GLIOBLASTOMA MULTIFORME DI QUARTO GRADO

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LETTERA

ASPORTAZIONE EFFETTUATA E AVVIO TRATTAMENTI RADIO E CHEMIOTERAPICI

Egregio dr Vaccaro, sino a pochi giorni fa non conoscevo il suo sito. Mi sono messo a smanettare da quando un mio carissimo cognato, 63 anni, è stato operato di GBM 4° grado. Il 2 novembre ha avuto il rapido bloccarsi di gamba e braccio sinistro, la TAC ha immediatamente dato una chiara diagnosi. Operato il 21/11, ora è tornato a casa, dove, con opportuna fisioterapia, sta riacquistando l’uso degli arti. Il chirurgo ha detto di avergli asportato “un grosso mandarino” e non ci ha dato alcuna speranza. Ora sta per avviare chemio e radio, ci siamo affidati ad un oncologo che gode di buona fama, almeno qui a Bari.

PUO’ UNA SANA ALIMENTAZIONE RIVOLUZIONARE LA SITUAZIONE E ASSUMERE RUOLO GUARITIVO?

Leggo sul suo sito che una sana alimentazione può rivoluzionare la situazione. Cosa si può fare? Nostro figlio già da tempo ha modificato il suo regime alimentare e ci propone a fare altrettanto. Noi riusciamo a cambiarle, almeno in parte, formaggi sono praticamente cancellati, carne (bianca) una, forse due, volte al mese, verdure e insalate frequenti, semi al posto della pasta.

L’INDULGENZA ALLE TRADIZIONI DELLA BUONA TAVOLA COMPORTA UN CARO PREZZO DA PAGARE

Mio cognato indulge più di noi alle tradizioni della buona tavola. Cosa ci può consigliare? Tengo molto a lui, marito della mia unica sorella e sono senza figli. La prego per una sollecita risposta.
Cordialità e auguri di buon Anno.
E.C. – Bari

*****

RISPOSTA

IL TUO E’ UN MESSAGGIO TOCCANTE E DI ALTO VALORE SOCIALE

Ciao, non so se mi autorizzerai a pubblicare. So comunque che questi messaggi drammatici ed altamente emotivi hanno un alto valore sociale in quanto fanno riflettere. La ricerca biologica e medica sta facendo un grande e intenso lavoro, e lo si può rilevare da diversi articoli su internet, che rappresentano uno spaccato della situazione. Uno spaccato da dove si evince lo sforzo di fare chiarezza, di capire di più, di classificare e denominare con linguaggio sempre più tecnico e sempre meno accessible alla massa, nuove forme e sottoforme di tumore, nuove categorie e sottocategorie, nuove interrelazioni con le patologie del sangue e del midollo. Mi sia concesso dire che le idee non sono affatto chiare e che il bastione della medicina sta viaggiando in mezzo a rebus inestricabili di dati, di ipotesi, di esperienze niente affatto rassicuranti, di voli pindarici, di previsioni di sopravvivenza di 2 o 3 mesi in più o in meno in base a un tipo o a un altro tipo di chemio.

TUMORI CEREBRALI IN FORTE AUMENTO

Tutto questo mentre la gente si ammala sempre di più e con patologie sempre più difficili da capire, testare, diagnosticare e soprattutto guarire. Abbiamo parlato nei giorni scorsi di tumori Hodgkin e tumori non-Hodgkin (vedi tesina “Linfoma non-Hodgkin indolente o leucemia linfatica“, del 29/12/12), e oggi arriva questa problematica non meno drammatica e strettamente correlata. Le neoplasie cerebrali costituiscono una autentica sfida per la comunità scientifica. Parliamo di tumori che si sviluppano all’interno di una scatola cranica, in un compartimento tanto delicato quanto isolato e scarsamente accessibile del corpo umano, e presentano spesso caratteristiche di malignità e di recidività fuori del comune.

