DIETA A ZONA E CONTROLLO ORMONALE-INSULINICO DEL PROCESSO DIGESTIVO

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Una quasi-adepta della dieta a Zona

Carissimi amici dell’AVA,
Chiedo parere riguardo la dieta a Zona prescrittami dal mio medico di fiducia.
Si tratta di un regime alimentare che prevede ad ogni pasto della giornata una quota suddivisa 40 percento carboidrati, 30 proteine e 30 grassi.
Mi è stato detto che essa è nata per il controllo ormonale-insulinico del processo digestivo, ma ritengo che essa abbia un apporto proteico eccessivo.
Non potreste consigliarmi dei testi di alimentazione vegana che tengano conto del controllo ormonale?
Vi saluto caramente, dispiaciuta di non abitare almeno nel Lazio, per assistere alle vostre settimanali conferenze e partecipare alle importanti manifestazioni informative e di protesta che fate contro l’onnipresente virus della persecuzione contro gli animali da carne, da caccia.e da pesca.
Angela P.

L’Italia è il paese della zona e degli stadi.
Scoperto l’America, l’abbiamo lasciata nelle mani di scozzesi-irlandesi-olandesi.
Gli yankee-anglosassoni sono i più bravi al mondo nello sgozzare bisonti e bovini.

Cara Angela,
L’Italia è oggi il paese delle zona e degli stadi.
Stadi che derivano dal concetto greco-romano di un posto in cui si svolgono manifestazioni sportive.
Famosi erano gli stadi di Efeso, Olimpia, Atene, Delfi e Roma, quando l’America era ancora all’età della pietra, dei bisonti e forse di qualche residuo dinosauro.
Zona che è stata inventata e migliorata da un certo Arrigo Sacchi, quando il Milan di Van Basten usava tramortire per 4 a zero ogni squadra che incontrava nel suo cammino, incluso il Manchester United.
Dopo che la scoprimmo nel 1492 con Cristoforo Colombo e poi Amerigo Vespucci, l’America diventò mano-mano terra di conquista di emigranti irlandesi, olandesi, scozzesi, contadini e mandriani che fecero rapidamente fortuna e pensarono di tornare in Europa da conquistatori e da infallibili guide spirituali e materiali per l’allevamento intensivo, la macellazione, le cure medico-farmaceutiche, le diete e la nutrizione in genere.
Nello sgozzare bisonti e bovini sono stati e sono i più bravi al mondo, al punto che l’Italia è diventata una propaggine di quegli allevamenti e di quei macelli Yankee-anglosassoni, dove la tortura e la decapitazione avvengono a ritmo frenetico stile catena-di-montaggio.

L’invasione dell’Italia da parte dei mercanti di morte

Non contenti di questo misfatto, ora pretendono pure di mettere piede sul Mediterraneo con i loro mercanti delle diete low-carb ideate da un bovaro di nome Stillman, da cui impararono in fotocopia i vari Atkins, Agatson, Sears, D’Adamo.
Mercanti di morte i primi e mercanti di morte, a scoppio non molto ritardato, i secondi.
Quando venne per la prima volta in Italia il chimico Barry Sears, alcuni medici italiani privi di idee e di ispirazione, gli prepararono il terreno così bene che conquistò il paese in un baleno.
Milano, Roma, Bologna e Udine. Ogni conferenza 1000 e oltre discepoli a bocca aperta ad ascoltare le sconcezze che questo dietologo americano blaterava, quasi incredulo, alle folle italiane in trepida adorazione, in fremente attesa del nuovo verbo e del nuovo messia.
Si trattava di un profumato business.
I libri suoi, e quelli degli altri citati compari, andavano letteralmente a ruba.
Piatagora? E chi è costui. Leonardo Da Vinci? Un capellone toscano dell’era post-medievale?

