EPENDIMOMA CEREBRALE, ASPORTAZIONI E RECIDIVE

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LETTERA

NIPOTE VENTENNE OPERATO A BOLOGNA

Carissimo Valdo, ti scrivo sperando che tu mi possa consigliare su quale strada intraprendere. Si tratta di un ragazzo che ha urgente bisogno di te. Un mese fa a mio nipote di 20 anni è stato diagnosticato un ependimoma di 2° grado piuttosto grosso al cervelletto. Era da tempo che aveva sintomi, purtroppo confusi con altre patologie. Ed è stato operato d’urgenza al Bellaria di Bologna, con operazione preceduta da un drenaggio.

OPERAZIONE RIUSCITA, CON 10 GIORNI DI RIANIMAZIONE E NECESSITÀ DI REPLICA INTERVENTO

Ci dicono che l’intervento sia riuscito e, dopo 10 giorni di rianimazione, comincia a stare meglio. Ma ora ci prospettano che tra un anno dovrà ripetere l’intervento. Non hanno infatti potuto togliere tutto per non creare danni al cervello.

PROSPETTIVE INACCETTABILI DI RADIOTERAPIA

A questo punto siamo di fronte a un bivio, che fare? I medici consigliano la radioterapia, ovviamente. L’idea di un altro intervento a noi sembra una cosa inammissibile. Già questo è stato molto pesante per lui.

UN ANNO DI TEMPO PER PENSARCI

Recentemente ho letto (oltre ai tuoi) il libro “Diventa medico di te stesso” di Giuseppe Nacci, inoltre ricordo che tu citi spesso il “metodo Gerson”. E la terapia Di Bella, magari abbinata ad una giusta alimentazione? Abbiamo tanto bisogno di capire come muoverci in questo anno di tempo che abbiamo davanti. Aiutaci Valdo, ti prego, è urgente, io ho tanta fiducia in te. Grazie.
Cinzia, da Modena

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RISPOSTA

STRADA GIÀ INTRAPRESA E PAZIENTE SOTTO CURA MEDICA

Ciao Cinzia. Devo chiarire una cosa importante. Tu non mi scrivi per una strada da intraprendere, quanto piuttosto per una strada già intrapresa. Ho detto molte volte quanto sia antipatico, imbarazzante e rischioso mettere le mani sul lavoro di altro, giusto o sbagliato che sia. È un po’ come se tu prendessi la Gioconda di Leonardo e la portassi a correggere da Tiziano. Ma persino l’ultimo falegname del rione si offende, se vai a modificare la porta che ti ha fornito, dandola in riparazione a un suo concorrente.

GIÙ LE MANI DALLA MEDICINA

Dicevo imbarazzante e rischioso. Siamo in un mondo manovrato e giostrato da un potere finanziario-sanitario che ha dalla sua le leggi, le istituzioni, la politica, i media, i governi i comuni e i ministeri. Come sai sono un filosofo salutista e quindi orgogliosamente non-medico. Non possono radiarmi dall’albo. Ma possono denunciarmi per abuso di professione medica, o per interferenza impropria nelle sacre, faccende della medicina, materia divina ed intoccabile che nessuno all’infuori dei medici dovrebbe mai sfiorare.

L’ABILITÀ CHIRURGICA È FUORI DISCUSSIONE

Ho il massimo rispetto per chi ha in cura tuo nipote. Tecnicamente parlando, non faccio fatica a pensare che si tratti dei più abili chirurghi al mondo, in termini di competenza taglia-asporta-ricuci-anestetizza. Fanno il loro lavoro con perizia e professionalità. Ma questo non mi impedisce di essere fortemente critico circa l’intervento effettuato.

