L’IRRITANTE ED INESORABILE PERFEZIONE DELLA DIETA VEGANA

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Se ne leggono di tutti i colori

Circola su internet un articoletto che riportiamo integro, senza modificarlo nemmeno di una virgola:
Roma, 2 feb (Adnkronos Salute).
“Rinunciare del tutto alla carne e ai prodotti di origine animale potrebbe nuocere alla salute.
La dieta fra le più in voga del momento, quella vegana, può infatti aumentare il rischio di trombi e di ateriosclerosi, e dunque di infarto e di ictus nelle persone che la adottano, poiché contribuisce a rendere i vasi sanguigni più duri.
È la conclusione a cui è giunta un’analisi di una dozzina di articoli pubblicati sul tema negli ultimi 30 anni, e che appare sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry.
Duo Li della Zhejiang University-China e il suo team non negano certo che i forti consumatori di carne siano quelli a maggior rischio vascolare. Ma anche i vegani, secondo i loro studi, potrebbero non essere immuni da questo pericolo. La loro alimentazione tende infatti a essere carente di alcuni nutrienti-chiave come il ferro, lo zinco, la vitamina B12, gli acidi grassi Omega3 e i grassi in generale. Come risultato i vegani tendono ad avere elevati livelli di omocisteina e bassi livelli di colesterolo buono Hdl nel sangue, entrambe situazioni che espongono al rischio di malattie cardiache.
Ma una soluzione mirata esiste, assicurano gli esperti. Basta aumentare l’apporto di vitamina B12 e di acidi grassi Omega3. E per chi non accetta di mettere in tavola questi alimenti, anche gli integratori possono servire”.

Le farneticazioni dei perdenti

Questo è l’ultimo spot della serie, adatto ad essere scarabocchiato sui muri di qualche latrina ferroviaria in tempo di Carnevale.
Dovessi reagire con serietà a queste farneticazioni giornaliere dei perdenti, cioè di quelli che si vedono mancare il terreno sotto i piedi, e che non trovano uno straccio di argomento scientifico a sostegno delle proprie scelte, starei tutto il giorno a rintuzzare scemenze, scemenzette e scemenzone.
Non avrei mai commentato un articoletto del genere. Lo faccio solo perché mi è arrivato da dieci lettori diversi, scandalizzati dall’iniquità, dalla faccia tosta e dalla diseducazione pubblica insita in esso.

La Cina è grande e, al posto della Bandiera Rossa, sventola dovunque la bandiera della McDonald’s

Posso capire Duo Li, ammesso che esista in carne ed ossa, e che non sia stato inventato di sana pianta.
La McDonalds è sbarcata in Cina a livello massiccio ormai da oltre 30 anni.
Il business del fast food americano in Cina è diventato secondo solo all’America,
Servono supporti pubblicitari, e i Tazebao in Cina funzionano più che da qualsiasi altra parte.
Basta scucire quattro petecche agli squattrinati docenti di una qualsiasi università di stato e ti ritrovi con in mano un commento firmato contenente le cose che interessano a te.

L’obiettivo è quello di instillare dubbi, paure e insicurezze

Non serve dire frasi assurde, tipo “Vegani vi viene l’ictus”, che sarebbero imbarazzanti e compromettenti, oltre che irrealistiche.
Basta dire invece “Vegani vi potrebbe venire l’ictus”, e il giochino è fatto. La gente si dimentica della valanga di prove che dimostrano come, proprio per evitare le citate terribili patologie, è indispensabile essere vegani e niente altro che vegani.
La gente sente sì quella frase sull’ictus vegano come improbabile, come stonata e falsa, ma ciononostante la battuta imbrogliona le rimane in testa e crea confusione, sospetto e dubbio.
Esattamente quanto preme ai produttori di prodotti cadaverali.
Creare almeno il dubbio. E, nel dubbio, la gente continua a consumare i loro prodotti.

Fabbricare statistiche false non è cosa facile

Non serve convincere, dimostrare, portare formule, fornire documenti affidabili e non artefatti.
Anzi, severamente vietato farlo. Trovare statistiche che associno infarti, ictus e cancro ai vegetariani e ai vegani, sarebbe impresa non difficile ma impossibile.
Neanche pagando si riuscirebbe.
Sarebbe come voler dimostrare che il sangue fa bene e il succo d’arancia no.
Sarebbe come voler dimostrare che l’acqua ti fa ubriacare e il vino no.
Alla fine otterresti l’effetto opposto.

