DIABETE, STEATOSI EPATICA ED IPERTENSIONE

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LETTERA

Il regime dell’ignoranza

Egregio dr Valdo Vaccaro, scrivo questa mia lettera perché sono rimasto sorpreso dell’enorme ignoranza che circola purtroppo sul diabete e anche sulle altre malattie.
Ho 51 anni e, da circa quattro, mi è stata diagnosticata l’ipertensione, seguita subito dopo dal diabete di tipo 2. Per l’ipertensione prendo al momento una pastiglia di Combisartan da 320 mg al giorno, mentre per il diabete 2 mi è stato prescritto di recente un nuovo farmaco chiamato Eucras, 50 mg (due al giorno ai pasti principali).

Il terrorismo dell’irreversibilità

La cosa che mi ha sconvolto è la cura medica del diabete 2, in quanto nel tempo provoca danni gravissimi. Il medico curante mi ha detto che devo prendere per sempre queste pastiglie e che il fenomeno è irreversibile, visto che il mio pancreas produrrebbe poca insulina, in linea poi con le tendenze della mia famiglia dove alcuni parenti hanno pure il diabete.

Il nuovo farmaco viene almeno tollerato

La terapia, per i primi due anni ho cercato di non seguirla, in quanto la metformina mi dava diarrea, per cui durante il lavoro mi ritrovavo con dolori intestinali e disagi notevoli.
Essendo in contatto con diverse persone, non potevo assentarmi in continuazione.
Per i primi due anni e mezzo ho cercato di controllare i valori glicemici con l’attività fisica.
Questo nuovo farmaco lo sto invece prendendo perché mi disturba poco.

È sconvolgente il business che gira intorno al diabete e alle malattie in generale

Sono rimasto sorpreso e stupito per la mia stessa ignoranza leggendo la sua tesina “Il diabete nella visuale igienista”. Quello che fanno i medici e le grosse multinazionali è semplicemente sconvolgente, se pensiamo come tante persone diventino cieche, mutilate e ci rimettano pure la vita.

Voglio intraprendere la via alternativa del crudismo

Purtroppo, i medici che mi seguono mi hanno sempre detto che la mia è una malattia inevitabile, per cui devo convivere con essa. Sono fermamente convinto che non sia così, e intendo seguire i suoi consigli e i suoi metodi alimentari crudisti. Mi occorre soltanto sapere come iniziare e se, per questa cura, mi può consigliare qualcuno in grado di seguirmi.

Come sincronizzare la nuova dieta con lo stop alle pastiglie

La prego di aiutarmi. Sono disposto a spostarmi. Ho vissuto per 22 anni a Busto Arsizio e un paio di volte all’anno vengo a Milano.
Mi interessa sapere se quando si inizia la nuova alimentazione a base di frutta e verdure crude si deve interrompere la somministrazione delle pastiglie, o se la sospensione deve avvenire gradualmente.
Comprerò il suo libro Alimentazione Naturale, e si tratterà del mio primo approccio all’igienismo.
La ringrazio sin d’ora e le lascio il mio indirizzo.
C.L.

*****

RISPOSTA

La scienza ha bisogno di libertà per potersi evolvere

Ciao CL, la conoscenza scientifica, per potersi sviluppare ed ampliare, deve poter contare su una situazione di libertà e di indipendenza, e deve essere mossa da ideali precisi che non si discostino assolutamente da un tracciato preciso ed obbligato che è quello della ricerca della verità.
Purtroppo la medicina moderna non è mai stata in grado di fruire di tali requisiti fondamentali, portandosi appresso il pesante condizionamento delle industrie farmaceutiche e delle industrie alimentari.
Ecco perché su molte malattie, sia i medici, che la gente da loro influenzata e medicalizzata, non riescono a liberarsi dalle pastoie intellettuali e culturali che li limitano e li deviano dalla giusta rotta.

