FESTA DEL CANE E FESTA DEL MAIALE

LE PEGGIORI BELVE NON STANNO NELLA FORESTA MA NELLE CITTÀ E NELLE CAMPAGNE

La parola festa dovrebbe far pensare a qualcosa di allegro, di sereno e di gioioso per tutti. Stessa cosa per festival, per festoso, per aria di festa. Succede invece che questi termini assumano sempre più inquietanti e sinistri significati. Fare la festa a qualcuno vuol dire infatti farlo fuori letteralmente, eliminarlo, massacrarlo senza alcuna pietà e senza alcun rimorso di coscienza.

Basta andare alle varie feste religiose in Malaysia ed Indonesia, dove ogni anno si sgozzano impietosamente sulla pubblica piazza, in onore a un dio mitico, assente, indifferente ed improbabile, migliaia e migliaia di tori e di mucche. Basta andare alle sagre paesane di mille località rurali italiane dove nulla cambia. Dove i preti cattolici danno la benedizione con l’Acqua Santa a macelli e macellerie. Dove si proclamano feste del cavallo, della rana, dell’oca, del gambero e del cinghiale. Dove al centro delle rispettive manifestazioni sono posti i vari animali di turno, come autentiche vittime sacrificali a soddisfare l’ingordigia e la voracità patologica di uomini degeneri e svuotati di ogni principio etico, morale, ecologista e salutistico.

ONDATA DI PROTESTA PER IL FESTIVAL DEL CANE A YULIN

È di questi giorni una ondata di scalpore e di proteste animaliste in Italia per il Yulin Dog Day, festival della carne canina, che si tiene annualmente a fine giugno nella città di Yulin, regione del Guangxi. “Ma questi cinesi sono proprio cinici, insensibili ed incivili! Come si fa a maltrattare i cani? Bisogna essere proprio senza cuore. Pare che ne ammazzino dai 10 ai 20 milioni ogni anno! Che barbarie!”

OGNI FORMA DI VIOLENZA VA DENUNCIATA E STRONCATA

In linea generale sì, sono d’accordo sul termine barbarie, e non intendo assolvere o scusare i cinesi che si concedono queste pratiche disgustose. La violenza contro i minori e gli indifesi di qualunque specie, dovunque accada e in qualunque circostanza avvenga, va deplorata e biasimata senza attenuanti.

Devo però rilevare che sono stato centinaia di volte in Cina e mai mi è successo di imbattermi in questo tipo di odiosi fenomeni. I cinesi non mi paiono per niente inferiori a noi sul piano culturale, sul piano della sensibilità e del buon senso. Per non dire poi di Hong Kong dove è espressamente e severamente vietato l’utilizzo e il commercio di carne canina.

O forse faranno le cose proibite, le cose brutte e le cose imbarazzanti di nascosto, lontano dagli occhi e lontano dal cuore. Anche da noi le stragi giornaliere avvengono ma non si vedono. La gente circola e si muove, va a scuola, va al lavoro, va in vacanza, mentre accadimenti tanto ignominiosi e abominevoli quando ignorati e mentalmente rimossi hanno luogo nei paraggi, e nessuno muove un dito affinché la situazione cambi radicalmente.

L’ABBATTIMENTO DI UN ELEFANTE PER LE SUE ZANNE D’AVORIO È UNO DEI PEGGIORI CRIMINI DELL’UOMO

Dal punto di vista statistico, considerando che ci sono 1,4 miliardi di abitanti, risulta che in Cina viene mangiato 1 cane/anno ogni 100 abitanti. In Korea del Sud se ne consumano 2,5 milioni/anno su una popolazione umana di 50 milioni, con 2 cani ogni 100 abitanti.

Qualcuno potrebbe pensare che sono di parte, avendo moglie cinese di Hong Kong. Ma non sono mai stato tenero con le cose sbagliate ed inguardabili che avvengono pure da quelle parti. Ho sempre criticato duramente l’attitudine dei cinesi a usare diffusamente l’avorio, dando così spazio ai massacri di elefanti. Stessa cosa per le corna di rinoceronte usate negli intrugli della medicina cinese. È un fatto poi che la Cina degli anni scorsi non abbia dimostrato particolare attitudine per la causa animalista, pur vantando grandi filosofi come Lao Tzu e grandi scuole etiche, come il Taoismo, il Buddhismo, i monaci tibetani e i monaci Shaolin.