NESSUNA TOLLERANZA VERSO LA CUROMANIA DEL SINTOMO

La mia posizione è tuttavia ancorata a un’idea che risulta tuttora straniera ed estranea all’uomo di strada e, a maggior ragione all’intellighenzia medica. E mi riferisco all’idea della non-cura sul sintomo. Con tutto il mio rispetto per Gerson, Di Bella, Simoncini, Hamer e chiunque venga perseguitato dal regime militar-sanitario, rimango fortemente critico con chiunque ricada negli errori della medicina, ossia nella curomania del sintomo, un vero e proprio cancro mentale.

TROPPA DISINVOLTURA E TROPPA SPERIMENTAZIONE

Tutto sbagliato e tutti a casa a seminar patate, senza fare più terribili danni a delle persone viventi. Anche i topi vanno rispettati. Fare poi odiosi esperimenti su persone sane trasformate in clienti fissi del bisturi, della chemio e del medico, non può passare liscio ed inosservato. La gente sta da anni subendo e rumoreggiando. La puoi buggerare due e cinque e dieci volte. Ma la credibilità medica scende a livello zero.

LE CAUSE NON SI CONOSCONO

Gli stessi medici ammettono apertamente di non conoscere le cause dei tumori e, in questa fattispecie, la causa degli ependimomi. Eppure si buttano a capofitto sui cervelli della gente, quasi che operare in zona cerebrale desse un tocco di ulteriore divinità chirurgica alle loro iniziative sanitarie. Si prende un giovane che avrebbe potuto benissimo rimettersi in carreggiata senza alcun intervento, e lo si trasforma in un povero diavolo costretto ad andare fuori e dentro i cancelli. Non i cancelli della palestra, della piscina, del campo di calcio o di basket o di volley, ma quelli sconfortanti e sciagurati degli ospedali.

INTERVENTI MIRATI O INTERVENTI AL BUIO?

“Il medico che pretende di curare una malattia senza conoscerne le cause è come un pilota cieco che brancola nel buio”. Frase che dovrebbe essere stampigliata a lettere cubitali all’ingresso di ogni ospedale e di ogni sala operatoria. L’hanno mai letta a Bologna o negli altri nosocomi d’Italia? Certo che no. Dopo le fatiche e le tensioni del lavoro, il medico preferisce rifugiarsi nella Gazzetta dello Sport, e non vuole sapere di altro.

DEFINIZIONE MEDICA DI EPENDIMOMA

Gli ependimomi sono tumori rari del sistema nervoso centrale tipici dei bambini piccoli. Quasi la metà dei pazienti ha meno di sei anni. In Italia si ammalano ogni anno 25-30 bambini di età inferiore ai 15 anni. Negli ultimi 5-6 anni, cioè da quando esiste un protocollo italiano per gli ependimoni intracranici in età pediatrica, ne sono stati diagnosticati e curati circa 200 in studi clinici controllati. Nel complesso, rappresentano il 10 per cento di tutti i tumori infantili al sistema nervoso centrale.

FRANCA AMMISSIONE DI IGNORANZA

Sul perché si formano si sa ben poco. Gli ependimomi hanno origine dalle cellule gliali, cioè dal tessuto connettivo del sistema nervoso che svolge una funzione di sostegno e protezione delle cellule nervose vere e proprie. In particolare si formano nell’ependima, che è il tessuto gliale che ricopre le cavità ventricolari e il midollo spinale. Possono quindi formarsi nel cervello, che è la sede più frequente, ma anche lungo il midollo spinale. I sintomi sono variabili in rapporto all’età e alla sede, oltre che alle dimensioni.

SINTOMI E DIAGNOSI TAC

La TAC è spesso il primo esame diagnostico dei pazienti con tumore della fossa posteriore perché è ampiamente disponibile negli accessi di urgenza, condizione questa in cui avviene spesso la diagnosi dei pazienti con ependimoma in seguito al il manifestarsi di sintomi da ipertensione endocranica (cefalea, vomito, instabilità della marcia, etc). Nel caso di malattia a sede sopratentoriale (cioè non nel cervelletto) i sintomi possono essere alterazioni della marcia per paresi, deficit dei movimenti oculari, cefalea, vomito, raramente crisi convulsive.

