HARA, OMBELICO E CENTRO TANTRICO DELL’UOMO

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(Quand’anche tutti i bisogni e gli sfizi venissero soddisfatti, tutti ma non l’Attuazione del Sé, vi sentireste monchi ed incompiuti)

(dalla 4° Lezione corso 2019 HSU-Imola, del 23 giugno 2019)

IL TEMA DELLA GIORNATA RIGUARDA IL TANTRA

La giornata odierna è dedicata al cervello, al sistema nervoso e alle vie di trasmissione del pensiero, dei segnali, degli stimoli, del dolore e delle emozioni all’interno e all’esterno del corpo umano. Ho deciso che parlerò del Tantra, ovvero di quell’insieme di insegnamenti spirituali e di tradizioni esoteriche tipici della cultura indiana, con varianti induiste, buddhiste, giainiste e bonpo (tibetane).

Il Tantra o Tantrismo è noto come disciplina che permette di raggiungere stati di estasi spirituale e sessuale nel contempo. Definire il termine Tantra non è facile. Già il tentare di definirlo rappresenta poi una trasgressione ai suoi principi. C’è inoltre molta confusione su cosa sia realmente, anche a causa delle persecuzioni a cui il Tantra Originale fu soggetto. Il Tantra è per molti una sorta di pratica Yoga, per altri una pratica orgiastica e per altri ancora una religione.

IL CORPO COME PORTA DI ACCESSO AL DIVINO

Da millenni la tradizione tantrica indiana e quella taoista cinese insegnano a vivere la dimensione fisica come presupposto logico di quella spirituale, il corpo come porta d’accesso al divino, l’eros e il piacere come via iniziatica per giungere a una percezione più profonda e intensa della realtà. Infatti Tao e Tantra sono saldamente intrecciati fra di loro.

MATRICE MATRIARCALE E ORIENTALE DEL TANTRA

Il Tantra ebbe origine intorno al Terzo Millennio a.C. nella valle dell’Indo fra gli Harappei e i Sindhu, popoli di matrice matriarcale, con una vera e propria cultura del piacere. Il lussuoso letto della padrona di casa stava nel salotto ed era lì che la donna festeggiava l’atto amoroso con l’uomo che aveva prescelto. Il rapporto con la sessualità era molto cosciente, rilassato, naturale e fare l’amore era un atto sacro. Nei secoli successivi, carichi di repressione sessuale, il Tantra sopravvisse in alcuni ashram indiani segreti e in alcuni ambienti del buddhismo tibetano.

Arrivato in occidente al tempo dei Beatles trovò un terreno culturale fertile, favorito pure dalla rivoluzione sessuale e dall’emancipazione della donna occidentale. Oggi riscontra sempre più interesse proprio perché unisce in un’unica pratica i tre interessi umani più profondi: quello dell’Eros, quello dell’Amore in senso lato e quello dell’Essere veramente se stessi.

UN CAPITALE DI SAGGEZZA REGALATOCI DA OSHO RAJNEESH

In un testo intitolato “Il libro dei segreti”, Osho Rajneesh (1931-1990) ha raccolto i suoi discorsi del 1972 riferiti al Vijnana Bhairava Tantra, un testo sacro indiano del V secolo a.C. dove si espongono 112 tecniche di meditazione, di potenziamento della coscienza, di risveglio interiore e di entrata in contatto con le proprie infinite energie.

Il tutto avviene in forma di Sutra, ovvero di sentenze e messaggi telegrafici apparentemente staccati fra di loro e apparentemente irrazionali o come minimo inconsueti, ma che rispondono a una logica di assieme, per cui alla fine i conti tornano e ci si ritrova con un prezioso capitale di saggezza, con una chiave interpretativa originale e atipica sul modo di intendere e di praticare la vita. Osho immagina di riprendere il dialogo tra Shiva (il maestro e la parte maschile) e Devi (il discepolo, la parte femminile).

