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IL DISAGIO ESISTENZIALE PUÒ ESSERE SUPERATO

da 14 Mar 2022Valdo Vaccaro e l'Igiene Naturale

LETTERA

Ciao Valdo, ho sentito parlare di te da una mia cliente di Vicenza. Mi ha incuriosito quello che fai, oggi siamo tutti presi da mille impegni e bombardati da continue notizie negative che facciamo fatica a essere noi stessi. Mi farebbe piacere un incontro Whatsapp. Buona giornata.
Piero.


RISPOSTA

IL MESSAGGIO DI PIERO È DI NOTEVOLE RILEVANZA

A volte, dietro un messaggio di due righe si nascondono problematiche enormi che richiedono una importante risposta. Ovvio che è verissimo il fatto che, nelle condizioni di vita odierna, facciamo fatica a conoscere noi stessi e soprattutto ad essere noi stessi. Cercherò comunque di dare una risposta adeguata e il più possibile esaustiva a tale argomento. Il segreto sta essenzialmente nelle doti originarie che il destino o meglio ancora Madre Natura ci hanno generosamente attribuito, ma sta soprattutto nella nostra capacità di riconoscere tali doti e di avere profondo rispetto e fiducia in se stessi.

VIVERE ALLA GIORNATA PORTA ENORMI VANTAGGI

Non è che io sia un pozzo di sapienza e di saggezza. Tuttavia ho trovato il mio equilibrio col passare degli anni, anche se devo ammettere che già nei primissimi passi mi ha privilegiato rispetto a molti altri ragazzi, nel senso che io riuscivo a sentire e ad emozionarmi molto più di loro, e pertanto gioivo di più e soffrivo di più. Questa almeno era la mia netta sensazione. Con tutta probabilità le mie vicende di immigrato dalmato-istriano a rischio foibe, non sono estranee al mio carattere. Succcede infatti che le difficoltà possono deprimerti e abbatterti, ma può anche verificarsi il caso opposto, per cui vieni invece forgiato come l’acciaio. Oggi io pratico in modo regolare, convinto e disinvolto il metodo vincente del vivere alla giornata, una formula che mi apporta incredibile beneficio e armonia interna. Ma, probabilmente, già lo facevo ai tempi delle elementari, anche se non mi rendevo conto di cosa fosse.

LA FORTUNA DI AVERE DEI NONNI SPECIALI

Quando nella vita non hai un minuto di noia, quando non puoi sprecare il tuo tempo a pensare e rimuginare perché trovi in continuazione cose più urgentii da fare, o perché nei pochi ritagli liberi ti diverti a raccogliere francobolli, cartoline e monete antiche, vuol dire che hai trovato la formula giusta e che stai vivendo alla giornata ogni singolo attimo della tua esistenza. Immagina un ragazzino che vive accanto ai suoi nonni specialissimi come nonno Marchin, grande artista dotato di squisito senso umoristico e di infinito amore per la natura, che partiva alle prime luci dell’alba nei campi a zappare con la vanga alla ricerca di patate residue o a cercare funghi, o a ”boscare”, cioè a tagliare legname boschivo secco per l’uso domestico, dopo aver fatto arrostire sulle braci il suo solito sardellòn (sardelle che lui avvolgeva nella stagnola e infilava nella tasca del suo giubbotto). Quando poi hai una nonna Marina impegnata a confezionare asparagi bianchi in mazzi da portare al mercato di Udine (mazzi che io e mio nonno avevamo appena lavato dalla terra in una tinozza di legno colma d’acqua (e poi legato assieme con cura ed eleganza usando le scorze resistentissime dei rami teneri di gelso), e la quale nonna a giorni alterni ti porta a raccogliere erbe di campo e ti passa le sue conoscenze, non hai modo di sottrarti a tali magnifici schemi.

