I TESCHI DEL SALE, DELLO ZUCCHERO E DEL CAFFÈ

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Uno sbarramento alla falsità e all’omertà di regime

Qualcuno obietterà che parlare di teschi è esagerato e catastrofistico.
I produttori, che spendono cifre iperboliche in spot giornalieri per spingere la gente al consumo, telefoneranno a ministri e sottosegretari, chiedendo di oscurare al più presto il mio blog.
Ma la verità su queste cose basilari non può essere sottaciuta.
Al potere stradominante dei produttori di cibi raccapriccianti come la carne e il latte, e di cibi velenosi come quelli citati sul titolo, occorre assolutamente porre uno sbarramento difensivo, un contro-altare, una contro-tribuna.

L’oscuramento e il tapiro dovrebbero essere riservati alle reti televisive, regine della
diseducazione nazionale

L’oscuramento dovrebbe semmai essere nei riguardi di tutti i canali televisivi, autentici diffusori giornalieri di notizie false e tendenziose, di dati artefatti, ladreschi e truffaldini, di colpevoli e dolosi silenzi sulle cose che più importano alla popolazione.
Lo stato non esita a porre chiari cartelli di pericolo alla base dei tralicci dell’alta tensione.
Ci mette un teschio con accanto la scritta esplicita Pericolo di morte!
Sui pacchetti di sigarette è ormai obbligatorio stampigliare che Il fumo è causa di cancro!
Ad ogni pubblicità specifica sui farmaci si ammonisce che si tratta di farmaco che potrebbe causare effetti indesiderati!
Come mai sui cibi esiste tuttora la libertà di frodare il pubblico in modo continuo ed irriguardoso, dando implicitamente dell’imbecille al cittadino informato e pensante?

I cinque veleni più micidiali

Tanti sono i veleni che minano la salute umana giornalmente, oltre ovviamente ai farmaci e ai vaccini che dominano la situazione tra le sostanze più perverse ed insidiose.
Cinque di essi sono più micidiali degli altri, per il fatto di essere stati adottati in modo superficiale, disinvolto ed irresponsabile dalla comunità mondiale e sono esattamente la cadaverina, i grassi animali inclusa la caseina, la caffeina, il sale e lo zucchero.

In questa tesina ci occupiamo del trio sale-zucchero-caffè

Nella presente tesina ci concentriamo invece sul trio sale-zucchero-caffè, che rappresenta una presenza classica ed immancabile nelle credenze e nelle dispense di ogni cucina casalinga o ristorativa che si rispetti.
Dicendo sale, non ci riferiamo al sodio naturale e organicato del sedano e del cetriolo, del crescione e delle rape, che è caratterizzato da bontà e salubrità senza limiti.
Dicendo zucchero, non ci riferiamo allo zucchero naturale e strutturato delle arance e delle mele, dei kaki e dei melograni, che è carburante magico e di elezione, baciato dal sole e dalla grazia divina.

Il sal-veleno e il sugar-veleno

Parliamo qui di sale e zucchero di sintesi, sostanze totalmente diverse da quelle della natura.
Diverse al punto che non dovrebbero chiamarsi nemmeno sale e zucchero, ma sal-veleno e sugar-veleno, non tanto per aumentare lo spessore del dizionario, ma per capirci meglio e senza possibilità di equivoco.
Un po’ la stessa cosa che avviene con le vitamine sintetiche e i minerali inorganici, meritevoli di essere chiamati vita-veleni e mineral-veleni.
Per il caffè non servono altri termini, esistendo una sola versione, e ricordando che anche quello decaffeinato rimane all’indice, per la presenza residua di solventi, peggiori della caffeina che hanno eliminato.

La pericolosità assoluta del cloruro di sodio

Dicendo sale, parliamo dunque del cloruro di sodio inorganico che le famiglie tengono nel vasetto con la scritta SALE.
Tanto dannosa e pericolosa è questa sostanza che la Consumer’s Foundation, libera fondazione taiwanese per la difesa della salute dei consumatori, ha sollecitato il governo di Taiwan a varare urgentemente delle leggi per minimizzare e regolarizzare il contenuto di sodio nei cibi in circolazione, chiedendo pure l’applicazione di una chiara etichetta indicante la percentuale e la quantità di sale inorganico ivi contenuta.

