IL MELANOMA NON LO VEDO PIÙ, MA I DUBBI DA POST-OPERATO RIMANGONO

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LETTERA

Ciao e grazie per dedicarmi il tuo tempo tempo. Ho tolto un neo che ho sempre avuto nel tronco laterale destro. Ma a Maggio mi sono ritrovato un pallino rosso sopra. Mi dava fastidio e mi sono rivolto al dermatologo che una volta visto mi ha mandato subito a toglierlo. Ora dovrei fare Tac e operazione di allargamento e un contrasto per vedere se anche i linfonodi sono stati intaccati. Valdo io ti seguo ma ora sono incerto sul da farsi. Mentalmente sono ancora abbastanza forte e cerco di non abbattermi. Pensavo che una operazione per allargare possa magari essere di precauzione. Non fare nulla e vivere sereno non so se ci riesco. Per ora so soltanto che il melanoma non lo vedo più. Ma il corpo come reagisce ad una operazione ? Non so che fare. Pensavo di arrivare almeno a 65 anni. Ne ho 51. Dammi una linea guida, anche dietetica. Grazie.
Alex


RISPOSTA

COSA SONO I TUMORI

Le crescite cancerogene si chiamano tumori o neoplasmi e possono presentarsi in molte forme diverse e in svariate parti del corpo. Nei pazienti cancerosi il sistema immunitario è in generale difettoso e compromesso. È un fatto accertato che un tumore cosiddetto maligno ci mette diversi anni a crescere in situazione corporale pre-tumorale, chiamata pure cancer milieu o ambiente tumorale, fatto di indigestioni frequenti, di costipazioni, di costante stato acidificato, di carenza di ossigeno alle cellule, di sangue che scorre poco, di ambiente esterno non esattamente conforme con le esigenze e le aspettative di una persona.

INTERVENIRE NON SIGNIFICA RIPRISTINARE LA SALUTE

Sia che il tumore si presenti nel tubo digerente, nell’apparato respiratorio, o sia esso esterno e quindi visibile sulla pelle come nel caso presente, dobbiamo ricordare che esso si è sviluppato su un complesso organico-corporale indivisibile e unitario, irrigato da un solo liquido vitale come sangue e linfa, ed azionato da una sola energia chiamata energia nervosa. Come tutte le malattie metaboliche il cancro è un sintomo e non va curato. Come sostiene anche Manuel Lezaeta, anziché concentrarsi a “curare il cancro”, il medico vero dovrebbe pensare solo a come ristabilire la salute integrale del canceroso, ovvero dovrebbe impegnare tutti i suoi sforzi e le sue conoscenze al ripristino della normalità funzionale di tutto l’organismo del paziente, in stretta collaborazione col paziente.

TOTALE IMPREPARAZIONE DEI MEDICI

Ma tutto funziona invece nel modo opposto. Niente ha imparato il medico all’università, se non a rimuovere, a mutilare con indubbia arte e abilità, se non a sopprimere farmacologicamente i sintomi. Ha imparato anche a stare lontano da Madre Natura, e a disobbedire all’insegnamento del suo stesso maestro antico Ippocrate. Utopistico pensare che possa fare un percorso diverso da quello che gli è stato tracciato ed inculcato. Ci sono poi da rispettare in modo rigoroso i protocolli medici, oltre che una marea di interessi e di convenienze.

NON CONFONDIAMO LE SCORCIATOIE CHIRURGICHE CON UN PROCESSO DI AUTENTICA GUARIGIONE

Farmaci, chemio, chirurgia asportativa sono in effetti scorciatoie incapaci di apportare qualsiasi miglioramento che non sia precario, apparente e temporaneo. Una consolazione di breve periodo nel vedere che materialmente la sovra-crescita o il neo sono spariti e che non ci sono più, mentre si sa nel profondo che non è così, si percepisce che ci vuole ben altro per guarire ma che non lo si fa perché esiste da un lato un paziente ignorante e, dall’altro, un medico altrettanto ignorante al quale nessuna scuola medica corrente ha insegnato qualcosa di diverso. Due persone che si accordano tacitamente per effettuare un intervento di routine che si pretende essere risolvente e privo di pesanti effetti collaterali, mentre non è per niente così. Madre Natura non è priva di segnali e di ammonimenti in proposito. La recidiva ne è un esempio.

