HELICOBACTER, RIFLUSSI GASTRICI E PILOROTOMIA

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LETTERA

Caso di gastrite atrofica metaplastica

Salve, mi chiamo Giuseppe e mi sono imbattuto nel tuo blog.
Penso che l’idea di affidarci esclusivamente alla natura vegana o vegetariana sia davvero appassionante.
Vorrei chiederti se possibile una dieta adatta ai miei problemi di stomaco che non riesco a risolvere.
Mi è stata diagnosticata, mediante gastroscopia di qualche anno fa, una gastrite atrofica metaplastica con helicobacter che ho poi tentato di eradicare attraverso terapia medica.

Helicobacter pylori, eruttazioni, bruciori, reflussi, dolori addominali

Purtroppo non riesco ancora ad eliminare i sintomi che mi causa l’helicobacter.
Mi riferisco soprattutto ad eruttazioni continue e dolori addominali.
I bruciori di stomaco dovuti al reflusso si sono molto attenuati dopo che il medico mi ha prescritto gli IPP(Lucen 40).
Ho iniziato a fare dello shatsu, ma i risultati stentano ad arrivare.

Chiedo un consiglio igienistico

Mi rendo conto che i farmaci migliorano solo la parte sintomatica e non il problema alla radice.
Ho letto sul tuo blog molti casi di persone entusiaste dei risultati conseguite seguendo i tuoi consigli.
Potresti darmi qualche indicazione?
L’irritazione gastrica di cui soffro è davvero insopportabile.
Ti ringrazio.
Giuseppe

*****

RISPOSTA

Prendo spunto dal sito del professor Gaetano Azzolina

Ciao Giuseppe, i problemi che tu lamenti rappresentano uno dei mali più diffusi in questo paese, come confermato dall’autorevole blog del professor Gaetano Azzolina.
Azzolina non è un chirurgo qualsiasi. È considerato tra i migliori al mondo.
Ha sicuramente dalla sua una grande trasparenza, una genialità professionale e una multi-decennale esperienza nel settore.
Peccato che il professor Azzolina faccia di mestiere il chirurgo, unico motivo per cui non possiamo tifare esageratamente per lui.
Vediamo allora cosa dice esattamente.

Disturbi refrattari alle cure farmacologiche

“Il riflusso gastro-esofageo, anomalia spesso associata a gastrite e ad ernia iatale, è presente in Italia in 10 milioni di casi, con il 10% di essi scarsamente trattabili, recidivi e tendenti alla cronicità. Cronicità che, dopo diversi anni, può indurre alla trasformazione dei tessuti infiammati dello stomaco e dell’esofago in tumore. Questi disturbi, refrattari alle terapie farmacologiche, dovrebbero essere sottoposti a intervento chirurgico. Nella maggior parte dei casi, laddove vi è frequentemente un lento svuotamento dello stomaco (lunga digestione post-prandiale), l’intervento è quello della gastroduodenopexi con pilorotomia, o asportazione del piloro”.

La proposta chirugica

“Questa operazione è poco invasiva. Dopo avere tagliato e disgiunto il muscolo pilorico, si realizza una plastica tra lo stomaco e il duodeno, tale da permettere allo stomaco di sgonfiarsi e vuotarsi velocemente dopo il pasto. In questo modo non si accumula quell’acido stomacale che, rigurgitato nell’esofago, crea l’infiammazione. Se vi è un’ernia iatale notevole, anch’essa viene riparata.
La chirurgia, in questo tipo di patologie, offre un 90% di buon risultato.
L’intervento tradizionale, con incisione addominale a cielo aperto, è più sicuro di quello in laparoscopia. Nei casi di gastrite ulcerosa causata da helicobacter pylori, è d’obbligo il trattamento d’uso presso il gastroenterologo, prima di passare all’intervento chirurgico”.

Il termine “poco invasiva” è abbastanza relativo.
Un’operazione non è mai una innocente passeggiata.

Azzolina parla dunque di disturbi refrattari alle cure farmacologiche e di operazioni poco invasive.
Ha anche ragione, nel senso che la sostituzione del muscolo pilorico è una sua trovata ingegnosa e rivoluzionaria, non meno forse del cuore artificiale che ha inventato e brevettato a livello mondiale.
Sempre di operazioni si tratta però, con farmaci da prendersi prima, durante e dopo.
I miracoli non li fa purtroppo nessuno.
Sulla non trattabilità di molte gastriti e di molti reflussi con ernia iatale, c’è molto da ridire.
Ha perfettamente ragione Azzolina, se il paziente è sordo a ogni cambiamento negli stili di vita.
Ha invece torto, se il paziente è disposto a chiudere il rubinetto dei veleni, rinunciando alle sue amate cadaverine camuffate con salsine varie, addolcite con manicaretti e movimentate a forza di alcol e di caffè.

Digestioni difficili, sangue avvelenato e processi infiammatori

A sentire gli specialisti gastroenterologi, esistono come al solito decine e decine di gastriti, una diversa dall’altra, con helicopter e senza, con metaplasia e senza, con atrofia o normotrofia o ipertrofia.
In realtà siamo sempre alle solite patologie, siamo sempre agli amanti della cosiddetta buona tavola, dei buoni piatti e dei buoni bicchieri. Buoni per modo di dire, ovviamente.
Se potessero parlare il fegato, la bile, il pancreas e i reni dei pazienti, ne sentiremmo delle belle.
La malattia è sempre una sola e si chiama sangue avvelenato da una serie infinita di paseudo-digestioni, ovvero da digestioni lunghe e difficili, che rappresentano una sfida logica, etica ed estetica al proprio corpo e alle proprie caratteristiche genetiche.

