DISTURBO BIPOLARE, FARMACI ANTIDEPRESSIVI E COERENZA TERAPEUTICA

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LETTERA

Mia moglie in pesante terapia farmacologica

Caro Valdo, ti ho scritto tempo fa per dei consigli sulla mia condizione di paziente cardiovascolare, per un infarto di 10 anni fa, cui hai risposto con una bella e profonda tesina su omocisteina e B12.
Da allora ricevo regolarmente tutti i tuoi scritti che leggo con grande interesse e piacere.
Ora vorrei parlarti di mia moglie, affetta da sempre da disturbo bipolare, per il quale negli ultimi 20 anni è rimasta pure in pesante terapia farmacologica (litio e altri farmaci anticiclici e antidepressivi, secondo le prescrizioni del professor Cassano).

Le cure mediche le hanno causato fortissime crisi di emicrania

Dico da sempre, perché lei conserva ancora adesso, a 60 anni, ricordi e vicissitudini delle sue prime paturnie intorno ai 15 anni, poi confermatesi sui 20 anni, e infine esplose in manifestazioni sempre più gravi e violente sui 30, tanto da richiedere, sulla soglia dei 40, il predetto intervento farmacologico.
Osservo di passaggio che, in concomitanza con l’avvio della suddetta terapia, è andata incontro, per la prima volta in vita sua, a fortissime emicranie, che da allora ha curato con altri pesantissimi farmaci (un tempo erano supposte, ora è il Rizalif).

Il problema di una costante stitichezza

Un problema che ha sempre avuto è una inossidabile stitichezza, un problema risalente al suo rifiuto, da bambina, di frequentare i bagni pubblici, mentre, a mio avviso, c’entravano sempre e solo i suoi disordini alimentari, e in particolare la sua ghiottoneria per i dolci cremosi (gelati, torte, cioccolate, ecc), che ha potuto allegramente coltivare fin dalla più tenera età grazie al negozio di alimentari di famiglia.

Visita da Scaffidi e nessuna iniziativa da parte sua contro le cure farmacologiche in atto

Seguendo un tuo suggerimento, ho accompagnato nei giorni scorsi la mia signora dal maestro igienista Scaffidi.
Con mia grande sorpresa non le ha toccato, per ora, i farmaci antidepressivi, ovvero la sua droga quotidiana, per non sconvolgerla, ma ha puntato piuttosto a un percorso di pulizia intestinale e di disintossicazone generale, visto che l’esame dell’iride ha evidenziato una grande e imprescindibile urgenza.

Alcune perplessità sulle cure naturopatiche, a base di clisteri e di integratori

Così, insieme ai consueti consigli circa la dieta, Carmelo le ha anche prescritto un ciclo di clisteri, una terapia a base di tisane di erbe varie e gocce svedesi.
Infine, cosa che mi ha molto stupito, è stata la prescrizione di cloruro di magnesio.
Ho fatto presente a Scaffidi la tua contrarietà ad ogni integratore, ma lui ha insistito dicendo che il terapeuta segue criteri diversi e che la cosa era già stata oggetto di chiarimento fra voi due.

La perplessità sul disintossicare in compresenza dei farmaci.
Questo contraddice la tua ricorrente affermazione sulla incompatibilità tra pulizia e farmaco.

A parte la questione magnesio, che per me resta poco chiara e mi lascia ancora molto perplesso, per cui chiedo tuo immediato commento, quello che più mi ha colpito è il disinteresse di Scaffidi per la terapia farmacologica in corso, ovvero il suo non toccare al momento i farmaci antidepressivi.
Se ne parlerà forse tra un anno, se e quando il processo di disintossicazione e di spurgo sarà stato felicemente avviato, è stato il suo commento.
Questo mi pare contraddire una tua ricorrente affermazione, secondo cui sarebbe altamente sconsigliato prendere farmaci mentre ci si disintossica, per non ingigantire i sintomi della disintossicazione.
Qual è insomma il tuo punto di vista in proposito?

Mi vuoi commentare l’intera vicenda alla luce della visuale igienistica?

Più in generale, cosa puoi dirmi di una storia come quella di mia moglie, che ti ho brevemente riassunto, ma che è stata, come puoi ben immaginare, fonte di infinite sofferenze e dispiaceri in primis per lei, ma anche per me medesimo?
Ci vedremo prossimamente a Gandino, dove mi piacerebbe anche presentarti mia moglie, anche se temo che alla fine non vorrà accompagnarmi. Ciao.
Franco

RISPOSTA

È tutta una questione di sangue pulito e scorrevole

La pressione sanguigna è in stretta relazione con la funzionalità cardiaca, con la respirazione, con la massa del sangue, con la viscosità del medesimo, con l’ampiezza e la restrizione dei vasi.
Se caricato di sostanze estranee ed inquinanti, il sangue si altera nei suoi componenti e, dallo stato liquido passa allo stato innaturale e viscoso, ed è a quel punto che diventa un creatore seriale di problemi e di patologie.

