ENDOMETRIOSI, AI MARGINI DELLA SALA OPERATORIA

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LETTERA 1

Troppi problemi in un sol colpo

Caro Valdo, non so se ti ricorderai di me. Ti ho scritto tempo fa un papiro a cui forse, col senno di poi, mi accorgo potesse essere faticoso rispondere, perché accennavo a troppi problemi assieme.
Ruolo delle multinazionali, delle case farmaceutiche e compagnia bella sulla salute dell’uomo, cisti ovarica e linfoma, malattia della zia e consigli vari sul regime alimentare.

Grossi progressi in direzione igienistico-naturale, con diversi problemi che rimangono

Rispetto ad allora la bella notizia è che lo stile di vita che tu ci proponi fa ora parte pienamente di me.
Pensieri sempre positivi assieme ad una alimentazione tendenzialmente crudista, con strappi limitati all’uso di pasta integrale e di qualche pizza vegetariana. Ho eliminato quindi la colazione di caffelatte e cereali, sostituendola con frutta succosa, così come il ricatto dei dolciumi che ancora mi tentava, e ho aggiunto invece, con estremo piacere, l’uso costante di frutta secca, germogli e kefir d’acqua).
Mi nutro quindi di tanta frutta e verdura che sono adesso diventati il mio vero pane, ovvero ciò di cui si nutre la mia anima per raggiungere equilibrio, forza e felicità.
Tuttavia, pur sentendomi forte e vitale, ho ancora dei problemi da risolvere e, riguardo ad essi, vorrei chiederti un parere spassionato.

Primo problema il ritorno dell’endometriosi e delle cisti ovariche

Primo problema.
Dopo un controllo ginecologico mi hanno riscontrato il ritorno dell’endometriosi, ma questa volta all’altro ovaio. Secondo il mio medico di base, ciò è successo a causa dei farmaci e dell’abuso di carne. In altre parole ho dato molto da mangiare quest’anno alla mia endometriosi, per cui si tratterebbe di un ritorno scontato.
Si tratta di 3 cisti di 65, 27 e 22 mm nello stesso ovaio, per cui si è parlato subito di rimozione in laparoscopia già programmata per la fine di questo mese di giugno.

Propendo per l’operazione, avendo anche tensioni con una famiglia che si oppone al mio percorso igienistico

So che va contro ogni principio igienista sottoporsi ad un intervento chirurgico, quando potrei provare un’autolisi da digiuno come tu mi consiglieresti.
Ma per prima cosa temo temo l’autolisi contemporanea di 3 cisti non controllata da un esperto, dopo aver letto alcuni testi sul digiuno, e poi mi sfianca già solo il pensare di convincere i miei.
Essi già non condividono nessuna delle mie nuove scelte alimentari, e mai accetterebbero la mia scelta di rinunciare all’intervento.
Sinceramente sono molto confusa al riguardo, per cui ti chiedo di aiutarmi come farebbe un padre!

Anemia e valori di ferro, ferritina e transferrina, ai limiti più bassi

Secondo problema.
Facendo dei controlli ematici in vista dell’intervento, ho riscontrato degli sfasamenti nei valori dei globuli bianchi e del cosiddetto colesterolo buono, leggermente più giù della soglia inferiore, lieve riduzione delle piastrine ma senza scendere sotto il range, e purtroppo una riacutizzazione della mia vecchia anemia.
Ho sempre avuto i miei valori di ferro, ferritina e transferrina ai limiti minimi, ma ora sono addirittura sotto la soglia, assieme all’emoglobina che è intorno a 11.

Pallore e occhiaie

In viso mi sono impallidita parecchio e ho delle occhiaie scure che prima non avevo.
Pur riempiendomi di montagne di verdura cruda a foglia verde e di frutta, soprattutto rossa e gialla, non riesco proprio a superare questo ostacolo.
Forse ho davvero una difficoltà di assimilazione.
Il fatto stesso che sia sempre stata anemica me lo fa pensare, e per questo ti chiedo cosa fare per migliorare in generale la mia situazione ematica.

Iodio iatrogenico in eccesso e avvelenamento iatrogenico da vaccino

Terzo problema.
Il mio TSH si è abbassato a 0,01, ma senza che FT3 ed FT4 si siano mossi, per cui si parla di ipertiroidismo subclinico. Niente morbi di Basedow o altro.
I medici pensano allo iodio in eccesso, assunto per fare le tac, e alle radiazioni assorbite.
Ma io penso ancora al vaccino fatto a gennaio per la H1N1, consigliatomi dagli ematologi che intendevano proteggermi viste le mie difese crollate in seguito alle terapie.
Leggendo una tua tesina sulle malattie autoimmuni e sulle responsabilità dei vaccini ho ricordato che il mio TSH si è abbassato proprio in quel periodo.
Può essere responsabile il vaccino?
Ho visto giusto secondo te, o è un caso?
Nel frattempo sto assumendo una compressa di Tapazole al giorno solo fino all’intervento, per farlo alzare.
Secondo i medici la situazione rientrerà, ma è rischioso tenerlo così basso durante l’intervento. Anche qui cosa faccio?