Al governo di Taiwan viene chiesto di diventare governo virtuoso ed igienista

La stessa cosa dovrà succedere per i contenuti nascosti di zucchero, di caffeina, di caseina, di vitamine sintetiche, di minerali inorganici, onde evitare che i consumatori assumano ignari delle sostanze deleterie per il loro organismo.
In altri termini, al governo di Taiwan viene richiesto di diventare un governo igienista che difende finalmente non più gli interessi dei produttori, ma soprattutto quelli dei cittadini a cui sono destinati certi prodotti di largo consumo.

Il contenuto sodico dei cibi è fonte di gravi preoccupazioni

L’articolo in questione è apparso in prima pagina sul Taiwan Times del 21 Ottobre scorso, col titolo Group calls for regulation of sodium content in food.
Questa mossa arriva dopo che recenti test, condotti sui cibi confezionati, hanno riscontrato che nell’88% dei casi, il contenuto sodico eccedeva i limiti salutistici suggeriti da precisi regolamenti statali.

I test rivelano che il sodio inorganico presente nei cibi pronti e confezionati eccede i limiti

Una marca di pasta pronta, la Nissin Cup Noodle, è risultata contenere un quantitativo di sodio superiore alla quantità massima giornaliera di 2400 mg, raccomandata dall’Istituto della Nutrizione di Taiwan.
Il test su altre sette marche di pasta ha rivelato che tutte eccedevano di almeno il 33% la quota massima consentita di sodio giornaliero assumibile per pasto.
Due dei prodotti, sempre della giapponese Nissin, contenevano il 112,5% e l’83% in eccesso, per cui una persona che consuma un piatto a pranzo si ritrova già oltre i limiti approvati, che sono tra l’altro già troppo tolleranti e permissivi, al pari di tutte le tabelle mediche ufficiali.

La maggior parte dei prodotti non è in linea con le leggi

La medesima ricerca ha scoperto anche che negli snack-foods, ovvero nei cibi confezionati tipo merendine, spuntini e stuzzichini pronti per il consumo, il sale è pesantemente esuberante.
La gravissima irregolarità riguardava infatti 12 marchi famosi su 17 testati.
Il presidente della Consumer’s Foundation, il dr Hsieh Tien-Jen, ha dichiarato senza mezzi termini che l’eccesso di sodio, aggiunto artificialmente per insaporire i cibi, provoca alta pressione e rischio di emergenze cardiache.

Serve che si responsabilizzino anche i produttori

È venuto il momento che i produttori si facciano promotori del mangiar sano, riducendo di almeno il 30% il sale presente attualmente negli alimenti.
Visto che l’assunzione di questi cibi fa incrementare esponenzialmente, il rischio di malattie
cardiovascolari e di altre gravi patologie croniche, non c’è in tutto questo business lo sfruttamento immorale dell’uomo sull’uomo? Si è chiesto il dr Tien-Jen.
La fondazione ha richiamato le autorità a farsi carico del problema e a stabilire, una volta per tutte, le regole precise sul contenuto sodico degli alimenti di largo consumo, rendendo nel contempo obbligatoria l’applicazione, su ogni confezione, di chiare etichette menzionanti quanto sale è nascosto in ciascun prodotto.

Per fortuna che i taiwanesi, già dilaniati dalle cardiopatie, non consumano formaggi e prosciutti

Occorre prender nota che l’infarto è uno dei killer più spietati a Taiwan come altrove.
I taiwanesi sono portati a consumare cibi lavorati e confezionati in sovrabbondanza, nonché bevande in lattina e tetrapack, sullo stile della distribuzione automatica giapponese.
Questo nonostante il paese possa fare affidamento su una agricoltura altamente qualificata, aiutata dal clima caldo e piovoso di tipo sub-tropicale, che permette banane, manghi, guava, mais tenero, patate dolci, arachidi fresche al vapore, angurie e meloni, tutti i mesi dell’anno.
Peggio ancora sarebbe se qui consumassero prosciutti e latticini a ruota libera, come avviene
paradossalmente nel paese di Dante, di Leonardo e di San Francesco.