REALIZZI IL TUO SÉ SOLO QUANDO DIVENTI QUELLO CHE DOVEVI ESSERE

Il Tantra suona di ammonimento per chi si accontenta di non andare sotto la superficie delle cose e per chi si fa trascinare facilmente da altri senza spirito critico. Il Tantra è un metodo per ampliare la propria consapevolezza e per liberare la propria energia sessuale, oltre che la strada per raggiungere lo stato di estasi. Realizzi il tuo sé solo quando diventi quello che dovevi essere, mai prima. In sanscrito il termine Sva sta per Self (o se stesso). Uno Sva Tantra è qualcuno che è self-dependent, che dipende da se stesso e non da altri, uno che ha la completa padronanza di se stesso.

Ed ora veniamo ai Sutra di Osho, che ho sintetizzato e rielaborato per voi. Tenete presente che molte affermazioni che andremo ad elencare sono in netto contrasto con le cose che facciamo, per quanto esse siano giuste ed opportune agli occhi di noi stessi. Poco importa. L’apertura della mente diventi un obiettivo da perseguire senza timore e senza limitazioni.

EVIDENTI LEGAMI FRA IL TANTRA E IL TAO

Va anche detto che Osho è nel contempo un grande estimatore di Lao Tzu, autore del Tao Te Ching. L’opera cinese più tradotta di tutti i tempi e libro-guida della filosofia taoista. Nel Tao Te Ching, Lao Tzu delinea il Tao, termine cinese significante la Via, la Radice di tutte le cose. Un concetto fondamentale del Tao Te Ching e dell’intero Taoismo è il wu-wei, la non azione forzata, o l’azione spontanea, o vivere ol momento presente dimenticando tutto il resto. Lao Tzu è fautore di semplicità, umiltà, ripudio della guerra, ripudio dell’interferenza statale, ripudio delle tassazioni gravose e di ogni tipo di leggi severe.

NON SERVE UNA SBORNIA DI NOZIONI E DI CONOSCENZE

Per colui che capisce quel che basta, ciò è abbastanza. Ne avrà sempre a sufficienza. Il sapere troppo equivale al mangiare troppo e al fare indigestione di concetti. Sapere di non sapere è la cosa migliore. Fingere di non sapere è addirittura una grave malattia. Meno sapete e meglio è. È facile essere filosofici, dogmatici, dottrinali, ma in questo modo si cade nella banale teoria. Molto più impegnativo affrontare un problema esistenzialmente, esponendovi di persona, chiedendovi “cosa sto a fare qui?”, “a che gioco giochiamo?”, “che senso ha fare questo e non fare quello?”.

TANTRA SIGNIFICA ANDARE AL DI LÀ DELLA COMUNE CONOSCENZA

Ma veniamo al Tantra. Il Tantra è una sfida al sapere: ti assorbe nella totalità. Per il Tantra fare è conoscere, e non esistere altro conoscere. Tutte le filosofie sono menzogne, impregnate di falsità, imperfezioni, trabocchetti, contraddizioni. Tutte le filosofie sono smontabili pezzo per pezzo. Tantra significa metodo scientifico per andare al di là della coscienza.

SIATE, SIATE VOI STESSI E BASTA

Krishnamurti, lo Zen, lo Yoga si preoccupano di creare più coscienza solo perché siamo degli incoscienti. Ma questa è una dualità inconscio-conscio. Muoversi dall’incoscienza alla coscienza è come muoversi da una dualità a un’altra. Se non si va al di là di entrambe le dualità, non potrete mai raggiungere il supremo, quello che è uno e indivisibile. Perciò non siate né coscienti né incoscienti. Siate. Semplicemente siate. Questo è andare oltre lo Yoga, oltre lo Zen, oltre tutti gli insegnamenti.

VI INVITO A PECCARE

Voi siete ignoranti, siete in conflitto, siete addormentati e questa è una grave malattia, una malattia spirituale che può essere curata col Tantra. Così tanto predicare e moralizzare, così tanti preti e moralizzatori e predicatori, pronti a decretare sentenze. Il mondo ne è pieno, e ciononostante tutto è così squallido e immorale. I predicatori continuano a predicare, continuano a dire alla gente “Non siate arrabbiati, siate bravi e pazienti, senza offrire però alcuna tecnica valida per uscirne.” E qui l’ironia di Osho diventa esplosiva: “Io vi invito a peccare deliberatamente, pur senza esagerare e senza danneggiare il prossimo. Dovete essere peccatori: solo così continueranno a prosperare chiese, moschee, sinagoghe, templi, inginocchiatoi, canoniche e pagode”.

