I SELVAGGI D’AMERICA E I CRISTIANI IRLANDESI

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Il divisionismo di estrazione culturale cristiana

L’uomo, soprattutto quello di estrazione culturale cristiana, è un divisionista nato, un discriminatore per natura, ovvero per degenerazione dei suoi geni e del suo dna.
Quando si va avanti per secoli e millenni pensando e ripensando le cose in modo distorto, succede questo e altro.
A tale tipo di persona piace dividere in continuazione le cose tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra santo e peccaminoso.
A volte è ovvio farlo ed è giusto farlo.
Ma se la cosa diventa uno schema fisso, finiamo fuori strada.
Questo dividere segue la famosa formula del Dividi et Impera tipica dei regnanti e dei persecutori di ogni tempo.
Se vuoi mantenere il potere politico, sociale, culturale, religioso, devi mettere zizzania tra i tuoi avversari, li devi indebolire, li devi distinguere, li devi classificare, e così non ti attaccheranno mai in massa.
Una vera e propria strategia bellica.

La divisione tra il bipede e il quadrupede, tra uomo e animale.
L’antropomorfismo, ovvero la più grave forma di presunzione umana.

È così che i cristiani, i cattolici, i protestanti si sono sempre distinti nel dividere il sacro bipede (figlio di Dio) dal volgare quadrupede (figlio del diavolo, e non a caso sempre raffigurato con le corna e la coda).
Questa è la formula dell’antropomorfismo, quella che vede sempre Dio a forma di uomo, mai a forma di toro, di cavallo, di suino, di anatra, di daino, di giraffa, di elefante.
Eppure Dio non ha discriminato, ma ha semmai dato a ogni diversa creatura le proprie diverse caratteristiche.
L’antropomorfismo è infatti la più grave forma di peccato e di presunzione della razza umana, quella che poi porta direttamente alla degenerazione del carnivorismo, basata sulla superbia e sulla comoda ideologia della superiorità spirituale dell’uomo sull’animale.
Stabilire che il Signore del mondo, il Principale di tutti, abbia le nostre forme fisiche e mentali, e non quelle del palmipede o del suino, è una ennesima perla della dissennatezza umana.

Il divisionismo dei cristiani non vige solo per le razze ma anche per l’uomo

Il prof Franco Libero Manco ha messo giustamente sotto accusa l’antropocentrismo, dedicando pure uno dei suoi magnifici libri a questo argomento.
Si potrebbe anche pensare che i due atteggiamenti collimino, e che l’antropocentrismo contenga l’altro.
Ma non mi risulta che le cose siano state impostate in questo modo.
Tanto più che il divisionismo dei cristiani viene esteso non solo alle razze (razza buona, santa, spirituale, dotata di anima, quella umana, e razza oggetto, priva di anima, quella animale), ma anche alla singola persona umana, suddivisa rigorosamente in corpo e anima.

Le lezioni di religione e di contro-sesso di monsignor Cargnelutti

Corpo banale, fallace, spregevole, caduco, terreno, e spirito fatto di leggerezza e straordinarietà, di sublime eternità.
Ricordo come fosse adesso un certo monsignor Cargnelutti, che ci arringava sui banchi delle medie superiori udinesi, nelle nostre classi tutte maschili, ammonendoci sui pericoli del cedere alle tentazioni del diavolo.
Le ragazze che osservate con interesse e che tanto vi piacciono, non sono altro che pie illusioni.
Begli occhi blu o neri, bei capelli lisci, o raccolti a coda di cavallo, bei seni prorompenti.
Toglietevi queste idee e queste immagini travianti dalla testa, ci diceva il prete.
Dovete prendere le ragazze con un altro spirito. Dovete guardarle da un altro profilo.
Quei capelli, quelle gambe, quegli occhi, quei capezzoli che bramate e sognate di giorno e di notte, (a quel tempo non c’erano altri diversivi, se non il pallone e la bicicletta), non sono altro che fagioli, piselli, pasta e pane trasformati.
Null’altro che mediocre materiale organico, dentro il quale scorre sangue che va alle urine, grumi di alimenti fermentati che trapassano le budella e diventano cacca.
Come fate a trovare interessante e divino tutto questo?