L’articolo 32 della Costituzione indecentemente calpestato

Quante volte al giorno il consumatore italiano è bersagliato da messaggi deformanti e diseducativi che dovrebbero essere severamente vietati per legge? Quante volte al giorno l’articolo 32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino) viene calpestato, ingiuriato e ridicolizzato sulle reti televisive senza che nessuno muova un dito?
È forse il pubblico italiano a conoscenza del fatto che il sale e lo zucchero, in forma evidente o nascosta, sono autentici veleni e autentiche droghe per il corpo umano?
Basta pensare che c’è il Monopolio Nazionale dei Sali e Tabacchi, dove i sali fanno addirittura più male dei tabacchi, e dietro tutto questo c’è lo Stato Italiano in prima persona.

Uno Stivale carico di patologie, grazie alla dieta Mediterranea

Non stiamo qui ad elencare i dati sulle patologie del nostro paese, che sono spaventosamente gravi e in progressivo aumento. Basta dare un’occhiata alle statistiche per apprendere che 235000 italiani l’anno muoiono per malattie cardiovascolari, e che ci sono ogni anno 270000 casi di cancro, mentre la popolazione obesa sfiora ormai i 5 milioni di persone.
Il lato tragicomico della questione è che l’Italia e il suo Agroalimentare pretendono di proporre la Dieta Mediterranea come modello ideale per la nutrizione. Modello ideale, per ammalarsi meglio e più rapidamente.

Serve un numeretto rosso e un teschio

Chiediamo dunque alle varie associazioni italiane per la difesa dei consumatori, di incidere di più e di dormire sugli allori di meno. Salvo che non siano anch’esse sovvenzionate dalle industrie per fare il gioco delle belle statuine.
Occorre spingere il governo a varare un regolamento urgente dove su ogni prosciutto, su ogni
mortadella, su ogni hamburger, su ogni pezzo di grana, si dichiari con cifra rossa, e un teschio nero accanto, la percentuale e il quantitativo di sale presente.

Dieci motivi per evitare il sale

1) Il sale è un potente irritante. Non ci credi? Mettine un granello su una ferita e ti renderai conto di quanto caustico esso sia. Apri gli occhi nell’acqua di mare e vedrai quanto ti brucia.
Il sale ingerito pizzica, punzecchia, pungola e corrode il corpo dall’interno.
2) Il sale sovraccarica di sodio il nostro sistema. È calcolato che la persona media normale si avveleni con quantità di sodio 10 volte superiore alla norma.
3) Il sale sballa e rovina i delicati equilibri ormonali tra ipofisi, tiroide, adrenali e reni.
4) Il sale è causa prima di ritenzione idrica. Fa gonfiare gli occhi, l’addome e le caviglie.
5) Il sale è causa di alta pressione e rende la gente vulnerabile a infarti e ictus.
6) Il sale irrita e indurisce le delicate membrane del corpo umano.
7) Il sale trasforma il corpo in un pickle, in un sottaceto, in un organismo in salamoia. Rende il corpo
salato, le lacrime salate, il sangue salato, il sudore salato, le urine salate. Il che è un fatto gravissimo.
8) Il sale sovverte il perfetto equilibrio sodio-potassio che si crea magnificamente nel corpo quando uno
mangia in armonia con la natura, cioè cibi vivi, cibi crudi, cibi pacifici, cibi organicati-vitaminizzati-mineralizzati, cibi carichi della loro acqua biologica ricevuta dalle radici ed elettrizzata dal sole mediante fotosintesi. Siccome non aggiungiamo potassio ai nostri cibi, non si capisce come e perché dovremmo aggiungervi del sodio.
9) Il sale è causa specifica di insufficienza renale e di dialisi, ma anche di uno specifico cancro allo stomaco, chiamato adenocarcinoma anaplastico.
10) Il sale perverte il senso del gusto, e fa sembrare insipidi i cibi naturali anche quando non lo sono, al punto che per qualcuno diventa necessario salare persino la fetta di anguria.

Lo zucchero va di pari passo in fatto di velenosità

Lo zucchero? Non è certamente da meno.
Esiste quasi una gara tra zucchero e sale a chi fa più danni nel corpo umano.
Ci spiace per l’Eridania Zuccheri, proprietà del Vaticano, e per il Vaticano, proprietà della famiglia Rothschild, ma anche in questo caso serve una cifra in rosso con accanto il solito teschio.

