A TAVOLA COI SANTI, A LETTO COI PECCATORI

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La scelta irrinunciabile della verità e della franchezza

Chi fa il nostro lavoro viene visto spesso, giusto o sbagliato che sia, come un maestro, come un insegnante di vita, un educatore che spinge i lettori in una determinata direzione.
È una posizione delicata in quanto si diventa un po’ l’ago della bilancia.
Ogni argomento al mondo può essere visto da mille lati opposti, da mille prospettive, da differenziate lenti di ingrandimento che ne esaltano un particolare aspetto piuttosto che un altro.
Se l’oggetto in discussione è di tipo alimentare, ci andiamo a scontrare con dietologi, cuochi e nutrizionisti.
Se è di tipo salutistico-naturale ci misuriamo con medici e farmacisti.
Se è di tipo etico e sessuale, tocchiamo sessuologia e filosofia, ma finiamo per scontrarci pure con tutte le religioni.
Queste sono, volenti o nolenti, le caratteristiche della scienza comportamentale, quella che implica alla fine delle scelte motivate, univoche, convergenti, coerenti.
Non possiamo esimerci dal puntare inevitabilmente alla franchezza ed alla verità.
Esiste poi davvero la verità, o ne esistono 2 o 7 o 50?
La verità esiste ed è una sola. E, purtroppo, non sta mai nel mezzo, come molta gente pensa o vorrebbe.
Sarebbe troppo facile.
Trovi i due estremi, tracci un punto equidistante e il gioco è fatto.
Non esiste la media tra una posizione giusta e quella sbagliata, tra il bene e il male, tra il bello e il brutto, tra il giusto e l’ingiusto. Possono al massimo esistere dei punti aggiuntivi o diminutivi intorno agli estremi.
Le posizioni mediane sono sempre amorfe, mediocri e svianti.
Dovremo quindi sempre usare la pazienza e il metodo scientifico per approdare a delle conclusioni e a delle regole, sempre tenendo in testa l’obiettivo prioritario ed obbligatorio della verità.

Convivenza di diversi caratteri, esperienze, posizioni

Un esempio tipico della diversità estrema tra le persone è quella che si verifica in continuazione tra uomo e donna all’interno della famiglia, dove l’uno dice bianco e l’altra dice nero.
Un altro esempio, eclatante quanto basta, è quello tra il presidente dell’AVA Franco Libero e me medesimo.
Ci vogliamo bene come dei fratelli e ci capiamo al volo su tutto in termini di etica, animalismo e di alimentazione naturale, ma se andiamo a toccare un problema importante e fondamentale come quello della sessualità e della religione, sprizzano a volte simpatiche e fantasmagoriche scintille.

Lui vorrebbe parlarne apertamente (sul che mi trova d’accordo) e trovare una linea comune e coerente (dove invece esistono troppe difficoltà per farlo).
Non si può, dice, affrontare i nostri temi igienistici ed etici con efficacia se non prendiamo posizione e non risolviamo dubbi e domande pure sul sesso.
L’energia sessuale investe la persona umana, la condiziona, la qualifica.
Il sesso è una forza travolgente. Va affrontato e spiegato e, parlando di sesso, si va anche a toccare l’altro aspetto delicato che è quello della religione.
Facciamo dunque un tentativo e buttiamoci in quello che potrebbe essere un gioco al massacro ideologico, senza però intaccare minimamente la nostra amicizia e la nostra fratellanza.

I punti in comune sono chiari ed importanti

Il nostro comune obiettivo è di dire e fare le cose giuste, giuste in terra e giuste in cielo, giuste in teoria, in scienza ed in etica, giuste nel fisico, nel cuore e nell’anima.
Abbiamo accertato alcuni punti assoluti in comune come:

1) La logica e la necessità di difendere al 100% l’incolumità, il rispetto e l’amore verso gli ultimi, verso le
creature più tartassate dall’uomo che sono gli animali cosiddetti da carne, da pesca e da caccia.
2) La logica e la necessità di riconoscere l’unicità e la peculiarità del corpo umano, dotato di cuore-mente-
anima, forme, meccanismi e funzioni, che sono tutte quelle di un essere fruttariano-vegetariano.
3) La logica e la necessità di promuovere una dieta a forte prevalenza crudista, senza carne, senza latticini, senza pesce, e col minimo possibile di sostanze confezionate, cotte, concentrate, trasformate.
4) La logica e la necessità di spingere la nostra coerenza ai nostri articoli di vestiario e di arredamento, evitando il più possibile l’utilizzo di scarpe, cinture, portafogli e borse in pelle, di sedili, sedie e divani in pelle, preferendo infine gli articoli in cotone a quelli in lana.

