IL RENE POLICISTICO, IL SUDORE E L’ACQUA BIOLOGICA

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LETTERA

Due sorelle perugine diventate vegane

Egregio dottor Vaccaro, vorremmo prima di tutto porgerle i nostri complimenti per la gestione brillante del suo blog, che quotidianamente consultiamo e che ci fornisce sempre degli ottimi consigli alimentari e non solo.
Siamo due sorelle perugine, di trenta e trentasei anni, entrambe vegane da tre anni.
La nostra storia è abbastanza travagliata.
Nel novembre 2006, eseguendo un’ecografia, è emersa la presenza di numerose cisti nella zona renale e di qualcuna nella zona epatica, mentre pancreas e milza sono risultate nella norma.

La tragedia di una mamma fantastica finita col fallimentare trapianto al rene

La nostra curiosità partì dopo la morte di nostra madre, avvenuta nel settembre 2006, a causa di un melanoma metastico, ma prima ancora affetta dalla sindrome del rene policistico, risolta, per così dire, con il trapianto.
La nostra infanzia, e soprattutto la vita di nostra madre, non è stata affatto tranquilla, malgrado lei sia sempre stata un modello, in termini di forza, di volontà, di amore per la vita.

Le etichettature di ereditarietà ed incurabilità accampate dalla medicina

Siamo alquanto ansiose di leggere il suo libro, che nei prossimi giorni ci dovrà pervenire.
Ma, nell’attesa, vorremmo chiederle dei consigli, o comunque una linea-guida da seguire, per poter avere una buona salute, evitando quindi tutte le trafile mediche e cliniche di nostra madre, e prima ancora di nostra nonna materna.
Vorremmo precisarle che crediamo fortemente nel potere curativo della mente, malgrado si parli di questa malattia come se essa dipendesse solo da trasmissione genetica, e quindi etichettabile medicalmente come patologia incurabile.

Ammettiamo le nostre piccole debolezze

Entrambe amiamo alcuni cibi cotti, tipo pizza (una volta al mese), pane (quotidiano), pasta e dolci (una volta a settimana).
Eliminarli completamente, a dispetto del passaggio da onnivore a vegane, sarà abbastanza scioccante, è giusto ammettere le nostre debolezze.
Vorremmo avere una sua opinione in merito al crudismo che adotta l’essicazione del cibo.
Ci riferiamo in particolar modo alle graziose ricette presenti nel gradevolissimo sito di Sara Cargnello
(www.crudismo.com) di cui abbiamo già comprato il libro Solo Crudo.

I miei programmi ginnico-aerobici

In dettaglio, le esponiamo singolarmente la nostra alimentazione tipo.
Io mi chiamo E.
Sono la sorella minore, alta 1.68 per 60 kg di peso.
Pratico la corsa più pilates 4 volte la settimana (un’ora per volta), ed anche le camminate a passo veloce 2 volte a settimana (un’ora per volta, a passo veloce).
Le ultime analisi del sangue di due anni fa mostravano ferro e B12 bassi, ma allora non seguivo le attuali regole sull’alimentazione.

Sveglia col buio e colazione tipica

Abbiamo orari assurdi.
Ci alziamo alle 5 del mattino e non rientriamo a casa prima di sera.
A prima colazione bevo il succo di un limone diluito con acqua, più il succo di un pompelmo o di tre arance. A giorni alterni mi prendo un bicchiere d’acqua con un cucchiaio di semi di lino ammollati la sera prima.
Ero una grande patita delle bevande calde, tipo tisane, karkadè, the, infusi, caffè d’orzo con latte di soia, ma le ho accantonate.
Qualche volta mi delizio con due datteri e un cucchiaio di uva passa biologica (senza solfiti o altri dannosi conservanti), o magari con una bella tazza di latte di mandorle con un cucchiaio di cacao e qualche uvetta immersa. La cioccolata e il cacao sono ahimè il mio tallone di Achille.