CARNE DI MAIALE IN CIMA ALLE PREFERENZE

In questi ultimi anni esiste una tendenza insidiosa a mangiare più carne e meno riso, come segno di distinzione, di ricchezza e di modernità, favorita dall’ingresso massiccio nel paese delle multinazionali dei macelli e delle grandi catene alimentari tipo McDonald’s, Burger King e simili. In Cina si mangia metà della carne di maiale prodotta in tutto il mondo, e anche questo la dice lunga. Non è un caso che il WH Group abbia comprato nel 2013 per una cifra record di oltre 7 miliardi di dollari la Smithfield Foods americana, maggiore produttrice mondiale di carne suina. Eppure, gli ultimi aggiornamenti da Pekino e Shanghai parlano di buone e grandi speranze per ambiente, salute e animali.

MA ESISTE ANCHE UNA CRESCENTE TENDENZA DEI GIOVANI CINESI ALL’ETICA DEL RISPETTO PER L’ANIMALE, LA NATURA E L’AMBIENTE

In parallelo alla citata tendenza carnivorista, peraltro del tutto insostenibile, ce n’è un altro che si va sempre più affermando, proprio per ragioni etiche, salutiste e, soprattutto, ambientali. È il boom del popolo vegetariano, che sta crescendo a tal punto da influenzare il mercato.

I prodotti veg diventano infatti sempre più presenti nei supermercati e anche i ristoranti vegetariani e vegani sono in aumento. Esempi sono il Gingko Tree Café di Pechino, dove si possono gustare persino cookies e tiramisù preparati senza uova e latte e il Pure Lotus, che serve piatti a base di tofu, soia e verdure locali.

Si tratta, quindi, di una controtendenza tangibile, che cresce soprattutto nelle grandi città del Paese. Il merito è di una nuova ondata di consumatori consapevoli. Sono principalmente giovani, stufi di vivere soffocati dall’inquinamento. Per Long Kuan, attivista vegetariano cinese, i tempi stanno davvero cambiando. I giovani cinesi vogliono essere eco-friendly e compassionevoli. Hanno davvero a cuore l’ambiente e la qualità della vita, per via dell’inquinamento. E amano inoltre le creature di questo pianeta, dagli animali agli alberi.

LACRIME FALSE CHE NON COMMUOVONO NESSUNO

Tornando al cosiddetto scandalo dei cani in Cina, ho provato fastidio e disgusto per questo scagliarsi contro la Cina e contro l’Asia, quasi che l’Italia avesse il diritto di ergersi a bastione dell’etica e dei diritti degli animali perseguitati del pianeta. Il classico esempio biblico di chi vede un fuscello nell’occhio degli altri e non si accorge della trave esistente nei suoi occhi. In Italia, e anche altrove in Europa e America, faremmo meglio a starcene almeno zitti.

STESSIMO ALMENO ZITTI, FAREMMO UNA FIGURA MIGLIORE

Ma le reti televisive nazionali e regionali, le stesse che difendono e diffondono 24 ore al giorno le diete carnivore, ne hanno fatto un caso di “coscienza e di civiltà”. Italia brava, bella, virtuosa, sana e geniale da un lato, e Cina brutale e crudele dall’altro? Andiamoci piano, molto piano. L’Italia ha 700 mila lavoratori assegnati ad allevamenti e macelli, a concerie e industrie di trasformazione, e 15 mila addetti alla pesca.

Il suo Agroalimentare parla addirittura di capolavori italiani di genialità e ingegno, riferendosi non tanto alle opere di Leonardo da Vinci e dei suoi tanti artisti del passato, ma a zamponi, mortadelle, prosciutti, salami, formaggi, speck e vino doc, oltre che dolciumi, pasta, pizza, panettoni, gelati, grissini, caffè, grappe e digestivi, coi quali l’Italia pretende di conquistare e di soggiogare culturalmente e gustativamente il pianeta mentre, operando senza orientamenti salutistici all’insegna della cadaverina, della caseina, della caffeina, dell’alcol, dello zucchero industriale e dell’amido cotto, rischia di guadagnarsi lo scettro di Primo Ammalatore mondiale, ingrossando a dismisura le fila di malati cronici, con grande riconoscenza da parte dei fabbricanti di farmaci e vaccini.

IL BEL PAESE È IN REALTÀ DIVENTATO UN BRUTTO PAESE

Un cane all’anno ogni 100 abitanti in Cina? In Italia un maiale intero all’anno per ciascun abitante. In Italia una persona di 80 anni consuma in media nella sua vita 1400 animali, escludendo pesci e crostacei. In Italia si uccidono 850 milioni di volatili/anno. In Italia si strappano in modo ignobile e vergognoso un milione e mezzo di vitellini/anno alle loro rispettive madri per rifornire di latte bovino una popolazione incollata ed oberata dalla caseina. In Italia si macellano 5 milioni di bovini/anno o 14 mila al giorno, metà nazionali e metà importati. In Italia si fa strage di 13 milioni di suini/anno.