Due posizioni estreme a confronto senza mezze misure.
Arrivati alla sessuologia sprizzano scintille.

Perché siamo così diversi? E chi ha torto o ha ragione?
Penso di fare cosa gradita a noi stessi, ma anche ai molti lettori che ci seguono, offrendo la nostra querelle filosofica sottoforma di aperto confronto e dibattito.
Nessuno dei due va al night, in discoteca, o a cercarsi qualche puttanella.
Entrambi abbiamo famiglia e persone da rispettare, per cui ci comportiamo in modo socialmente decente ed irreprensibile.
Eppure, arrivati al sesso ed alla religione, ci diamo botte da orbi o quasi.
Gli ho inviato un articolo di intrattenimento più che di educazione, che sapevo essere irriverente e beffardo dal titolo L’elogio della castità, non per offendere qualcuno, ma inteso soprattutto a sdrammatizzare l’argomento, e a farci fare possibilmente un paio di terapeutiche risate.
Un articolo che intendeva evidenziare la differenza tra i bei tempi del sesso innocente e spensierato di quando non c’erano computer-televisioni-telefonini e bufale Aids, e i brutti tempi di oggi nei quali la gioventù tende a nascondere il travaglio e il malessere che cova, senza sfogare i propri istinti e senza nemmeno sublimare o canalizzare la sessualità in modo opportuno, con conseguenze fisiche e psichiche non ancora sufficientemente valutate, ma di sicuro devastanti.

Franco non lo ha inteso a quel modo, non ne ha colto lo spirito nel mio stesso modo, e si è soffermato sui toni forse troppo piccanti e dissacranti, e mi ha chiesto di farlo sì eventualmente circolare, ma senza alcun riferimento alla AVA. Come dire una piccola bocciatura.

Le posizioni di Franco Libero su religione e sesso

Grossomodo, le posizioni di Franco sono allineate con quelle della migliore tradizione Cristiana.
Anzi, egli è molto più avanzato, rigoroso e coerente dei religiosi con la tonaca.
Il sesso per lui è una forza dirompente che deve assolutamente essere incanalata, imbracata e sistemata in modo acconcio e conveniente, al pari dell’energia che ti arriva in casa dai fili dell’alta tensione, passando per una cabina elettrica che la riduce già ai canonici 220 Volt.
Pur sentendosi maledettamente maschio, è diventato un vero asceta, un perfetto dominatore dei propri impulsi, tramite quella meravigliosa istituzione che è per lui il matrimonio cristiano, per cui non c’è altro sesso al di fuori di quello coniugale.
La mia opinione è che la sua situazione di perfetta e totale armonia famigliare, che non oso mettere in dubbio o discussione, conoscendo di persona la sua bellissima famiglia, non è merito del matrimonio cristiano in sè ma piuttosto della qualità individuale sua e di sua moglie, e del perfetto accordo raggiunto tra due metà della stessa arancia ritrovatesi a combaciare in maniera virtuosa e miracolosamente rara.
Franco, nel suo breve commento al mio articolo, dice quanto segue.
Abbandonarsi al sesso e ai pensieri lussuriosi è la cosa più semplice della vita, ma porta a conseguenze negative e gravi. Io attribuisco al sesso ogni danno possibile e immaginabile, mentre tu lo ritieni uno dei piaceri principali della vita. Vedo bambine stuprate, aborti, famiglie sfasciate, mariti traditi che uccidono, donne che non ci stanno e vengono violentate.
Senza contare poi che Gesù, l’uomo più grande e importante della storia, almeno per chi ci crede, era casto.
Disprezzare e dimenticare poi la castità di Maria, che è alla base della incarnazione, non è cosa di poco conto.
L’uomo deve essere capace di dominare se stesso.
Quanto a noi, in AVA, la nostra rivoluzione sta nel rendere l’uomo libero da ogni condizionamento fisico, mentale, morale e spirituale, e quindi da ogni cosa dominabile.
L’uomo perfetto deve vivere non di soddisfazioni sensuali, ma di altri piaceri da raccogliersi nella dimensione spirituale.