Un diario mattiniero con frutta, movimento e sudore

Dopo colazione, faccio una bella camminata a passo veloce, che dura solo mezz’ora, perché devo rispettare gli orari d’ufficio.
A metà mattina mangio un kiwi e una banana, alternando con un’arancia e delle fragole.
Cerco in ogni caso di stare sulla frutta di stagione.
Qualche volta sostituisco tali spunti fruttariani con una macedonia di fragole, mirtilli e kiwi, bagnate dal solo succo di limone, più una banana.
La banana l’apprezzo soprattutto nei giorni in cui pratico la corsa, perché ho sempre una eccessiva sudorazione, malgrado mi vesta adeguatamente in modo leggero.
Anche quando cammino a passo veloce sudo molto, sia d’inverno che d’estate, mentre col caldo finisco per essere davvero in acqua.

Un pranzo niente male

Il pranzo consiste in un’insalatona condita con olio evo (extravergine) e succo di limone, che alterno con un piatto di verdure cotte e una fetta di pane integrale di segale o farro fatto in casa (o con crackers integrali di farro con pasta madre e senza lievito), oppure con un primo di cereali, tipo miglio, riso, quinoa, patate lesse, oppure tofu e legumi stufati (ma solo una o due volte la settimana).
Al termine del pranzo mangio sempre 6 noci, 6 mandorle, e qualche volta semi di sesamo, zucca, girasole e pinoli.
La pasta integrale la mangio una volta a settimana con verdure e condimenti leggeri.

Stessa virtuosità a cena

La sera, al ritorno, eseguo il mio sport preferito, fatto di corsa e di passeggiate.
Prima di cena, nei giorni in cui corro, bevo sempre del succo di ananas e d’uva.
A cena, inizio sempre con due frutti, che in questo periodo significano pera e mela.
Dopo dieci minuti una bella insalatina di verdure crude miste, una o due portate se non c’è il secondo, a volte un piatto di agretti, a volte di verdure cotte.
Il secondo consiste nel tempeh o legumi cotti (fave, piselli, ceci, soia).
Termino il pasto spesso spalmando crema di carciofi o funghi su una fettina di pane.
Amo molto i carciofi, la cicoria e le verdure amare, soprattutto se condite con olio ed aglio.

La sorella maggiore con rene policistico a ferro di cavallo

Io mi chiamo N, e sono la sorella maggiore, alta 1.72 per 63 kg.
Pratico yoga e, 2 volte la settimana, camminate a passo veloce di circa 16 km.
Tutti i giorni aggiungo all’andata e al ritorno dal lavoro una passeggiata di 20 minuti.
Premetto che durante l’ecografia renale, a dispetto di mia sorella, mi è stato già diagnosticato il rene policistico su entrambi i lati, nella particolare forma a ferro di cavallo.
Prima di diventare vegana, sono stata vegetariana per 8 anni, ma abusavo sempre coi formaggi.

Il dolce è la nostra vera droga

Le mie analisi risultano essere nella norma e non presentano carenze significative, a parte il ferro e la vitamina B12, in linea con mia sorella.
Colazione, pranzo e cena sono pure in fotocopia.
Come mia sorella adoro la cioccolata, il cacao e i biscotti.
Il dolce, per entrambe, rappresenta una vera droga!

Chiediamo assistenza igienistica

Vorremmo ringraziarla dell’attenzione prestata e dei consigli che vorrà darci.
Qualora non ce la faccia a seguirci, le chiediamo di indirizzarci presso un buon igienista a Perugia o zone limitrofe.
Saremmo disposte a spostarci per fare la sua conoscenza, magari quando capita a Roma, onde analizzare da vicino il nostro caso, che forse quanto ora scritto non basta a spiegare.
Un saluto affettuoso.
E. ed N. da Perugia

*****

RISPOSTA

Chiedo venia per il grave ritardo nella mia risposta

Carissime E. ed N., non interpretate male il ritardo con cui vi rispondo, dovuto alla conferenza di Milano che è stata importante e simpatica, ma mi ha bloccato ed intasato la corrispondenza, incluso il vostro interessantissimo messaggio.
Non vi mando da nessuno, anche perché igienisti naturali veri e propri non si trovano facilmente, nemmeno nella bellissima regione umbra da cui mi scrivete.
Vi tengo tutte per me, tanto simpatiche e carine siete.