PICCOLI SÌ MA PUR SEMPRE PARTI INTEGRANTI DEL TUTTO

Il Tantra offre tecniche scientifiche per trasformare la mente. La mente non è altro che materia sottile. Può essere cambiata in qualsiasi momento. Nello Yoga si deve lottare. È la via del guerriero e del combattente. Sul sentiero del Tantra niente lotte, poiché non esiste opposizione tra voi e la realtà, ne fate parte accettandovi così come siete.

Lo Yoga è negazione, il Tantra è affermazione. Il Tantra dice che non vi deve essere dualità. Se il mondo e il divino sono due, allora non potranno mai essere riuniti. Se voi e Dio siete due, non c’è alcuna possibilità di mettervi assieme, rimarrete sempre due. Piccolì sì quanto volete, ma sempre parte integrante del tutto. Questo vale beninteso non soltanto per noi, ma per l’oca, la gallina, il maiale e tutto il resto.

BASTA GUARDARE LA FACCIA DEL BUDDHA PER RITROVARE IL SORRISO

È difficile trovare uno Yogin che non sia egoista, Il loro obiettivo è creare l’io. Il loro procedimento è la lotta. Più si lotta e più l’io risulta rafforzato. E se vincono raggiungono l’Io supremo, un grave errore ioistico. Il Tantra dice di indulgere, di abbandonarsi, pur essendo contro la sonnolenza e l’incoscienza spirituale. L’alchimia tantrica dice di non lottare. Siate amici di tutte le energie che vi sono state date, sentitevi grati di avere la rabbia, il sesso, persino l’avidità. Per il Tantra ogni cosa è sacra, ogni cosa è dovuta. La faccia del Buddha è infatti simbolo di rilassamento. Non c’è lotta. C’è semmai un immenso sorriso che illumina.

POSSEDERE SIGNIFICA IN REALTÀ ESSERE POSSEDUTI DALLE COSE

Lo Yoga ha solo divinità maschili ed espansive, mentre il Tantra possiede divinità femminili e ricettive. Evitare l’uso dell’espressione “Io sono”. Evitare l’egoità. La prima libertà è la libertà da te stesso. Solo il nulla può essere libero. Occorre sapersi annullare. Se siete qualcosa, sarete schiavi di questo qualcosa. Io non esisto più. Non mi si può trovare da nessuna parte. Questa è la vera libertà. Solo quando voi non ci siete esiste l’abbandono. Quando l’egoità non c’è più fin voi, solo allora per la prima volta incontrerete il vostro vero essere. Una rilettura di Erich Fromm (1900-1980), grande filosofo e psicologo tedesco, nei suoi testi “Avere o essere”, e “L’Arte d’Amare”, sarebbe qui di grande aiuto.

ALLEGGERIAMOCI DEI PESI

Ci sono due forze fondamentali. Gravità che tira verso il basso e grazia che solleva verso l’alto. Per il Tantra ogni respiro che esce è una morte, ed ogni respiro che entra è una rinascita. Il corpo è un grande congegno meccanico funzionante a meraviglia come un gigantesco e attivissimo cronometro, con dentro di voi dai 50 ai 100 trilioni di piccole città chiamate cellule e di 1000 trilioni di cittadini chiamati batteri.

LE PERSONE CI CARICANO E CI SCARICANO

Quando respirate, non respirate solo aria (ossigeno, azoto, idrogeno, elio e tanti altri gas). Voi respirate anche prana, vitalità, energia organica o energia da orgasmo, energia sessuale repressa come la chiama Wilhelm Reich. Quando state con una persona molto energetica, sentirete sorgere in voi una magica vitalità. È la famosa auto rossa energizzante e contrapposta a quella grigia indebolente.

Se state con una persona male in arnese, depressa, demotivata, vi sentirete come succhiati da sanguisughe, come vi venisse sottratto qualcosa. Quando si entra in un ospedale ci si sente subito stanchi, spolpati e prosciugati in ogni nostra parte. L’intera atmosfera dell’ospedale è purtroppo di tipo patologico.

