GAMMOPATIA MONOCLONALE, CATENE KAPPA E TANTA PAURA

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LETTERA

STRESS E PAURA MI STANNO TORMENTANDO

Buongiorno caro Valdo, sono Tiziana da Ciampino, ho 45 anni e come tutti quelli che ti leggono, scrivono, ammirano e cercano di seguire i tuoi consigli, anch’io ti ringrazio per il tempo, la serietà e la pazienza che ci dedichi ogni giorno. Grazie. Ho deciso di mandarti questa mail perchè non ho trovato nulla di specifico e sopratutto perché non riesco a mantenere la dovuta calma e serenità in questo momento, anche se so, per esperienza personale, quanto danno portano lo stress e la paura.

DIAGNOSI DI GAMMOPATIA MONOCLONALE

Sono vegetariana tendente vegana (piccoli peccati di uova e formaggi in caso di pasti fuori casa) ed ho considerevolmente aumentato la quantità di frutta e verdura cruda da quasi due anni. In particolare da quando, a seguito di esami del sangue periodici (marzo 2010), mi è stata riscontrata una gammopatia monoclonale (5,5% dall’Elettroforesi Proteica).

SCARSE SPIEGAZIONI E UNA SERIE IMPRESSIONANTE DI ESAMI

Da qui panico, paura e delusione, con la medicina ufficiale che non ha grandi spiegazioni. Ed anche di quella omeopatica (che seguivo da anni), priva pure essa di idee e di soluzioni. Ti preciso che venivo da un anno 2009 terribile dal punto di vista emotivo e fisico, con malattie e lutti in famiglia, tanto che a novembre mi venne la pitiriasi rosea di Gibert per la quale presi pure del cortisone. Dall’ematologia del Prof Mandelli prima e da quella del Policlinico di Tor Vergata poi (dove sono al momento seguita), ho dovuto fare una quantità impressionante di esami tra ecografie, RX, esami delle urine e del sangue di tutti i tipi e generi (malattie genetiche, HIV, epatiti, e così via).

AUMENTO DELLE CATENE KAPPA E ALTRO PANICO SUPPLEMENTARE

Sto facendo controlli ogni sei mesi e, da quelli di novembre, sembrava che tutto fosse stabile (5,1% E.P. e catene Kappa e Lambda libere nel siero regolari). Ieri ho ritirato le nuove analisi e nonostante una diminuzione dell’E.P. al 2.8% c’è stato un aumento eccessivo delle catene kappa (4 volte). Ti confesso che non sono riuscita a rimanere calma e serena, anzi sono di nuovo entrata nel panico! E giovedì 5 Luglio avrò la ennesima visita di controllo.  Temo le loro facce, le loro parole, i loro commenti ed anche le decisioni che dovessero prendere in merito.

COME PUÒ ESSERE CHE A UN NETTO MIGLIORAMENTO DEGLI STILI DI VITA CI SIANO DEI PEGGIORAMENTI NEI VALORI?

Ma cosa sono questi valori e perchè nonostante il mio miglioramento nello stile di vita e nelle scelte alimentari c’è stato un drastico cambiamento? Spero proprio che le tue valutazioni e parole possano aiutarmi a capire e non avere paura. Ti preciso che il mio schema alimentare cerca di seguire i tuoi consigli anche se non riesco a mangiare sempre la frutta il pomeriggio perchè finisco il pranzo verso le 15,00. Ho ancora (li ho sempre avuti) problemi intermittenti di gas intestinali e feci spesso molli, e l’ansia non aiuta il mio intestino!

CARNE E PESCE PUZZANO E MAI PIÙ ENTRERANNO NEL MIO ORGANISMO

Leggendo le tue tesine ed il tuo libro ho avuto solo la conferma di quello che sentivo dentro. La sofferenza di un essere vivente non può portarci alcun appagamento di stomaco. Non mi manca la carne o il pesce, anzi il puzzo ora mi sembra insopportabile! Ma per mantenere i rapporti familiari e accettare qualche invito mi capita, non spesso, di mangiare prodotti con uova e latticini, o qualche dolcetto. Ho eliminato il caffè e lo zucchero. Non mancano a fine pasto frutta secca e semini.