Siete già molto brave, e pure in grado di dare insegnamento

E poi, perché mai mandarvi in giro a cercare la salute, quando siete già su un livello di preparazione superiore a quello di tanti naturopati medici e non-medici?
Sono gli altri che devono venire da voi ad imparare.
Chiaro che potete interpellare Carmelo Scaffidi, che distribuisce ottimi consigli dalla ABIN di Bergamo (tel 035-340208, 338-9222610, info@abin.it), ed anche Franco Libero Manco, dall’AVA di Roma,
(06-7022863 e 333-9633050, francolibero.manco@fastwebnet.it).

Continuando sull’attuale stile di vita, non c’è bisogno di fare alcuna visita di controllo

Vostra nonna e vostra mamma non sarebbero finite in modo tormentato se si fossero comportate non dico come voi, ma almeno un quarto così bene di quanto state facendo voi due.
Chiaro che ci sono alcune cosette da migliorare ancora.
E non mi riferisco affatto a quel po’ di pizza e di pasta che consumate, al pane quotidiano, o al paio di cioccolate amare (non al latte) che di tanto in tanto trangugiate.
Non dovete vedere in me un satrapo che mette la gente sulla graticola a soffrire e a piangere.

È una questione di cultura ed abitudini familiari e sociali, non di ereditarietà

Il problema principale non sta nella vostra mirabile dieta adottata negli ultimi 3 anni, corroborata da un magnifico comportamento ginnico-atletico, ma piuttosto in quello che avete mangiato da piccole, da bambine, da adolescenti e da ventenni. Il problema sta soprattutto nei latticini. Non è dunque per niente questione di ereditarietà in senso stretto, ma di cultura e usanze familiari e sociali.

Tremila pasti virtuosi sono ottima cosa, ma non hanno ancora fatto da chiodo-scacciachiodo
per trentamila pasti tarocchi fatti in precedenza

Agli ultimi 3000 pasti virtuosi stile odierno, si contrappongono 30 mila e oltre pasti carichi di collosa caseina animale, e forse chissà anche di putrefattiva cadaverina, che hanno decurtato il vostro organismo della enorme quota di micronutrienti che esso domandava per poter sopravvivere al meglio.
Senza contare poi le compensazioni zuccherine in termini di gelati, panettoni, torrone e cioccolatini al latte, e simili, che hanno vicariato in modo improprio il vero succo zuccherino della frutta, immerso nella sua preziosa acqua biologica, naturalmente vitaminizzata-ormonizzata e mineralizzata.
Del resto, Perugia, assieme a Torino, è la capitale mondiale del cioccolato e del cacao.
Confesso che i Baci Perugina mi provocano tuttora l’acquolina in bocca.
Quando vado a fare una breve vacanza in zona Torino, torno pure io a casa con qualche quota di teobromina in più, che è poi l’alcaloide diuretico ma acidificante del cacao.
L’importante è che succeda non più di 4-5 volte l’anno.
Il potere della mente è enorme, ma non basta a sciogliere cisti e calcoli

Credete molto nel potere della mente.
Fate bene. Ci credo ovviamente pure io.
Ma il discorso vale se non vai a intasare e a guastare il tuo sangue con le cose sbagliate.
La mente, per quanto potente essa sia, non è in grado di sciogliere i calcoli e di provocare una disintegrazione delle cisti.