Le mie posizioni contrastanti

Premetto che è stato Franco a chiedermi di toccare questo argomento, e che io lo misi a suo tempo sul chi va là, sapendo che il mio sentire non collimava col suo.
E mi trovo pure tra due fuochi. Nel senso che ho amici qualificati che mi leggono volentieri ma che gradirebbero minore ripetitività e minor tornare sempre sulle stesse cose, in quanto già si sa in partenza dove andiamo a parare, e diventiamo così a volte noiosi ed inascoltati, col rischio di danneggiare la nostra stessa causa.
Detto ciò, vediamo quali sono intanto le mie idee religiose.
Per principio ho il massimo rispetto di ogni credo e di ogni idea, anche se amo spesso misurarmi con chi sta su posizioni diverse.
Giudico le persone per come si comportano e non per le religioni cui appartengono.

Sono sostanzialmente d’accordo con Franco sulla necessità di dominare se stessi, ed anche sul fatto che la nostra rivoluzione (meglio dire missione) deve rendere l’uomo libero da ogni condizionamento.

Dominare se stessi sì, ma non al punto di librarsi in cielo mentre siamo ancora in terra

Ma, attenzione, questo vale entro certi limiti, perché se uno si libera di tutto, come dice lui, non è più un uomo naturale fatto di corpo-cuore-anima, ma è un ente spirituale, ovvero un autentico e quasi sdegnoso-indignato dio in terra.
Librarsi in cielo con la nostra anima è cosa bellissima, ma quando viene il momento.
Io amo profondamente me stesso in tutti i miei aspetti terreni. Non ho alcuna fretta di anticipare l’evento.
Non trovo niente di sconcio e di negativo nelle fantasticherie erotiche mie o in quelle della gente in generale.
Non mi voglio affatto liberare anzitempo delle mie giuste e naturali voglie.
Per me non c’è proprio nulla di brutto, malvagio, peccaminoso o imbarazzante nel sesso.

Due serie obiezioni sul concetto di verginità mariana

Ed ecco allora che andiamo all’aspetto religioso.
L’idea bella e gentile di Gesù, sia bambino che adulto, rappresenta già di per sé un valore.
Il buon cristiano che crede in quella idea, che si raffigura in quel modello idealizzato di bontà-umiltà-saggezza, tende a comportarsi bene, a non essere barbaro-falso-crudele-impostore. Fin qui non ci piove.
Al limite, una madre che venga fecondata dallo Spirito Santo, e che incarna poi il bimbo divino, può pure essere rispettata, ma due cose devono essere assolutamente annotate:

1) Che storicamente il bambino nato da una vergine è un archetipo comune a molte religioni

– Egizi (Horos, figlio della vergine Iside)
– Persiani (Adonis, figlio della vergine Ishtar)
– Greci (Perseo, figlio della vergine Danae)
– Romani (Tullo Ostilio, figlio della vergine Ocrisia)

Chi mi vieta che un giorno o l’altro, ammesso e non concesso che mi sembrassi troppo buono e gentile, possa anch’io pensare o far credere a un Valdo figlio della vergine Smigliana e di Zeus, facendo rivoltare il mio vero padre nella tomba? Lo stesso ragionamento può essere fatto da tutti, ovviamente. Non siamo forse tutti figli dello stesso Creatore?

2) Che questo concetto della vergine Maria è letteralmente offensivo nei riguardi di tutte le comuni donne del mondo, di tutte le madri del mondo, relegandole allo scomodo rango di madri peccaminose e plebee, di generatrici di serie B.

L’equazione sesso=peccato è tipica delle religioni desertiche e senz’acqua

Il concetto di sesso uguale cosa vietata, sporca e peccaminosa è tipico delle religioni desertiche e montane, dove non si trova con facilità l’acqua da bere ed in particolare l’acqua per lavarsi.
L’uomo di oggi, almeno su questo, si è evoluto, per cui può anche farsi una bella doccia, sia prima che dopo, e altrettanto può fare la donna.