L’ipertensione indica impurità acuta del sangue

Far passare per un tubo della semplice acqua, e far passare del catrame liquido, sono cose ben diverse.
Molta più pressione serve ovviamente per il catrame.
Quando il sangue è inquinato è dunque normale che si crei un problema ipertensivo.
L’alta pressione evidenzia lo stato di impurità acuta del fluido vitale, ed anche la scarsa attività eliminativa della pelle, che non aiuta il paziente come dovrebbe.

La depressione è sinonimo di indebolimento del sistema nervoso

La depressione, o bassa pressione arteriale, rivela invece una flebile difesa organica, per l’indebolimento del sistema nervoso, pure esso causato dalla stitichezza, anormalità buona per tutte le stagioni e per tutte le malattie del corpo umano.
Sia nel caso di ipertensione che in quello di depressione, la normalizzazione del sangue, ottenuta mediante buone digestioni in serie continua, mediante attiva eliminazione cutanea-renale-intestinale, porterà al ripristino veloce della salute.

Gli alti e i bassi delle fasi depressive e delle fasi euforiche

A questo alternarsi della circolazione tra gli estremi subentrano conseguenze che si chiamano umore instabile, stati di agitazione, fasi depressive (umore basso, profonda tristezza, disperazione, senso di vuoto), seguite da fasi maniacali (umore particolarmente euforico, eccessivo ottimismo con sensazione che tutto sia possibile, o da umore disforico, con senso costante di rabbiosità per ingiustizie subite, con sentimenti di intolleranza, di irritabilità, di vera e propria aggressività).

Il disturbo bipolare non è altro che una psicosi maniaco-depressiva

È quello che si chiama disturbo bipolare, una psicosi maniaco-depressiva, con idee che si accavallano nella mente, producendo comportamenti disorganizzati e inconcludenti, azioni impulsive o addirittura compromettenti.
Le cause possono essere attribuite a fattori genetici, biologici, ambientali e psico-sociali (abusi veri o presunti subiti in gioventù, gravi perdite affettive, choc finanziari o sentimentali).
Ne soffrivano personaggi famosi come Napoleone Bonaparte, Winston Churchill e Vincent Van Gogh.
Gli sbalzi di umore colpiscono un po’ tutti, quando subentra la tensione, la nevrastenia, il ritmo eccessivo e stressante della vita moderna, e quando si ricorre a stampelle pseudo-alimentari tipo zuccheri, sali, dolcetti, cole, red-bull, bevande nervine, sigarette.

I suggerimenti dell’igienismo hanno potere risolvente e riequilibrante

È suggerita una dieta a base di frutta, di insalate crude (senza sale) a pranzo e cena, più un piatto leggero a seguire, e le solite mandorle.
Più i soliti accorgimenti respiratori, le solite esposizioni solari e la solita attività aerobica.
Un sangue che circola con facilità, un intestino che funziona e non opera in stato di secchezza e di stitichezza, permettono di lenire queste situazioni mentali.
Uno stato infiammatorio provocato dal sangue denso, produce al contrario congestioni sanguigne e sbalzi di salute e di umore che portano alle crisi depressive.

Le cure medico-farmacologiche si disinteressano delle cause e si concentrano sui sintomi

La medicina ricorre a sostanze stabilizzanti dell’umore tipo i sali di litio, che hanno notevoli effetti collaterali, causando nausea, poliuria (anormale aumento dell’urina emessa), polidipsia (sete continua e inestinguibile come nel diabete), sbalzi ormonali tipo ipotiroidismo e iperparatiroidismo.
Le intossicazioni da litio comportano vertigini, delirio, disturbi al cervelletto e al midollo spinale con perdita della coordinazione nei movimenti).
Altri farmaci includono gli anticonvulsivanti o antidepressivi in senso stretto, tutti carichi di pesanti effetti dopanti.
A soffrirne sono tutti gli organi di base, il sistema endocrino e il sistema neurovegetativo.

Una vita intera rovinata a causa di una banale ignoranza familiare e medica

Guardando nell’assieme il caso di tua moglie, l’errore fondamentale della famiglia e dei medici fu di non intervenire radicalmente sulla stitichezza e sugli strafalcioni alimentari dei suoi primi anni.
Una vita rovinata per una banalissima mancanza di rispetto verso il proprio intestino e verso il proprio sangue. Una vita decurtata e compromessa gravemente, con ovvi coinvolgimenti familiari e sociali.
Tutto per una insopportabile e stupida ignoranza di alcuni semplici fondamentali della salute.
Non ho altri commenti da fare.

Mantengo le mie posizioni rigide sulla eliminazione immediata o progressiva dei farmaci

Ogni tipo di farmaco, e pertanto anche quelli antidepressivi, è da eliminare al più presto, se vogliamo tentare una normalizzazione e un recupero netto del paziente, basato sulla pulizia dell’organismo e sulla fluidificazione del sangue.
La stessa cosa vale per le persone normali cariche di nicotina e di caffeina.
Non è affatto simpatico per me commentare in senso negativo e a distanza, quanto deciso da Scaffidi per le istruzioni date a tua moglie.
La cosa migliore è sentirlo di persona quando saremo a Gandino.