Parliamo un po’ del sistema renale

Parliamo un po’ di sistema renale, e così ci comprendiamo meglio.
I reni consistono in un paio di ghiandole rossastre a forma di fagiolo, che producono ed eliminano urina attraverso un processo di filtrazione e di riassorbimento.
Hanno il basilare compito di rimuovere i rifiuti azotati, i cataboliti, soprattutto l’urea, l’acido urico, l’ammoniaca dal nostro sangue, regolando pure le concentrazioni dei vari sali, in collaborazione e sinergia con la bile del fegato, con la pelle e coi polmoni.

Grazie a due milioni di nefroni, eliminiamo 3 litri di liquido al giorno

I reni contengono 2 milioni di nefroni, ovvero di unità funzionali renali, costituite dal glomerulo di Malpighi, contenuto nella capsula di Bowmann e dai tubuli contorti di Ferrein, che devono ricevere e filtrare da 1000 a 2000 litri di sangue al giorno, producendo nelle 24 ore 1 litro e mezzo di urina la quale, sommata al litro di acqua usata che si elimina col sudore e al mezzo litro eliminato con la respirazione, dà tre litri di liquido eliminata al giorno.
I glomeruli sono degli ultrafiltri setacciatori che trattengono i materiali a molecola più grossa dell’acqua e del cloruro di sodio.
I tubuli uriniferi (560 mila in ciascun rene) filtrano l’urea e l’acido urico.
Posti in linea retta formerebbero una sottilissima cordicella lunga 22 km.

La composizione dell’urina

Dal processo di filtrazione e purificazione del sangue, funzione specifica del sistema renale, è prodotta l’urina che, attraverso due tubetti (ureteri) passa alla vescica, da dove viene espulsa attraverso l’uretra.
L’urina ha composizione chimica assai complessa, e varia a seconda delle condizioni dell’organismo e dell’alimentazione.
Di norma è di colore giallo o giallo carico.
Su 1000 parti di urina, 950 sono di acqua, 20 di sostanze organiche (urea e acido urico) e 30 di sostanze inorganiche (cloruri, fosfati, solfati, carbonati, ammoniaca).

I reni sono indistruttibili, se il loro padrone non è un Lanzichenecco

Come tutti gli organi più nobili e fondamentali del corpo umano, i reni possiedono una grande resistenza.
Costituiscono una delle difese più poderose dell’organismo e, dal loro corretto funzionamento dipende gran parte della forma fisica e mentale.
Con la normalità digestiva, non c’è nel corpo alcuna accumulazione di sostanze estranee, e i reni fanno il loro lavoro ininterrottamente senza alcun problema.

Ci sono liquidi e liquidi

Quando però l’alimentazione è accompagnata da patologici fenomeni putrefattivi e fermentativi, da sostanze velenose e acidificanti tipo caffeine, theine, alcol, nicotine, e da somministrazioni medicali farmacologiche e vaccinatorie sommamente avvelenanti, si crea nell’organismo una accumulazione di impurità che rende il sangue non più sostanza fluida e facile da filtrare, ma miscela lipotossiemica orribilmente densa e viscosa, praticamente impossibile da setacciare.
Ognuno di noi può fornirsi di un setaccio a maglie sottili o magari di una tela filtrante, e sperimentare la differenza che passa tra filtrare un liquido fluido e uno denso.
A quel punto simpatizzerà sicuramente di più per il proprio stressato sistema renale.

La cause comuni sono sempre le stesse, e si chiamano costipazione, stitichezza e dissenteria

Tutte le malattie renali, dalle insufficienze, alle nefriti comuni, alle tubercolosi renali, alle calcolosi, ai reni policistici, hanno una causa comune che si chiama irritazione ed infiammazione gastrointestinale, che si chiama costipazione e stitichezza, che si trasforma inevitabilmente in irritazione renale, prostatica ed urinaria. Irritazione provocata dalle sostanze estranee ed incompatibili introdotte nel corpo per via nasale, orale e cutanea, le vie attraverso le quali ci alimentiamo.
Le droghe, i farmaci e i vaccini in particolare, obbligano i reni a un lavoro estenuante e improduttivo, in quanto i veleni peggiori non vengono nemmeno espulsi ma rimandati al mittente, e finiscono per depositarsi nell’adipe.