IMPARATE A MANGIARE BENE E PULITO NELL’OGGI, SENZA PENSARCI TROPPO

La scienza occidentale non può ammettere che esista qualcosa di più oltre all’aria, ma l’India ha sperimentato e provato che non è così, e questo avviene ormai da millenni. È l’etere, il prana, l’energia cosmica, l’energia nascosta, l’energia orgonica. E intanto voi continuate a mangiare nel domani, continuate a mangiare nel passato. Succede raramente che mangiate nell’oggi, nel presente. E se lo fate, lo fate ugualmente male poiché la vostra mente continua a muoversi da qualche altra parte.

Un Buddha, un risvegliato mangia sempre e solo nell’oggi. Egli vive in questo preciso istante. Egli non proietta la sua vita nel futuro. Per lui non esiste il futuro. Quando il futuro arriva, arriva come presente. È sempre oggi, è sempre adesso. Un Buddha mangia, non pensa al mangiare, non c’è in lui un mangiare cerebrale.

L’INCONTENTABILITÀ VA VISTA COME UN PERICOLO

Siete “A” e volete essere “B”. Siete poveri e volete essere ricchi. Siete maschi e volete diventare femmine o viceversa. Siete brutti e volete essere belli. Siete sciocchi e volete essere saggi. Ma che roba è mai questa? Questi sono gli scherzi di una mente perversa che desidera in continuazione, che vive nell’eterna insoddisfazione e precarietà, un pozzo senza fondo. Una mente che continua a spostarsi verso nuovi obiettivi. Qualunque cosa voi otteniate, essa diventa un peso inutile.

LA FREGATURA GENERALE DEL MATRIMONIO

Vi siete innamorati e avete amato qualcuno. Poi vi siete sposati. Perché lo avete fatto? Per ripetere ancora quei bellissimi istanti dell’innamoramento. Ma i magic moments sono irripetibili, altrimenti non sarebbero magici. Successero quando non eravate sposati, e non possono più succedere nel matrimonio, perché l’intera situazione è cambiata. Matrimonio è mente pensante.

L’amore invece è tutto spontaneità e niente mente. Il matrimonio è calcolo, è matematica, al massimo è sopportazione ed acquiescenza. Quegli attimi sublimi non verranno più. Ecco perché ogni uomo e donna sposati sono invariabilmente frustrati e spoetizzati. Ora l’amore è una routine, un dovere, un’abitudine, non più una scoperta, non più una conquista, non più un divertimento e una gioia.

L’INTERFERENZA DELLA MENTE È PORTATRICE DI MISERIA

La mente è sempre vecchia ed è sempre fuori giri. Ha bisogno del passato e del futuro, dell’esperienza accumulata e della aspettativa proiettata. La vita invece ha bisogno del presente. La vita è sempre beata, la mente non lo è mai. Ogniqualvolta permettete alla vostra mente di intromettersi nella vostra vita, incomincia la miseria.

D.H. LAWRENCE, IL SESSO, E GLI EFFETTI DE-UMANIZZANTI DELLA MODERNITÀ E DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE

David Herbert Lawrence (1885-1930), scrittore, saggista, drammaturgo, pittore inglese, una delle menti più creative, poetiche, eclettiche ed emblematiche del secolo scorso, si soffermò sugli effetti de-umanizzanti della modernità e della industrializzazione. I maggiori temi da lui esplorati sono salute emozionale, vitalità, spontaneità e istinto. Non è affatto strano che sia entrato nelle simpatie di Osho.

Senza nemmeno saperlo, D.H. Lawrence era un adepto del Tantra. In Occidente venne univocamente condannato e i suoi libri finirono all’indice. Pensiamo a “L’amante di Lady Chatterley”. Aveva osato dire che l’energia sessuale è l’unica energia spontanea e che non va repressa. Preti, moralisti e religiosi di ogni colore gli saltarono addosso, e sono coloro che tuttora continuano a condannare il sesso, definendolo cosa brutta e sconcia. Ma è proprio deprimendolo e degradandolo che esso diventa cosa brutta.

Il sesso, privo delle perversioni pornografiche, è invece energia innocente e naturale. È vita che scorre in voi, è esistenza viva dentro di voi. Va spinto verso l’alto fino a diventare amore. Ma, se lo lasciate preda della mente, il partner o la partner diventano solo strumento usa e getta. Uno dei suoi aforismi: “Mi ami così tanto che mi vorresti tenere in tasca, col rischio di farmi soffocare”.