I libri dei mercanti americani in liquidazione e a macero nelle città asiatiche

Questo per farti capire quanto la nostra Italia è caduta in basso graze alla ganga che detiene il potere scolastico-politico-religioso-economico dal dopoguerra in poi, ed in particolare negli ultimi 30 anni.
Mi trovavo a Natale in Filippine, paese a torto considerato sottosviluppato, o stile repubblica-delle-banane.
All’interno di uno shopping centre della catena Robinson, c’era uno stand dove vendevano libri americani nuovi e originali a prezzo ridicolo.
Volumi rilegati che costavano in origine 20 o 30 US$, liquidati a prezzo di macero per 150 Pesos, ovvero due Euro.
Gli autori più comuni e più macerati ed umiliati? Proprio Atkins, Sears, D’Adamo, Agatson.
Persino Pritikin, coinvolto però ingiustamente in questa immane scarica di cultura sprecata ed obsoleta.
Parlo di centinaia e migliaia di libri.
Il 70 percento tutti sulle diete, guarda caso sulle diete low-carb.
Non solo i quattro autori nominati, ma anche decine di altri che in Italia non conosciamo nemmeno.
Non vi era nemmeno un singolo testo di Shelton, di Ehret, di Bircher, di Peter Duesberg, che avrei volentieri comprato. Ma quella è merce rara e non testi da bidone delle immondizie.

Da noi i campioni di calcio, da loro i dietologi da strapazzo
Frutti tropicali e donne per i mercanti, pasti obitoriali e funerei per i loro clienti.

Nel nostro paese proliferano i giocatori di calcio. Campioni e campioncini in ogni stadio di città e di periferia.
In America proliferano i dietologi e i mercanti. Solo che purtroppo non sono dei campioni, ma dei dilettanti allo sbaraglio, degli arrivisti e degli irresponsabili.
L’America è notoriamente il paese delle risorse.
Se riesci a entrare nel meccanismo del mercato, a trovare la strada del marketing operativo, con una qualsiasi idea, formula, materia, invenzione, sfondi e diventi miliardario.
Clicca su Barry Sears e te lo trovi, sorridente e abbronzato, fare la spola tra Miami e le Bahamas.
Clicca su Agatson, cardiologo venduto alla Kraft Food Inc, e lo troverai pure dalle stesse parti.
Stanno tutti in Florida.
A mangiarsi frutta tropicale e stiracchiarsi al sole 12 mesi l’anno.

A godersi pelle contro pelle le delizie della carne viva, mentre ai loro maldestri e malcapitati clienti del mondo intero, sovvenzionatori delle loro fortune e dei loro yacht, hanno prescritto morte e distruzione, pasti obitoriali e funerei, supplementati ed integrati da pasticche stimolanti e dopanti.

Un branco di farabutti copiato da branchi di farabutti.
Tonnellate di carta sprecata ed ettolitri di inchiostro buttati via.

Se il tuo nome entra nella nomenclatura e va on-line, è fatta.
Cose che da noi ce le sognamo.
E così, sulle orme di Atkins e Sears, di Agatson e D’Adamo, ne sono nati altri cento, tutti autori di libracci copiati dai battistrada dello sgrassamento-violento-a-suon-di proteine che sono i profeti delle diete low-carb.
Un branco di farabutti copiato da branchi di farabutti.
Acclamati, letti, cliccati e gettonati da obbedienti branchi di pecorelle smarrite.
Dopo quella rivendita filippina, ho pensato a quante altre ce ne fossero a Manila e negli altri centri del paese, visto che esistono centinaia di shopping center della Robinson nel paese.
A quante altre valanghe di libri nuovi sulle diete, che poi nessuno compra, ci potessero essere in giro.
Tonnellate di carta sprecata rubata agli alberi, ettolitri di costoso inchiostro buttati via.
Ma la cosa poi si è ripetuta a Singapore e Kuala Lumpur, a Jakarta e Hongkong.

Una cricca medico-culinaria-politico-televisiva da mandare in vacanza a Guantanamo

Tutti in allegra svendita. Se compri 5 volumi te ne tirano un altro gratuito sulla schiena.
Qui no che la religioni cattolica o quella islamica intervengono a bruciare.
Quelle mica si perdono a carbonizzare cose insulse e demenziali.
A quelle interessa da sempre far fuori tomi unici e fondamentali, contenenti verità e fatti della storia umana.
Quelle sono specializzate nella distruzione delle radici della civiltà.
Forse, un giorno o l’altro, anche in Italia impareremo qualcosa.
A patto che la presente cricca medico-culinaria-politico-televisiva, venga esautorata accuratamente e mandata in vacanza, con solo biglietto di andata, alle Bahamas, o forse meglio ancora a Guantanamo, dove pare si stiano liberando dei posti.