LE GUARIGIONI SPONTANEE ESISTONO, NON SONO RARE E NON SONO UNA FAVOLA

Mi si chiede un parere come ricercatore igienista non medico, e devo essere franco e diretto. Questi mezzi della medicina chirurgica non sono altro che interferenze e impedimenti del processo vitale della difesa organica naturale che sta in ogni corpo vivente. Mezzi sbrigativi e semplicistici che comportano tossicità e mutilazioni. Da rilevare che molta gente guarisce completamente e naturalmente dalle crisi tumorali, e che quindi ci sono davvero delle remissioni naturali e spontanee ad ogni problema corporale inclusi i tumori, dal momento che siamo tutti sottoposti a leggi universali ed eterne tra le quali quella di essere health-oriented o autoguarenti.

IL TRATTAMENTO SANITARIO DEI TUMORI È UN FALLIMENTO OLTRE CHE UNA DISGRAZIA

Vale tuttora il principio espresso con mirabile chiarezza dal dr Brian A. Richards nel suo testo “The Topic of Cancer” del 1982. Lo scrivo con le sue parole in inglese: “Considered in broader terms, orthodox cancer treatment today is a failure and a disgrace”. Hardin Jones, università della California, in una memorabile conferenza del 1982 a New Orleans, disse senza mezzi termini “I miei studi hanno dimostrato che i pazienti non trattati vivono 4 volte più di quelli trattati con chemio e chirurgia, soluzioni traumatiche che accelerano il declino del paziente”.

FUTILITÀ SOSTANZIALE DELLA PRATICA CHIRURGICA

Uno dei medici inglesi più stimati della storia, l’oncologo dr Robert Bell, con un record di 58 anni di pratica medica ospedaliera tra il 1870 e il 1928, abbandonò totalmente tali pratiche quando si rese conto della loro futilità, e si dedicò poi per decine di anni alla guarigione naturale con enorme successo. “Non ha senso recidere una manifestazione di blood contamination o di avvelenamento del sangue, perché di questo si tratta quando si parla di cancro in qualsiasi forma e versione, e non ha senso aspettarsi di sradicare una afflizione metabolica-costituzionale mediante bisturi.

SANGUE GRASSO E COLESTEROLO ALTO DA ALIMENTAZIONE IPER-PROTEICA

Nel caso di melanoma in particolare, non si tratta affatto di esposizione al sole come spesso la medicina ipotizza e riafferma. È provato che i tumori della pelle o melanomi sono strettamente correlati a grasso nel sangue, a eccessi proteici, ad alti livelli di colesterolo. Il sole può far risaltare meglio il problema ma non è il vero colpevole. Quello che serve è correggere i disordini metabolici e costituzionali. Depurare il corpo e la mente, e non altre cose.

UNA DETTAGLIATA GUARIGIONE DA MELANOMA

Interessante il caso citato dal celebre naturopata australiano Ross Horne nel suo “The Health Revolution”. Un certo John Mann aveva contratto un melanoma da 7 anni. Gli venne detto dai medici che gli restavano pochi mesi di vita se non si operava. Rifiutò ogni trattamento e adottò una dieta drasticamente vegetariana, riacquistando una salute stabile e totale. Dopo aver ascoltato questa storia Ross Horne stesso divenne vegetariano dal febbraio 1981.

PERCORSO ALTERNATIVO SUDDIVISO IN TRE FASI

La storia di John Mann in sintesi: “Ho pianificato il mio percorso alternativo con metodo. La prima fase ha implicato un processo di pulizia volto a ripristinare una condizione chimica alcalina. Per una settimana solo uva a sazietà ogni due ore. Fase 2 purea vegetale ogni 3 ore. Fase 3 insalate fresche ben masticate, mandorle, frutta acquosa lontana dai pasti, oltre che succhi vegetali di vario genere. Dopo qualche mese ho aggiunto pure dei vegetali cotti al vapore”.

