IL GUSTO DELLA MORTE E IL PANINO DEL BOIA

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

UNA QUESTIONE DI GUSTO O UNA QUESTIONE DI ESSENZA?

Due domande vi pongo. Si mangia in funzione del sapore di un cibo oppure in funzione di cosa è quel cibo, da dove e come viene e da cosa esso rappresenta? Se mi rispondete che la scelta dipende dal sapore, vi smonto subito tale illusione. Mi prendo degli escrementi provenienti da qualsiasi latrina, li dolcifico e li aromatizzo per bene al punto di renderli impeccabilmente gustosi, ci metto sopra delle fragole, dei pinoli e dei marron glacé. Li gradireste?

Pubblicità

I CLIENTI DEL FAMIGERATO RISTORANTE DIANA

I clienti del famigerato Ristorante Diana, 10 chilometri a nord di Udine, polo di attrazione per i cacciatori di Tricesimo, Reana del Roiale, Tavagnacco e dintorni, oggi sparito dalla scena, si leccavano i baffi di gioia culinaria. Avevano gustato almeno una volta la settimana per anni e anni teneri caprioli, cervi, daini, cinghiali e leprotti. Ma non appena scoppiò lo scandalo, non appena si venne a sapere che si trattava invece di cani e gatti in salmì, sapientemente speziati con erbe di bosco, con lamponi, mirtilli, more e uva ursina, vomitarono per mesi e per anni, diventando vegetariani per forza più che per scelta.

Pubblicità

CI VUOLE UNA MOTIVAZIONE CONGRUA

Secondo punto. Si mangia in funzione del cibo fine a se stesso o in funzione di qualcosa? Se mangi in funzione dello star bene e della salute è già qualcosa. Se mangi in funzione di vincere una gara già ha un significato, se lo fai per rafforzare i tuoi ardori sessuali può avere senso logico, se lo fai per vivere e per raggiungere degli obiettivi virtuosi ed accettabili, in funzione di una vita degna di essere vissuta, ben venga il tuo nutrirti.

Pubblicità

IL PANINO DEL BOIA

Si può mai mangiare disinvolti e con vero appetito tra un ammazzamento e l’altro, in funzione di fare il boia esecutore di qualcuno? O in funzione di stuprare e violentare, in funzione di fare del male al prossimo? Non credo. Ho scrutato coi miei occhi attoniti i porcari sudati e sfiniti dopo aver inseguito, agguantato, sgozzato, smembrato e trasformato 5 maialini in 10 prosciutti e 500 salsicce grandi e piccole, appese ordinatamente in fila nel cortile del macello.

VISCERE DI MAIALE E UNA BOTTIGLIA DI GRAPPA

Pubblicità

Grembiuli lerci di sangue ancora fumante, mani sudice di grasso, li ho visti scolare la bottiglia di grappa e addentare in modo famelico un consistente panino di salame, coppa e mortadella. Li osservavo inorridito ed ammutolito. Dai loro occhi non trasparivano segni di imbarazzo o di pentimento per il massacro appena commesso, distruggendo 5 vite e annientando 5 creature piangenti che chiedevano solo di esistere e di essere lasciate in pace. Sorridevano beati e tranquilli per aver terminato a regola d’arte il loro lavoro, e premiavano se stessi con viscere dei maiali che avevano ucciso nelle settimane precedenti.

CINQUE PORTATE PER LA GIOIA DEI COMMENSALI

E a questo punto spostiamoci sul Vaticano. “Prima portata: prosciutto cotto in vino, e poi sfilato, servito con capparetti, uva passa e zuccaro, oppure lingue di porco salate, cotte in vino e tagliate a fette, oppure biscotti pisani con malvagia in bicchieri ed olive di Spagna. Seconda portata: animelle e fegato di vitella, con sugo di melangole, sale, zuccaro e pepe sopra, oppure lodole, quaglie e piccioni arrostiti allo spedo con sugo di limoncelli sopra, oppure conigli arrostiti allo spedo, coperti di salsa, serviti con pignoli ammogliati sopra, oppure gelo di carne in quadretti. Terza portata: oche grosse ripiene alla lombarda e alessate, servite con cascio, zuccaro e cannella sopra, oppure fricassea di petto di caprioli, con cipollette servite sopra, oppure piedi di vitella alessati, legati con cascio e ova. Quarta portata: torte di fagioli, oppure cascio parmeggiano in fettucce, oppure marroni arrostiti alle bragie, oppure pasticcetti di cotogne. Quinta portata: finocchio dolce fresco, mondato del gambo, mazzetti di fiori profumati, conditi e confettioni a beneplacito.”