La sporcizia non è una questione di acqua? E allora mi si dica dove sta tale sporcizia? Nella mente? Nella mente di chi?
Il concetto poi di sesso uguale matrimonio mi è, per motivi di realismo fisiologico e mentale, ancora più estraneo.
Non perché voglia essere poco gentile nei riguardi di mia moglie, o perché mi metta a correre dietro ad ogni pulzella che gira. Ma semplicemente perché odio l’ipocrisia. Sarei falso se dicessi che le altre non le guardo e che non mi interessano.
Pensavo anch’io che col passare degli anni mi sarei dato una calmata.
Ma mi sta succedento esattamente l’opposto. Più mi stagiono e più mi piace quello che vedo intorno.
E non ho alcun desiderio di tagliarmelo, come diceva Ugo Tognazzi, o di tapparmi gli occhi.
Ringrazio piuttosto Dio di concedermi la gioia di andare in subbuglio ed in solluchero per un bel petto o per una superba scollatura.
Riconosco tuttavia che il matrimonio tra un uomo e una donna non è sempre e non è necessariamente una valle di lacrime e una penosa sopportazione reciproca.
Può succedere infatti che, in casi piuttosto rari, esso simboleggi il trionfo dell’armonia, per cui l’uomo canalizza ogni sua energia in modo esclusivo e totale verso la sua metà, e realizza la mitica pace dei sensi.

Santo e peccaminoso, sacro e profano

Franco è nel suo campo la perfezione, ovvero il punto di arrivo. Non esagero a dire che Franco è un santo.
Per me ci sono comunque cose sante e cose non sante nel mondo che ci circonda e nella stessa religione.
Santa è la bontà naturale della gente, cristiana, islamica o buddhista, atea o laica poco importa.
Santa è l’immagine che i cristiani serbano del loro Gesù, l’immagine che i magrebini hanno del loro Profeta, l’immagine che gli orientali hanno del loro Buddha.
La bontà idealizzata infatti non ha colore e non ha prezzo. Essa è pura.
Santi non sono i macellai che squartano le bestiole.
Santi non sono i cacciatori che impallinano la selvaggina.
Sante non sono le persone correttamente informate che continuano però a mangiare proteine animali.
Santa non è la chiesa che ha assassinato milioni di persone e bruciato libri del passato di inestimabile valore.
Santi non sono i libri, le bibbie ed i vangeli con tutte le loro contraddizioni e le loro violenze.
Santo non è quel dio padre che incita sue creature a torturare e sgozzare ogni possibile animale, a passare a fil di spada altri uomini, donne e bambini delle tribù che non gradisce.
Santo non è quel figlio di dio che annega maiali, consuma animali sgozzati e beve vino, che insegna alla gente a pescare, anziché a rispettare la vita nell’acqua e fuori di essa.

L’augurio sincero a Franco Libero perché riesca a comporre una profonda contraddizione
Credo in un Dio che è in attesa di essere cercato, capito e trovato.

Auguro a Franco Libero di trovar modo di comporre questa evidente frattura-contraddizione-dissonanza tra la propria filosofia animalista e il rispetto integrale che ha per le cosiddette sacre scritture.
Io non mi ritengo ateo.
Credo che esista un ordine, delle leggi e un creatore, qualunque forma esso abbia.
Ma, mi sia concesso, ho la certezza assoluta che il Dio che la gente cerca e pretende non è affatto il Dio delle scritture.
Ho la certezza assoluta che il nostro Dio è ancora là in attesa di essere cercato, capito e scoperto.

Rossana e Franco, due che fanno davvero uno

Capisco Franco e Rossana che sono il prototipo vero di questa situazione.
Farei un peccato mortale a scalfire con un pensiero negativo, con un sospetto o con una qualsiasi allusione il rapporto che esiste tra di loro.
Franco non è solo presidente dell’AVA, è pure un grande artista che scrive ottimi libri e dipinge magnifici quadri. Non è persona sbadata o incoerente.
Non è filosofo da potersi contraddire con argomenti da due soldi.
Non è un manipolatore o un mal-repressore dei propri istinti.
Franco è l’ottimo esempio, il maestro e il modello da seguire
Quanto a dire però che la sua personale esperienza sia facilmente replicabile, ce ne passa di strada.