RAGGI SOLARI DOTATI INCREDIBILMENTE DI PESO

Il peso è un dato fondamentale per tutte le cose materiali. Persino i raggi del sole hanno un peso. Radunando i raggi che piombano su un terreno di 5 miglia quadrate (equivalente a 13 kmq) si ottiene il peso di un capello, quasi un niente, ma sempre qualcosa che smuove l’indice di una bilancia iper-sensibile. Ogni energia possiede qualità ponderali. Anche le emozioni hanno tale caratteristica. Quando siete tristi e sofferenti non potete ignorare il corpo. Tristezza e dispiacere ci rendono pesanti. Ne sentite il peso che vi tira giù letteralmente verso terra. Nella felicità siete al contrario leggeri e privi di peso. In profonda meditazione c’è gente che lievita. L’assenza di peso è disincarnazione.

NIENTE DIVISIONI E NIENTE DUALISMI

Il Tantra non fa nessuna divisione superficiale tra bene e male. Dividere è impuro. Vivere nella non divisione è purezza, è innocenza indifferenziata. Un bambino può essere ladruncolo ai nostri occhi, ma non è mai ladro nella realtà perché il concetto che delle cose appartengono a degli individui non esiste nella sua mente. Nella Bibbia la conoscenza è peccato. Vedi ad esempio la condanna gravissima inflitta ad Adamo ed Eva colpevoli di aver mangiato la mela, il frutto della conoscenza.

CONFUCIO IL LEGALISTA E LAO TZU LO SPONTANEISTA

Confucio (551-479 a.C) si concentrava totalmente sulle giuste relazioni nella società umana. Non per niente è considerato il maggiore legalista della storia. Lao Tzu invece aveva un approccio molto più mistico e difendeva l’ordine naturale delle cose nel raggiungimento dell’armonia personale e sociale.

Un giorno Confucio andò a fare visita spirituale e virtuale a Lao Tzu (circa 604-531 a.C), maestro tantricamente risvegliato, e gli chiese cosa è bene e cosa è male. Già il definire per Lao Tzu significa dividere. Questo è questo, quello è quello. A è A e B è B. Vuol dire che A non può essere mai B. Ma questo significa creare dicotomia, mentre sappiamo che morte e vita sono indivisibili. La vita continua a diventare morte, e la morte si trasforma in vita. Il definire crea delle non-verità, per cui tutte le definizioni sono false e svianti. “Ma cosa stai dicendo?” gli disse Confucio. “Come può allora la gente essere guidata? Come renderla morale, buona ed obbediente?”.

LE DUE ANIME OPPOSTE CONVIVONO TUTTORA NELLA CINA DI XI LIAOPING

Lao Tzu, estremamente divertito da questa controversia, ribadì che non serve rendere la gente migliore. “La natura basta e avanza, la natura è spontanea”. Confucio non era in grado di comprendere Lao Tzu. Tant’è che, quando se ne andò Lao Tzu si mise a ridere di gusto. I suoi discepoli incuriositi gli chiesero perché ridesse.

“Non si può creare un ordine nel mondo. Quando cercate di fare ordine, per paradosso succede l’opposto e create disordine. Io sono contro tutti gli ordini imposti perché credo in una disciplina spontanea che cresce da sola”.

Per il Tantra ogni guida è guida errata. Non guidati, non indirizzati, non stimolati e non spinti a fare, si cresce meglio. La legge interiore è più che sufficiente. Da rilevare che la Cina di oggi, comunista e capitalista nel contempo, non è per niente esente da entrambe le influenze di queste sue anime opposte.

L’IMPORTANTE È STARE AL CENTRO DI SE STESSI

Per le maggiori religioni, ed anche per le varie ideologie politiche degli stati, l’ordine deve essere imposto con la forza, la bontà deve essere inculcata dal di sopra e dal di fuori. Preti, papi, monarchi e presidenti vi prendono tutti come esseri naturalmente cattivi, non credono nella bontà dell’uomo ma nella sua malvagità. Il Tantra crede invece nella bontà interiore. È una condizione naturale, esistente di fatto. Siete già buoni. Avete solo bisogno di una crescita evolutiva naturale e priva di forzature. L’unica cosa che manca è che non siete centrati in voi stessi. La rabbia non è un male. La realtà è che voi non ci siete dentro, al centro di voi stessi. Se invece ci siete, la rabbia diventa energia salutare, la rabbia diventa paradossalmente salute.