Il magico valore del nome

La dieta a Zona è tra le più famose al mondo.
È la più nota non per qualche suo strano merito, ma proprio perché la più stupida già nel nome.
Gli americani sono specialisti nei marchi e nelle idee-lampadina.
Peter D’Adamo non ha chiamato la sua dieta col bel cognome quasi-biblico che si ritrova, come avrebbe potuto fare, ma l’ha definita Dieta a Gruppi Sanguigni, perché tutti abbiamo un gruppo sanguigno.
Arthur Agatson se ne è ben guardato di chiamare la sua dieta, presa tale e quale dai piazzisti Kraft, col suo nome, o peggio ancora col nome Kraft.
Chi mai avrebbe seguito una volgare dieta Kraft, elaborata di magnati della carne e del formaggio?
No, la gente fa scelte oculate e intelligenti. Ci dev’esser dentro il fattore natura, il fattore solare, il fattore esotico. Ecco dunque servita la Southern Beach.

Suona bene, Ti fa pensare alle spiagge tropicali, ai manghi ed e alle banane. Poco importa se poi nel suo menù ci sono rognoni e stomaci di bue, fegati d’oca e budella di maiale.
Quello è solo un piccolo dettaglio. L’importante è il titolo, il marchio, l’idea.
L’ha chiamata South Beach o Southern Beach. Figurarsi se la denominava North Beach, quando al Nord dell’America ci sono sole le gelate ed inospitali costiere della Nuova Scozia, del Quebec e dell’Alaska.

Questi Americani hanno inventato tutto, grazie però a Galvani, Volta, Marconi, Meucci e Fermi

Che significa dieta a Zona? Uno tende giustamente a cercare il nesso logico.
Finisce per pensare a qualche soluzione tecnica d’avanguardia riguardante chissà quali zone strategiche del corpo. Si sa, questi americani sono oltremodo avanzati.
Hanno inventato il computer, e sono andati sulla Luna.
Hanno inventato il telefono con Bell, che però ha rubato i soldi e la fama al vero inventore Antonio Meucci, fiorentino al pari di Leonardo.
Hanno inventato la lampadina con Franklin, dicono, scordandosi che il Volt deriva non da Volter o Volton, ma dal comasco Alessandro Volta, e che i galvanometri prendono nome dal felsineo Luigi Galvani, da cui Volta trasse molti spunti.
Hanno sviluppato le telecomunicazioni come fossero minestra del loro sacco, dimenticandosi che un certo Guglielmo Marconi, emiliano doc, gli ha insegnato tutto, dalla A alla Zeta.
Sono diventati depositari del maggiore arsenale atomico, quando il primo reattore nucleare (pila di Fermi, 1942) è opera del fisico romano Enrico Fermi.

Tutte le diete se vogliamo sono a zona: le mie vanno dagli 80-10-10 invernali ai 90-5-5 estivi

L’ho fatta un po’ lunga, cara Sonia, ma volevo farti capire bene cosa è quella merce infame che ti ha proposto il tuo medico.
Non lo conosco, ma ti consiglio di cambiarlo, non fosse altro che per la mancanza di personalità che ha dimostrato nel proporti quella dieta.
Veniamo dunque al tuo problema.
Che significa, dicevamo, dieta a Zona? La denominazione è talmente banale da far cader le brache.
Tutte le diete se vogliamo sono a zona.
La mia zona personale, in periodo invernale e a casa mia, è la 80-10-10 (70% carboidrati vivi, ovvero frutta e verdure crude, sommati al 10% di carboidrati morti cioè cotti, da pasta, riso, pane integrale), 10% proteine crude da noci-mandorle-pistacchi, vegetali e 10% percento grassi da avocado, olio extravergine, noci, olive, girasole, semi zucca, sesamo, arachidi), mentre quella più sana ancora che adotto d’estate e quando mi trovo in viaggio è la 90-5-5, cioè 90 carboidrati, 5 proteine e 5 grassi.