NON È DIFFICILE, NON È COMPLICATO E NON È UTOPISTICO GUARIRE

“I test nei 12 mesi successivi hanno provato una assenza di cellule leucemiche nel sangue, ma alcune di esse permanenti ancora nel midollo osseo. Dopo 15 mesi, anche le cellule leucemiche-cancerogene midollari sparite del tutto, con sbalordimento dei medici. Questo mi ha portato a convincermi che la dieta corretta vegetariana è la vera risposta a tutte le condizioni croniche del corpo, inclusi i tumori. La dieta giusta, associata a uno stato mentale sereno, armonizzato e libero da paure e preoccupazioni, a un buon livello di autostima, è la risposta vera ad ogni condizione critica. Mi rendo conto che non sia facile per tutti adottare una dieta rigorosamente vegetariana ma, quando ti senti disperatamente malato e intossicato al tuo interno, diventa facile farlo. È UNA COSA SEMPLICE E FUNZIONA”.

LA MENTALITÀ CURATIVA RIMANE IL MALE OSCURO DELLA MEDICINA SINTOMATICA CONVENZIONALE

Il problema reale non è il tumore e non è il melanoma. Il problema vero sta nella mentalità curativa della medicina, mentalità riflessa poi nel pubblico ormai curomane al pari se non più degli stessi medici. Il problema è la nostra società moderna che non sa, non può e non vuole accettare le cose semplici, le cose sensate e che costano poco.

IL MECCANISMO FORMATIVO DEI TUMORI

Il tumore si manifesta nelle cellule, cioè nei mattoncini che costituiscono i tessuti, incluso lo stesso sangue che include gli eritrociti e i leucociti. In condizioni normali le cellule crescono, si dividono e originano nuove cellule quando viene il loro tempo. Quando invecchiano o vengono danneggiate muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi il processo si altera e provoca intasamento virale che, se prolungato per insufficiente forza vitale-immunitaria, finisce per creare uno stato di tumorosità interna, di cancer milieu, che porta non solo al proliferare dei tumori, ma anche alla loro crescita.

LEZAETA, BIRCHER-BENNER E GERSON MI DANNO RAGIONE

Tornando a Lezaeta, i rimedi anche per lui stanno essenzialmente in una dieta a base di frutta lontano dai pasti (mattino e tardo pomeriggio), con verdure crude iniziali a pranzo e cena, senza sale, condite con olio extravergine, nelle quantità desiderate e sazianti. Quando poi viene normalizzato il processo digestivo e torna pure l’appetito, si potranno includere di nuovo i vegetali cotti. Tener presente che i cancerosi muoiono spesso per cattive digestioni sistemiche. Lo sapeva bene il celebre medico zurighese Max Bircher-Benner, che curava regnanti e zar con grande successo a spremute d’arancia e terrine di radicchio, e lo sapeva bene Max Gerson, colui che ridava vita ai malati terminali con succhi vegetali e tanta frutta.

MAI DARSI PER VINTI E MAI ABBATTERSI

Ora Alex ha fatto a mio avviso quello che probabilmente sarebbe stato molto meglio non fare. Ma non si torna indietro. A questo punto che fare? Mettersi forse le mani sui capelli? No, occorre voltare pagina. Vietato assolutamente abbattersi o pensare di aver compromesso del tutto i tuoi piani di sopravvivenza. Chiunque può arrivare ugualmente ai suoi obiettivi, applicando i principi di vita salubre che insegno da sempre. La condizione di health-orientation vale sempre, vale per operati e non operati. Ovvio che chi ha subito l’operazione deve metterci qualcosa in più, deve smaltire il trauma subito e i farmaci assunti. Importante è mantenere la serenità mentale, prendere il sole con criterio, respirare, dormire la notte e seguire le direttive dietetiche del cibo semplice-digeribile-vitale-innocente, le direttive della dieta vegan-crudista tendenziale-sostenibile-personalizzata.