Il problema del peso che continua a scendere

Quarto e ultimo problema.
Ho perso molto peso in pochissimo tempo (dai 61 kg del post-radio, passando per i 55 di aprile quando ti ho scritto, sono arrivata ora a 51 kg) dimagrendo soprattutto nella parte toracica (seno e spalle).
Per questo ti chiedo cortesemente dei consigli pratici per frenare la perdita di peso.
Ho letto che si dimagrisce di solito finchè si è in fase eliminativa, per poi riacquistare naturalmente il peso-forma.
Poiché penso che questo non sia il mio peso naturale, in quanto ho assunto un aspetto gracilino e scavato, ti chiedo se devo aumentare ancora le qantità di alimenti calorici come frutta secca e frutta fresca amidacea e dolce, oppure aspettare che passi questa fase eliminativa.

Mi sento molto bene e molto forte nel mio nuovo percorso igienista, ma mi serve supporto.
La mia fiducia in te è tanta.

Prima di lasciarti, ti ribadisco che mi sento molto bene e forte, ma so comunque di essermi inguaiata da alcuni punti di vista.
Il mio dilemma non riguarda la decisione di base che prevede il proseguire questo percorso igienista, ma riguarda il prendere le giuste decisioni di fronte a questioni importanti come quelle che ti ho presentato, che sono molto serie e complesse.
Spero vorrai rispondermi al più presto, poiché la mia fiducia in te è tanta, credimi!
Un saluto affettuoso, e buon lavoro!
Annalisa

*****

RISPOSTA 1

Non si può stare coi piedi in staffe diverse, nè si può cedere a errate ideologie familiari

Ciao Annalisa, la domanda che ti faccio è la seguente. Tu stai adoperandoti per guarire dai tuoi problemi, o invece per dare un contentino ideologico a chi ti tarpa le ali e ti critica in famiglia?
Seconda cosa, stai dimostrando di essere forte e determinata, e questo è positivo.
Ma ricordati che la strada delle due staffe, con un piede nell’igienismo e l’altro in medicina, non è percorribile.
Addirittura può essere controproducente.
Da un lato vai a migliorare e fluidificare il sangue con la frutta, e dall’altro vai a buscarti dei farmaci che col tuo nuovo sangue fluido ampliano la loro potenza e moltiplicano i loro effetti laceranti.

Necessità di una scelta di campo. Lasciar perdere gli ossessivi controlli strumentali.

Devi fare una scelta di campo. Lo dico nel tuo interesse.
Questo tuo oscillare in continuazione tra due anime estremamente diverse ed incompatibili non ti aiuta di certo a rilassarti e a farti crescere di peso.
Non è questione di avere fiducia in me. Devi avere fiducia in te stessa.
Le operazioni chirurgiche implicano sempre trattamenti aggiuntivi.
I controlli tiroidei non servono a niente se non a farti sballare ancora di più.
Ci sono gli aggiustamenti automatici quando si normalizzano le funzioni digestive ed assimilative.

Sei circondata da gente che ti vuole bene, ma che purtroppo è priva di cultura igienistica

Ti sei fatta rovinare col Tamiflu e ti stai facendo rovinare con delle operazioni, quando hai la soluzione a portata do mano.
Purtroppo sei circondata da gente che non ha cultura igienistica ma solo cultura medica, e che dunque sta comportandosi da palla (metallica) al piede. Non mi resta che farti tanti auguri.

*****

LETTERA 2

Ho deciso all’ultimo momento di non operarmi!

Carissimo Valdo, ti ringrazio per aver sedato la mia ansia. L’ansia di non fare la scelta giusta.
Devi sapere che già prima di ricevere la tua risposta, ho seguito dentro di me una voce che mi ripeteva di non operarmi, e così ho annullato tutto! Questa volta proprio non mi vedevo proprio sul tavolo operatorio a farmi addormentare e ritrovarmi dopo qualche ora con un tubo di drenaggio nella pancia!
Sicuramente mi sentivo in colpa e in ansia per aver mandato tutto all’aria due giorni prima dell’operazione.

Voglio diventare medico di me stessa e risettare il mio corpo col digiuno

Poi però, continuavo a ripetermi proprio quello che tu mi hai scritto, e cioè che dovevo dare fiducia al mio corpo, al mio sistema immunitario.
Grazie a te, i dubbi e le paure che mi assalivano sono stati archiviati. Ora ho deciso di darmi il tempo di auto-guarirmi.
Voglio diventare medico di me stessa.
E ho deciso di risettare il mio corpo col digiuno.