SPERO IN UNA RISPOSTA PRIMA DEL 5 LUGLIO

Spero veramente di ricevere una tua risposta e sarebbe un regalo riceverla prima della visita del 5 luglio, ma so che sei in Asia e che tante richieste attendono il tuo consiglio. Grazie anche solo se l’avrai letta e spero di poter venire alla conferenza di Settembre a Roma presso l’AVA, dove ho già avuto il piacere di sentirti. Con stima e gratitudine.
Tiziana

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RISPOSTA

CATENE KAPPA E IMMUNOGLOBULINE

Ciao Tiziana, sto a Kaohsiung, sud di Taiwan, e tra poche ore dovrò riprendere un bus per l’aeroporto di Taipei, dovendo procedere per Manila via Hongkong. Rinuncio al sole e alla frutta locale, per rispondere alle tue domande. Parlare di catene Kappa significa parlare di immunoglobuline. Trattasi di valori usati nella diagnosi di malattie del sistema linfatico, quell’insieme di organi che produce i linfociti B (produttori di anticorpi difensivi) e i linfociti T (produttori non di anticorpi ma di altre sostanze difensive). Le immunoglobuline umane sono formate da 4 porzioni, a due a due uguali fra di loro, dette catene pesanti e catene leggere. Le catene leggere sono Kappa o Lambda. Le 5 classi di immunoglobuline IgG, IgA, IgD, IgE e IgM differiscono per quanto riguarda le catene pesanti. Le Ig  piu’ rappresentative le IgG (800-1600 mg/dL), le IgA (90-400) e le IgM (40-230). Le IgD e IgE hanno dunque esigua rilevanza.

LA SALUTE È SEMPRE UNA QUESTIONE DI DELICATI EQUILIBRI

Le cellule B individuali esprimono le catene leggere Kappa o Lambda, ma mai entrambe contemporaneamente. Alcuni tipi di linfoma, come il mieloma multiplo, raro tumore osseo, sono connotate da eccessiva produzione di globuli bianchi e di conseguente precarietà nella produzione di eritrociti o globuli rossi del sangue. Il solito problema dell’equilibrio. Pochi leucociti significano precarietà linfatica ed immunitaria, troppi leucociti significano leucemia.

LA GAMMOPATIA MONOCLONALE NON È UN DATO FISSO ED IMMUTABILE, NÉ TANTOMENO UNA CONDIZIONE IRREVERSIBILE

La gammopatia monoclonale, come del resto tutte le anomalie, non è un dato fisso ed immutabile, non è qualcosa di stabile e di definitivo, e varia a seconda di come e dove viviamo, del clima atmosferico e delle situazioni di calma o di stress che ci coinvolgono. Tanto che gli ematologi tendono a non prescrivere cure (non ne hanno nemmeno diserie ed efficaci, in verità), ma soltanto a pretendere esami di controllo ogni 4-6 mesi per diversi anni, onde soddisfare la loro curiosità e la loro sospettosità verso la evoluzione delle anomalie riscontrate, potenzialmente capaci di degenerare in mieloma, ossia tumore che si sviluppa sul midollo osseo, per aumento incontrollato di cellule plasmatiche.

I VIRUS ESOGENI NON DOVREBBERO MAI SUPERARE LE NOSTRE STRAORDINARIE DIFESE

La capacità dell’immunoglobulina di riconoscere le proteine estranee (quelle non-self), come batteri strani e virus altrui penetrati nel nostro ultraprotetto sistema solo grazie alla nostra imbecillità (vedi alimentazione carnea ed alto-proteica, responsabile ad esempio dell’encefalopatia da Mucca Pazza), e quindi di legarle e distruggerle, è affidata alla produzione di catene variabili capaci di catturare l’antigene invasore.