LA MAMMA SARTA E IL PAPÀ PESATORE E SELEZIONATORE AL REPARTO ACCIAI SPECIALI DELLE OFFICINE BERTOLI

La mamma sarta e confezionatrice di abiti per le donne eleganti di Udine e anche per le donne comuni della zona, e il papà Valter sempre al lavoro presso le Acciaierie Bertoli di Molin Nuovo-Udine, e spesso in compagnia di noti personaggi dello sport e dello spettacolo che frequentavano regolarmente il ristorante Hotel Là di Moret, come i pugili Nino Benvenuti, campione mondiale dei massimi, e Mario Vechiatto, campione nazionale dei pesi leggeri, e Giorgio Gaber, allora col best seller Non Arrossire, erano un po’ assenti ed estranei nella mia vita quotidiana rispetto ai nonni.

VITA RUPESTRE NELL’ORTO DI CASA

Da rilevare che fin da piccolo amavo trascorrere ore a zappare l’orticciolo di casa, a curare la vigna, a pestare l’uva e fare il vino, oppure a condurre per un centinaio di metri una ventina di galline, oche ed anatre che mi seguivano obbedienti ed affezionate dal cortile di casa all’orto stesso che stava poco distante. Nell’orto poi c’era il mio confinante Tillio Matiùs, per l’anagrafe Attilio Giacomini, che trascorreva tutte le mattine a calpestare e ricalpestare con cura il suo grande letamaio. Persona di incredibile cultura con cui scambiavo simpaticamente idee e persino spunti politici sui fatti quotidiani. Persona unica e diversa dai familiari coi quali conviveva con evidente difficoltà. Era celibe convinto, aveva una bicicletta Bianchi classica con la quale vagava nei paesini a nord di Udine ogni pomeriggio, probabilmente per giocare a briscola e tressette. Era monarchico convinto in mezzo a una famiglia di democristiani e a un paese di comunisti sfegatati a tendenza staliniana. Lo apprezzavo molto, anche se da quella stalla di 40 mucche venivano spesso prelevati con forza dei vitellini, tirati con la corda e scaraventati brutalmente nel furgone del macellaio, cosa che odiavo e che pure lui trovava ingiusta e disumana. Pur vivendo ogni mattina tra il fumo e la cacca dei bovini amava conversare di politica e di religione. Uno degli argomenti preferiti era Sant’Agostino. Un suo eroe era il Conte Camillo Benso di Cavour.

TEMPI TOTALMENTE DIVERSI NEGLI ANNI CINQUANTA OVVERO NELL’IMMEDIATO DOPOGUERRA

Erano decisamente tempi diversi. Noi ragazzi andavamo nei greti del torrente a “cjapà su fiàr” (prender su ferro) ovvero a raccogliere oggetti in rame, ottone, alluminio e ferro, nonché cocci di ceramica, cartucce usate, per venderli poi all’omino che passava ogni giorno col triciclo. Non c’era un secondo da perdere e le giornate erano piene all’inverosimile, mancando televisione, telefonini e altre distrazioni di quel genere. Avevamo persino modo di giocare alla guerra, in quanto appartenenti a una fazione occidentale del paesino di Tavagnacco, in costante lotta contro quelli che stavano nella parte Est. Oppure si giocava a lanciare le monete da cinque e da 10 lire contro il muro. Chi lanciava la sua moneta più vicino al muro si prendeva tutto il malloppo. Erano soldini preziosi per acquistare in edicola Tarzan, Pecos Bill, Topolino e i vari fumetti che tutti leggevamo e collezionavamo. Qualche anno più tardi arrivò il calcio a riempire le giornate con gli allenamenti e le partite da campionato. Insomma niente noia e niente tempi morti. Un divertimento infinito, soprattutto per chi sapeva apprezzare le cose semplici. Ai tempi attuali, ovvero nell’era del consumismo e della tecnologia informatica, osservando i ragazzini e gli adolescenti nelle loro vicende quotidiane, mi viene sempre un po’ da compatirli, per tutte le cose di cui noi abbiamo potuto usufruire e che loro invece si perdono o comunque non immaginano nemmeno che siano esistite.

VIVERE ALLA GIORNATA HA DEL MIRACOLOSO

Nei tempi correnti, come dicevo all’inizio, non ho fatto altro che mettere in azione in modo magari più consapevole, quel saggio principio del possedere sì un orientamento positivo e costruttivo come schema di vita, ma soprattutto del vivere alla giornata, cercando sempre di divertirsi al primo posto in assoluto e di trovare una motivazione in ogni cosa che facevo.