NIENTE DIAVOLI E NIENTE INFERNI

Ogni cosa è santa. Nulla è profano e nulla è male. Per il Tantra non c’è nessun diavolo e nessun inferno, ma solo esistenza divina. Le religioni non possono esistere senza il diavolo. Hanno bisogno di un dio e di un diavolo. Senza il diavolo nessuna religione può esistere. Le religioni dividono sempre in due tra malvagio e divino, ma questa è autentica ipocrisia. L’intero mondo è diventato ipocrita. L’uomo è un tutt’uno, non può essere diviso e smembrato. L’attrazione e la repulsione non sono due cose diverse ma una sola. Non potete dire “Puoi inspirare ma non puoi espirare”: sono un atto connesso e continuo.

ACCETTARSI COME SIAMO È IL PRIMO PASSO PER EVOLVERE

Il Tantra dice “Vi accettiamo così come siete”. Questo non significa che non vi sia necessità di cambiare, o che dovete smettere di crescere e di migliorare. Al contrario, questa è la base per la crescita spirituale. Molta gente viene da me e continua a domandarmi come si fa a esistere senza io. Gli rispondo che è la non accettazione della natura a creare l’io, la vostra non accettazione del vostro essere. Ecco perché continuiamo ad insegnare di non essere degli animali, mentre in realtà ognuno è e resta un animale. Possiamo solo accettare la nostra condizione di animalità. Non appena la accettate, avete fatto il primo passo per andare al di là di essa. Quando accettate andate oltre. L’accettazione è un trascendere, è un valore positivo.

L’OBIETTIVO TANTRICO È DI RIPORTARVI AL CENTRO

Tutte queste tecniche tantriche che stiamo qui presentando e cercando di meglio comprendere e interpretare sono modi diversi per riportarvi al centro di voi stessi, per condurvi lontano dalla vostra periferia, mentre voi cercate costantemente di sgattaiolare dal centro in molte maniere. Gli ideali umani sono ad esempio delle ottime forme di evasione. Infatti gli idealisti sono i più sottili tra gli egoisti. Capitano oggi molte cose strane. Siete violenti e cercate di creare un ideale di non violenza. Il mio paese, l’India ad esempio, ha creato molti ideali di pace e rilassamento, ma l’intera mente dell’India è poco pacifica, è condannatoria. Nessuno è violento per se stesso. Siamo sempre violenti con qualche alibi, per aiutare qualcuno o qualcosa.

SE IMPARI A MANGIARE SOBRIO, IL DIGIUNO PERDE DI IMPORTANZA

L’uomo viene al mondo con un centro, ma ne rimane poi completamente ignaro e dimentico. Il Centro è il legame tra l’uomo e la sua esistenza. Senza il centro non poggerete su un terreno, non vi sentirete a casa vostra nell’universo. Sarete senza dimora e andrete alla deriva. Una profonda frustrazione vi seguirà come un’ombra. L’uomo è nato con un centro, ma non con la conoscenza dI esso. La conoscenza deve essere guadagnata. Come potete esistere senza un ponte tra voi e l’esistenza? Come potete vivere senza il Dio non dualistico? Avete le radici nel divino. Se ne diventate consapevoli la vostra vita si attua, altrimenti il vostro sarà un profondo sonno improduttivo. Un uomo non centrato si sposta sempre agli estremi. Se mangia, mangia molto e magari si ingozza, oppure decide di digiunare. Per Buddha vale sempre il giusto mangiare, che non è né ingozzarsi né digiunare (con buona pace per il nostro caro amico dr Sergej Filonov).

CENTRATURA E COLLEGAMENTO CON L’UNIVERSO

L’attuazione del sé è diventare coscienti del vostro centro interiore da dove siete collegati con l’intero universo. Siete parte integrante di questo Tutto Cosmico. Non siete soli, non siete stranieri in un mondo alieno. Essere stranieri significa provare paura, ansia, angoscia e inquietudine. Tutto quanto ti circonda appare come impregnato di ostilità. La beatitudine è il risultato di una unità organica con l’universo, mentre l’angoscia è il risultato di una avversione e di una malevolenza.