Se avessero ragione i vari manigoldi

Ho il mio peso forma di 75 kg da quando avevo 16 anni, indipendentemente da quanto moto e sport faccia.
Se avessero ragione quei manigoldi di mercanti delle diete, e quei manigoldi inventori dei ferri-eme, della B12-nobile (derivata s’intende dalla M, cioè dalla merde, che in francese chissà perché suona meno offensiva), e degli Omega3 da pesce, dovrei essere un grassone da 200 chili, oppure trovarmi sotto-terra da almeno 20 anni.
Se avessero ragione i manigoldi dell’Aids, con tutti i miei favolosi e indimenticabili contatti intimi, rigorosamente privi di paracadute, non starei qui a parlarti, in perfetta forma, delle diete a zona.

La comica del controllo ormonale

Ti ho detto 80-10-10 e 90-5-5. Ma i dati te li ho buttati là distrattamente a occhio, mica col bilancino.
Cosa significa poi controllo ormonale, che mi fa addirittura sghignazzare dal ridere?
Certi medici mi divertono. Sono fantastici in fatto di inventiva e di ciarlataneria.
Hanno molto del prete e del Don Abbondio.
Immaginiamo che questo articolo venga letto e faccia il giro d’Italia. Ti figuri le conseguenze?
Tutti domani a preoccuparsi del controllo ormonale.
Se poi scriviamo Il controllo ormonale tramite la Zona, tutti ansiosamente a cercare Sears su Google.
Restate in Italia ragazzi, che la sappiamo molto più lunga di loro quasi su tutto, ed in particolare sugli alimenti e sui cibi, a patto che ci disincrostiamo delle fesserie imparate sui libracci che circolano, sui televisori che bestemmiano e diseducano, sulle bacheche sanitarie ed ospedaliere che prendono per il culo, sui ministri dell’agroalimentare che blaterano.

Perché no il controllo acqueo? Perché no quello enzimatico, quello minerale e quello vitaminico?

Il controllo, cara Sonia, può essere solo il controllo globale, quello che si fa usando quella preziosa cosa che hai nella testolina e che si chiama cervello.
Il controllo si fa buttando al macero chi usa frasi fatte, frasi ad effetto, concetti misteriosi e principi tarocchi.
Se cominciamo a parlare di controllo ormonale, perché allora non anche il controllo acqueo? Perché non quello enzimatico? Perché non quello vitaminico?
Puoi stare certa che se ci leggono anche negli atenei, ci sarà già qualcuno che ha annotato Controllo ormonale, e che da qualche parte vedremo spuntare delle nuove facoltà mediche tipo Hormone Control Department, Enzyme Control Department.
Stiamo dunque attenti a come ci esprimiamo.

Chiariamo una cosa se hai problemi di diabete.
Una grave lacuna scientifica italiana nel settore dei bio-catalizzatori o food-enzyme.

Hai problemi di diabete forse?
Chiariamo intanto una cosa.
Contrariamente a quanto si pensa, la stragrande maggioranza dei diabetici diventa tale per colpa delle proteine animali e dei cibi cotti, e non assolutamente per colpa della frutta.
Pretendere poi di controllare i giochi ormonali ed i meccanismi insulinici con le arguzie di Barry Sears è il massimo della illusione.
Occorre semmai una dieta equilibrata.
Equilibrata, nel mio linguaggio (diversissimo da quello corrente, e ancor più da quello di Sears) significa rapportata e ritagliata sul tuo bel corpo di fruttariana.
In libreria, troverai a partire da marzo, il mio testo L’Alimentazione Naturale dalla A alla Z, da parte della Anima-Edizioni di Milano che cura le mie pubblicazioni.
Penso che ti possa essere utile.
Esistono molti scritti più o meno validi.
Il solo guaio è che mancano spesso di coerenza e difettano pure in crudismo.
Tutto perché le ricerche importantissime sui food-enzyme di un americano di nome Edward Howell, autore di un testo basilare dal titolo Enzyme Nutrition, non sono mai arrivate in Italia.

Per concludere, via nella spazzatura ogni atroce dieta americana, cambio di medico (salvo che non ti chieda umilmente scusa) e, se vuoi, se gradisci e ti fidi, posso spedirti gratuitamente alcuni miei articoli specifici sulla dieta crudista vegana che io adotto regolarmente.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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