Ho un programma preciso di recupero, e intendo fare questa strada senza distrazioni e senza condizionamenti da parte di nessuno

Ho eliminato da una settimana il Tapazole e ho cercato di ridurre il cibo cotto.
In realtà, in questi giorni sono stata molto agitata, ed ora soffro un po’ di costipazione, avendo perso la regolarità intestinale.
Come tu mi fai notare, devo fare ormai una scelta di campo per risolvere i miei problemi.
Tutto dovrebbe partire dal migliorare le mie funzioni digestive per poter raggiungere poi i miei obiettivi: sbarazzarmi naturalmente di queste cisti, eliminare le tossine indotte dai farmaci, assimilare meglio il ferro presente negli alimenti, riprendere peso.

Una serie di domande di ordine pratico

So che non sei un digiunista. Ma a questo punto ti chiedo dei consigli pratici, sempre se puoi darmeli.
Per eliminare le mie cisti come devo strutturare il mio digiuno? Da alcune tesine ho visto che si fanno dei cicli, tipo digiuno intervallato da sola frutta acquosa. Nel mio caso quanti cicli devo fare e come?
E i cataplasmi di fango come vanno fatti? Tutti i giorni e per quanto tempo? Dopo quanto tempo devo fare l’ecografia di verifica?
Ti sarò immensamente grata se mi vorrai rispondere e, comunque, rimani per me una persona speciale, grazie alla quale ho rafforzato la mia voglia di vivere. Cari saluti.
Annalisa

*****

RISPOSTA 2

Il ruolo del digiunista è tutto sommato molto psicologico

Ciao Annalisa, intanto devo complimentarmi con te per la determinazione che hai rivelato in questi difficili e ansiogeni momenti, in questi drammatici momenti direi.
Non devi preoccuparti troppo per il digiunista che dovrebbe assisterti, puoi sempre prenderi una ragazza che ti assista, dandole alcune semplici istruzioni prima del digiuno, coinvolgendola un po’ nella faccenda e spiegandole di cosa si tratta.
Come ho detto altre volte il ruolo del digiunista è sempre simbolico e spirituale più che pratico.
Egli non fa altro che spiegare al paziente cosa sta effettivamente accadendo, durante i momenti di eventuale fastidio che si presentano in fase eliminativa, onde evitare che il paziente stesso si innervosisca o si preoccupi troppo, o addirittura sia tentato di interrompere il digiuno o di ricorrere a qualche medicinale o a qualche bevanda proibita che, in un momento così delicato, rappresenterebbe un autentico disastro.

Il controllo della lingua, dell’alito, delle urine e dell’appetito

In più, può al massimo controllare lo stato della lingua, che da pesantemente diventa chiara nel momento di remissione positiva dal digiuno stesso, lo stato delle urine che ridiventano di colore chiaro, lo stato dell’alito che è ridiventato gradevole, e lo stato dell’appetito, che in questa fase ritorna più o meno prepotentemente, e che si deve canalizzare verso la frutta acquosa e niente altro.
Non è facile dire quante sedute ripetute serviranno.
Potrebbero essere due o forse tre, intervallate da dieta fruttariana di tipo acquoso.

Comune terra di campo per fare i cataplasmi fangosi

Per i cataplasmi di fango, da applicare al basso ventre durante la notte e, volendo anche più volte pure durante il giorno, nei momenti infiammatori acuti, si preparano in questo modo.
Si prende della terra comune di campo o di giardino a secco, priva di fertilizzante o di altro, e si passa al setaccio, liberandola dai sassolini, ottenendo una polvere che si mette in un secchio e si mescola con dell’acqua fresca, fino ad ottenere una pasta o un fango simile alla malta.

Una malta di terra spalmabile con una spatola

Questo fango si stende poi su un panno o su una tela di cotone grande quanto un doppio cerotto, sufficiente comunque a coprire la parte del corpo che si desidera trattare.
Lo spessore può andare dai 5 mm ai 10 e anche ai 20 a seconda dei casi.
Più spessore c’è e più profonda e intensa è l’azione estrattiva del fango.
Il fango può essere anche spalmato con una spatola su un giornale quotidiano posto sul tavolo, applicando poi il tutto sulla pelle dalla parte del fango, e lasciando il giornale nella parte esterna, senza troppe smancerie e senza troppi timori di sporcarsi un po’ con la terra.
La guarigione vale sicuramente qualche lenzuolo, qualche pigiama e qualche accappatoio sporchi di terra lavabile.