DISSEMINAZIONI RARE

In realtà la valutazione completa ed indispensabile della malattia va fatta con la RMN (risonanza magnetica nucleare) che è indagine atta a definire le dimensioni della neoplasia, i rapporti con le strutture circostanti del sistema ventricolare e del cervelletto, e l’eventuale disseminazione a livello dell’encefalo e del midollo, presente molto raramente nei pazienti affetti da ependimoma (meno del 10%).

RISONANZA MAGNETICA POST-OPERATORIA

Successivamente alla terapia chirurgica, che deve essere affrontata in centri altamente specializzati, e che vedono cioè un numero elevato di pazienti con neoplasie cerebrali in età pediatrica ogni anno, le indagini di cosiddetta “stadiazione” che si compiono in ogni situazione di tumore, devono essere completate dalla RMN post-operatoria e dalla rachicentesi. Nel caso dell’ependimoma, infatti è molto importante per la prognosi (cioè per il destino ultimo del paziente) la completezza dell’intervento e, pertanto, la RMN post-operatoria è un esame fondamentale da cui può dipendere anche la decisione di riaffidare il paziente al chirurgo per un nuovo intervento.

ASPORTARE SIGNIFICA GUARIRE, NELLA ABERRANTE LOGICA CHIRURGICA

La natura del tumore (alcuni sono più maligni di altri) e la possibilità di asportarlo totalmente hanno un grosso ruolo nelle speranze di guarigione. Il trattamento successivo alla chirurgia prevede la radioterapia e talvolta la chemioterapia. Gli ependimomi possono recidivare e talvolta anche disseminare nel sistema nervoso centrale.

UNA MEDICINA INTERNAZIONALE SCIUPA-SOLDI E SCIUPA-RISORSE

Il prossimo protocollo europeo che si propone di curare oltre 400 bambini affetti da ependimoma intracranico e di raccogliere i dati per quelli ad insorgenza spinale ed extra-assiale (cioè ad insorgenza al di fuori del sistema nervoso), baserà molto delle sue strategie sui risultati dei protocolli italiani sperimentati e pubblicati in questi anni. Verrà inoltre creato un consorzio biologico con lo scopo di condividere il materiale per approfondire specifiche linee di ricerca che hanno caratterizzato l’attività di diversi gruppi europei in questi anni, tra l’altro, per la parte italiana, anche con il finanziamento della Fondazione Neuroblastoma.

IL VUDUISMO NULLA HA DA INVIDIARE ALLA MEDICINA MODERNA

Si parla di medicina avanzata e di progetti formidabili. Quasi che tutti noi dovessimo tirare un sospiro di sollievo di fronte a tanta rassicurante scienza. La realtà dice invece che la medicina sta franando su tutti i fronti. Una degenerazione che la fa precipitare ai tempi oscuri del tardo Medioevo. Solo che nel Medioevo il paziente veniva al massimo sottoposto a degli esorcismi. Oggi viene trasformato in un oggetto vivente da esperimento. Farsi tagliare, scarnificare, suturare, in vista di altri interventi a scadenza, con tanto di radioterapia e chemioterapia, con tanto di dipendenza ossessiva e dopante da farmaci, non può significare guarire in nessuna lingua del mondo, né può considerarsi intervento salva-vita o intervento più avanzato rispetto a una qualsiasi tecnica voodoo.