ESTREMA DIVERSITÀ TRA I RAGAZZI DI UNA VOLTA E QUELLI DI OGGI

Esiste non un divario ma un baratro tra la vita naturale di allora e quella sofisticata, convulsa, tesa, innaturale ed esasperata di oggi, tutta rivolta a degli obiettivi disegnati da altri, tutta mirata a dei diplomi, al successo, al rispetto delle aspettative famigliari, o peggio ancora caotica e priva di nobili motivazioni. Ecco allora che appaiono comprensibili e sensati il disagio esistenziale che prova oggigiorno Piero, l’incapacità di capire se stessi e di essere se stessi. Vivere per apparire esternamente quello che non si è comporta evidentemente una fatica insostenibile, e molta gente non si rende conto ma tira a campare in quelle condizioni. La prospettiva di compiere un salto di qualità e di vivere appieno con entusiasmo, con soddisfazione fisica, mentale e spirituale non li sfiora nemmeno, ed è proprio da lì che nasce una società di gente vulnerabile e sbandata, soggetta a farsi influenzare, portata ad obbedire in modo acritico a quanto le viene inculcato dall’esterno, portata a credere alle narrazioni manipolate e sviate dei media televisivi e dei giornali servi del potere.

AL MONDO TUTTO SI PUÒ REALIZZARE METTENDOCI ENTUSIASMO E PASSIONE

Nel caso mio personale, quei primi anni così straordinariamente attivi, felici ed impegnati sono stati non solo un banco di prova e una palestra per come sono oggi, ma anche una sorta di percorso e di binario su cui muoversi negli anni successivi, alla ricerca di trovare un posto ottimale nella società senza però mai rinunciare alle mie intoccabili esigenze di libertà e di divertimento. I successi regolari nel mondo del calcio dilettantistico italiano e in quello semi-professionistico asiatico, e in quella che è diventata per oltre 30 anni la mia professione di export manager, trovano giustificazione nei sacrifici prima citati, che per me non hanno mai rappresentato un costo o un peso.

HO TROVATO PERSINO IL TEMPO PER METTERE SU FAMIGLIA

Quando sulla porta della mia camerata piazzavo un foglio con delle puntine per ricordarmi al risveglio il mio piano di studio e di lavoro, non si trattava di qualcosa che mi veniva imposto o preteso, ma qualcosa di mia assoluta e libera iniziativa. Conoscevo evidentemente me stesso, le mie esigenze e le mie possibilità. Quella stoffa e quelle caratteristiche che mi permisero di gestirmi a scuola anche facendo qualche errore di percorso e, più avanti rendendomi capace di reinserirmi nelle scuole di alto grado, nonché di vincere importanti premi in danaro e di proseguire all’università di Trieste, rinunciando persino ad allettanti proposte di impiego presso il Medio Credito. Da non scordare che ho trovato pure il tempo di metter su famiglia, insegnando ai miei due ragazzi a usare sempre cuore e cervello, e a non farsi mettere mai nel sacco da niente e da nessuno.

NULLA AL MONDO DERIVA DAL CASO

E in questi ultimi tempi, dove mi sono dedicato per 20 anni con maggiore impeto e con notevoli risultati al mio noto blog igienistico, a centinaia di conferenze in Italia e all’estero, e allo sviluppo della HSU-HealthScienceUniversity arrivata al suo sesto anno di attività nonostante le posizioni decisamente alternative al potere dominante, continuano a trovare riscontro e conferma i punti salienti delle mie scelte di vita. Nulla è casuale ma tutto trova una sua giustificazione e una sua stringente logica.

Valdes Sepich Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. I colloqui hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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Commenti

1 Commenti

1 commento

  1. ELISABETTA VITIELLO

    Grazie per questo utilissimo articolo. Il mal di vivere e la paura sono troppo spesso dentro di noi. Malattia malattia malattia, i nostri pensieri sono sempre lì. Un pò di “Benettia” ci vuole. Altro che un pò….

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