Dieci motivi per evitare lo zucchero

1) Lo zucchero rappresenta calorie vuote. È un cibo ladro e lanzichenecco. Non nutre ma ruba e depaupera, togliendo al corpo vitamine e minerali che servono al funzionamento interno dell’organismo.
2) Lo zucchero è causa di placca dentale, di carie e di gengiviti.
3) Lo zucchero ingrassa non solo perché è alto in calorie, ma perché spinge a mangiare di più. Un consumatore di zucchero (o di dolci) continua a mangiare senza saziarsi mai.
4) Lo zucchero è disastrante nei riguardi del sangue. Viene assorbito come si trattasse di un’iniezione intravenosa che mette l’intero sistema ghiandolare in stato di allarme.
Pancreas, fegato e ghiandole adrenali vengono stressate enormemente dallo zucchero e dai dolci che lo contengono.
5) Lo zucchero, sostanza che include anche tutti i carboidrati e gli amidi cotti, toglie spazio allo zucchero vero e buono, ovvero al fruttosio naturale della frutta, di cui ognuno di noi ha grande bisogno.
6) Lo zucchero è droga pura che causa assuefazione. Offre dei picchi di massimo rendimento seguiti da picchi negativi di alta depressione, al pari di qualsiasi doping che si rispetti.
7) Lo zucchero disturba l’equilibrio biologico del corpo umano, indebolisce il sistema immunitario e incoraggia la crescita patogena di lieviti e funghi nell’organismo, in particolare la Candida Albicans.
8) Lo zucchero è un sostituto scadentissimo e rovinoso dei cibi dolci naturali di cui abbiamo bisogno.
9) Lo zucchero aumenta il livello generale di trigliceridi (o di grassi) nel sistema cardiocircolatorio.
10) Lo zucchero corrompe il senso del gusto, impedendo di apprezzare i sottili e delicati sapori dei cibi naturali.

Bocciatura generalizzata per la caffeina

Ci spiace per la Splendid, per la Illy, per la Segafredo, per Hag e Lavazza, per la Redbull e per tutte le cole del mondo, cariche all’inverosimile di caffeina, ma la bocciatura è generalizzata.
C’è gente che distribuisce il tapiro d’oro, noi proseguiamo col teschio.

Dieci motivi per evitare il caffè

1) Il caffè è una droga caustica che causa assuefazione e forti crisi di astinenza. Anche chi prende un solo caffè al giorno trova oltremodo difficile liberarsi da tale schiavitù. Il caffè può essere considerato una versione legale della cocaina.
2) Il caffè è teratogeno, per cui causa difetti genetici alla futura prole. Molti esperimenti dimostrano che è troppo spesso causa di malformazioni e difetti agli arti dei neonati.
3) Il caffè è mutageno. Una tazzina contiene 250 mg di acido clorenico, di actractylasides
(estremamente tossico) e di glutathione transferase inducers (cafestol palmitates).
4) Il caffè è cancerogeno per il suo materiale combusto e per il contenuto in methilglyoxal (mutagenic pyrolisis product), ed è associato a tumori alle ovaie, alla vescica, al pancreas, allo stomaco e all’intestino.
5) Il caffè contiene caffeina, uno tra i 20 veleni più pericolosi del pianeta, un alcaloide tossico che irrita il sistema nervoso, sbilancia il sistema simpatico e causa aritmie cardiache.
6) Il caffè e torrefatto ed amaro. Corrompe l’alito, ingiallisce i denti, irrita lo stomaco e danneggia pesantemente il fegato. Come se non bastasse, ha effetti distruttivi sul sistema renale. Una tazza di caffè mette 21 ore per passare attraverso i reni e il sistema urinario. Bastano 8 tazzine al giorno per fare di una persona sana un cliente probabile alla dialisi e al trapianto.
7) Il caffè è carico di acido ossalico che vincola e sequestra il calcio, e causa calcoli ai reni e in altre parti del corpo.
8) Il caffè è carico di acido urico. Acidifica il corpo e causa osteoporosi. Sovverte la digestione e il sonno. È causa di emicrania, di fiacchezza e di depressione nelle inevitabili fasi di carenza.
9) Il caffè produce una restrizione dei vasi sanguigni, alta pressione, irregolare circolazione coronarica, insufficienza renale, ulcere gastriche, ronzio alle orecchie, tremito muscolare, irrequietezza, sonni agitati, diabete nei neonati, irritazioni gastrointestinali, sconvolgimenti nel glucosio del sangue (spinge il pancreas a secernere più insulina).
10) Il caffè, sia a pasto che dopo pasto, fa da innaturale acceleratore digestivo in quanto obbliga il cibo a lasciare lo stomaco, ed anche l’intestino, troppo rapidamente, causando malassorbimento degli alimenti e rallentamento della peristalsi intestinale. Il latte nel caffè è un ulteriore errore alimentare, col tannino del caffè che va in fermentazione e causa irritazioni intestinali.