Tecniche terapeutiche usate dagli antichi Esseni e dallo stesso Gesù Cristo

L’apparizione sul ventre o altrove di eventuali eruzioni, non deve spaventare ma è anzi il segnale che la cura sta funzionando al meglio. La terra utilizzata per il cataplasma, anziché essere eliminata dopo l’uso, può essere posta al sole a seccare per essere poi ancora riutilizzata nei giorni successivi.
Prima di applicare il cataplasma, sarà meglio frizionare i piedi e la parte esterna del ventre su cui l’impiastro si applicherà. Il fango deve essere freddo, ma il corpo è bene che sia all’inizio attivato e riscaldato, magari tenendo una boccia di acqua calda ai piedi. Queste operazioni risultano ovviamente facilitate nella stagione calda. Il fango si può tenere a lungo e si può rinnovare ogni ora nei casi di dolori più intensi. Trattasi di sistema terapeutico usato dai tempi di Gesù Cristo, capace di vivificare i tessuti, di normalizzare la circolazione, di decongestionare gli organi interni. Non ha controindicazioni.

L’igienismo vieta a voce ferma, alta e determinata, ogni raschiamento e ogni ablazione di cisti e tumori, qualunque sia la loro natura e dovunque sia la loro ubicazione

Cisti e tumori alle parti intime della donna vengono da sempre estirpati con sanguinarie operazioni chirurgiche, che lasciano in piedi inalterate le cause dell’affezione, la cui origine sta sempre nel disordine digerente e nella stitichezza cronica, nella vita sedentaria e nei farmaci ingeriti.
Le operazioni chirurgiche sono incapaci di ristabilire la salute in quanto sopprimono solo l’effetto di una causa che continua implacabile la sua azione.
Quindi niente raschiamenti, e tanto meno asporti di cisti e tumori, qualunque sia la loro natura e la loro ubicazione.

Il disastro del Tamiflu e di tutti i vaccini non verrà mai abbastanza demonizzato

Sicuramente la vaccinazione Tamiflu è stata un disastro per te, come per tutti del resto.
Ma nel tuo caso ha avuto una valenza negativa triplicata, per la sua delicata situazione generale.
Hai fatto bene a interrompere la cura Tapazole.
Non c’è posto per i farmaci e per drogature di tipo farmacologico in nessuna teoria o pratica igienistica, mettitelo bene in testa.

Superare la stitichezza, il sottopeso, il respiro corto e i pensieri negativi

Se manifesti problemi di stitichezza fatti una crema mescolando semi di lino messi in ammollo e pestellati assieme a susine nere secche, private del seme.
Quanto infine all’alimentazione capace di evitarti perdite ulteriori di peso, è un discorso che devi impostare ovviamente non appena sarai fuori dai problemi urgenti, e riguarderà alcuni stratagemmi ben precisi tipo la crema di avena coi semini, il pop corn coi fichi e coi datteri, i germogli, il crescione, l’avocado, la frutta secca, le patate e le patate dolci.
Ma soprattutto il respiro profondo e ritmato, nonchè il sorriso irresistibile di chi sa di aver fatto tutto il possibile per vincere e per non soccombere al male, e per non piegarsi a terapie imposte e non condivise.

L’anemia si risolve soltanto in un quadro di recupero generale

Il discorso sull’anemia va inquadrato per forza nel miglioramento generale del tuo stato di salute, e in niente altro che quello.
Passeggiate, aria, acqua, bagni, sole, respirazione (saper respirare bene è vitale in questi frangenti nei quali sei costretta a limitare il cibo in funzione dietologico-terapeutica).

Per tua conoscenza esiste anche il cosiddetto semidigiuno prolungato, che dà pure buoni risultati in tempi più lunghi

Una alternativa ai digiuni intensivi, può anche essere un lungo periodo di dieta a frutta acquosa, con inserimento della cura dell’uva, soprattutto nera, a settembre, con 2 settimane a sola uva, terza settimana a uva e mele e quarta settimana a uva, mele e fichi.
L’uva va masticata anche nei semi e nella buccia. Meglio ancora se uva da vino. Posibilmente non trattata e biologica. Ma al limite anche l’uva comune, lavata al meglio e priva di residui solforosi, può essere accettata come soluzione di seconda scelta.
Questo tipo di alternativa viene definita semidigiuno stabile, e produce risultati eliminativi notevoli, ma allungati nel tempo.

Ecografare vuol dire sfiducia e vuol dire ansia. C’è sempre tempo per le verifiche strumentali.
La guarigione ha bisogno di totale relax e di pace mentale.

I controlli ecografici si possono fare tra qualche mese, senza nessuna fretta e senza nessuna ansia.
Non hai dentro di te un diavolo che scalpita per farti morire, ma soltanto dei meccanismi logici che rispondono alle tue precise azioni, seguendo la legge di causa ed effetto.
Niente più alimentazioni assurde, niente più paure raggelanti, niente più interventi medici invasivi, niente più farmaci sballanti, niente più genitori ossessivi e stressanti, e le tue cisti non potranno che calare progressivamente fino a sparire.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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