ALLA RICERCA DI UN LINGUAGGIO LOGICO, CONDIVISO E COMPRENSIBILE

Chi scrive non è medico e non è oncologo, ma semplice studioso e libero ricercatore salutistico. Non pretende di sostituirsi al medico e al chirurgo, o di sovrapporsi ad essi, in impropria, inopportuna, sregolata ed illegale confusione o concorrenza. Cerca semplicemente di trovare un filo logico e comprensibile dell’intero discorso. Cerca di capire per poter trasmettere un messaggio chiaro alla gente che legge il suo blog. Deve per forza sintetizzare, semplificare, rendere i concetti più elementari usando il linguaggio comune e quotidiano, più che l’aulica, esclusiva e spesso cervellotica terminologia medica. Tutto questo avendo in testa, come obiettivo principe, qualche pensiero e qualche azione determinante che porti a dei risultati concreti in favore di chi non vuole ammalarsi, ma anche di chi è già ammalato esordiente, o ammalato-ipotizzato, o ammalato diagnosticato al I°. al II°, al II° e al IV grado di qualsiasi patologia, o già in corso avanzato di trattamento medico-choirurgico-radio-chemioterapico.

TUTTI CARBONARI-FUORILEGGE E CIARLATANI SENZA ARTE NE’ PARTE, DI FRONTE ALLA DIVINITA’ MEDICA

Già il semplice sfiorare e toccare questi argomenti ti porta in zona-rischio, in zona-vietata. Già diventi carbonaro e fuorilegge o, in termini dispregiativi, banale ciarlatano senza arte né parte. Figurarsi poi se vai ad addentrarti negli ingarbugliati dettagli della materia. In teoria la medicina ha ragione. Solo il medico, solo colui che ha subito una determinata trafila formativa deve poter parlare di materia medica. E fin qui va bene. Il problema è quello di definire cos’è la materia medica. Per la medicina, materia medica significa padronanza dell’uomo dalla nascita alla dipartita, con vita morte e miracoli ivi inclusi. Medicina intesa dunque in senso ampio ed illimitato. Medicina intesa non come tecnica particolare, aggressiva, farmacologia, chirurgica, pesantemente legata a determinate industrie, a determinati centri di potere, a determinate nazioni, a determinate classi professionali.

TUTTA LA MATERIA MEDICA SUL FONDO DEL MARE

Medicina vista come padrona e monopolista, per cultura e soprattutto per legge, delle sorti umane. Medicina divina e onnipotente. Già questo è dittatoriale e spaventoso, irrazionale, abominevole e pertanto immorale ed illegale, tale da giustificare un rifiuto, una ribellione e una rivoluzione popolare. Se poi guardiamo un dettaglio non secondario ed ininfluente, quale quello dei risultati concreti, la medicina pretende lo status di intoccabile divinità in terra, lasciando pure dietro di sé un flagello di gente poco guarita e tanto malandata. L’elefante che partorisce il topolino. Al punto che un grande medico e giurista come Oliver Wendell Holmes (1809-1894), docente di fisiologia ad Harvard e fondatore della Corte Suprema Americana, ebbe a dire che farmaci, vaccini, bisturi e chirurgia sono il simbolo del fallimento della Medicina Moderna. Ai medici intervenuti in congresso, increduli e disorientati da tali parole, aggiunse di credere fermamente che “L’intera materia medica depositata sul fondale marino significherà la salvezza per gli uomini e la disgrazia per pesci, granchi e balene”. Se questo valeva ai suoi tempi, immaginiamoci oggi, con l’invadenza martellante ed insopportabile della ciarlataneria medica ufficiale, carica di arroganza e di presunzione del tutto ingiustificate, visto che ad ogni sciopero dei medici, in qualunque parte del mondo, l’indice di mortalità precipita in media del 50%.

