IL FIORE DI PIANTAGGINE NELLE RIME DI UNA TALENTUOSA POETESSA FRIULANA

ORTO FIORITO COME PROGETTO E COME SIMBOLO

Orto Fiorito non rappresenta un marchio commerciale, ma qualcosa che va ben oltre. Per essere pronti ogni anno e ad ogni stagione primaverile con una miriade di pianticelle tenere, aromatiche, profumate e colorate, disposte a crescere e a vivacizzare terrazzi, giardini, orti e frutteti apportando compagnia e serenità a tantissima gente, ci vuole ovviamente duro lavoro invernale, grande dedizione, fiduciosa imprenditorialità, organizzazione e sacrificio, oltre che competenza tecnica associata a un indiscusso amore per la vita.

Dietro a un mondo di piantine, di fiori e di alberelli c’è non solo il senso di responsabilità di mandare avanti un’azienda in tempi difficili per tutti, c’è non solo la fatica concreta e le tensioni del vivere quotidiano, ottemperando agli obblighi della qualità, della sicurezza, delle tasse e delle varie regole settoriali, ma soprattutto un grande progetto in cui continuare a credere, un progetto la cui importanza e bellezza supera ampiamente il semplice discorso economico ed imprenditoriale.

UNA LODE AL VIVAISMO IN GENERALE

Operare in questo particolare ambito porta con sé diversi significati. Uno fa questo tipo di attività non a caso ma per precise scelte che riflettono il proprio carattere, le proprie attitudini mentali e spirituali. Qui si lavora con la natura e per la natura, in armonia con essa. Qui si lavora in mezzo al verde. Qui si maneggiano e si distribuiscono piccole creature viventi che respirano e pensano, che andranno a svilupparsi e crescere, a portare gioia e salute intorno alle case. Una grossa responsabilità, una vera missione ed anche un notevole privilegio, capace di appassionarti e di incollarti a quanto stai facendo, dimenticando persino le proprie umane esigenze di riposo e relax.

NESSUNA BANALE PUBBLICITÀ MA AUTENTICA AMMIRAZIONE

Ho il piacere e l’onore di frequentare la Famiglia Saccavini da diversi anni. Ma questo mio articolo non è in alcun modo pubblicità a favore di qualcuno o contro altri, per quanto esista sempre il fenomeno della concorrenza che rende il business competitivo facendo emergere e distinguere i più fortunati e soprattutto i più bravi e meritevoli. Ho tanti amici vivaisti in Italia, e mi sono sempre trovato bene, come succede un po’ a tutti, bazzicando tra le piante in crescita. C’è sempre del magico e dell’incanto nel mondo della natura. C’è una bellezza infinita e trascendentale in ogni specie, in ogni fiore, in ogni fragola, in ogni mirtillo, in ogni rametto di prezzemolo e di basilico. Quando poi queste creature sono al loro esordio, quando spuntano dai vasetti per mostrare le loro intrinseche e personalissime qualità agli occhi di chi le guarda, sono come dei bambini appena nati che vedono la luce con meraviglia e cercano amore ed approvazione in chi li adotterà.

NON È CASUALE CHE DA QUESTE PARTI SI POSSA INCONTRARE LA CHIARA

Questo non è un lavoro come tanti altri. Questa è autentica magia. L’Orto Fiorito funziona e prospera grazie ad Alida, grazie a Paolo e ai tanti collaboratori. Si lavora duro da mattina a sera inoltrata, ma in compenso si respira aria buona di campagna e si assorbe luce solare. Arrivare qui significa non semplicemente comprare qualcosa, ma muoversi tra migliaia di specie locali ed esotiche, disposte in modo ordinato e accessibile, con tanto di nomi ed etichette, e con gli importantissimi consigli dei titolari e dei loro assistenti. Se si è fortunati, ci si imbatte pure in Chiara Saccavini la quale non è soltanto una floricoltrice ed una erborista provetta e competente, non è solo una laureata in lettere e filosofia che collabora a riviste come Gardenia, Giardinaggio, Vita in Campagna e simili, tenendo conferenze, interviste radiotelevisive, pubblicando libri di grande rilevanza artistica come Storia di Viole e Breve Guida per Erboristi Fantasiosi.