Italia esportatrice di sofferenza, di vergogna e di malattia

Il vero problema non è la Cina, ma l’Italia.
Un paese che, nei tradizionali settori della meccanica, trova tuttora difficoltà a piazzare i suoi prodotti industriali all’estero, mentre invece nell’orrido e nauseante comparto carneo-alimentare, sta viaggiando a gonfie vele.
Non è solo questione di grana e di prosciutto di Parma o di San Daniele.

Benedetti siano gli animali da sgozzare

I marchi di qualità dell’Agroalimentare funereo ormai si sprecano.
La Rabagliati, tanto per citarne una, viene additata come una delle migliori aziende lombarde con oltre 1000 dipendenti.
Altro che Dante, Leonardo e San Francesco di Assisi!
“Benedetti siano gli animali, soprattutto quelli da macello!” pare essere lo slogan obbligatorio del Bel Paese di oggi.

Un mondo imbrattato di cadaverismo

Ecco allora spiegato il perché di questi sibillini messaggi, di queste controffensive carnivoristiche a tutti i livelli.
La televisione spudoratamente macellaia, al pari di tutti i media, non basta più.
Occorre disseminare sporcizia culturale e concetti capziosi e falsi in ogni ogni dove e in ogni quando.
Occorre insozzare con pubblicità carnofila ogni latrina e ogni cesso.
Gli accoppa-animali si stanno accorgendo che il movimento vegano sta crescendo!
Ecco dunque il loro sbracciarsi, il loro penoso e disperato tentativo di sovvertire la situazione, e di modificare le tendenze in atto. “Non diamo tregua all’avversario!”. “Stronchiamolo sul nascere!”

Una televisione colonizzata dagli sgozzatori di regime

Siamo arrivati alla paranoia. Non contenti dei Gerry Scotti che, bontà loro, esaltano la trippa persino fuori dagli spot, non contenti delle cuoche squinternate tutte “uova-gallina-pesce-burro-zucchero”, ricorrono adesso ai cuochi-macellai e ai cuochi-boia, che cucinano in diretta con addosso ancora la puzza di interiora ed il grembiule insanguinato.
Uno spettacolo davvero rivoltante e raccapricciante che ha sullo sfondo non solo le scene apocalittiche degli animali spinti o trascinati a corda nelle camere della morte, ma anche le scene non meno disperanti dei reparti ospedalieri, dove il 95% delle peggiori patologie cardiache e cancerogene riguarda esclusivamente i consumatori della proteina animale, ovvero del cibo più malsano e patologico adottato dalla scempiaggine umana.

Basta andare nei centri di ricerca oncologica

Serve forse andare in Cina? Basta recarsi in qualsiasi saletta ospedaliera di anatomia e parlare col primo ricercatore oncologico che trovi.
Non sentirai mai parlare di frutta e di verdura, né tantomeno di stronzate su B12 e Omega3.
Ti parlerà con voce grave di aldeide malonica, di acreolina, di dietil-silbestrolo, di trimetil-colantrene, di coprosterolo, di etil e metil-mercaptani, di putrescina e cadaverina, di ammoniaca, di nitrosammine ed aflatossine, di bacillus suipestifer, di bacillus streptococcus bovis, di bacillus clostidrium.
Tutte cose di pertinenza esclusiva dei macelli.

La Cina la conosco troppo bene

Sono andati a prendere delle statistiche in Cina, e le hanno elaborate mettendo assieme scritti degli ultimi 30 anni. Sono 30 anni esatti che il sottoscritto vive prevalentemente nella regione asiatica.
Se c’è un paese al mondo dove non esiste un singolo vegano è la Cina.
La parola vegetariano in cinese significa uno che mangia tanta verdura e, in questo esatto senso, i cinesi sono vegetariani. Ma si ingozzano dal primo all’ultimo di carne bianca, cioè di pollo, di anatra e di pesce, ovvero delle peggiori carni del mondo.

Le carni bianche di pesce e di pollo sono semmai peggiori di quelle rosse

Peggiori ancora di quelle di maiale e di manzo, che negli ultimi anni stanno pure espandendosi notevolmente.
Oltre ai noti fenomeni putrefattivi, acidificanti, diabetizzanti e nefritizzanti, esse danno pure la falsa idea dell’innocuità, per cui la gente non adopera nemmeno i freni dell’accortezza e del buon senso.