Pubblicità

PAPI, CARDINALI, VESCOVI, MONSIGNORI E PARROCI, BUONGUSTAI DI TRADIZIONE

Questo era, in sintesi, il menù che il cuoco di Papa Pio V offrì in Vaticano nel 1570 agli ospiti del Pontefice, cardinali, monsignori, vescovi ed arcivescovi. Nessuna meraviglia se i parroci di campagna continuano oggi a prediligere il pollo alla diavola, l’anatra all’arancia, i salumi, il vino e tutto il resto. Nessuna meraviglia se, mentre vi sto parlando, ci sono dei camioncini in partenza da San Daniele del Friuli, con autisti che non inseriscono nemmeno il navigatore automatico, conoscendo essi a memoria la strada di accesso alle capienti cantine Vaticane, dove il prosciutto crudo di San Daniele e lo speck di Sauris la fanno da padroni. Assieme ovviamente ai vini Doc del Collio e al Prosecco di Rauscedo.

Pubblicità

SODDISFARE LE ESIGENZE FONDAMENTALI DELL’ORGANISMO UMANO

Occorre soddisfare le esigenze fondamentali che, per ordine di importanza sono: 1) Acqua biologica strutturata (essenzialmente quella della frutta e dei vegetali crudi), minimizzando l’apporto esterno di acque sorgive leggere. 2) Zuccheri naturali (quelli della frutta e quelli derivati dagli amidi naturali delle piante amidacee). 3) Vitamine naturali (ne conosciamo una limitatissima quantità, una cinquantina su 15000 stimate). 4) Minerali organicati, cioè resi assimilabili dalla mediazione pianta-fotosintesi clorofilliana, e non disorganicati da cotture o da processi industriali. 5) Ormoni vegetali (vedi inuline ed insuline che abbondano nelle radici, nel topinambur, ad esempio). 6) Enzimi cibari (food-enzyme) o catalizzatori per la auto-digestione dei cibi a costo digestivo zero, senza prelevamenti continui dal nostro bancomat energetico-vitale. 7) Auxoni o fattori di crescita. 8) Acidi grassi essenziali vegetali (da noci e semini). 9) Apporto solare ed elettromagnetico (onde vibrazionali positive, generatrici di forza radiante Angstrom). 10) Proteine vegetali (da noci, semi, cereali e dalle verdure verdi che ne sono cariche), facendo attenzione che il tetto proteico di 24-30 grammi/giorno, si raggiunge comunque e dovunque con qualsiasi dieta naturale e saziante, e che oltre quel tetto si va in zona acidificazione. 11) Compensazioni e compromessi calorici (pani integrali, pasta integrale, pizzette vegane e passati di verdure) sono ammessi, se preceduti da abbondante insalata cruda, e se minimizzati quantitativamente.

Valdo Vaccaro   (Sintesi ed elaborazione di Alessandro Siri)

Pubblicità
Condividi con i tuoi amici.

3 commenti

  1. tutto cio' lo trovi anche nei ristoranti di oggi, pesci , animali mangiano tutto , ingoiano e bevono tutto e poi passano la vita a prendere pillole mentre il loro corpo perde piano piano tutte le funzionalita' piu' importanti, camminare , correre , sollevare pesi , la salute diventa un concetto oggerttivo , star bene vuol dire assumere farmaci per stare bene , cioe', per sopprimere i sintomi di un corpo malato che si sta disgregando piano piano. Andate a vedere gli ospedali, sono pieni di gente che durante la loro vita e' stata cultrice di buona tavola , buon bere e tradizioni culinarie … come dicono gli storditi chef che vengono in televisione … la regola ? piu' vai contro natura piu' la natura ti si rivolta contro .. cosi' e' sempre stato e cosi' sempre sara'.

  2. Per tutti amanti di una sana cucina un indirizzo interessante del primo ristorante crudista in Europa, che si trova a Madrid ,si chiama " Crucina".
    Buon Appetito a tutti.