FACCIAMO QUALCHE PASSO INDIETRO PER CAPIRCI MEGLIO

Pochi al mondo si ricordano che nel 1931 il dr Otto Heinrich Warburg (1883-1970) venne premiato del Nobel per la medicina. Aveva scoperto la causa primaria del cancro e delle malattie intermedie, spiegandola con chiarezza e concisione in una tesi intitolata “La causa principale e la prevenzione del cancro”. Perché mai questo non è mai stato reso di pubblico dominio? Perché mai le sue ricerche sono state insabbiate? Evidentemente davano fastidio a troppa gente. Ce lo ricorda opportunamente l’amico Sebastiano Tringali nel suo ottimo sito www.scuoladellasalute.it

MANCANZA DI OSSIGENO E ACIDOSI UGUALE CANCRO

Per il dr Otto Heinrich Warburg, la mancanza di ossigeno e l’acidosi sono le due facce della stessa medaglia. Quando c’è l’una, inevitabilmente c’è anche l’altra. Le sostanze acide respingono l’ossigeno, mentre le sostanze alcaline attraggono l’ossigeno. Ciò significa che un ambiente acido è sempre un ambiente privo di ossigeno.

ACIDOSI ED IPOSSIA VANNO A BRACCETTO

L’acidità espelle l’ossigeno delle cellule. I tessuti tumorali sono tessuti acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini. Nel suo libro “Il metabolismo dei tumori” Warburg ha dimostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali, che sono A) Acidosi (eccesso di acidità) e B) Ipossia (mancanza di ossigeno).

CELLULE NORMALI AEROBICHE E CELLULE CANCEROGENE ANAEROBICHE

Tutte le cellule normali sono aerobiche, per cui hanno un bisogno assoluto di ossigeno. Le cellule cancerogene invece sono anaerobiche e vivono senza ossigeno, alimentate dal solo glucosio. Privare le cellule normali del 35% del loro ossigeno per 48 ore può convertirle in cancerose. Secondo Warburg, il cancro è conseguenza di una alimentazione anti-fisiologica (dieta a base di cibi acidificanti) e di uno stile di vita anti-fisiologico (vita sedentaria).

QUALI I CIBI PEGGIORI PER AGGRAVARE IL CANCRO

In sintesi, le cellule sane vivono e funzionano normalmente in ambiente alcalino ed ossigenato. Quelle cancerose invece vivono in ambiente estremamente acido, privo di ossigeno e ricco di glucosio raffinato ed acidificante. Quali i cibi peggiori, quelli che acidificano di più?

  • Zucchero raffinato (pH 2,1, altamente acidificante, privo di nutrienti ma apportatore di sole calorie vuote),
  • Carne di tutti i tipi e pesce di tutti i tipi,
  • Latte dio mucca e latticinio,
  • Sale da cucina e integratori salini sintetici,
  • Farine raffinate (pane, pasta, pizza, biscotti),
  • Bevande gassate e cole,
  • Prodotti da forno (con grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti),
  • Caffeine e theine,
  • Alcolici,
  • Fumo,
  • Farmaci,
  • Cibi cotti,
  • Conserve e scatolame (conservanti, colorantio, aromi, stabilizzanti),
  • Cibi confezionati e imbustati.

IL CIBO SPAZZATURA È MICIDIALE

Tenete a mente che nel moderno stile di vita alimentare, questi cibi vengono consumati circa cinque volte al giorno, per 365 giorni l’anno! È interessante notare che tutti questi alimenti sopra menzionati, sono tutti anti-fisiologici, anti-salutistici! Il nostro corpo non è stato progettato per digerire tutta quella spazzatura!

ALIMENTI AMICI ED ALCALINIZZANTI

  • Tutte le verdure crude, apportatrici di clorofilla, di acqua biologica e di ossigeno,
  • Tutta la frutta, incluso il limone che con un pH di 2,2 alle origini, diventa altamente alcalinizzante all’interno del corpo (la frutta apporta succo zuccherino, acqua biologica, flavonoidi e intense onde vibrazionali),
  • Tutti semi, altamente alcalinizzanti come le mandorle,
  • Cereali integrali (miglio, saraceno, quinoa in prima linea come alcalinizzanti e privi di glutine, ma anche gli altri cereali, cotti al minimo meritano inclusione coi dovuti limiti quantitativi),
  • Esercizio fisico ed aerobica.