Un insanabile conflitto tra igienismo e medicina sintomatologica

La verità come ben sappiamo può essere scomoda e sconveniente, può collidere con determinati interessi. Se un’importante malattia si autoguarisce senza farmaci, e con della semplice acqua da bere stando tranquilli e rilassati a letto, diventa prioritario puntare contro tale cura naturale mitraglie, cannoni e missili, al fine di salvaguardare le cure farmacologiche che sorreggono enormi interessi a livello mondiale. Siccome questo succede praticamente per tutte o quasi le malattie, ti puoi immaginare quanto insanabile sia il conflitto tra l’igienismo naturale e la medicina moderna, tra l’igienismo e la Pfizer, tra l’igienismo e la Casa Bianca, tra l’igienismo e la Monsanto.

Medicina e industrie farmaceutiche al potere

Medicina e farmacologia non sono affatto una confraternita di gente qualsiasi, di gente senza arte né parte.
Parliamo piuttosto di gente che ha in mano le redini del potere, che sta nelle stanze dei bottoni e nelle cattedre che contano, che dirige il traffico delle informazioni, che monitorizza ogni gesto ed ogni parola dei suoi colonizzati alla televisione e sulle testate giornalistiche.

Un arroccamento e una difesa dei privilegi

Parliamo di gente che ha creato un solco, un ponte levatoio, tra sé e il resto del mondo, mettendoci di mezzo il titolo universitario, l’appartenenza all’Ordine, l’esclusività professionale, la forza della legge, e tutto quello che serve a difendere con denti e unghie il suo privilegiato fortino da ogni attacco e da ogni insidia tesa a indebolire il suo regno e le sue caratteristiche semi-divine.

Puntare alla salute, cioè all’equilibrio

Ecco allora la necessità, nei casi come il tuo, di fare una precisa e responsabile scelta di campo.
Nessuno può sostituirsi alla tua volontà, alla tua voglia di puntare alla salute e non a una schiavitù irreversibile dal farmaco e dalle cure mediche.
Più di qualsiasi altra cosa, la salute dipende dall’equilibrio vitale e stabile che riusciamo a mantenere nel nostro corpo, come ama sostenere nei suoi tanti articoli il dr Ralph Cinque, uno dei migliori allievi americani di Herbert Shelton.
Salute come equilibrio e bilanciamento interno, o se vogliamo come omeostasi, in termini più tecnici.

Intervenire significa spesso disturbare il sistema immunitario

Tutti sembrano essere d’accordo su questo basilare concetto.
Ma poi, all’atto pratico, ognuno devia e tende a voler intervenire sulla chimica del proprio sangue e della propria circolazione.
Ognuno vuole dare la sua impronta e forzare le condizioni interne del corpo, con cure specifiche, con alimenti strani, con farmaci eccitanti o inibitori, con assurdi e saturanti carichi vitaminico-minerali.
Tutti pensano di saperla più lunga del proprio sistema immunitario.
Non capiscono un fatto fondamentale, e cioè che i loro colpi di mano, i loro blitz, i loro interventi invasivi, vanno tutti a scapito e a disturbo di delicatissimi equilibri interni.
Quando si forniscono al corpo delle sostanze dotate di forza terapeutica, sottoforma di cure mega-vitaminiche (vedi vitamina C sintetica e simili), ci si allontana dall’equilibrio e dalla salute.

Prendere un correttivo significa aggiungere un ulteriore veleno

Se una persona è ubriaca, può sicuramente trovare soccorso in una tazza di caffè concentrato.
Si ritroverà apparentemente meglio. Ma quel caffè, più che antidoto per l’alcol, è un nuovo veleno, e quindi un’ulteriore offesa chimica al corpo.
Prendere quel caffè non significa altro che produrre un diverso ed aggiuntivo tipo di allerta e di anormalità, più grave ancora dell’allerta alcolica precedente.