Le statistiche, quando ci sono, parlano chiaro

Il lato comico della questione è che le statistiche sui vegani non esistono né in Cina né in Italia.
Non esistono perché scarseggia la popolazione vegetariana ammalata, e manca del tutto la popolazione vegana ammalata.
Negli Stati Uniti sì, le statistiche abbondano e, per cercare dei campioni validi e consistenti, ci si deve rivolgere ai Mormoni, oppure agli Avventisti del Settimo Giorno, dove trovare un vegano che si ammali di cancro, di cardiopatia, di diabete e di problemi renali è un’impresa impossibile.

Stiamo attenti ai messaggi che lanciamo alla gente

Stiamo dunque attenti ai messaggi che lanciamo alla popolazione.
Usiamo il metro del senso di responsabilità, se non quello dell’amore e del rispetto per il prossimo, sia per la gente in calzoni e camicia che per quella col pelo, le pinne e le piume.
Diamo a Cesare quello che è di Cesare.
Ossia la salute al veganismo e la micidiale triade cancro-infarto-ictus al caseinismo, al bianco-carnivorismo e al rosso-carnivorismo

Più scienza e meno puttanate

Parliamo allora un po’ di scienza e non di mercenarie e venali puttanate.
Il cibo più facilmente scomponibile dall’organismo umano è la frutta.
Il più problematico e difficile sono le proteine animali.
Più proteine si mangiano e meno energia disponibile abbiamo per le altre migliaia di funzioni corporee, prima fra tutte quella basilare della eliminazione delle nostre scorie organiche.

Il Bancomat degli aminoacdi è aperto 24 ore al giorno

Il corpo ricicla il 70% dei residui e delle scorie proteiche, e perde solo 23 grammi medi di proteine al giorno.
Il nostro corpo attinge a un pool di aminoacidi simile a un Bancomat aperto 24 ore al giorno, e si tratta degli aminoacidi che circolano nel sangue e nel sistema linfatico.
Non esiste mai carenza proteica ma sempre eccesso acidificante, soprattutto se uno si carica di oltre 24 grammi di proteine al giorno (quantità che si trova anche nella più squinternata e anoressica dieta vegana).

I tre micidiali errori della popolazione

Dove stanno allora i veri fanatici e i veri farneticanti?
Stanno nella maggioranza della gente inquadrata dagli inquadratori di regime, confusionata dagli autori di questi messaggi tanto demenziali quanto assimilati dalle menti già deboli e ampiamente diseducate.
Primo grave errore, l’uso della proteina animale, con scadente nutrimento e conseguente affamamento cellulare.
Secondo grave errore, il logico sovraconsumo compensativo di amidi (pasta, pane, dolci e zucchero concentrato).
Terzo grave errore, la carenza di sodio organico (quella del cavolo crudo, del sedano, del crescione, ecc), provocata da amidi e zuccheri, e collaterale consumo compensativo di sale marino e di integratori minerali.

Coi peggiori cibi sorgono le peggiori malattie

I cibi che causano più problemi sono carne, pollame, pesce, latte, formaggi, zuccheri e grassi, tutto materiale-devitalizzato, tutto materiale-spazzatura, tutto materiale privo delle sue vitamine naturali, dei suoi enzimi e dei suoi minerali organicati. Il rimedio è di una semplicità sconcertante. Ridurre al minimo il cibo energetico-calorico ma vuoto. Puntare con decisione a frutta, verdure crude, radici, germogli e semi, nonché alle farine integrali di cereali, legumi (ceci), castagne, carrube, banane, manioche.

Occorre cibo vivo, collocato dai 6500 ai 10000 Angstrom dell’infrarosso sulla scala Simoneton

Solo le piante, dotate di apparati foliari ricettivi, sono in grado di catturare la luce e la forza elettromagnetica del sole, e di depositarla nei germogli, nei tuberi, nelle radici, nella frutta, nei semini.
Una dieta di frutta e verdura è alimento solare a livello atomico.
Il cibo vivo è facile da digerire, al punto che si autodigerisce a costo energetico zero, mentre la carne ti dà 1000 calorie e te ne ruba 1100 nei lunghi processi digestivi-assimilativi-espulsivi.
Non a caso sta nelle zone ammalanti ed oscure colorate di grigio e di raggi X, con vibrazioni sotto i 3000 Agstrom, mentre il corpo umano in piena salute sta sulla media minima e invalicabile dei 6500 Angstrom. Col cibo vivo, l’obesità, che con la stitichezza è la più pericolosa delle malattie, diventa cosa rara. I vegetali crudi, specie ravanelli, cresione, prezzemolo, sedano, topinambur, rape, cavoli, contengono insuline ed inuline vegetali, autentiche dighe al diabete.