Essere ammazzati anche nel modo più gentile possibile non è mai una passeggiata. Se poi venissimo sgozzati e gettati ancora vivi nell’acqua bollente, come succede a queste creature innocenti e sensibili, troveremmo davvero difficile definire i nostri carnefici come persone civili. In Italia ci si ingozza pure di 23 kg di pesce pro-capite/anno. Sempre una questione di reti, uncini, ami, fiocine, cannoncini lancia-arpioni. Non si fa strage di foche, di otarie e di pinguini soltanto per motivi climatici, altrimenti saremmo tra i primi anche in questo.

ORRORI A RIPETIZIONE NELLE SAGRE PAESANE SOVVENZIONATE DAI COMUNI

Quanto alla giornata del cane allo spiedo che si tiene a Yulin, le feste paesane d’Italia dedicate in genere al santo patrono abbondano di sinistre esecuzioni di bufali, tori, mucche, cavalli, asini, muli, suini, cinghiali, capretti, caprioli, pecore, montoni, conigli, oche, tacchini, anatre, colombe, pesci, anguille, rane, serpi, uccelli, lumache, gamberi. Leccornie a base di carne animale, annaffiate con birra o con vino doc.
Brilliamo in realtà per le nostre clamorose assenze. Non siamo più campioni del mondo che si distinguono nel calcio, ma ancor meno siamo campioni del mondo in etica animalista.

L’AUSTRALIA AD ESEMPIO, GRANDE E STRARICCO PAESE, NON BRILLA AFFATTO PER COMPORTAMENTI ETICI

Non è che gli altri paesi stiano molto meglio di noi, questo è vero. In Australia la popolazione umana è di gran lunga sovrastata dai bovini, allevati non certo per disinteressata amicizia. Gli stessi canguri vengono inseguiti per la loro carne. Eppure questo paese è straricco di risorse vegetali, oltre che in grado di primeggiare in tecniche all’avanguardia nella produzione di cereali integrali, semini, frutta secca. Eppure questo paese coltiva ogni ben di Dio, dalle fragole, alle ciliegie, ai kaki, alla uva, agli avocado, ai manghi e persino ai durian. A dimostrazione che la miopia carneo-casearia impedisce di ragionare, facendo male ad autostima e reputazione, abbruttendo il fisico ed ottenebrando pure lo spirito.

LA CARNEFICINA CONTINUA INALTERATA TUTTI I GIORNI

La realtà nuda e cruda è che il mondo intero sta precipitando nella fossa. Senza una visione spirituale i popoli periscono. 7000 creature innocenti vengono barbaramente uccise allo scandire di ogni singolo secondo, 24 ore al giorno e 360 giorni all’anno. Si parla di 1,3 miliardi di bovini, 1 miliardo di suini, quasi 3 miliardi di ovini e caprini, 12 miliardi di galline e di pollame vario, per un totale di 50 miliardi e oltre di vittime innocenti stroncare ogni anno, che diventano 150 miliardi se includiamo le creature marine.

Una carneficina infinita ed allucinante. Tutto questo viene accettato supinamente quasi fosse una cosa pacifica e normale, mentre a qualcuno disturba fortemente la sorte dei cani e dei gatti. Ci si dimentica che lo specismo, cioè la discriminazione tra i vari animali, è stretto parente della discriminazione razziale hitleriana.

LE DIECI AZIENDE PIÙ BRAVE NELL’ARTE DI UCCIDERE

Le 10 aziende più attive nel settore carni sono per ordine di importanza

  1. JBS-Brasile (38,7 miliardi di US$ di fatturato)
  2. Tyson Foods-USA 33 miliardi
  3. Cargill-USA 33 miliardi
  4. Smithfield-USA, ora venduta al gruppo cinese WH Group, 15 miliardi
  5. BRF-Brasile 14,9 miliardi
  6. Vion-Germania 13,2 miliardi
  7. Marfrig-Brasile 12,8 miliardi
  8. Nippon Meat Packers 12,8 miliardi
  9. Hormel Foods-USA 12,8 miliardi
  10. Danish Crown Amba 10,3 miliardi.

