COLITE, HELICOBACTER E ANTIBIOTICI

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LETTERA

Caro Dottore. Ti do del tu perché credo in valori umani di cooperazione e collaborazione, oltre che nel rispetto per la persona al di là delle formalità cosiddette civili. Ti scrivo per un problema riguardante mia moglie.

IL PROBLEMA DELL’HELICOBACTER

Soffre da un bel po’ di anni di colite e, ultimamente, le hanno riscontrato nel sangue e nelle feci l’helicobacter. Cosa comporta la presenza di tale batterio? È un aggravante per la colite? Una conseguenza? O che altro? Cosa si può fare per la colite dl punto di vista alimentare?

CONSIGLI SUL DA FARSI

E cosa fare per l’helicobacter, visto che le hanno consigliato un mix di antibiotici per non si sa bene quanti mesi? Mi dai qualche consiglio? Grazie e ti auguro tante cose belle. Complimenti per le cose che hai fatto, che fai e che farai.
Piero

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RISPOSTA

COS’È LA COLITE

Ciao Piero. La colite, se la prendi come termine tecnico, è una infiammazione del colon. In realtà trattasi di un termine vago e generico per significare infiammazione dell’apparato gastrointestinale, riferito alla parte più bassa, ma legato anche a quella più alta dello stomaco, trattandosi di un tubo unitario e sinergico che va dalla lingua all’ano. Infatti, in stato di colite, le ripercussioni e i segnali arrivano direttamente sulla superficie e sulla sensibilità linguale.

TESINE DA LEGGERE

VITA, MORTE E MIRACOLI DELL’HELICOBACTER

L’helicobacter pylori nasce e sta normalmente nella parte bassa dell’intestino e appartiene alla vasta gamma di batteri che definiamo col nome di flora intestinale. Essendo un batterio gram-negativo acidofilo, trova il suo habitat, il suo terreno ideale di sviluppo, nel muco gastrico situato nello stomaco umano.

L’ENZIMA UREASI CREA IL MICROAMBIENTE COMPATIBILE (LO FA NON PER PAZZIA MA PER EVITARE GUAI PEGGIORI)

La resistenza dell’helicobacter agli acidi più forti, a condizioni di pH intorno al livello 1.00 e 2.00, gli viene conferita dall’enzima ureasi, prodotto nella parte posteriore dell’ipofisi. L’ureasi crea intorno al batterio un microambiente compatibile con la sua esistenza e con la sua proliferazione. Praticamente tutti abbiamo al nostro interno l’intera gamma di batteri dell’universo, incluso l’helicobacter, ma un buon equilibrio fra potere patogeno dei microrganismi e difese immunitarie del soggetto garantisce normalmente una adeguata protezione.

IL RUOLO DEL SISTEMA IMMUNITARIO RISPUNTA IN CONTINUAZIONE

È per questo che solo i soggetti con marcata immunodeficienza risultano esposti ai danni dell’helicobacter. Esso vive solo in ambiente acido, protetto da uno strato di muco. Ed è per questo che si sviluppa nello stomaco (zona di maggiore acidità gastrointestinale) e non altrove.

LA GASTRITE ARRIVA PER SBAGLI ALIMENTARI E NON PER BATTERI CON L’ELICA

Una volta insediatosi nello stomaco in pianta stabile non fa altro che viverci, sottoponendo la mucosa gastrica ai metaboliti tossici da esso prodotti (alla sua cacca per essere chiari). Col tempo, col cronicizzarsi della gastrite per l’alimentazione sbagliata, tossica ed acidificante, esso prolifica e incrementa coi propri metaboliti i danni alle cellule epiteliali della mucosa gastrica, sommando guasto a guasto e causando gastriti ed ulcere.

IL FALSO OBIETTIVO DEL MICROBO

Quello dell’helicobacter è dunque un falso problema. Occorre invece ridare funzionalità all’apparato gastrointestinale rettificando i bacati pensieri e le false ideologie sul cibo che continuano imperterrite a circolare. La ricetta sta nell’evitare cibi muco-formanti per dirla con Arnold Ehret, e nel gettarsi a capofitto nel cibo vivo e crudo, mantenendo il cibo cotto ai minimi termini, sia di cottura che di quantità.

NON HA SENSO INTASARE LA STUFA

In una stufa con legna incombusta, carica di cenere non rimossa, tubazioni e camino incrostati, tanto fumo e scarsa ossigenazione, non ha senso introdurre altra legna. La fiamma non troverà spazio per svilupparsi. Occorre per prima cosa fare un accurato e paziente lavoro di pulizia. Occorre creare tiraggio. Stessa cosa nel corpo umano.

CHI PARLA DI BEVERONI PREFERENDO LE GUSTOSE SCHIFEZZE DELLA MACROBIOTICA NON HA CAPITO UN ACCA (TERMINE EUFEMISTICO)

Cibi naturali crudi nella centrifuga non sono affatto beveroni strani ma cibi vitali e cibi salvezza per intestini irritati che non sopportano ancora le fibre e il cibo solido. Servono 3-6 settimane per rimettere in stato funzionale un intestino di quel tipo. Carote, patate dolci, bietole, rape, topinambur, sedani, carciofi, finocchi, zenzero, cetrioli, tutto in centrifuga (con più di 4-5 componenti singoli per volta), con l’aggiunta di 2-3 cucchiai di germe di grano e, a completamento, un ciuffo per volta di germogli, rucola, ortiche, tarassaco, acetosa, malva, per un equilibrio minerale e per un equilibrato apporto di gruppo vitaminico-B.

CON L’INTESTINO A POSTO SI PUÒ FARE A MENO DELLA CENTRIFUGA

Se uno ha l’intestino a posto non è obbligato a centrifugare. Personalmente preferisco grattugiare le carote, i cavoli, le rape. Preferisco mangiarmi le insalate e i ravanelli. Ho rifornimenti di arance e limoni, di kaki e di nespole, di patate e mele, di noci e castagne. Gli ortofrutta sono comunque stracolmi di prodotti naturali di ogni genere, e nessun inquinamento al mondo toglierà loro il ruolo di alimenti centrali ed esclusivi dell’alimentazione, visto che ogni altra sostanza animale o concentrata subisce dei bioaccumuli di inquinamento moltiplicati rispetto a quelli delle piante.

SUCCHI E SPREMUTE PER UN INNALZAMENTO DEL PH

Spremute di agrumi e di melograni. Succhi di mela, di pera, di uva, di mirtillo, di kiwi, serviranno a darci carburante essenziale (materia zuccherina e mineral-vitaminica) e stock di preziosa acqua biologica enzimizzata e radiante. Il conseguente innalzamento del pH e la fluidificazione del sangue, aiuteranno ad espellere il muco e a togliere accoglienza ambientale all’helicobacter.

SENZA TERRENO DI SVILUPPO L’ELICOTTERO NON VOLTEGGIA PIÙ IN ZONA GASTRICA

L’inserimento di un eventuale digiuno ad acqua toglierebbe ancora più terreno di sviluppo all’helicobacter, fattore compresente e conseguente di infiammazione tossica e mai fattore causante.
Questo il motivo per cui le cure antibiotiche sono una truffa e una presa in giro ordita da Big Pharma nei confronti della popolazione mondiale.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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