L’INTERO PROBLEMA BATTERICO-VIRALE STA NELLA PULIZIA INTERNA E NEL SANGUE FLUIDO

Queste teorie super-sofisticate, ed anche alquanto fumose degli ematologi, puntano sempre a focalizzare sull’invasore, e sul contagio. Scarsa e nulla attenzione verso il problema centrale dei virus endogeni, quelli prodotti internamente dalla nostra normalissima moria cellulare, che rappresentano forse il 98%, e quindi il nocciolo dello stock virale umano (75-100 trilioni di cellule producono diversi miliardi di detriti cellulari al giorno, ovvero polvere cellulare morta e disintegrata dai becchini cellulari detti lisosomi). Ovvio che i nostri virus non rappresentano un pericolo, fin quando il nostro corpo funziona normalmente con sangue fluido e con metabolismo rapido ed efficiente.

SIAMO NOI LA MALATTIA VERA, ALTRO CHE VIRUS E BATTERI

Ogni volta che adottiamo politiche alimentari assurde ed incompatibili col nostro disegno bio-chimico, andiamo a mettere in crisi l’organismo e ad impigrire il sistema linfatico, per cui il materiale virale, anziché trovare pronta espulsione come normalmente avviene, rimane all’interno e crea evidenti ostruzioni. Nulla a che vedere con spaventevoli e riproducenti mostriciattoli, ma sempre materiale deceduto che si accumula per sovrapposizione e per sommatoria (mai per moltiplicazione).

TUTTO IN REGOLA CON LE IMMUNOGLOBULINE POLICLONALI

In condizioni fisiologiche sane, le molecole immunoglobuliniche sono diverse tra loro. Oltre che comprendere le 5 classi sopra citate, all’interno della loro classe è presente in innumerevoli combinazioni (pari al numero dei differenti antigeni che ne hanno indotto la sintesi) la porzione immunoglobulinica variabile. Vale a dire che, in condizioni normali e non anomale, le immunoglobuline sono di tipo policlonale, perché generate da una popolazione eterogenea di plasmacellule policlonali, tutte diverse fra loro.

ORIGINE DELLA COMPONENTE MONOCLONALE A RISCHIO

Nella gammopatia monoclonale, invece, il midollo osseo va ad ospitare un accumulo di plasmacellule tutte identiche, in quanto originate da una unica plasmacellula madre che è andata incontro a un processo cumulativo di proliferazione. Queste plasmacellule costituiscono un clone e sono pertanto chiamate monoclonali. Tutte le plasmacellule del clone producono la stessa immunoglobulina, con la stessa struttura chimica. Questa si accumula nel siero e da’ origine alla componente monoclonale.

CATENE LEGGERE, CATENE LIBERE URINARIE E PROTEINURIA

Le immunoglobuline monoclonali assumono nel tracciato elettroforetico un profilo diverso da quelle policlonali. Le policlonali hanno un profilo a gobba con base larga, mentre le monoclonali denotano un picco alto e stretto. In alcune malattie come il mieloma, la sintesi di catene leggere puo’ essere superiore alla sintesi di catene pesanti, per cui grandi quantita’ di catene leggere si riversano e si accumulano nel plasma. Essendo le catene leggere costituite da piccole molecole, passano facilmente il filtro renale e vengono eliminate nelle urine (grazie all’intelligenza immunitaria che punta a scaricare gli eccessi e a ripristinare gli equilibri, per cui non andrebbe mai messa in discussione). Le catene libere urinarie costituiscono invece per la medicina la cosiddetta proteinuria di Bence-Jones, catalogata come malattia e non certo come ottimo meccanismo compensativo.

IL TERRORISMO MEDICO SI INSINUA IN OGNI SPAZIO A SUA DISPOSIZIONE

Non sempre la gammopatia monoclonale e’ sinonimo di malattia tumorale, o di rischio tumorale. Vi sono gammopatie monoclonali di significato indeterminato, che restano invariate nel tempo senza sviluppare un bel niente, e che rappresentano addirittura il 65% della casistica.