Il quintetto della morte: carne, latte, zucchero, caffè e fumo

Respirare aria inquinata, aria viziata, aria carica di fumo attivo e passivo, aumenta il lavoro dei reni e li indebolisce. Ostacolare la ventilazione della pelle con l’uso di indumenti troppo aderenti al corpo, obbliga i reni a superlavoro.
Ma, quello che scassa e demolisce irrimediabilmente il sistema renale è il quintetto della morte, composto da carne, latticini, zucchero, caffè e fumo.
Quando le putrefazioni intestinali degenerano e diventano fatto stabile, e quando la stitichezza diventa cronica, non si parla più di insufficienza ma di demolizione ed esaurimento della funzionalità renale.

L’unica strada possibile è quella della purificazione del sangue, altro che trapianti di rene

Non esistono strumenti validi nel carnet medicale, se non palliativi carichi di effetti collaterali.
I trattamenti offerti dalla medicina, a base di farmaci, vaccini, iniezioni, salassi, operazioni e trapianti, servono solo ad aggravare le condizioni dei pazienti, a convertire le patologie da regredibili in croniche e incurabili. L’unica strada possibile è quella semplice ma laboriosa della purificazione del sangue, della normalizzazione nutritiva e digestiva, altro che gli odiosi e lucrativi trapianti di rene.

La formula insostituibile del ripristino renale, epatico, ghiandolare e circolatorio

Frutta e verdura crude sono l’unico cibo umano privo di effetti devastanti.
Respirare aria pura sia di giorno che di notte è fondamentale.
Migliorare le tecniche di respirazione è altrettanto importante, e l’esercizio fisico permette un miglioramento circolatorio sia a livello sanguigno che a livello linfatico.
Responsabilizzare la pelle facendola traspirare e sudare, accaldandola e raffreddandola, ventilandola ed magnetizzandola al sole, toglie peso all’improbo lavoro dei nefroni.
Nessun tentativo di veganizzazione forzata, ma l’acido urico è il nemico numero uno dell’uomo

I sofferenti di problemi renali dovranno astenersi innanzitutto dalle carni bianche e rosse di terra e di acqua, dalla cacciagione e dalle uova, dal pesce e dai frutti di mare, dai formaggi e dalle fritture, dai legumi secchi, dalle bibite fermentate, dal caffè e dal the (meglio ripeterlo e sottolinearlo).
Perché questo accanimento contro tali sostanze? Vogliamo forse provocare una veganizzazione forzata della gente? La nostra filosofia in favore degli animali spingerebbe a dire di sì.
Ma qui ci limitiamo a parlare di salute, e non vogliamo andare fuori tema.

Trattasi di accanimento scientifico e non necessariamente ideologico

L’accanimento contro tali sostanze è un accanimento di tipo puramente scientifico e privo di connotati ideologici. Il corpo umano è privo di enzima uricasi, capace di demolire e metabolizzare gli acidi urici.
Gli animali carnivori invece ne hanno a bizzeffe. Per loro il discorso non vale.
L’acido urico nel corpo umano è peggio di Attila e di Tamerlano messi assieme.
Il creatore, che piaccia o no ai cosiddetti onnivori-carnivori, ha fatto l’uomo fruttariano.
Lo andiamo ripetendo in tutte le tonalità e in tutte le salse.
Se qualcuno si tappa le orecchie per non ascoltare questa incontrovertibile verità, la colpa non è nostra.

Digiuno prolungato e alimentazione crudista sono garanzia assoluta di recupero

Tornando a voi, sorelline E. ed N., il metodo più radicale per eliminare drasticamente le cisti rimane il digiuno prolungato e l’acqua leggera.
Anche l’alimentazione tendenzialmente crudista, che del resto state già praticando, vi aiuterà a contenere il problema e a impedire complicazioni e aggravamenti.
Come detto all’inizio, qualche pizza sottile e carica di verdure fresche, qualche piatto di pasta integrale al dente con tante verdure, il pane integrale quotidiano fatto in casa, sono tutte cose mantenibili.
Le ricette di cibi essicati possono andar bene, a patto di non esagerare e di compensare poi il secco con maggiori quantità di frutta acquosa.