Il gruppo italiano Cremonini, coi suoi 11000 dipendenti, inclusa la sua rete di bar-ristoranti Chef-Express associati alla McDonalds presso le stazioni FFSS, viaggia al ritmo di 4 miliardi/anno.

ARIA DI FESTA A SAN DANIELE DEL FRIULI

In concomitanza con il Yulin Dog Day, dal 22 al 25 giugno c’è un altro grosso evento, chiamato Aria di Festa (non certo festa per milioni di suini massacrati annualmente in zona) ed avviene proprio dalle mie parti, a San Daniele del Friuli, con tanto di enfasi e di pubblicità. Massiccio appoggio mediatico e istituzionale. Per l’occasione si è pure inaugurata una linea ferroviaria locale con tanto di degustazioni a bordo dei treni, a base di prosciutto crudo e di vino doc del Collio, autentiche religioni intoccabili di questa terra, quasi non esistesse niente di meglio al mondo che sgozzare maiali, salarli, conservarne gambe e cosce per appenderle dai soffitti come preziosi doni divini. Se i suini facessero le stesse cose a noi uomini come li chiameremmo? Il minimo sarebbe “mostri abominevoli privi di cuore e di anima”.

SANGUE NELLE FALDE ACQUIFERE E ARIE MEFITICHE NELLE CAMPAGNE

Sul manifesto della Festa leggo quanto segue: “A piedi o in bici è bello perdersi in mezzo alla natura incontaminata, ammirando pure opere d’arte senza tempo. Sono tanti i modi in cui vivere la nostra festa e il territorio del prosciutto per eccellenza, sia che siate amanti del movimento e dell’avventura, o che siate interessati a storia e cultura. Ce n’è insomma per tutti i gusti.”

Silenzio assoluto sulle arie mefitiche rilasciate da deiezioni, da liquidi organici, da sangue e sofferenza di creature eliminare brutalmente. Se gli artisti del prosciutto si svegliassero dal loro malefico spirito di sopraffazione del debole e dell’indifeso ed imparassero in alternativa l’arte di coltivare biologicamente ciliegie, mirtilli, zucche, carote, cipolle, patate, cavoli, e cereali con poco glutine, la natura sarebbe davvero felice ed incontaminata.

TRA I MIGLIORI CLIENTI LA CITTÀ DEL VATICANO

San Daniele è un grosso business. San Daniele significa oltre 30 aziende riunite in consorzio nato nel 1961, dotato oggi di 4000 allevamenti e 70 maxi-macelli sparsi in Friuli e e nelle maggiori regioni d’Italia, con un fatturato di 300 milioni di Euro nel 2017. Tra i migliori clienti il Vaticano, dove cardinali e papi dimostrano senza alcun imbarazzo di essere eccellenti buongustai, nel senso che prediligono il San Daniele crudo, abbinato al Merlot e al Cabernet.

Trecento milioni di Euro, ovvero 3 milioni di banconote da 100 Euro. Tutta quella sporcizia e quella sofferenza per una banale e mediocre questione di danaro. Le banche corrotte e libere di creare moneta e di fare signoraggio finanziario e monetario, produrrebbero questa somma in un batter d’occhio. Vale davvero la pena di mandare al patibolo milioni di creature, rovinando l’aria, l’acqua, la serenità, l’autostima, la salute e persino il karma spirituale, per una somma di danaro realizzata in modalità sporche, ignobili ed incivili? Non sarà forse il momento di stancarsi di compiere delitti assurdi e inutili? Non sarà forse il momento di fare un passo avanti nella propria evoluzione?

ECCELLENTI DOTI IMPRENDITORIALI MESSE AL SERVIZIO DI UNA PENOSA ED AVVILENTE VIOLENZA

San Daniele è anche una bella cittadina con una notevole storia. Per secoli è stato il 3° gran mercato della regione friulana dopo quelli di Aquileia e Cividale, a dimostrazione del dinamismo e della capacità imprenditoriale dei sandanielesi. Avrebbero sfondato in qualsiasi attività economica adottata. Peccato davvero che abbiano scelto il campo più avvilente che è quello della violenza cinica e pianificata contro un animale simpatico e sacro come il maiale, una creatura che nulla ha meno del cane per meritarsi una sorte talmente disgraziata, una creatura che in libertà si ciba di ghiande, di patate, di mais, di funghi e di tartufi, una creatura pulitissima e intelligente che sa riconoscere il suo padrone in mezzo a una folla di migliaia di persone, dimostrando grandi doti di amicizia, di sensibilità, di affetto e di riconoscenza.

Valdo Vaccaro