IMPORTANZA PRIORITARIA DEL CHAKRA OMBELICALE

Il chakra dell’ombelico è legato all’energia del fuoco, all’energia volitiva, all’autostima e al potere personale. Esso è alla base dell’identità col proprio ego e permette l’auto-identificazione. Si sviluppa dai 4/6 anni fino al termine dell’infanzia. Verso i 10/12 anni permette al ragazzo di conquistare la propria indipendenza e di realizzare la separazione emotiva dai genitori,. È a quel punto che sente il diritto di agire e di essere un individuo autonomo.

Un chakra dell’ombelico ben funzionante rende l’individuo auto-motivato, che comprende la propria responsabilità nella costruzione di ciò che ricerca. Ha notevoli capacità analitiche e decisionali, una potente forza di volontà ed una buona immagine di sé (autostima). È affidabile, disciplinato, capace di accettare le sfide. Risulta difficile influenzarlo o trascinarlo in situazioni e concetti che non approva perché sa distinguere tra i suoi pensieri, i suoi obiettivi e quelli degli altri. Sente di avere il proprio posto nell’universo e di occuparlo con diritto.

IL CENTRO REALE DELL’ORGANISMO SI CHIAMA HARA

Quando l’uomo nasce è radicato nel chakra dell’ombelico. I giapponesi lo chiamano Hara, da cui il termine hara-kiri che significa suicidio mediante taglio all’altezza dell’ombelico. Ma in un certo senso abbiamo tutti compiuto un hara-kiri. Non abbiamo ucciso il centro, ma lo abbiamo dimenticato, il che equivale ad averlo eliminato. Il centro dell’ombelico è nell’essere, il centro del cuore è nel sentire, il centro della testa è nel conoscere. La cultura occidentale soffre di intellettualismo. Ha infatti posto l’accento nel centro della testa. Ecco il perché della sua ansia profonda.

L’uomo occidentale si sente sradicato, non ha esercitato il cuore. La poesia riguarda il cuore, mentre filosofia e scienza puntano alla testa. Tuttavia cuore e testa sono entrambi centri periferici, falsi centri. Il centro reale è l’ombelico, lo Hara. Per l’uomo moderno persino il sesso è diventato un affare cerebrale, un business mentale. Persino il sesso gli è finito nella testa. L’uomo pensa al sesso, ma questa è una ennesima assurdità, una patologia. Il sesso è una esperienza, non potete pensarci sopra. Tanto più ci pensi sopra tanto più esso diventa cerebrale, futile, ripetitivo. Ogni volta che vi sentite beati siete vicini allo Hara.

SE MANCA L’ATTUAZIONE DEL SÉ IL DISAGIO RIMANE INEVITABILE

L’attuazione di sé è fondamentale. Però la natura non vi costringe ad essere attuati. Ognuno lo sente che gli manca qualcosa. Questo sentimento di perdita è dovuto al fatto che non siete ancora attuati, che siete seriamente carenti ed imperfetti. In realtà non è che vi manchino ricchezze, posizione sociale, prestigio, potere. Anche se vi venisse dato tutto ciò, avreste l’impressione che manchi qualcosa dentro di voi, qualcosa che si riferisce alla vostra crescita interiore. L’attuazione del sé significa che una persona è diventata quello che doveva essere.

TUTTE LE NOSTRE FORZE SPIRITUALI VANNO PROFUSE NEL COLMARE QUESTA LACUNA, ANCHE ANDANDO CONTRO IL WU-WEI

Abraham Maslow (1908-1970), noto psicologo americano, ha usato il termine “Attuazione del sé” o “Esperienza Culminante”. Quando uno consegue se stesso raggiunge un culmine, un acume di beatitudine. Allora non c’è più smania di nulla, egli è fortemente pago di se stesso. In realtà, l’attuazione, la realizzazione del sé è un bisogno fondamentale e non accessorio. Quando anche tutti i nostri bisogni e sfizi venissero soddisfatti, tutti salvo la necessità prima e superiore chiamata l’attuazione del sé, vi sentireste menomati ed incompiuti.

Valdo Vaccaro

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