La salute umana diventa un miraggio in stato di disbiosi

L’ho detto e ripetuto con diverse tesine che la salute umana parte dal colon.
Il sangue denso e lipotossico, frutto di tali pseudo-digestioni, comporta infiammazioni a raffica e retto-coliti ulcerose, comporta situazioni emorroidali e comporta disbiosi intestinale.
La disbiosi significa un ribaltamento gravissimo dell’equilibrio batterico in zona colon.
Ne parla in dettaglio anche uno dei più affidabili e stimati medici italiani che è il triestino dr Giuseppe Nacci, nel suo testo Diventa Medico di Te Stesso, Editoriale Programma.

Putridi elicotterini in un corpo palesemente e smaccatamente fruttariano

La disbiosi è quanto di peggio possa succedere biochimicamente nel nostro organismo.
Il corpo umano, smaccatamente fruttariano nel sangue, negli organi, nei liquidi, nel disegno intestinale, nella pelle, si ritrova a dover gestire situazioni imbarazzanti ed insostenibili.
Miliardi e miliardi di squadriglie impreviste di batteri anaerobi-putrefattivi-disbiotici che invadono e colonizzano il retto e il colon, mandando verso l’alto miasmi maleodoranti carichi di colibacilli e di micidiali elicotterini. Chi li produce? Da dove arrivano? Dalle proteine cosiddette nobili, regine incontrastate della putrefazione e della tipica puzza da topo morto.

Le cose che i medici non dicono o addirittura non sanno

I colibatteri putrefattivi si comportano da nemici e da Lanzichenecchi, e nulla hanno a che vedere con i batteri saprofiti sviluppati dai cibi fruttariani e verduriani. I colibatteri vivono e si sviluppano in assenza di ossigeno, e la fanno da padroni incontrastati nelle diverticoliti, nelle rettocoliti, nelle ileiti.
I batteri amici e saprofiti, al contrario, vivono in presenza di ossigeno e creano simbiosi, cioè equilibrio, salute, evacuazioni regolari e complete.
E sono tutte queste cose importantissime e fondamentali che i medici non dicono, o che non sanno nemmeno, essendo essi tra i primi ad esserne colpiti come categoria sociale.

Tutto è risolvibile con digiuno e rigoroso cambio dieta. Questa non è eresia né farneticazione.

Tornando a te, caro Giuseppe, ti allego una trentina di tesine sull’argomento gastrite e colite, dove sono citati diversi casi di persone che hanno beneficiato non certo delle mie cure e delle mie prescrizioni (che non esistono, dato che non sono medico, né terapeuta, né guaritore), ma delle mie semplici considerazioni igienistiche.
Gente che ha risolto, col semplice digiuno e col rigoroso cambio dieta, anche i problemi connessi di ernia iatale.

Smettiamola di essere autolesionisti e Lanzichenecchi

Detto in soldoni, non ha senso scatenarsi contro il battero ad elica, quando il nostro colon è una
mega-fabbrica di elicotteri. Soffri evidentemente di disbiosi intestinale, una brutta gatta da pelare che richiede urgenti e drastici correttivi alimentari.
Ho parlato poc’anzi di batteri putrefattivi e di batteri Lanzichenecchi.
In effetti, i veri Lanzichenecchi non sono loro, ma sei tu medesimo e i cattivi insegnanti di cui ti sei fidato e magari ti fidi ancora.

Tre regolette fondamentali per una terapia di recupero naturale

La scienza igienistica, fuorilegge in Italia e mal-tollerata pure altrove come concorrente sleale, in quanto unica al mondo a guarire senza farmaci e senza operazioni, ha le sue appropriate soluzioni.
Prima cosa occorre chiudere il rubinetto attuale dei veleni alto-proteici salati e zuccherati.
Seconda cosa ci vuole un digiuno di alcuni giorni, bevendo solo acqua.
Terza cosa occorre essere preparati a subire qualche contraccolpo in termini di crisi eliminative.

Siamo carichi di spazzatura che emana veleni

Il tuo corpo odierno è impregnato da veleni e da residui farmacologici e, non appena rimetterai in piedi il tuo sistema immunitario mediante digiuno e dieta basso-proteica, esso installerà un cantiere detossificante e lo dirigerà con estrema saggezza, scaricando muco, pus, minerali inorganici e ogni residuo acido accumulato.
In tali frangenti occorre resistere, stringere i denti e capire quanto sta accadendo.
La durata e l’intensità della crisi espulsiva varia in rapporto allo stock di spazzatura accumulata.
“Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile”, scriveva Arnold Ehret nel 1916. Cento anni dopo, la situazione non è certamente migliorata.

Forza morale ed approccio igienistico

Tale crisi, soprattutto se scatenata in periodo invernale, in periodo tendenzialmente letargico, comporta inevitabile debolezza e depressione, per il passaggio da una situazione dopata ed eccitata, a una situazione sobria, pura e priva di sostegni biochimici.
Occorrono non indifferenti doti di forza morale e di pazienza per superare questi momenti.
Quel minimo di eroismo che ognuno di noi è comunque in grado di tirar fuori quando serve.
La stessa forza morale che permette all’alpinista di raggiungere la vetta e di piantare la sua bandierina.
La stessa forza morale che permette al campione di fare la superprestazione.
L’igienismo rappresenta un approccio non-terapeutico alla salute, caratterizzato dalla cura della non-cura, dalla cura della non-interferenza col sistema immunitario.
Un approccio che richiede tempo e pazienza, ma che offre reali e duraturi benefici.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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