L’acqua biologica o bio-acqua al centro di ogni attenzione

Mai scordare il ruolo centrale che ha nell’alimentazione l’acqua biologica della frutta.
Chi mette al centro della propria vita la bio-acqua, e fa scomparire letteralmente la proteina nobile e la B12, e massimizza l’apporto di vitamina C ed E, di fibre naturali e di fitonutrienti, si mette al riparo da ogni amara sorpresa. Nessun problema per la ferritina bassa e la B12 bassa, trattandosi di condizioni costituzionali non patologiche ma semmai virtuose, cioè non allineate con le tabelle FDA, calcolate su campioni umani carichi di latenti patologie.

Sudare è ottima cosa, e i prodotti contro la traspirazione sono un ennesimo insulto alla salute

Il fatto di sudare abbondantemente non è cattivo segno, ma al contrario dimostra un’ottima funzionalità cutanea.
Sudare fa benissimo, a condizione di avere con sé un panno per asciugarsi e della biancheria asciutta di ricambio, e se possibile una doccia, o un corso d’acqua per rinfrescarsi immediatamente prima che il corpo si raffreddi.
Una buona sorgente d’acqua fresca non fa mai male in quelle condizioni.
Via le tisane e le bevande calde, via i biscotti e la cioccolata. Piano coi legumi.
Durante le vostre camminate in zona verde, imparate a raccogliere le verdure selvatiche

Aumentare ancora di più la percentuale di frutta, soprattutto quella acquosa.
Inserire a giorni alterni dei centrifugati di carote, sedani, rape, bietole, topinambur, zenzero, ananas, mele.
Inserire dei panini alle verdure (più pinoli, avocado, crema di olive, carciofini, funghi) da portare con voi in ufficio, al fine di evitare crisi caloriche e tentazioni compensative in zona cioccolato.
Non lasciarsi scappare tutti i tipi di cicorie, il tarassaco, il selene, l’acetosa, la piantaggine, la malva, la valerianella e tutte le piante verdi che spuntano in questi giorni nei prati e nei boschi.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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8 commenti

  1. La ringraziamo di cuore prof. Vaccaro dei suoi utilissimi consigli, ma vorremmo avere una linea guida per poter praticare il cosiddetto "digiuno prolungato". Di quanti giorni si trattano? Con quale frequenza occorre ripeterli? L'attività fisica può essere svolta? Appena terminato il digiuno, per non provocare danni all'organismo, come dobbiamo alimentarci, considerando ovviamente i cibi crudi? Per entrambe è la prima esperienza e pur lavorando, come ci consiglia di procedere per non subire grossi shock, cali fisici e relativi scompensi? Tantissime domande, ma vorremmo svolgere questo periodo di digiuno in modo efficace e senza provocare ulteriori problemi ai nostri organismi. Grazie di cuore. Un saluto affettuoso. E. e N di Perugia.