Lavorare nel vivaio di famiglia le sta facendo bene, le fa da stimolo e da ispirazione. Le permette di mantenere il contatto dal vivo col Regno Vegetale, col Regno della Poesia, della Mitologia e della Storia che tanto la affascinano. I suoi scritti sono una preziosa fonte di citazioni che vanno da Omero, al Vishnu Purane, ai Veda, al mistico arabo Ibn Arabi, a Confucio, a Giordano Bruno, a Rousseau, a Baudelaire ed a Rudolf Steiner.

NON SI SA DOVE TERMINA LA COMPETENZA E DOVE COMINCIA LA POESIA

Non c’è parzialità o legame regionalistico o attrazione culturale reciproca che giustifichino la mia stima per questa simpatica, solare e sensibile ragazza. Non temo di esagerare nelle lodi. L’ultimo suo libro si chiama Fiore di Piantaggine, e man mano che lo vai a leggere, comprendi di trovarti di fronte a una talentuosa poetessa che sta lasciando il segno. C’è da stupirsi come questa piccola erba stellare e cara agli alchimisti di ogni epoca per le tante sue qualità terapeutiche, riesca sempre a sopravvivere e a diffondersi anche se calpestata e ignorata lungo i sentieri.

I LIBRI DI CHIARA HANNO LA CARATTERISTICA DI STUPIRE E CONQUISTARE

Il libro è sicuramente autobiografico. La donna anonima e fantasiosa che è in lei si stacca dal sociale per rifugiarsi in una zona selvaggia. Descrive l’impatto con un bosco pieno di mistero e di saggezza, e di un prato ricco di colori, profumi, oltre che di innumerevoli animaletti. “Tutti questi piccoli abitanti del bosco, tutte queste creature dovevano per forza esserci. Se ne stavano in silenzioso silenzio, immobili e rispettose di quell’attimo così sacro. Il tramonto era lì per tutti loro, che fossero scoiattoli, corvi, lumache, fili d’erba o enormi querce. E tutti lo condividevano in assoluta pace, senza bramosie, senza desiderio di accaparrarselo e portarselo nella propria tana. In quel medesimo istante, si rese conto che l’aria respirata era anch’essa condivisa tra tutte le creature, tra le erbe e i soffioni del prato, i grandi alberi di tiglio, i faggi maestosi e lei stessa, tutti sotto un un unico cielo.”

GRANDI CONCETTI ESPRESSI CON DISARMANTE SEMPLICITÀ

Le piante rappresentano qualcosa di talmente atavico da sfuggire alla nostra mente. Il mistico maestro Ibn Arabi lo diceva che il mondo è un immenso organismo in cui tutto è intrinsecamente connesso. In una pianta che cresce vediamo solo quello che si sviluppa sul piano materiale. E se fosse invece la manifestazione di qualcosa che sta al di là delle apparenze e al di là dei nostri sensi? Nessuna legge naturale spiega quale sia la forza che spinge il seme a penetrare nella terra per germinare e fiorire con la gioia che lo contraddistingue. Forse che grazia e bellezza vengono dalla nuda terra?

ALBERI POSSENTI E UMILI, MAESTRI DI VITA PER TUTTI

La donna respirò profondamente. Guardò gli alberi possenti, belli, discreti, robusti, silenziosi e longevi. Seguivano docili le leggi della natura, obbedienti e rispettosi, umili nella loro possanza. Una lezione di vita per tutti gli altri esseri. Eccoli parlare, sussurrare tra di loro. Il vento che muoveva dolcemente le loro foglie sembrava volesse rubare le parole, le frasi che si dicevano impercettibilmente. Capite perché andare da Alida e da Chiara è molto di più che rifornirsi di radicchi, di pomodori, di cetrioli e zucchine?

Valdo Vaccaro

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