La prima vera causa di divorzio e di separazione è il matrimonio stesso

La prima e unica causa di divorzio nel mondo è il matrimonio stesso, la stessa formula matrimoniale.
La Liz Taylor, cattolica osservante, pare si sia sposata e divorziata almeno una dozzina di volte, come diverse altre sue colleghe dello schermo.
Perché non farlo allora 20 o 200 o 1000 volte? Così una va sempre a letto con suo marito, ovvero col suo nuovo marito, restando pura e fedele per sempre di fronte a Dio?
Perché non fare una bella legge democratica e popolare, a basso costo e non per i soli artisti, per cui ci scegliamo tutti, volendo, un nuovo partner al giorno, alla settimana o al mese?
Ci prendiamo senza troppi ripensamenti chi ci piace e pare.
Ci divertiamo da matti tutti eccitati, perché nel sesso la curiosità e la novità sono fondamentali, e poi alla sera, o a fine settimana, quando ci siamo stufati perché ogni buona minestra stufa, le diciamo ciao-è-stato-un-piacere e passiamo in municipio a timbrare in due minuti un certificato di fine rapporto.
Se si fa in massa, la cosa diventa semplice ed economica come timbrare un cartellino in fabbrica.

Nessuna mummia e nessun imbalsamato in casa

Matrimonio gratis e divorzio gratis.
Tutti sposati in quel solo giorno o in quella sola settimana.
Ehi, ciao. Ti presento mia moglie Gina.
Sta con me fino stanotte.
Ma se ci troviamo bene facciamo una replica anche domani.
Tutti puliti, liberi e contenti. Nessuno geloso.
Nessuno che deve sopportare un coniuge preso per costrizione, per errore o per consuetudine sociale. Nessuno ad annoiarsi mortalmente con un murato a vita che ti fa sentire pure murato a vita.
Nessuna mummia e nessun imbalsamato in casa.
E gli eventuali figli? I figli se li cura l’Asilo Nido pagato da tutti, con ottimi maestri e splendide insegnanti.
I padri non servono già più.
Seguiamo la traccia delle mucche che, in fatto di siringhe fecondatrici, sono più avanti di noi.
Una bella banca dello sperma con tanto di caratteristiche dei donatori e tante donne a scegliersi il seme che più le interessa.

Il guaio del matrimonio è che uno dei due componenti è un uomo, un infedele per natura

Perché la gente divorzia e si separa?
Per i soliti motivi. Perché le scelte sono balorde, spinte, forzate, affrettate, indotte, illiberali, condizionate.
C’è sempre di mezzo il fattore necessità, il fattore famiglia, il fattore società.
Per la donna, c’è il complesso della zitella che scatta quando ha già venti anni.
Per l’uomo, che se non prende moglie lo accusano di essere figlio di mamma o di papà, gli danno del fallito, del bamboccione, o addirittura del gay.
Un altro grosso guaio poi del matrimonio è che uno dei contendenti è uomo, cioè maschio, cioè infedele per natura (ancor più infedele della stessa donna).
In Friuli c’è una canzone popolare che dice E mia mamma mi diceva: Non sposar le donne more che son tutte traditore, Non sposar le donne bionde che son tutte vagabonde.
Forse l’unica chance che rimane è quella delle donne rosse, a patto che non se li siano colorati.
A livello concreto, proprio terra-terra, divorziare significa dover regalare il 50% del patrimonio alla ex-compagna.
Il consiglio quindi a tutte le lettrici giovani è di non perdere tempo. Sposatevi velocemente e divorziate il più spesso possibile, almeno fintanto che ci sono buoni merli in circolazione.

Matrimonio come soluzione del problema sessuale?