Cause e rimedi all’ipertensione

Se parliamo di ipertensione, essa non è certamente causata dalla mancanza di farmaci.
Essa arriva per esigenze corporali in quanto l’organismo ha bisogno di più energia, per cui il cuore e tutto il sistema circolatorio collaborano affinchè il sangue arrivi alle cellule con una maggiore pressione.
Anziché scoprire i motivi di questa richiesta aggiuntiva di pressione, la medicina va ad abbassare la pressione farmacologicamente, sottraendo sangue alla circolazione ed allagando polmoni e intestino, surriscandandoli e infiammandoli, portandoli a condizioni pre-tumorali.
E dunque al primo maxi-affare sanitario mondiale chiamato ipertensione se ne aggiunge un secondo ancora più importante, chiamato cancro.

Gli effetti collaterali dei farmaci

Eppure la gente ricorre tranquillamente ai medicinali.
I farmaci non fanno altro che mimare un diverso stato fisico che non è poi quello della salute. Ecco allora che arrivano in serie la nausea, il vomito, i danni al fegato, il fallimento renale, le aritmie cardiache, la depressione, l’impotenza, tutti effetti collaterali dei farmaci.
E tutto questo accade mentre, con piccoli cambiamenti nello stile di vita, si sarebbe potuto risolvere il problema dell’alta pressione nel giro di due o tre settimane.
Basta infatti eliminare la dieta caseocarnivora-pescivora, con sali-zuccheri-caffè-alcol-fumo al seguito, e la pressione si normalizza spontaneamente.

L’estrema dannosità delle vitamine sintetiche e degli integratori minerali

La stessa cosa accade con le integrazioni.
Possiamo prendere alte dosi di vitamina C per stimolare e incrementare la nostra resistenza immunitaria?
No, trattasi di pratiche sballate, poco importa se portano la firma doppio-Nobel di Linus Pauling.
Gli amanti delle compresse ignorano il fatto fondamentale che la vitamina C sintetica disturba ed infastidisce il pH del sangue, irrita e imbarazza lo stomaco, aumenta la produzione di acido ossalico e di acido urico, incoraggia la calcolosi biliare e renale, sovraccarica gli organi di ferro inutilizzabile e quindi velenoso, ruba calcio al corpo, e ha altri perversi effetti collaterali.

I danni dei diuretici

Identica cosa coi diuretici, che sarebbero utili ad aumentare la minzione.
Prima di fare queste stupidaggini, bisognerebbe conoscere il funzionamento dettagliato del milione di micro-filtri chiamati nefroni.
I vasi sanguigni attraversano i nefroni, meccanismi dotati di una permeabilità unica che permette loro di filtrare parti dissolte delle cellule e di farle entrare nei tubuli renali per recuperare le parti utili e riciclabili.

Vietato alterare le funzioni renali

Il diuretico lavora menomando l’abilità renale di recuperare le sostanze rimaste nei tubuli.
Ma questo significa alterare gravemente le funzioni renali, che non consistono semplicemente nel rimuovere ed espellere acque stantie ed urine, ma anche quelle importantissime di conservare e riciclare elementi preziosi per la nutrizione e la conservazione del corpo.
I diuretici impediscono al corpo di fare il proprio lavoro e lo portano gradualmente all’autodistruzione e alla dialisi.

I danni delle aspirine e delle statine

Il sangue umano ha la capacità naturale di cicatrizzarsi attraverso le sue cellule piastriniche.
Ma chi si prende disinvoltamente le aspirine è soggetto a improvvise emorragie.
I beta-bloccanti poi menomano l’abilità del cuore di contrarsi, e abbattono così il flusso sanguigno, riducendo i dolori e abbassando la pressione.
Ma questo non è riequilibrarsi. Tant’è che tale metodo porta inevitabilmente a debolezza e depressione, a incapacità di fare del normale esercizio fisico ed aerobico.

La ricerca medica del vantaggio immediato

Tutte queste azioni, tutte queste cure, tutte queste interferenze, rientrano in quella pratica che si chiama “end-gaining”, ovvero “ricerca medica del vantaggio immediato”.
Quel guadagno rapido ed istantaneo che ignora però gli effetti duraturi e gli effetti collaterali di lungo periodo.
La salute non è una questione di breve periodo.
Non si può con essa impostare la strategia del vivere alla giornata.