Siamo esseri solari, ricaricabili come le batterie

Aria fresca e luce solare fanno parte essenziale della nutrizione, anche perché il calcio lavora sempre in associazione con la vitamina D. Stare dunque il più possibile al sole e all’aperto. C’è una generale carenza di calcio e di fosforo organico tra la popolazione, specialmente tra i bambini in crescita.
I caseari ne approfittano illudendo il mondo che col calcio inorganico-colloso-caseinico si risolvano le carenze, mentre in realtà amplificano a macchia d’olio un popolo già troppo osteoporotico e calcificato.

Trattiamoci bene, vegani, vegetariani e pseudo-carnivori, e ne guadagneremo in salute e in karma

È estremamente sciocco che l’uomo tradisca se stesso per soddisfare i falsi bisogni del proprio palato.
Ammazzare altri esseri porta solo effetti distruttivi alla nostra salute mentale e spirituale, nonché, in seconda battuta, alla nostra salute fisica. Il corpo è il nostro giardino e la nostra abitazione.
Dobbiamo riservargli sempre la massima cura. È fondamentale selezionare per lui il carburante giusto.

Chi cerca la verità la trova facilmente

Non ne siete convinti? Vi interessano davvero i numeretti e i confronti? Esistono statistiche dettagliate e verificabili su una nazione intera, che è quella nordamericana degli indiani Pimas, divisi dal confine messicano-statunitense. I Pimas americani dell’Arizona da un lato, diventati in pochi decenni il popolo più obeso, dializzato, diabetico e cancerogeno del mondo, e i Pimas messicani dall’altro, rimasti nella zona montagnosa adiacente della Sierra Madre, chiamata Pimeira, tuttora forti, sani e muscolosi. I Pimas dell’Arizona rovinati da McDonald’s e Coca-Cola, e quelli della Pimeira salvati dalla loro tradizionale dieta vegana o quasi-vegana (vedi mia tesina “La formidabile controprova dei Pimas, del 2/5/09).

Valdo Vaccaro

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4 commenti

  1. Ottimo articolo, anche se non sono un vegano, ho comunque eliminato la carne da tempo, anche se purtroppo faccio ancora fatica a reperire frutta e verdura veramente carica di vita e sapore, nei vari supermercati… Anche trovare cibo vivo tra i vegetali stta diventando scelta ardua e dura, anche a causa del fenomeno sempre più frequente sui nostri cieli delle chemtrails… Ecco perchè l'unico punto in cui mi permetto di dissentire, o meglio di precisare nel suo ottimo articolo, è quello in cui dice di stare il più possibile al sole ed all'aria aperta… Dipende dall'aria e dal sole… Se velato da alluminio e bario (sparsi con le scie chimiche) il sole non adempie più a quella funzione che lei dice (per la vit. D) nel modo ottimale, e l'aria risulta tutt'altro che pulita ed ossigenata, anzi, è molto velenosa e ricca di metalli pesanti… Occhio quindi a dare sempre una informazione completa, altrimenti mandiamo tutti i vegani ad avvelenarsi all'aria aperta, perchè inconsapevoli di cosa ogni giorno o quasi venga sparso sui loro cieli:

    http://snardfarker.ning.com/forum/topics/what-in-the-world-are-they?groupUrl=chemtrailreporting

  2. Non ho mai sottovalutato la pericolosità degli avvelenamenti da scie chimiche. Purtroppo non è che chiudendoti in casa risolvi la questione.
    E' un po' come per l'inquinamento e lo smog in generale.
    Anche se vivi in centro a Milano, sempre meglio l'aria esterna di quella che hai in casa.
    L'aria aperta è il nostro unico e insostituibile capitale.
    E questo fa capire la portata del crimine che si sta giocando sulla nostra pelle.

  3. gabriella fasone on

    sono d'accordo, non possiamo rinchiuderci, piuttosto se vogliamo riappropriarci della nostra aria dovremmo fare parecchio "rumore" ma proprio tanto per far uscire allo scoperto gli autori delle scie chimiche

  4. Le persone più in salute non sono i vegani, non solo gli onnivori, non sono i fruttariani, non sono i crudisti, e non dipende dalla PNL come dice cocca. Tutto è unicamente scritto nella nostra evoluzione , se vogliamo dargli un nome : quasi vegani tendenzialmente crudisti . Oppure flexitariani.