Io non ho figlie, da lanciare nel bel gioco matrimonio-divorzio, ma solo due figli maschi.
Sposarsi per incanalarvi il sesso? Per carità.
Glielo ho già detto che farebbero un gran buco nell’acqua.
Matrimonio significa infatti tutto fuorché sesso, mentre sesso significa tutto fuorché matrimonio.
Sesso è fame di qualcuno che non possiedi.
Sesso è curiosità, erotismo, novità, eccitazione, sfida, battaglia, guerra, conquista, preda, desiderio proibito, donna proibita, donna fuori dell’uscio, donna sullo schermo, donna d’altri.
Matrimonio significa equilibrio, stasi, fine del movimento, fine delle ostilità, sistemazione definitiva di ogni velleità, dunque morte sessuale.
La moglie diventa eventualmente una socia in affari, una educatrice dei figli, una sorella, una figlia, una madre, una simpatica o antipatica compagna di vita.
Tutto fuorché una buona amante capace di eccitarti, e la cosa diventa reciproca.
Tant’è che i maggiori sessuologi, e non solo Reich, definiscono il matrimonio come la tomba del sesso.
Non c’è logica infatti nel costringere due persone al coito continuato quando, per legge naturale, l’attrazione sessuale è inversamente proporzionale alla conoscenza reciproca.
Il gioco sessuale, da piacevole e interessante come dovrebbe essere, diventa un sadico accanimento di uno verso l’altro, alla ricerca disperata di qualcosa che c’era e non c’è più.
Un voler estrarre del sangue dal muro.
Un cercare l’eccitazione da una routine che non è più in grado di darla.

Morale sessuale non fa rima con Lassismo, ma nemmeno con Puritanesimo

Ragazze e donne violentate, mariti traditi, gelosie e drammi familiari, figli abbandonati, e via discorrendo, sono tutte cose disastrose e orribili, caro Franco.
Ma non sono dovute, come tu dici alla cattiveria del sesso in sé, o del sesso sfogato, o della libertà sessuale.

È vero invece l’esatto contrario.
Secoli e secoli di repressione sessuale hnno portato al pessimo fenomeno sociale della sessuofobia.
A quella forma di psico-patologia chiamata nevrosi del peccato, a quel voler vedere demoni e satanassi in una semplice funzione naturale, positiva, nobile ed impeccabile, in un dono che ogni creatura vivente ha per farne buon uso e frequente uso, possibilmente anche quotidiano, oppure per non usarsi affatto, per chi decide di non farlo, oppure per usarsi a Pasqua e a Natale per chi riesce a canalizzare l’istinto.
Vedere il diavolo nel sesso, come ha fatto da sempre la chiesa di Pietro e Paolo, significa bestemmiare il vero Dio, significa disprezzare una facoltà ed una energia che lui ci ha fornito.
Il risultato di queste repressioni e di questi oscurantismi, di queste ossessioni diaboliche, di questi terrorismi indecenti che gridano vendetta verso i cieli del mondo, hanno portato ai misfatti che tu hai giustamente evidenziato.

Il ruolo satanico dell’apparato ecclesiastico

La Chiesa, caro Franco, non ha soltanto insegnato alle genti a mangiare carni, a fare uso antropocentrico ed egoistico delle risorse.
Non ha solo insegnato alla popolazione mondiale che il sesso è peccato e che mangiare la carne non lo è.
La chiesa è stata come Pol Pot e peggio ancora di lui.
Ha eliminato sistematicamente nel corso dei secoli ogni idea e ogni libertà di pensiero.
Ha preso uomini e donne e li ha messi sopra una catasta di legna.
La stessa esatta cosa che farebbe oggi con me sedutastante, se non fosse stata depotenziata degli antichi poteri dell’Inquisizione.
La stessa cosa che farebbe pure con te, nonostante la tua santità, per il solo fatto di averla accusata di antropocentrismo.
Come Pol Pot ha perseguitato le idee e l’intellettualismo, arrestando e prelevando dalle abitazioni la gente per il semplice fatto di averle trovato in casa dei quaderni e delle penne biro per scrivere, o dei libri da leggere, o degli occhiali da vista.
La mente, ed anche il sesso, che fa parte integrante della mente, sono un dono di Dio.
Combattere questi doni significa creare contraccolpi individuali e sociali dalle conseguenze disastrose.