Alla fine i risultati erano che c’era un interesse triplicato ed ossessivo verso le femmine

Queste lezioni e questi temi di religione e contro-sesso venivano poi ripresi e continuati d’estate, agli esercizi spirituali che si tenevano a Sappada nel Cadore o in altre località della Carnia.
Fatto sta, se prima guardavamo le ragazze con un certo distacco, dopo tali prediche cominciammo a guardarle più in profondità, pensando magari alle parole del prete, trovando magari legumi, frutti e ortaggi un po’ dappertutto, ma diventando alla fine ancor più interessati ed arrapati.
Guarda come si sono trasformati bene quei fagioli e quelle lenticchie. Guarda che belle gambe si è fatta quella a forza di banane. E che belle poppe a forma di cavolo cappuccio la Antonella di terza C.
Il fervore spirituale di quel prete produceva infatti in noi l’esatto effetto contrario.

L’essere umano è unità di corpo e spirito

La morale che si ricava da quanto sopra, è che voler dividere carnalità da spiritualità è una operazione assurda, superficiale, improponibile, abusiva.
L’uomo infatti è unità di corpo e spirito, di corpo e anima.
Non ci sono discriminazioni da fare.
Privilegiare una parte a dispetto dell’altra è insensato, e porta pure a risultati abominevoli.
Se uno lo fa per rispetto al suo Dio, si ritrova con un pugno di mosche in mano, visto che Dio ha fatto entrambe le cose, sia la parte materiale che quella spirituale.
Se lo fa per suoi gusti o motivi personali, è libero di farlo, è lecito farlo, ma la cosa diventa un suo fatto personale, una questione di gusti.
L’asceta che vuole martirizzare le proprie carni, maltrattarle, tempestarle di insulti, lo può anche fare, ma a suo rischio e pericolo.

Il corpo non è mai mano pulito e meno spirituale dell’anima.
Demonizzazione della materia e del presente e idealizzazione sbagliata dello spirito e del dopo.

Il corpo in realtà non è meno pulito o meno spirituale dell’anima.
Questa convinzione è una forma patologica del pensiero, assai dura da estirpare, come tutte le idee sottoposte a ripetuti imprinting da diverse generazioni.
La suddivisione tra materia e spirito deriva dalla logica cattolica di demonizzare la materia, il sesso, certe parti del corpo, il piacere, e di esaltare al contrario la purezza, la castità, la continenza, la rinuncia..
Demonizzazione che deriva soprattutto dal distinguo o meglio dal baratro creato artificialmente tra la vita presente, vista come valle di lacrime, come momento transitorio e negativo da passare in fretta e furia, e quella dell’al di là, col paradiso eterno per i buoni e l’inferno eterno per i cattivi, tutti concetti blasfemi ed offensivi per qualsiasi ragionevole Dio, ovvero di qualsiasi Dio reale e non funzionale alle menti limitate delle chiese di tutti i tempi.
Quando succedono crimini sessuali, stupri e altre cose orrende di questo tipo, non è carnalità degenerata, ma spiritualismo degenerato, perché è lo spirito che intride di sé la materia, è lo spirito che la muove, la condiziona e la comanda, non viceversa.

Le visuali più logiche e profonde dell’Induismo e del Buddhismo

Gli orientali, che non sono condizionati da questi tipi di fanatismo religioso, buono per pastori e cammellieri, non vedono alcuna differenziazione tra corpo e anima.
Induismo e Buddhismo hanno una visuale molto più logica e profonda, molto più sensata ed illuminata dell’intera situazione.
Gli stessi risultati pratici delle loro filosofie religiose e di vita dimostrano che la loro via è in ogni caso migliore della nostra.
Il vecchio pragmatismo orientale secondo cui una cosa è giusta o sbagliata, non a seconda di determinati principi astratti ed opinabili stabiliti arbitrariamente da qualcuno, ma a seconda dei risultati concreti che essa produce, è quanto di meglio si possa proporre a livello etico e filosofico.
Nessuna divisione tra corpo e anima.

Il concetto del karma, o della pagella spirituale

Tanto più che non esiste per l’orientale quell’ Al di Là definitivo, fisso, immutabile, spaventoso, eterno, tipico del Giudizio Universale, ma esiste il karma, la pagella spirituale su cui scriviamo giornalmente i nostri voti, ed esistono le reincarnazioni.
Già la parola reincarnazione fa capire l’importanza della carne, che rispunta e si ripropone, sempre in compagnia del suo spirito, del suo karma, della sua anima.
La carne non è dunque un plebeo contenitore del nobile spirito, ma parte fondamentale e non disgiungibile di quella unità corpo-spirito chiamata uomo.

La moglie singaporiana che sovvenziona le uscite sessuali del week-end a suo marito.
Te lo immagini da noi? Piuttosto, la compagna te lo taglia.