I principi fondamentali non si possono discutere

Le mie posizioni rigorose sulla incompatibilità tra dieta disintossicante e assunzione di farmaci in contemporanea non è un mio vezzo personale. Trattasi di principio igienistico e naturale inalterabile.
Sappiamo benissimo quanto vietate e quanto pericolose siano le infrazioni farmacologiche o anche dietetiche o anche comportamentali (fumo, caffè, cola, cibi grasso-proteici) nei frangenti che accompagnano il riposo fisiologico chiamato digiuno igienistico, ed anche negli stessi semi-digiuni e, un po’ meno, nelle fasi di miglioramento-dieta in senso purificante.

Le vie di mezzo, come al solito, non funzionano

Il sangue reso fluido e puro va a convogliare con maggiore efficacia la velenosità e l’acidificazione del farmaco all’interno del sistema, creando un impedimento alla fase ripulitiva e mettendo in imbarazzo il sistema immunitario.
Per uno che fuma e beve caffè, che fa uso di farmaci e vaccini, è paradossalmente meglio mangiar male e tenersi le sue digestioni difficili, che in qualche modo si fanno carico, per vie traverse e non certo ideali, di smaltire i veleni delle droghe e dei farmaci che sta assumendo, agendo da improvvisati tamponi eliminativi.

Verificheremo scherzosamente se Scaffidi si è innamorato del pallone

Mi chiedi un commento immediato, il perché dell’integratore cloruro di magnesio (inorganico), il perché del clistere e il perché della non rimozione parziale o progressiva degli antidepressivi.
Scaffidi è un terapeuta esperto e avrà fatto le sue brave considerazioni.
Scherzosamente parlando, può essere benissimo che, da naturopata arrivato poi all’igienismo, abbia assimilato il gioco del calcio nel migliore dei modi, ma gli capiti a volte di innamorarsi del pallone, come fanno certi giocatori eccellenti ma dribblomani, scordandosi che un buon passaggio smarcante vale molto di più della finta e dello scatto, per scardinare la difesa avversaria.

Come il medico si innamora del suo farmaco, il terapeuta naturopatico corre il rischio concreto di innamorarsi delle sue erbette, dei suoi clisterini e dei suoi magnesini

Metaforicamente parlando, il pallone per Scaffidi rimane ancora la cura naturopatica, tipo l’accettabilissimo cataplasma di fango o di foglie di cavolo, o tipo il cloruro doi magnesio e il clistere che, per me, si dovrebbero riporre ai margini del terreno di gioco, in una cassetta con tanto di croce e teschio, proprio in nome di quella cura della non-cura che lui ben conosce.
Pretendere poi che ognuno di noi sia identico e ragioni in fotocopia, non è sensato.

C’è stata una decina di critiche similari nelle ultime settimane, per cui sarà importante riparlarne con spirito costruttivo

Ho rilevato nei giorni scorsi una manciata di osservazioni critiche sullo stesso medesimo argomento, per cui dovremo certamente riparlarne a Gandino.
Carmelo invoca in continuazione una perfetta armonia tra noi due, e non sarò certamente io a infrangere le sue aspettative o a mancargli del rispetto che si merita.
D’altra parte, sono molto ligio ai principi dell’igienismo e alla eliminazione totale del farmaco.

Il terapeuta è sottoposto allo stress della sua quasi-cura

Carmelo ha certamente dalla sua l’esperienza ultradecennale della terapia, e a volte è riluttante ad applicare certi principi alla lettera, un po’ per i rischi concreti che si corrono nel disintossicare un paziente da certi farmaci, e un po’ perché spesso la gente stessa si attende sempre qualche sostanza da un terapeuta, come fa col medico da cui pretende il farmaco.
La cosa migliore, a mio avviso, è che ognuno di noi, incluso ovviamente il paziente stesso, diventi igienista in modo attivo e responsabile, capace cioè di valutare gli aspetti positivi e negativi di ogni prodotto e di ogni azione, modulando opportunamente il fare e il non fare, il prendere e non prendere una determinata sostanza, tenendo sempre in testa la prioritaria necessità di rispettare il nostro sistema immunitario.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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2 commenti

  1. Ho provato di persona
    Seguendo questi consigli in tre settimane ho visto mia moglie alzarsi dalla sedia a rotelle e riprendere le sue faccende dimestiche.
    Ora però la mancanza degli antidepressivi l'hanno riportata al suo disturbo bipolare che le fanno rifiutare la dieta.
    Che fare?

  2. Ciao miracolato , anche io ho tolto degli antidepressivi in 20 giorni ed ho inserito una dieta più vegana possibile. Però ci sono delle modalità per toglierli senza scatenare crisi di dismissione: per aver informazioni più precise fai un giro nel blog di Pietro Bisanti "Alimentazione e salute. " Anche io li ho tolti velocemente invece bisognerebbe calarne partendo da uno del 10 % (gli altri a dosi invariate )al mese fino a zero dose e poi affrontare ciascuno degli altri con lo stesso metodo. È essenziale che la persona abbia vicino sempre un parente per contenimento delle crisi autolesionisti e fare tutto senza psichiatri e simili che alla prima occasione rimedicalizzano la persona…Tanti cari auguri e coraggio..l