Il corpo umano, con inclusa la mente e l’anima, è la nostra vera e unica Sacra Scrittura

Se ben ricordi, scrissi alcuni mesi fa un articolo dal titolo Il corpo è un libro aperto.
Ebbene, il corpo umano è la nostra vera Bibbia da studiare, analizzare e capire.
Ma non con l’arma dilettantesca e mediocre dei raggi X e della vivisezione medica, e nemmeno con l’arma dell’immondo pregiudizio sessuo-religioso.
Quei libri che tu giudichi sacri ed affidabili, che contengono comandamenti giusti e fasulli assieme, sono stati concepiti, elaborati e manovrati, da gente che nulla a che fare con la vera creazione.
Trattasi di libri scritti, tramandati, discriminati e tradotti, non per onorare Dio, o per rendere migliore l’umanità, ma per i porci comodi dei sacri padroni di allora e di oggi, per controllare i popoli e tenerli in pugno con la paura, l’ignoranza ed il terrore.

Il nostro caso personale

Dopo questa piccola baruffata ideologica, tu ed io ci abbracciamo e andiamo a berci un bicchiere di succo d’ananas, per far stizzire il ministro Zaia.

Per me e per te, caro Franco, il problema del sesso esiste molto relativamente, per essere discusso con eccessivo fervore ed animazione.
Il problema per noi non si pone nemmeno. Una moglie a testa basta e avanza per entrambi.
Amanti segrete? Non facciamoci ridere.
Diventerebbero più aggressive e possessive delle nostre medesime amate consorti.
Per quanto mi concerne, una spizzicatina qua ed una là, corro il rischio di concedermela ogni tanto, non fosse altro che per non dimenticarsi del tutto il know how.
Ma non mento alla mia dolce metà, che è poi persona seria e quasi carabinieresca.
Amanti niente e puttane nemmeno.
Ma se una me lo chiede, oppure mi si offre volentieri, non mi rifiuto aprioristicamente di conoscere le sue grazie, visto che non coltivo ambizioni di santità né inseguo patenti di misoginia.
Appartengo a quella categoria che vede ogni colpo perso come una apocalittica disgrazia, come un peccaminoso spreco, come una offesa al fato e al creatore.

Il corpo vivo è tutto bello o tutto da buttare

Non attribuisco però a quel tipo di eventuale episodio sessuale grande significato ed importanza.
E non è nemmeno necessario fare i seri e dire con aria di coccodrillesco pentimento Guarda cara che una sera ho fatto questo e quello con Tizia o Caia.
Mica le vado a dire Guarda che ieri sentivo il ventre pieno e me ne sono finalmente liberato, quando il giorno prima mi sono intrattenuto nei servizi igienici.
Sesso leggero e superficiale come bere un bicchier d’acqua? Forse no. Anzi sì. Perché no.
Stringere la mano o dare un bacio a una signora è forse peccato?
E toccarle il seno col suo permesso? E un po più giù?
Che cominciamo a fare la geografia delle parti accessibili e di quelle proibite?
Guarda che il corpo è tutto bello e sacro o tutto da buttare.
L’anima è bella, e il corpo pure, finchè è vivo, si intende.
Ed è proprio per quello che predichiamo amore per la vita e rispetto per la morte, ovvero rifiuto del cibo obitoriale e cimiteriale.

A tavola coi santi e a letto coi peccatori

Il grande e spiritoso filosofo britannico Bertrand Russell, nel suo celebre Matrimonio e Morale, dà al mondo un ottimo consiglio.
Volete godere notti liete e pranzi piacevoli?
Mettetevi a tavola coi santi e a letto coi peccatori.
Mangiare con San Paolo e i suoi colleghi, ma anche con lo stesso Gesù, per quanto risulta scritto nei libri, era un autentico spasso, per gli amanti della cosiddetta buona cucina.
Le anfore di buon vino rosso non mancavano mai, la carne di agnello sgozzato nemmeno, e pure il pesce era onnipresente.
Il fumo, il digestivo ed il caffè espresso mancavano solo perché non erano ancora stati inventati.
Il sesso latitava, forse perché le donne si coprivano troppo e non si lavavano abbastanza per carenza di acqua corrente, al pari dei loro maschi, oppure perché poteva essere imbarazzante riportarlo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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