L’ITALIA STA ANDANDO MALISSIMO, MA NON È ANCORA ARRIVATA AGLI SPROPOSITI USA

Se consideriamo che queste statistiche, ricavate sempre e solo in America, tra gente che normalmente frequenta i McDonald’s, possiamo benissimo prendere quel dato ed italianizzarlo, facendolo diventare un 85 o un 90%. Ovvio che per un numero esiguo di casi, dove il paziente pensi poco e niente alla sua salute, è possibile che la gammopatia monoclonale faccia da spia e segnale d’allarme a malattie degenerazionali del sistema, ovvero mieloma, macroglobulinemia di Waldenstrom, amiloidosi, linfoma, leucemia linfatica cronica, neoplasie epiteliali all’intestino o alla mammella.

CONTROLLI OGNI 6 MESI SIGNIFICA ESSERE SCHIAVI ED ERGASTOLANI

Fatte queste considerazioni tecniche, non tanto per farci belli col materiale prodotta dalle ricerche mediche, ma per spiegare possibilmente con maggiore chiarezza il loro pensiero, veniamo al caso in questione. Purtroppo anche qui stiamo viaggiando al ritmo folle ed insostenibile di controlli semestrali. Una specie di inchiodatura e di incollatura ai satrapi della misurazione.

OGNI VENT’ANNI, CARO PROFESSOR MANDELLI

A mio avviso la gente saggia dovrebbe controllare i propri valori ogni 20 anni e non ogni 6 mesi. Vi rendete conto che ogni test significa una martellata sullo stomaco, indipendentemente da quanto viene riportato come esito finale? Se poi un valore cambia rapidamente partono le ipotesi e le illazioni. Altro panico e altra paura. Altri dubbi e altri controlli. Questo non è vivere ma dissolversi nel peggiore dei modi. Questo non è essere cittadini liberi e sereni, ma schiavi a vita dei camici e degli strumenti di diagnosi.

QUANDO IL CORPO SCARICA VELENI, OGNI TEST VIENE CONDIZIONATO

I valori del siero variano sulla base di tanti fattori che sono le proprie condizioni, il clima, le fasi lunari, gli stress subiti e quelli previsti. Quanto poi all’alimentazione implementata, vediamo spesso che essa implica nel tempo breve le famose crisi eliminative, dove alcuni valori sballano e aumentano invece di regolarsi e di calare. Non è certo che la frutta è impazzita, o è stata avvelenata oltre ogni dire, per cui ci fa fare pure le figuracce. Succede piuttosto che, mangiando meglio e mangiando piu’ vivo, abbiamo ridato finalmente al sistema immunitario la capacità di fare il suo lavoro di spazzino interno, per cui il colesterolo circolante cresce temporaneamente anziché calare, le catene kappa aumentano anziché calare, stimolate magari da un maggiore flusso di veleni interni nel periodo critico delle crisi eliminative scatenate dalle nostre ottime scelte alimentari e comportamentali.

C’È ANCHE CHI AMA LA TENSIONE E IL BATTICUORE

Se vi piace lo stress e la paura, continuate pure a guardarvi i film di Dario Argento e a far visita al centro diagnosi ad ogni cambiamento stagionale. Se volete invece stare sani e contenti, andate al mare e fatevi una bella nuotata. Aumentate i contatti con la sabbia, con gli alberi, col sole, con la natura, e state alla larga da ecografie, mammografie, elettroforesi e prove del sangue. Ammesso e non concesso che dicano qualcosa di valido e di basilare, non servono a niente, se non a spingervi verso soluzioni terapeutiche il più delle volte irrisolventi e peggiorative.