Le eccezioni sono ammesse nelle emergenze soltanto

Certo, non sempre il vantaggio immediato è condannabile. Nelle emergenze è giusto ricorrervi.
Nell’intervento dentistico, come si potrebbe mai sistemare un dente senza una preventiva anestesia?
In una meningite batterica può servire dell’antibiotico per evitare il rischio di un danno mentale permanente.
In severi casi di asma può servire un farmaco antisoffocamento. In una crisi ipoglicemica è indispensabile del miele e della pappa reale.

Se lo zucchero sta alto nel sangue ci sono i suoi bravi motivi

Il diabete è caratterizzato da un noto sintomo che è l’alto tasso di zucchero-glucosio nel sangue.
Si sa anche che il pancreas, intelligentemente, secerne meno insulina, e ciò porta com’è ovvio a maggiori zuccheri circolanti.
La corretta domanda a questo punto dovrebbe essere: “Perché mai viene prodotta meno insulina?”.
I medici non se la pongono. Anche perché, se lo facessero, risolverebbero ogni enigma e guarirebbero il diabete, cosa che non rientra assolutamente nei loro piani operativi, visto che guarire significherebbe tirare il collo alla gallina dalle uova d’oro chiamata “malattia a vita”.
Ecco allora la loro scelta, che è quella di trattare il sintomo, e di abbassare il tasso di zucchero con sostanze chimiche o con iniezioni di insulina, poco importa se questi interventi provocano frequentemente cancro alla vescica.

Il fegato umano è fruttariano al pari di chi lo possiede

La vera causa del diabete esiste ed è pure nota.
Sta nel fegato fruttariano dell’uomo.
Sta nella scarsa capacità di quest’organo di metabolizzare i grassi, derivanti ovviamente dalle diete mediche, dallo spezzatino, dal pesciolino, dal pollo, dal prosciuttino, dal brodino, dal parmigiano e dalla bistecca magra che magra non può mai essere.

I terribili del grasso epatico e il diabete 2

I grassi dunque, rifiutati dal fegato, vanno a depositarsi all’interno delle pareti dei vasi sanguigni, ed in particolare nei capillari che alimentano da vicino le cellule. La pellicola grassa impedisce ed ostacola il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule che, prive di nutrimento, diventano affamate.
Cosa altro può fare il sistema immunitario se non di ordinare al pancreas “Stattene buono e non emettere più insulina, dato che serve più zucchero alle cellule?”

Il sangue grasso e il diabete 1

Un secondo scenario, ma la cosa non cambia di molto in termini di fattori causanti e di metodi ripristinanti, può essere quello dove l’insulina emessa dal pancreas, non arriva in tempo sul campo operativo, perché i grassi del sangue lipotossico impediscono all’ormone pancreatico di muoversi con la necessaria rapidità.
È il caso del diabete 1, dove si va sempre a demonizzare il pancreas e non invece il sangue carico di grasso.

Il colossale business del diabete

In ogni caso, dare ai diabetici delle sostanze che abbassano il tasso di zucchero nel sangue, è un trattamento demenziale, idiota ed irresponsabile, fatale per milioni di persone.
Se pensiamo poi che in USA e in Canada esistono cliniche capaci di risolvere positivamente il diabete senza ricorrere ai farmaci e all’insulina, comprendiamo meglio la gravità di quanto sta accadendo.
Non è esagerato dire che stiamo assistendo a una farsa, a un colossale imbroglio planetario, non diverso da quello dell’Aids.

In poche settimane c’è la possibilità di guarire

Come suggeriscono gli igienisti ed anche il dr Tullio Simoncini, pure lui radiato dall’Ordine al pari del dr Giuseppe Nacci, in pochi mesi (dai 3 ai 12 a seconda dei casi), qualsiasi diabetico di tipo 2 potrà guarire con una semplice dieta vegano-crudista che contempli l’eliminazione di caffè, alcolici, fumo, sale, zucchero, grassi ed oli cotti, prodotti alimentari industriali con grassi (tipo crackers e merendine), e l’inserimento di avocado, mandorle, semini, olio extravergine ed oli estratti a freddo.