Tabelle incontestabilmente vere che la gente deve poter conoscere

Dieci minuti di televisione hanno una valenza enorme.
Un costo enorme ed un prezzo enorme.
Eppure si sprecano ore e ore di riprese televisive e di trasmissioni senza dire mai niente di importante e di realmente utile. Poco o niente di vero e tanta ipocrisia.
Alla fine della giornata, uno va a nanna con la testa che gli rintrona di balle iperboliche, come più va giù e più ti tira su, o come il buon latte cremoso che ti dà tanto buon calcio, o come la bevanda X o la mentina Y rigorosamente senza zucchero (ma con l’aspartame, non citato, che è molto peggio dello stesso zucchero).
Se si adoperasse un decimo del tempo dedicato a boiate pazzesche tipo Grande Fratello, si potrebbero trasmettere alla gente più verità scientifiche ed incontestabili, e meno indecorose prese per i fondelli.

Non serve essere meschini e imbroglioni a quel punto

Perché la pubblicità è diventata così vile, bugiarda e truffaldina?
C’è davvero bisogno di ricorrere alla furfantaggine e all’imbroglio?
Dopotutto, se uno ha deciso di avvelenarsi lo fa ugualmente, anche se viene stampigliata la dicitura veleno sul prodotto.
Succede anche con le sigarette. La parola cancro appare regolarmente sul pacchetto.
Serve forse a dissuadere il consumatore?
Pare proprio di no, se è vero com’è vero che c’è oltre un miliardo di gente che fuma al mondo!

Un cibo ricco di fragranza e carico di veleni

Da vegano tendenzialmente crudista sono legatissimo ai sapori naturali della frutta.
Non mi costa nulla ammettere però che il profumo del caffè esercita attrazione, e che il grana dà l’idea giusta o sbagliata del cibo ultranutriente, che il cacao a volte tenta in modo insidioso, per cui una cioccolata amara ristretta in pieno inverno si gradisce ben volentieri, nonostante non sia esattamente una bevanda salubre.
Il grana piace. Stronca la fame, al pari di tutti i formaggi. Aiuta a bere le varie porcherie alcoliche, per chi non ne sa fare a meno.
E soprattutto è carico di una droga chiamata sale, che nessuno però cita con la dovuta attenzione. Venga dunque pubblicizzato per quello che è. Un cibo ricco di fragranza, ma anche carico di veleni.

Vietato mettersi in condizioni di fame

Non mi serve nascondermi dietro la foglia di fico e ripetere gli errori che faceva il grande Herbert Shelton. Durissimo nei suoi discorsi contro i latticini, e cedevole dietro le quinte, con un pezzo di formaggio celato a volte tra le sue cose personali.
Non era certo un vile. Lo confessava ai suoi allievi, di essere in quel caso debole e di razzolare male. La fame fa brutti scherzi. Mai affamarsi dunque.
Si corre il rischio di cadere nella trappola attrattiva del grasso, del dolce, del salato e del concentrato.
Evito il formaggio senza remore. Ma se ho fame nera in situazione di emergenza, e non mi sono attrezzato con del cibo in partenza, e non trovo un minimo di materiale vegano per contrastarla, come capita nelle stazioni ferroviarie d’Italia, diventate ormai succursali di salumieri e casari, può succedere pure a me di prendere un panino di verdure con del formaggio dentro.

Il ricorso al compromesso nelle situazioni di vera emergenza

Se poi qualcuno ti prepara amorevolmente un panino col formaggio crudo di montagna, e con
abbondanza di verdure e carciofini, lo mangi e lo gradisci durante il viaggio in treno, anche se sai che molto meglio sarebbe stato con della crema di carciofi, delle noci e dell’avocado al posto del formaggio.
L’importante è non farci il callo e non adottare tali accomodamenti come abitudini e sistema di vita.
Se gli animali da latte delle malghe non venissero brutalmente assassinati, dopo aver regalato il loro latte aromatico a un bipede che non sa cosa significhino la parola riconoscenza e la parola rispetto, ci sarebbero molte meno obiezioni da fare sui formaggi prodotti a crudo, e assumibili casualmente come riempitivi di una dieta basilarmente vegana e crudista.