LA SALUTE GRIFFATA

Ho ascoltato attentamente il professor Mandelli in una lunga intervista televisiva. Ovvio che si tratta di un grande specialista mondiale e che la sua professionalità va rispettata. Ma le sue teorie, e soprattutto le sue terapie sulle patologie leucemiche non mi sono parse affatto lineari e convincenti. Come al solito i luminari parlano senza contradditorio, o rispondono a domande addomesticate di intervistatori ammaliati, privi di verve e di motivazioni critiche. Non è però che la propria salute sia necessariamente avvantaggiata in proporzione al nome di chi ci ha in cura. “Sai che sfizio, mi ha operata il professor Tal dei Tali!”. Quasi che finir male in modo distinto, con tanto di firma e di garanzia sanitaria, rappresenti per il corpo una qualche forma di appagamento consolatorio.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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4 commenti

  1. Salve; all'inizio di questo mese sono diventato donatore di sangue, e alcuni giorni fa mi hanno chiamato per convocarmi al centro di medicina trasfusionale dove la dottoressa incaricata mi ha detto che ra necessario ripetere l'esame del sangue in quanto avevano rilevato una componente monoclonale IGM Lambda dal dosaggio di 0,2 g/dL..e che probabilmente bisognerà tenere sotto controllo con esami del sangue ogni sei mesi per vedere come si evolverà la situazione, che per ora non è preoccupante. Spero davvero che i valori rientrino a 0.0, altrimenti non potrò mai più donare sangue. Mi è piaciuto leggere questo Suo articolo, in netta controtendenza rispetto a quella decina letti da me finora. Distinti saluti. Davide

  2. Fabrizio Ciancio on

    Salve mi è piaciuto tanto leggere il suo articolo.
    Le descrivo mia madre.
    Da piccola ha avuto credo un epatite autoimmune lei non me lo sa spiegare!
    13 o 14 anni.
    Tiroide non funzionante e non curata per lunghi anni madre di 5 figli cataratta problemi alle cartilagini delle ginocchia cura ormonale non fatta in menopausa ha messo la protesi al ginocchio destro quasi 4 anni fa e per forte emorragia è andata in emodialisi.
    Mi vengono i brividi!

    A seguito di trauma cranico con comparsa di tumefazione con interruzione della corticale quindi sospette aree osteolitiche inizia il calvario che mio.
    Premetto che prima di fare la BOM da almeno

  3. Fabrizio Ciancio on

    5 mesi assumeva antidolorifici di ogni marca e modello in seguito a caduta con trauma della zona lombare crepa alla base toracica SX.curava il diabete mellito tipo due è beta tal eterozigote..
    La Bom ha evidenziato infiltrato plasmacellulare pari al 75% e depone per mieloma IgG k stadio III B.
    Con due TAC nel giro di 3 GG di cui una con mezzo di contrasto senza idratazione preventiva e sospensione di farmaci = stato di insufficienza renale.
    Con il primo ciclo la tumefazione della grandezza di mandarino è sparita nel nullaaa!
    Per presenza di severa anemia Hgb 7 prescritto binocrit che ha ridato punti quasi 2 ma associato a cardioaspirina ed in presenza di fresco intervento chirurgico ecco che ritorna la tumefazione/ bolla di sangue?
    Terapia con velcade fallita ed ecco talidomide e radio terapia che rifanno sparire la bolla questa volta della grandezza di un pompelmo con binocrit sospeso 20 GG prima al suo posto trasfusione ricarica.obbiettivo trapianto autologo non andato a buon fine perche non e stato possibile raccogliere cellule staminali dal sangue periferico dopo la chemio di non ricordo precondizionamento?
    Mamma comunque avverte e avvertiva prima di questo inferno forte dolore toracico .
    A gennaio 2016 inizia terapia compassionevole di lenalidomide ma negli ultimi 40 giorni mamma non ha mangiato piu niente le somministravano le dosi uguale era confusa e ci vedeva nale aveva anche sangue nelle urine
    Problemi respiratori crisi tonico cloniche rianimazione da 10 gg ittero bilirubina 15 piastrine all inizio anche 5000 oggi 24000 e parametri vitali ripristinati ma persiste bilirubina alta e transeminasi elevatissime.
    Emoglobina 9 globuli bianchi nella norma .
    Abbiamo sbagliato strada?