TESINE DA LEGGERE

LAVORO LIBERAMENTE DA DIVULGATORE E DA FILOSOFO, E NON MI SOGNO DI CURARE NESSUNO

Credo alla libera cultura e credo che il benessere umano e la salute dell’intero pianeta siano argomenti troppo importanti e sensibili per essere lasciati nelle mani esclusive di una determinata congrega professionale, di una confraternita, di un ordine, o di una mafia sanitaria, come viene spesso chiamato il baraccone medico mondiale. Porto rispetto per il medico, allo stesso modo che lo porto all’ingegnere, all’avvocato, al carabiniere, al meccanico e all’usciere. Ognuno abbia il diritto di essere valutato sulla base dei suoi pensieri, delle sue azioni e dei risultati che ottiene. Più che auspicare e credere in una nuova categoria di terapisti e di guaritori, credo in una crescita culturale della gente, in una presa di coscienza dei metodi e degli stili di vita che portano al benessere. Mi accontento di trattare liberamente, con la massima trasparenza e chiarezza possibili, problemi riguardanti la salute umana, come mantenerla, praticarla e recuperarla, per vie naturali e non invasive. Un lavoro non da medico ma da filosofo e da divulgatore.

IL GLIOBLASTOMA DI QUARTO GRADO

Ma torniamo ai tumori cerebrali e al caso specifico del GBM o glioblastoma multiforme di 4° grado, definito come forma aggressiva e maligna di tumore al cervello, in grado di crescere rapidamente e di infiltrare vaste aree di tessuto cerebrale, sviluppandosi in forma letale, e lasciando aspettative di vita inferiori ai 2 anni. I gliomi sono oggi il tumore cerebrale più comune dell’uomo. Tra questi, il glioblastoma è il più frequente, rappresentando il 30% di tutti i tumori cerebrali. Tumori sui quali la conoscenza rimane precaria, lacunosa e carica di controversie su tutto, sulla provenienza, sui perché, e sulle stesse cure da adottarsi. Qualcosa di nuovo e di veritiero comincia pure ad emergere.
Si parla infatti dei cibi ad elevato contenuto proteico, delle carni insaccate ed arrostite, tra i responsabili accertati. E si parla al contrario degli elevati quantitativi di frutta e di verdura fresca, tra i mezzi più validi di contrasto.

CENTO MILIARDI DI NEURONI, CON SOMA, DENDRITI E ASSONI

Veniamo dunque al cervello. I neuroni sono l’unità funzionale del sistema nervoso, cioè la più piccola struttura in grado di eseguire tutte le funzioni cui è preposta. Neuroni, vale a dire cellule nervose destinate alla produzione ed allo scambio di segnali. Neuroni caratterizzati da tre regioni:

  • Corpo cellulare (soma o perikariom),
  • Dendriti (dal greco dendriom = albero), sottili ramificazioni atte a ricevere informazioni,
  • Assone (o neurite, o cilindrasse), appendice oblunga di tipo tubulare avvolto in guaina lipidica-mielinica detta mielina, che lo isola e ne protegge le fibre nervose, permettendo impulsi nervosi viaggianti alla velocità di 100 m/secondo o 400 km/ora.

Il nostro cervello contiene circa 100 miliardi di neuroni, variabili per forma e posizione. Gli assoni mielinizzati si trovano generalmente nei nervi periferici (neuroni motori e sensitivi), mentre neuroni non-mielinizzati si trovano nel cervello e nel midollo spinale.

SISTEMA NERVOSO E CELLULE ACCESSORIE CHIAMATE NEVRO-GLIA

Perché il termine glioma? Partiamo dal sistema nervoso, suddiviso in centrale SNC, per il controllo volontario della muscolatura fibrosa-scheletrica-striata, e periferico-vegetativo-viscerale o sistema nervoso autonomo SNA, sistema neuro-motorio operante con meccanismi autonomi e riflessi periferici, per il controllo automatico ed involontario della muscolatura liscia, dell’attività cardiaca e delle secrezioni ghiandolari. Nel sistema nervoso vi è una categoria di cellule non nervose indicate col termine nevroglia o glia. Cellule-glia aventi funzioni diverse come:

  • Funzioni trofiche e di sostegno (Trame di sostegno e mezzo interno per scambi nutritivi tra cellule e sangue, ed anche azioni trofiche analoghe a quelle svolte dal tessuto connettivo interstiziale),
  • Funzioni riparative del SNC e del SNA (Nel corso di fenomeni degenerativi, i gliociti si ipertrofizzano e prolificano riempiendo gradualmente gli spazi lasciati liberi dai neuroni degenerati),
  • Funzioni modulatore e trasmettitive degli impulso nervosi (Le cellule nevroglie intervengono anche qui regolando la concentrazione di particolari elettroliti dell’interstizio e metallizzando alcuni mediatori chimici detti eccitotossici come il glutammato e l’asportato).

GLIA STA PER MATERIALE COLLOSO E GLUTINOSO

Glia proviene dal greco “gloia” e “glia” che stanno per glue in inglese (colla), e dal greco “gloios” che sta per glutinous in inglese (sostanza glutinosa e gommosa). Le cellule della glia sono state scoperte nel 1891 da Santiago Ramòn y Cajal (1852-1934), istologo-emopatologo madrileno, Nobel medicina nel 1906, a metà col medico italiano Camillo Golgi (1843-1926) scopritore dei corpuscoli di Golgi, terminazioni nervose regolatrici dei riflessi e della motilità. Il numero di cellule della glia nel cervello supera di 9 volte quello dei neuroni. Il tipo più abbondante di cellule della nevroglia sono gli astrociti suddivisi in protoplasmatici (nella sostanza grigia, con espansioni corte e ramificate) e fibrosi (nella sostanza bianca, con prolungamenti citoplasmatici lunghi e sottili). Gli astrociti regolano l’ambiente chimico esterno dei neuroni, rimuovendo gli ioni (il potassio in particolare) e riciclano i neurotrasmettitori rilasciati durante durante la trasmissione sinaptica (elettrica, istantanea e bidirezionale, o chimica, più lenta e unidirezionale).

ASTROCITI E DENDROCITI

L’ipotesi corrente è che gli astrociti siano i blocchi di costruzione della barriera emato-encefalica, quelli che regolano vasocostrizione e vasodilatazione producendo sostanze come l’acido arachidonico, quelli che comunicano l’uno con l’altro usando il calcio (come molecola-messaggero IP3) con effetto a catena e onda di calcio che che si propaga da cellula a cellula attivando i canali degli organuli e rilasciando calcio nel citoplasma. Altre cellule della glia sono gli oligodendrociti che rivestono gli assoni del SNC con sostanza lipidica chiamata mielina, che isola l’assone permettendogli una migliore propagazione dei segnali elettrici (conduzione saltatoria). Al contrario delle cellule di Schwann, gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché sono riforniti di numerosi prolungamenti.

TUMORI DI BASSO GRADO E DI ALTO GRADO

E anche in queste zone del corpo sorgono purtroppo i tumori, suddivisi in tumori gliali (o gliomi) e tumori non-gliali (o non-gliomi), suddivisi in:

  • Astrocitomi (originati dalle cellule astrocitiche della glia),
  • Oligodendriogliomi (originati dalle cellule oligodentrogliali),
  • Ependimomi (originati dallecellule ependimali).

Altre classificazioni riguardano il basso grado I e II (LGG, low grade glioma) e l’alto grado II e IV (HGG, high grade glioma), includente Astrocitoma anaplastico, Gliomatosis cerebri, Glioblastoma di IV° grado, Glioblastoma a cellule giganti, Gliosarcoma, Oligodendroglioma anaplastico, Oligoastrocitoma anaplastico, Ependimoma anaplastico (anaplastico sta per cellule che si dividono assai rapidamente). Quali i sintomi? Crisi epilettiche, deficit neurologici focali, modifiche della personalità.