A chi fa bene il grana

Non si venga però a dire che il formaggio fa bene e che il grana è il top della forza e della salute.
Fa bene a chi lo produce e a chi lo vende.
Non certo alle povere mucche sfruttate e poi macellate.
Non certo ai loro vitellini derubati di quel latte, derubati della loro dose di affetto materno, e derubati poi, pure loro, della propria vita.
Non certo ai consumatori, che si caricano di caseina e di sale, di osteoporosi e non di buon calcio, che si caricano di sale e di ritenzione idrica, che si caricano di malassorbimento e di problemi intestinali, di problemi ormonali e renali.

Trovo più sopportabile il professor Giorgio Calabrese

Quanto poi alle sparate pseudoscientifiche di un ormai inguardabile ed illeggibile Nico Valerio, che ha recentemente classificato come scienza-e-non-coscienza il mangiare carni bianche, come né-scienza-nécoscienza il mangiare carni rosse, come coscienza-ma-non-scienza il mangiare vegano, e come coscienza-e-scienza l’essere vegetariani approssimativi e disordinati come lui, disposti disinvoltamente anche al piatto di carne, in nome della vitamina B12, preferisco sopportare il dr Giorgio Calabrese, che nella sua sfrenata ideologia carnelattistica risulta di sicuro più lineare e coerente.

Serve più poesia e più ispirazione, e meno arroganza chimica

Come dice Franco Libero Manco, la strada giusta si imbocca soltanto se c’è come base l’illuminazione dell’etica e dell’estetica.
Con la chimica, e con l’illusione di essere pomposamente al top della conoscenza grazie alle reazioni, alle formule, agli eccitamenti e alle inibizioni da laboratorio, si finisce per cadere in aberranti e fumose gabbie mentali.
Non facciamo di ogni erba un fascio.
Ci sono ovviamente persone profonde ed incorrotte anche tra i chimici.

La miopia etica e culturale porta ad aberranti conclusioni

Non c’era però da fidarsi di Louis Pasteur (chimico), non c’era da fidarsi del zonista Barry Sears (chimico) e, mi spiace a dirlo per il suo passato di scrittore gradevole e intelligente, non c’è da fidarsi di Nico Valerio (chimico), legato com’è alla filosofia del bilancino che non gli permette nemmeno di capire che la B12, come del resto tutte le vitamine B, incluso la mitica B17 dei semi amari, quelle conosciute e quelle ancora da scoprire, operano in totale sinergia di gruppo.

La mediocre filosofia del bilancino

Filosofia del bilancino che lo porta a non capire che la B12, nelle giuste e salutari proporzioni minime, sta dappertutto, più come colore e come aroma, che come vitamina corposa e pesabile.
Filosofia del bilancino che lo porta a credere che il Creatore di un mondo così complesso e carico di meraviglie, di un corpo umano incredibilmente perfetto, si sia distratto e abbia floppato su una sola vitamina, la B12, bisognosa di essere integrata per raggiungere la salute.
Se questa non è miopia culturale e scientifica, mi si dica cos’è.

Le reti televisive culo e camicia coi produttori di veleni

La televisione ha potenzialmente un grosso valore divulgativo ed istruttivo, in quanto fa, nel bene e nel male, da scuola a tempo pieno, 24 ore al giorno.
Purtroppo è nelle mani sbagliate. È nelle mani di gente che tende ad essere falsa, tendenziosa ed irresponsabile, non tanto per ignoranza o cattiveria, quanto per necessità organizzativa e per voracità finanziaria. È nelle mani di gente collusa profondamente con le industrie che la finanziano e le apportano i profumati soldini per le varie pubblicità.
Direttori, manager, persino presentatori e cuochi. Tutti collusi.
Tutti culo e camicia coi produttori di veleni.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Phil Ethasimon on

    Lo so. Forse non c'entra nulla col tema della tesina ma commento.
    Viva Valdo Vaccaro!! 🙂 🙂 🙂