FATTA UNA SCELTA LA SI DEVE PERCORRERE CON COERENZA

La questione più seria a questo punto rimane quella solita, ovvero quella della incompatibilità tra cure mediche, prolungate anche dopo e anche oltre l’intervento avvenuto, e la visuale igienistico-naturale, che è invece quella dello stacco perentorio dai farmaci e da ulteriori cure. Non è produttivo ballonzolare tra cure mediche e visuale igienistica. Vale il solito discorso della scelta di campo. E vale soprattutto il credere fermamente e senza riserve mentali a quello che si sta facendo, alle scelte che si stanno facendo.
I dubbi e le perplessità sono ingredienti negativi. Fa malissimo prendere dei medicinali malvolentieri (ma anche se li prendi convinto…), e fa pure male praticare la via igienistica alternativa pensando e rimuginando frasi come “E se avesse ragione il medico?”

SIAMO DOTATI DI MEZZI FORMIDABILI, CHE SUPERANO ANCHE GLI SBAGLI COMMESSI

Metti il corpo e la mente nelle migliori condizioni funzionali e le formidabili forze interiori lavoreranno incessantemente a tuo favore. Ma se manca il collante, l’energia eterea e sottile che sgorga dall’essere in armonia con se stessi e le forze universali che ci governano, si rimane in stato precario e in balia degli eventi.

E SE AVESSE RAGIONE AL 100% L’IGIENISMO?

L’argomento tumore è di grande importanza sociale. Basti pensare alla gran massa di persone nel mondo che si ritrovano pressappoco nelle stesse condizioni di post-operati. Su questi argomenti ho scritto almeno cento tesine. Vale la pensa di rivisitarle una dopo l’altra, stamparle su cartaceo, farne una cartellina e sottolineare i punti salienti. Meglio studiare più attentamente le leggi naturali, ed applicarle in concreto per evitare di trovarsi nei guai. Tuttavia, anche se uno ci cade come succede nella grande maggioranza nei casi, gli viene offerta una chance di recupero, una chance che non va sperperata. Un consiglio d’amico e di fratello? Nessuno sottovaluti la visuale igienistica, sopravvalutando nel contempo la mentalità curativa della medicina: potrebbe rivelarsi un errore madornale.

QUELLO DELLA MEDICINA RIMANE UN AUTENTICO DRAMMA EPOCALE

Non sono qui a fare un discorso di esaltazione ideologica della mia scuola, né mi diverto a piantare spine nel fianco della medicina. Rispetto uno per uno tutti i medici del mondo, e comprendo pure il dramma che stanno vivendo, pur dissimulando il disagio interiore, pur sciorinando spesso atteggiamenti di sicurezza e di arroganza. Invito anche a leggere “Il cibo sia la tua medicina” dell’amico dr Mirco Bindi, oncologo con 35 anni di lavoro al Policlinico di Siena. Mi ha pure dedicato bontà sua uno stralcio delle mie tesine alle pagine 118-119-120 del suo ottimo testo (Calosci Editore). Il motivo più importante di questa mia tesina sta nell’offrire un sentimento di speranza e di ottimismo a chi me l’ha chiesto. Togli la paura e l’indecisione e hai già fatto la tua parte. Spero di essermi espresso con chiarezza.

Valdo Vaccaro


COMMENTO DEL DR MIRCO BINDI

Ciao Valdo, Bella tesi di risposta al problema Melanoma.
La medicina ospedaliera ha una impostazione meccanicistica, ma è utile sfruttare quello che ha di buono e rifiutare quello che non serve. Alex ha tolto il melanoma, l’istologia avrà indicato il grado di aggressività. Dato l’alto rischio di recidive locali un allargamento dell’area rimossa nel tronco (6cm di diametro) è utile per evitare la recidiva. Serve fare anche la ricerca del linfonodo sentinella, in quanto se è negativo cade l’opzione dello svuotamento linfonodale tanto caro ai chirurghi, mentre se è positivo significa che il melanoma è già al terzo stadio metastatico. Con questa conoscenza è possibile attuare la prevenzione delle metastasi con i metodi che tu hai indicato.
Un caro saluto. Mirco

ps. Nel mio libro del 2015 descrivo il caso di un mio amico che si è trovato in questa situazione: ha rifiutato svuotamento e chemioterapia. Oggi vive tranquillo.

dott. Mirco Bindi
Università di Siena Oncologo, Radioterapista, Patologo generale

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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