IGNORANZA DICHIARATA DELLA NEUROCHIRURGIA SULLA EZIOLOGIA DEI TUMORI CEREBRALI

Perché sorgono i gliomi? La medicina non lo sa, o a volte fa finta di non saperlo. Andiamo allora alle leucemie, per capire qualcosa di più. Ci sono delle leucemie caratterizzate da evoluzione rapida, dove avviene una sostituzione del tessuto midollare normale con cellule blastiche, cioè immature. Cellule originate dalla trasformazione di una cellula staminale emopoietica (dal midollo osseo). Le cellule leucemiche immature si accumulano nel midollo sostituendo quelle normali emopoietiche, e quindi invadendo fegato, milza, linfonodi, sistema nervoso, reni, gonadi e sangue. Le leucemie croniche si suddividono in LLC o leucemie linfocitiche croniche (con proliferazione di linfociti apparentemente maturi, che interessano linfonodi e tessuti linfoidi, inclusa infiltrazione nel midollo osseo, relativamente lenti), e LMC, leucemie mieloidi croniche, con rapido ingrossamento della milza, con trasformazione delle cellule tumorali in cellule altamente immature (blasti), e la patologia che galoppa e precipita nella fase di crisi blastica, coincidente con l’evento terminale o l’exit che dir si voglia.

GLIOBLASTOMA AD ALTA INDEFINIZIONE E ABNORME RAPIDITA’ EVOLUTIVA

In termini di neurochirurgia, il glioblastoma è un tumore maligno originante dalle cellule della glia, e caratterizzato da alta indefinizione cellulare e da abnorme rapidità evolutiva, un tumore carico di cellule immature e indifferenziate, ovvero di cellule blastiche. Gli interventi medici vanno avanti pur non mancando disaccordi e contraddizioni. Il trattamento standard verte tuttavia sulla massima asportazione quantitativa possibile, cercando di non aumentare il deficit neurologico in corso, più radioterapia (a supposto incremento dei tempi di sopravvivenza) e chemioterapia con sola carmustina, con regime PCV ad alta tossicità (procarbazina, lomustina CCNU e vincristina), o con temozolomide. La lomustina serve a rimpicciolire i tumori e il temozolomide serve a combattere le recidive. Il che già indica quali sono le preoccupazioni maggiori dei chirurghi. Altri indici di prognosi peggiorativa sono l’età più avanzata, le precarie condizioni fisiche, gli eventuali danni neurologici, la dimensione superiore ai 5 cm.

IL CHIRURGO PREFERISCE OPERARE SUL SOLIDO E SUL CIRCOSCRITTO, PER REGALARE PIU’ GIORNI DI VITA AL PAZIENTE

Ma uno dei più grossi crucci rimane quello di distinguere i gliomi in circoscritti e diffusi. Sfortunatamente la maggior parte di questi tumori presenta caratteristiche di alta diffusione del materia biancastro ed espandente, cosa che rende praticamente impossibile un loro estirpamento tramite operazione chirurgica. Operazione chirurgica vista dai medici, grazie a statistiche assai contestate, come fattore salvavita e prolunga-vita. Diventare clienti di questo tipo di medicina, significa subirne il controllo, geloso ed esclusivo, oltre che legale, per mesi e anni, visto che le recidive stanno sempre dietro l’angolo.

VISUALE PARTIGIANA E DOGMATICA

Visuale non solo partigiana, ma anche dogmatica e mancante di controprove, oltre che di qualsiasi apertura verso opzioni alternative. Come detto poc’anzi, l’obiettivo fondamentale è raschiar via la matteria sovrabbondante il più accuratamente possibile, e poi radio-chemicalizzare il tutto a ripetizione, onde “migliorare la qualità della vita”, onde prolungare la vita stessa, portando la sopravvivenza dai 14 mesi ipotizzati (e non provati) a qualche mesi in più, ma solo per i più forti e i più resistenti a tale trafila. Tant’è che il vostro chirurgo, certamente abilissimo nel suo lavoro, ha asportato sì un grosso mandarino, ma non vi ha dato alcuna speranza!