LA MORTE È UNA SATURAZIONE ACIDA DEL CORPO

Il dr George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più quotati del mondo, dichiara senza mezzi termini che “Tutte le morti erroneamente chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di una saturazione di acidi nel corpo. Al contrario, è assolutamente impossibile per un cancro proliferare nel corpo di una persona che si liberi della sua acidità, nutrendosi con alimenti che producono reazioni metaboliche alcaline e aumentano il consumo di acqua pura, e che, a sua volta, evitano i cibi che causano acidità e tossicità”.

VIVERE SIGNIFICA LOTTARE CONTRO LA RITENZIONE IDRICA E CONTRO LA RITENZIONE DI ACIDO

Nel complesso il cancro non è contagioso, né ereditario. Ciò che si ereditano sono le cattive abitudini alimentari, ambientali e gli stili di vita. Sono quelli che producono il cancro”. Henry Louis Mencken ha scritto che “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido. Invecchiamento, mancanza di energia, malumore e mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, arteriosclerosi e calcoli non sono altro che conseguenze dell’accumulo di acidi”.

UNA DELLE COSE PIÙ ACIDIFICANTI AL MONDO È LA CHEMIO

Il dr Theodore A. Baroody dice, nel suo “Alcalinizzare o Morire”, “In realtà non importano gli innumerevoli nomi dati alle malattie. Ciò che conta è che esse provengono tutte dalla stessa causa, ossia da un eccesso di residui acidi nel corpo”. Il dr Robert Young, ha dichiarato che “La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che esso deve ricorrere immediatamente alle sue riserve alcaline per neutralizzare quest’eccesso di acidità, sacrificando i minerali di base (calcio, magnesio, potassio) depositati in ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli”. Questo è il motivo per cui viene osservata una tale degradazione nelle persone che ricevono questo trattamento, e tra i molti altri disturbi, si nota chiaramente la caduta rapida dei capelli.

CHIRURGIA SIGNIFICA CHEMIO, E CHEMIO SIGNIFICA DANARO

Per il corpo non significa nulla rimanere senza i capelli, ma un pH acido significa la morte. È necessario ripetere ancora che queste informazioni non vengono pubblicizzate perché l’industria del cancro e la chemioterapia sono uno dei maggiori business miliardari che esistono oggi? Che cosa deve essere detto ancora? Che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono una stessa entità. Viviamo dunque in un mondo disegnato e congegnato per farci ammalare.

COERENZA E SCELTA DI CAMPO

Spero di non averla fatta lunga. Mi chiedi basilarmente che fare nei 12 mesi che corrono tra l’intervento già avvenuto e quelli prossimi venturi. Una specie di interludio annuo. Un distacco provvisorio dalla medicina, per tornare alla stessa allo scadere dell’anno. Questo passare da una scuola all’altra fa capire che manca chiarezza, manca fiducia, manca coerenza. Francamente parlando, non credo che ballonzolare tra medicina convenzionale e terapie alternative sia produttivo e utile. Non si capirebbe nemmeno a chi attribuire eventuali risultati positivi o eventuali risultati negativi, lasciando voi stessi e i vostri terapisti in totale confusione. Molto meglio fare una scelta netta di campo, preceduta da adeguata preparazione e riflessione.

QUI C’È DI MEZZO LA VITA DI UN RAGAZZO

Ricordo che qui non si tratta di strappare qualcosa dalle mani di altri concorrenti. Un ragazzo di 20 anni non può essere oggetto di contesa mercantilistica. Posso soltanto dire che il pacchetto igienistico-naturale che ho messo a libera disposizione del pubblico nel mio blog vale per tutti, sani, malati, malati provvisori, operati e non operati. Nessuna magia e nessun vuduismo, ma semplice restituzione al sistema di funzionalità epatico-renale-digestiva, di fluidità ematica e linfatica e di reattività immunitaria.

TESINE A SOSTEGNO

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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