Le cadute sul lato pratico esistono eccome.
Quando a Singapore la moglie del mio amico Francis gli dà ogni sabato 100 dollari locali (50 €) per andare a divertirsi con una prostituta, a patto che si tratti sempre di una ragazza diversa, non fa altro che applicare la regola del pragmatismo.
Per lei il peccato non è l’andarci e lo sfogarsi banale di suo marito, ma l’andare eventualmente più volte con la stessa e creare una seconda storia che metta a repentaglio l’unità e l’armonia della propria famiglia.
Ti immagini da noi una moglie fare altrettanto. Piuttosto te lo taglia di brutto. Col risultato magari che uno si fa una storia alternativa.

Purezza, castità, continenza, sublimazione sono rispettabilissime, ma relative.
La cosa più saggia e necessaria al mondo è la bontà, la dolcezza, la buona educazione.

Purezza, castità, continenza, sublimazione, canalizzazione matrimoniale, controllo delle emozioni, ascetismo, sono tutte cose rispettabilissime, a volte necessarie e utili, ma sempre relative e non assolute, valide ed approvabili caso per caso.
Chiaro che nessuno vuole esaltare il peccato e l’indiscrezione filosofica opposta, che è quella di porre sul trono il materialismo e la carnalità priva di coscienza e di intelletto.
Diciamo pure che la cosa più saggia e necessaria al mondo è la bontà, la dolcezza, la buona educazione, il rispetto per il prossimo.
Quello che rovina tutto, sempre e dovunque, è la sopraffazione fisica o culturale, la falsità, l’ipocrisia, la cattiveria, il cinismo, la delinquenza, il fare i propri comodi contro il desiderio e l’interesse del nostro prossimo umano e animale.

Il divisionismo tra corpo e anima che ridicolizza e offende profondamente qualunque Dio

Come il corpo umano non è divisibile in ghiandole e organi, come l’igiene naturale non è separabile in etica e salutismo, così l’uomo non è da intendersi a compartimenti stagni nel suo aspetto fisico, caratteriale, morale, sessuale.
Parlare di materia e spirito è dunque la stessa cosa.
Questo divisionismo pervade le menti bacate della chiesa, i vecchi profeti ed evangelisti che vedevano peccati dover non c’erano peccati e virtù dove non c’erano virtù.
Gente che alla fine ha ridicolizzato l’etica ed offeso a morte il proprio Dio, chiunque e comunque Egli sia, producendo come risultato quello che sta sotto gli occhi di tutti.

La civiltà bianca che manda in giro i suoi missionari a convertire i selvaggi.
La precisa richiesta di Chef Seattle all’uomo bianco.

La civiltà bianca, carica di missionari da mandare in giro a convertire i neri e i gialli, i bruni e i selvaggi,
ha creato alla fine le basi per lo schiavismo e per la distruzione di intere civiltà.
Chef Seattle, capo degli indiani dell’alta California, quando venne costretto con la forza a firmare il documento, con cui cedeva tutti i suoi territori ai coloni americani con missionari al seguito, dopo essersi consultato col suo popolo ammutolito e sconfitto, scrisse un documento memorabile in cui diceva:

Come sola condizione chiedo che l’uomo bianco tratti gli animali di queste terre come fossero i propri fratelli.
Perché, qualunque cosa negativa accada agli animali, essa accadrà pure agli uomini, i quali non a caso sono un tutt’uno e parte di una stessa anima con gli animali.
Questi erano i ruvidi selvaggi d’America.

I coloni civilizzati e battezzati cattolici d’Irlanda e d’Olanda

I coloni invece, soprattutto quelli irlandesi, erano gli stessi che oggi hanno portato lo stato di Dublino a diventare il maggiore macello d’Europa.
Gli stessi che, col nome di Yankee, avevano sterminato impietosamente le intere mandrie dei bisonti che popolavano le grandi distese americane.
Selvaggi senza Dio e civilizzati cattolici pieni di acque sante e crocifissi, un confronto improponibile, ma a vantaggio o a scapito di chi?
Una contrada di 4 milioni di abitanti, meno della metà della Lombardia, che invade i mercati del mondo con 12 milioni di maiali e 10 milioni di bovini/anno, esportando carne suina per 0,5 miliardi di € e carne bovina per 2,5 miliardi di €.
Gli stessi coloni poi che, assieme agli olandesi, hanno portato Nuova Zelanda, Australia e Sud-Africa, a diventare altri paesi capofila nel settore della bistecca e del latticino, con la ovvia ed immancabile presenza del crocifisso sui portoni delle stalle, dei caseifici e delle macellerie.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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