OCCORRE SOPPRIMERE LE CAUSE DI PERVERSIONE METABOLICA

Si continua a lavorare e a ricercare partendo dalle solite basi sballate, per cui ogni aggiornamento e ogni sforzo ulteriore finiscono per ampliare ed aggravare l’errore di partenza. Ogni nuova variante tumorale costituisce nuovo materiale di studio e nuova classificazione aggiuntiva. Ma questo tipo di medicina è non solo fallimentare, ma anche irrimediabilmente marcia-patocca. Né la rimozione dei tumori col bisturi e altri strumenti asportativi, né la loro distruzione mediante radio e chemio, sopprimono la causa, per cui il tumore continua a riprodursi e a recidivare. Il trattamento radicale dei tumori, dovunque essi siano e qualunque forma essi abbiano, richiede la soppressione di tutte le cause di perversione metabolica e il ripristino di una normale nutrizione. Solo a queste condizioni i tumori tendono a scomparire.

DISINTEGRAZIONE E AUTOLISI DEL MATERIALE TUMORALE

Come l’esperienza igienistica dimostra, i tumori sono composti dello stesso tipo di tessuto delle altre strutture corporee, e sono suscettibili di disintegrazione autolitica progressiva e intelligente, di dissoluzione, di assorbimento e di auto-cannibalizzazione cellulare, soprattutto in fase di digiuno, grazie all’intervento di enzimi autolitici del tipo oxidasi e peroxidasi. La parola auto-lisi significa auto-perita e indica un processo di digestione e di disintegrazione dei tessuti mediante i fermenti (enzimi) generati dalle cellule stesse. Sarà utile leggere non solo le tesine sopra elencate, ma l’intero blog, per meglio intenderci.

IL VERO GUARITORE STA SEMPRE ALL’INTERNO DEL CORPO

Indulgere alle tradizioni della buona tavola come fa il paziente in questione è una scelta letteralmente suicida. Ci fosse Max Gerson lo chiuderebbe a chiave in una stanza rifornita giornalmente di null’altro che frutta di stagione. Ma per fare questo occorre anche accantonare progressivamente le cure farmacologiche, vista l’incompatibilità tra frutta e farmaci. Non è poi che la frutta contenga le magie bin-aladin o abracadabra. La frutta, specie quella agra ed acquosa, contiene acqua biologica zuccherina, ovvero il carburante di elezione perfettamente allineato con le esigenze e il disegno biochimico del corpo umano. La frutta non è però dotata di intelligenza guaritiva. Tale dote è di esclusiva pertinenza del corpo umano, del sistema immunitario in particolare. La frutta permette semmai al sistema immunitario di non incorrere più negli alti costi digestivi e nelle leucocitosi digestive a cui veniva costretto in precedenza, per colpa di cibi assurdi tipo le proteine animali, oltre che la lunga serie di alimenti-junk e di bevande-spazzatura che ben conosciamo.

ESAURITI I MARGINI DI TOLLERANZA

Più uno si trova ai limiti della resistenza fisica, e più drastiche devono essere le sue scelte, essendosi ridotti al minimo, o addirittura azzerati, i suoi margini di tolleranza ai veleni. Pensare poi che la carne bianca sia in qualche modo migliore di quella rossa, solo perché lo afferma l’ospedale abituato al brodo di gallina, è una delle tante idee sballate in circolazione. Non so con certezza se riuscirete a riportare a galla l’amato marito di tua sorella. La salvezza viene necessariamente dalle sue forze interne, dalla vitalità residua del suo sistema immunitario, da quella determinazione a resistere e a sopravvivere che scaturisce come una magica molla in chi non smette di credere in se stesso. Se poi il suo albero vitale avesse perso anche l’ultima foglia, bisognerà accettare il verdetto del fato con la massima serenità possibile. Il confine tra l’al di là e l’al di qua rimane assai labile per tutti. La vita è dopotutto uno scorrere sul filo del rasoio, principio che vale per i sani come per i sofferenti.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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