  2. E' difficile dire quanti giorni e se basterà un solo digiuno o magari 2-3 sessioni successive a distanza.
    In genere il digiuno si interrompe quando la lingua si rinormalizza, l'alito ridiventa gradevole, le urine si schiariscono e torna l'appetito.
    Il digiuno non rappresenta una demolizione del corpo, e nemmeno un indebolimento o una messa a rischio. L'energia proviene dal fatto che si realizza un risparmio energetico-calorico dallo stop alle dispersioni energetiche-digestive.
    Il corpo affamato autocannibalizzerà per autolisi ogni grasso interno e ogni escrescenza interna, incluso cisti e indurimenti tumorali di qualsiasi genere.
    Dal momento che siete persone sane ed efficienti, nonchè giovani e reattive, è possibile che vi bastino 2-3 digiuni da farsi nel weekend.
    Fatene uno di prova, da brave autodidatte che si aiutano e si consultano vicendevolmente.
    Fornitevi di tutta l'acqua che serve e restate tranquille a riposare, senza dispersioni caloriche.
    Non ci saranno shock o cose drammatiche per il vostro organismo.
    Non dovete comunque affrontare il digiuno come si trattasse di un dramma.
    OIn quel caso meglio non farlo e continuiare col vostro attuale ritmo.
    La cosa basilare è non vivere con l'ansia.
    Il vostro attuale modo di vivere e di alimentarvi è già garanzia di salute, indipendentemente dal problema renale.
    Fate più nudismo, più solarium, più bagni caldi-freddi e, con la vostra alimentazione attuale che è già di tipo eliminativo, raggiungerete gli obiettivi normalizzanti nel lungo periodo.
    Basterà ritoccare qualcosa nel modo che vi ho indicato.
    Un abbraccio a entrambe. Valdo Vaccaro
    Resto a vostra disposizione nei modi da voi desiderati.
    Sono in partenza tra pochi giorni, ma controllo giornalmente o quasi la posta.

  3. Grazie, Valdo di cuore e scusaci se ci siamo permesse di darti del TU.
    Buon viaggio e ancora grazie.
    Un abbraccio.
    E. e N.

  4. Grazie di cuore! Ho anche io reni, fegato e pancreas policistici e sto da 2 anni mantenendo una dieta fruttariana (con qualche sgarro) ma nei suoi consigli alle due sorelle trovo tante novità e ne farò teosoro. Ho anche io una madre (per fortuna ancora in vita) che ha avuto il trapianto di un rene e vedo come soffre e come ha sofferto, non voglio per nulla al mondo arrivare alle sue condizioni. Grazie di nuovo!

  5. Pierantonio De Blasi on

    Un saluto alle due sorelle. Vi chiedo se avete risolto i problemi e se avete provato con il digiuno. Magari avete qualche consiglio, perché ho anch'io i reni uniti a ferro di cavallo e fabbrica di calcoli. Saluti, Pierantonio.

    • Evita Quintavalli on

      Ciao Antonio, sono Evita, una delle due sorelle perugine…i consigli funzionano, soprattutto i digiuni. Noterai dei miglioramenti…Un augurio. Ciao

  6. Lei dott. Vaccaro è sicuramente esperto ed ha studiato molto ma io parlo a livello di esperienze personali, gia dall'ecografia prenatale era appurato che i miei reni ed il fegato fossero polocistici e quindi non potevo aver fatto gia tanti dannni al mio corpo. Dai 20 anni in poi non ho mangiato carne poichè mi dava nausea, mangiavo molta verdura cruda, pesavo 45 chili per 1,65 di altezza, quindi ero molto magra, ma la creatinina aumentava velocemente fino a superare i 10. Son dovuta entrare in dialisi ma, come lei spiega, non mi pare di aver fatto una vita di stravizi e di essermi meritata questa malattia. Ora i vegetali in genere mi son quasi proibiti a causa del potassio che contengono, latticini non ne assumo a causa di dverticoli che purtroppo mi han trovato, oltrettutto come lei ben sa devo andar molto cauta con liquidi e frutta in genere per non portar troppo peso alle sedute di dialisi e avere conseguenti cali dei pressione. Attendo il trapianto con ansia e non credo sia una sventura poterlo fare, anzi. Mi dica lei che alternative avrei, Grazie

  7. Daniela Coletta on

    ho provato ma senza successo a scaricare la tesina sulla
    dieta per rene policistico
    e altre tesi correlate su tutto ciò che riguarda il rene policistico
    sono proprio incapace! – ma non dispero. Qualcuno può mandarmi il pdf via mail a daniela.colli@gmail.com
    vi sono grata! per me è importante! – grazie