Come ripristinare la salute del fegato

Il salvataggio del fegato, il ripristino della funzione epatica, la disinfiammazione della centrale biochimica del nostro organismo, non possono prescindere dal carburante corretto e dalla dieta umana di elezione. Cosa si può mai dare a un soggetto fruttariano se non tanta frutta?
La dieta per salvare il fegato non può non essere a base di alimenti vivi e rivitalizzanti, con zero proteine animali e abbondanza di succhi di carote, sedani e ananas, di succhi di bietole, mele e zenzero, di succhi di limone e di arancia, di succhi di uva o di melograno.
Pranzi e cene a base di cicorie e lattughe, di carciofi e finocchi, di malva e crescione, di germogli e tarassaco, di zucche e patate, di cereali tipo saraceno, miglio e quinoa, di avocado e mandorle, di semi di sesamo, lino, zucca e girasole, completeranno il quadro alimentare.

Serve un minimo di cultura igienistica

Dove cominciare? Prima cosa ci si dà un’infarinatura scientifica di tipo igienistico.
Poi si imposta e si disegna la nuova dieta, apportando i primi cambiamenti di rotta, inserendo magari qualche personalizzazione e qualche innocente compromesso.
Parliamo infatti di un sistema tendenzialmente crudista, per cui la pasta integrale con verdure, la pizzetta all’avocado e verdure, la crema di verdure, sono tutte inseribili come secondo piatto, dopo il primo di verdura cruda.

L’importanza di diventare autonomi e padroni di se stessi

Poi si modula un graduale ma deciso stacco dalle pastiglie.
E ci si prepara anche a diventare via via igienisti di se stessi, puntando all’autonomia e all’indipendenza, viste anche le difficoltà oggettive di trovare assistenza esterna, in una società iper-medicalizzata e priva di strutture igienistiche.
Non è poi così difficile. Dopotutto, l’igienismo invoca un approccio non-terapeutico alla risoluzione dei mali, dove diventa più importante il non fare che il fare.
Per le emergenze puoi sempre telefonare alla ABIN di Bergamo e a Carmelo Scaffidi (035-340208 o 338-92222610).

Crisi di astinenza e crisi eliminativa

Non esistendo regole precise e standardizzate, c’è sicuramente della sperimentazione personale e della approssimazione in questi frangenti. Ogni persona ha infatti una sua storia, e una sua capacità reattiva e purificante.
C’è semmai da resistere a due contraccolpi che sono la crisi di astinenza dal farmaco e dalle proteine animali da un lato e la crisi eliminativa dall’altro, visto che ad ogni digiuno e ad ogni miglioramento della dieta, il sistema immunitario chela minerali interni e veleni interni, li sottrae all’organismo intasato e li va a scaricare attraverso il respiro e le vie di uscita intestinali, renali e cutanee.
La fase eliminativa, spesso leggermente depressiva, può durare a volte lunghe settimane, a seconda dello stock velenoso accumulato in anni di ingiurie.
In questi casi occorre forza morale e determinazione. Occorre saper resistere e pazientare.

Una sola strategia per tre patologie

Venendo al tuo caso specifico, troverai una circostanza strana e assai favorevole.
Ed è quella per cui le strategie alimentari e comportamentali contro il diabete, contro l’ipertensione e contro la steatosi epatica, sono più o meno le stesse: dieta leggera e vitale, respirazione profonda e ritmata, movimento e aerobica, rilassamento e riposo, bagni d’aria, di acqua e di sole, pensare in modo positivo.
Come dire tre piccioni con una sola fava.
Ti ho inviato a parte una quarantina di tesine sulle tue tre patologie.
Una persona aperta, curiosa e attenta come tu sei saprà sicuramente farne tesoro.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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