OGM, e qui non ci sono se e ma che tengano. Stiamo attenti a chi manovra certe campagne con finalità ben precise, o finiremo per dare ragione alla McDonald’s e alla Coca-Cola, ovvero ai maggiori avvelenatori planetari.

SE CI MANTENIAMO PULITI ED EFFICIENTI, ABBIAMO OTTIMI MARGINI DI TOLLERANZA AI VELENINI

La realtà è che un corpo in normale e buona forma fisica è dotato di adeguati margini di tolleranza ai velenini innocenti contenuti nei cibi naturali che assume. Un fisico affamato e dotato di un apparato gastrointestinale pulito e funzionante, reclama cibo tramite il sistema cellulare e i sensori di fame. Se poi c’è l’aggravante stagionale e la scarsità di cibo fresco e vitale, gli adeguamenti pratici diventano indispensabili, salvo che non si vada in letargo totale. Se osserviamo il comportamento degli animali, e la loro fame incattivita durante la stagione invernale, ci rendiamo conto assai meglio della problematica alimentare.

TROVO DISDICEVOLE ED ASSURDO DEMONIZZARE I CIBI NATURALI CHE LA NATURA CI OFFRE

Possiamo parlare di tutto, proprio in nome di una elasticità mentale e di una apertura alle idee innovative. Trovo molto sciocco e diseducativo però far circolare messaggi che demonizzino i cibi naturali, quando il mondo attuale è invaso da alimenti e bevande grondanti sangue e sofferenza animale, da alimenti e bevande droganti, da integratori, da farmaci, da intrugli stracotti, salati e zuccherati, o peggio ancora all’aspartame.

ALLA LARGA DALLE TEORIE FANTASIOSE ED ALLUCINANTI

Fare poi dei raffronti fantasiosi tra semini tipo sesamo, chia, lino, vinacciolo, girasole, zucca, e i semini torrefatti del caffè e del cacao, o le foglie del the, porta ancora di più fuoristrada, confondendo sostanze alimentari costruttive con sostanze decisamente dopanti e acidificanti oltre ogni misura tollerabile.

PER ME LA DIETA BASSO-PROTEICA E’ UNA REGOLA BASILARE

In linea di massima sono d’accordissimo per la dieta basso-proteica, invocata dallo stesso Pitagora. Sono decenni che mi batto per questo. E per tutta la vita ho optato in concreto per diete ricche di frutta e verdura, privilegiando l’acqua biologica a scapito delle proteine. Penso di avere dunque i titoli per poter rispondere a queste obiezioni. In coerenza con i ricercatori della scuola americana di Igiene Naturale, Shelton in primis, ho sempre sostenuto il concetto del tetto proteico massimo, oltre cui si va in micidiale acidificazione. Tetto fissato a 20 grammi/giorno circa per gli adulti e a 11 grammi circa per i bambini.

BURTON, CINQUE E SABATINO SONO IN LINEA

Sulla rigorosità, lo stesso Shelton ammette che un 25% di cotto nella dieta umana, può andare benissimo. Il trio igienistico vivente più quotato, e parlo di Alex Burton, presidente dei medici igienisti mondiali, di Ralph Cinque, di Frank Sabatino, tutti allievi diretti di Shelton, tutta gente con cui ho parlato di persona e mangiato fianco a fianco, la pensano allo stesso modo. Idem per Colin Campbell, autore del “The China Study”.

SEMINI, CEREALI, LEGUMI E FRUTTA DA GUSCIO

L’inserimento di semini, di cereali, di legumi e di frutta da guscio, nel mio schema nutrizionale vegan-crudista, esiste in modo credo razionale e limitato. Ed esiste non certo a scopo filo-proteico, ma soltanto a scopo filo-vitaminico-B (gruppo-B e non B-12), filo-vitaminico-F (acidi grassi-Omega 3-6-9), e filo-calorico. Il discorso delle quantità, che devono essere minime, è fondamentale. Non dimentichiamo poi che sono contro tutte le pillole e tutte le pastiglie, per cui la gamma cibaria naturale deve essere giustamente ampia.

MANCIATE DI MANDORLE E CUCCHIAI DI SEMINI

Ho sempre parlato di manciata di mandorle, noci, nocciole e pinoli. Ho sempre parlato di spolverata di farina di pistacchio sui cibi. Ho sempre parlato di un cucchiaio di semini pestellati o macinati e di germe di grano sulla crema di avena (avena rollata a freddo e non precotta), oppure di semini germogliati. Ho sempre parlato di legumi preferibilmente freschi, di fagiolini cotti al vapore e di piselli mangiabili anche a crudo, di lupini quasi-crudi in salamoia e di arachidi e soia preferibilmente cotte nel baccello e al vapore, ed anche di legumi germogliati.

PANNOCCHIE, POP-CORN E CALDARROSTE

Ho sempre parlato di pannocchie mais cotte all’interno del loro cartoccio naturale, oppure di pop-corn scoppiati naturalmente, oppure di caldarroste cotte nel loro bel guscio protettivo. Ho parlato di patate cotte senza sbucciare e di cereali preferibilmente germogliati, o cuocibili in modo abbreviato dopo preventiva immersione nell’acqua.

LE CONFERME VENGONO SIA STRUMENTALMENTE CHE DALL’ESPERIENZA QUOTIDIANA

Quanto alla pasta, alla pizza e al pane, in versioni vegane e integrali, li ho accettati come irrinunciabile abitudine millenaria dell’umanità, e come aiuto a completare in senso calorico e gustativo i pasti. Gli esami sulla vitalità vibrazionale dei cibi (scala Simoneton), confermano in pieno le nostre scelte. Le prove concrete di tollerabilità della dieta vegana tendenzialmente crudista sono positive in modo formidabile, offrendo essa nutrizione completa e priva di effetti dopanti, di effetti antinutrizionali e collaterali.

NULLA HO DA SPARTIRE CON L’AVVENTURISMO E LA MILLANTAZIONE DELLE DIETE LOW-CARB

Mai mi permetterei di suggerire al pubblico qualcosa che non ho personalmente sperimentato a lungo e in senso positivo. Mai mi permetterei di orientare la gente verso qualcosa di ipotetico e di rischioso, o verso salti nel buio e sperimentazioni che dessero illusori risultati immediati e anti-risultati nei tempi successivi, o che portassero a dipendenze da integratori, da caffeina e da altri veleni, come fanno tutti i dietologi da strapazzo in circolazione, a partire dalla invadente dieta Dunkan e simili, comodissime a Big Pharma e al Codex Alimentarius.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Condividi con i tuoi amici.

5 commenti

  1. Ciao ragazzi volevo porvi una domanda. Praticamente nella mia alimentazione vegana tend. crudista cerco di consumare cereali integrali quasi ogni giorno, e ho scoperto (dopo aver fatto i fiocchi d'avena con un mulino casalingo) che è possibile trasformare diversi cereali (miglio, saraceno, riso, orzo, avena, segale) in una farina/polenta che messa sul fuoco con un pò d'acqua si cuoce in pochissimi minuti. Quindi tempo di cottura ridotto al minimo, giusto da permettere al prodotto di idratarsi e scaldarsi un pò. A mio parere mi sembra la soluzione ideale sia per risparmiare tempo che per mantenere intatte le proprietà nutritive.
    Cosa ne pensate voi? Grazie 🙂